Diodati This Bible is in the Public Domain. (I)

Genesi 1:1 NEL principio Iddio creò il cielo e la terra. (I)

Genesi 1:2 E la terra era una cosa deserta e vacua; e tenebre erano sopra la faccia dell’abisso. E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque. (I)

Genesi 1:3 E Iddio disse: Sia la luce. E la luce fu. (I)

Genesi 1:4 E Iddio vide che la luce era buona. E Iddio separò la luce dalle tenebre. (I)

Genesi 1:5 E Iddio nominò la luce Giorno, e le tenebre Notte. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il primo giorno. (I)

Genesi 1:6 Poi Iddio disse: Siavi una distesa tra le acque, la quale separi le acque dalle acque. (I)

Genesi 1:7 E Iddio fece quella distesa: e separò le acque che son disotto alla distesa, da quelle che son disopra d’essa. E così fu. (I)

Genesi 1:8 E Iddio nominò la distesa Cielo. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il secondo giorno. (I)

Genesi 1:9 Poi Iddio disse: Sieno tutte le acque, che son sotto al cielo, raccolte in un luogo, ed apparisca l’asciutto. E così fu. (I)

Genesi 1:10 E Iddio nominò l’asciutto Terra, e la raccolta delle acque Mari. E Iddio vide che ciò era buono. (I)

Genesi 1:11 Poi Iddio disse: Produca la terra erba minuta, erbe che facciano seme, ed alberi fruttiferi che portino frutto, secondo le loro specie; il cui seme sia in esso, sopra la terra. E così fu. (I)

Genesi 1:12 La terra adunque produsse erba minuta, erbe che fanno seme, secondo le loro specie, ed alberi che portano frutto, il cui seme è in esso, secondo le loro specie. E Iddio vide che ciò era buono. (I)

Genesi 1:13 Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il terzo giorno. (I)

Genesi 1:14 Poi Iddio disse: Sienvi de’ luminari nella distesa del cielo, per far distinzione tra il giorno e la notte: e quelli sieno per segni, e per distinguer le stagioni e i giorni e gli anni. (I)

Genesi 1:15 E sieno per luminari nella distesa del cielo, per recar la luce in su la terra. E così fu. (I)

Genesi 1:16 Iddio adunque fece i due gran luminari il maggiore per avere il reggimento del giorno, e il minore per avere il reggimento della notte, e le stelle. (I)

Genesi 1:17 E Iddio li mise nella distesa del cielo, per recar la luce sopra la terra, (I)

Genesi 1:18 e per avere il reggimento del giorno e della notte, e per separar la luce dalle tenebre. E Iddio vide che ciò era buono. (I)

Genesi 1:19 Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il quarto giorno. (I)

Genesi 1:20 Poi Iddio disse: Producano le acque copiosamente rettili, che sieno animali viventi; e volino gli uccelli sopra la terra, e per la distesa del cielo. (I)

Genesi 1:21 Iddio adunque creò le grandi balene, ed ogni animal vivente che va serpendo; i quali animali le acque produssero copiosamente, secondo le loro specie; ed ogni sorta di uccelli che hanno ale, secondo le loro specie. E Iddio vide che ciò era buono. (I)

Genesi 1:22 E Iddio li benedisse, dicendo: Figliate, moltiplicate, ed empiete le acque ne’ mari; moltiplichino parimente gli uccelli sulla terra. (I)

Genesi 1:23 Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il quinto giorno. (I)

Genesi 1:24 Poi Iddio disse: Produca la terra animali viventi, secondo le loro specie; bestie domestiche, rettili e fiere della terra, secondo le loro specie. E così fu. (I)

Genesi 1:25 Iddio adunque fece le fiere della terra, secondo le loro specie; e gli animali domestici, secondo le loro specie; ed ogni sorta di rettili della terra, secondo le loro specie. E Iddio vide che ciò era buono. (I)

Genesi 1:26 Poi Iddio disse: Facciamo l’uomo alla nostra immagine, secondo la nostra somiglianza; ed abbia la signoria sopra i pesci del mare, e sopra gli uccelli del cielo, e sopra le bestie, e sopra tutta la terra, e sopra ogni rettile che serpe sopra la terra. (I)

Genesi 1:27 Iddio adunque creò l’uomo alla sua immagine; egli lo creò all’immagine di Dio; egli li creò maschio e femmina. (I)

Genesi 1:28 E Iddio li benedisse, e disse loro: Fruttate e moltiplicate, ed empiete la terra, e rendetevela soggetta, e signoreggiate sopra i pesci del mare, e sopra gli uccelli del cielo, e sopra ogni bestia che cammina sopra la terra. (I)

Genesi 1:29 Oltre a ciò, Iddio disse: Ecco, io vi do tutte l’erbe che producono seme, che son sopra tutta la terra; e tutti gli alberi fruttiferi che fanno seme. Queste cose vi saranno per cibo. (I)

Genesi 1:30 Ma a tutte le bestie della terra, ed a tutti gli uccelli del cielo, ed a tutti gli animali che serpono sopra la terra, ne’ quali è anima vivente, io do ogni erba verde per mangiarla. E così fu. (I)

Genesi 1:31 E Iddio vide tutto quello ch’egli avea fatto; ed ecco, era molto buono. Così fu sera, e poi fu mattina, che fu il sesto giorno. (I)

Genesi 2:1 Così furono compiuti i cieli e la terra, e tutto l’esercito di quelli. (I)

Genesi 2:2 Ora, avendo Iddio compiuta nel settimo giorno l’opera sua, la quale egli avea fatta, si riposò nel settimo giorno da ogni sua opera, che egli avea fatta. (I)

Genesi 2:3 E Iddio benedisse il settimo giorno, e lo santificò; perciocchè in esso egli s’era riposato da ogni sua opera ch’egli avea creata, per farla. (I)

Genesi 2:4 TALI furono le origini del cielo e della terra, quando quelle cose furono create, nel giorno che il Signore Iddio fece la terra e il cielo; (I)

Genesi 2:5 e ogni albero ed arboscello della campagna, avanti che ne fosse alcuno in su la terra; ed ogni erba della campagna, avanti che ne fosse germogliata alcuna; perciocchè il Signore Iddio non avea ancora fatto piovere in su la terra, e non v’era alcun uomo per lavorar la terra. (I)

Genesi 2:6 Or un vapore saliva dalla terra, che adacquava tutta la faccia della terra. (I)

Genesi 2:7 E il Signore Iddio formò l’uomo del la polvere della terra, e gli alitò nelle nari un fiato vitale; e l’uomo fu fatto anima vivente. (I)

Genesi 2:8 Or il Signore Iddio piantò un giardino in Eden, dall’Oriente, e pose quivi l’uomo ch’egli avea formato. (I)

Genesi 2:9 E il Signore Iddio fece germogliar dalla terra ogni sorta d’alberi piacevoli a riguardare, e buoni a mangiare; e l’albero della vita, in mezzo del giardino; e l’albero della conoscenza del bene e del male. (I)

Genesi 2:10 Ed un fiume usciva di Eden, per adacquare il giardino; e di là si spartiva in quattro capi. (I)

Genesi 2:11 Il nome del primo è Pison; questo è quello che circonda tutto il paese di Havila, ove è dell’oro. (I)

Genesi 2:12 E l’oro di quel paese è buono; quivi ancora si trovano le perle e la pietra onichina. (I)

Genesi 2:13 E il nome del secondo fiume è Ghihon; questo è quello che circonda tutto il paese di Cus. (I)

Genesi 2:14 E il nome del terzo fiume è Hiddechel; questo è quello che corre di rincontro all’Assiria. E il quarto fiume è l’Eufrate. (I)

Genesi 2:15 Il Signore Iddio adunque prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, per lavorarlo, e per guardarlo. (I)

Genesi 2:16 E il Signore Iddio comandò all’uomo, dicendo: Mangia pur d’ogni albero del giardino. (I)

Genesi 2:17 Ma non mangiar dell’albero della conoscenza del bene e del male; perciocchè, nel giorno che tu ne mangerai per certo tu morrai. (I)

Genesi 2:18 Il Signore Iddio disse ancora: E’ non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto convenevole a lui. (I)

Genesi 2:19 Or il Signore Iddio, avendo formate della terra tutte le bestie della campagna, e tutti gli uccelli del cielo, li menò ad Adamo, acciocchè vedesse qual nome porrebbe a ciascuno di essi; e che qualunque nome Adamo ponesse a ciascuno animale, esso fosse il suo nome. (I)

Genesi 2:20 E Adamo pose nome ad ogni animal domestico, ed agli uccelli del cielo, e ad ogni fiera della campagna; ma non si trovava per Adamo aiuto convenevole a lui. (I)

Genesi 2:21 E il Signore Iddio fece cadere un profondo sonno sopra Adamo, onde egli si addormentò; e Iddio prese una delle coste di esso, e saldò la carne nel luogo di quella. (I)

Genesi 2:22 E il Signore Iddio fabbricò una donna della costa che egli avea tolta ad Adamo, e la menò ad Adamo. (I)

Genesi 2:23 E Adamo disse: A questa volta pure ecco osso delle mie ossa, e carne della mia carne; costei sarà chiamata femmina d’uomo, conciossiachè costei sia stata tolta dall’uomo. (I)

Genesi 2:24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e si atterrà alla sua moglie, ed essi diverranno una stessa carne. (I)

Genesi 2:25 Or amendue, Adamo e la sua moglie, erano ignudi, e non se ne vergognavano. (I)

Genesi 3:1 OR il serpente era astuto più che qualunque altra bestia della campagna, che il Signore Iddio avesse fatta. Ed esso disse alla donna: Ha pure Iddio detto: Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino? (I)

Genesi 3:2 E la donna disse al serpente: Noi possiamo mangiare del frutto degli alberi del giardino. (I)

Genesi 3:3 Ma del frutto dell’albero, ch’è in mezzo del giardino, Iddio ha detto: Non ne mangiate, e nol toccate, chè non muoiate. (I)

Genesi 3:4 E il serpente disse alla donna: Voi non morreste punto. (I)

Genesi 3:5 Ma Iddio sa che, nel giorno che voi ne mangereste, i vostri occhi si aprirebbero; onde sareste come dii, avendo conoscenza del bene e del male. (I)

Genesi 3:6 La donna adunque, veggendo che il frutto dell’albero era buono a mangiare, e ch’era dilettevole a vedere e che l’albero era desiderabile per avere intelletto, prese del frutto, e ne mangiò, e ne diede ancora al suo marito, acciocchè ne mangiasse seco. Ed egli ne mangiò. (I)

Genesi 3:7 Allora gli occhi di amendue loro si apersero, e conobbero ch’erano ignudi; onde cucirono insieme delle foglie di fico, e se ne fecero delle coperte da cignersi attorno. (I)

Genesi 3:8 Poi, all’aura del dì, udirono la voce del Signore Iddio che camminava per lo giardino. E Adamo, con la sua moglie, si nascose dal cospetto del Signore Iddio, per mezzo gli alberi del giardino. (I)

Genesi 3:9 E il Signore Iddio chiamò Adamo, e gli disse: Ove sei? (I)

Genesi 3:10 Ed egli disse: Io intesi la tua voce per lo giardino, e temetti, perciocchè io era ignudo; e mi nascosi. (I)

Genesi 3:11 E Iddio disse: Chi ti ha mostrato che tu fossi ignudo? Hai tu mangiato del frutto dell’albero, del quale io ti avea vietato di mangiare? (I)

Genesi 3:12 E Adamo disse: La donna, che tu hai posta meco, è quella che mi ha dato del frutto dell’albero, ed io ne ho mangiato. (I)

Genesi 3:13 E il Signore Iddio disse alla donna: Che cosa è questo che tu hai fatto? E la donna rispose: Il serpente mi ha sedotta, ed io ho mangiato di quel frutto. (I)

Genesi 3:14 Allora il Signore Iddio disse al serpente: Perciocchè tu hai fatto questo, sii maledetto sopra ogni altro animale, e sopra ogni altra bestia della campagna; tu camminerai in sul tuo ventre, e mangerai la polvere tutti i giorni della tua vita. (I)

Genesi 3:15 Ed io metterò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di essa; essa progenie ti triterà il capo e tu le ferirai il calcagno. (I)

Genesi 3:16 Poi disse alla donna: Io accrescerò grandemente i dolori del tuo parto e della tua gravidanza; tu partorirai figliuoli con dolori, e i tuoi desiderii dipenderanno dal tuo marito, ed egli signoreggerà sopra te. (I)

Genesi 3:17 E ad Adamo disse: Perciocchè tu hai atteso alla voce della tua moglie, ed hai mangiato del frutto dell’albero, del quale io ti avea data questo comandamento: Non mangiarne: la terra sarà maledetta per cagion tua; tu mangerai del frutto di essa con affanno, tutti i giorni della tua vita. (I)

Genesi 3:18 Ed ella ti produrrà spine e triboli; e tu mangerai l’erba de’ campi. (I)

Genesi 3:19 Tu mangerai il pane col sudor del tuo volto, fin che tu ritorni in terra; conciossiachè tu ne sii stato tolto; perciocchè tu sei polvere, tu ritornerai altresì in polvere. (I)

Genesi 3:20 E Adamo pose nome Eva alla sua moglie; perciocchè ella è stata madre di tutti i viventi. (I)

Genesi 3:21 E il Signore Iddio fece delle toniche di pelle ad Adamo ed alla sua moglie; e li vestì. (I)

Genesi 3:22 Poi il Signore Iddio disse: Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi, avendo conoscenza del bene e del male; ora adunque e’ si convien provvedere che talora egli non istenda la mano, e non prenda ancora del frutto dell’albero della vita, e ne mangi, e viva in perpetuo. (I)

Genesi 3:23 Perciò il Signore Iddio mandò l’uomo fuor del giardino di Eden, per lavorar la terra, dalla quale era stato tolto. (I)

Genesi 3:24 Così egli cacciò l’uomo, e pose dei Cherubini davanti al giardino di Eden, con una spada fiammeggiante che si vibrava in giro, per guardar la via dell’albero della vita. (I)

Genesi 4:1 OR Adamo conobbe la sua moglie, ed ella concepette, e partorì Caino, e disse: Io ho acquistato un uomo col Signore. (I)

Genesi 4:2 Poi partorì ancora Abele, fratello di esso. Ed Abele fu pastore di pecore, e Caino fu lavorator della terra. (I)

Genesi 4:3 Or avvenne, in capo di alquanto tempo, che Caino offerse al Signore offerta de’ frutti della terra. (I)

Genesi 4:4 Ed Abele offerse anch’esso de’ primogeniti delle sue pecore, e del grasso di esse. E il Signore riguardò ad Abele ed alla sua offerta. (I)

Genesi 4:5 Ma non riguardò a Caino, nè alla sua offerta; onde Caino si sdegnò grandemente, e il suo volto fu abbattuto. (I)

Genesi 4:6 E il Signore disse a Caino: Perchè sei tu sdegnato? e perchè è il tuo volto abbattuto? (I)

Genesi 4:7 Se tu fai bene, non vi sarà egli esaltazione? ma altresì, se tu fai male, il peccato giace alla porta. Ora i desiderii di esso dipendono da te, e tu hai la signoria sopra lui. (I)

Genesi 4:8 E Caino disse ad Abele suo fratello: Andiamo ai campi. Ed avvenne che essendo essi ai campi, Caino si levò contro ad Abele suo fratello, e l’uccise. (I)

Genesi 4:9 E il Signore disse a Caino: Ov’è Abele tuo fratello? Ed egli disse: Io non so; sono io guardiano del mio fratello? (I)

Genesi 4:10 E il Signore gli disse: Che hai fatto? ecco la voce del sangue del tuo fratello grida a me dalla terra. (I)

Genesi 4:11 Ora dunque tu sei maledetto, e sarai cacciato dalla terra, che ha aperta la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano. (I)

Genesi 4:12 Quando tu lavorerai la terra, ella non continuerà più di renderti la sua virtù; e tu sarai vagabondo ed errante sulla terra. (I)

Genesi 4:13 E Caino disse al Signore: La mia iniquità è più grande che io non posso portare. (I)

Genesi 4:14 Ecco, tu mi hai oggi cacciato d’in su la faccia della terra, ed io sarò nascosto dal tuo cospetto, e sarò vagabondo ed errante sulla terra; ed avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà. (I)

Genesi 4:15 E il Signore gli disse: Perciò, chiunque ucciderà Caino sarà punito a sette doppi più che Caino. E il Signore pose un segnale in Caino, acciocchè alcuno, trovandolo, non lo uccidesse. (I)

Genesi 4:16 E Caino si partì dal cospetto del Signore, e dimorò nel paese di Nod, dalla parte orientale di Eden. (I)

Genesi 4:17 E Caino conobbe la sua moglie, ed ella concepette, e partorì Enoch. Poi egli si mise ad edificare una città, e la nominò del nome del suo figliuolo Enoch. (I)

Genesi 4:18 E ad Enoch nacque Irad; ed Irad generò Mehujael; e Mehujael generò Metusael; e Metusael generò Lamec. (I)

Genesi 4:19 E Lamec si prese due mogli; il nome dell’una delle quali era Ada, e il nome dell’altra Silla. (I)

Genesi 4:20 E Ada partorì Iabal. Esso fu padre di coloro che dimorano in tende, e son mandriani. (I)

Genesi 4:21 E il nome del suo fratello fu Iubal. Esso fu padre di tutti coloro che maneggiano la cetera e l’organo. (I)

Genesi 4:22 E Silla partorì anch’ella Tubal-cain, il quale ha ammaestrato ogni fabbro di rame e di ferro; e la sorella di Tubal-cain fu Naama. (I)

Genesi 4:23 E Lamec disse ad Ada e Silla sue mogli: Ascoltate la mia voce, mogli di Lamec; Porgete l’orecchio al mio parlare. Certo io ho ucciso un uomo, dandogli una ferita; Ed un giovane, dandogli una percossa. (I)

Genesi 4:24 Se Caino è vendicato a sette doppi, Lamec lo sarà a settanta volte sette doppi. (I)

Genesi 4:25 E Adamo conobbe ancora la sua moglie; ed ella partorì un figliuolo, e gli pose nome Set; perciocchè, disse ella, Iddio mi ha riposta un’altra progenie in luogo di Abele, che Caino ha ucciso. (I)

Genesi 4:26 Ed a Set ancora nacque un figliuolo; ed egli gli pose nome Enos. Allora si cominciò a nominare una parte degli uomini del Nome del Signore. (I)

Genesi 5:1 QUESTA è la descrizione delle generazioni di Adamo. Nel giorno che Iddio creò l’uomo, egli lo fece alla sua somiglianza. (I)

Genesi 5:2 Egli li creò maschio e femmina, e li benedisse, e pose loro nome UOMO, nel giorno che furono creati. (I)

Genesi 5:3 Ora Adamo, essendo vivuto centotrent’anni, generò un figliuolo alla sua somiglianza, secondo la sua immagine; e gli pose nome Set. (I)

Genesi 5:4 E il tempo che visse Adamo, dopo ch’ebbe generato Set, fu ottocent’anni; e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:5 Così tutto il tempo che visse Adamo fu novecentrent’anni; poi morì. (I)

Genesi 5:6 E Set, essendo vivuto centocinque anni, generò Enos. (I)

Genesi 5:7 E Set, dopo che ebbe generato Enos, visse ottocensette anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:8 Così tutto il tempo che visse Set fu novecendodici anni; poi morì. (I)

Genesi 5:9 Ed Enos, essendo vivuto novant’anni, generò Chenan. (I)

Genesi 5:10 Ed Enos, dopo ch’ebbe generato Chenan, visse ottocenquindici anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:11 Così tutto il tempo che visse Enos fu novecencinque anni; poi morì. (I)

Genesi 5:12 E Chenan, essendo vivuto settant’anni, generò Mahalaleel. (I)

Genesi 5:13 E Chenan, dopo ch’ebbe generato Mahalaleel, visse ottocento quaranta anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:14 Così tutto il tempo che Chenan visse fu novecendieci anni; poi morì. (I)

Genesi 5:15 E Mahalaleel, essendo vivuto sessantacinque anni, generò Iared. (I)

Genesi 5:16 E Mahalaleel, dopo ch’ebbe generato Iared, visse ottocento trenta anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:17 Così tutto il tempo che Mahalaleel visse fu ottocento novanta cinque anni; poi morì. (I)

Genesi 5:18 E Iared, essendo vivuto censessantadue anni, generò Enoc. (I)

Genesi 5:19 E Iared, dopo ch’ebbe generato Enoc, visse ottocent’anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:20 Così tutto il tempo che Iared visse fu novecento sessantadue anni; poi morì. (I)

Genesi 5:21 Ed Enoc essendo vivuto sessantacinque anni, generò Metusela. (I)

Genesi 5:22 Ed Enoc, dopo ch’ebbe generato Metusela, camminò con Dio per lo spazio di trecent’anni e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:23 Così, tutto il tempo che Enoc visse fu trecento sessanta cinque anni. (I)

Genesi 5:24 E dopo che Enoc fu camminato con Dio, non si vide più; perciocchè Iddio lo prese. (I)

Genesi 5:25 E Metusela, essendo vivuto cento ottantasette anni, generò Lamec. (I)

Genesi 5:26 E Metusela, dopo ch’ebbe generato Lamec, visse settecento ottantadue anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:27 Così, tutto il tempo che Metusela visse fu novecento sessantanove anni; poi morì. (I)

Genesi 5:28 E Lamec, essendo vivuto cento ottantadue anni, generò un figliuolo. (I)

Genesi 5:29 E gli pose nome Noè, dicendo: Costui ci consolerà della nostra opera, e della fatica delle nostre mani, la quale portiamo per cagion della terra che il Signore ha maladetta. (I)

Genesi 5:30 E Lamec, dopo ch’ebbe generato Noè, visse cinquecento novantacinque anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 5:31 Così tutto il tempo che Lamec visse fu settecento settantasette anni; poi morì. (I)

Genesi 5:32 E Noè, essendo di età di cinquecent’anni, generò Sem, Cam e Iafet. (I)

Genesi 6:1 OR avvenne che, quando gli uomini cominciarono a moltiplicar sopra la terra, e che furono loro nate delle figliuole, (I)

Genesi 6:2 i figliuoli di Dio, veggendo che le figliuole degli uomini erano belle, si presero per mogli quelle che si scelsero d’infra tutte. (I)

Genesi 6:3 E il Signore disse: Lo Spirito mio non contenderà in perpetuo con gli uomini; perciocchè anche non sono altro che carne; e il termine loro sarà centovent’anni. (I)

Genesi 6:4 In quel tempo i giganti erano in su la terra, e furono anche dappoi, quando i figliuoli di Dio entrarono dalle figliuole degli uomini, ed esse partorirono loro de’ figliuoli. Costoro son quegli uomini possenti, i quali già anticamente erano uomini famosi. (I)

Genesi 6:5 E il Signore, veggendo che la malvagità degli uomini era grande in terra; e che tutte le immaginazioni de’ pensieri del cuor loro non erano altro che male in ogni tempo, (I)

Genesi 6:6 ei si pentì d’aver fatto l’uomo in su la terra, e se ne addolorò nel cuor suo. (I)

Genesi 6:7 E il Signore disse: Io sterminerò d’in su la terra gli uomini che io ho creati; io sterminerò ogni cosa, dagli uomini fino agli animali, ai rettili ed agli uccelli del cielo; perciocchè io mi pento di averli fatti. (I)

Genesi 6:8 Ma Noè trovò grazia appo il Signore. (I)

Genesi 6:9 Queste son le generazioni di Noè. Noè fu uomo giusto, intiero nelle sue età, e camminò con Dio. (I)

Genesi 6:10 E generò tre figliuoli: Sem, Cam e Iafet. (I)

Genesi 6:11 Ora, la terra si era corrotta nel cospetto di Dio, ed era piena di violenza. (I)

Genesi 6:12 E Iddio riguardò la terra, ed ecco era corrotta; poichè ogni carne aveva corrotta la sua via in su la terra. (I)

Genesi 6:13 E Iddio disse a Noè: Appo me la fine di ogni carne è giunta; perciocchè la terra è ripiena di violenza per cagion di costoro; ed ecco io li farò perire, insieme con la terra. (I)

Genesi 6:14 Fatti un’Arca di legno di Gofer; falla a stanze, ed impeciala, di fuori e di dentro, con pece. (I)

Genesi 6:15 E questa è la forma della qual tu la farai: la lunghezza di essa sia di trecento cubiti, e la larghezza di cinquanta cubiti, e l’altezza di trenta cubiti. (I)

Genesi 6:16 E da’ lume all’Arca; e fa’ il comignolo di essa disopra di un cubito; e metti la porta dell’Arca al lato di essa; falla a tre palchi, basso, secondo e terzo. (I)

Genesi 6:17 Ed ecco io farò venir sopra la terra il diluvio delle acque, per far perir di sotto al cielo ogni carne in cui è alito di vita; tutto ciò ch’è in terra morrà. (I)

Genesi 6:18 Ma io fermerò il mio patto teco; e tu entrerai nell’Arca, tu, ed i tuoi figliuoli, e la tua moglie, e le mogli de’ tuoi figliuoli teco. (I)

Genesi 6:19 E di ogni creatura vivente, di ogni carne, fanne entrar dentro l’Arca due per ciascuna, che saranno maschio e femmina, per conservarli in vita teco. (I)

Genesi 6:20 Degli uccelli, secondo le loro specie; delle bestie, secondo le loro specie; e di tutti i rettili, secondo le loro specie; due per ciascuna verranno a te, per esser conservati in vita. (I)

Genesi 6:21 E tu, prenditi di ogni cibo che si mangia, ed accoglilo appresso a te; acciocchè sia a te ed a quegli animali per cibo. (I)

Genesi 6:22 E Noè fece così; egli fece secondo tutto ciò che Iddio gli avea comandato. (I)

Genesi 7:1 Poi il Signore disse a Noè: Entra tu, e tutta la tua famiglia dentro l’Arca; perciocchè in questa età io ti ho veduto giusto davanti a me. (I)

Genesi 7:2 Di ciascuna specie di animali mondi, prendine sette paia, maschio e femmina; e degli animali immondi, un paio, un maschio e la sua femmina. (I)

Genesi 7:3 Degli uccelli del cielo, prendine parimente di ciascuna specie sette paia, maschio e femmina; per conservarne in vita la generazione sopra la terra. (I)

Genesi 7:4 Perciocchè fra qui e sette dì, io farò piovere in su la terra per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti, e sterminerò d’in su la terra ogni cosa sussistente che io ho fatta. (I)

Genesi 7:5 E Noè fece secondo tutto ciò che il Signore gli avea comandato. (I)

Genesi 7:6 Or Noè era di età di seicento anni, quando il diluvio fu, e le acque vennero sopra la terra. (I)

Genesi 7:7 E Noè, insieme co’ suoi figliuoli, e con la sua moglie, e con le mogli de’ suoi figliuoli, entrò nell’Arca d’innanzi alle acque del diluvio. (I)

Genesi 7:8 Degli animali mondi, e degli animali immondi, e degli uccelli, e di tutto ciò che serpe in su la terra, (I)

Genesi 7:9 ne vennero delle paia, maschio e femmina, a Noè, dentro l’Arca; come Iddio avea comandato a Noè. (I)

Genesi 7:10 Ed avvenne, al termine de’ sette giorni, che le acque del diluvio vennero sopra la terra. (I)

Genesi 7:11 L’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, nel decimosettimo giorno del mese, in quel giorno tutte le fonti del grande abisso scoppiarono, e le cateratte del cielo furono aperte. (I)

Genesi 7:12 E la pioggia fu in su la terra, per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti. (I)

Genesi 7:13 In quel giorno stesso Noè entrò nell’Arca, insieme con Sem, Cam e Iafet, suoi figliuoli, e con la sua moglie, e con le tre mogli de’ suoi figliuoli. (I)

Genesi 7:14 Essi vi entrarono, ed anche fiere de ogni specie, ed animali domestici di ogni specie, e rettili che serpono sopra la terra di ogni specie, ed uccelli di ogni specie, ed uccelletti di ogni sorta di qualunque ala. (I)

Genesi 7:15 In somma, di ogni carne, in cui è alito di vita, ne venne un paio a Noè dentro l’Arca. (I)

Genesi 7:16 E gli animali che vennero erano maschio e femmina, come Iddio avea comandato a Noè. Poi il Signore serrò l’Arca sopra esso. (I)

Genesi 7:17 E il diluvio venne sopra la terra, per lo spazio di quaranta giorni; e le acque crebbero, e sollevarono l’Arca, ed ella fu alzata d’in su la terra. (I)

Genesi 7:18 E le acque si rinforzarono, e crebbero grandemente sopra la terra; e l’Arca notava sopra le acque. (I)

Genesi 7:19 E le acque si rinforzarono grandissimamente sopra la terra; e tutti gli alti monti, che son sotto tutti i cieli, furono coperti. (I)

Genesi 7:20 Le acque avanzarono essi monti, dell’altezza di quindici cubiti. Così i monti furono coperti. (I)

Genesi 7:21 Ed ogni carne che si muove sopra la terra, degli uccelli, degli animali domestici, delle fiere e di tutti i rettili che serpono sopra la terra, morì, insieme con tutti gli uomini. (I)

Genesi 7:22 Tutto ciò che ha fiato d’alito di vita nelle sue nari, d’infra tutto ciò ch’era nell’asciutto, morì. (I)

Genesi 7:23 E fu sterminata ogni cosa sussistente, che era sopra la faccia della terra, dagli uomini fino alle bestie, e i rettili, e gli uccelli del cielo; furono, dico, sterminati d’in su la terra; e Noè solo scampò, con quelli ch’erano con lui nell’Arca. (I)

Genesi 7:24 E le acque furono alte sopra la terra, per lo spazio di cencinquanta giorni. (I)

Genesi 8:1 OR Iddio si ricordò di Noè, e di tutte le fiere, e di tutti gli animali domestici ch’erano con lui nell’Arca; e fece passare un vento in su la terra; e le acque si posarono. (I)

Genesi 8:2 Ed essendo state le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo serrate, e rattenuta la pioggia del cielo, (I)

Genesi 8:3 le acque andarono del continuo ritirandosi d’in su la terra. Al termine adunque di cencinquanta giorni cominciarono a scemare. (I)

Genesi 8:4 E, nel decimosettimo giorno del settimo mese, l’Arca si fermò sopra le montagne di Ararat. (I)

Genesi 8:5 E le acque andarono scemando fino al decimo mese. Nel primo giorno del decimo mese, le sommità de’ monti apparvero. (I)

Genesi 8:6 E, in capo di quaranta giorni, Noè aperse la finestra dell’Arca, ch’egli avea fatta. (I)

Genesi 8:7 E mandò fuori il corvo, il quale usciva del continuo fuori, e tornava, fin che le acque furono asciutte d’in su la terra. (I)

Genesi 8:8 Poi mandò d’appresso a sè la colomba, per veder se le acque erano scemate d’in su la faccia della terra. (I)

Genesi 8:9 Ma la colomba, non trovando ove posar la pianta del piè, se ne ritornò a lui dentro l’Arca; perciocchè v’erano ancora delle acque sopra la faccia di tutta la terra. Ed egli, stesa la mano, la prese, e l’accolse a sè, dentro l’Arca. (I)

Genesi 8:10 Ed egli aspettò sette altri giorni, e di nuovo mandò la colomba fuor dell’Arca. (I)

Genesi 8:11 Ed in sul tempo del vespro, la colomba ritornò a lui; ed ecco, avea nel becco una fronde spiccata di un ulivo; onde Noè conobbe che le acque erano scemate d’in su la terra. (I)

Genesi 8:12 Ed egli aspettò sette altri giorni, e mandò fuori la colomba, ed essa non ritornò più a lui. (I)

Genesi 8:13 E, nell’anno seicentunesimo di Noè, nel primo giorno del primo mese, le acque furono asciutte d’in su la terra. E Noè, levato il coperto dell’Arca, vide che la faccia della terra era asciutta. (I)

Genesi 8:14 E, nel ventisettesimo giorno del secondo mese, la terra era tutta asciutta. (I)

Genesi 8:15 E Iddio parlò a Noè, dicendo: (I)

Genesi 8:16 Esci fuor dell’Arca, tu, e la tua moglie, ed i tuoi figliuoli, e le mogli de’ tuoi figliuoli teco. (I)

Genesi 8:17 Fa uscir fuori teco tutti gli animali che son teco, di qualunque carne, degli uccelli, delle bestie, e di tutti i rettili che serpono sopra la terra; e lascia che scorrano per la terra, e figlino, e moltiplichino in su la terra. (I)

Genesi 8:18 E Noè uscì fuori, co’ suoi figliuoli, e con la sua moglie, e con le mogli de’ suoi figliuoli. (I)

Genesi 8:19 Tutte le bestie ancora, e tutti i rettili, e tutti gli uccelli, e tutti gli animali che si muovono sopra la terra, secondo le lor generazioni, uscirono fuor dell’Arca. (I)

Genesi 8:20 E Noè edificò un altare al Signore; e prese d’ogni specie di animali mondi, e d’ogni specie di uccelli mondi, ed offerse olocausti sopra l’altare. (I)

Genesi 8:21 E il Signore odorò un odor soave; e disse nel cuor suo: Io non maledirò più la terra per l’uomo; conciossiachè l’immaginazione del cuor dell’uomo sia malvagia fin dalla sua fanciullezza; e non percoterò più ogni cosa vivente, come ho fatto. (I)

Genesi 8:22 Da ora innanzi, quanto durerà la terra, sementa e ricolta, freddo e caldo, state e verno, giorno e notte giammai non cesseranno. (I)

Genesi 9:1 E IDDIO benedisse Noè, e i suoi figliuoli; e disse loro; Fruttate, e moltiplicate, e riempiete la terra. (I)

Genesi 9:2 E la paura e lo spavento di voi sia sopra tutte le bestie della terra, e sopra tutti gli uccelli del cielo; essi vi son dati nelle mani, insieme con tutto ciò che serpe sopra la terra, e tutti i pesci del mare. (I)

Genesi 9:3 Ogni cosa che si muove, ed ha vita, vi sarà per cibo; io ve le do tutte, come l’erbe verdi. (I)

Genesi 9:4 Ma pur non mangiate la carne con l’anima sua, ch’è il suo sangue. (I)

Genesi 9:5 E certamente io ridomanderò conto del vostro sangue, per le vostre persone; io ne ridomanderò conto ad ogni bestia, ed agli uomini; io ridomanderò conto della vita dell’uomo a qualunque suo fratello. (I)

Genesi 9:6 Il sangue di colui che spanderà il sangue dell’uomo sarà sparso dall’uomo; perciocchè Iddio ha fatto l’uomo alla sua immagine. (I)

Genesi 9:7 Voi dunque fruttate e moltiplicate; generate copiosamente sulla terra, e crescete in essa. (I)

Genesi 9:8 Poi Iddio parlò a Noè, ed a’ suoi figliuoli con lui, dicendo: (I)

Genesi 9:9 E quant’è a me, ecco, io fermo il mio patto con voi, e con la vostra progenie dopo voi; (I)

Genesi 9:10 e con ogni animal vivente ch’è con voi, così degli uccelli, come degli animali domestici, e di tutte le fiere della terra, con voi; così con quelle che sono uscite fuor dell’Arca, come con ogni altra bestia della terra. (I)

Genesi 9:11 Io fermo il mio patto con voi, che ogni carne non sarà più distrutta per le acque del diluvio, e che non vi sarà più diluvio, per guastar la terra. (I)

Genesi 9:12 Oltre a ciò, Iddio disse: Questo sarà il segno del patto che io fo fra me e voi e tutti gli animali viventi, che son con voi, in perpetuo per ogni generazione. (I)

Genesi 9:13 Io ho messo il mio Arco nella nuvola; ed esso sarà per segno del patto fra me e la terra. (I)

Genesi 9:14 Ed avverrà che, quando io avrò coperta la terra di nuvole, l’Arco apparirà nella nuvola. (I)

Genesi 9:15 Ed io mi ricorderò del mio patto, ch’è fra me e voi, ed ogni animal vivente, di qualunque carne; e le acque non faranno più diluvio, per distruggere ogni carne. (I)

Genesi 9:16 L’Arco adunque sarà nella nuvola, ed io lo riguarderò, per ricordarmi del patto perpetuo, fra Dio ed ogni animal vivente, di qualunque carne ch’è sopra la terra. (I)

Genesi 9:17 Così Iddio disse a Noè: Questo è il segno del patto, che io ho fermato fra me ed ogni carne ch’è sopra la terra. (I)

Genesi 9:18 OR i figliuoli di Noè, che uscirono fuor dell’Arca, furono Sem, Cam e Iafet. (I)

Genesi 9:19 E Cam fu padre di Canaan. Questi tre furono figliuoli di Noè; e da essi, sparsi per tutta la terra, ella è stata popolata. (I)

Genesi 9:20 E Noè cominciò ad esser lavorator della terra e piantò la vigna. (I)

Genesi 9:21 E bevve del vino, e s’inebbriò, e si scoperse in mezzo del suo tabernacolo. (I)

Genesi 9:22 E Cam, padre di Canaan, vide le vergogne di suo padre, e lo rapportò fuori a’ suoi due fratelli. (I)

Genesi 9:23 Ma Sem e Iafet presero un mantello, e se lo misero amendue in su le spalle; e, camminando a ritroso, copersero le vergogne del padre loro; e le faccie loro erano volte indietro, tal che non videro le vergogne del padre loro. (I)

Genesi 9:24 E, quando Noè si fu svegliato dal suo vino, seppe ciò che gli avea fatto il suo figliuol minore. (I)

Genesi 9:25 E disse: Maledetto sia Canaan; sia servo de’ servi de’ suoi fratelli. (I)

Genesi 9:26 Ma disse: Benedetto sia il Signore Iddio di Sem, e sia Canaan lor servo. (I)

Genesi 9:27 Iddio allarghi Iafet, ed abiti egli ne’ tabernacoli di Sem; e sia Canaan lor servo. (I)

Genesi 9:28 E Noè visse dopo il diluvio trecencinquanta anni. (I)

Genesi 9:29 E tutto il tempo che Noè visse fu novecencinquento anni; poi morì. (I)

Genesi 10:1 OR queste sono le generazioni dei figliuoli di Noè: Sem, Cam e Iafet; e ad essi nacquero figliuoli dopo il diluvio. (I)

Genesi 10:2 I figliuoli di Iafet furono Gomer, e Magog, e Madai, e Iavan, e Tubal, e Mesec, e Tiras. (I)

Genesi 10:3 E i figliuoli di Gomer furono Aschenaz, e Rifat, e Togarma. (I)

Genesi 10:4 E i figliuoli di Iavan furono Elisa e Tarsis, Chittim e Dodanim. (I)

Genesi 10:5 Da costoro, per le lor famiglie, nelle lor nazioni, è venuto lo spartimento dell’Isole delle genti, nei loro paesi, secondo la lingua di ciascun di essi. (I)

Genesi 10:6 E i figliuoli di Cam furono Cus, Misraim, e Put, e Canaan. (I)

Genesi 10:7 E i figliuoli di Cus furono Seba, ed Havila, e Sabta, e Rama, e Sabteca; ed i figliuoli di Rama furono Seba e Dedan. (I)

Genesi 10:8 E Cus generò Nimrod. Esso cominciò ad esser possente sulla terra. (I)

Genesi 10:9 Egli fu un potente cacciatore nel cospetto del Signore; perciò si dice: Come Nimrod, potente cacciatore nel cospetto del Signore. (I)

Genesi 10:10 E il principio del suo regno fu Babilonia, ed Erec, ed Accad, e Calne, nel paese di Sinear. (I)

Genesi 10:11 Di quel paese uscì Assur, ed edificò Ninive, e la città di Rehobot, a Cala; (I)

Genesi 10:12 e, fra Ninive e Cala, Resen, la gran città. (I)

Genesi 10:13 E Misraim generò Ludim, ed Anamim, e Lehabim, e Naftuhim, (I)

Genesi 10:14 e Patrusim, e Casluhim onde sono usciti i Filistei, e Caftorim. (I)

Genesi 10:15 E Canaan generò Sidon suo primogenito, ed Het; (I)

Genesi 10:16 e il Gebuseo, e l’Amorreo, e il Ghirgaseo; (I)

Genesi 10:17 e l’Hivveo, e l’Archeo, e il Sineo; (I)

Genesi 10:18 e l’Arvadeo, e il Semareo, e l’Hamateo. E poi le famiglie de’ Cananei si sparsero. (I)

Genesi 10:19 Ed i confini de’ Cananei furono da Sidon, traendo verso Gherar, fino a Gaza; e traendo verso Sodoma, e Gomorra, ed Adma, e Seboim, fino a Lesa. (I)

Genesi 10:20 Questi sono i figliuoli di Cam, secondo le lor famiglie e lingue, ne’ lor paesi e nazioni. (I)

Genesi 10:21 A Sem ancora, padre di tutti i figliuoli di Eber, e fratel maggiore di Iafet, nacquero figliuoli. (I)

Genesi 10:22 I figliuoli di Sem furono Elam, ed Assur, ed Arfacsad, e Lud, ed Aram. (I)

Genesi 10:23 E i figliuoli di Aram furono Us, Hul, Gheter, e Mas. (I)

Genesi 10:24 Ed Arfacsad generò Sela, e Sela generò Eber. (I)

Genesi 10:25 E ad Eber nacquero due figliuoli, il nome dell’uno fu Peleg, perciocchè al suo tempo la terra fu divisa; e il nome dell’altro suo fratello fu Ioctan. (I)

Genesi 10:26 E Ioctan generò Almodad, e Selef, ed Asarmavet, e Iera; (I)

Genesi 10:27 e Hadoram, ed Huzal, e Dicla; (I)

Genesi 10:28 ed Obal, ed Abimael, e Seba; (I)

Genesi 10:29 ed Ofir, ed Havila, e Iobab. Tutti costoro furono figliuoli di Ioctan. (I)

Genesi 10:30 E le loro abitazioni furono da Mesa, traendo verso Sefar, fino al monte Orientale. (I)

Genesi 10:31 Costoro furono i figliuoli di Sem, secondo le lor famiglie e lingue, ne’ lor paesi, per le lor nazioni. (I)

Genesi 10:32 Queste son le famiglie de’ figliuoli di Noè secondo le loro generazioni, nelle lor nazioni; e da costoro sono discese le genti divise per la terra, dopo il diluvio. (I)

Genesi 11:1 OR tutta la terra era d’una favella e di un linguaggio. (I)

Genesi 11:2 Ed avvenne che, partendosi gli uomini di Oriente, trovarono una pianura nel paese di Sinear, e quivi si posarono. (I)

Genesi 11:3 E dissero l’uno all’altro: Or su, facciamo de’ mattoni, e cociamoli col fuoco. I mattoni adunque furono loro in vece di pietre, e il bitume in vece di malta. (I)

Genesi 11:4 Poi dissero: Or su, edifichiamoci una città, ed una torre, la cui sommità giunga fino al cielo, ed acquistiamoci fama; che talora noi non siamo dispersi sopra la faccia di tutta la terra. (I)

Genesi 11:5 E il Signore discese, per veder la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano. (I)

Genesi 11:6 E il Signore disse: Ecco un medesimo popolo, ed essi tutti hanno un medesimo linguaggio, e questo è il cominciamento del lor lavoro, ed ora tutto ciò che hanno disegnato di fare, non sarà loro divietato. (I)

Genesi 11:7 Or su, scendiamo e confondiamo ivi la lor favella; acciocchè l’uno non intenda la favella dell’altro. (I)

Genesi 11:8 E il Signore li disperse di là sopra la faccia di tutta la terra; ed essi cessarono di edificar la città. (I)

Genesi 11:9 Perciò essa fu nominata Babilonia; perciocchè il Signore confuse quivi la favella di tutta la terra, e disperse coloro di là sopra la faccia di tutta la terra. (I)

Genesi 11:10 QUESTE sono le generazioni di Sem: Sem, essendo d’età di cent’anni, generò Arfacsad, due anni dopo il diluvio. (I)

Genesi 11:11 E Sem, dopo ch’ebbe generato Arfacsad, visse cinquecent’anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:12 Ed Arfacsad, essendo vivuto trentacinque anni, generò Sela. (I)

Genesi 11:13 Ed Arfacsad, dopo ch’egli ebbe generato Sela, visse quattrocentotre anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:14 E Sela, essendo vivuto trent’anni, generò Eber. (I)

Genesi 11:15 E Sela, dopo ch’ebbe generato Eber, visse quattrocentotre anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:16 Ed Eber, essendo vivuto trentaquattr’anni, generò Peleg. (I)

Genesi 11:17 Ed Eber, dopo ch’ebbe generato Peleg, visse quattrocentrenta anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:18 E Peleg, essendo vivuto trent’anni, generò Reu. (I)

Genesi 11:19 E Peleg, dopo ch’ebbe generato Reu, visse dugennove anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:20 E Reu, essendo vivuto trentadue anni, generò Serug. (I)

Genesi 11:21 E Reu, dopo che ebbe generato Serug, visse dugensette anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:22 E Serug, essendo vivuto trent’anni, generò Nahor. (I)

Genesi 11:23 E Serug, dopo che ebbe generato Nahor, visse dugent’anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:24 E Nahor, essendo vivuto ventinove anni, generò Tare. (I)

Genesi 11:25 E Nahor, dopo ch’ebbe generato Tare, visse cendiciannove anni, e generò figliuoli e figliuole. (I)

Genesi 11:26 E Tare, essendo vivuto settant’anni, generò Abramo, Nahor, e Haran. (I)

Genesi 11:27 E queste sono le generazioni di Tare: Tare generò Abramo, Nahor e Haran; e Haran generò Lot. (I)

Genesi 11:28 Or Haran morì in presenza di Tare suo padre, nel suo natio paese, in Ur de’ Caldei. (I)

Genesi 11:29 Ed Abramo e Nahor si presero delle mogli; il nome della moglie di Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Nahor, Milca, la quale era figliuola di Haran, padre di Milca e d’Isca. (I)

Genesi 11:30 Or Sarai era sterile, e non avea figliuoli. (I)

Genesi 11:31 E Tare prese Abramo suo figliuolo, e Lot figliuol del suo figliuolo, cioè di Haran, e Sarai sua nuora, moglie di Abramo suo figliuolo; ed essi uscirono con loro fuori d’Ur de’ Caldei, per andar nel paese di Canaan; e, giunti fino in Charan, dimorarono quivi. (I)

Genesi 11:32 E il tempo della vita di Tare fu dugentocinque anni; poi morì in Charan. (I)

Genesi 12:1 OR il Signore avea detto ad Abramo: Vattene fuor del tuo paese, e del tuo parentado, e della casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò. (I)

Genesi 12:2 Ed io ti farò divenire una gran gente, e ti benedirò, e magnificherò il tuo nome; e tu sarai benedizione. (I)

Genesi 12:3 Ed io benedirò coloro che ti benediranno, e maledirò coloro che ti malediranno; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te. (I)

Genesi 12:4 Ed Abramo se ne andò, come il Signore gli avea detto; e Lot andò con lui. Or Abramo era d’età di settantacinque anni quando partì di Charan. (I)

Genesi 12:5 Abramo adunque prese Sarai sua moglie, e Lot figliuol del suo fratello, e tutte le lor facoltà che aveano acquistate, e parimente le persone che aveano acquistate in Charan; e si partirono, per andar nel paese di Canaan. E pervennero al paese di Canaan. (I)

Genesi 12:6 Ed Abramo passò per lo paese, fino al luogo di Sichem, fino alla pianura di More. Ed in quel tempo i Cananei erano nel paese. (I)

Genesi 12:7 E il Signore apparve ad Abramo, e gli disse: Io darò questo paese alla tua progenie. Ed Abramo edificò quivi un altare al Signore che gli era apparito. (I)

Genesi 12:8 Poi egli si tramutò di là verso il monte, dalla parte orientale di Betel; e tese i suoi padiglioni, avendo dal lato occidentale Betel, e dall’orientale Ai; ed edificò quivi un altare al Signore, ed invocò il Nome del Signore. (I)

Genesi 12:9 Poi Abramo si partì, camminando e traendo verso il Mezzodì. (I)

Genesi 12:10 OR sopravvenne una fame nel paese; ed Abramo scese in Egitto, per dimorarvi, perciocchè la fame era grave nel paese. (I)

Genesi 12:11 E, come egli fu presso ad entrare in Egitto, disse a Sarai sua moglie: Ecco, ora io so che tu sei donna di bell’aspetto. (I)

Genesi 12:12 Laonde avverrà che, quando gli Egizj ti vedranno, diranno: Costei è moglie di costui; e mi uccideranno, e a te scamperanno la vita. (I)

Genesi 12:13 Deh! ‘che tu sei mia sorella; acciocchè per cagion di te mi sia fatto del bene, e per amor tuo la vita mi sia conservata. (I)

Genesi 12:14 Avvenne adunque che, come Abramo fu venuto in Egitto, gli Egizj riguardarono quella donna, perchè ella era molto bella. (I)

Genesi 12:15 Ed i principi di Faraone, vedutala, la commendarono a Faraone; onde quella donna fu presa e menata in casa di Faraone. (I)

Genesi 12:16 Ed egli fece del bene ad Abramo, per amor di lei; ed egli n’ebbe pecore, e buoi, ed asini, e servi, e serve, ed asine, e cammelli. (I)

Genesi 12:17 Ma il Signore percosse Faraone e la sua casa di gran piaghe, per cagion di Sarai, moglie di Abramo. (I)

Genesi 12:18 E Faraone chiamò Abramo, e gli disse: Che cosa è questo che tu mi hai fatto? perchè non mi hai tu dichiarato ch’ella era tua moglie? (I)

Genesi 12:19 Perchè dicesti: Ell’è mia sorella? onde io me l’avea presa per moglie; ora dunque, eccoti la tua moglie, prendila, e vattene. (I)

Genesi 12:20 E Faraone diede commissione di lui a certi uomini; ed essi accommiatarono lui e la sua moglie e tutto quello ch’era suo. (I)

Genesi 13:1 Abramo adunque salì di Egitto, con la sua moglie, e con tutto ciò ch’era suo, e con Lot, traendo verso il Mezzodì. (I)

Genesi 13:2 Or Abramo era grandemente possente in bestiame, in argento ed in oro. (I)

Genesi 13:3 Ed egli, seguendo il suo viaggio, andò dal Mezzodì fino a Betel, fino al luogo dove prima erano stati i suoi padiglioni, fra Betel ed Ai, (I)

Genesi 13:4 nel luogo ove era l’altare che egli aveva prima fatto quivi; ed Abramo invocò quivi il nome del Signore. (I)

Genesi 13:5 OR Lot ancora, che andava con Abramo, avea pecore, e buoi, e padiglioni. (I)

Genesi 13:6 E il paese non li poteva portare, abitando amendue insieme; perciocchè le lor facoltà erano grandi, e non potevano dimorare insieme. (I)

Genesi 13:7 E nacque contesa fra i pastori del bestiame di Abramo, ed i pastori del bestiame di Lot. Or i Cananei ed i Ferezei abitavano allora nel paese. (I)

Genesi 13:8 Ed Abramo disse a Lot: Deh! non siavi contesa fra me e te, nè fra i miei pastori ed i tuoi; conciossiachè noi siamo fratelli. (I)

Genesi 13:9 Tutto il paese non è egli davanti a te? deh! separati d’appresso a me; se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra. (I)

Genesi 13:10 E Lot, alzati gli occhi, riguardò tutta la pianura del Giordano, ch’era tutta adacquata; avanti che il Signore avesse distrutto Sodoma e Gomorra, quella era come il giardino del Signore, come il paese di Egitto, fino a Soar. (I)

Genesi 13:11 E Lot elesse per sè tutta la pianura del Giordano; ed egli si partì, traendo verso l’Oriente; e così si separarono l’uno dall’altro. (I)

Genesi 13:12 Abramo dimorò nel paese di Canaan, e Lot dimorò nelle terre della pianura, e andò tendendo i suoi padiglioni fin che venne a Sodoma. (I)

Genesi 13:13 Ora gli uomini di Sodoma erano grandemente scellerati e peccatori contro al Signore. (I)

Genesi 13:14 E il Signore disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato d’appresso a lui: Alza ora gli occhi tuoi, e riguarda, dal luogo ove tu sei, verso il Settentrione, verso il Mezzodì, verso l’Oriente, e verso l’Occidente. (I)

Genesi 13:15 Perciocchè io darò a te ed alla tua progenie, in perpetuo, il paese che tu vedi. (I)

Genesi 13:16 E farò che la tua progenie sarà come la polvere della terra; che se alcuno può annoverar la polvere della terra, anche potrassi annoverar la tua progenie. (I)

Genesi 13:17 Levati, va’ attorno per lo paese, per largo e per lungo; perciocchè io tel darò. (I)

Genesi 13:18 Abramo adunque andò tendendo i suoi padiglioni; e, giunto alle pianure di Mamre, che sono in Hebron, dimorò quivi, e vi edificò un altare al Signore. (I)

Genesi 14:1 OR avvenne al tempo di Amrafel re di Sinear, d’Arioc re di Ellasar, di Chedor-laomer re di Elam, e di Tideal re de’ Goi, (I)

Genesi 14:2 ch’essi fecero guerra contro a Bera re di Sodoma, e contro a Birsa re di Gomorra, e contro a Sineab re di Adma, e contro a Semeeber re di Seboim, e contro al re di Bela, ch’è Soar. (I)

Genesi 14:3 Tutti costoro, fatta lega insieme, si adunarono nella Valle di Siddim, ch’è il mar salato. (I)

Genesi 14:4 Essi erano stati soggetti a Chedor-laomer, lo spazio di dodici anni, ed al decimoterzo si erano ribellati. (I)

Genesi 14:5 E nell’anno decimoquarto, Chedor-laomer e i re ch’erano con lui erano venuti, ed aveano percossi i Rafei in Asterot-carnaim, e gli Zuzei in Ham, e gli Emei nella pianura di Chiriataim, (I)

Genesi 14:6 e gli Horei nelle lor montagne di Seir, fino alla pianura di Paran, ch’è presso al deserto. (I)

Genesi 14:7 Poi, rivoltisi, erano venuti in Enmispat, ch’è Cades; ed aveano percosso tutto il territorio degli Amalechiti, ed anche gli Amorrei che dimoravano in Hasason-tamar. (I)

Genesi 14:8 E il re di Sodoma, e il re di Gomorra, e il re di Adma, e il re di Seboim, e il re di Bela, ch’è Soar, uscirono, ed ordinarono la battaglia nella Valle di Siddim, contro a questi: (I)

Genesi 14:9 contro a Chedor-laomer re di Elam, e Tideal re de’ Goi, ed Amrafel re di Sinear, ed Arioc re di Ellasar; quattro re contro a cinque. (I)

Genesi 14:10 Or la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; e i re di Sodoma e di Gomorra si misero in fuga, e cascarono dentro que’ pozzi; e coloro che scamparono fuggirono verso il monte. (I)

Genesi 14:11 E quei re presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, e tutta la lor vittuaglia; poi se ne andarono. (I)

Genesi 14:12 Presero ancora Lot figliuol del fratello di Abramo, il quale abitava in Sodoma, e la roba di esso; poi se ne andarono. (I)

Genesi 14:13 Ed alcuno ch’era scampato venne e rapportò la cosa ad Abramo Ebreo, il qual dimorava nelle pianure di Mamre Amorreo, fratello di Escol, e fratello di Aner, i quali erano collegati con Abramo. (I)

Genesi 14:14 Ed Abramo, com’ebbe inteso che il suo fratello era menato prigione, armò trecendiciotto de’ suoi allievi nati in casa sua, e perseguì coloro fino in Dan. (I)

Genesi 14:15 Ed egli, co’ suoi servitori, li assalì di notte da diverse bande, e li sconfisse, e li perseguì fino in Hoba, ch’è dal lato sinistro di Damasco. (I)

Genesi 14:16 E ricoverò tutta la roba; riscosse ancora Lot suo fratello, e la sua roba, ed anche le donne, e il popolo. (I)

Genesi 14:17 E di poi, come egli se ne ritornava dalla sconfitta di Chedor-laomer e de’ re ch’erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle della pianura, ch’è la Valle del re. (I)

Genesi 14:18 E Melchisedec, re di Salem, arrecò pane e vino; or egli era sacerdote dell’Iddio altissimo. (I)

Genesi 14:19 E lo benedisse, dicendo: Benedetto sia Abramo, appo l’Iddio altissimo, possessor del cielo e della terra. (I)

Genesi 14:20 E benedetto sia l’altissimo Iddio, che ti ha dati i tuoi nemici nelle mani. Ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa. (I)

Genesi 14:21 E il re di Sodoma disse ad Abramo: Dammi le persone, e prendi per te la roba. (I)

Genesi 14:22 Ma Abramo rispose al re di Sodoma: Io ho alzata la mano al Signore Iddio altissimo, possessor del cielo e della terra; (I)

Genesi 14:23 se, di tutto ciò ch’è tuo, io prendo pure un filo, od una correggia di scarpa; che talora tu non dica: Io ho arricchito Abramo; (I)

Genesi 14:24 salvo sol quello che questi fanti hanno mangiato, e la parte degli uomini che sono andati meco, cioè: Aner, Escol e Mamre; essi prenderanno la lor parte. (I)

Genesi 15:1 DOPO queste cose, la parola del Signore fu indirizzata ad Abramo in visione, dicendo: Non temere, o Abramo, io ti sono scudo; il tuo premio è molto grande. (I)

Genesi 15:2 Ed Abramo disse: O Signore Iddio, che mi daresti? conciossiachè io viva senza figliuoli, e colui che ha il governo della mia casa è questo Eliezer Damasceno. (I)

Genesi 15:3 Abramo disse ancora: Ecco, tu non mi hai data progenie; ed ecco, un servo nato in casa mia sarà mio erede. (I)

Genesi 15:4 Ed in quello stante, la parola del Signore gli fu indirizzata, dicendo: Costui non sarà tuo erede; anzi colui che uscirà delle tue viscere sarà tuo erede. (I)

Genesi 15:5 Poi lo menò fuori, e gli disse: Riguarda ora verso il cielo, ed annovera le stelle, se pur tu le puoi annoverare. Poi gli disse: Così sarà la tua progenie. (I)

Genesi 15:6 Ed esso credette al Signore; e il Signore gl’imputò ciò a giustizia. (I)

Genesi 15:7 E gli disse: Io sono il Signore che ti ho fatto uscire di Ur de’ Caldei, per darti questo paese, acciocchè tu lo possegga. (I)

Genesi 15:8 Ed Abramo rispose: Signore Iddio, a che conoscerò io che io lo possederò? (I)

Genesi 15:9 E il Signore gli disse: Pigliami una giovenca di tre anni, ed una capra di tre anni, ed un montone di tre anni, ed una tortora ed un pippione. (I)

Genesi 15:10 Ed egli prese tutte quelle cose, e le partì per lo mezzo, e pose ciascuna metà dirimpetto all’altra; ma non partì gli uccelli. (I)

Genesi 15:11 Or certi uccelli discesero sopra quei corpi morti, ed Abramo, sbuffando, li cacciò. (I)

Genesi 15:12 Ed in sul tramontar del sole, un profondo sonno cadde sopra Abramo; ed ecco, uno spavento ed una grande oscurità cadde sopra lui. (I)

Genesi 15:13 E il Signore disse ad Abramo: Sappi pure che la tua progenie dimorerà come straniera in un paese che non sarà suo, e servirà alla gente di quel paese, la quale l’affliggerà; e ciò sarà per lo spazio di quattrocent’anni. (I)

Genesi 15:14 Ma altresì io farò giudicio della gente alla quale avrà servito; poi essi se ne usciranno con gran ricchezze. (I)

Genesi 15:15 E tu te ne andrai a’ tuoi padri in pace, e sarai seppellito in buona vecchiezza. (I)

Genesi 15:16 E nella quarta generazione, essi ritorneranno qua; perciocchè fino ad ora l’iniquità degli Amorrei non è compiuta. (I)

Genesi 15:17 Ora, come il sole si fu coricato, venne una caligine; ed ecco, un forno fumante, ed un torchio acceso, il qual passò per mezzo quelle parti di quegli animali. (I)

Genesi 15:18 In quel giorno il Signore fece patto con Abramo, dicendo: Io ho dato alla tua progenie questo paese, dal fiume di Egitto fino al fiume grande, ch’è il fiume Eufrate; (I)

Genesi 15:19 il paese de’ Chenei, e de’ Chenizzei, e de’ Cadmonei; (I)

Genesi 15:20 e degl’Hittei, e de’ Ferezei, e de’ Rafei; (I)

Genesi 15:21 e degli Amorrei, e de’ Cananei, e de’ Ghirgasei, e de’ Gebusei. (I)

Genesi 16:1 OR Sarai, moglie di Abramo, non gli partoriva figliuoli; (I)

Genesi 16:2 ed avendo una serva egizia, nominata Agar, disse ad Abramo: Ecco, ora il Signore mi ha fatta sterile, tal che non posso far figliuoli; deh! entra dalla mia serva; forse avrò progenie da lei. Ed Abramo acconsentì alla voce di Sarai. (I)

Genesi 16:3 Sarai adunque, moglie di Abramo, prese Agar egizia, sua serva, dopo che Abramo fu abitato nel paese di Canaan lo spazio di dieci anni, e la diede ad Abramo suo marito, da essergli per moglie. (I)

Genesi 16:4 Ed egli entrò da lei, ed ella concepette; e, veggendo che avea conceputo, sprezzò la sua padrona. (I)

Genesi 16:5 E Sarai disse ad Abramo: L’ingiuria ch’è fatta a me è sopra te; io ti ho data la mia serva in seno; ed ella, veggendo che ha conceputo, mi sprezza; il Signore giudichi fra me e te. (I)

Genesi 16:6 Ed Abramo rispose a Sarai: Ecco, la tua serva è in mano tua; falle come ti piacerà. Sarai adunque l’afflisse; laonde ella se ne fuggì dal suo cospetto. (I)

Genesi 16:7 E l’Angelo del Signore la trovò presso di una fonte d’acqua, nel deserto, presso della fonte ch’è in su la via di Sur. (I)

Genesi 16:8 E le disse: Agar, serva di Sarai, onde vieni? ed ove vai? Ed ella rispose: Io me ne fuggo dal cospetto di Sarai, mia padrona. (I)

Genesi 16:9 E l’Angelo del Signore le disse: Ritornatene alla tua padrona, ed umiliati sotto la sua mano. (I)

Genesi 16:10 L’Angelo del Signore le disse ancora: Io moltiplicherò grandemente la tua progenie; e non si potrà annoverare, per la moltitudine. (I)

Genesi 16:11 L’Angelo del Signore le disse oltre a ciò: Ecco, tu sei gravida, e partorirai un figliuolo, al quale poni nome Ismaele; perciocchè il Signore ha udita la tua afflizione. (I)

Genesi 16:12 Ed esso sarà un uomo simigliante ad un asino salvatico; la man sua sarà contro a tutti, e la man di tutti contro a lui; ed egli abiterà dirimpetto a tutti i suoi fratelli. (I)

Genesi 16:13 Allora Agar chiamò il nome del Signore che parlava con lei: Tu sei l’Iddio della veduta; perciocchè disse: Ho io pur qui ancora veduto, dopo la mia visione? (I)

Genesi 16:14 Perciò quel pozzo è stato nominato: Il pozzo del Vivente che mi vede; ecco, egli è fra Cades e Bered. (I)

Genesi 16:15 Ed Agar partorì un figliuolo ad Abramo; ed Abramo nominò il suo figliuolo, che Agar avea partorito, Ismaele. (I)

Genesi 16:16 Ed Abramo era di età d’ottantasei anni, quando Agar gli partorì Ismaele. (I)

Genesi 17:1 POI, quando Abramo fu d’età di novantanove anni, il Signore gli apparve, e gli disse: Io son l’Iddio Onnipotente; cammina davanti a me, e sii intiero. (I)

Genesi 17:2 Ed io stabilirò il mio patto fra me e te; e ti accrescerò grandissimamente. (I)

Genesi 17:3 Allora Abramo cadde sopra la sua faccia, e Iddio parlò con lui, dicendo: (I)

Genesi 17:4 Quant’è a me, ecco, io fo il mio patto teco: Tu diventerai padre d’una moltitudine di nazioni. (I)

Genesi 17:5 E tu non sarai più nominato Abramo; anzi il tuo nome sarà Abrahamo; perciocchè io ti ho costituito padre d’una moltitudine di nazioni. (I)

Genesi 17:6 E ti farò moltiplicare grandissimamente, e ti farò divenir nazioni; e re usciranno di te (I)

Genesi 17:7 Ed io fermerò il mio patto fra me e te, ed i tuoi discendenti dopo te, per le lor generazioni, per patto perpetuo; per esser l’Iddio tuo, e della tua progenie dopo te. (I)

Genesi 17:8 E darò a te, ed a’ tuoi discendenti dopo te, il paese dove tu abiti come forestiere, tutto il paese di Canaan, in possessione perpetua; e sarò loro Dio. (I)

Genesi 17:9 Iddio disse ancora ad Abrahamo: Tu altresì, ed i tuoi discendenti dopo te, per le lor generazioni, osservate il mio patto. (I)

Genesi 17:10 Questo è il mio patto, che io fo fra me e voi, e la tua progenie dopo te, il quale voi avete ad osservare: Ogni maschio d’infra voi sia circonciso. (I)

Genesi 17:11 E voi circonciderete la carne del vostro prepuzio, e ciò sarà per segno del patto fra me a voi. (I)

Genesi 17:12 Ed ogni maschio d’infra voi sarà circonciso nell’età di otto giorni per le vostre generazioni; così il servo che sarà nato in casa, come colui che sarà stato comperato con danari d’infra qualunque popolo straniero, che non sarà della tua progenie. (I)

Genesi 17:13 Circoncidasi del tutto, così colui che sarà nato in casa tua, come colui che tu avrai comperato co’ tuoi danari; e sia il mio patto nella vostra carne, per patto perpetuo. (I)

Genesi 17:14 E quant’è al maschio incirconciso, la carne del cui prepuzio non sarà stata circoncisa, sia una tal persona ricisa dai suoi popoli; ella ha violato il mio patto. (I)

Genesi 17:15 Oltre a ciò Iddio disse ad Abraham: Quant’è a Sarai, non chiamar più la tua moglie Sarai; perciocchè il suo nome ha ad esser Sara. (I)

Genesi 17:16 Ed io la benedirò, ed anche ti darò d’essa un figliuolo; io la benedirò, ed ella diventerà nazioni; e d’essa usciranno re di popoli. (I)

Genesi 17:17 Ed Abrahamo cadde sopra la sua faccia, e rise, e disse nel cuor suo: Nascerà egli pure un figliuolo ad un uomo di cent’anni? e Sara, ch’è d’età di novant’anni partorirà ella pure? (I)

Genesi 17:18 Ed Abrahamo disse a Dio: Viva pure Ismaele nel tuo cospetto. (I)

Genesi 17:19 E Iddio disse: Anzi Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Isacco; ed io fermerò il mio patto con lui, per patto perpetuo per la sua progenie dopo lui. (I)

Genesi 17:20 E quant’è ad Ismaele ancora, io ti ho esaudito; ecco, io l’ho benedetto, e lo farò moltiplicare e crescer grandissimamente; egli genererà dodici principi, ed io lo farò divenire una gran nazione. (I)

Genesi 17:21 Ma io fermerò il mio patto con Isacco, il qual Sara ti partorirà l’anno vegnente, in quest’istessa stagione. (I)

Genesi 17:22 E, quando Iddio ebbe finito di parlare con Abrahamo, egli se ne salì d’appresso a lui. (I)

Genesi 17:23 Ed Abrahamo prese Ismaele suo figliuolo, e tutti coloro che gli erano nati in casa, e tutti coloro ch’egli avea comperati co’ suoi danari, tutti i maschi dei suoi famigliari; e circoncise il prepuzio della lor carne, in quell’istesso giorno, come Iddio gliene avea parlato. (I)

Genesi 17:24 Or Abrahamo era d’età di novantanove anni, quando egli circoncise la carne del suo prepuzio. (I)

Genesi 17:25 Ed Ismaele suo figliuolo era d’età di tredici anni, quando gli fu circoncisa la carne del suo prepuzio. (I)

Genesi 17:26 In quell’istesso giorno fu circonciso Abraham, ed Ismaele suo figliuolo. (I)

Genesi 17:27 Furono parimente circoncisi con lui tutti gli uomini della sua casa, così quelli ch’erano nati in casa, come quelli ch’erano stati comperati con danari d’infra gli stranieri. (I)

Genesi 18:1 POI il Signore gli apparve nelle pianure di Mamre, essendo egli a sedere all’entrata del padiglione, in sul caldo del giorno. (I)

Genesi 18:2 Ed egli, alzati gli occhi, riguardò, ed ecco, tre uomini si presentarono a lui; e come egli li ebbe veduti, corse loro incontro dall’entrata del padiglione, e s’inchinò verso terra. E disse: (I)

Genesi 18:3 Deh! Signore mio, se io ho trovato grazia appo te, non passare, ti prego, oltre la stanza del tuo servitore. (I)

Genesi 18:4 Deh! prendasi un poco d’acqua, e lavatevi i piedi, e vi posate sotto quest’albero. (I)

Genesi 18:5 Ed io arrecherò una fetta di pane, e voi vi conforterete il cuore; poi procederete al vostro cammino; conciossiachè per questo siate passati dal vostro servitore. Ed essi dissero: Fa’ così come tu hai detto. (I)

Genesi 18:6 Abrahamo adunque se ne andò in fretta nel padiglione a Sara, e le disse: Prendi prestamente tre misure di fior di farina, ed intridila, e fanne delle schiacciate. (I)

Genesi 18:7 Abrahamo corse ancora all’armento, e ne prese un vitello tenero e buono, e lo diede al servitore, il qual si affrettò d’apparecchiarlo. (I)

Genesi 18:8 Poi prese del burro e del latte, e quel vitello che il servitore avea apparecchiato, e pose queste cose davanti a loro: ed egli si stette presso di loro sotto quell’albero; ed essi mangiarono. (I)

Genesi 18:9 E gli dissero: Ov’è Sara tua moglie? Ed egli rispose: Eccola nel padiglione. (I)

Genesi 18:10 Ed egli gli disse: Io del tutto ritornerò a te, l’anno vegnente, in quest’istessa stagione; ed ecco, Sara tua moglie avrà un figliuolo. Or Sara ascoltava all’uscio del padiglione, dietro al quale essa era. (I)

Genesi 18:11 Or Abrahamo e Sara erano vecchi ed attempati; ed era cessato a Sara ciò che sogliono aver le donne. (I)

Genesi 18:12 E Sara rise tra sè stessa, dicendo: Avrei io diletto, dopo essere invecchiata? ed oltre a ciò, il mio signore è vecchio. (I)

Genesi 18:13 E il Signore disse ad Abrahamo: Perchè ha riso Sara, dicendo: Partorirei io pur certamente, essendo già vecchia? (I)

Genesi 18:14 Evvi cosa alcuna difficile al Signore? io ritornerò a te al termine posto, l’anno vegnente, in quest’istessa stagione, e Sara avrà un figliuolo. (I)

Genesi 18:15 E Sara negò d’aver riso, dicendo: Io non ho riso; perciocchè ebbe paura. Ma egli le disse: Non dir così, perciocchè tu hai riso. (I)

Genesi 18:16 POI quegli uomini si levarono di là, e si dirizzarono verso Sodoma; ed Abrahamo andava con loro, per accommiatarli. (I)

Genesi 18:17 E il Signore disse: Celerò io ad Abrahamo ciò ch’io son per fare? (I)

Genesi 18:18 Conciossiachè Abrahamo abbia pure a diventare una grande e possente nazione; ed in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra. (I)

Genesi 18:19 Perciocchè io l’ho conosciuto, io glielo paleserò, acciocchè ordini a’ suoi figliuoli ed alla sua casa, dopo sè, che osservino la via del Signore, per far giustizia e giudicio; acciocchè il Signore faccia avvenire ad Abrahamo quello che gli ha promesso. (I)

Genesi 18:20 Il Signore adunque disse: Certo il grido di Sodoma e di Gomorra è grande, e il lor peccato è molto grave. (I)

Genesi 18:21 Ora io scenderò, e vedrò se son venuti allo stremo, come il grido n’è pervenuto a me; e se no, io lo saprò. (I)

Genesi 18:22 Quegli uomini adunque, partitisi di là, s’inviarono verso Sodoma; ed Abrahamo stette ancora davanti al Signore. (I)

Genesi 18:23 Ed Abrahamo si accostò, e disse: Faresti tu pur perire il giusto con l’empio? (I)

Genesi 18:24 Forse vi son cinquanta uomini giusti dentro a quella città; li faresti tu eziandìo perire? anzi non perdoneresti tu a quel luogo per amor di cinquanta uomini giusti, che vi fosser dentro? (I)

Genesi 18:25 Sia lungi da te il fare una cotal cosa, di far morire il giusto con l’empio, e che il giusto sia al par con l’empio. Sia ciò lungi da te; il Giudice di tutta la terra non farebbe egli diritta giustizia? (I)

Genesi 18:26 E il Signore disse: Se io trovo dentro alla città di Sodoma cinquanta uomini giusti, io perdonerò a tutto il luogo per amor di essi. (I)

Genesi 18:27 Ed Abrahamo rispose, e disse: Ecco, ora io ho pure impreso di parlare al Signore, benchè io sia polvere e cenere. (I)

Genesi 18:28 Forse ne mancheranno cinque di quei cinquanta uomini giusti; distruggeresti tu tutta la città per cinque persone? E il Signore disse: Se io ve ne trovo quarantacinque, io non la distruggerò. (I)

Genesi 18:29 Ed Abrahamo continuò a parlargli, dicendo: Forse vi se ne troveranno quaranta. E il Signore disse: Per amor di que’ quaranta, io nol farò. (I)

Genesi 18:30 Ed Abrahamo disse: Deh! non adirisi il Signore, ed io parlerò: Forse vi se ne troveranno trenta. E il Signore disse: Io nol farò, se ve ne trovo trenta. (I)

Genesi 18:31 Ed Abrahamo disse: Ecco, ora io ho impreso di parlare al Signore: Forse vi se ne troveranno venti. E il Signore disse: Per amor di que’ venti, io non la distruggerò. (I)

Genesi 18:32 Ed Abrahamo disse: Deh! non adirisi il Signore, ed io parlerò sol questa volta: Forse vi se ne troveranno dieci. E il Signore disse: Per amor di que’ dieci, io non la distruggerò. (I)

Genesi 18:33 E quando il Signore ebbe finito di parlare ad Abrahamo, egli se ne andò; ed Abrahamo se ne ritornò al suo luogo. (I)

Genesi 19:1 OR que’ due Angeli giunsero in Sodoma, in su la sera; e Lot sedeva alla porta di Sodoma; e come egli li vide, si levò per andar loro incontro, e s’inchinò verso terra. (I)

Genesi 19:2 E disse: Or su, signori miei, io vi prego, riducetevi in casa del vostro servitore, e statevi questa notte ad albergo, e vi lavate i piedi: poi domattina voi vi leverete, e ve ne andrete al vostro cammino. Ed essi dissero: No; anzi noi staremo questa notte in su la piazza. (I)

Genesi 19:3 Ma egli fece loro gran forza, tanto che essi si ridussero appo lui, ed entrarono in casa sua. Ed egli fece loro un convito, e cosse de’ pani azzimi, ed essi mangiarono. (I)

Genesi 19:4 Avanti che si fossero posti a giacere, gli uomini della città di Sodoma intorniarono la casa, giovani e vecchi, tutto il popolo, fin dalle estremità della città. (I)

Genesi 19:5 E chiamarono Lot, e gli dissero: Ove son quegli uomini che son venuti a te questa notte? menaceli fuori, acciocchè noi li conosciamo. (I)

Genesi 19:6 E Lot uscì fuori a loro, in su la porta, e si serrò l’uscio dietro. (I)

Genesi 19:7 E disse: Deh! fratelli miei, non fate male. (I)

Genesi 19:8 Ecco, ora io ho due figliuole che non hanno conosciuto uomo; deh! lasciate che io ve le meni fuori, e fate loro come vi piacerà; solo non fate nulla a questi uomini; perciocchè per questo son venuti all’ombra del mio coperto. (I)

Genesi 19:9 Ma essi gli dissero: Fatti in là. Poi dissero: Quest’uno è venuto qua per dimorarvi come straniere, e pur fa il giudice! Ora noi faremo peggio a te che a loro. Fecero adunque gran forza a quell’uomo Lot, e si accostarono per romper l’uscio. (I)

Genesi 19:10 E quegli uomini stesero le mani, e ritrassero Lot a loro, dentro alla casa; poi serrarono l’uscio. (I)

Genesi 19:11 E percossero d’abbarbaglio gli uomini ch’erano alla porta della casa, dal minore al maggiore; onde essi si stancarono, per trovar la porta. (I)

Genesi 19:12 E quegli uomini dissero a Lot: Chi de’ tuoi è ancora qui? fa’ uscir di questo luogo generi, figliuoli e figliuole, e chiunque è de’ tuoi in questa città. (I)

Genesi 19:13 Perciocchè noi di presente distruggeremo questo luogo; perchè il grido loro è grande nel cospetto del Signore; e il Signore ci ha mandati per distruggerlo. (I)

Genesi 19:14 Lot adunque uscì fuori, e parlò a’ suoi generi, che doveano prender le sue figliole, e disse loro: Levatevi, uscite di questo luogo; perciocchè il Signore di presente distruggerà questa città. Ma parve loro ch’egli si facesse beffe. (I)

Genesi 19:15 E, come l’alba cominciò ad apparire, gli Angeli sollecitarono Lot, dicendo: Levati, prendi la tua moglie, e le tue due figliuole che qui si ritrovano; che talora tu non perisca nell’iniquità della città. (I)

Genesi 19:16 Ed egli s’indugiava; ma quegli uomini presero lui, la sua moglie e le sue due figliuole, per la mano perciocchè il Signore voleva risparmiarlo, e lo fecero uscire, e lo misero fuor della città. (I)

Genesi 19:17 E quando li ebber fatti uscir fuori, il Signore disse: Scampa sopra l’anima tua; non riguardare indietro, e non fermarti in tutta la pianura; scampa verso il monte, che talora tu non perisca. (I)

Genesi 19:18 E Lot disse loro: Deh! no, Signore. (I)

Genesi 19:19 Ecco, ora il tuo servitore ha trovato grazia appo te, e tu hai usata gran benignità in ciò che hai fatto verso me, conservando in vita la mia persona; ma io non potrò scampar verso il monte, che il male non mi giunga, onde io morrò. (I)

Genesi 19:20 Deh! ecco, questa città è vicina, per rifuggirmici, ed è poca cosa; deh! lascia che io mi salvi là non è ella poca cosa?, e la mia persona resterà in vita. (I)

Genesi 19:21 Ed egli gli disse: Ecco, io ti ho esaudito eziandio in questa cosa, per non sovvertir quella città, della quale tu hai parlato. (I)

Genesi 19:22 Affrettati, scampa là; perciocchè io non potrò far nulla fin che tu non vi sii arrivato. Perciò quella città è stata nominata Soar. (I)

Genesi 19:23 Il sole si levava in su la terra, quando Lot arrivò a Soar. (I)

Genesi 19:24 E il Signore fece piover dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra, solfo e fuoco, dal Signore. (I)

Genesi 19:25 E sovvertì quelle città e tutta la pianura, e tutti gli abitanti di esse città, e le piante della terra. (I)

Genesi 19:26 Or la moglie di Lot riguardò di dietro a lui, e divenne una statua di sale. (I)

Genesi 19:27 Ed Abrahamo levatosi la mattina a buon’ora, andò al luogo ove si era fermato davanti al Signore. (I)

Genesi 19:28 E, riguardando verso Sodoma e Gomorra e verso tutto il paese della pianura, vide che dalla terra saliva un fumo simile ad un fumo di fornace. (I)

Genesi 19:29 Così avvenne che, quando Iddio distrusse le città della pianura, egli si ricordò di Abrahamo, e mandò Lot fuori di mezzo la sovversione, mentre egli sovvertiva le città nelle quali Lot era dimorato. (I)

Genesi 19:30 POI Lot salì di Soar, e dimorò sul monte, insieme con le sue due figliuole perciocchè egli temeva di dimorare in Soar, e dimorò in una spelonca, egli e le sue due figliuole. (I)

Genesi 19:31 E la maggiore disse alla minore: Nostro padre è vecchio, e non vi è più uomo alcuno sulla terra ch’entri da noi, secondo l’usanza di tutta la terra. (I)

Genesi 19:32 Vieni, diam da bere del vino a nostro padre, e giaciamoci con lui; e così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie. (I)

Genesi 19:33 Quell’istessa notte adunque diedero a ber del vino al loro padre; e la maggiore venne, e si giacque con suo padre, il quale non si avvide nè quando ella si pose a giacere, nè quando si levò. (I)

Genesi 19:34 E il giorno seguente, la maggiore disse alla minore: Ecco, la notte passata io son giaciuta con mio padre; diamogli a ber del vino ancora questa notte; poi va’, e giaciti con lui; così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie. (I)

Genesi 19:35 Quella notte adunque diedero ancora a ber del vino al padre loro, e la minore si levò, e si giacque con lui; ed egli non si avvide nè quando ella si pose a giacere, nè quando si levò. (I)

Genesi 19:36 E le due figliuole di Lot concepettero di lor padre. (I)

Genesi 19:37 E la maggiore partorì un figliuolo, al quale pose nome Moab. Esso è il padre de’ Moabiti, che son fino ad oggi. (I)

Genesi 19:38 E la minore partorì anch’essa un figliuolo, al quale pose nome Ben-ammi. Esso è il padre degli Ammoniti, che son fino ad oggi. (I)

Genesi 20:1 ED Abrahamo se ne andò di là verso il paese del Mezzodì, e dimorò fra Cades e Sur; ed abitò come forestiere in Gherar. (I)

Genesi 20:2 Ed Abrahamo disse della sua moglie Sara: Ell’è mia sorella. Ed Abimelecco, re di Gherar, mandò a torla. (I)

Genesi 20:3 Ma Iddio venne ad Abimelecco in sogno di notte, e gli disse: Ecco, tu sei morto, per cagion della donna che tu hai tolta, essendo ella maritata ad un marito. (I)

Genesi 20:4 Or Abimelecco non se l’era accostato. Ed egli disse: Signore, uccideresti tu tutta una nazione, ed anche giusta? (I)

Genesi 20:5 Non mi ha egli detto: Ell’è mia sorella? ed essa ancora ha detto: Egli è mio fratello; io ho fatto questo con integrità del mio cuore, e con innocenza delle mie mani. (I)

Genesi 20:6 E Iddio gli disse in sogno: Anch’io so che tu hai fatto questo con integrità del tuo cuore; onde io ancora ti ho impedito di peccar contro a me; perciò non ti ho permesso di toccarla. (I)

Genesi 20:7 Ora dunque restituisci la moglie a quest’uomo; perciocchè egli è profeta; ed egli pregherà per te, e tu viverai; ma, se tu non la restituisci, sappi che per certo morrai, tu e tutti i tuoi. (I)

Genesi 20:8 Ed Abimelecco, levatosi la mattina, chiamò tutti i suoi servitori, e raccontò in lor presenza tutte queste cose; e quegli uomini temettero grandemente. (I)

Genesi 20:9 Ed Abimelecco chiamò Abrahamo, e gli disse: Che cosa ci hai tu fatto? e di che ti ho io offeso, che tu abbi fatto venir sopra me, e sopra il mio regno, un gran peccato? Tu hai fatto inverso me cose che non si convengono fare. (I)

Genesi 20:10 Abimelecco disse ancora ad Abrahamo: A che hai tu riguardato, facendo questo? (I)

Genesi 20:11 Ed Abrahamo disse: Io l’ho fatto, perciocchè io diceva: E’ non vi è pure alcun timor di Dio in questo luogo; e mi uccideranno per cagion della mia moglie. (I)

Genesi 20:12 E pure anche certo ella è mia sorella, figliuola di mio padre, ma non già figliuola di mia madre; ed è divenuta mia moglie. (I)

Genesi 20:13 Or facendomi Iddio andar qua e là, fuor della casa di mio padre, io le ho detto: Questo è il favor che tu mi farai: dovunque noi giungeremo, di’ di me: Egli è mio fratello. (I)

Genesi 20:14 Ed Abimelecco prese pecore, buoi, servi e serve, e le diede ad Abrahamo, e gli restituì Sara sua moglie. (I)

Genesi 20:15 Ed Abimelecco disse: Ecco, il mio paese è davanti a te, dimora dovunque ti piacerà. (I)

Genesi 20:16 Ed a Sara disse: Ecco, io ho donati mille sicli d’argento al tuo fratello; ecco, egli ti è coperta d’occhi appo tutti coloro che son teco. E con tutto ciò, ella fu ripresa. (I)

Genesi 20:17 Ed Abrahamo fece orazione a Dio; e Iddio guarì Abimelecco, e la sua moglie, e le sue serve; e poterono partorire. (I)

Genesi 20:18 Perciocchè il Signore avea del tutto serrata ogni matrice alla casa di Abimelecco, per cagion di Sara moglie di Abrahamo. (I)

Genesi 21:1 E IL Signore visitò Sara, come avea detto. E il Signore fece a Sara come ne avea parlato. (I)

Genesi 21:2 Ella adunque concepette, e partorì un figliuolo ad Abrahamo, nella vecchiezza di esso, al termine che Iddio gli aveva detto. (I)

Genesi 21:3 Ed Abrahamo pose nome Isacco al suo figliuolo che gli era nato, il qual Sara gli avea partorito. (I)

Genesi 21:4 Ed Abrahamo circoncise Isacco suo figliuolo, nell’età di otto giorni, come Iddio gli avea comandato. (I)

Genesi 21:5 Or Abrahamo era d’età di cent’anni, quando Isacco suo figliuolo gli nacque. (I)

Genesi 21:6 E Sara disse: Iddio mi ha fatto di che ridere; chiunque l’intenderà riderà meco. (I)

Genesi 21:7 Disse ancora: Chi avrebbe detto ad Abrahamo che Sara allatterebbe figliuoli? conciossiachè io gli abbia partorito un figliuolo nella sua vecchiezza. (I)

Genesi 21:8 Poi, essendo il fanciullo cresciuto, fu spoppato; e nel giorno che Isacco fu spoppato, Abrahamo fece un gran convito. (I)

Genesi 21:9 E Sara vide che il figliuolo di Agar Egizia, il quale ella avea partorito ad Abrahamo, si faceva beffe. (I)

Genesi 21:10 Onde ella disse ad Abrahamo: Caccia via questa serva e il suo figliuolo; perciocchè il figliuol di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo Isacco. (I)

Genesi 21:11 E ciò dispiacque grandemente ad Abrahamo, per amor del suo figliuolo. (I)

Genesi 21:12 Ma Iddio gli disse: Non aver dispiacere per lo fanciullo, nè per la tua serva; acconsenti a Sara in tutto quello ch’ella ti dirà; perciocchè in Isacco ti sarà nominata progenie. (I)

Genesi 21:13 Ma pure io farò che anche il figliuolo di questa serva diventerà una nazione; perciocchè egli è tua progenie. (I)

Genesi 21:14 Abrahamo adunque, levatosi la mattina a buon’ora, prese del pane, ed un bariletto d’acqua, e diede ciò ad Agar, metendoglielo in ispalla; le diede ancora il fanciullo, e la mandò via. Ed ella si partì, e andò errando per lo deserto di Beerseba. (I)

Genesi 21:15 Ed essendo l’acqua del bariletto venuta meno, ella gittò il fanciullo sotto un arboscello. (I)

Genesi 21:16 Ed ella se ne andò, e si pose a sedere dirimpetto, di lungi intorno ad una tratta d’arco; perciocchè ella diceva: Ch’io non vegga morire il fanciullo; e sedendo così dirimpetto, alzò la voce e pianse. (I)

Genesi 21:17 E Iddio udì la voce del fanciullo, e l’Angelo di Dio chiamò Agar dal cielo, e le disse: Che hai, Agar? non temere; perciocchè Iddio ha udita la voce del fanciullo, là dove egli è. (I)

Genesi 21:18 Levati, togli il fanciullo, e fortificati ad averne cura; perciocchè io lo farò divenire una gran nazione. (I)

Genesi 21:19 E Iddio le aperse gli occhi, ed ella vide un pozzo d’acqua, ed andò, ed empiè il bariletto d’acqua, e diè bere al fanciullo. (I)

Genesi 21:20 E Iddio fu con quel fanciullo, ed egli divenne grande, e dimorò nel deserto, e fu tirator d’arco. (I)

Genesi 21:21 Ed egli dimorò nel deserto di Paran; e sua madre gli prese una moglie del paese di Egitto. (I)

Genesi 21:22 OR avvenne in quel tempo che Abimelecco con Picol, capo del suo esercito, parlò ad Abrahamo, dicendo: Iddio è teco in tutto ciò che tu fai. (I)

Genesi 21:23 Ora dunque giurami qui per lo Nome di Dio, se tu menti a me, od al mio figliuolo, od al mio nipote; che tu userai la medesima benignità inverso me, ed inverso il paese dove tu sei dimorato come forestiere, la quale io ho usata inverso te. (I)

Genesi 21:24 Ed Abrahamo disse: Sì, io il giurerò. (I)

Genesi 21:25 Ma Abrahamo si querelò ad Abimelecco, per cagion di un pozzo d’acqua, che i servitori di Abimelecco aveano occupato per forza. (I)

Genesi 21:26 Ed Abimelecco disse: Io non so chi abbia fatto questo; nè anche tu me l’hai fatto assapere, ed io non ne ho inteso nulla, se non oggi. (I)

Genesi 21:27 Ed Abrahamo prese pecore e buoi, e li diede ad Abimelecco, e fecero amendue lega insieme. (I)

Genesi 21:28 Poi Abrahamo mise da parte sette agnelle della greggia. (I)

Genesi 21:29 Ed Abimelecco disse ad Abrahamo: Che voglion dire qui queste sette agnelle che tu hai poste da parte? (I)

Genesi 21:30 Ed egli disse: Che tu prenderai queste sette agnelle dalla mia mano; acciocchè questo sia per testimonianza che io ho cavato questo pozzo. (I)

Genesi 21:31 Perciò egli chiamò quel luogo Beerseba; perchè amendue vi giurarono. (I)

Genesi 21:32 Fecero adunque lega insieme in Beerseba. Poi Abimelecco con Picol, capo del suo esercito, si levò, ed essi se ne ritornarono nel paese de’ Filistei. (I)

Genesi 21:33 Ed Abrahamo piantò un bosco in Beerseba, e quivi invocò il Nome del Signore Iddio eterno. (I)

Genesi 21:34 Ed Abrahamo dimorò come forestiere nel paese de’ Filistei molti giorni. (I)

Genesi 22:1 DOPO queste cose, avvenne che Iddio provò Abrahamo, e gli disse: Abrahamo. Ed egli disse: Eccomi. (I)

Genesi 22:2 E Iddio gli disse: Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, il qual tu ami, cioè, Isacco; e vattene nella contrada di Moria, ed offeriscilo quivi in olocausto, sopra l’uno di que’ monti, il quale io ti dirò. (I)

Genesi 22:3 Abrahamo adunque, levatosi la mattina a buon’ora, mise il basto al suo asino, e prese due suoi servitori seco, ed Isacco, suo figliuolo; e schiappate delle legne per l’olocausto, si levò, e se ne andò al luogo il quale Iddio gli avea detto. (I)

Genesi 22:4 Al terzo giorno, Abrahamo alzò gli occhi, e vide quel luogo di lontano. (I)

Genesi 22:5 E disse a’ suoi servitori: Restate qui con l’asino; ed io e il fanciullo andremo fin colà, ed adoreremo; poi ritorneremo a voi. (I)

Genesi 22:6 Ed Abrahamo prese le legne per l’olocausto, e le mise addosso ad Isacco, suo figliuolo; e prese in mano il fuoco e il coltello; e se ne andarono amendue insieme. (I)

Genesi 22:7 Ed Isacco disse ad Abrahamo suo padre: Padre mio. Ed egli rispose: Eccomi, figliuol mio. Ed Isacco disse: Ecco il fuoco e le legne; ma dove è l’agnello per l’olocausto? (I)

Genesi 22:8 Ed Abrahamo disse: Figliuol mio, Iddio si provvederà d’agnello per l’olocausto. Ed essi se ne andarono amendue insieme. (I)

Genesi 22:9 E giunsero al luogo il quale Iddio avea detto ad Abrahamo; ed egli edificò quivi un altare, ed ordinò le legne; e legò Isacco suo figliuolo, e lo mise su l’altare disopra alle legne. (I)

Genesi 22:10 Ed Abrahamo stese la mano, e prese il coltello per iscannare il suo figliuolo. (I)

Genesi 22:11 Ma l’Angelo del Signore gli gridò dal cielo, e disse: Abrahamo, Abrahamo. Ed egli disse: Eccomi. (I)

Genesi 22:12 E l’Angelo gli disse: Non metter la mano addosso al fanciullo, e non fargli nulla; perciocchè ora conosco che tu temi Iddio, poichè tu non mi hai dinegato il tuo figliuolo, il tuo unico. (I)

Genesi 22:13 Ed Abrahamo alzò gli occhi, e riguardò; ed ecco un montone dietro a lui, rattenuto per le corna ad un cespuglio. Ed Abrahamo andò, e prese quel montone, e l’offerse in olocausto, in luogo del suo figliuolo. (I)

Genesi 22:14 Ed Abrahamo nominò quel luogo: Il Signor provvederà. Che è quel che oggi si dice: Nel monte del Signore sarà provveduto. (I)

Genesi 22:15 E l’Angelo del Signore gridò ad Abrahamo dal cielo, la secondo volta. (I)

Genesi 22:16 E disse: Io giuro per me stesso, dice il Signore, che, poichè tu hai fatto questo e non mi hai dinegato il tuo figliuolo, il tuo unico; (I)

Genesi 22:17 io del tutto ti benedirò, e farò moltiplicar grandemente la tua progenie, tal che sarà come le stelle del cielo, e come la rena che è in sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici. (I)

Genesi 22:18 E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie; perciocchè tu hai ubbidito alla mia voce. (I)

Genesi 22:19 Poi Abrahamo se ne ritornò a’ suoi servitori. E si levarono, e se ne andarono insieme in Beerseba, ove Abrahamo dimorava. (I)

Genesi 22:20 E DOPO queste cose, fu rapportato ad Abrahamo: Ecco, Milca ha anch’essa partoriti figliuoli a Nahor, tuo fratello. (I)

Genesi 22:21 Questi furono: Us primogenito di esso, e Buz suo fratello, e Chemuel padre di Aram, (I)

Genesi 22:22 e Chesed, ed Hazo, e Pildas, ed Idlaf, e Betuel. Or Betuel generò Rebecca. (I)

Genesi 22:23 Milca partorì questi otto a Nahor fratello di Abrahamo. (I)

Genesi 22:24 E la concubina di esso, il cui nome era Reuma, partorì anch’essa Tebach, e Gaham, e Tahas, e Maaca. (I)

Genesi 23:1 OR la vita di Sara fu di cenventisette anni. Questi furono gli anni della vita di Sara. (I)

Genesi 23:2 E Sara morì in Chiriat-Arba, ch’è Hebron, nel paese di Canaan, ed Abrahamo entrò, per far duolo di Sara, e per piangerla. (I)

Genesi 23:3 Poi Abrahamo si levò d’appresso al suo morto, e parlò a’ figliuoli di Het, dicendo: (I)

Genesi 23:4 Io sono straniere ed avveniticcio appresso di voi; datemi la possessione di una sepoltura appo voi; acciocchè io seppellisca il mio morto, e mel levi d’innanzi. (I)

Genesi 23:5 E i figliuoli di Het risposero ad Abrahamo, dicendogli: (I)

Genesi 23:6 Signor mio, ascoltaci: Tu sei per mezzo noi un principe divino; seppellisci il tuo morto nella più scelta delle nostre sepolture; niuno di noi ti rifiuterà la sua sepoltura, che tu non vi seppellisca il tuo morto. (I)

Genesi 23:7 Ed Abrahamo si levò, e s’inchinò al popolo del paese, a’ figliuoli di Het; e parlò con loro, dicendo: (I)

Genesi 23:8 Se voi avete nell’animo che io seppellisca il mio morto, e mel levi d’innanzi, ascoltatemi: Intercedete per me appo Efron, figliuolo di Sohar; (I)

Genesi 23:9 che mi dia la spelonca di Macpela, che è sua, la quale è nell’estremità del suo campo; che me la dia per lo suo prezzo intiero, per possession di sepoltura fra voi. (I)

Genesi 23:10 Or Efron sedeva per mezzo i figliuoli di Het. Ed Efron Hitteo rispose ad Abrahamo, in presenza de’ figliuoli di Het, di tutti coloro ch’entravano nella porta della sua città, dicendo: (I)

Genesi 23:11 No, signor mio; ascoltami: Io ti dono il campo; ti dono ancora la spelonca ch’è in esso; io te ne fo un dono, in presenza de’ figliuoli del mio popolo; seppelliscivi il tuo morto. (I)

Genesi 23:12 Ed Abrahamo s’inchinò al popolo del paese; (I)

Genesi 23:13 e parlò ad Efron, in presenza del popolo del paese, dicendo: Anzi se così ti piace, ascoltami, ti prego: Io darò i danari del campo; prendili da me, ed io vi seppellirò il mio morto. (I)

Genesi 23:14 Ed Efron rispose ad Abrahamo, dicendogli: (I)

Genesi 23:15 Signor mio, ascoltami: Fra me e te che cosa è una terra di quattrocento sicli d’argento? seppelliscivi pure il tuo morto. (I)

Genesi 23:16 Ed Abrahamo acconsentì ad Efron, e gli pagò i danari ch’egli gli avea detto, in presenza de’ figliuoli di Het; cioè quattrocento sicli d’argento, correnti fra’ mercatanti. (I)

Genesi 23:17 Così l’acquisto del campo di Efron, il quale è in Macpela, ch’è dirimpetto a Mamre, insieme con la spelonca che è in esso, e con tutti gli alberi ch’erano in esso campo, in tutti i suoi confini attorno attorno, (I)

Genesi 23:18 fu fermato ad Abrahamo, in presenza de’ figliuoli di Het, fra tutti coloro ch’entravano nella porta della città di esso. (I)

Genesi 23:19 E dopo ciò, Abrahamo seppellì Sara, sua moglie, nella spelonca del campo di Macpela, ch’è dirimpetto a Mamre, ch’è Hebron, nel paese di Canaan. (I)

Genesi 23:20 Così l’acquisto di quel campo, e della spelonca ch’è in esso, fu fermato ad Abrahamo, per possession di sepoltura, dai figliuoli di Het. (I)

Genesi 24:1 OR Abrahamo, essendo vecchio ed attempato, ed avendolo il Signore benedetto in ogni cosa, (I)

Genesi 24:2 disse ad un suo servitore, ch’era il più vecchio di casa sua, il quale avea il governo di tutte le cose sue: Deh! metti la tua mano sotto la mia coscia; (I)

Genesi 24:3 ed io ti farò giurar per lo Signore Iddio del cielo, ed Iddio della terra, che tu non prenderai al mio figliuolo moglie delle figliuole de’ Cananei, fra’ quali io dimoro. (I)

Genesi 24:4 Ma che tu andrai al mio paese, ed al mio parentado, e di esso prenderai moglie al mio figliuolo Isacco. (I)

Genesi 24:5 E quel servitore gli disse: Forse non aggradirà a quella donna di venir dietro a me in questo paese; mi converrà egli del tutto rimenare il tuo figliuolo nel paese onde tu sei uscito? (I)

Genesi 24:6 Ed Abrahamo gli disse: Guardati che tu non rimeni là il mio figliuolo. (I)

Genesi 24:7 Il Signore Iddio del cielo, il qual mi ha preso di casa di mio padre, e del mio natio paese, e mi ha parlato, e mi ha giurato, dicendo: Io darò alla tua progenie questo paese; esso manderà l’Angelo suo davanti a te, e tu prenderai di là moglie al mio figliuolo. (I)

Genesi 24:8 E se non aggrada alla donna di venir dietro a te, tu sarai sciolto di questo giuramento che io ti fo fare; sol non rimenar là il mio figliuolo. (I)

Genesi 24:9 E il servitore pose la sua mano sotto la coscia di Abrahamo, suo signore, e gli giurò intorno a quest’affare. (I)

Genesi 24:10 E il servitore prese dieci cammelli, di quei del suo signore, e si partì, portando seco di ogni sorta di beni del suo signore; e, messosi in viaggio, andò in Mesopotamia, alla città di Nahor. (I)

Genesi 24:11 E, fatti posare in su le ginocchia i cammelli fuor della città, presso ad un pozzo d’acqua, in su la sera, al tempo ch’escono fuori quelle che vanno ad attigner l’acqua, disse: (I)

Genesi 24:12 O Signore Iddio di Abrahamo mio signore, dammi, ti prego, ch’io scontri oggi buono incontro; ed usa benignità inverso Abrahamo mio signore. (I)

Genesi 24:13 Ecco, io mi fermerò presso alla fonte d’acqua, e le figliuole della gente della città usciranno per attigner dell’acqua. (I)

Genesi 24:14 Avvenga adunque, che la fanciulla, la quale, dicendole io: Deh! abbassa la tua secchia, acciocchè io bea; mi dirà: Bevi, ed anche darò a bere a’ tuoi cammelli; essa sia quella che tu hai preparata ad Isacco, tuo servitore; ed in ciò conoscerò che tu avrai usata benignità verso il mio signore. (I)

Genesi 24:15 Ed avvenne che, avanti ch’egli avesse finito di parlare, ecco Rebecca, figliuola di Betuel, figliuol di Milca, moglie di Nahor, fratello di Abrahamo, usciva fuori, avendo la sua secchia in su la spalla. (I)

Genesi 24:16 E la fanciulla era di molto bello aspetto, vergine, ed uomo alcuno non l’avea conosciuta. Ed ella scese alla fonte, ed empiè la sua secchia, e se ne ritornava. (I)

Genesi 24:17 E quel servitore le corse incontro, e le disse: Deh! dammi a bere un poco d’acqua della tua secchia. (I)

Genesi 24:18 Ed ella disse: Bevi, signor mio. E prestamente, calatasi la secchia in mano, gli diè da bere. (I)

Genesi 24:19 E, dopo avergli dato da bere a sufficienza, disse: Io ne attignerò eziandio per li tuoi cammelli, finchè abbiano bevuto a sufficienza. (I)

Genesi 24:20 E prestamente votò la sua secchia nell’abbeveratoio, e corse di nuovo al pozzo per attignere; e attinse per tutti i cammelli di esso. (I)

Genesi 24:21 E quell’uomo stupiva di lei, stando tacito a considerare se il Signore avea fatto prosperare il suo viaggio, o no. (I)

Genesi 24:22 E quando i cammelli ebber finito di bere, quell’uomo prese un monile d’oro, di peso d’un mezzo siclo, e gliel mise disopra al naso; e un par di maniglie d’oro di peso di dieci sicli, e gliele mise in su le mani. (I)

Genesi 24:23 E le disse: Di chi sei tu figliuola? deh! dichiaramelo. Evvi in casa di tuo padre luogo per albergarci? (I)

Genesi 24:24 Ed ella rispose: Io son figliuola di Betuel, figliuolo di Milca; il quale ella partorì a Nahor. (I)

Genesi 24:25 Gli disse ancora: E’ vi è strame e pastura assai appo noi, ed anche luogo da albergarvi. (I)

Genesi 24:26 E quell’uomo s’inchinò, e adorò il Signore. (I)

Genesi 24:27 E disse: Benedetto sia il Signore Iddio di Abrahamo mio signore, il qual non ha dismessa la sua benignità e lealtà inverso il mio signore; e quant’è a me, il Signore mi ha condotto per la diritta via in casa de’ fratelli del mio signore. (I)

Genesi 24:28 E la fanciulla corse, e rapportò quelle cose in casa di sua madre. (I)

Genesi 24:29 Or Rebecca avea un fratello, il cui nome era Labano; costui corse fuori a quell’uomo, alla fonte. (I)

Genesi 24:30 Come adunque egli ebbe veduto quel monile, e quelle maniglie nelle mani della sua sorella; e come ebbe intese le parole di Rebecca sua sorella, che dicea: Quell’uomo mi ha così parlato; egli se ne venne a quell’uomo; ed ecco, egli se ne stava presso de’ cammelli, appresso alla fonte. (I)

Genesi 24:31 Ed egli gli disse: Entra, benedetto dal Signore; perchè te ne stai fuori? io ho pure apparecchiata la casa, e il luogo per i cammelli. (I)

Genesi 24:32 E quell’uomo entrò dentro la casa, e Labano scaricò i cammelli, e diede loro dello strame e della pastura; parimente recò dell’acqua per lavare i piedi a quell’uomo, ed a quelli che erano con lui. (I)

Genesi 24:33 Poi gli fu posto avanti da mangiare; ma egli disse: Io non mangerò, finchè io non abbia detto ciò che ho da dire. Ed esso gli disse: Parla. (I)

Genesi 24:34 Ed egli disse: Io son servitore di Abrahamo. (I)

Genesi 24:35 Ora, il Signore ha grandemente benedetto il mio signore, ed egli è divenuto grande; e il Signore gli ha dato pecore, e buoi, ed oro, ed argento, e servi, e serve, e cammelli, ed asini. (I)

Genesi 24:36 E Sara, moglie del mio signore, dopo esser divenuta vecchia gli ha partorito un figliuolo, al quale egli ha dato tutto ciò ch’egli ha. (I)

Genesi 24:37 E il mio signore mi ha fatto giurare, dicendo: Non prender moglie al mio figliuolo delle figliuole de’ Cananei, nel cui paese io dimoro. (I)

Genesi 24:38 Anzi, va’ alla casa di mio padre, ed alla mia nazione, e prendi moglie al mio figliuolo. (I)

Genesi 24:39 Ed io ho detto al mio signore: Forse quella donna non vorrà venirmi dietro. (I)

Genesi 24:40 Ed egli mi ha detto: Il Signore, nel cui cospetto io son camminato, manderà il suo Angelo teco, e prospererà il tuo viaggio, e tu prenderai moglie al mio figliuolo, della mia nazione, e della casa di mio padre. (I)

Genesi 24:41 Allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare; quando sarai andato alla mia nazione, se essi non te l’avranno voluta dare, allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare. (I)

Genesi 24:42 Essendo adunque oggi giunto alla fonte, io dissi: Signore Iddio di Abrahamo mio signore, se pur ti piace prosperare il viaggio che io ho impreso; (I)

Genesi 24:43 ecco, io mi fermerò presso a questa fontana di acqua; avvenga adunque, che la vergine che uscirà per attignere, la quale, dicendole io: Deh! dammi da bere un poco d’acqua della tua secchia; (I)

Genesi 24:44 mi dirà: Bevi pure; ed anche attignerò per i tuoi cammelli; essa sia la moglie che il Signore ha preparata al figliuolo del mio signore. (I)

Genesi 24:45 Avanti che io avessi finito di parlare fra me stesso, ecco, Rebecca uscì fuori, avendo la sua secchia in su la spalla; e scese alla fontana, ed attinse. Ed io le dissi: Deh! dammi da bere. (I)

Genesi 24:46 Ed ella, calatasi prestamente la sua secchia d’addosso, mi disse: Bevi; ed anche darò da bere a’ tuoi cammelli. Ed io bevvi, ed ella diede ancora da bere a’ cammelli. (I)

Genesi 24:47 Ed io la domandai, e le dissi: Di chi sei tu figliuola? Ed ella mi disse: Io son figliuola di Betuel, figliuolo di Nahor, il quale Milca gli partorì. Allora io le posi quel monile disopra al naso, e quelle maniglie in su le mani. (I)

Genesi 24:48 E m’inchinai, e adorai il Signore, e benedissi il Signore Iddio d’Abrahamo mio signore, il quale mi avea, per la vera via, condotto a prendere al figliuolo del mio signore la figliuola del fratello di esso. (I)

Genesi 24:49 Ora dunque, se voi volete usar benignità e lealtà verso il mio signore, significatemelo; se no, fatemelo assapere, ed io mi rivolgerò a destra o a sinistra. (I)

Genesi 24:50 E Labano e Betuel risposero, e dissero: Questa cosa è proceduta dal Signore; noi non possiamo dirti nè mal nè bene. (I)

Genesi 24:51 Ecco Rebecca al tuo comando; prendila, e vattene; e sia moglie del figliuol del tuo signore, siccome il Signore ne ha parlato. (I)

Genesi 24:52 E quando il servitore di Abrahamo ebbe udite le lor parole, s’inchinò a terra, e adorò il Signore. (I)

Genesi 24:53 Poi quel servitore trasse fuori vasellamenti d’argento e d’oro, e vestimenti; e li diede a Rebecca; ed al fratello, ed alla madre di essa donò cose preziose. (I)

Genesi 24:54 E poi mangiarono e bevvero, egli, e gli uomini ch’erano con lui, ed albergarono quivi quella notte; e la mattina seguente, essendosi levati, egli disse: Rimandatemi al mio signore. (I)

Genesi 24:55 E il fratello e la madre di Rebecca dissero: Rimanga la fanciulla con noi alcuni giorni, almeno dieci; poi tu te ne andrai. (I)

Genesi 24:56 Ed egli disse loro: Non mi ritardate, poichè il Signore ha fatto prosperare il mio viaggio: datemi commiato, acciocchè io me ne vada al mio signore. (I)

Genesi 24:57 Ed essi dissero: Chiamiamo la fanciulla, e domandiamone lei stessa. (I)

Genesi 24:58 Chiamarono adunque Rebecca, e le dissero: Vuoi tu andar con quest’uomo? Ed ella rispose: Sì, io vi andrò. (I)

Genesi 24:59 Così mandarono Rebecca, lor sorella, e la sua balia, col servitore di Abrahamo, e con la sua gente. (I)

Genesi 24:60 E benedissero Rebecca, e le dissero: Tu sei nostra sorella: moltiplica in mille migliaia; e possegga la tua progenie la porta de’ suoi nemici. (I)

Genesi 24:61 E Rebecca si levò, insieme con le sue serventi, e montarono sopra i cammelli, e andarono dietro a quell’uomo. E quel servitore prese Rebecca, e se ne andò. (I)

Genesi 24:62 Or Isacco se ne ritornava di verso il Pozzo del Vivente che mi vede; perciocchè egli abitava nella contrada del mezzodì. (I)

Genesi 24:63 Ed era uscito fuori per fare orazione alla campagna, in sul far della sera. E, alzati gli occhi, riguardò, ed ecco de’ cammelli che venivano. (I)

Genesi 24:64 Rebecca alzò anch’essa gli occhi, e vide Isacco, e si gittò giù d’in sul cammello. (I)

Genesi 24:65 Perciocchè avendo detto a quel servitore: Chi è quell’uomo che ci cammina incontro nel campo? egli le avea detto: Egli è il mio signore. E prese un velo, e se ne coprì. (I)

Genesi 24:66 E il servitore raccontò ad Isacco tutte le cose ch’egli avea fatte. (I)

Genesi 24:67 E Isacco menò Rebecca nel padiglione di Sara, sua madre; e la prese, ed ella divenne sua moglie, ed egli l’amò. E Isacco si consolò dopo la morte di sua madre. (I)

Genesi 25:1 ED Abrahamo prese un’altra moglie, il cui nome era Chetura. (I)

Genesi 25:2 Ed ella gli partorì Zimran, e Iocsan, e Medan, e Madian, e Isbac, e Sua. (I)

Genesi 25:3 E Iocsan generò Seba e Dedan. Ed i figliuoli di Dedan furono Assurim, e Letusim, e Leummim. (I)

Genesi 25:4 Ed i figliuoli di Madian furono Efa, ed Efer ed Hanoc, ed Abida, ed Eldaa. Tutti questi furono figliuoli di Chetura. (I)

Genesi 25:5 Ed Abrahamo donò tutto il suo avere ad Isacco. (I)

Genesi 25:6 Ed a’ figliuoli delle sue concubine diede doni; e mentre era in vita, li mandò via d’appresso al suo figliuolo Isacco, verso il Levante, nel paese Orientale. (I)

Genesi 25:7 Or il tempo della vita di Abrahamo fu di centosettanta cinque anni. (I)

Genesi 25:8 Poi trapassò, e morì in buona vecchiezza, attempato, e sazio di vita: e fu raccolto a’ suoi popoli. (I)

Genesi 25:9 E Isacco ed Ismaele, suoi figliuoli, lo seppellirono nella spelonca di Macpela nel campo di Efron, figliuoli di Sohar Hitteo, ch’è dirimpetto a Mamre; (I)

Genesi 25:10 ch’è il campo che Abrahamo avea comperato da’ figliuoli di Het; quivi fu seppellito Abrahamo, e Sara, sua moglie. (I)

Genesi 25:11 Ora, dopo che Abrahamo fu morto, Iddio benedisse Isacco, suo figliuolo; e Isacco abitò presso del Pozzo del Vivente che mi vede. (I)

Genesi 25:12 OR queste sono le generazioni d’Ismaele, figliuolo di Abrahamo, il quale Agar Egizia, serva di Sara, avea partorito ad Abrahamo. (I)

Genesi 25:13 E questi sono i nomi de’ figliuoli d’Ismaele secondo i lor nomi nelle lor generazioni: Il primogenito d’Ismaele fu Nebaiot; poi v’era Chedar, ed Adbeel, e Mibsam; (I)

Genesi 25:14 e Misma, e Duma, e Massa; (I)

Genesi 25:15 ed Hadar, e Tema, e Ietur, e Nafis, e Chedma. (I)

Genesi 25:16 Questi furono i figliuoli d’Ismaele, e questi sono i lor nomi, nelle lor villate, e nelle lor castella; e furono dodici principi fra’ lor popoli. (I)

Genesi 25:17 E gli anni della vita d’Ismaele furono centrentasette; poi trapassò, e morì, e fu raccolto a’ suoi popoli. (I)

Genesi 25:18 Ed i suoi figliuoli abitarono da Havila fin a Sur, ch’è dirimpetto all’Egitto, traendo verso l’Assiria. Il paese di esso gli scadde dirimpetto a tutti i suoi fratelli. (I)

Genesi 25:19 E QUESTE sono le generazioni d’Isacco, figliuolo di Abrahamo: (I)

Genesi 25:20 Abrahamo generò Isacco. Ed Isacco era d’età di quarant’anni, quando prese per moglie Rebecca, figliuola di Betuel, Sirio, da Paddanaram, e sorella di Labano, Sirio. (I)

Genesi 25:21 E Isacco fece orazione al Signore per la sua moglie; perciocchè ella era sterile: e il Signore l’esaudì; e Rebecca sua moglie concepette. (I)

Genesi 25:22 Ed i figliuoli si urtavano l’un l’altro nel suo seno. Ed ella disse: Se così è, perchè sono io in vita? E andò a domandarne il Signore. (I)

Genesi 25:23 E il Signore le disse: Due nazioni sono nel tuo seno; e due popoli diversi usciranno delle tue interiora; e l’un popolo sarà più possente dell’altro, e il maggiore servirà al minore. (I)

Genesi 25:24 E quando fu compiuto il termine di essa da partorire, ecco, due gemelli erano nel suo seno. (I)

Genesi 25:25 E il primo uscì fuori, ed era rosso, tutto peloso come un mantel velluto; e gli fu posto nome Esaù. (I)

Genesi 25:26 Appresso uscì il suo fratello, il quale con la mano teneva il calcagno di Esaù; e gli fu posto nome Giacobbe. Or Isacco era d’età di settant’anni, quando ella li partorì. (I)

Genesi 25:27 ED i fanciulli crebbero; ed Esaù fu uomo intendente della caccia, uomo di campagna; ma Giacobbe fu uomo semplice, che se ne stava ne’ padiglioni. (I)

Genesi 25:28 E Isacco amava Esaù; perciocchè le selvaggine erano di suo gusto; e Rebecca amava Giacobbe. (I)

Genesi 25:29 Ora, concendo Giacobbe una minestra, Esaù giunse da’ campi, ed era stanco. (I)

Genesi 25:30 Ed Esaù disse a Giacobbe: Deh! dammi a mangiare un po’ di cotesta minestra rossa; perciocchè io sono stanco; perciò egli fu nominato Edom. (I)

Genesi 25:31 E Giacobbe gli disse: Vendimi oggi la tua primogenitura. (I)

Genesi 25:32 Ed Esaù disse: Ecco, io me ne vo alla morte, che mi gioverà la primogenitura? (I)

Genesi 25:33 E Giacobbe disse: Giurami oggi che tu me la vendi. Ed Esaù gliel giurò; e vendette la sua primogenitura a Giacobbe. (I)

Genesi 25:34 E Giacobbe diede ad Esaù del pane, ed una minestra di lenticchie. Ed egli mangiò e bevve; poi si levò e se ne andò. Così Esaù sprezzò la primogenitura. (I)

Genesi 26:1 OR vi fu fame nel paese, oltre alla prima fame ch’era stata al tempo di Abrahamo. E Isacco se ne andò ad Abimelecco, re de’ Filistei, in Gherar. (I)

Genesi 26:2 E il Signore gli apparve, e gli disse: Non iscendere in Egitto; dimora nel paese che io ti dirò. (I)

Genesi 26:3 Dimora in questo paese, ed io sarò teco, e ti benedirò; perciocchè io darò a te, ed alla tua progenie, tutti questi paesi; ed atterrò ciò che io ho giurato ad Abrahamo tuo padre. (I)

Genesi 26:4 E moltiplicherò la tua progenie, talchè sarà come le stelle del cielo; e darò alla tua progenie tutti questi paesi; e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie. (I)

Genesi 26:5 Perciocchè Abrahamo ubbidì alla mia voce ed osservò ciò che io gli avea imposto di osservare, i miei comandamenti, i miei statuti, e le mie leggi. (I)

Genesi 26:6 E Isacco adunque dimorò in Gherar. (I)

Genesi 26:7 E le genti del luogo lo domandarono della sua moglie. Ed egli disse: Ella è mia sorella; perciocchè egli temeva di dire: Ella è mia moglie; che talora le genti del luogo non l’uccidessero per cagion di Rebecca; perciocchè ella era di bell’aspetto. (I)

Genesi 26:8 Or avvenne che, dopo ch’egli fu dimorato quivi alquanti giorni, Abimelecco, re de’ Filistei, riguardando per la finestra, vide Isacco, che scherzava con Rebecca, sua moglie. (I)

Genesi 26:9 E Abimelecco chiamò Isacco, e gli disse: Ecco, costei è pur tua moglie; come adunque hai tu detto: Ell’è mia sorella? E Isacco gli disse: Perciocchè io diceva: E’ mi convien guardare che io non muoia per cagion d’essa. (I)

Genesi 26:10 E Abimelecco gli disse: Che cosa è questo che tu ci hai fatto? per poco alcuno del popolo si sarebbe giaciuto con la tua moglie, e così tu ci avresti fatto venire addosso una gran colpa. (I)

Genesi 26:11 E Abimelecco fece un comandamento a tutto il popolo, dicendo: Chiunque toccherà quest’uomo, o la sua moglie, del tutto sarà fatto morire. (I)

Genesi 26:12 E Isacco seminò in quel paese; e quell’anno trovò cento per uno. E il Signore lo benedisse. (I)

Genesi 26:13 E quell’uomo divenne grande, e andò del continuo crescendo, finchè fu sommamente accresciuto. (I)

Genesi 26:14 Ed avea gregge di minuto bestiame, ed armenti di grosso, e molta famiglia; e perciò i Filistei lo invidiavano. (I)

Genesi 26:15 Laonde turarono, ed empierono di terra tutti i pozzi che i servitori di suo padre aveano cavati al tempo di Abrahamo. (I)

Genesi 26:16 E Abimelecco disse ad Isacco: Partiti da noi; perciocchè tu sei divenuto molto più possente di noi. (I)

Genesi 26:17 Isacco adunque si partì di là, e tese i padiglioni nella Valle di Gherar, e dimorò quivi. (I)

Genesi 26:18 E Isacco cavò di nuovo i pozzi d’acqua, che erano stati cavati al tempo di Abrahamo, suo padre, i quali i Filistei aveano turati dopo la morte di Abrahamo; e pose loro gli stessi nomi che suo padre avea lor posti. (I)

Genesi 26:19 E i servitori d’Isacco cavarono in quella valle, e trovarono quivi un pozzo d’acqua viva. (I)

Genesi 26:20 Ma i pastori di Gherar contesero co’ pastori d’Isacco, dicendo: Quest’acqua è nostra. Ed esso nominò quel pozzo Esec; perciocchè essi ne aveano mossa briga con lui. (I)

Genesi 26:21 Poi cavarono un altro pozzo, e per quello ancora contesero; laonde Isacco nominò quel pozzo Sitna. (I)

Genesi 26:22 Allora egli si tramutò di là, e cavò un altro pozzo, per lo quale non contesero; ed egli nominò quel pozzo Rehobot; e disse: Ora ci ha pure il Signore allargati, essendo noi moltiplicati in questo paese. (I)

Genesi 26:23 Poi di là salì in Beerseba. (I)

Genesi 26:24 E il Signore gli apparve in quella stessa notte, e gli disse: Io son l’Iddio di Abrahamo, tuo padre; non temere; perciocchè io son teco, e ti benedirò, e moltiplicherò la tua progenie, per amor di Abrahamo mio servitore. (I)

Genesi 26:25 Ed egli edificò quivi un altare, ed invocò il Nome del Signore, e tese quivi i suoi padiglioni; e i suoi servitori cavarono quivi un pozzo. (I)

Genesi 26:26 E Abimelecco andò a lui da Gherar, insieme con Ahuzat suo famigliare, e con Picol capo del suo esercito. (I)

Genesi 26:27 E Isacco disse loro: Perchè siete voi venuti a me, poichè mi odiate, e mi avete mandato via d’appresso a voi? (I)

Genesi 26:28 Ed essi dissero: Noi abbiamo chiaramente veduto che il Signore è teco; laonde abbiamo detto: Siavi ora giuramento fra noi; fra noi e te, e facciamo lega teco: (I)

Genesi 26:29 Se giammai tu ci fai alcun male; come ancora noi non ti abbiamo toccato; e non ti abbiam fatto se non bene, e ti abbiamo rimandato in pace; tu che ora sei benedetto dal Signore. (I)

Genesi 26:30 Ed egli fece loro un convito; ed essi mangiarono e bevvero. (I)

Genesi 26:31 E, levatisi la mattina seguente a buon’ora, giurarono l’uno all’altro. Poi Isacco li accommiatò; ed essi si partirono da lui amichevolmente. (I)

Genesi 26:32 In quell’istesso giorno, i servitori d’Isacco vennero, e gli fecero rapporto di un pozzo che aveano cavato; e gli dissero: Noi abbiam trovato dell’acqua. (I)

Genesi 26:33 Ed egli pose nome a quel pozzo Siba; perciò quella città è stata nominata Beerseba fino ad oggi. (I)

Genesi 26:34 Or Esaù, essendo d’età di quarant’anni, prese per moglie Iudit, figliuola di Beeri Hitteo; e Basmat, figliuola di Elon Hitteo. (I)

Genesi 26:35 Ed esse furono cagione di amaritudine d’animo a Isacco ed a Rebecca. (I)

Genesi 27:1 OR avvenne che, essendo già invecchiato Isacco, ed essendo gli occhi suoi scurati, sì che non vedeva, chiamò Esaù suo figliuol maggiore, e gli disse: Figliuol mio. Ed egli gli disse: Eccomi. (I)

Genesi 27:2 E Isacco disse: Ecco, ora io sono invecchiato, e non so il giorno della mia morte. (I)

Genesi 27:3 Deh! prendi ora i tuoi arnesi, il tuo turcasso e il tuo arco; e vattene fuori a’ campi, e prendimi qualche cacciagione. (I)

Genesi 27:4 Ed apparecchiami alcune vivande saporite, quali io le amo, e portamele, che io ne mangi; acciocchè l’anima mia ti benedica avanti che io muoia. (I)

Genesi 27:5 Or Rebecca stava ad ascoltare, mentre Isacco parlava ad Esaù, suo figliuolo. Esaù adunque andò a’ campi per prender qualche cacciagione, e portarla a suo padre. (I)

Genesi 27:6 E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo, e gli disse: Ecco, io ho udito che tuo padre parlava ad Esaù, tuo fratello, dicendo: (I)

Genesi 27:7 Portami della cacciagione, ed apparecchiami alcun mangiare saporito, acciocchè io ne mangi; ed io ti benedirò nel cospetto del Signore, avanti che io muoia. (I)

Genesi 27:8 Ora dunque, figliuol mio, attendi alla mia voce, in ciò che io ti comando. (I)

Genesi 27:9 Vattene ora alla greggia, ed arrecami di là due buoni capretti, ed io ne apparecchierò delle vivande saporite a tuo padre, quali egli le ama. (I)

Genesi 27:10 E tu le porterai a tuo padre, acciocchè ne mangi, e ti benedica, avanti ch’egli muoia. (I)

Genesi 27:11 E Giacobbe disse a Rebecca sua madre: Ecco, Esaù mio fratello è uomo peloso, ed io son uomo senza peli. (I)

Genesi 27:12 Per avventura mio padre mi tasterà, e sarò da lui reputato un ingannatore; e così mi farò venire addosso maledizione, e non benedizione. (I)

Genesi 27:13 Ma sua madre gli disse: Figliuol mio, la tua maledizione sia sopra me; attendi pure alla mia voce, e va’ ed arrecami que’ capretti. (I)

Genesi 27:14 Egli adunque andò, e prese que’ capretti, e li arrecò a sua madre; e sua madre ne apparecchiò delle vivande saporite, quali il padre di esso le amava. (I)

Genesi 27:15 Poi Rebecca prese i più bei vestimenti di Esaù suo figliuol maggiore, ch’ella avea appresso di sè in casa, e ne vestì Giacobbe suo figliuol minore. (I)

Genesi 27:16 E con le pelli de’ capretti coperse le mani di esso, e il collo ch’era senza peli. (I)

Genesi 27:17 E diede in mano a Giacobbe suo figliuolo, quelle vivande saporite, e quel pane che avea apparecchiato. (I)

Genesi 27:18 Ed egli venne a suo padre, e gli disse: Padre mio. Ed egli disse: Eccomi: chi sei, figliuol mio? (I)

Genesi 27:19 E Giacobbe disse a suo padre: Io sono Esaù, tuo primogenito; io ho fatto come tu mi dicesti. Deh! levati, assettati, e mangia della mia cacciagione, acciocchè l’anima tua mi benedica. (I)

Genesi 27:20 E Isacco disse al suo figliuolo: Come ne hai tu così presto trovato, figliuol mio? Ed egli rispose: Perciocchè il Signore Iddio tuo me ne ha fatto scontrare. (I)

Genesi 27:21 E Isacco disse a Giacobbe: Deh! appressati, figliuol mio, che io ti tasti, per saper se tu sei pure il mio figliuolo Esaù, o no. (I)

Genesi 27:22 Giacobbe adunque si appressò ad Isacco suo padre; e come egli l’ebbe tastato, disse: Cotesta voce è la voce di Giacobbe, ma queste mani son le mani di Esaù. (I)

Genesi 27:23 E nol riconobbe; perciocchè le sue mani erano pelose, come le mani di Esaù, suo fratello; e lo benedisse. (I)

Genesi 27:24 E disse: Sei tu pur desso, figliuol mio Esaù? Ed egli disse: Sì, io son desso. (I)

Genesi 27:25 Ed egli disse: Recami della cacciagione del mio figliuolo, acciocchè io ne mangi, e che l’anima mia ti benedica. E Giacobbe gliela recò, e Isacco mangiò. Giacobbe ancora gli recò del vino, ed egli bevve. (I)

Genesi 27:26 Poi Isacco suo padre gli disse: Deh! appressati e baciami, figliuol mio. (I)

Genesi 27:27 Ed egli si appressò, e lo baciò. E Isacco odorò l’odor dei vestimenti di esso, e lo benedisse; e disse: Ecco l’odor del mio figliuolo, simile all’odor di un campo che il Signore ha benedetto. (I)

Genesi 27:28 Iddio adunque ti dia della rugiada del cielo, E delle grassezze della terra, Ed abbondanza di frumento e di mosto. (I)

Genesi 27:29 Servanti i popoli, Ed inchininsi a te le nazioni; Sii pardrone de’ tuoi fratelli, Ed inchininsi a te i figliuoli di tua madre; Sieno maledetti coloro che ti malediranno, E benedetti coloro che ti benediranno. (I)

Genesi 27:30 E come Isacco ebbe finito di benedir Giacobbe, ed essendo appena Giacobbe uscito d’appresso ad Isacco suo padre, Esaù suo fratello giunse dalla sua caccia. (I)

Genesi 27:31 E apparecchiò anch’egli delle vivande saporite, e le recò a suo padre, e gli disse: Levisi mio padre, e mangi della cacciagion del suo figliuolo; acciocchè l’anima tua mi benedica. (I)

Genesi 27:32 E Isacco suo padre gli disse: Chi sei tu? Ed egli disse: Io sono Esaù tuo figliuolo primogenito. (I)

Genesi 27:33 E Isacco sbigottì di un grandissimo sbigottimento, e disse: Or chi è colui che prese della cacciagione e me la recò; talchè, avanti che tu fossi venuto, io mangiai di tutto ciò ch’egli mi presentò, e lo benedissi? ed anche sarà benedetto. (I)

Genesi 27:34 Quando Esaù ebbe intese le parole di suo padre, fece un grande ed amarissimo gridare: poi disse a suo padre: Benedici me ancora, padre mio. (I)

Genesi 27:35 Ed egli gli disse: Il tuo fratello è venuto con inganno, ed ha tolta la tua benedizione. (I)

Genesi 27:36 Ed Esaù disse: Non fu egli pur nominato Giacobbe? egli mi ha frodato già due volte; egli mi tolse già la mia primogenitura; ed ecco, ora mi ha tolta la mia benedizione. Poi disse a suo padre: Non mi hai tu riserbata alcuna benedizione? (I)

Genesi 27:37 E Isacco rispose, e disse ad Esaù: Ecco, io l’ho costituito tuo padrone, e gli ho dati tutti i suoi fratelli per servi; e l’ho fornito di frumento e di mosto; ora dunque, che ti farei io, figliuol mio? (I)

Genesi 27:38 Ed Esaù disse a suo padre: Hai tu una sola benedizione, padre mio? benedici ancora me, padre mio. E alzò la voce, e pianse. (I)

Genesi 27:39 E Isacco suo padre rispose, a gli disse: Ecco, la tua stanza sarà in luoghi grassi di terreno, E per la rugiada del cielo disopra. (I)

Genesi 27:40 E tu viverai con la tua spada, E servirai al tuo fratello; Ma egli avverrà che, dopo che tu avrai gemuto, Tu spezzerai il suo giogo d’in sul tuo collo. (I)

Genesi 27:41 Ed Esaù prese ad odiar Giacobbe, per cagion della benedizione, con la quale suo padre l’avea benedetto; e disse nel suo cuore: I giorni del duolo di mio padre si avvicinano; allora io ucciderò Giacobbe mio fratello. (I)

Genesi 27:42 E le parole di Esaù, suo figliuol maggiore, furono rapportate a Rebecca; ed ella mandò a chiamar Giacobbe, suo figliuol minore, e gli disse: Ecco, Esaù tuo fratello si consola intorno a te, ch’egli ti ucciderà. (I)

Genesi 27:43 Ora dunque, figliuol mio, attendi alla mia voce; levati, fuggitene in Charan, a Labano, mio fratello. (I)

Genesi 27:44 E dimora con lui alquanto tempo, finchè l’ira del tuo fratello sia racquetata; (I)

Genesi 27:45 finchè il cruccio del tuo fratello sia racquetato inverso te, e ch’egli abbia dimenticato ciò che tu gli hai fatto; e allora io manderò a farti tornar di là; perchè sarei io orbata di amendue voi in uno stesso giorno? (I)

Genesi 27:46 E Rebecca disse ad Isacco: La vita mi è noiosa per cagion di queste Hittee; se Giacobbe prende moglie delle figliuole degli Hittei, quali son queste che son delle donne di questo paese, che mi giova il vivere? (I)

Genesi 28:1 ISACCO adunque chiamò Giacobbe, e lo benedisse, e gli comandò, e gli disse: Non prender moglie delle figliuole di Canaan. (I)

Genesi 28:2 Levati, vattene in Paddan-aram, alla casa di Betuel, padre di tua madre, e prenditi di là moglie, delle figliuole di Labano, fratello di tua madre. (I)

Genesi 28:3 E l’Iddio Onnipotente ti benedica, e ti faccia fruttare, e crescere; talchè tu diventi una raunanza di popoli. (I)

Genesi 28:4 E ti dia la benedizione di Abrahamo; a te, ed alla tua progenie teco; acciocchè tu possegga il paese dove sei andato peregrinando, il quale Iddio donò ad Abrahamo. (I)

Genesi 28:5 Isacco adunque ne mandò Giacobbe; ed egli si ne andò in Paddan-aram, a Labano, figliuolo di Betuel, Sirio, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù. (I)

Genesi 28:6 Ed Esaù vide che Isacco avea benedetto Giacobbe, e l’avea mandato in Paddan-aram, acciocchè di là si prendesse moglie; e che, benedicendolo, gli avea vietato e detto: Non prender moglie delle figliuole di Canaan; (I)

Genesi 28:7 e che Giacobbe avea ubbidito a suo padre ed a sua madre, e se n’era andato in Paddan-aram. (I)

Genesi 28:8 Esaù vedeva, oltre a ciò, che le figliuole di Canaan dispiacevano ad Isacco suo padre. (I)

Genesi 28:9 Ed egli andò ad Ismaele, e prese per moglie Mahalat, figliuola d’Ismaele, figliuolo di Abrahamo, sorella di Nebaiot; oltre alle sue altre mogli. (I)

Genesi 28:10 OR Giacobbe partì di Beerseba, ed andando in Charan, (I)

Genesi 28:11 capitò in un certo luogo, e vi stette la notte; perciocchè il sole era già tramontato, e prese delle pietre del luogo, e le pose per suo capezzale; e giacque in quel luogo. (I)

Genesi 28:12 E sognò; ed ecco una scala rizzata in terra, la cui cima giungeva al cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano per essa. (I)

Genesi 28:13 Ed ecco, il Signore stava al disopra di essa. Ed egli disse: Io sono il Signore Iddio di Abrahamo tuo padre, e l’Iddio d’Isacco; io darò a te, ed alla tua progenie, il paese sopra il quale tu giaci. (I)

Genesi 28:14 E la tua progenie sarà come la polvere della terra; e tu ti spanderai verso occidente, e verso oriente, e verso settentrione, e verso mezzodì; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te, e nella tua progenie. (I)

Genesi 28:15 Ed ecco, io son teco, e ti guarderò dovunque tu andrai, e ti ricondurrò in questo paese; perciocchè io non ti abbandonerò, finchè io abbia fatto ciò che ti ho detto. (I)

Genesi 28:16 E quando Giacobbe si fu risvegliato dal suo sonno, disse: Per certo il Signore è in questo luogo, ed io nol sapeva. (I)

Genesi 28:17 E temette, e disse: Quanto è spaventevole questo luogo! questo luogo non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo. (I)

Genesi 28:18 E Giacobbe si levò la mattina a buon’ora, e prese la pietra, la quale avea posta per suo capezzale, e ne fece un piliere, e versò dell’olio sopra la sommità di essa. (I)

Genesi 28:19 E pose nome a quel luogo Betel; conciossiachè prima il nome di quella città fosse Luz. (I)

Genesi 28:20 E Giacobbe fece un voto, dicendo: Se Iddio è meco, e mi guarda in questo viaggio che io fo, e mi dà del pane da mangiare, e de’ vestimenti da vestirmi; (I)

Genesi 28:21 e se io ritorno sano e salvo a casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio. (I)

Genesi 28:22 E questa pietra, della quale ho fatto un piliere, sarà una casa di Dio, e del tutto io ti darò la decima di tutto quel che tu mi avrai donato. (I)

Genesi 29:1 POI Giacobbe si mise in cammino, e andò nel paese degli Orientali. (I)

Genesi 29:2 E riguardò, ed ecco un pozzo in un campo, e quivi erano tre gregge di pecore, che giacevano appresso di quello; perciocchè di quel pozzo si abbeveravano le gregge; ed una gran pietra era sopra la bocca del pozzo. (I)

Genesi 29:3 E quivi si raunavano tutte le gregge, e i pastori rotolavano quella pietra d’in su la bocca del pozzo, e abbeveravano le pecore; e poi tornavano la pietra al suo luogo, in su la bocca del pozzo. (I)

Genesi 29:4 E Giacobbe disse loro: Fratelli miei, onde siete voi? Ed essi risposero: Noi siamo di Charan. (I)

Genesi 29:5 Ed egli disse loro: Conoscete voi Labano, figliuolo di Nahor? Ed essi dissero: Sì, noi lo conosciamo. (I)

Genesi 29:6 Ed egli disse loro: Sta egli bene? Ed essi dissero: Sì, egli sta bene; ed ecco Rachele, sua figliuola, che viene con le pecore. (I)

Genesi 29:7 Ed egli disse loro: Ecco, il giorno è ancora alto; non è tempo di raccogliere il bestiame; abbeverate queste pecore, ed andate, e pasturatele. (I)

Genesi 29:8 Ma essi dissero: Noi non possiamo, finchè tutte le gregge non sieno adunate, e che si rotoli la pietra d’in su la bocca del pozzo; allora abbevereremo le pecore. (I)

Genesi 29:9 Mentre egli parlava ancora con loro, Rachele sopraggiunse, con le pecore di suo padre; perciocchè ella era guardiana di pecore. (I)

Genesi 29:10 E, quando Giacobbe ebbe veduta Rachele, figliuola di Labano, fratello di sua madre, con le pecore di Labano, fratello di sua madre, egli si fece innanzi, e rotolò quella pietra d’in su la bocca del pozzo, e abbeverò le pecore di Labano, fratello di sua madre. (I)

Genesi 29:11 E Giacobbe baciò Rachele, e alzò la sua voce, e pianse. (I)

Genesi 29:12 E Giacobbe dichiarò a Rachele come egli era fratello di suo padre; e come egli era figliuolo di Rebecca. Ed ella corse, e lo rapportò a suo padre. (I)

Genesi 29:13 E, come Labano ebbe udite le novelle di Giacobbe, figliuolo della sua sorella, gli corse incontro, e l’abbracciò, e lo baciò, e lo menò in casa sua. E Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose. (I)

Genesi 29:14 E Labano gli disse: Veramente tu sei mie ossa e mia carne. Ed egli dimorò con lui un mese intiero. (I)

Genesi 29:15 E Labano gli disse: Perchè tu sei mio fratello, mi serviresti tu gratuitamente? dichiarami qual deve essere il tuo premio. (I)

Genesi 29:16 Or Labano avea due figliuole: la maggiore si chiamava Lea, e la minore Rachele. (I)

Genesi 29:17 E Lea avea gli occhi teneri; ma Rachele era formosa, e di bello aspetto. (I)

Genesi 29:18 E Giacobbe amava Rachele; e disse a Labano: Io ti servirò sett’anni per Rachele, tua figliuola minore. (I)

Genesi 29:19 E Labano disse: Meglio è che io la dia a te, che ad un altro uomo; stattene pur meco. (I)

Genesi 29:20 E Giacobbe servì per Rachele lo spazio di sette anni; e quelli gli parvero pochi giorni, per l’amore ch’egli le portava. (I)

Genesi 29:21 E Giacobbe disse a Labano: Dammi la mia moglie; perciocchè il mio termine è compiuto; e lascia che io entri da lei. (I)

Genesi 29:22 E Labano adunò tutte le genti del luogo, e fece un convito. (I)

Genesi 29:23 Ma la sera prese Lea, sua figliuola, e la menò a Giacobbe; il quale entrò da lei. (I)

Genesi 29:24 E Labano diede Zilpa, sua serva, a Lea, sua figliuola, per serva. (I)

Genesi 29:25 Poi, venuta la mattina, ecco, colei era Lea. E Giacobbe disse a Labano: Che cosa è ciò che tu mi hai fatto? non ho io servito appo te per Rachele? perchè dunque mi hai ingannato? (I)

Genesi 29:26 E Labano gli disse: E’ non si suol far così appo noi, di dar la minore avanti la maggiore. (I)

Genesi 29:27 Fornisci pure la settimana di questa; e poi ti daremo ancora quest’altra, per lo servigio che tu farai in casa mia altri sett’anni. (I)

Genesi 29:28 Giacobbe adunque fece così; e fornì la settimana di quella; poi Labano gli diede ancora per moglie Rachele, sua figliluola. (I)

Genesi 29:29 E Labano diede Bilha, sua serva, a Rachele, sua figliola, per serva. (I)

Genesi 29:30 E Giacobbe entrò eziandio da Rachele, ed anche amò Rachele più che Lea, e servì ancora sett’altri anni appo Labano. (I)

Genesi 29:31 E il Signore, veggendo che Lea era odiata, aperse la sua matrice; ma Rachele era sterile. (I)

Genesi 29:32 E Lea concepette, e partorì un figliuolo, al quale ella pose nome Ruben; perciocchè disse: Il Signore ha pur riguardato alla mia afflizione; ora mi amerà pure il mio marito. (I)

Genesi 29:33 Poi concepette di nuovo, e partorì un figliuolo, e disse: Il Signore ha pure inteso che io era odiata, e però mi ha dato ancora questo figliuolo; perciò gli pose nome Simeone. (I)

Genesi 29:34 Ed ella concepette ancora, e partorì un figliuolo, e disse: Questa volta pure il mio marito starà congiunto meco; perciocchè io gli ho partoriti tre figliuoli; perciò fu posto nome a quel figliuolo Levi. (I)

Genesi 29:35 Ed ella concepette ancora, e partorì un figliuolo, e disse: Questa volta io celebrerò il Signore; perciò pose nome a quel figliuolo Giuda; poi restò di partorire. (I)

Genesi 30:1 E Rachele, veggendo che non faceva figliuoli a Giacobbe, portò invidia alla sua sorella; e disse a Giacobbe: Dammi de’ figliuoli; altrimenti io son morta. (I)

Genesi 30:2 E Giacobbe s’accesse in ira contro a Rachele, e disse: Sono io in luogo di Dio, il qual t’ha dinegato il frutto del ventre? (I)

Genesi 30:3 Ed ella disse: Ecco Bilha, mia serva; entra da lei ed ella partorirà sopra le mie ginocchia, ed io ancora avrò progenie da lei. (I)

Genesi 30:4 Ed ella diede a Giacobbe Bilha, sua serva, per moglie, ed egli entrò da lei. (I)

Genesi 30:5 E Bilha concepette, e partorì un figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:6 E Rachele disse: Iddio mi ha fatto ragione, ed ha eziandio ascoltata la mia voce, e mi ha dato un figliuolo; perciò ella gli pose nome Dan. (I)

Genesi 30:7 E Bilha, serva di Rachele, concepette ancora, e partorì un secondo figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:8 E Rachele disse: Io ho lottate le lotte di Dio con la mia sorella; ed anche ho vinto; perciò pose nome a quel figliuolo Neftali. (I)

Genesi 30:9 E Lea, veggendo ch’era restata di partorire, prese Zilpa, sua serva, e la diede a Giacobbe per moglie. (I)

Genesi 30:10 E Zilpa, serva di Lea, partorì un figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:11 E Lea disse: Buona ventura è giunta; e pose nome a quel figliuolo Gad. (I)

Genesi 30:12 Poi Zilpa, serva di Lea, partorì un secondo figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:13 E Lea disse: Quest’è per farmi beata; conciossiachè le donne mi chiameranno beata; perciò ella pose nome a quel figliuolo Aser. (I)

Genesi 30:14 Or Ruben andò fuori al tempo della ricolta de’ grani, e trovò delle mandragole per i campi, e le portò a Lea, sua madre. E Rachele disse a Lea: Deh! dammi delle mandragole del tuo figliuolo. (I)

Genesi 30:15 Ed ella le disse: È egli poco che tu mi abbi tolto il mio marito, che tu mi vuoi ancora togliere le mandragole del mio figliuolo? E Rachele disse: Or su, giacciasi egli questa notte teco per le mandragole del tuo figliuolo. (I)

Genesi 30:16 E come Giacobbe se ne veniva in su la sera da’ campi, Lea gli uscì incontro, e gli disse: Entra da me; perciocchè io ti ho tolto a prezzo per le mandragole del mio figliuolo. Egli adunque si giacque con lei quella notte. (I)

Genesi 30:17 E Iddio esaudì Lea, talchè ella concepette, e partorì il quinto figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:18 Ed ella disse: Iddio mi ha dato il mio premio, di ciò che io diedi la mia serva al mio marito; e pose nome a quel figliuolo Issacar. (I)

Genesi 30:19 E Lea concepette ancora, e partorì il sesto figliuolo a Giacobbe. (I)

Genesi 30:20 E Lea disse: Iddio mi ha dotata d’una buona dote; questa volta il mio marito abiterà meco, poichè io gli ho partoriti sei figliuoli; e pose nome a quel figliuolo Zabulon. (I)

Genesi 30:21 Poi partorì una figliuola, e le pose nome Dina. (I)

Genesi 30:22 E Iddio si ricordò di Rachele, e l’esaudì, e le aperse la matrice. (I)

Genesi 30:23 Ed ella concepette, e partorì un figliuolo; e disse: Iddio ha tolto via il mio obbrobrio. (I)

Genesi 30:24 E pose nome a quel figliuolo Giuseppe, dicendo: Il Signore mi aggiunga un altro figliuolo. (I)

Genesi 30:25 E, dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe, Giacobbe disse a Labano: Dammi licenza, acciocchè io me ne vada al mio luogo, ed al mio paese. (I)

Genesi 30:26 Dammi le mie mogli, per le quali io ti ho servito, ed i miei figliuoli; acciocchè io me ne vada; perciocchè tu sai il servigio che io t’ho renduto. (I)

Genesi 30:27 E Labano gli disse: Deh! se pure ho trovato grazia appo te: Io ho veduto che il Signore mi ha benedetto per cagion tua. (I)

Genesi 30:28 Poi disse: Significami appunto qual salario mi ti converrà dare, ed io te lo darò. (I)

Genesi 30:29 Ed egli gli disse: Tu sai come io ti ho servito, e quale è divenuto il tuo bestiame meco. (I)

Genesi 30:30 Perciocchè poco era quello che tu avevi, avanti che io venissi; ma ora egli è cresciuto sommamente; e il Signore ti ha benedetto per lo mio governo; ed ora quando mi adopererò io ancora per la mia famiglia? (I)

Genesi 30:31 Ed egli disse: Che ti darò io? E Giacobbe disse: Non darmi nulla; se tu mi fai questo, io tornerò a pasturare, ed a guardar le tue pecore. (I)

Genesi 30:32 Io passerò oggi per mezzo tutte le tue gregge, levandone, d’infra le pecore, ogni agnello macchiato e vaiolato; e ogni agnello di color fosco; e, d’infra le capre, le vaiolate e le macchiate; e tal sarà da ora innanzi il mio salario. (I)

Genesi 30:33 Così da questo dì innanzi, quando tu mi contenderai il mio salario, la mia giustizia risponderà per me nel tuo cospetto; tutto ciò che non sarà macchiato o vaiolato fra le capre, e di color fosco fra le pecore, e sarà trovato appo me, sarà furto. (I)

Genesi 30:34 E Labano disse: Ecco, sia come tu hai detto. (I)

Genesi 30:35 Ed in quel dì mise da parte i becchi, e i montoni macchiati e vaiolati; e tutte le capre macchiate e vaiolate; e tutte quelle in cui era alcuna macchia bianca; e, d’infra le pecore, tutte quelle ch’erano di color fosco; e le mise tra le mani de’ suoi figliuoli. (I)

Genesi 30:36 E frappose il cammino di tre giornate fra sè e Giacobbe. E Giacobbe pasturava il rimanente delle gregge di Labano. (I)

Genesi 30:37 E Giacobbe prese delle verghe verdi di pioppo, di nocciuolo, e di castagno; e vi fece delle scorzature bianche, scoprendo il bianco ch’era nelle verghe. (I)

Genesi 30:38 Poi piantò le verghe ch’egli avea scorzate, dinanzi alle gregge, ne’ canali dell’acqua, e negli abbeveratoi, ove le pecore venivano a bere; e le pecore entravano in calore quando venivano a bere. (I)

Genesi 30:39 Le pecore adunque e le capre entravano in calore, vedendo quelle verghe; onde figliavano parti vergati, macchiati, e viaolati. (I)

Genesi 30:40 Poi, come Giacobbe avea spartiti gli agnelli, faceva volger gli occhi alle pecore delle gregge di Labano, verso le vaiolate, e verso tutte quelle ch’erano di color fosco; e metteva le sue gregge da parte, e non le metteva di rincontro alle pecore di Labano. (I)

Genesi 30:41 E ogni volta che le pecore primaiuole entravano in calore, Giacobbe metteva quelle verghe ne’ canali, alla vista delle pecore e delle capre; acciocchè entrassero in calore, alla vista di quelle verghe. (I)

Genesi 30:42 Ma, quando le pecore erano serotine, egli non ve le poneva; e così le pecore serotine erano di Labano, e le primaiuole di Giacobbe. (I)

Genesi 30:43 E quell’uomo crebbe sommamente in facoltà, ed ebbe molte gregge, e servi, e serve, e cammelli, ed asini. (I)

Genesi 31:1 OR egli udì le parole de’ figliuoli di Labano, che dicevano: Giacobbe ha tolto a nostro padre tutto il suo avere; e di quello ch’era di nostra padre, egli ha acquistata tutta questa dovizia. (I)

Genesi 31:2 Giacobbe ancora vide che la faccia di Labano non era verso lui qual soleva esser per addietro. (I)

Genesi 31:3 E il Signore disse a Giacobbe: Ritornatene al paese de’ tuoi, ed al tuo luogo natio, ed io sarò teco. (I)

Genesi 31:4 E Giacobbe mandò a chiamar Rachele e Lea, a’ campi, presso della sua greggia. (I)

Genesi 31:5 E disse loro: Io veggo che la faccia di vostro padre non è inverso me qual soleva esser per addietro; e pur l’Iddio di mio padre è stato meco. (I)

Genesi 31:6 E voi sapete che ho servito a vostro padre di tutto il mio potere. (I)

Genesi 31:7 Ma egli mi ha ingannato, e m’ha cambiato il mio salario dieci volte; ma Iddio non gli ha permesso di farmi alcun danno. (I)

Genesi 31:8 Se egli diceva così: Le macchiate saranno il tuo salario, tutta la greggia figliava parti macchiati; e se diceva così: Le vergate saranno il tuo salario, tutta la greggia figliava parti vergati. (I)

Genesi 31:9 E Iddio ha tolto il bestiame a vostro padre, e me lo ha dato. (I)

Genesi 31:10 Ed avvenne una volta, al tempo che le pecore entrano in calore, che io alzai gli occhi, e vidi in sogno che i becchi ed i montoni che ammontavano le pecore e le capre, erano vergati, macchiati e grandinati. (I)

Genesi 31:11 E l’angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe. Ed io dissi: Eccomi. (I)

Genesi 31:12 Ed egli disse: Alza ora gli occhi, e vedi tutti i becchi e i montoni, che ammontano le capre e le pecore, come son tutti vergati, macchiati, e grandinati; perciocchè io ho veduto tutto quello che Labano ti fa. (I)

Genesi 31:13 Io son l’Iddio di Betel, dove tu ugnesti quel piliere, e dove tu mi facesti quel voto; ora levati, e partiti di questo paese, e ritornatene nel tuo natio paese. (I)

Genesi 31:14 E Rachele e Lea risposero, e dissero: Abbiamo noi più alcuna parte od eredità in casa di nostro padre? (I)

Genesi 31:15 Non fummo noi da lui reputate straniere, quando egli ci vendette? ed oltre a ciò egli ha tutti mangiati i nostri danari. (I)

Genesi 31:16 Conciossiachè tutte queste facoltà che Iddio ha tolte a nostro padre, già fosser nostre e de’ nostri figliuoli; ora dunque fa’ pur tutto quello che Iddio ti ha detto. (I)

Genesi 31:17 E Giacobbe si levò, e mise i suoi figliuoli e le sue mogli in su de’ cammelli. (I)

Genesi 31:18 E ne menò tutto il suo bestiame, e tutte le sue facoltà ch’egli avea acquistate; il bestiame ch’egli avea acquistato in Paddan-aram per venirsene nel paese di Canaan, ad Isacco suo padre. (I)

Genesi 31:19 Or Labano se n’era andato a tondere le sue pecore; e Rachele rubò gl’idoli di suo padre. (I)

Genesi 31:20 E Giacobbe si partì furtivamente da Labano, Sirio; perciocchè egli non gliel dichiarò; conciossiachè egli se ne fuggisse. (I)

Genesi 31:21 Egli adunque se ne fuggì, con tutto quello ch’egli avea; e si levò, e passò il Fiume, e si dirizzò verso il monte di Galaad. (I)

Genesi 31:22 E il terzo giorno appresso fu rapportato a Labano, che Giacobbe se n’era fuggito. (I)

Genesi 31:23 Allora egli prese seco i suoi fratelli, e lo perseguì per sette giornate di cammino; e lo raggiunse al monte di Galaad. (I)

Genesi 31:24 Ma Iddio venne a Labano, Sirio, in sogno di notte, e gli disse: Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe, nè in bene, nè in male. (I)

Genesi 31:25 Labano adunque raggiunse Giacobbe. E Giacobbe avea tesi i suoi padiglioni in sul monte; e Labano, co’ suoi fratelli, tese parimente i suoi nel monte di Galaad. (I)

Genesi 31:26 E Labano disse a Giacobbe: Che hai tu fatto, partendoti da me furtivamente, e menandone le mie figliuole come prigioni di guerra? (I)

Genesi 31:27 Perchè ti sei fuggito celatamente, e ti sei furtivamente partito da me, e non me l’hai fatto assapere? ed io ti avrei accommiatato con allegrezza e con canti, con tamburi e con cetere. (I)

Genesi 31:28 E non mi hai pur permesso di baciare i miei figliuoli e le mie figliuole; ora tu hai stoltamente fatto. (I)

Genesi 31:29 E’ sarebbe in mio potere di farvi del male; ma l’Iddio del padre vostro mi parlò la notte passata, dicendo: Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe, nè in bene, nè in male. (I)

Genesi 31:30 Ora dunque, siitene pure andato, poichè del tutto bramavi la casa di tuo padre; ma, perchè hai tu rubati i miei dii? (I)

Genesi 31:31 E Giacobbe rispose, e disse a Labano: Io me ne son così andato, perchè io avea paura; perciocchè io diceva che mi conveniva guardar che talora tu non rapissi le tue figliuole d’appresso a me. (I)

Genesi 31:32 Colui, appo il quale tu avrai trovati i tuoi dii, non sia lasciato vivere; riconosci, in presenza de’ nostri fratelli, se vi è nulla del tuo appo me, e prenditelo. Or Giacobbe non sapeva che Rachele avesse rubati quegl’iddii. (I)

Genesi 31:33 Labano adunque entrò nel padiglione di Giacobbe, e nel padiglione di Lea, e nel padiglione delle due serve, e non li trovò; ed uscito del padiglione di Lea, entrò nel padiglione di Rachele. (I)

Genesi 31:34 Ma Rachele avea presi quegl’idoli, e li avea messi dentro l’arnese d’un cammello, e s’era posta a sedere sopra essi; e Labano frugò tutto il padiglione, e non li trovò. (I)

Genesi 31:35 Ed ella disse a suo padre: Non prenda il mio signore sdegno, ch’io non posso levarmi su davanti a te; perciocchè io ho quello che sogliono aver le donne. Egli adunque investigò, ma non trovò quegl’idoli. (I)

Genesi 31:36 E Giacobbe si adirò, e contese con Labano, e gli parlò, e gli disse: Qual misfatto, o qual peccato ho io commesso, che tu mi abbi così ardentemente perseguito? (I)

Genesi 31:37 Poichè tu hai frugate tutte le mie masserizie, che hai tu trovato di tutte le masserizie di casa tua? mettilo qui davanti a’ tuoi e miei fratelli, acciocchè giudichino chi di noi due ha ragione. (I)

Genesi 31:38 Già son vent’anni ch’io sono stato teco; le tue pecore e le tue capre non hanno disperduto, ed io non ho mangiati i montoni della tua greggia. (I)

Genesi 31:39 Io non ti ho portato ciò ch’era lacerato; io l’ho pagato; tu me lo hai ridomandato: come ancora se alcuna cosa era stata rubata di giorno o di notte. (I)

Genesi 31:40 Io mi son portato in maniera che il caldo mi consumava di giorno, e di notte il gelo, e il sonno mi fuggiva dagli occhi. (I)

Genesi 31:41 Già son vent’anni ch’io sono in casa tua, io ti ho servito quattordici anni per le tue due figliuole, e sei anni per le tue pecore; e tu mi hai mutato il mio salario dieci volte. (I)

Genesi 31:42 Se l’Iddio di mio padre, l’Iddio di Abrahamo, e il terrore d’Isacco, non fosse stato meco, certo tu mi avresti ora rimandato voto. Iddio ha veduta la mia afflizione, e la fatica delle mie mani: e però la notte passata ne ha data la sentenza. (I)

Genesi 31:43 Labano rispose a Giacobbe, e gli disse: Queste figliuole son mie figliuole, e questi figliuoli son miei figliuoli, e queste pecore son mie pecore, e tutto quello che tu vedi è mio; e che farei io oggi a queste mie figliuole, ovvero a’ lor figliuoli che esse hanno partoriti? (I)

Genesi 31:44 Ora dunque, vieni, facciam patto insieme, tu ed io; e sia ciò per testimonianza fra me e te. (I)

Genesi 31:45 E Giacobbe prese una pietra, e la rizzò per un piliere. (I)

Genesi 31:46 E Giacobbe disse a’ suoi fratelli: Raccogliete delle pietre. Ed essi presero delle pietre, e ne fecero un mucchio, e mangiarono quivi. (I)

Genesi 31:47 E Labano chiamò quel mucchio Iegar-sahaduta; e Giacobbe gli pose nome Galed. (I)

Genesi 31:48 E Labano disse: Questo mucchio è oggi testimonio fra me e te; perciò fu nominato Galed: (I)

Genesi 31:49 ed anche Mispa; perciocchè Labano disse: Il Signore riguardi fra te e me, quando non ci potremo vedere l’un l’altro. (I)

Genesi 31:50 Se tu affliggi le mie figliuole, ovvero, se tu prendi altre mogli oltre alle mie figliuole, non un uomo è testimonio fra noi; vedi: Iddio è testimonio fra me e te. (I)

Genesi 31:51 Labano, oltre a ciò, disse a Giacobbe: Ecco questo mucchio che io ho ammonticchiato, ed ecco questo piliere fra me e te. (I)

Genesi 31:52 Questo mucchio sarà testimonio, e questo piliere ancora sarà testimonio, che nè io non passerò questo mucchio per andare a te, nè tu non passerai questo mucchio e questo piliere, per venire a me, per male. (I)

Genesi 31:53 L’Iddio di Abrahamo, e l’Iddio di Nahor, l’Iddio del padre loro, sieno giudici fra noi. Ma Giacobbe giurò per lo terrore d’Isacco, suo padre. (I)

Genesi 31:54 E Giacobbe sacrificò un sacrificio in su quel monte, e chiamò i suoi fratelli a mangiar del pane. Essi adunque mangiarono del pane, e dimorarono quella notte in su quel monte. (I)

Genesi 31:55 E la mattina, Labano si levò a buon’ora, e baciò le sue figliuole, e i suoi figliuoli, e li benedisse. Poi se ne andò, e ritornò al suo luogo. (I)

Genesi 32:1 E GIACOBBE andò al suo cammino; ed egli scontrò degli Angeli di Dio. (I)

Genesi 32:2 E come Giacobbe li vide, disse: Quest’è un campo di Dio: perciò pose nome a quel luogo Mahanaim. (I)

Genesi 32:3 E Giacobbe mandò davanti a sè dei messi ad Esaù, suo fratello, nel paese di Seir, territorio di Edom. (I)

Genesi 32:4 E diede loro quest’ordine: Dite così ad Esaù, mio signore: Così ha detto il tuo servitore Giacobbe: Io sono stato forestiere appo Labano, e vi son dimorato infino ad ora. (I)

Genesi 32:5 Ed ho buoi, ed asini, e pecore, e servi, e serve; e mando significandolo al mio signore, per ritrovar grazia appo te. (I)

Genesi 32:6 E i messi se ne ritornarono a Giacobbe, e gli dissero: Noi siamo andati ad Esaù, tuo fratello; ed egli altresì ti viene incontro, menando seco quattrocent’uomini. (I)

Genesi 32:7 E Giacobbe temette grandemente, e fu angosciato; e spartì la gente ch’era seco, e le gregge, e gli armenti, e i cammelli in due schiere. (I)

Genesi 32:8 E disse: Se Esaù viene ad una delle schiere, e la percuote, l’altra scamperà. (I)

Genesi 32:9 Poi Giacobbe disse: O Dio di Abrahamo, mio padre, e Dio parimente d’Isacco, mio padre; o Signore, che mi dicesti: Ritorna al tuo paese, ed al tuo luogo natio, ed io ti farò del bene, (I)

Genesi 32:10 io son piccolo appo tutte le benignità, e tutta la lealtà che tu hai usata inverso il tuo servitore; perciocchè io passai questo Giordano col mio bastone solo, ed ora son divenuto due schiere. (I)

Genesi 32:11 Liberami, ti prego, dalle mani del mio fratello, dalle mani di Esaù; perciocchè io temo di lui, che talora egli non venga, e mi percuota, madre e figliuoli insieme. (I)

Genesi 32:12 E pur tu hai detto: Per certo io ti farò del bene, e farò che la tua progenie sarà come la rena del mare, la qual non si può annoverare per la sua moltitudine. (I)

Genesi 32:13 Ed egli dimorò quivi quella notte; e prese di ciò che gli venne in mano per farne un presente ad Esaù, suo fratello; (I)

Genesi 32:14 cioè dugento capre, e venti becchi; dugento pecore, e venti montoni; (I)

Genesi 32:15 trenta cammelle allattanti, insieme co’ lor figli; quaranta vacche, e dieci giovenchi; venti asine, e dieci puledri d’asini. (I)

Genesi 32:16 E diede ciascuna greggia da parte in mano ai suoi servitori; e disse loro: Passate davanti a me, e fate che vi sia alquanto spazio fra una greggia e l’altra. (I)

Genesi 32:17 E diede quest’ordine al primo: Quando Esaù, mio fratello, ti scontrerà, e ti domanderà: Di cui sei tu? e dove vai? e di cui son questi animali che vanno davanti a te? (I)

Genesi 32:18 di’: Io son del tuo servitore Giacobbe; quest’è un presente mandato al mio signore Esaù; ed ecco, egli stesso viene dietro a noi. (I)

Genesi 32:19 E diede lo stesso ordine al secondo, ed al terzo, ed a tutti que’ servitori che andavano dietro a quelle gregge; dicendo: Parlate ad Esaù in questa maniera, quando voi lo troverete. (I)

Genesi 32:20 E ditegli ancora: Ecco il tuo servitore Giacobbe dietro a noi. Perciocchè egli diceva: Io lo placherò col presente che va davanti a me; e poi potrò veder la sua faccia; forse mi farà egli buona accoglienza. (I)

Genesi 32:21 Quel presente adunque passò davanti a lui; ed egli dimorò quella notte nel campo. (I)

Genesi 32:22 Ed egli si levò di notte, e prese le sue due mogli, e le sue due serve, e i suoi undici figliuoli; e passò il guado di Iabboc. (I)

Genesi 32:23 E, dopo che li ebbe presi, ed ebbe loro fatto passare il torrente, fece passare tutto il rimanente delle cose sue. (I)

Genesi 32:24 E Giacobbe restò solo; ed un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba. (I)

Genesi 32:25 Ed esso, veggendo che non lo potea vincere, gli toccò la giuntura della coscia; e la giuntura della coscia di Giacobbe fu smossa, mentre quell’uomo lottava con lui. (I)

Genesi 32:26 E quell’uomo gli disse: Lasciami andare; perciocchè già spunta l’alba. E Giacobbe gli disse: Io non ti lascerò andare, che tu non mi abbi benedetto. (I)

Genesi 32:27 E quell’uomo gli disse: Quale è il tuo nome? (I)

Genesi 32:28 Ed egli disse: Giacobbe. E quell’uomo gli disse: Tu non sarai più chiamato Giacobbe, anzi Israele; conciossiachè tu sii stato prode e valente con Dio e con gli uomini, ed abbi vinto. (I)

Genesi 32:29 E Giacobbe lo domandò, e gli disse: Deh! dichiarami il tuo nome. Ed egli disse: Perchè domandi del mio nome? (I)

Genesi 32:30 E quivi lo benedisse. E Giacobbe pose nome a quel luogo Peniel; perciocchè disse: Io ho veduto Iddio a faccia a faccia; e pur la vita mi è stata salvata. (I)

Genesi 32:31 E il sole gli si levò come fu passato Peniel; ed egli zoppicava della coscia. (I)

Genesi 32:32 Perciò i figliuoli d’Israele non mangiano fino ad oggi del muscolo della commessura dell’anca ch’è sopra la giuntura della coscia; perciocchè quell’uomo toccò la giuntura della coscia di Giacobbe, al muscolo della commessura dell’anca. (I)

Genesi 33:1 POI Giacobbe alzò gli occhi, e riguardò; ed ecco Esaù veniva, menando seco quattrocent’uomini. Ed egli spartì i fanciulli in tre schiere, sotto Lea, sotto Rachele, e sotto le due serve. (I)

Genesi 33:2 E mise le serve e i lor figliuoli davanti; e Lea e i suoi figliuoli appresso; e Rachele e Giuseppe gli ultimi. (I)

Genesi 33:3 Ed egli passò davanti a loro, e s’inchinò sette volte a terra, finchè fu presso al suo fratello. (I)

Genesi 33:4 Ed Esaù gli corse incontro, e l’abbracciò, e gli si gittò al collo, e lo baciò; ed amendue piansero. (I)

Genesi 33:5 Ed Esaù alzò gli occhi, e vide quelle donne e que’ fanciulli, e disse: Che ti son costoro? E Giacobbe disse: Sono i fanciulli che Iddio ha donati al tuo servitore. (I)

Genesi 33:6 E le serve si accostarono, coi loro figliuoli, e s’inchinarono. (I)

Genesi 33:7 Poi Lea si accostò, co’ suoi figliuoli, e s’inchinarono. Poi si accostò Giuseppe e Rachele, e si inchinarono. (I)

Genesi 33:8 Ed Esaù disse a Giacobbe: Che vuoi far di tutta quell’oste che io ho scontrata? Ed egli disse: Io l’ho mandata per trovar grazia appo il mio signore. (I)

Genesi 33:9 Ed Esaù disse: Io ne ho assai, fratel mio; tienti per te ciò ch’è tuo. (I)

Genesi 33:10 Ma Giacobbe disse: Deh! no; se ora io ho trovato grazia appo te, prendi dalla mia mano il mio presente; conciossiachè per ciò io abbia veduta la tua faccia, il che mi è stato come se avessi veduta la faccia di Dio; e tu mi hai gradito. (I)

Genesi 33:11 Deh! prendi il mio presente che ti è stato condotto; perciocchè Iddio mi è stato liberal donatore, ed io ho di tutto. E gli fece forza, sì ch’egli lo prese. (I)

Genesi 33:12 Poi Esaù disse: Partiamoci, ed andiamocene; ed io ti accompagnerò. (I)

Genesi 33:13 Ma Giacobbe gli disse: Ben riconosce il mio signore che questi fanciulli son teneri; ed io ho le mie pecore e le mie vacche pregne; e se sono spinte innanzi pure un giorno, tutta la greggia morrà. (I)

Genesi 33:14 Deh! passi il mio signore davanti al suo servitore, ed io mi condurrò pian piano, al passo di questo bestiame ch’è davanti a me, e di questi fanciulli, finchè io arrivi al mio signore in Seir. (I)

Genesi 33:15 Ed Esaù disse: Deh! lascia che io faccia restar teco della gente ch’è meco. Ma Giacobbe disse: Perchè questo? lascia che io ottenga questa grazia dal mio signore. (I)

Genesi 33:16 Esaù adunque in quel dì se ne ritornò verso Seir, per lo suo cammino. (I)

Genesi 33:17 E Giacobbe partì, e venne in Succot, e si edificò una casa, e fece delle capanne per lo suo bestiame; perciò pose nome a quel luogo Succot. (I)

Genesi 33:18 Poi Giacobbe arrivò sano e salvo nella città di Sichem, nel paese di Canaan, tornando di Paddan-aram; e tese i suoi padiglioni davanti alla città. (I)

Genesi 33:19 E comperò da’ figliuoli d’Hemor, padre di Sichem, per cento pezze di moneta, la parte del campo, ove avea tesi i suoi padiglioni. (I)

Genesi 33:20 E rizzò un altare, e lo nominò Iddio, l’Iddio d’Israele. (I)

Genesi 34:1 OR Dina, figliuola di Lea, la quale ella avea partorita a Giacobbe, uscì fuori, per veder le donne del paese. (I)

Genesi 34:2 E Sichem, figliuolo d’Hemor, Hivveo, principe del paese, vedutala, la rapì, e si giacque con lei, e la sforzò. (I)

Genesi 34:3 E l’animo suo si apprese a Dina, figliuola di Giacobbe; ed amò quella giovane, e la racconsolò. (I)

Genesi 34:4 Poi disse ad Hemor, suo padre: Prendimi questa giovane per moglie. (I)

Genesi 34:5 E Giacobbe intese che Sichem avea contaminata Dina, sua figliuola; ed essendo i suoi figliuoli a’ campi col suo bestiame, Giacobbe si tacque finchè fosser venuti. (I)

Genesi 34:6 Ed Hemor, padre di Sichem, venne a Giacobbe, per parlarne con lui. (I)

Genesi 34:7 E quando i figliuoli di Giacobbe ebbero inteso il fatto, se ne vennero da’ campi; e quegli uomini furono addolorati, e gravemente adirati, che colui avesse commessa villania in Israele, giacendosi con la figliuola di Giacobbe; il che non si conveniva fare. (I)

Genesi 34:8 Ed Hemor parlò con loro, dicendo: Sichem, mio figliuolo, ha posto il suo amore alla figliuola di casa vostra; deh! dategliela per moglie. (I)

Genesi 34:9 Ed imparentatevi con noi; dateci le vostre figliuole, e prendetevi le nostre. (I)

Genesi 34:10 Ed abitate con noi; e il paese sarà a vostro comando; dimoratevi, e trafficatevi, ed acquistate delle possessioni in esso. (I)

Genesi 34:11 Sichem ancora disse al padre ed a’ fratelli di essa: Lasciate che io trovi grazia appo voi; ed io darò ciò che mi direte. (I)

Genesi 34:12 Imponetemi pur gran dote e presenti, ed io li darò, secondo che mi direte; e datemi la fanciulla per moglie. (I)

Genesi 34:13 E i figliuoli di Giacobbe risposero a Sichem, e ad Hemor suo padre, con inganno, e lo trattennero con parole; perciocchè egli avea contaminata Dina, lor sorella. (I)

Genesi 34:14 E disser loro: Noi non possiam far questa cosa, di dar la nostra sorella ad un uomo incirconciso; perciocchè il prepuzio ci è cosa vituperosa. (I)

Genesi 34:15 Ma pur vi compiaceremo con questo, che voi siate come noi, circoncidendosi ogni maschio d’infra voi. (I)

Genesi 34:16 Allora noi vi daremo le nostre figliuole, e ci prenderemo le vostre, ed abiteremo con voi, e diventeremo uno stesso popolo. (I)

Genesi 34:17 Ma se voi non ci acconsentite di circoncidervi, noi prenderemo la nostra fanciulla, e ce ne andremo. (I)

Genesi 34:18 E le lor parole piacquero ad Hemor, ed a Sichem figliuolo d’Hemor. (I)

Genesi 34:19 E quel giovane non indugiò il far questa cosa; perciocchè egli portava affezione alla figliuola di Giacobbe; ed egli era il più onorato di tutta la casa di suo padre. (I)

Genesi 34:20 Ed Hemor, e Sichem suo figliuolo, vennero alla porta della città, e parlarono agli uomini della lor città, dicendo: (I)

Genesi 34:21 Questi uomini vivono pacificamente con noi, e dimoreranno nel paese, e vi trafficheranno; ed ecco il paese è ampio assai per loro; e noi ci prenderemo le lor figliuole per mogli, e daremo loro le nostre. (I)

Genesi 34:22 Ma pure a questi patti ci compiaceranno di abitar con noi, per diventare uno stesso popolo, che ogni maschio d’infra noi sia circonciso, siccome essi son circoncisi. (I)

Genesi 34:23 Il lor bestiame, e le lor facoltà, e tutte le lor bestie non saranno elle nostre? compiacciamo pur loro, ed essi abiteranno con noi. (I)

Genesi 34:24 E tutti quelli che uscivano per la porta della lor città, acconsentirono loro; e ogni maschio d’infra tutti quelli che uscivano per la porta della lor città, fu circonciso. (I)

Genesi 34:25 E al terzo giorno, mentre essi erano in dolore, due figliuoli di Giacobbe, Simeone e Levi fratelli di Dina, presa ciascuno la sua spada, assalirono a man salva la città, ed uccisero tutti i maschi. (I)

Genesi 34:26 Uccisero ancora Hemor e Sichem suo figliuolo, mettendoli a fil di spada; e presero Dina della casa di Sichem, e se ne uscirono. (I)

Genesi 34:27 Dopo che coloro furono uccisi, sopraggiunsero i figliuoli di Giacobbe, e predarono la città; perciocchè la lor sorella era stata contaminata. (I)

Genesi 34:28 E presero le lor gregge, e i loro armenti, e i loro asini, e ciò ch’era nella città e per li campi. (I)

Genesi 34:29 Così predarono tutte le facoltà de’ Sichemiti, e tutto ciò ch’era nelle case, e menarono prigioni i lor piccoli figliuoli e le lor mogli. (I)

Genesi 34:30 E Giacobbe disse a Simeone ed a Levi: Voi mi avete messo in gran turbamento, rendendomi abbominevole agli abitanti di questo paese, a’ Cananei, ed a’ Ferezei; laonde, avendo io poca gente, essi si rauneranno contro a me, e mi percoteranno; e sarò distrutto io e la mia famiglia. (I)

Genesi 34:31 Ed essi dissero: Avrebbe egli fatto della nostra sorella come d’una meretrice? (I)

Genesi 35:1 E IDDIO disse a Giacobbe: Levati, vattene in Betel, e dimora quivi, e fa’ un altare all’Iddio che ti apparve quando tu fuggivi per tema di Esaù, tuo fratello. (I)

Genesi 35:2 E Giacobbe disse alla sua famiglia, ed a tutti coloro ch’erano con lui: Togliete via gl’iddii stranieri che son fra voi, e purificatevi, e cambiatevi i vestimenti. (I)

Genesi 35:3 E noi ci leveremo, ed andremo in Betel; ed io farò quivi un altare all’Iddio che mi ha risposto al giorno della mia angoscia, ed è stato meco per lo viaggio che io ho fatto. (I)

Genesi 35:4 Ed essi diedero a Giacobbe tutti gl’iddii degli stranieri, ch’erano nelle lor mani, e i monili che aveano agli orecchi; e Giacobbe il nascose sotto la quercia, ch’è vicina a Sichem. (I)

Genesi 35:5 Poi si partirono. E il terror di Dio fu sopra le città ch’erano d’intorno a loro; laonde non perseguirono i figliuoli di Giacobbe. (I)

Genesi 35:6 E Giacobbe, con tutta la gente ch’era con lui, giunse a Luz, ch’è nel paese di Canaan, la quale è Betel. (I)

Genesi 35:7 Ed edificò quivi un altare, e nominò quel luogo: L’Iddio di Betel; perciocchè quivi gli apparve Iddio, quando egli si fuggiva per tema del suo fratello. (I)

Genesi 35:8 E Debora, balia di Rebecca, morì, e fu seppellita al disotto di Betel, sotto una quercia, la quale Giacobbe nominò: Quercia di pianto. (I)

Genesi 35:9 E Iddio apparve ancora a Giacobbe, quando egli veniva di Paddan-aram, e lo benedisse. (I)

Genesi 35:10 E Iddio gli disse: Il tuo nome è Giacobbe: tu non sarai più nominato Giacobbe, anzi il tuo nome sarà Israele; e gli pose nome Israele. (I)

Genesi 35:11 Oltre a ciò Iddio gli disse: Io son l’Iddio Onnipotente; cresci e moltiplica; una nazione, anzi una raunanza di nazioni, verrà da te, e re usciranno da’ tuoi lombi. (I)

Genesi 35:12 Ed io donerò a te, ed alla tua progenie dopo te, il paese che io diedi ad Abrahamo e ad Isacco. (I)

Genesi 35:13 Poi Iddio risalì d’appresso a lui, nel luogo stesso dove egli avea parlato con lui. (I)

Genesi 35:14 E Giacobbe rizzò un piliere di pietra nel luogo ove Iddio avea parlato con lui; e versò sopra esso una offerta da spandere, e vi sparse su dell’olio. (I)

Genesi 35:15 Giacobbe adunque pose nome Betel a quel luogo, dove Iddio avea parlato con lui. (I)

Genesi 35:16 Poi Giacobbe, co’ suoi, partì di Betel; e, restandovi ancora alquanto spazio di paese per arrivare in Efrata, Rachele partorì, ed ebbe un duro parto. (I)

Genesi 35:17 E, mentre penava a partorire, la levatrice le disse: Non temere; perciocchè eccoti ancora un figliuolo. (I)

Genesi 35:18 E, come l’anima sua si partiva perciocchè ella morì, ella pose nome a quel figliuolo: Ben-oni; ma suo padre lo nominò Beniamino. (I)

Genesi 35:19 E Rachele morì, e fu seppellita nella via d’Efrata, ch’è Bet-lehem. (I)

Genesi 35:20 E Giacobbe rizzò una pila sopra la sepoltura di essa. Quest’è la pila della sepoltura di Rachele, che dura infino al dì d’oggi. (I)

Genesi 35:21 E Israele si partì, e tese i suoi padiglioni di là da Migdal-eder. (I)

Genesi 35:22 Ed avvenne, mentre Israele abitava in quel paese, che Ruben andò, e si giacque con Bilha, concubina di suo padre; e Israele lo intese. (I)

Genesi 35:23 Or i figliuoli di Giacobbe furono dodici. (I)

Genesi 35:24 I figliuoli di Lea furono Ruben, primogenito di Giacobbe, e Simeone e Levi, e Giuda, ed Issacar, e Zabulon. (I)

Genesi 35:25 E i figliuoli di Rachele furono Giuseppe e Beniamino. (I)

Genesi 35:26 E i figliuoli di Bilha, serva di Rachele, furono Dan e Neftali. (I)

Genesi 35:27 E i figliuoli di Zilpa, serva di Lea, furono Gad ed Aser. Questi sono i figliuoli di Giacobbe, i quali gli nacquero in Paddan-aram. (I)

Genesi 35:28 E Giacobbe arrivò ad Isacco, suo padre, in Mamre, nella città di Arba, ch’è Hebron, ove Abrahamo ed Isacco erano dimorati. (I)

Genesi 35:29 Or il tempo della vita d’Isacco fu di centottant’anni. (H35-30) Poi Isacco trapassò, e morì, e fu raccolto a’ suoi popoli, vecchio e sazio di giorni. Ed Esaù e Giacobbe, suoi figliuoli, lo seppellirono. (I)

Genesi 36:1 OR queste sono le generazioni di Esaù, che è Edom. (I)

Genesi 36:2 Esaù prese le sue mogli d’infra le figliuole de’ Cananei; Ada, figliuola di Elon Hitteo; ed Oholibama, figliuola di Ana, e figliuola di Sibon Hivveo; (I)

Genesi 36:3 e Basemat, figliuola d’Ismaele, sorella di Nebaiot. (I)

Genesi 36:4 E Ada partorì ad Esaù Elifaz; e Basemat partorì Reuel. (I)

Genesi 36:5 Ed Oholibama partorì Ieus, e Ialam, e Cora. Questi sono i figliuoli di Esaù, che gli nacquero nel paese di Canaan. (I)

Genesi 36:6 Ed Esaù prese le sue mogli, ed i suoi figliuoli, e le sue figliuole, e tutte le persone di casa sua, e le sue gregge, e tutte le sue bestie, e tutte le sue facoltà, che egli avea acquistate nel paese di Canaan; ed andò nel paese, lungi da Giacobbe, suo fratello. (I)

Genesi 36:7 Perciocchè le lor facoltà erano troppo grandi, per poter dimorare insieme; e il paese, nel quale abitavano come forestieri, non li poteva comportare per cagion de’ lor bestiami. (I)

Genesi 36:8 Ed Esaù abitò nella montagna di Seir. Esaù è Edom. (I)

Genesi 36:9 E queste sono le generazioni di Esaù, padre degl’Idumei, nella montagna di Seir. (I)

Genesi 36:10 Questi sono i nomi de’ figliuoli di Esaù: Elifaz, figliuolo di Ada, moglie di Esaù; e Reuel, figliuolo di Basemat, moglie di Esaù. (I)

Genesi 36:11 E i figliuoli di Elifaz furono Teman, Omar, Sefo, Gatam, e Chenaz. (I)

Genesi 36:12 E Timna fu concubina d’Elifaz, figliuolo di Esaù, e gli partorì Amalec. Questi furono i figliuoli di Ada moglie di Esaù. (I)

Genesi 36:13 E questi furono i figliuoli di Reuel: Nahat, e Zera, e Samma, e Mizza. Questi furono i figliuoli di Basemat, moglie di Esaù. (I)

Genesi 36:14 E questi furono i figliuoli d’Oholibama figliuola di Ana, figliuola di Sibon, moglie di Esaù. Ella partorì ad Esaù Ieus, Ialam e Cora. (I)

Genesi 36:15 Questi sono i duchi de’ figliuoli di Esaù: de’ figliuoli di Elifaz, primogenito di Esaù, il duca Teman, il duca Omar, il duca Sefo, il duca Chenaz; (I)

Genesi 36:16 il duca Cora, il duca Gatam, il duca Amalec. Questi furono i duchi della linea di Elifaz, nel paese degl’Idumei. Essi furono dei figliuoli di Ada. (I)

Genesi 36:17 E questi furono i duchi de’ figliuoli di Reuel, figliuolo di Esaù: il duca Nahat, il duca Zera, il duca Samma, il duca Mizza. Questi furono i duchi della linea di Reuel, nel paese degl’Idumei. Questi furono de’ figliuoli di Basemat, moglie di Esaù. (I)

Genesi 36:18 E questi furono de’ figliuoli di Oholibama, moglie di Esaù: il duca Ieus, il duca Ialam, il duca Cora. Questi furono i duchi de’ figliuoli di Oholibama, figliuola di Ana, moglie di Esaù. (I)

Genesi 36:19 Questi furono i figliuoli di Esaù, che è Edom; e questi furono i duchi d’infra loro. (I)

Genesi 36:20 Questi furono i figliuoli di Seir Horeo, i quali abitavano in quel paese cioè: Lotan, e Sobal, e Sibon, ed Ana; e Dison, ed Eser, e Disan. (I)

Genesi 36:21 Questi furono i duchi degli Horei, figliuoli di Seir, nel paese degl’Idumei. (I)

Genesi 36:22 E i figliuoli di Lotan furono Hori, ed Hemam; e la sorella di Lotan fu Timna. (I)

Genesi 36:23 E questi furono i figliuoli di Sobal, cioè: Alvan, e Manahat, ed Ebal, e Sefo, ed Onam. (I)

Genesi 36:24 E questi furono i figliuoli di Sibon: Aia, ed Ana. Questo Ana fu colui che trovò le acque calde nel deserto, mentre pasturava gli asini di Sibon, suo padre. (I)

Genesi 36:25 E questi furono i figliuoli di Ana: Dison, ed Oholibama, figliuola di Ana. (I)

Genesi 36:26 E questi furono i figliuoli di Dison: Hemdan, ed Esban, ed Itran, e Cheran. (I)

Genesi 36:27 Questi furono i figliuoli di Eser, cioè: Bilhan, e Zaavan, ed Aran. (I)

Genesi 36:28 Questi furono i figliuoli di Dison, cioè: Us, ed Aran. (I)

Genesi 36:29 Questi furono i duchi degli Horei: il duca Lotan, il duca Sobal, il duca Sibon, il duca Ana; (I)

Genesi 36:30 il duca Dison, il duca Eser, il duca Disan. Questi furono i duchi degli Horei, secondo il numero de’ lor duchi nel paese di Seir. (I)

Genesi 36:31 E questi furono i re, che regnarono nel paese d’Idumea, avanti che re alcuno regnasse sopra i figliuoli d’Israele. (I)

Genesi 36:32 Bela, figliuolo di Beor, regnò in Idumea; e il nome della sua città era Dinhaba. (I)

Genesi 36:33 E, morto Bela, Iobab, figliuolo di Zera, da Bosra, regnò in luogo suo. (I)

Genesi 36:34 E, morto Iobab, Husam, del paese de’ Temaniti, regnò in luogo suo. (I)

Genesi 36:35 E, morto Husam, Hadad, figliuolo di Bedad, il qual percosse i Madianiti nel territorio di Moab, regnò in luogo suo; e il nome della sua città era Avit. (I)

Genesi 36:36 E, morto Hadad, Samla, da Masreca, regnò in luogo suo. (I)

Genesi 36:37 E, morto Samla, Saul, da Rehobot del Fiume, regnò in luogo suo. (I)

Genesi 36:38 E, morto Saul, Baal-hanan, figliuolo di Acbor, regnò in luogo suo. (I)

Genesi 36:39 E, morto Baal-hanan, figliuolo di Acbor, Hadar regnò in luogo suo; il nome della cui città era Pau e il nome della sua moglie era Mehetabeel, figliuola di Matred, figliuola di Mezahab. (I)

Genesi 36:40 E questi sono i nomi de’ duchi di Esaù, per le lor famiglie, secondo i lor luoghi, nominati de’ loro nomi: il duca Timna, il duca Alva, il duca Ietet; (I)

Genesi 36:41 il duca Oholibama, il duca Ela, il duca Pinon; (I)

Genesi 36:42 il duca Chenaz, il duca Teman, il duca Mibsar; (I)

Genesi 36:43 il duca Magdiel, e il duca Iram. Questi furono i duchi degl’Idumei, spartiti secondo le loro abitazioni, nel paese della lor possessione. Così Esaù fu padre degl’Idumei. (I)

Genesi 37:1 OR Giacobbe abitò nel paese dove suo padre era andato peregrinando, nel paese di Canaan. (I)

Genesi 37:2 E le generazioni di Giacobbe furono quelle. Giuseppe, essendo giovane, d’età di diciassette anni, pasturava le gregge, coi suoi fratelli, co’ figliuoli di Bilha, e coi figliuoli di Zilpa, mogli di suo padre. Ed egli rapportava al padre loro la mala fama che andava attorno di loro. (I)

Genesi 37:3 Or Israele amava Giuseppe più che tutti gli altri suoi figliuoli; perciocchè gli era nato nella sua vecchiezza, e gli fece una giubba vergata. (I)

Genesi 37:4 E i suoi fratelli, veggendo che il padre loro l’amava più che tutti i suoi fratelli, l’odiavano, e non potevano parlar con lui in pace. (I)

Genesi 37:5 E Giuseppe sognò un sogno, ed egli lo raccontò a’ suoi fratelli; ed essi l’odiarono vie maggiormente. (I)

Genesi 37:6 Egli adunque disse loro: Deh! udite questo sogno che io ho sognato. (I)

Genesi 37:7 Ecco, noi legavamo i covoni in mezzo di un campo; ed ecco, il mio covone si levò su, ed anche si tenne ritto; ed ecco, i vostri covoni furon d’intorno al mio covone, e gli s’inchinarono. (I)

Genesi 37:8 E i suoi fratelli gli dissero: Regneresti tu pur sopra noi? signoreggeresti tu pur sopra noi? Essi adunque l’odiarono vie maggiormente per i suoi sogni, e per le sue parole. (I)

Genesi 37:9 Ed egli sognò ancora un altro sogno, e lo raccontò a’ suoi fratelli, dicendo: Ecco, io ho sognato ancora un sogno: ed ecco, il sole, e la luna, ed undici stelle, mi s’inchinavano. (I)

Genesi 37:10 Ed egli lo raccontò a suo padre, e a’ suoi fratelli. E suo padre lo sgridò, e gli disse: Quale è questo sogno che tu hai sognato? avremo noi, io, e tua madre, e i tuoi fratelli, pure a venire ad inchinarci a te a terra? (I)

Genesi 37:11 E i suoi fratelli gli portavano invidia; ma suo padre riserbava appo sè queste parole. (I)

Genesi 37:12 Or i suoi fratelli andarono a pasturar le gregge del padre loro in Sichem. (I)

Genesi 37:13 Ed Israele disse a Giuseppe: I tuoi fratelli non pasturano essi in Sichem? Vieni, ed io ti manderò a loro. Ed egli disse: Eccomi. (I)

Genesi 37:14 Ed esso gli disse: Or va’, e vedi se i tuoi fratelli, e le gregge, stanno bene, e rapportamelo. Così lo mandò dalla valle di Hebron; ed egli venne in Sichem. (I)

Genesi 37:15 Ed un uomo lo trovò ch’egli andava errando per li campi; e quell’uomo lo domandò, e gli disse: Che cerchi? (I)

Genesi 37:16 Ed egli disse: Io cerco i miei fratelli; deh! insegnami dove essi pasturano. (I)

Genesi 37:17 E quell’uomo gli disse: Essi son partiti di qui; perciocchè io li udii che dicevano: Andamocene in Dotain. Giuseppe adunque andò dietro a’ suoi fratelli, e li trovò in Dotain. (I)

Genesi 37:18 Ed essi lo videro da lungi; ed avanti che si appressasse a loro, macchinarono contro a lui, per ucciderlo. (I)

Genesi 37:19 E dissero l’uno all’altro: Ecco cotesto sognatore viene. (I)

Genesi 37:20 Ora dunque venite, ed uccidiamolo; e poi gittiamolo in una di queste fosse; e noi diremo che una mala bestia l’ha divorato; e vedremo che diverranno i suoi sogni. (I)

Genesi 37:21 Ma Ruben, udendo questo, lo riscosse dalle lor mani, e disse: Non percotiamolo a morte. (I)

Genesi 37:22 Ruben ancora disse loro: Non ispandete il sangue; gittatelo in quella fossa ch’è nel deserto, ma non gli mettete la mano addosso; per riscuoterlo dalle lor mani e per rimenarlo a suo padre. (I)

Genesi 37:23 E, quando Giuseppe fu venuto a’ suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua giubba, di quella giubba vergata ch’egli avea indosso. (I)

Genesi 37:24 Poi lo presero, e lo gittarono in quella fossa: or la fossa era vota, e non vi era acqua alcuna dentro. (I)

Genesi 37:25 Poi si assettarono per prender cibo, ed alzarono gli occhi, e videro una carovana d’Ismaeliti che veniva di Galaad, i cui cammelli erano carichi di cose preziose, di balsamo e di mirra; ed essi andavano per portar quelle cose in Egitto. (I)

Genesi 37:26 E Giuda disse a’ suoi fratelli: Che guadagno faremo, quando avremo ucciso il nostro fratello, ed avremo occultato il suo sangue? (I)

Genesi 37:27 Venite, vendiamolo a cotesti Ismaeliti, e non mettiamogli la mano addosso; perciocchè egli è nostro fratello, nostra carne. E i suoi fratelli gli acconsentirono. (I)

Genesi 37:28 E come que’ mercatanti Madianiti passavano, essi trassero e fecero salir Giuseppe fuor di quella fossa, e per venti sicli d’argento lo vendettero a quegl’Ismaeliti; ed essi lo menarono in Egitto. (I)

Genesi 37:29 Or Ruben tornò alla fossa, ed ecco, Giuseppe non v’era più; ed egli stracciò i suoi vestimenti. (I)

Genesi 37:30 E tornò a’ suoi fratelli, e disse: Il fanciullo non si trova; ed io, dove andrò io? (I)

Genesi 37:31 Ed essi presero la giubba di Giuseppe; e scannarono un becco, e tinsero quella col sangue. (I)

Genesi 37:32 E mandarono a portar quella giubba vergata al padre loro, ed a dirgli: Noi abbiam trovata questa giubba: riconosci ora se è la giubba del tuo figliuolo, o no. (I)

Genesi 37:33 Ed egli la riconobbe, e disse: Questa è la giubba del mio figliuolo; una mala bestia l’ha divorato; Giuseppe per certo è stato lacerato. (I)

Genesi 37:34 E Giacobbe stracciò i suoi vestimenti, e si mise un sacco sopra i lombi, e fece cordoglio del suo figliuolo per molti giorni. (I)

Genesi 37:35 E tutti i suoi figliuoli, e tutte le sue figliuole, si levarono per consolarlo; ma egli rifiutò di esser consolato, e disse: Certo io scenderò con cordoglio al mio figliuolo nel sepolcro. E suo padre lo pianse. (I)

Genesi 37:36 E que’ Madianiti, menato Giuseppe in Egitto, lo vendettero a Potifarre, Eunuco di Faraone, Capitan delle guardie. (I)

Genesi 38:1 OR avvenne in quel tempo, che Giuda discese d’appresso a’ suoi fratelli, e si ridusse ad albergare in casa di un uomo Adullamita, il cui nome era Hira. (I)

Genesi 38:2 E Giuda vide quivi una figliuola di un uomo Cananeo, il nome del quale era Sua; ed egli la prese per moglie, ed entrò da lei. (I)

Genesi 38:3 Ed ella concepette e partorì un figliuolo, al quale Giuda pose nome Er. (I)

Genesi 38:4 Poi ella concepette ancora, e partorì un figliuolo, e gli pose nome Onan. (I)

Genesi 38:5 Ed ella partorì ancora un figliuolo, e gli pose nome Sela; or Giuda era in Chezib, quando ella lo partorì. (I)

Genesi 38:6 E Giuda prese una moglie ad Er, suo primogenito, il cui nome era Tamar. (I)

Genesi 38:7 Ma Er, primogenito di Giuda, dispiacque al Signore, e il Signore lo fece morire. (I)

Genesi 38:8 E Giuda disse ad Onon: Entra dalla moglie del tuo fratello, e sposala per ragion di consanguinità, e suscita progenie al tuo fratello. (I)

Genesi 38:9 Ma Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando entrava dalla moglie del suo fratello, si corrompeva in terra, per non dar progenie al suo fratello. (I)

Genesi 38:10 E ciò ch’egli faceva dispiacque al Signore; ed egli fece morire ancora lui. (I)

Genesi 38:11 E Giuda disse a Tamar, sua nuora: Stattene vedova in casa di tuo padre, finchè Sela, mio figliuolo, sia divenuto grande; perciocchè egli diceva: E’ si convien provvedere che costui ancora non muoia, come i suoi fratelli. Tamar adunque se ne andò, e dimorò in casa di suo padre. (I)

Genesi 38:12 E, dopo molti giorni, morì la figliuola di Sua, moglie di Giuda; e, dopo che Giuda si fu consolato, salì in Timna, con Hira Adullamita, suo famigliare amico, a’ tonditori delle sue pecore. (I)

Genesi 38:13 Ed e’ fu rapportato a Tamar, e detto: Ecco, il tuo suocero sale in Timna, per tonder le sue pecore. (I)

Genesi 38:14 Allora ella si levò d’addosso gli abiti suoi vedovili, e si coperse di un velo, e se ne turò il viso, e si pose a sedere alla porta di Enaim, ch’è in sulla strada, traendo verso Timna; perciocchè vedeva che Sela era divenuto grande, e pure ella non gli era data per moglie. (I)

Genesi 38:15 E Giuda la vide, e stimò lei essere una meretrice; conciossiachè ella avesse coperto il viso. (I)

Genesi 38:16 E, stornatosi verso lei in su la via, le disse: Deh! permetti che io entri da te perciocchè egli non sapeva ch’ella fosse sua nuora. Ed ella gli disse: Che mi darai, perchè tu entri da me? (I)

Genesi 38:17 Ed egli le disse: Io ti manderò un capretto della greggia. Ed ella disse: Mi darai tu un pegno, finchè tu me l’abbi mandato? (I)

Genesi 38:18 Ed egli disse: Qual pegno ti darò io? Ed ella disse: Il tuo suggello, e la tua benda, e il tuo bastone che tu hai in mano. Ed egli le diede quelle cose, ed entrò da lei, ed ella concepette di lui. (I)

Genesi 38:19 Poi si levò, e se ne andò, e si levò d’addosso il suo velo, e si rivestì i suoi abiti vedovili. (I)

Genesi 38:20 E Giuda mandò il capretto per le mani di quell’Adullamita, suo famigliare amico, per ritrarre il pegno da quella donna; ma egli non la trovò. (I)

Genesi 38:21 E ne domandò gli uomini del luogo dove era stata, dicendo: Dove è quella meretrice ch’era alla porta di Enaim in sulla strada? Ed essi risposero: Qui non è stata alcuna meretrice. (I)

Genesi 38:22 Ed egli se ne ritornò a Giuda, e gli disse: Io non ho trovata colei; ed anche gli uomini di quel luogo mi hanno detto: Qui non è stata alcuna meretrice. (I)

Genesi 38:23 E Giuda disse: Tengasi pure il pegno, che talora noi non siamo in isprezzo: ecco, io le ho mandato questo capretto; ma tu non l’hai trovata. (I)

Genesi 38:24 Or intorno a tre mesi appresso, fu rapportato, e detto a Guida: Tamar, tua nuora, ha fornicato, ed anche ecco, è gravida di fornicazione. E Giuda disse: Menatela fuori, e sia arsa. (I)

Genesi 38:25 Come era menata fuori, mandò a dire al suo suocero: Io son gravida di colui al quale appartengono queste cose. Gli mandò ancora a dire: Riconosci ora di cui è questo suggello, e queste bende, e questo bastone. (I)

Genesi 38:26 E Giuda riconobbe quelle cose, e disse: Ell’è più giusta di me; conciossiachè ella abbia fatto questo, perciocchè io non l’ho data per moglie a Sela, mio figliuolo. Ed egli non la conobbe più da indi innanzi. (I)

Genesi 38:27 Or avvenne che al tempo ch’ella dovea partorire, ecco, avea due gemelli in corpo. (I)

Genesi 38:28 E, mentre partoriva, l’uno porse la mano; e la levatrice la prese, e vi legò dello scarlatto sopra, dicendo: Costui è uscito il primo. (I)

Genesi 38:29 Ma avvenne ch’egli ritrasse la mano; ed ecco, il suo fratello uscì fuori; e la levatrice disse: Qual rottura hai tu fatta? la rottura sia sopra te; e gli fu posto nome Fares. (I)

Genesi 38:30 Poi uscì il suo fratello che avea lo scarlatto sopra la mano; e gli fu posto nome Zara. (I)

Genesi 39:1 ORA, essendo stato Giuseppe menato in Egitto, Potifarre, Eunuco di Faraone, Capitan delle guardie, uomo Egizio, lo comperò da quegl’Ismaeliti, che l’aveano menato. (I)

Genesi 39:2 E il Signore fu con Giuseppe; e fu uomo che andava prosperando; e stette in casa del suo signore Egizio. (I)

Genesi 39:3 E il suo signore vide che il Signore era con lui, e che il Signore gli prosperava nelle mani tutto ciò ch’egli faceva. (I)

Genesi 39:4 Laonde Giuseppe venne in grazia di esso, e gli serviva; ed egli lo costituì sopra tutta la sua casa, e gli diede in mano tutto ciò ch’egli avea. (I)

Genesi 39:5 E da che quell’Egizio l’ebbe costituito sopra la sua casa, e sopra tutto ciò ch’egli avea, il Signore benedisse la casa di esso, per amor di Giuseppe; e la benedizione del Signore fu sopra tutto ciò ch’egli avea in casa, e ne’ campi. (I)

Genesi 39:6 Ed egli rimise nelle mani di Giuseppe tutto ciò ch’egli avea, e non tenea ragion con lui di cosa alcuna, salvo del suo mangiare. Or Giuseppe era formoso, e di bell’aspetto. (I)

Genesi 39:7 Ed avvenne, dopo queste cose, che la moglie del signore di Giuseppe gli pose l’occhio addosso, e gli disse: Giaciti meco. (I)

Genesi 39:8 Ma egli il ricusò, e disse alla moglie del suo signore: Ecco, il mio signore non tiene ragione meco di cosa alcuna che sia in casa, e mi ha dato in mano tutto ciò ch’egli ha. (I)

Genesi 39:9 Egli stesso non è più grande di me in questa casa, e non mi ha divietato null’altro che te; perciocchè tu sei sua moglie; come dunque farei questo gran male, e peccherei contro a Dio? (I)

Genesi 39:10 E, benchè ella gliene parlasse ogni giorno, non però le acconsentì di giacerlesi allato, per esser con lei. (I)

Genesi 39:11 Or avvenne un giorno, che, essendo egli entrato in casa per far sue faccende, e non essendovi alcuno della gente di casa ivi in casa; (I)

Genesi 39:12 ella, presolo per lo vestimento, gli disse: Giaciti meco. Ma egli, lasciatole il suo vestimento in mano, se ne fuggì, e se ne uscì fuori. (I)

Genesi 39:13 E, quando ella vide ch’egli le avea lasciato il suo vestimento in mano, e che se ne era fuggito fuori; (I)

Genesi 39:14 chiamò la gente di casa sua, e disse loro: Vedete, egli ci ha menato in casa un uomo Ebreo per ischernirci; esso venne a me per giacersi meco; ma io gridai ad alta voce. (I)

Genesi 39:15 E come egli udì che io avea alzata la voce, e gridava, lasciò il suo vestimento appresso a me, e se ne fuggì, e se ne uscì fuori. (I)

Genesi 39:16 Ed ella ripose il vestimento di Giuseppe appo sè, finchè il signore di esso fosse tornato in casa sua. (I)

Genesi 39:17 Poi gli parlò in questa maniera: Quel servo Ebreo che tu ci menasti venne a me per ischernirmi. (I)

Genesi 39:18 Ma, come io ebbi alzata la voce, ed ebbi gridato, egli lasciò il suo vestimento appresso a me, e se ne fuggì fuori. (I)

Genesi 39:19 E quando il signore di Giuseppe ebbe intese le parole che sua moglie gli diceva, cioè: Il tuo servo mi ha fatte cotali cose, si accese nell’ira. (I)

Genesi 39:20 E il signore di Giuseppe lo prese, e lo mise nel Torrione, ch’era il luogo dove i prigioni del re erano incarcerati; ed egli fu ivi nel Torrione. (I)

Genesi 39:21 E il Signore fu con Giuseppe, e spiegò la sua benignità inverso lui, e lo rendette grazioso al carceriere. (I)

Genesi 39:22 E il carceriere diede in mano a Giuseppe tutti i prigioni ch’erano nel Torrione; ed egli faceva tutto ciò che vi si avea a fare. (I)

Genesi 39:23 Il carceriere non riguardava a cosa alcuna ch’egli avesse nelle mani; perciocchè il Signore era con lui; e il Signore prosperava tutto quello ch’egli faceva. (I)

Genesi 40:1 OR, dopo queste cose, avvenne che il coppiere del re di Egitto, e il panattiere, peccarono contro al re di Egitto, lor signore. (I)

Genesi 40:2 E Faraone si crucciò gravemente contro a que’ suoi due Eunuchi, cioè: contro al coppier maggiore, e contro al panattier maggiore. (I)

Genesi 40:3 E li fece mettere in prigione in casa del Capitan delle guardie, nel Torrione, nello stesso luogo ove Giuseppe era incarcerato. (I)

Genesi 40:4 E il Capitan delle guardie commise a Giuseppe d’esser con loro; ed egli li serviva. Ed essi furono un anno in prigione. (I)

Genesi 40:5 Ed amendue, il coppiere ed il panattiere del re di Egitto, ch’erano incarcerati nel Torrione, sognarono ciascuno un sogno in una stessa notte, conveniente alla interpretazione che ne fu data a ciascun d’essi. (I)

Genesi 40:6 E Giuseppe, venuto la mattina a loro, li riguardò; ed ecco, erano conturbati. (I)

Genesi 40:7 Ed egli domandò quegli Eunuchi di Faraone, ch’erano seco in prigione, in casa del suo signore, dicendo: Perchè sono oggi le vostre facce meste? (I)

Genesi 40:8 Ed essi gli dissero: Noi abbiam sognato ciascuno un sogno, e non vi è alcuno che ce lo interpreti. E Giuseppe disse loro: Le interpretazioni non appartengono esse a Dio? deh! raccontatemeli. (I)

Genesi 40:9 E il coppier maggiore raccontò a Giuseppe il suo sogno, e gli disse: E’ mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite. (I)

Genesi 40:10 E in quella vite erano tre tralci; e parve ch’ella germogliasse, poi che fiorisse, ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve. (I)

Genesi 40:11 Ed io avea la coppa di Faraone in mano; e prendeva quelle uve, e le spremeva nella coppa di Faraone, e dava la coppa in mano a Faraone. (I)

Genesi 40:12 E Giuseppe gli disse: Quest’è l’interpretazione di cotesto sogno: I tre tralci son tre giorni. (I)

Genesi 40:13 Fra qui e tre giorni, Faraone, rivedendo la sua famiglia, ti rassegnerà, e ti rimetterà nel tuo stato; e tu porgerai in mano a Faraone la sua coppa, secondo il tuo primiero ufficio, quando eri suo coppiere. (I)

Genesi 40:14 Ma abbi appo te memoria di me, quando avrai del bene; ed usa, ti prego, benignità inverso me, e fa’ menzion di me a Faraone, e fa’ che io esca fuor di questa casa. (I)

Genesi 40:15 Perciocchè in verità io sono stato rubato dal paese degli Ebrei; ed anche qui non ho fatto nulla, perchè io dovessi esser messo in questa fossa. (I)

Genesi 40:16 E il panattier maggiore, veggendo che Giuseppe avea interpretato il sogno di colui in bene, disse a Giuseppe: A me ancora pareva nel mio sogno di aver tre panieri bianchi in su la testa. (I)

Genesi 40:17 E nel più alto paniere vi erano di tutte le vivande di Faraone, di lavoro di fornaio; e gli uccelli le mangiavano di dentro quel paniere d’in sul mio capo. (I)

Genesi 40:18 E Giuseppe rispose, e disse: Questa è l’interpretazione di cotesto sogno: I tre panieri son tre giorni. (I)

Genesi 40:19 Fra qui e tre giorni, Faraone, rivedendo la sua famiglia, ti casserà e ti torrà il tuo ufficio, e ti farà appiccare ad un legno, e gli uccelli ti mangeranno la carne d’addosso. (I)

Genesi 40:20 Ed egli avvenne il terzo giorno appresso, ch’era il giorno della natività di Faraone, ch’egli fece un convito a tutti i suoi servitori; e trovò fra’ suoi servitori rassegnati, il coppier maggiore, e il panattier maggiore. (I)

Genesi 40:21 Ed egli rimise il coppier maggiore nel suo ufficio di coppiere; ed egli porse la coppa in mano a Faraone. (I)

Genesi 40:22 Ma fece appiccare il panattier maggiore, secondo l’interpretazione che Giuseppe avea lor data. (I)

Genesi 40:23 E il coppier maggiore non si ricordò di Giuseppe; anzi lo dimenticò. (I)

Genesi 41:1 ED avvenne, in capo di due anni intieri, che Faraone sognò, e gli pareva di essere presso al fiume. (I)

Genesi 41:2 Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza, e grasse, e carnose, e pasturavano nella giuncaia. (I)

Genesi 41:3 Poi ecco, dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume. (I)

Genesi 41:4 E le vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne, mangiarono le sette vacche di bella apparenza, e grasse. E Faraone si risvegliò. (I)

Genesi 41:5 Poi, raddormentatosi, sognò di nuovo: ed ecco, sette spighe prospere, e belle, salivano da un gambo. (I)

Genesi 41:6 Poi ecco, sette altre spighe minute, ed arse dal vento orientale, germogliavano dopo quelle. (I)

Genesi 41:7 E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe prospere e piene. E Faraone si risvegliò; ed ecco un sogno. (I)

Genesi 41:8 E venuta la mattina, lo spirito suo fu conturbato; e mandò a chiamar tutti i Magi ed i Savi d’Egitto, e raccontò loro i suoi sogni; ma non vi fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone. (I)

Genesi 41:9 Allora il coppier maggiore parlò a Faraone, dicendo: Io mi rammemoro oggi i miei falli. (I)

Genesi 41:10 Faraone si crucciò già gravemente contro a’ suoi servitori, e mise me e il panattier maggiore in prigione, in casa del Capitan delle guardie. (I)

Genesi 41:11 E sognammo egli ed io, in una stessa notte ciascuno un sogno; noi sognammo ciascuno il suo sogno, conveniente all’interpretazione che ne fu data. (I)

Genesi 41:12 Or quivi con noi era un giovane Ebreo, servitor del Capitan delle guardie, al quale noi raccontammo i nostri sogni, ed egli ce l’interpretò, dando la interpretazione a ciascuno secondo il suo sogno. (I)

Genesi 41:13 Ed avvenne che, secondo l’interpretazione ch’egli ci avea data, Faraone mi rimise nel mio stato, e fece appiccar quell’altro. (I)

Genesi 41:14 Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe, il quale prestamente fu tratto fuor della fossa; ed egli si tondè, e si cambiò i vestimenti, e venne a Faraone. (I)

Genesi 41:15 E Faraone disse a Giuseppe: Io ho sognato un sogno, e non vi è niuno che l’interpreti; or io ho udito dir di te, che tu intendi i sogni, per interpretarli. (I)

Genesi 41:16 E Giuseppe rispose a Faraone, dicendo: V’è altri che me; Iddio risponderà ciò che sarà per la prosperità di Faraone. (I)

Genesi 41:17 E Faraone disse a Giuseppe: E’ mi pareva nel mio sogno che io stava presso alla riva del fiume. (I)

Genesi 41:18 Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche, grasse, e carnose, e di bella apparenza, e pasturavano nella giuncaia. (I)

Genesi 41:19 Poi ecco, sette altre vacche salivano dietro a quelle, magre, e di bruttissima apparenza, e scarne; io non ne vidi mai di così misere in tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:20 E le vacche magre, e misere, mangiarono le sette prime vacche grasse. (I)

Genesi 41:21 E quelle entrarono loro in corpo; ma pur non se ne riconobbe nulla; conciossiachè fossero di così brutto aspetto, come prima. Ed io mi risvegliai. (I)

Genesi 41:22 E’ mi parve ancora, sognando, veder sette spighe piene e belle, che salivano da un gambo. (I)

Genesi 41:23 Poi ecco, sette altre spighe aride, minute, arse dal vento orientale, germogliarono dopo quelle. (I)

Genesi 41:24 E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe belle. Or io ho detti questi sogni a’ Magi; ma non vi è stato alcuno che me li abbia saputi dichiarare. (I)

Genesi 41:25 Allora Giuseppe disse a Faraone: Ciò che ha sognato Faraone è una stessa cosa. Iddio ha significato a Faraone ciò ch’egli è per fare. (I)

Genesi 41:26 Le sette vacche belle son sette anni; e le sette spighe belle sono altresì sette anni; l’uno e l’altro sogno sono una stessa cosa. (I)

Genesi 41:27 Parimente, le sette vacche magre e brutte, che salivano dopo quelle, son sette anni; e le sette spighe vote, arse dal vento orientale, saranno sette anni di fame. (I)

Genesi 41:28 Questo è quello che io ho detto a Faraone: Che Iddio ha mostrato a Faraone ciò ch’egli è per fare. (I)

Genesi 41:29 Ecco, vengono sette anni di grande abbondanza in tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:30 Poi, dopo quelli, verranno sette anni di fame; e tutta quella abbondanza sarà dimenticata nel paese di Egitto; e la fame consumerà il paese. (I)

Genesi 41:31 E quell’abbondanza non si conoscerà nel paese, per cagion di quella fame che verrà appresso; perciocchè ella sarà molto aspra. (I)

Genesi 41:32 E quant’è a ciò che il sogno è stato reiterato per due volte a Faraone, ciò è avvenuto, perchè la cosa è determinata da Dio; e Iddio l’eseguirà tosto. (I)

Genesi 41:33 Ora dunque provveggasi Faraone di un uomo intendente e savio, il quale egli costituisca sopra il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:34 Faraone faccia questo: Ordini de’ commissari nel paese; e facciasi dare il quinto della rendita del paese di Egitto, ne’ sette anni dell’abbondanza. (I)

Genesi 41:35 E adunino essi tutta la vittuaglia di questi sette buoni anni che vengono, e ammassino il grano sotto la mano di Faraone, per vittuaglia nella città; e lo conservino. (I)

Genesi 41:36 E quella vittuaglia sarà per provvisione del paese, ne’ sette anni della fame che saranno nel paese di Egitto; e il paese non sarà distrutto per la fame. (I)

Genesi 41:37 E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori. (I)

Genesi 41:38 E Faraone disse a’ suoi servitori: Potremmo noi trovare alcuno pari a costui, ch’è uomo in cui è lo Spirito di Dio? (I)

Genesi 41:39 E Faraone disse a Giuseppe: Poichè Iddio ti ha manifestato tutto questo, e’ non vi è alcuno intendente, nè savio, come sei tu. (I)

Genesi 41:40 Tu sarai sopra la mia casa, e tutto il mio popolo ti bacerà in bocca; io non sarò più grande di te, salvo che nel trono. (I)

Genesi 41:41 Oltre a ciò, Faraone disse a Giuseppe: Vedi, io ti costituisco sopra tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:42 E Faraone si trasse il suo anello di mano, e lo mise in mano a Giuseppe, e lo fece vestir di vestimenti di bisso, e gli mise una collana d’oro al collo. (I)

Genesi 41:43 E lo fece salir sopra il carro della seconda persona del suo regno; e si gridava davanti a lui: Ognuno s’inginocchi; e ch’egli lo costituiva sopra tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:44 Faraone disse ancora a Giuseppe: Io son Faraone; niuno leverà il piè, nè la mano, in tutto il paese di Egitto, senza te. (I)

Genesi 41:45 E Faraone pose nome a Giuseppe Safenatpaanea; e gli diede per moglie Asenat, figliuola di Potifera, Governatore di On. E Giuseppe andò attorno per lo paese di Egitto. (I)

Genesi 41:46 Or Giuseppe era d’età di trent’anni, quando egli si presentò davanti a Faraone, re di Egitto. Giuseppe adunque si partì dal cospetto di Faraone, e passò per tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 41:47 E la terra produsse a menate, ne’ sette anni dell’abbondanza. (I)

Genesi 41:48 E Giuseppe adunò tutta la vittuaglia di quei sette anni, che furono nel paese di Egitto, e la ripose nelle città; egli ripose in ciascuna tutta la vittuaglia del contado circonvicino. (I)

Genesi 41:49 Giuseppe adunque ammassò grano in grandissima quantità, come la rena del mare; tanto che si rimase di annoverarlo; perciocchè era innumerabile. (I)

Genesi 41:50 Ora, avanti che venisse il primo anno della fame, nacquero a Giuseppe due figliuoli; i quali Asenat, figliuola di Potifera, Governatore di On, gli partorì. (I)

Genesi 41:51 E Giuseppe pose nome al primogenito Manasse; perciocchè, disse egli, Iddio mi ha fatto dimenticare ogni affanno, e tutta la casa di mio padre. (I)

Genesi 41:52 E pose nome al secondo, Efraim; perciocchè, disse egli, Iddio mi ha fatto fruttare nel paese della mia afflizione. (I)

Genesi 41:53 Poi, finiti i sette anni dell’abbondanza che fu nel paese di Egitto; (I)

Genesi 41:54 cominciarono a venire i sette anni della fame, siccome Giuseppe avea detto; e vi fu fame per tutti i paesi; ma per tutto Egitto vi era del pane. (I)

Genesi 41:55 Alla fine tutto il paese di Egitto fu anch’esso affamato, e il popolo gridò a Faraone per del pane. E Faraone disse a tutti gli Egizj: Andate a Giuseppe, e fate ciò ch’egli vi dirà. (I)

Genesi 41:56 Ed essendo la fame per tutto il paese, Giuseppe aperse tutti i granai, e ne vendè agli Egizj. E la fame si aggravò nel paese di Egitto. (I)

Genesi 41:57 Da ogni paese eziandio si veniva in Egitto a Giuseppe, per comperar del grano; perciocchè la fame si era aggravata per tutta la terra. (I)

Genesi 42:1 E GIACOBBE, veggendo che vi era del grano da vendere in Egitto, disse a’ suoi figliuoli: Perchè state a riguardarvi l’un l’altro? (I)

Genesi 42:2 Poi disse: Ecco, io ho udito che in Egitto v’è del grano da vendere; scendete là, e compratacene di là; e noi viveremo, e non morremo. (I)

Genesi 42:3 E dieci de’ fratelli di Giuseppe scesero in Egitto, per comperar del grano di là. (I)

Genesi 42:4 Ma Giacobbe non mandò Beniamino, fratello di Giuseppe, co’ suoi fratelli; perciocchè diceva: E’ si convien guardare che talora alcuna mortale sciagura non gl’intervenga. (I)

Genesi 42:5 I figliuoli d’Israele adunque giunsero in Egitto, per comperar del grano, per mezzo altri che vi andavano; perciocchè la fame era nel paese di Canaan. (I)

Genesi 42:6 Or Giuseppe, ch’era rettor del paese, vendeva il grano a ciascun popolo della terra. I fratelli di Giuseppe adunque, essendo giunti, s’inchinarono a lui, con la faccia verso terra. (I)

Genesi 42:7 E, come Giuseppe ebbe veduti i suoi fratelli, li riconobbe; ma pur s’infinse strano inverso loro, e parlò loro aspramente, e disse loro: Onde venite voi? Ed essi dissero: Dal paese di Canaan, per comperar della vittuaglia. (I)

Genesi 42:8 Giuseppe adunque riconobbe i suoi fratelli, ma essi non riconobber lui. (I)

Genesi 42:9 E Giuseppe si ricordò de’ sogni che egli avea sognati di loro, e disse loro: Voi siete spie; voi siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese. (I)

Genesi 42:10 Ma essi dissero: No, signor mio, anzi i tuoi servitori son venuti per comperar della vittuaglia. (I)

Genesi 42:11 Noi siamo tutti figliuoli di uno stesso uomo; noi siamo uomini leali; i tuoi servitori non furono giammai spie. (I)

Genesi 42:12 Ed egli disse loro: No; anzi voi siete venuti per veder i luoghi sforniti del paese. (I)

Genesi 42:13 Ed essi dissero: Noi, tuoi servitori, eravamo dodici fratelli, figliuoli di uno stesso uomo, nel paese di Canaan; ed ecco, il minore è oggi con nostro padre, e uno non è più. (I)

Genesi 42:14 E Giuseppe disse loro: Quest’è pur quello che io vi ho detto, che voi siete spie. (I)

Genesi 42:15 E’ si farà prova di voi in questo: Come vive Faraone, voi non partirete di qui, prima che il vostro fratel minore sia venuto qua. (I)

Genesi 42:16 Mandate un di voi a prendere il vostro fratello; e voi restate qui incarcerati, e si farà prova delle vostre parole, se vi è in voi verità; se no, come vive Faraone, voi siete spie. (I)

Genesi 42:17 E li serrò in prigione, per tre dì. (I)

Genesi 42:18 E al terzo giorno, Giuseppe disse loro: Fate questo, e voi viverete; io temo Iddio. (I)

Genesi 42:19 Se voi siete uomini leali uno di voi fratelli rimanga incarcerato nella prigione dove siete stati posti, e voi altri andate, portatene del grano, secondo la necessità delle vostre case. (I)

Genesi 42:20 E menatemi il vostro fratel minore, e così le vostre parole saranno verificate, e voi non morrete. Ed essi fecero così. (I)

Genesi 42:21 E dicevano l’uno all’altro: Certamente noi siamo colpevoli intorno al nostro fratello; perciocchè noi vedemmo l’angoscia dell’anima sua, quando egli ci supplicava, e non l’esaudimmo; perciò è avvenuta questa angoscia a noi. (I)

Genesi 42:22 E Ruben rispose loro, dicendo: Non vi diceva io: Non peccate contro al fanciullo? ma voi non mi voleste ascoltare; perciò altresì, ecco, è domandata ragion del suo sangue. (I)

Genesi 42:23 Or essi non sapevano che Giuseppe li intendesse; perciocchè fra loro vi era un interprete. (I)

Genesi 42:24 E Giuseppe si rivoltò indietro da loro, e pianse. Poi ritornò a loro, e parlò loro, e prese d’infra loro Simeone, il quale egli fece incarcerare in lor presenza. (I)

Genesi 42:25 Poi Giuseppe comandò che si empiessero di grano le lor sacca, e che si rimettessero i danari di ciascun d’essi nel suo sacco, e che si desse loro provvisione per lo viaggio. E così fu lor fatto. (I)

Genesi 42:26 Ed essi, caricato sopra i loro asini il grano che aveano comperato, si partirono di là. (I)

Genesi 42:27 E l’uno di essi, aperto il suo sacco, per dar della pastura al suo asino nell’albergo, vide i suoi danari ch’erano alla bocca del suo sacco. (I)

Genesi 42:28 E disse a’ suoi fratelli: I miei danari mi sono stati restituiti; e anche eccoli nel mio sacco. E il cuore isvenne loro, e si spaventarono, dicendo l’uno all’altro: Che cosa è questo che Iddio ci ha fatto? (I)

Genesi 42:29 Poi, venuti a Giacobbe, lor padre, nel paese di Canaan, gli raccontarono tutte le cose ch’erano loro intervenute, dicendo: (I)

Genesi 42:30 Quell’uomo, che è rettor del paese, ci ha parlato aspramente, e ci ha trattati da spie del paese. (I)

Genesi 42:31 E noi gli abbiam detto: Noi siamo uomini leali; noi non fummo giammai spie. (I)

Genesi 42:32 Noi eravamo dodici fratelli, figliuoli di nostro padre, e l’uno non è più; e il minore è oggi con nostro padre, nel paese di Canaan. (I)

Genesi 42:33 E quell’uomo, rettor del paese, ci ha detto: Per questo conoscerò che voi siete uomini leali: lasciate un di voi fratelli appo me, e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa, e andate. (I)

Genesi 42:34 E menatemi il vostro fratel minore; ed io conoscerò che voi non siete spie, anzi uomini leali; ed io vi renderò il vostro fratello, e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese. (I)

Genesi 42:35 Ora, come essi votavano le lor sacca, ecco, il sacchetto de’ denari di ciascuno era nel suo sacco; ed essi, e il padre loro, videro i sacchetti de’ lor danari, e temettero. (I)

Genesi 42:36 E Giacobbe, lor padre, disse loro: Voi mi avete orbato di figliuoli; Giuseppe non è più, Simeone non è più, e ancora volete tormi Beniamino; tutte queste cose son contro a me. (I)

Genesi 42:37 E Ruben disse a suo padre: Fa’ morire i miei due figliuoli, se io non te lo riconduco; rimettilo nelle mie mani, ed io te lo ricondurrò. (I)

Genesi 42:38 Ma Giacobbe disse: Il mio figliuolo non iscenderà con voi; perciocchè il suo fratello è morto, ed egli è rimasto solo; e, se gli avvenisse alcuna mortale sciagura per lo viaggio che farete, voi fareste scender la mia canutezza con cordoglio nel sepolcro. (I)

Genesi 43:1 OR la fame era grave nel paese. (I)

Genesi 43:2 E, dopo ch’essi ebber finito di mangiare il grano che aveano portato di Egitto, il padre loro disse loro: Tornate a comperarci un poco di vittuaglia. (I)

Genesi 43:3 E Giuda gli disse: Quell’uomo ci ha espressamente protestato, e detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi. (I)

Genesi 43:4 Se tu mandi il nostro fratello con noi, noi scenderemo, e ti compreremo della vittuaglia. (I)

Genesi 43:5 Ma, se pur tu non vel mandi, noi non iscenderemo; perciocchè quell’uomo ci ha detto: Voi non vedrete la mia faccia, che il vostro fratello non sia con voi. (I)

Genesi 43:6 E Israele disse: Perchè mi avete voi fatto questa offesa, di dichiarare a quell’uomo che avevate ancora un fratello? (I)

Genesi 43:7 Ed essi dissero: Quell’uomo ci domandò partitamente di noi, e del nostro parentado, dicendo: Il padre vostro vive egli ancora? avete voi alcun altro fratello? E noi gliene demmo contezza, secondo quelle parole; potevamo noi in alcun modo sapere ch’egli direbbe: Fate venire il vostro fratello? (I)

Genesi 43:8 E Giuda disse a Israele, suo padre: Lascia venire il giovane meco, e noi ci leveremo, e andremo, e viveremo, e non morremo, e noi, e tu, e le nostre famiglie. (I)

Genesi 43:9 Io te lo sicuro; ridomandalo dalla mia mano; se io non tel riconduco, e non tel rappresento, io sarò colpevole inverso te in perpetuo. (I)

Genesi 43:10 Che se non ci fossimo indugiati, certo ora saremmo già ritornati due volte. (I)

Genesi 43:11 E Israele, lor padre, disse loro: Se pur qui così bisogna fare, fate questo: Prendete delle più isquisite cose di questo paese nelle vostre sacca, e portatene un presente a quell’uomo; un poco di balsamo, e un poco di mele, e degli aromati, e della mirra, e de’ pinocchi, e delle mandorle. (I)

Genesi 43:12 E pigliate in mano danari al doppio; riportate eziandio i danari che vi furono rimessi alla bocca de’ vostri sacchi; forse fu errore. (I)

Genesi 43:13 E prendete il vostro fratello, e levatevi e ritornate a quell’uomo. (I)

Genesi 43:14 E facciavi l’Iddio Onnipotente trovar pietà appo quell’uomo, sì ch’egli vi rilasci il vostro altro fratello, e Beniamino; e se pure io sarò orbato di figliuoli, sialo. (I)

Genesi 43:15 Quegli uomini adunque presero quel presente; presero eziandio danari al doppio, e Beniamino; e, levatisi, scesero in Egitto, e si presentarono davanti a Giuseppe. (I)

Genesi 43:16 E Giuseppe, veggendo Beniamino con loro, disse al suo mastro di casa: Mena questi uomini dentro alla casa, e ammazza delle carni e apparecchiale; perciocchè questi uomini mangeranno meco a meriggio. (I)

Genesi 43:17 E colui fece come Giuseppe avea detto, e menò quegli uomini dentro alla casa di Giuseppe. (I)

Genesi 43:18 E quegli uomini temettero, perciocchè erano menati dentro alla casa di Giuseppe, e dissero: Noi siamo menati qua entro per que’ danari che ci furono tornati ne’ nostri sacchi la prima volta; acciocchè egli si rivolti addosso a noi, e si avventi contro a noi, e ci prenda per servi, insieme co’ nostri asini. (I)

Genesi 43:19 E accostatisi al mastro di casa di Giuseppe, gli parlarono in su l’entrata della casa. (I)

Genesi 43:20 E dissero: Ahi, signor mio! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia. (I)

Genesi 43:21 Or avvenne, come fummo giunti all’albergo, che, aprendo i nostri sacchi, ecco, i danari di ciascun di noi erano alla bocca del suo sacco; i nostri danari vi erano appunto secondo il lor peso; e noi li abbiamo riportati con noi. (I)

Genesi 43:22 Abbiamo, oltre a ciò, portati nelle nostre mani altri danari per comperar della vittuaglia; noi non sappiamo chi mettesse i nostri danari ne’ nostri sacchi. (I)

Genesi 43:23 Ed egli disse loro: Datevi pace; non temiate; l’Iddio vostro, e l’Iddio del padre vostro, ha messo un tesoro ne’ vostri sacchi; i vostri danari mi vennero in mano. (I)

Genesi 43:24 Poi trasse lor fuori Simeone. E, menatili dentro alla casa di Giuseppe, fece portar dell’acqua, ed essi si lavarono i piedi; ed egli diede della pastura ai loro asini. (I)

Genesi 43:25 E aspettando che Giuseppe venisse a meriggio, essi apparecchiarono quel presente; perciocchè aveano inteso che resterebbero quivi a mangiare. (I)

Genesi 43:26 E quando Giuseppe fu venuto in casa, essi gli porsero quel presente che aveano in mano, dentro alla casa; e gli s’inchinarono fino in terra. (I)

Genesi 43:27 E egli li domandò del lor bene stare, e disse: Il padre vostro, quel vecchio di cui mi parlaste, sta egli bene? vive egli ancora? (I)

Genesi 43:28 Ed essi dissero: Nostro padre, tuo servitore, sta bene; egli vive ancora. E s’inchinarono, e gli fecero riverenza. (I)

Genesi 43:29 E Giuseppe alzò gli occhi, e vide Beniamino, suo fratello, figliuol di sua madre, e disse: È costui il vostro fratel minore, del qual mi parlaste? Poi disse: Iddio ti sia favorevole, figliuol mio. (I)

Genesi 43:30 E Giuseppe si ritrasse prestamente; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello; e cercando luogo per piangere, se n’entrò nella cameretta, e quivi pianse. (I)

Genesi 43:31 Poi, lavatosi il viso, uscì fuori, e si fece forza, e disse: Recate le vivande. (I)

Genesi 43:32 Furono adunque recate le vivande a lui da parte, a loro da parte, e agli Egizj che mangiavano con lui da parte; conciossiachè gli Egizj non possano mangiare con gli Ebrei; perciocchè ciò è cosa abbominevole agli Egizj. (I)

Genesi 43:33 Essi adunque si posero a sedere nel suo cospetto, il primogenito, secondo l’ordine suo di primogenito; e il minore, secondo l’ordine della sua età minore; e quegli uomini, maravigliandosi, si riguardavano l’un l’altro. (I)

Genesi 43:34 Ed egli prese de’ messi delle vivande d’appresso a sè, e le mandò loro; e la parte di Beniamino fu cinque volte maggiore di quella di qualunque altro di loro. Ed essi bevvero, e goderono con lui. (I)

Genesi 44:1 E GIUSEPPE comandò, e disse al suo mastro di casa: Empi le sacca di questi uomini di vittuaglia, quanto essi ne potranno portare; e rimetti i danari di ciascuno di essi alla bocca del suo sacco. (I)

Genesi 44:2 Metti eziandio la mia coppa, quella coppa di argento, alla bocca del sacco del minore, insieme co’ danari del suo grano. Ed egli fece come Giuseppe gli avea detto. (I)

Genesi 44:3 In su lo schiarir della mattina, quegli uomini furono accommiatati co’ loro asini. (I)

Genesi 44:4 Essendo usciti fuor della città, e non essendo ancora lungi, Giuseppe disse al suo mastro di casa: Levati, persegui quegli uomini; e, quando tu li avrai aggiunti, di’ loro: Perchè avete voi renduto mal per bene? (I)

Genesi 44:5 Non è quella la coppa, nella quale il mio signore suol bere, per la quale egli suole indovinare? voi avete malvagiamente operato in ciò che avete fatto. (I)

Genesi 44:6 Egli adunque li raggiunse, e disse loro quelle parole. (I)

Genesi 44:7 Ed essi gli dissero: Perchè dice il mio signore cotali parole? tolga Iddio che i tuoi servitori facciano una cotal cosa. (I)

Genesi 44:8 Ecco, noi ti riportammo dal paese di Canaan i danari che avevamo trovati alle bocche delle nostre sacca; come dunque avremmo noi rubato della casa del tuo signore oro od argento? (I)

Genesi 44:9 Muoia colui de’ tuoi servitori, appo il quale quella coppa sarà trovata; e oltre a ciò noi saremo servi al mio signore. (I)

Genesi 44:10 Ed egli disse: Quantunque ora fosse ragionevole di far secondo le vostre parole, pur nondimeno colui solo appo il quale ella sarà trovata, mi sarà servo, e voi altri sarete sciolti. (I)

Genesi 44:11 E ciascun d’essi mise giù il suo sacco in terra, e l’aperse. (I)

Genesi 44:12 E il maestro di casa li frugò tutti, cominciando dal sacco del maggiore, e finendo a quel del minore; e la coppa fu ritrovata nel sacco di Beniamino. (I)

Genesi 44:13 Allora essi stracciarono i lor vestimenti; e, caricato ciascuno il suo asino, tornarono nella città. (I)

Genesi 44:14 E Giuda, co’ suoi fratelli, entrò nella casa di Giuseppe, il quale era ancora quivi; ed essi si gittarono in terra davanti a lui. (I)

Genesi 44:15 E Giuseppe disse loro: Quale è questo atto che voi avete fatto? non sapete voi che un par mio per certo indovina? (I)

Genesi 44:16 E Giuda disse: Che diremo al mio signore? quali parole useremo? e come ci giustificheremo noi? Iddio ha ritrovata l’iniquità de’ tuoi servitori; ecco, noi siamo servi al mio signore, così noi altri, come colui appo il quale è stata ritrovata la coppa. (I)

Genesi 44:17 Ma Giuseppe disse: Tolga Iddio che io faccia questo; colui, appo il quale è stata trovata la coppa, mi sia servo, e voi altri ritornatevene in pace a vostro padre. (I)

Genesi 44:18 E Giuda gli si accostò, e disse: Ahi! signor mio: deh! lascia che il tuo servitore dica una parola al mio signore, e non accendasi la tua ira contro al tuo servitore; conciossiachè tu sii appunto come Faraone. (I)

Genesi 44:19 Il mio signore domandò i suoi servitori, dicendo: Avete voi padre o fratello? (I)

Genesi 44:20 Enoi: dicemmo al mio signore: Noi abbiamo un padre vecchio, e un giovane piccol fratello, nato a nostro padre nella sua vecchiezza, e il suo fratello è morto; talchè egli è rimasto solo di sua madre, e suo padre l’ama. (I)

Genesi 44:21 Allora tu dicesti a’ tuoi servitori: Menatemelo, ed io porrò l’occhio mio sopra lui. (I)

Genesi 44:22 E noi dicemmo al mio signore: Il fanciullo non può lasciar suo padre; perciocchè s’egli lo lasciasse, suo padre morrebbe. (I)

Genesi 44:23 E tu dicesti a’ tuoi servitori: Se il vostro fratel minore non iscende con voi, voi non vedrete più la mia faccia. (I)

Genesi 44:24 Come dunque fummo ritornati a mio padre, tuo servitore, gli rapportammo le parole del mio signore. (I)

Genesi 44:25 Dipoi nostro padre disse: Tornate a comperarci un poco di vittuaglia. (I)

Genesi 44:26 E noi dicemmo: Noi non possiamo scender là; ma, se il nostro fratello minore è con noi, noi vi scenderemo; perciocchè noi non possiam veder la faccia di quell’uomo, se il nostro fratel minore non è con noi. (I)

Genesi 44:27 E mio padre, tuo servitore, ci disse: Voi sapete che mia moglie mi partorì due figliuoli. (I)

Genesi 44:28 L’uno de’ quali, essendosi dipartito d’appresso a me, io ho detto: Certo egli del tutto è stato lacerato; ed io non l’ho veduto fino ad ora. (I)

Genesi 44:29 E se voi togliete ancora questo d’appresso a me, e gli avviene alcuna mortal sciagura, voi farete scender la mia canutezza con afflizione nel sepolcro. (I)

Genesi 44:30 Ora dunque se, quando io giungerò a mio padre, tuo servitore, il fanciullo, alla cui anima la sua è legata, non è con noi; (I)

Genesi 44:31 egli avverrà che, come vedrà che il fanciullo non vi sarà, egli si morrà; e così i tuoi servitori avranno fatto scender la canutezza di nostro padre, tuo servitore, con cordoglio, nel sepolcro. (I)

Genesi 44:32 Ora, perciocchè il tuo servitore ha assicurato di questo fanciullo a mio padre, menandonelo d’appresso a lui, dicendo: Se io non te lo riconduco, io sarò colpevole inverso mio padre in perpetuo; (I)

Genesi 44:33 deh! lascia ora che il tuo servitore rimanga servo al mio signore, in luogo del fanciullo, e che il fanciullo se ne ritorni co’ suoi fratelli. (I)

Genesi 44:34 Perciocchè, come ritornerei io a mio padre, non essendo il fanciullo meco? Io non potrei farlo, che talora io non vedessi l’afflizione che ne avverrebbe a mio padre. (I)

Genesi 45:1 ALLORA Giuseppe, non potendo più farsi forza in presenza di tutti i circostanti, gridò: Facciasi uscire ognuno fuori d’appresso a me. E niuno restò con lui, quando egli si diede a conoscere a’ suoi fratelli. (I)

Genesi 45:2 Ed egli diede un grido con pianto, e gli Egizj lo intesero; que’ della casa di Faraone lo intesero anch’essi. (I)

Genesi 45:3 E Giuseppe disse a’ suoi fratelli: Io son Giuseppe; mio padre vive egli ancora? Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere; perciocchè erano tutti sbigottiti della sua presenza. (I)

Genesi 45:4 E Giuseppe disse a’ suoi fratelli: Deh! appressatevi a me. Ed essi si appressarono a lui. Ed egli disse: Io son Giuseppe, vostro fratello, il qual voi vendeste per esser menato in Egitto. (I)

Genesi 45:5 Ma ora non vi contristate, e non vi rincresca di avermi venduto per esser menato qua; conciossiachè Iddio mi abbia mandato davanti a voi per vostra conservazione. (I)

Genesi 45:6 Perciocchè quest’è l’anno secondo della fame dentro del paese; e ve ne saranno ancora cinque, ne’ quali non vi sarà nè aratura, nè mietitura. (I)

Genesi 45:7 Ma Iddio mi ha mandato davanti a voi, per far che abbiate alcun rimanente nella terra, e per conservarvelo in vita, per un grande scampo. (I)

Genesi 45:8 Ora dunque, non voi mi avete mandato qua, anzi Iddio; ed egli mi ha costituito per padre a Faraone, e per padrone sopra tutta la sua casa, e rettore in tutto il paese di Egitto. (I)

Genesi 45:9 Ritornatevene prestamente a mio padre, e ditegli: Così dice il tuo figliuolo Giuseppe: Iddio mi ha costituito rettor di tutto l’Egitto; scendi a me, non restare. (I)

Genesi 45:10 E tu dimorerai nella contrada di Gosen, e sarai presso di me, tu, e i tuoi figliuolo, e i figliuoli de’ tuoi figliuoli e le tue gregge, e i tuoi armenti, e tutto ciò ch’è tuo. (I)

Genesi 45:11 E io ti sostenterò quivi, perciocchè vi saranno ancora cinque anni di fame; acciocchè talora tu non sofferi necessità, tu, e la tua famiglia, e tutto ciò ch’è tuo. (I)

Genesi 45:12 Ed ecco, gli occhi vostri veggono, gli occhi del mio fratello Beniamino anch’essi veggono, che la mia bocca è quella che vi parla. (I)

Genesi 45:13 Rapportate adunque a mio padre tutta la gloria, nella quale io sono in Egitto, e tutto ciò che voi avete veduto; e fate prestamente venir qua mio padre. (I)

Genesi 45:14 Poi, gittatosi al collo di Beniamino, suo fratello, pianse; Beniamino altresì pianse sopra il collo di esso. (I)

Genesi 45:15 Baciò ancora tutti i suoi fratelli, e pianse sopra loro. E, dopo questo, i suoi fratelli parlarono con lui. (I)

Genesi 45:16 E il grido ne fu udito nella casa di Faraone, e fu detto: I fratelli di Giuseppe son venuti. E la cosa piacque a Faraone ed a’ suoi servitori. (I)

Genesi 45:17 E Faraone disse a Giuseppe: Di’ a’ tuoi fratelli: Fate questo: caricate le vostre bestie, e andatevene; e, quando sarete giunti nel paese di Canaan, (I)

Genesi 45:18 prendete vostro padre, e le vostre famiglie, e venite a me; ed io vi darò il meglio del paese di Egitto, e voi mangerete il grasso del paese. (I)

Genesi 45:19 E a te, Giuseppe, è ordinato questo: fate ciò: prendete de’ carri del paese di Egitto, per le vostre famiglie, e per le vostre mogli; e levate vostro padre, e venitevene. (I)

Genesi 45:20 E non vi rincresca di lasciar le vostre masserizie; perciocchè il meglio di tutto il paese di Egitto sarà vostro. (I)

Genesi 45:21 E i figliuoli d’Israele fecero così; e Giuseppe diede loro de’ carri secondo il comandamento di Faraone; diede loro ancora provvisione per lo viaggio. (I)

Genesi 45:22 Diede eziandio a ciascun d’essi tutti delle mute di vestimenti; e a Beniamino diede trecento sicli di argento, e cinque mute di vestimenti. (I)

Genesi 45:23 E a suo padre mandò questo: dieci asini carichi delle migliori cose di Egitto; e dieci asine cariche di grano, e di pane, e di vittuaglia, per suo padre, per lo viaggio. (I)

Genesi 45:24 E diede commiato a’ suoi fratelli, ed essi se ne andarono. Ed egli disse loro: Non vi crucciate per cammino. (I)

Genesi 45:25 Ed essi se ne ritornarono di Egitto; e vennero nel paese di Canaan, a Giacobbe, lor padre. (I)

Genesi 45:26 E gli rapportarono la cosa, dicendo: Giuseppe vive ancora; e anche è rettore in tutto il paese di Egitto. E il cuore gli venne meno; perciocchè non credeva loro. (I)

Genesi 45:27 Ma essi gli dissero tutte le parole che Giuseppe avea lor dette; ed egli vide i carri, che Giuseppe avea mandati per levarlo; allora lo spirito si ravvivò a Giacobbe, lor padre. (I)

Genesi 45:28 E Israele disse: Basta, il mio figliuolo Giuseppe vive ancora; io andrò, e lo vedrò, avanti che io muoia. (I)

Genesi 46:1 ISRAELE adunque si partì, con tutto ciò ch’egli avea. E, giunto in Beerseba, sacrificò sacrificii all’Iddio d’Isacco suo padre. (I)

Genesi 46:2 E Iddio parlò a Israele in visioni di notte, e disse: Giacobbe, Giacobbe. Ed egli disse: Eccomi. (I)

Genesi 46:3 E Iddio disse: Io sono Iddio, l’Iddio di tuo padre; non temer di andare in Egitto; perciocchè io ti farò divenir quivi una gran nazione. (I)

Genesi 46:4 Io scenderò teco in Egitto; e altresì te ne ricondurrò fuori; e Giuseppe metterà la sua mano sopra gli occhi tuoi. (I)

Genesi 46:5 E Giacobbe partì di Beerseba; e i figliuoli d’Israele fecero salire Giacobbe, loro padre, e i lor piccoli figliuoli, e le lor mogli, sopra i carri, che Faraone avea mandati per levar Giacobbe. (I)

Genesi 46:6 Presero ancora i lor bestiami, e le facoltà che aveano acquistate nel paese di Canaan; e vennero in Egitto, Giacobbe e tutta la sua progenie. (I)

Genesi 46:7 Egli menò seco in Egitto i suoi figliuoli, e i figliuoli de’ suoi figliuoli; le sue figliuole, e le figliuole de’ suoi figliuoli, e tutta la sua progenie. (I)

Genesi 46:8 E questi sono i nomi de’ figliuoli d’Israele, che vennero in Egitto: Giacobbe, vi venne, co’ suoi figliuoli; il primogenito di Giacobbe fu Ruben. (I)

Genesi 46:9 E i figliuoli di Ruben furono Henoc, e Pallu, e Hesron, e Carmi. (I)

Genesi 46:10 E i figliuoli di Simeone furono Iemuel, e Iamin, e Ohad, e Iachin, e Sohar, e Saul, figliuolo di una Cananea. (I)

Genesi 46:11 E i figliuoli di Levi furono Gherson, e Chehat, e Merari. (I)

Genesi 46:12 E i figliuoli di Giuda furono Er, e Onan, e Sela, e Fares, e Zara; or Er, e Onan morirono nel paese di Canaan. E i figliuoli di Fares furono Hesron, e Hamul. (I)

Genesi 46:13 E i figliuoli d’Issacar furono Tola, e Puva, e Iob, e Simron. (I)

Genesi 46:14 E i figliuoli di Zabulon furono Sered, ed Elon, e Ialeel. (I)

Genesi 46:15 Questi sono i figliuoli di Lea, i quali ella partorì a Giacobbe in Paddan-aram, oltre a Dina, figliuola di esso: tutte le persone de’ suoi figliuoli, con le sue figliuole, erano trentatre. (I)

Genesi 46:16 E i figliuoli di Gad furono Siflon, e Hagghi, e Suni, ed Esbon, ed Eri, e Arodi, e Areeli. (I)

Genesi 46:17 E i figliuoli di Aser furono Imna, e Isua, e Isui, e Beria, e Sera, lor sorella. E i figliuoli di Beria furono Heber, e Malchiel. (I)

Genesi 46:18 Questi sono i figliuoli di Zilpa, la quale Labano diede a Lea, sua figliuola; ed ella partorì costoro a Giacobbe, che furono sedici persone. (I)

Genesi 46:19 I figliuoli di Rachele, moglie di Giacobbe, furono Giuseppe, e Beniamino. (I)

Genesi 46:20 E a Giuseppe, nel paese di Egitto, nacquero Manasse ed Efraim, i quali Asenat, figliuola di Potifera, Governatore di On, gli partorì. (I)

Genesi 46:21 E i figliuoli di Beniamino furono Bela, e Becher, e Asbel, e Ghera, e Naaman, ed Ehi, e Ros, e Muppim, e Huppim, e Ard. (I)

Genesi 46:22 Questi sono i figliuoli di Rachele, i quali nacquero a Giacobbe: in tutto quattordici persone. (I)

Genesi 46:23 E il figliuolo di Dan fu Husim. (I)

Genesi 46:24 E i figliuoli di Neftali furono Iaseel, e Guni, e Ieser, e Sillem. (I)

Genesi 46:25 Questi sono i figliuoli di Bilha, la quale Labano diede a Rachele, sua figliuola: ed ella partorì costoro a Giacobbe; in tutto sette persone. (I)

Genesi 46:26 Tutte le persone che vennero in Egitto, appartenenti a Giacobbe, procedute dalla sua anca, oltre alle mogli de’ figliuoli di Giacobbe, furono in tutto sessantasei. (I)

Genesi 46:27 E i figliuoli di Giuseppe, che gli nacquero in Egitto, furono due persone; talchè tutte le persone della famiglia di Giacobbe, che vennero in Egitto, furono settanta. (I)

Genesi 46:28 Or Giacobbe mandò davanti a sè Giuda a Giuseppe, per avvisarlo che gli venisse incontro in Gosen. Ed essi giunsero alla contrada di Gosen. (I)

Genesi 46:29 E Giuseppe fece mettere i cavalli al suo carro, e andò incontro a Israele, suo padre, in Gosen, e gli si fece vedere, e gli si gittò al collo, e pianse sopra il suo collo, per lungo spazio. (I)

Genesi 46:30 E Israele disse a Giuseppe: Muoia io pure questa volta, poichè ho veduta la tua faccia; conciossiachè tu vivi ancora. (I)

Genesi 46:31 Poi Giuseppe disse a’ suoi fratelli, e alla famiglia di suo padre: Io andrò, e farò assapere la vostra venuta a Faraone, e gli dirò: I miei fratelli, e la famiglia di mio padre, i quali erano nel paese di Canaan, son venuti a me. (I)

Genesi 46:32 E questi uomini son pastori di gregge; conciossiachè sieno sempre stati gente di bestiame; e hanno menate le lor gregge, e i loro armenti, e tutto ciò che hanno. (I)

Genesi 46:33 Ora, s’egli avviene che Faraone vi chiami, e vi dica: Qual’è il vostro mestiere? dite: (I)

Genesi 46:34 I tuoi servitori, dalla nostra giovanezza infino ad ora, sono sempre stati gente di bestiame, così noi, come i nostri padri; acciocchè dimoriate nella contrada di Gosen: perciocchè ogni pastor di greggia è in abbominio agli Egizj. (I)

Genesi 47:1 GIUSEPPE adunque venne, e rapportò e disse a Faraone: Mio padre, e i miei fratelli, con le lor gregge, e co’ loro armenti, e con tutto ciò che hanno, son venuti dal paese di Canaan; ed ecco, sono nella contrada di Gosen. (I)

Genesi 47:2 Prese eziandio una parte de’ suoi fratelli, cioè cinque, e li presentò davanti a Faraone. (I)

Genesi 47:3 E Faraone disse a’ fratelli di Giuseppe: Qual’è il vostro mestiere? Ed essi dissero a Faraone: I tuoi servitori son pastori di gregge, come anche furono i nostri padri. (I)

Genesi 47:4 Poi dissero a Faraone: Noi siam venuti per dimorare in questo paese; perciocchè non vi è pastura per le gregge de’ tuoi servitori nel paese di Canaan, conciossiachè la fame vi sia grave; deh! permetti ora che i tuoi servitori dimorino nella contrada di Gosen. (I)

Genesi 47:5 E Faraone disse a Giuseppe: Poichè tuo padre, e i tuoi fratelli, son venuti a te; (I)

Genesi 47:6 il paese di Egitto è al tuo comando; fa’ abitar tuo padre, e i tuoi fratelli, nel meglio del paese; dimorino pur nella contrada di Gosen, e se tu conosci che fra loro vi sieno degli uomini di valore, costituiscili governatori del mio bestiame. (I)

Genesi 47:7 Poi Giuseppe menò Giacobbe, suo padre, a Faraone, e gliel presentò. E Giacobbe benedisse Faraone. (I)

Genesi 47:8 E Faraone disse a Giacobbe: Quanti anni hai? (I)

Genesi 47:9 E Giacobbe rispose a Faraone: Il tempo degli anni de’ miei pellegrinaggi è centrent’anni; il tempo degli anni della mia vita è stato corto, e malvagio, e non è giunto al tempo degli anni della vita de’ miei padri, ne’ quali andarono peregrinando. (I)

Genesi 47:10 Poi Giacobbe, salutato Faraone, se ne uscì fuori dal suo cospetto. (I)

Genesi 47:11 E Giuseppe diede a suo padre, e ai suoi fratelli, stanza e possessione nel paese di Egitto, nel meglio del paese, nella contrada di Rameses, come Faraone avea comandato. (I)

Genesi 47:12 E Giuseppe sostentò suo padre, e i suoi fratelli, e tutta la casa di suo padre, provvedendo loro di pane, secondo le bocche delle lor famiglie. (I)

Genesi 47:13 OR in tutta la terra non vi era pane; perciocchè la fame era gravissima; e il paese di Egitto, e di Canaan, si veniva meno per la fame. (I)

Genesi 47:14 E Giuseppe raccolse tutti i danari che si ritrovarono nel paese di Egitto, e nel paese di Canaan, per lo grano che la gente di que’ paesi comperava; e Giuseppe portò que’ danari in casa di Faraone. (I)

Genesi 47:15 E, quando i danari furono mancati nel paese di Egitto, e nel paese di Canaan, tutti gli Egizj vennero a Giuseppe, dicendo: Dacci del pane, perchè morremmo noi davanti agli occhi tuoi per mancamento di danari? (I)

Genesi 47:16 E Giuseppe disse: Datemi il vostro bestiame, ed io vi darò del pane per lo vostro bestiame, se pure i danari son mancati. (I)

Genesi 47:17 Ed essi menarono il lor bestiame a Giuseppe; e Giuseppe diede loro del pane per cavalli, e per gregge di pecore, e per armenti di buoi, e per asini. Così li sostentò di pane quell’anno per tutto il lor bestiame. (I)

Genesi 47:18 E, passato quell’anno, ritornarono l’anno seguente a lui, e gli dissero: Noi non possiamo celare il nostro bisogno al mio signore; ma i danari son mancati, e i nostri bestiami son pervenuti al mio signore; e’ non ci resta nulla che il mio signore possa pigliare, salvo i nostri corpi, e le nostre terre. (I)

Genesi 47:19 Perchè periremmo, e noi, e le nostre terre, davanti agli occhi tuoi? compera noi, e le nostre terre, per del pane; e noi, e le nostre terre, saremo servi a Faraone; e dacci della semenza, acciocchè viviamo, e non muoiamo, e che la terra non sia desolata. (I)

Genesi 47:20 Giuseppe adunque acquistò a Faraone tutte le terre di Egitto; perciocchè gli Egizj venderono ciascun la sua possessione; conciossiachè la fame si fosse aggravata sopra loro; e così le terre furono acquistate a Faraone. (I)

Genesi 47:21 E Giuseppe trasportò il popolo nelle città, da un capo de’ confini di Egitto infino all’altro. (I)

Genesi 47:22 Sol non acquistò le terre de’ sacerdoti; perciocchè vi era una provvisione assegnata da Faraone a’ sacerdoti; onde essi mangiarono la provvisione che Faraone dava loro, e perciò non venderono le lor terre. (I)

Genesi 47:23 E Giuseppe disse al popolo: Ecco io ho oggi acquistati a Faraone e voi e le vostre terre; eccovi della semenza: seminate la terra. (I)

Genesi 47:24 E al tempo della ricolta, voi darete il quinto di essa a Faraone, e le altre quattro parti saranno vostre, per la sementa de’ campi, e per lo mangiar di voi, e di coloro che son nelle vostre case, e per lo mangiar delle vostre famiglie. (I)

Genesi 47:25 Ed essi dissero: Tu ci hai scampata la vita; troviamo pur grazia appo il mio signore, e siamo servi a Faraone. (I)

Genesi 47:26 E Giuseppe, per istatuto che dura infino ad oggi, fece una imposta sopra le terre di Egitto, del quinto della rendita, per Faraone; sol le terre de’ sacerdoti non furono di Faraone. (I)

Genesi 47:27 Così gl’Israeliti abitarono nel paese di Egitto, nella contrada di Gosen, e ne furono fatti possessori, e moltiplicarono, e crebbero grandemente. (I)

Genesi 47:28 E Giacobbe visse nel paese di Egitto diciassette anni; e gli anni della vita di Giacobbe furono cenquarantasette. (I)

Genesi 47:29 Or avvicinandosi il tempo della morte di Israele, egli chiamò il suo figliuolo Giuseppe, e gli disse: Deh! se io ho trovato grazia appo te, metti ora la tua mano sotto la mia coscia, promettendomi che tu userai inverso me benignità e lealtà; deh! non seppellirmi in Egitto. (I)

Genesi 47:30 Anzi, quando io giacerò co’ miei padri, portami fuor di Egitto, e seppelliscimi nella lor sepoltura. E Giuseppe disse: Io farò secondo la tua parola. (I)

Genesi 47:31 E Israele disse: Giuramelo. Ed egli gliel giurò. E Israele, inchinatosi verso il capo del letto, adorò. (I)

Genesi 48:1 ORA, dopo queste cose, fu detto a Giuseppe: Ecco, tuo padre è infermo. Allora egli prese seco i suoi due figliuoli, Manasse ed Efraim. (I)

Genesi 48:2 Ed egli fu rapportato, e detto a Giacobbe: Ecco, Giuseppe, tuo figliuolo, viene a te. E Israele, isforzatosi, si mise a sedere in sul letto. (I)

Genesi 48:3 E Giacobbe disse a Giuseppe: L’Iddio Onnipotente mi apparve in Luz, nel paese di Canaan, e mi benedisse. (I)

Genesi 48:4 E mi disse: Ecco, io ti farò moltiplicare, e ti accrescerò, e ti farò divenir raunanza di popoli; e darò questo paese alla tua progenie dopo te, per possession perpetua. (I)

Genesi 48:5 Ora dunque, i tuoi due figliuoli, che ti son nati nel paese di Egitto, prima che io venissi a te in Egitto, son miei; Efraim e Manasse saranno miei, come Ruben e Simeone. (I)

Genesi 48:6 Ma i figliuoli che tu genererai dopo loro, saranno tuoi; nella loro eredità saranno nominati del nome de’ lor fratelli. (I)

Genesi 48:7 Or, quant’è a me, quando io veniva di Paddan, Rachele morì appresso di me nel paese di Canaan, per cammino, alquanto spazio lungi di Efrata; e io la seppellii quivi nel cammino di Efrata, ch’è Betlehem. (I)

Genesi 48:8 E Israele, veduti i figliuoli di Giuseppe, disse: Chi son costoro? (I)

Genesi 48:9 E Giuseppe disse a suo padre: Sono i miei figliuoli, i quali Iddio mi ha dati qui. E Giacobbe disse: Deh! falli appressare a me, ed io li benedirò. (I)

Genesi 48:10 Or gli occhi d’Israele erano gravi per la vecchiezza, talchè egli non potea vedere. E Giuseppe glieli fece appressare. (I)

Genesi 48:11 Ed egli li baciò, e li abbracciò. E Israele disse a Giuseppe: Io non pensava di veder mai più la tua faccia; ed ecco, Iddio mi ha fatto vedere eziandio della tua progenie. (I)

Genesi 48:12 Poi Giuseppe, fattili levar d’appresso alle ginocchia di esso, s’inchinò con la faccia in terra. (I)

Genesi 48:13 E li prese amendue, e pose Efraim alla sua destra, dalla sinistra d’Israele; e Manasse alla sua sinistra, dalla destra d’Israele; e così glieli fece appressare. (I)

Genesi 48:14 E Israele porse la sua man destra, e la pose sopra il capo di Efraim, ch’era il minore, e pose la sinistra sopra il capo di Manasse; e, benchè Manasse fosse il primogenito, nondimeno avvedutamente pose così le mani. (I)

Genesi 48:15 E benedisse Giuseppe, e disse: Iddio, nel cui cospetto i miei padri, Abrahamo ed Isacco, son camminati; Iddio, che mi ha pasciuto da che io sono al mondo infino a questo giorno; (I)

Genesi 48:16 l’Angelo, che mi ha riscosso d’ogni male, benedica questi fanciulli, e sieno nominati del mio nome, e del nome de’ miei padri, Abrahamo ed Isacco; e moltiplichino copiosamente sulla terra. (I)

Genesi 48:17 Ora, veggendo Giuseppe che suo padre avea posta la sua man destra sopra il capo di Efraim, ciò gli dispiacque, e prese la mano di suo padre, per rimoverla d’in sul capo di Efraim, e per metterla in sul capo di Manasse. (I)

Genesi 48:18 E Giuseppe disse a suo padre: Non così, padre mio; conciossiachè questo sia il primogenito, metti la tua man destra sopra il suo capo. (I)

Genesi 48:19 Ma suo padre ricusò di farlo, e disse: Io il so, figliuol mio, io il so; ancora esso diventerà un popolo, e ancora esso sarà grande; ma pure il suo fratel minore sarà più grande di lui, e la progenie di esso sarà una piena di genti. (I)

Genesi 48:20 Così in quel giorno li benedisse, dicendo: Israele benedirà altrui, prendendone l’esempio in te; dicendo: Iddio ti faccia esser simile ad Efraim ed a Manasse. E Israele antepose Efraim a Manasse. (I)

Genesi 48:21 Poi Israele disse a Giuseppe: Ecco, io muoio, e Iddio sarà con voi, e vi ricondurrà al paese de’ vostri padri. (I)

Genesi 48:22 Ed io ti dono una parte sopra i tuoi fratelli, la quale io ho conquistata dalle mani degli Amorrei con la mia spada e col mio arco. (I)

Genesi 49:1 POI Giacobbe chiamò i suoi figliuoli, e disse: Adunatevi, ed io vi dichiarerò ciò che vi avverrà nel tempo a venire. (I)

Genesi 49:2 Adunatevi e ascoltate, figliuoli di Giacobbe! Prestate udienza a Israele, vostro padre. (I)

Genesi 49:3 RUBEN, tu sei il mio primogenito, La mia possa, e il principio delle mie forze, Eccellente in dignità, ed eccellente in forza. (I)

Genesi 49:4 Tutto ciò è scolato come acqua; non aver la maggioranza! Perciocchè tu salisti in sul letto di tuo padre; Allora che tu contaminasti il mio letto, tutto ciò sparì. (I)

Genesi 49:5 SIMEONE e LEVI son fratelli; Le loro spade sono arme di violenza. (I)

Genesi 49:6 Non entri l’anima mia nel lor consiglio segreto; Non uniscasi la gloria mia alla lor raunanza; Perciocchè nella loro ira hanno uccisi uomini, E hanno a lor voglia spianato il muro. (I)

Genesi 49:7 Maledetta sia l’ira loro, perciocchè è stata violenta; E il furor loro, perciocchè è stato aspro; Io li dividerò per Giacobbe, E li spargerò per Israele. (I)

Genesi 49:8 GIUDA, te celebreranno i tuoi fratelli; La tua mano sarà sopra il collo de’ tuoi nemici; I figliuoli di tuo padre s’inchineranno a te; (I)

Genesi 49:9 Giuda è un leoncello; Figliuol mio, tu sei ritornato dalla preda; Quando egli si sarà chinato, e si sarà posto a giacere come un leone, Anzi come un gran leone, chi lo desterà? (I)

Genesi 49:10 Lo Scettro non sarà rimosso da Giuda, Nè il Legislatore d’infra i piedi di esso, Finchè non sia venuto colui al quale quello appartiene; E inverso lui sarà l’ubbidienza de’ popoli. (I)

Genesi 49:11 Egli lega il suo asinello alla vite, E al tralcio della vite nobile il figlio della sua asina; Egli lava il suo vestimento nel vino, E i suoi panni nel liquor delle uve. (I)

Genesi 49:12 Egli ha gli occhi rosseggianti per lo vino, E i denti bianchi per lo latte. (I)

Genesi 49:13 ZABULON abiterà nel porto de’ mari Egli sarà al porto delle navi; E il suo confine sarà fino a Sidon. (I)

Genesi 49:14 ISSACAR è un asino ossuto, Che giace fra due sbarre. (I)

Genesi 49:15 E avendo egli veduto che il riposo è cosa buona, E che il paese è ameno, Chinerà la spalla per portar la soma, E diverrà tributario. (I)

Genesi 49:16 DAN giudicherà il suo popolo, Come una delle tribù d’Israele. (I)

Genesi 49:17 Dan sarà una serpe in su la strada, Un colubro in sul sentiero, Il qual morde i pasturali del cavallo, Onde colui che lo cavalca cade indietro. (I)

Genesi 49:18 O Signore, io ho aspettata la tua salute. (I)

Genesi 49:19 Quant’è a GAD, schiere lo scorreranno; Ma egli in iscambio scorrerà altri. (I)

Genesi 49:20 Dal paese di ASER procederà la grascia della sua vittuaglia, Ed esso produrrà delizie reali. (I)

Genesi 49:21 NEFTALI è una cerva sciolta; Egli proferisce belle parole. (I)

Genesi 49:22 GIUSEPPE è un ramo di una vite fruttifera, Un ramo di una vite fruttifera appresso ad una fonte, I cui rampolli si distendono lungo il muro. (I)

Genesi 49:23 E benchè egli sia stato amaramente afflitto, E che degli arcieri l’abbiano saettato e nimicato; (I)

Genesi 49:24 Pur è dimorato l’arco suo nella sua forza; E le sue braccia e le sue mani si son rinforzate, Per l’aiuto del Possente di Giacobbe: Quindi egli è stato il pastore, la pietra d’Israele, (I)

Genesi 49:25 Ciò è proceduto dall’Iddio di tuo padre, il quale ancora ti aiuterà; E dall’Onnipotente, il quale ancora ti benedirà Delle benedizioni del cielo di sopra, Delle benedizioni dell’abisso che giace disotto, Delle benedizioni delle mammelle e della matrice. (I)

Genesi 49:26 Le benedizioni di tuo padre Hanno avanzate le benedizioni de’ miei genitori, E son giunte fino al sommo de’ colli eterni. Esse saranno sopra il capo di Giuseppe, E sopra la sommità del capo di lui, Ch’è stato messo da parte d’infra i suoi fratelli. (I)

Genesi 49:27 BENIAMINO è un lupo rapace; La mattina egli divorerà la preda, E in su la sera partirà le spoglie. (I)

Genesi 49:28 Tutti costoro sono i capi delle dodici tribù d’Israele; e questo è quello che il padre loro disse loro, quando il benedisse, benedicendo ciascuno di essi secondo la sua propria benedizione. (I)

Genesi 49:29 Poi comandò, e disse loro: Tosto sarò raccolto al mio popolo; seppellitemi coi miei padri, nella spelonca ch’è nel campo di Efron Hitteo; (I)

Genesi 49:30 nella spelonca, ch’è nel campo di Macpela, il quale è dirincontro a Mamre, nel paese di Cannan; la quale spelonca Abrahamo comperò da Efron Hitteo, insieme col campo, per possession di sepoltura. (I)

Genesi 49:31 Quivi fu seppellito Abrahamo e Sara, sua moglie; quivi fu seppellito Isacco e Rebecca, sua moglie; quivi ancora ho seppellita Lea. (I)

Genesi 49:32 L’acquisto di quel campo, e della spelonca ch’è in esso, fu fatto da’ figliuoli di Het. (I)

Genesi 49:33 E, dopo che Giacobbe ebbe finito di dar questi comandamenti a’ suoi figliuoli, ritrasse i piedi dentro al letto, e trapassò, e fu raccolto a’ suoi popoli. (I)

Genesi 50:1 E GIUSEPPE, gittatosi sopra la faccia di suo padre, pianse sopra lui, e lo baciò. (I)

Genesi 50:2 Poi comandò a’ suoi servitori medici, che imbalsamassero suo padre. E i medici imbalsamarono Israele. (I)

Genesi 50:3 E quaranta giorni intieri furono posti ad imbalsamarlo; perciocchè tanto tempo appunto si metteva ad imbalsamar coloro che s’imbalsamavano; e gli Egizj lo piansero per settanta giorni. (I)

Genesi 50:4 E, dopo che furono passati i giorni del pianto che si fece per lui, Giuseppe parlò alla famiglia di Faraone, dicendo: Deh! se io ho trovata grazia appo voi, parlate, vi prego, a Faraone, e ditegli: (I)

Genesi 50:5 Che mio padre mi ha fatto giurare, dicendo: Ecco, io mi muoio; seppelliscimi nella mia sepoltura, la quale io mi ho cavata nel paese di Canaan. Deh! lascia ora dunque che io vada a seppellire mio padre; poi ritornerò. (I)

Genesi 50:6 E Faraone disse: Va’, seppellisci tuo padre, come egli ti ha fatto giurare. (I)

Genesi 50:7 Giuseppe adunque salì, per seppellir suo padre; e con lui andarono tutti gli anziani della casa di Faraone, servitori di esso, e tutti gli anziani del paese di Egitto; (I)

Genesi 50:8 e tutta la famiglia di Giuseppe, e i suoi fratelli, e la famiglia di suo padre; sol lasciarono nella contrada di Gosen le lor famiglie, e le lor gregge, e i loro armenti. (I)

Genesi 50:9 Con lui andarono eziandio carri e cavalieri; talchè lo stuolo fu grandissimo. (I)

Genesi 50:10 E, come furono giunti all’aia di Atad, che era di là dal Giordano, fecero quivi un grande e molto grave lamento. E Giuseppe fece cordoglio di suo padre per sette giorni. (I)

Genesi 50:11 Or i Cananei, abitanti di quel paese, veggendo il cordoglio che si faceva nell’aia di Atad, dissero: Quest’è un duolo grave agli Egizj: perciò fu posto nome a quell’aia, Abel-Misraim, ch’è di là dal Giordano. (I)

Genesi 50:12 E i figliuoli di Giacobbe gli fecero come egli avea lor comandato. (I)

Genesi 50:13 E lo portarono nel paese di Canaan, e lo seppellirono nella spelonca del campo di Macpela, dirimpetto a Mamre, la quale Abrahamo avea comperata, insieme col campo, da Efron Hitteo, per possession di sepoltura. (I)

Genesi 50:14 E Giuseppe, dopo ch’ebbe seppellito suo padre, se ne ritornò in Egitto, co’ suoi fratelli, e con tutti coloro che erano andati con lui, per seppellir suo padre. (I)

Genesi 50:15 Or i fratelli di Giuseppe, veggendo che il padre loro era morto, dissero: Forse Giuseppe ci porterà odio, e nimistà, e non mancherà di renderci tutto il male che gli abbiam fatto. (I)

Genesi 50:16 Laonde commisero ad alcuni di andare a Giuseppe, per dirgli; Tuo padre, avanti che morisse, ordinò, e disse: (I)

Genesi 50:17 Dite così a Giuseppe: Perdona, ti prego, ora a’ tuoi fratelli il lor misfatto, e il lor peccato; conciossiachè essi ti abbiano fatto del male. Deh! perdona dunque ora a’ servitori dell’Iddio di tuo padre il lor misfatto. E Giuseppe pianse, quando coloro gli parlarono. (I)

Genesi 50:18 I suoi fratelli andarono eziandio a lui; e, gittatisi in terra davanti a lui, gli dissero: Eccociti per servi. (I)

Genesi 50:19 Ma Giuseppe disse loro: Non temiate; perciocchè, sono io in luogo di Dio? (I)

Genesi 50:20 Voi certo avevate pensato del male contro a me; ma Iddio ha pensato di convertir quel male in bene, per far ciò che oggi appare, per conservare in vita una gran gente. (I)

Genesi 50:21 Ora dunque, non temiate; io sostenterò voi, e le vostre famiglie. Così li consolò, e li riconfortò. (I)

Genesi 50:22 E Giuseppe dimorò in Egitto, con la famiglia di suo padre, e visse centodieci anni. (I)

Genesi 50:23 E vide ad Efraim figliuoli della terza generazione; i figliuoli di Machir, figliuolo di Manasse, nacquero anch’essi, e furono allevati sopra le ginocchia di Giuseppe. (I)

Genesi 50:24 E Giuseppe disse a’ suoi fratelli: Tosto morrò, e Iddio per certo vi visiterà, e vi farà salire fuor di questo paese, nel paese il quale egli giurò ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe. (I)

Genesi 50:25 E Giuseppe fece giurare i figliuoli d’Israele, dicendo: Iddio per certo vi visiterà; allora trasportate di qui le mie ossa. (I)

Genesi 50:26 Poi Giuseppe morì, essendo di età di centodieci anni; e fu imbalsamato, e posto in un cataletto in Egitto. (I)

Esodo 1:1 OR questi sono i nomi de’ figliuoli d’Israele, che vennero in Egitto: essi vi vennero con Giacobbe, ciascuno con la sua famiglia. (I)

Esodo 1:2 Ruben, Simeone, Levi, e Giuda; (I)

Esodo 1:3 Issacar, Zabulon, e Beniamino; (I)

Esodo 1:4 Dan, Neftali, Gad, e Aser. (I)

Esodo 1:5 E tutte le persone, uscite dell’anca di Giacobbe, erano settanta. Or Giuseppe era già in Egitto. (I)

Esodo 1:6 E Giuseppe morì, e tutti i suoi fratelli, e tutta quella generazione. (I)

Esodo 1:7 E i figliuoli d’Israele fruttarono e moltiplicarono copiosamente, e crebbero, e divennero grandemente possenti, talchè il paese fu ripieno di essi. (I)

Esodo 1:8 Or sorse un nuovo re sopra l’Egitto, il qual non avea conosciuto Giuseppe. (I)

Esodo 1:9 Costui disse al suo popolo: Ecco, il popolo de’ figliuoli d’Israele è più grande e più possente di noi. (I)

Esodo 1:10 Ora procediamo saggiamente intorno ad esso; che talora non moltiplichi; onde, se alcuna guerra avvenisse, egli non si congiunga anche esso co’ nostri nemici, e non guerreggi contro a noi, o se ne vada via dal paese. (I)

Esodo 1:11 Furono adunque costituiti sopra il popolo d’Israele commissari d’angherie, per affliggerlo con le lor gravezze. E il popolo edificò a Faraone delle città da magazzini, cioè, Pitom e Raamses. (I)

Esodo 1:12 Ma quanto più l’affliggevano, tanto più cresceva, e tanto più moltiplicava fuor di modo; onde gli Egizj portavano gran noia de’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 1:13 E gli Egizj facevano servire i figliuoli d’Israele con asprezza. (I)

Esodo 1:14 E li facevano vivere in amaritudine, con dura servitù, adoperandoli intorno all’argilla, e a’ mattoni, e ad ogni servigio de’ campi; tutta la servitù, nella quale li adoperavano, era con asprezza. (I)

Esodo 1:15 Il re di Egitto disse ancora alle levatrici delle donne Ebree, il nome dell’una delle quali era Sifra, e quel dell’altra Pua: (I)

Esodo 1:16 Quando voi ricoglierete i parti delle donne Ebree, e le vedrete in su la seggiola, se il parto è un figliuol maschio, uccidetelo; ma se è una figliuola femmina, lasciatela vivere. (I)

Esodo 1:17 Ma quelle levatrici temettero Iddio, e non fecero secondo che il re di Egitto avea loro detto; anzi lasciarono vivere i fanciulli. (I)

Esodo 1:18 E il re di Egitto chiamò le levatrici, e disse loro: Perchè avete voi fatto questo, di lasciar vivere i fanciulli? (I)

Esodo 1:19 E le levatrici dissero a Faraone: Le donne Ebree non sono come l’Egizie, perciocchè sono vigorose; avanti che la levatrice sia venuta a loro, hanno partorito. (I)

Esodo 1:20 E Iddio fece del bene a quelle levatrici; e il popolo crebbe, e divenne grandemente possente. (I)

Esodo 1:21 E perchè quelle levatrici temettero Iddio, egli edificò loro delle case. (I)

Esodo 1:22 Allora Faraone comandò a tutto il suo popolo, dicendo: Gittate nel fiume ogni figliuol maschio che nascerà, e lasciate vivere tutte le figliuole femmine. (I)

Esodo 2:1 OR un uomo della famiglia di Levi andò, e prese per moglie una figliuola di Levi. (I)

Esodo 2:2 E quella donna concepette, e partorì un figliuolo; e, veggendolo bello, lo tenne nascosto lo spazio di tre mesi. (I)

Esodo 2:3 Ma non potendo più tenerlo nascosto, ella prese una cestella fatta di giunchi, e la impiastrò di bitume e di pece; e, postovi dentro il fanciullo, la mise nella giuncaia, in su la riva del fiume. (I)

Esodo 2:4 E la sorella del fanciullo se ne stava da lungi, per saper ciò che gli avverrebbe. (I)

Esodo 2:5 Or la figliuola di Faraone discese per bagnarsi nel fiume; e le sue donzelle passeggiavano su la riva del fiume; ed ella vide quella cestella per mezzo la giuncaia, e mandò una sua servente, e la fece torre. (I)

Esodo 2:6 E apertala vide quel bambino; ed ecco, il fanciullo piangeva; ed ella ne ebbe compassione, e disse: Questo fanciullo è de’ figliuoli degli Ebrei. (I)

Esodo 2:7 E la sorella di esso disse alla figliuola di Faraone: Andrò io a chiamarti una balia d’infra le donne Ebree, che ti allatti questo fanciullo? (I)

Esodo 2:8 E la figliuola di Faraone le disse: Va’. E la fanciulla andò, e chiamò la madre del fanciullo. (I)

Esodo 2:9 E la figliuola di Faraone disse: Portane questo fanciullo, e allattamelo, ed io ti darò il tuo salario. E quella donna prese il fanciullo, e lo allattò. (I)

Esodo 2:10 E quando il fanciullo fu grande, ella lo menò alla figliuola di Faraone, ed esso le fu in luogo di figliuolo, ed ella gli pose nome Mosè; perciocchè, disse ella, io lo ho tratto fuor delle acque. (I)

Esodo 2:11 Or in quel tempo, essendo Mosè già divenuto grande, avvenne ch’egli uscì fuori a’ suoi fratelli, e vide le lor gravezze; e vide un Egizio che percuoteva un uomo Ebreo de’ suoi fratelli. (I)

Esodo 2:12 E avendo riguardato qua e là, e veduto, che non v’era nissuno, percosse quell’Egizio, e lo nascose nel sabbione. (I)

Esodo 2:13 E il giorno seguente egli uscì ancora fuori; ed ecco, due uomini Ebrei contendevano insieme. Ed egli disse a colui che avea il torto: Perchè percuoti il tuo prossimo? (I)

Esodo 2:14 E colui gli rispose: Chi ti ha costituito principe e giudice sopra noi? pensi tu di uccider me, come uccidesti quell’Egizio? E Mosè temette, e disse: Per certo la cosa si è saputa. (I)

Esodo 2:15 E Faraone udì questa cosa, e cercò Mosè per ucciderlo; ma Mosè se ne fuggì dal cospetto di Faraone, e si fermò nel paese di Madian, ove si pose a sedere presso ad un pozzo. (I)

Esodo 2:16 Or il sacerdote di Madian avea sette figliuole; le quali vennero, e attinsero dell’acqua, ed empierono gli abbeveratoi, per abbeverar le gregge del lor padre. (I)

Esodo 2:17 E i pastori sopraggiunsero, e scacciarono le gregge; ma Mosè si levò, e soccorse quelle fanciulle, e abbeverò le lor gregge. (I)

Esodo 2:18 Ed elleno se ne vennero a Reuel, lor padre; ed egli disse loro: Perchè siete voi oggi così presto ritornate? (I)

Esodo 2:19 Ed elleno risposero: Un uomo Egizio ci ha riscosse dalle mani de’ pastori, e anche ci ha attinto dell’acqua abbondantemente, ed ha abbeverate le gregge. (I)

Esodo 2:20 Ed egli disse alla sue figliuole: E dov’è egli? perchè avete lasciato là quell’uomo? chiamatelo, che prenda cibo. (I)

Esodo 2:21 E Mosè acconsentì di dimorar con quell’uomo: ed egli diede a Mosè Sippora, sua figliuola. (I)

Esodo 2:22 Ed ella partorì un figliuolo, ed egli gli pose nome Ghersom; perciocchè disse: Io sono stato forestiere in paese strano. (I)

Esodo 2:23 Or avvenne che in quel mezzo tempo, che fu lungo, il re di Egitto morì; e i figliuoli d’Israele sospirarono per la servitù, e gridarono; e le lor grida, che gittarono per la servitù, salirono a Dio. (I)

Esodo 2:24 E Iddio intese i loro stridi, e si ricordò del suo patto con Abrahamo, con Isacco, e con Giacobbe. (I)

Esodo 2:25 E Iddio riguardò a’ figliuoli d’Israele, e ne prese conoscenza. (I)

Esodo 3:1 OR Mosè pasturava la greggia di Ietro, sacerdote di Madian, suo suocero; e guidando la greggia dietro al deserto, pervenne alla montagna di Dio, ad Horeb. (I)

Esodo 3:2 E l’Angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco, di mezzo un pruno. Ed egli riguardò, ed ecco, il pruno ardea in fuoco, e pure il pruno non si consumava. (I)

Esodo 3:3 E Mosè disse: Or andrò là, e vedrò questa gran visione, per qual cagione il pruno non si bruci. (I)

Esodo 3:4 E il Signore vide ch’egli era andato là fuor di via, per veder quella visione. E Iddio lo chiamò di mezzo il pruno, e disse: Mosè, Mosè. Ed egli rispose: Eccomi. (I)

Esodo 3:5 E Iddio gli disse: Non appressarti in qua; tratti le scarpe da’ piedi, perciocchè il luogo, sopra il quale tu stai, è terra santa. (I)

Esodo 3:6 Poi disse: Io son l’Iddio di tuo padre, l’Iddio di Abrahamo, l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe. E Mosè si nascose la faccia; perciocchè egli temeva di riguardar verso Iddio. (I)

Esodo 3:7 E il Signore disse: Ben ho veduta l’afflizion del mio popolo, ch’è in Egitto, ed ho udite le lor grida, per cagion dei loro esattori; perciocchè io ho presa conoscenza delle sue doglie. (I)

Esodo 3:8 E sono sceso per riscuoterlo dalle mani degli Egizj, e per farlo salir da quel paese in un paese buono e largo; in un paese stillante latte e miele; nel luogo de’ Cananei, degl’Hittei, degli Amorrei, dei Ferezei, degl’Hivvei, e de’ Gebusei. (I)

Esodo 3:9 Ora dunque, ecco, le grida de’ figliuoli d’Israele son pervenute a me, ed anche ho veduta l’oppressione, con la quale gli Egizj li oppressano. (I)

Esodo 3:10 Perciò, vieni ora, ed io ti manderò a Faraone, e tu trarrai fuor di Egitto il mio popolo, i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 3:11 E Mosè disse a Dio: Chi sono io, che io vada a Faraone, e tragga fuor di Egitto i figliuoli d’Israele? (I)

Esodo 3:12 E Iddio gli disse! Va’ pure; perciocchè io sarò teco; e questo ti sarà per segno che io ti ho mandato. Quando tu avrai tratto fuor di Egitto il popolo, voi servirete a Dio sopra questo monte. (I)

Esodo 3:13 E Mosè disse a Dio: Ecco, quando io sarò venuto a’ figliuoli d’Israele, e avrò lor detto: L’Iddio de’ vostri padri mi ha mandato a voi, se essi mi dicono: Qual’è il suo nome? che dirò io loro? (I)

Esodo 3:14 E Iddio disse a Mosè: IO SON COLUI CHE SONO; poi disse: Così dirai ai figliuoli d’Israele: Colui che si chiama IO SONO, m’ha mandato a voi. (I)

Esodo 3:15 Iddio disse ancora a Mosè: Così dirai a’ figliuoli d’Israele: Il Signore Iddio de’ padri vostri, l’Iddio di Abrahamo, e l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe, mi ha mandato a voi; questo è il mio Nome in eterno e questa è la mia ricordanza per ogni età. (I)

Esodo 3:16 Va’, e raduna gli Anziani d’Israele, e di’ loro: Il Signore Iddio de’ vostri padri, l’Iddio di Abrahamo, d’Isacco, e di Giacobbe, mi è apparito, dicendo: Certamente io vi ho visitati, e ho veduto ciò che vi si fa in Egitto. (I)

Esodo 3:17 E ho detto: Io vi trarrò fuor dell’afflizione di Egitto, e vi condurrò nel paese de’ Cananei, degl’Hittei, degli Amorrei, de’ Ferezei, degl’Hivvei, e de’ Gebusei; in un paese stillante latte e miele. (I)

Esodo 3:18 Ed essi ubbidiranno alla tua voce; e tu, con gli Anziani d’Israele, entrerai dal re di Egitto, e voi gli direte: Il Signore Iddio degli Ebrei ci ha incontrati; deh! lascia dunque ora che andiamo tre giornate di cammino nel deserto, e che sacrifichiamo al Signore Iddio nostro. (I)

Esodo 3:19 Or io so che il re di Egitto non vi concederà l’andare, se non isforzato con potente mano. (I)

Esodo 3:20 Ed io stenderò la mia mano, e percuoterò l’Egitto con tutte le mie maravigliose opere, che io farò in mezzo di esso. Dopo ciò egli vi lascerà andare. (I)

Esodo 3:21 E allora metterò in grazia questo popolo inverso gli Egizj; e avverrà che, quando voi ve ne andrete, non ve ne andrete vuoti. (I)

Esodo 3:22 Anzi, ciascuna donna chiederà alla sua vicina, e alla sua albergatrice, vasellamenti di argento, e vasellamenti di oro, e vestimenti; e voi metterete quelli addosso a’ vostri figliuoli, e alle vostre figliuole; e così spoglierete gli Egizj. (I)

Esodo 4:1 E Mosè rispose, e disse: Ma ecco, essi non mi crederanno, e non ubbidiranno alla mia voce; perciocchè diranno: Il Signore non ti è apparito. (I)

Esodo 4:2 E il Signore gli disse: Che cosa è questa che tu hai in mano? Ed egli rispose: Una bacchetta. (I)

Esodo 4:3 E il Signore gli disse: Gittala in terra. Ed egli la gittò in terra; ed ella divenne un serpente; e Mosè fuggì d’innanzi a quello. (I)

Esodo 4:4 Ma il Signore disse a Mosè: Stendi la tua mano, e prendilo per la coda. Ed egli stese la mano, e lo prese; ed esso divenne bacchetta nella sua mano. (I)

Esodo 4:5 Così farai, disse Iddio, acciocchè credano che il Signore Iddio de’ lor padri, l’Iddio di Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe, ti è apparito. (I)

Esodo 4:6 Il Signore gli disse ancora: Mettiti ora la mano in seno. Ed egli si mise la mano in seno; poi, trattala fuori, ecco, la sua mano era lebbrosa, bianca come neve. (I)

Esodo 4:7 Poi gli disse: Rimettiti la mano in seno. Ed egli si rimise la mano in seno; poi, trattasela fuor del seno, ecco, era tornata come l’altra sua carne. (I)

Esodo 4:8 Se dunque, disse il Signore, non ti credono, e non ubbidiscono alla tua voce al primo segno, ubbidiranno alla tua voce, al secondo segno. (I)

Esodo 4:9 E se egli avviene che non pure a questi due segni credano, e non ubbidiscano alla tua voce; allora prendi dell’acqua del fiume, e spandila in su l’asciutto; e l’acqua che tu avrai presa dal fiume diventerà sangue in su l’asciutto. (I)

Esodo 4:10 E Mosè disse al Signore: Ahi! Signore, io non son mai per addietro stato uomo ben parlante, non pur da che tu parlasti al tuo servitore; conciossiachè io sia tardo di bocca e di lingua. (I)

Esodo 4:11 E il Signore gli disse: Chi ha posta la bocca all’uomo? ovvero, chi fa il mutolo, o il sordo, o colui che ha gli occhi, e gli orecchi aperti, o il cieco? non son desso io, il Signore? (I)

Esodo 4:12 Ora dunque va’, ed io sarò con la tua bocca, e t’insegnerò ciò che avrai a dire. (I)

Esodo 4:13 E Mosè disse: Ahi! Signore; deh! manda a far questo per colui il qual tu hai a mandare. (I)

Esodo 4:14 Allora l’ira del Signore si accese contro a Mosè; ed egli gli disse: Non so io che Aaronne, tuo fratello, Levita, è uomo ben parlante? e anche, ecco, egli se n’esce fuori a incontrarti; e, veggendoti, si rallegrerà nel suo cuore. (I)

Esodo 4:15 Parlagli adunque, e mettigli in bocca queste parole, ed io sarò con la tua bocca, e con la sua, e v’insegnerò ciò che avrete a fare. (I)

Esodo 4:16 Ed egli parlerà per te al popolo; e così egli ti sarà in luogo di bocca, e tu gli sarai in luogo di Dio. (I)

Esodo 4:17 Or prendi questa bacchetta in mano, acciocchè con essa tu faccia que’ segni. (I)

Esodo 4:18 MOSÈ adunque andò; e, ritornato a Ietro, suo suocero, gli disse: Deh! lascia che io me ne vada, e ritorni a’ miei fratelli che sono in Egitto e vegga se sono ancora vivi. E Ietro gli disse: Vattene in pace. (I)

Esodo 4:19 Il Signore disse ancora a Mosè nel paese di Madian: Va’, ritornatene in Egitto; perciocchè tutti coloro che cercavano l’anima tua son morti. (I)

Esodo 4:20 Mosè adunque prese la sua moglie e i suoi figliuoli; e, postili sopra degli asini, se ne ritornava in Egitto. Mosè prese ancora la bacchetta di Dio nella sua mano. (I)

Esodo 4:21 E il Signore disse a Mosè: Poichè tu te ne vai per ritornare in Egitto, vedi, fa’ davanti a Faraone tutti i miracoli che io ti ho posti in mano; ma io gl’indurerò il cuore, talchè egli non lascerà andare il popolo. (I)

Esodo 4:22 E tu dirai a Faraone: Così dice il Signore: Israele è mio figliuolo, il mio primogenito. (I)

Esodo 4:23 Or io ti ho detto: Lascia andare il mio figliuolo, acciocchè mi serva; e tu hai ricusato di lasciarlo andare; ecco, io uccido il tuo figliuolo, il tuo primogenito. (I)

Esodo 4:24 Ora, essendo Mosè per cammino, in un albergo, il Signore l’incontrò, e cercava di farlo morire. (I)

Esodo 4:25 E Sippora prese una selce tagliente, e tagliò il prepuzio del suo figliuolo, e lo gittò a’ piedi di Mosè, e disse: Certo tu mi sei uno sposo di sangue. (I)

Esodo 4:26 E il Signore lo lasciò. Allora ella disse: Sposo di sangue, per le circoncisioni. (I)

Esodo 4:27 E il Signore disse ad Aaronne: Va’ incontro a Mosè verso il deserto. Ed egli andò, e lo scontrò, al Monte di Dio, e lo baciò. (I)

Esodo 4:28 E Mosè dichiarò ad Aaronne tutte le parole del Signore, per le quali lo mandava, e tutti i segni che gli avea comandato di fare. (I)

Esodo 4:29 Mosè adunque, ed Aaronne, andarono, e adunarono tutti gli Anziani de’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 4:30 E Aaronne annunziò loro tutte le parole che il Signore avea dette a Mosè, e fece que’ segni nel cospetto del popolo. (I)

Esodo 4:31 E il popolo credette, e intese che il Signore visitava i figliuoli d’Israele; e ch’egli avea veduta la loro afflizione. Ed essi s’inchinarono, e adorarono. (I)

Esodo 5:1 POI Mosè ed Aaronne vennero a Faraone, e gli dissero: Così ha detto il Signore Iddio d’Israele: Lascia andare il mio popolo, acciocchè mi celebri una festa nel deserto. (I)

Esodo 5:2 Ma Faraone disse: Chi è il Signore, che io ubbidisca alla sua voce, per lasciare andare Israele? Io non conosco il Signore, e anche non lascerò andare Israele. (I)

Esodo 5:3 Ed essi dissero: L’Iddio degli Ebrei ci ha scontrati; deh! lascia che noi andiamo tre giornate di cammino nel deserto, e che sacrifichiamo al Signore Iddio nostro; che talora egli non si avventi sopra noi con pestilenza, o con la spada. (I)

Esodo 5:4 E il re di Egitto disse loro: O Mosè ed Aaronne, perchè distraete il popolo dalle sue opere? andate a’ vostri incarichi. (I)

Esodo 5:5 Faraone disse ancora: Ecco, ora il popolo del paese è in gran numero; e voi lo fate restare da’ suoi incarichi. (I)

Esodo 5:6 E quell’istesso giorno Faraone comandò a’ commissari costituiti sopra il popolo, e a’ rettori d’esso, e disse: (I)

Esodo 5:7 Non continuate più a dar della paglia a questo popolo, per fare i mattoni, come avete fatto per addietro; vadano essi medesimi, e raccolgansi della paglia. (I)

Esodo 5:8 E pure imponete loro la medesima somma di mattoni che facevano per addietro; non diminuitene nulla; perciocchè essi sono oziosi, e però gridano, dicendo: Andiamo, sacrifichiamo all’Iddio nostro. (I)

Esodo 5:9 Sia il lavoro aggravato sopra questi uomini; e lavorino intorno ad esso, e non attendano a parole di menzogna. (I)

Esodo 5:10 I commissari adunque del popolo, e i rettori di esso, uscirono fuori, e dissero al popolo: Così ha detto Faraone: Io non vi darò più paglia. (I)

Esodo 5:11 Andate voi medesimi, e prendetevi della paglia dovunque ne troverete; perciocchè nulla sarà diminuito del vostro lavoro. (I)

Esodo 5:12 E il popolo si sparse per tutto il paese di Egitto, per raccoglier della stoppia in luogo di paglia. (I)

Esodo 5:13 E i commissari sollecitavano, dicendo: Fornite le vostre opere, giorno per giorno, come quando avevate della paglia. (I)

Esodo 5:14 E i rettori dei figliuoli d’Israele, i quali i commissari di Faraone aveano costituiti sopra loro, furono battuti; e fu lor detto: Perchè non avete voi fornito ieri ed oggi la somma de’ mattoni che vi è imposta, come per addietro? (I)

Esodo 5:15 E i rettori de’ figliuoli d’Israele vennero, e gridarano a Faraone, dicendo: Perchè fai così a’ tuoi servitori? (I)

Esodo 5:16 E’ non si dà paglia a’ tuoi servitori, e pur ci dicono: Fate de’ mattoni; ed ora i tuoi servitori son battuti; e il tuo popolo commette fallo. (I)

Esodo 5:17 Ed egli disse: Voi siete oziosi, voi siete oziosi; perciò dite: Andiamo, sacrifichiamo al Signore. (I)

Esodo 5:18 Ora dunque andate, lavorate; e’ non vi si darà paglia, e pur renderete la somma de’ mattoni. (I)

Esodo 5:19 E i rettori de’ figliuoli d’Israele, veggendoli a mal partito, essendo lor detto: Non diminuite nulla de’ mattoni impostivi giorno per giorno, (I)

Esodo 5:20 quando uscirono d’appresso a Faraone, scontrarono Mosè ed Aaronne, che si presentarono davanti a loro. (I)

Esodo 5:21 Ed essi dissero loro: Il Signore riguardi a voi, e facciane giudicio; conciossiachè voi abbiate renduto puzzolente l’odor nostro appo Faraone, e appo i suoi servitori, dando loro in mano la spada per ucciderci. (I)

Esodo 5:22 E MOSÈ ritornò al Signore, e disse: Signore, perchè hai fatto questo male a questo popolo? perchè mi hai mandato? (I)

Esodo 5:23 Conciossiachè dacchè io son venuto a Faraone, per parlargli in nome tuo, egli abbia trattato male questo popolo; e tu non hai punto liberato il tuo popolo. (I)

Esodo 6:1 Ed il Signore disse a Mosè: Ora vedrai quel ch’io farò a Faraone; perciocchè, sforzato con potente mano, li lascerà andare; anzi, sforzato con potente mano, li caccerà dal suo paese. (I)

Esodo 6:2 Oltre a ciò, Iddio parlò a Mosè, e gli disse: (I)

Esodo 6:3 Io sono il Signore. E apparvi ad Abrahamo, ad Isacco, ed a Giacobbe, sotto il nome di: Dio Onnipotente; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di: Colui che è. (I)

Esodo 6:4 E, come io fermai il mio patto con loro, di dar loro il paese di Canaan, il paese de’ lor pellegrinaggi, nel quale dimorarono come forestieri; (I)

Esodo 6:5 così ancora ho uditi gli stridi de’ figliuoli d’Israele, i quali gli Egizj tengono in servitù; e mi son ricordato del mio patto. (I)

Esodo 6:6 Perciò, di’ ai figliuoli d’Israele: Io sono il Signore; e vi trarrò di sotto alle gravezze degli Egizj, e vi libererò dalla servitù loro, e vi riscuoterò con braccio steso, e con grandi giudicii. (I)

Esodo 6:7 E vi prenderò per mio popolo, e sarò vostro Dio; e voi conoscerete ch’io sono il Signore Iddio vostro, che vi traggo di sotto alle gravezze degli Egizj. (I)

Esodo 6:8 E vi condurrò nel paese, del quale io ho alzata la mano che io lo darei ad Abrahamo, ad Isacco, ed a Giacobbe; e vel darò per possessione ereditaria. Io sono il Signore. (I)

Esodo 6:9 E Mosè parlò in quella stessa maniera a’ figliuoli d’Israele; ma essi non porsero orecchio a Mosè, per l’angoscia dello spirito loro, e per la dura servitù. (I)

Esodo 6:10 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 6:11 Va’, parla a Faraone, re di Egitto, che lasci andare i figliuoli d’Israele dal suo paese. (I)

Esodo 6:12 E Mosè parlò nel cospetto del Signore, dicendo: Ecco, i figliuoli di Israele non mi hanno porto orecchio; e come mi porgerebbe orecchio Faraone, essendo io incirconciso di labbra? (I)

Esodo 6:13 Ma il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, e comandò loro di andare ai figliuoli d’Israele, e a Faraone, re di Egitto, per trar fuor del paese di Egitto i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 6:14 QUESTI sono i capi delle famiglie paterne di essi: I figliuoli di Ruben, primogenito di Israele, furono Henoc, e Pallu, e Hesron, e Carmi. Queste son le famiglie de’ Rubeniti. (I)

Esodo 6:15 E i figliuoli di Simeone furono Iemuel, e Iamin, e Ohad, e Iachin, e Sohar, e Saul, figliuolo d’una Cananea. Queste son le famiglie de’ Simeoniti. (I)

Esodo 6:16 E questi sono i nomi de’ figliuoli di Levi, secondo le lor generazioni: Gherson, e Chehat, e Merari. E gli anni della vita di Levi furono centrentasette. (I)

Esodo 6:17 I figliuoli di Gherson furono: Libni, e Simi, divisi per le lor generazioni. (I)

Esodo 6:18 E i figliuoli di Chehat furono: Amram, e Ishar, e Hebron, e Uzziel. E gli anni della vita di Chehat furono centrentatre. (I)

Esodo 6:19 E i figliuoli di Merari furono Mahali, e Musi. Queste son le famiglie dei Leviti, divise per le lor linee. (I)

Esodo 6:20 Or Amram prese Iochebed, sua zia, per moglie; ed essa gli partorì Aaronne e Mosè. E gli anni della vita di Amram furono centrentasette. (I)

Esodo 6:21 E i figliuoli di Ishar furono: Core, e Nefeg, e Zicri. (I)

Esodo 6:22 E i figliuoli di Uzziel furono: Misael, ed Elsafan, e Zicri. (I)

Esodo 6:23 E Aaronne si prese per moglie Eliseba, figliuola di Amminadab, sorella di Nahasson; ed essa gli partorì Nadab, e Abihu, ed Eleazar, e Itamar. (I)

Esodo 6:24 E i figliuoli di Core furono: Assir, ed Elcana, e Abiasaf. Queste son le famiglie de’ Coriti. (I)

Esodo 6:25 Ed Eleazar, figliuolo di Aaronne si prese per moglie una delle figliuole di Putiel; ed essa gli partorì Finees. Questi sono i capi delle famiglie paterne de’ Leviti per le loro schiatte. (I)

Esodo 6:26 Quest’è quell’Aaronne, e quel Mosè, a’ quali il Signore disse: Traete fuor del paese di Egitto i figliuoli d’Israele, per le loro schiere. (I)

Esodo 6:27 Essi, cioè Mosè ed Aaronne, furon quelli che parlarono a Faraone, re di Egitto, per trar fuor di Egitto i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 6:28 OR nel giorno che il Signore parlò a Mosè, nel paese di Egitto, (I)

Esodo 6:29 il Signore gli disse: Io sono il Signore; di’ a Faraone, re di Egitto, tutto ciò che io ti dico. (I)

Esodo 6:30 E Mosè disse nel cospetto del Signore: Ecco, io sono incirconciso di labbra; come dunque Faraone mi porgerebbe egli orecchio? (I)

Esodo 7:1 E il Signore disse a Mosè: Vedi, io ti ho costituito per essere in luogo di Dio a Faraone; ed Aaronne, tuo fratello, sarà tuo profeta. (I)

Esodo 7:2 Tu dirai tutte le cose che io ti avrò comandate; e parli Aaronne, tuo fratello, a Faraone, acciocchè lasci andar dal suo paese i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 7:3 Ma io indurerò il cuor di Faraone; e moltiplicherò i miei segni ed i miei prodigi nel paese di Egitto. (I)

Esodo 7:4 E pur ancora Faraone non vi porgerà orecchio; ma io metterò la mia mano in sul paese di Egitto e trarrò fuor del paese di Egitto le mie schiere, il mio popolo, i figliuoli d’Israele, con grandi giudicii. (I)

Esodo 7:5 E gli Egizj conosceranno che io sono il Signore, quando avrò stesa la mia mano in su l’Egitto, e avrò tratti fuori d’infra loro i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 7:6 E Mosè ed Aaronne fecero così; essi fecero intieramente come il Signore avea lor comandato. (I)

Esodo 7:7 Ora, Mosè era d’età di ottant’anni, e Aaronne di ottantatrè anni, quando parlarono a Faraone. (I)

Esodo 7:8 E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Esodo 7:9 Quando Faraone parlerà a voi, e vi dirà: Fate un prodigio; tu Mosè, di’ ad Aaronne: Prendi la tua bacchetta, e gittala davanti a Faraone; ed ella diverrà un serpente. (I)

Esodo 7:10 Mosè adunque ed Aaronne vennero a Faraone, e fecero come il Signore avea comandato. Ed Aaronne gittò la sua bacchetta davanti a Faraone, e davanti ai suoi servitori; ed ella divenne un serpente. (I)

Esodo 7:11 Allora Faraone chiamò eziandio i savi e gl’incantatori. E i Magi di Egitto fecero anch’essi il simigliante co’ loro incantesimi. (I)

Esodo 7:12 E ciascun d’essi gittò la sua bacchetta, ed esse divennero serpenti; ma la bacchetta di Aaronne tranghiottì le lor bacchette. (I)

Esodo 7:13 E il cuore di Faraone s’indurò, e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne; secondo che il Signore ne avea parlato. (I)

Esodo 7:14 E IL Signore disse a Mosè: Il cuor di Faraone è aggravato; egli ricusa di lasciare andare il popolo. (I)

Esodo 7:15 Va’ questa mattina a Faraone; ecco egli uscirà fuori verso l’acqua, e presentati innanzi a lui in su la riva del fiume, e prendi in mano la bacchetta ch’è stata cangiata in serpente. (I)

Esodo 7:16 E digli: Il Signore Iddio degli Ebrei mi avea mandato a te, dicendo: Lascia andare il mio popolo, acciocchè mi serva nel deserto; ed ecco, fino a qui tu non hai ubbidito. (I)

Esodo 7:17 Così ha detto il Signore: Da questo conoscerai che io sono il Signore: ecco, io darò una percossa con la bacchetta che io ho in mano, in su le acque che son nel fiume, ed esse saranno cangiate in sangue. (I)

Esodo 7:18 E il pesce che è nel fiume morrà, e il fiume putirà; e gli Egizj si stancheranno per bere dell’acqua del fiume. (I)

Esodo 7:19 E il Signore disse a Mosè: Di’ ad Aaronne: Prendi la tua bacchetta, e stendi la tua mano sopra le acque degli Egizj, sopra i lor fiumi, sopra i lor rivi, sopra i loro stagni, e sopra ogni raccolta delle loro acque; ed esse diverranno sangue; e vi sarà sangue per tutto il paese di Egitto, eziandio ne’ vasi di legno e di pietra. (I)

Esodo 7:20 E Mosè ed Aaronne fecero come il Signore avea comandato; e Aaronne alzò la bacchetta, e ne percosse le acque ch’erano nel fiume, nel cospetto di Faraone, e nel cospetto dei suoi servitori; e tutte le acque, ch’erano nel fiume, furono cangiate in sangue. (I)

Esodo 7:21 E il pesce, ch’era nel fiume, morì, e il fiume putì, talchè gli Egizj non potevano ber delle acque del fiume: e vi fu sangue per tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 7:22 E i magi di Egitto fecero il simigliante co’ loro incantesimi; e il cuor di Faraone s’indurò, e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne, come il Signore ne avea parlato. (I)

Esodo 7:23 E Faraone, rivoltosi indietro, se ne venne in casa sua; e non pure a questo pose mente. (I)

Esodo 7:24 E tutti gli Egizj, cavando intorno al fiume, cercavano acqua da bere; conciossiachè non potessero ber delle acque del fiume. (I)

Esodo 7:25 E sette giorni intieri passarono, dopo che il Signore ebbe percosso il fiume. (I)

Esodo 8:1 POI il Signore disse a Mosè: Vattene a Faraone, e digli: Così ha detto il Signore: Lascia andare il mio popolo, acciocchè egli mi serva. (I)

Esodo 8:2 E se tu ricusi di lasciarlo andare, ecco, io percuoterò con rane tutto il tuo paese. (I)

Esodo 8:3 E il fiume produrrà copiosamente rane; le quali saliranno fuori, ed entreranno in casa tua, e nella camera dove tu giaci, e in sul tuo letto, e nelle case dei tuoi servitori, e fra il tuo popolo, e nei tuoi forni, e nelle tue madie. (I)

Esodo 8:4 E le rane saliranno contro a te, e contro al tuo popolo, e contro a tutti i tuoi servitori. (I)

Esodo 8:5 Poi il Signore disse a Mosè: Di’ ad Aaronne: Stendi la tua mano con la tua bacchetta sopra i fiumi, sopra i rivi, e sopra gli stagni, e fanne salir le rane in sul paese di Egitto. (I)

Esodo 8:6 E Aaronne stese la sua mano sopra le acque di Egitto, e le rane salirono, e copersero il paese di Egitto. (I)

Esodo 8:7 E i Magi di Egitto fecero il simigliante co’ loro incantesimi; e fecero salir rane in sul paese di Egitto. (I)

Esodo 8:8 E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne, e disse loro: Pregate il Signore che rimuova da me, e dal mio popolo, queste rane; ed io lascerò andare il popolo, acciocchè sacrifichi al Signore. (I)

Esodo 8:9 E Mosè disse a Faraone: Gloriati pur sopra me; per quando pregherò io il Signore per te, e per i tuoi servitori, e per il tuo popolo, ch’egli stermini le rane d’appresso a te, e dalle tue case, e che rimangano solo nel fiume? (I)

Esodo 8:10 Ed egli disse: Per domani. E Mosè disse: Sarà fatto secondo la tua parola; acciocchè tu sappi che non vi è alcuno pari all’Iddio nostro. (I)

Esodo 8:11 E le rane si partiranno da te, e dalle tue case, e da’ tuoi servitori, e dal tuo popolo; e rimarranno solo nel fiume. (I)

Esodo 8:12 E Mosè ed Aaronne uscirono d’appresso a Faraone. E Mosè gridò al Signore intorno al fatto delle rane, ch’egli avea mandate contro a Faraone. (I)

Esodo 8:13 E il Signore fece secondo la parola di Mosè; e le rane morirono; e le case, e i cortili, e i campi ne furono liberati. (I)

Esodo 8:14 E gli Egizj le raccolsero per mucchi, e la terra ne putì. (I)

Esodo 8:15 Ma Faraone, veggendo che vi era dell’alleggerimento, aggravò il suo cuore, e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne, come il Signore ne avea parlato. (I)

Esodo 8:16 E IL Signore disse a Mosè: Di’ ad Aaronne: Stendi la tua bacchetta, e percuoti la polvere della terra, ed ella diverrà mosconi in tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 8:17 Ed essi fecero così; e Aaronne stese la sua mano con la sua bacchetta, e percosse la polvere della terra; e una moltitudine di mosconi venne in su gli uomini, e in su gli animali; tutta la polvere della terra divenne mosconi in tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 8:18 E i Magi si adoperarono anch’essi simigliantemente co’ loro incantesimi, per produrre mosconi; ma non poterono. E quella moltitudine di mosconi fu sopra gli uomini, e sopra gli animali. (I)

Esodo 8:19 E i Magi dissero a Faraone: Questo è il dito di Dio. Ma il cuor di Faraone s’indurò, e non porse loro orecchio; come il Signore ne avea parlato. (I)

Esodo 8:20 POI il Signore disse a Mosè: Levati da mattina, e presentati davanti a Faraone; ecco, egli uscirà fuori verso l’acqua; e digli: Così ha detto il Signore: (I)

Esodo 8:21 Lascia andare il mio popolo, acciocchè mi serva. Perciocchè, se tu non lasci andare il mio popolo, ecco, io manderò sopra te, sopra i tuoi servitori, sopra il tuo popolo, e sopra le tue case, una mischia d’insetti; e le case degli Egizj, e la terra sopra la quale abitano, saranno ripiene di quella mischia. (I)

Esodo 8:22 Ma in quel giorno io lascerò da parte la contrada di Gosen, nella quale sta il mio popolo; talchè non vi sarà alcuna mischia; acciocchè tu conosca che io sono il Signore in mezzo della terra. (I)

Esodo 8:23 Ed io metterò una salvaguardia tra il mio popolo e il tuo popolo; domani avverrà questo segno. (I)

Esodo 8:24 E il Signore fece così; e venne una gran mischia d’insetti nella casa di Faraone, e nelle case de’ suoi servitori; e la terra fu guasta da questa mischia d’insetti per tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 8:25 E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne, e disse: Andate, sacrificate al vostro Dio nel paese. (I)

Esodo 8:26 Ma Mosè disse: E’ non è convenevole di far così; conciossiachè noi abbiamo a sacrificare al Signore Iddio nostro cose, che gli Egizj abbominano di sacrificare; ecco, se noi sacrificassimo davanti agli occhi degli Egizj ciò ch’essi abbominano di sacrificare, non ci lapiderebbero essi? (I)

Esodo 8:27 Lascia che andiamo tre giornate di cammino nel deserto, e noi sacrificheremo al Signore Iddio nostro, secondo ch’egli ci dirà. (I)

Esodo 8:28 E Faraone disse: Io vi lascerò andare, acciocchè sacrifichiate al Signore Iddio vostro nel deserto; sol che non andiate più lungi; pregate per me. (I)

Esodo 8:29 E Mosè disse: Ecco, io esco di presente d’appresso a te, e pregherò il Signore, e la mischia degl’insetti si partirà domani da Faraone, da’ suoi servitori, e dal suo popolo; ma non continui Faraone a farsi beffe, per non lasciare andare il popolo, per sacrificare al Signore. (I)

Esodo 8:30 E Mosè uscì fuori d’appresso a Faraone, e pregò il Signore. (I)

Esodo 8:31 E il Signore fece secondo la parola di Mosè; e rimosse quella mischia d’insetti da Faraone, da’ suoi servitori, e dal suo popolo; non ve ne restò pur uno. (I)

Esodo 8:32 Ma Faraone ancora questa volta aggravò il suo cuore, e non lasciò andare il popolo. (I)

Esodo 9:1 E IL Signore disse a Mosè: Entra da Faraone, e digli: Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, acciocchè mi serva. (I)

Esodo 9:2 Perciocchè se tu ricusi di lasciarlo andare, e se tu lo ritieni ancora; (I)

Esodo 9:3 ecco, la mano del Signore sarà sopra il tuo bestiame ch’è per li campi, sopra i cavalli, sopra gli asini, sopra i cammelli, sopra i buoi, e sopra le pecore, con una grandissima mortalità. (I)

Esodo 9:4 E il Signore metterà separazione fra il bestiame degl’Israeliti, e il bestiame degli Egizj; e nulla, di tutto quel che appartiene a’ figliuoli d’Israele, morrà. (I)

Esodo 9:5 E il Signore pose un termine, dicendo: Domani il Signore farà questa cosa nel paese. (I)

Esodo 9:6 E il giorno seguente il Signore fece quello; e ogni bestiame degli Egizj morì, ma del bestiame de’ figliuoli d’Israele non ne morì alcuna bestia. (I)

Esodo 9:7 E Faraone mandò a vedere; ed ecco, del bestiame degl’Israeliti non era morta pure una bestia. Ma pure il cuor di Faraone si aggravò e non lasciò andare il popolo. (I)

Esodo 9:8 E IL Signore disse a Mosè e ad Aaronne: Prendetevi delle menate di faville di fornace, e spargale Mosè verso il cielo, davanti agli occhi di Faraone. (I)

Esodo 9:9 E quelle diverranno polvere, che si spargerà sopra tutto il paese di Egitto; onde, sopra gli uomini, e sopra gli animali nasceranno ulcere, dalle quali germoglieranno bolle in tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 9:10 Essi adunque presero delle faville di fornace; e, presentatisi davanti a Faraone, Mosè sparse quelle verso il cielo; e da esse nacquero, negli uomini e negli animali, ulcere dalle quali germogliavano bolle. (I)

Esodo 9:11 E i Magi non poterono stare in piè davanti a Mosè, per cagion di quell’ulcere; perciocchè quell’ulcere erano sopra i Magi, come sopra tutti gli Egizj. (I)

Esodo 9:12 E il Signore indurò il cuor di Faraone; ed egli non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne, come il Signore ne avea parlato a Mosè. (I)

Esodo 9:13 POI il Signore disse a Mosè: Levati da mattina, e presentati a Faraone, e digli: Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei: Lascia andare il mio popolo, acciocchè mi serva. (I)

Esodo 9:14 Perciocchè questa volta io manderò tutte le mie piaghe nel tuo cuore, e sopra i tuoi servitori, e sopra il tuo popolo; acciocchè tu conosca che non vi è alcuno pari a me in tutta la terra. (I)

Esodo 9:15 Conciossiachè, se io avessi stesa la mano, potrei aver percosso te e il tuo popolo, con la mortalità; e tu saresti stato sterminato d’in su la terra. (I)

Esodo 9:16 Ma pur perciò ti ho costituito, acciocchè in te si vegga la mia potenza, e che il mio Nome sia predicato per tutta la terra. (I)

Esodo 9:17 Ancora t’innalzi contro al mio popolo, per non lasciarlo andare? (I)

Esodo 9:18 Ecco, domani, intorno a quest’ora, io farò piovere una gravissima gragnuola, la cui simile non fu giammai in Egitto, dal giorno che fu fondato, fino ad ora. (I)

Esodo 9:19 Ora dunque, manda a fare accogliere tutto il tuo bestiame, e tutto ciò ch’è del tuo per li campi; la gragnuola caderà sopra tutti gli uomini, e sopra gli animali che si troveranno per li campi e non saranno accolti in casa; e morranno. (I)

Esodo 9:20 D’infra i servitori di Faraone, chi temette la parola del Signore fece rifuggire i suoi servitori, e il suo bestiame, nelle case. (I)

Esodo 9:21 Ma chi non pose mente alla parola del Signore lasciò i suoi servitori, e il suo bestiame, per li campi. (I)

Esodo 9:22 E il Signore disse a Mosè: Stendi la tua mano verso il cielo, a caderà gragnuola in tutto il paese di Egitto, sopra gli uomini, e sopra gli animali, e sopra tutta l’erba de’ campi, nel paese di Egitto. (I)

Esodo 9:23 E Mosè stese la sua bacchetta verso il cielo; e il Signore fece tonare, e cader gragnuola; e il fuoco si avventava verso la terra; e il Signore fece piover gragnuola sopra il paese di Egitto. (I)

Esodo 9:24 E vi fu gragnuola e fuoco avviluppato per mezzo essa gragnuola, la quale era molto fiera, la cui pari non fu giammai in tutto il paese degli Egizj, da che essi son divenuti nazione. (I)

Esodo 9:25 E la gragnuola percosse, in tutto il paese di Egitto, tutto quello ch’era per li campi, così uomini come animali; percosse ancora tutta l’erba de’ campi, e spezzò tutti gli alberi de’ campi. (I)

Esodo 9:26 Sol nella contrada di Gosen, dove erano i figliuoli d’Israele, non vi fu gragnuola. (I)

Esodo 9:27 E Faraone mandò a chiamar Mosè ed Aaronne, e disse loro: Questa volta io ho peccato; il Signore è il giusto; ma io e il mio popolo siamo i colpevoli. (I)

Esodo 9:28 Pregate il Signore, acciocchè basti, e che non vi sieno più tuoni di Dio, nè gragnuola; ed io vi lascerò andare, e non resterete più. (I)

Esodo 9:29 E Mosè gli disse: Come io sarò uscito fuor della città, io spanderò le palme delle mani verso il Signore; e i tuoni cesseranno, e la gragnuola non sarà più; acciocchè tu conosca che la terra e del Signore. (I)

Esodo 9:30 Ma io so che nè tu, nè i tuoi servitori, non avrete ancora timore del Signore Iddio. (I)

Esodo 9:31 Or il lino e l’orzo furono percossi; perciocchè l’orzo era già in ispiga, mezzo maturo, e il lino in gambo. (I)

Esodo 9:32 Ma il grano e la spelta non furono percossi; perciocchè erano più serotini. (I)

Esodo 9:33 Mosè adunque uscì fuor della città, d’appresso a Faraone, e sparse le palme delle sue mani verso il Signore; e cessarono i tuoni e la gragnuola; e la pioggia non fu più versata sopra la terra. (I)

Esodo 9:34 E Faraone, veggendo ch’era cessata la pioggia, la gragnuola, ed i tuoni, continuò a peccare, e aggravò il cuor suo, egli, e i suoi servitori. (I)

Esodo 9:35 E il cuor di Faraone s’indurò, ed egli non lasciò andare i figliuoli d’Israele; come il Signore ne avea parlato per Mosè. (I)

Esodo 10:1 E IL Signore disse a Mosè: Entra da Faraone; perciocchè io ho aggravato il suo cuore, e il cuore dei suoi servitori, acciocchè io ponga questi miei segni in mezzo del suo paese; (I)

Esodo 10:2 e acciocchè tu racconti al tuo figliuolo, e al figliuolo del tuo figliuolo, ciò che io avrò operato in Egitto, e i segni che avrò fatti fra loro; e che voi conosciate che io sono il Signore. (I)

Esodo 10:3 Mosè adunque ed Aaronne entrarono da Faraone, e gli dissero: Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei: Fino a quando ricuserai d’umiliarti davanti alla mia faccia? lascia andare il mio popolo, acciocchè mi serva. (I)

Esodo 10:4 Perciocchè, se tu ricusi di lasciarlo andare, ecco, io fo venir domane delle locuste nelle tue contrade. (I)

Esodo 10:5 Ed esse copriranno la faccia della terra, talchè la terra non si potrà vedere; e mangeranno il rimanente ch’è scampato, quel che vi è restato dalla gragnuola; mangeranno ancora ogni albero che vi germoglia fuori ne’ campi. (I)

Esodo 10:6 Ed empieranno le tue case, e le case di tutti i tuoi servitori, e le case di tutti gli Egizj; il che nè i tuoi padri nè i padri de’ tuoi padri, giammai non videro, dal giorno che furono in su la terra, infino ad oggi. Detto questo, egli si rivoltò indietro, e uscì d’appresso a Faraone. (I)

Esodo 10:7 E i servitori di Faraone gli dissero: Fino a quando ci sarà costui per laccio? lascia andar questi uomini acciocchè servano al Signore Iddio loro; non sai tu ancora che l’Egitto è perito? (I)

Esodo 10:8 Allora Mosè ed Aaronne furono fatti tornare a Faraone; ed egli disse loro: Andate, servite al Signore Iddio vostro; ma chi e chi son coloro che andranno? (I)

Esodo 10:9 E Mosè disse: Noi andremo co’ nostri fanciulli, e co’ nostri vecchi; noi andremo co’ nostri figliuoli, e con le nostre figliuole; con le nostre gregge, e co’ nostri armenti; perciocchè abbiamo a celebrare una festa al Signore. (I)

Esodo 10:10 Ed egli disse loro: Così sia il Signore con voi, come io vi lascerò andare con le vostre famiglie; guardate, perciocchè il male vi soprastà davanti agli occhi. (I)

Esodo 10:11 E’ non sarà così; andate ora voi uomini, e servite al Signore; poichè questo è quel che voi cercate. E Faraone li cacciò dal suo cospetto. (I)

Esodo 10:12 E il Signore disse a Mosè: Stendi la tua mano sopra il paese di Egitto, per far venir le locuste; ed esse saliranno sopra il paese di Egitto, e mangeranno tutta l’erba della terra; tutto quel che la gragnuola ha lasciato di resto. (I)

Esodo 10:13 E Mosè stese la sua bacchetta sopra il paese di Egitto; e il Signore fece venire un vento orientale in sul paese tutto quel giorno, e tutta quella notte; e, come fu mattina, il vento orientale avea portate le locuste. (I)

Esodo 10:14 E le locuste salirono sopra tutto il paese di Egitto, e si posarono per tutte le contrade di Egitto, in grandissima moltitudine; avanti quelle non ne furono, e dopo quelle non ne saranno giammai di tali. (I)

Esodo 10:15 Ed esse copersero la faccia di tutto il paese, talchè il paese ne fu scurato, e mangiarono tutta l’erba del paese, e tutti i frutti degli alberi, i quali la gragnuola avea lasciati di resto; e non rimase alcun verdume negli alberi, nè nell’erbe dei campi per tutto il paese di Egitto. (I)

Esodo 10:16 Allora Faraone fece prestamente chiamar Mosè ed Aaronne, e disse loro: Io ho peccato contro al Signore Iddio vostro, e contro a voi. (I)

Esodo 10:17 Ma ora perdonami, ti prego, il mio peccato, sol questa volta; e pregate il Signore Iddio vostro, che rimuova d’addosso a me sol questa morte. (I)

Esodo 10:18 E Mosè uscì d’appresso a Faraone, e pregò il Signore. (I)

Esodo 10:19 E il Signore voltò il vento in un fortissimo vento occidentale, il qual portò via le locuste, e le affondò nel mar rosso; e’ non vi restò una sola locusta in tutti i confini di Egitto. (I)

Esodo 10:20 Ma il Signore indurò il cuor di Faraone; ed egli non lasciò andare i figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 10:21 E IL Signore disse a Mosè: Stendi la tua mano verso il cielo, e verranno tenebre sopra il paese di Egitto, tali che si potranno tastar con le mani. (I)

Esodo 10:22 E Mosè stese la sua mano verso il cielo, e vennero tenebre caliginose in tutto il paese di Egitto, per lo spazio di tre giorni. (I)

Esodo 10:23 L’uno non vedeva l’altro; e niuno si levò dal suo luogo, per lo spazio di tre giorni; ma tutti i figliuoli d’Israele ebbero luce nelle loro stanze. (I)

Esodo 10:24 E Faraone chiamò Mosè, e disse: Andate, servite al Signore; sol le vostre gregge e i vostri armenti saranno fatti restare; le vostre famiglie eziandio andranno con voi. (I)

Esodo 10:25 E Mosè disse: Tu ci concederai pure ancora di prender sacrificii ed olocausti, per offerire al Signore Iddio nostro. (I)

Esodo 10:26 Anche il nostro bestiame verrà con noi, senza che ne rimanga pure un’unghia; perciocchè di esso noi abbiamo a prendere da servire al Signore Iddio nostro; e noi non sappiamo con che abbiamo a servire al Signore, finchè siamo arrivati là. (I)

Esodo 10:27 Ma il Signore indurò il cuor di Faraone, ed egli non volle lasciarli andare. (I)

Esodo 10:28 E Faraone disse a Mosè: Vattene d’appresso a me; guardati che tu non vegga mai più la mia faccia; perciocchè nel giorno che tu vedrai la mai faccia, tu morrai. (I)

Esodo 10:29 E Mosè disse: Tu hai parlato bene: io non vedrò più la tua faccia. (I)

Esodo 11:1 E IL Signore disse a Mosè: Io farò venire ancora una piaga sopra Faraone, e sopra l’Egitto; e poi egli vi lascerà andar di qui; quando egli vi lascerà andare, egli del tutto vi scaccerà tutti quanti di qui. (I)

Esodo 11:2 Parla ora al popolo, e digli che ciascuno uomo chiegga al suo amico, e ciascuna donna alla sua amica, vasellamenti di argento, e vasellamenti d’oro. (I)

Esodo 11:3 E il Signore rendette grazioso il popolo agli Egizj; e anche quell’uomo Mosè era molto grande nel paese di Egitto, appo i servitori di Faraone, ed appo il popolo. (I)

Esodo 11:4 E Mosè disse: Così ha detto il Signore: In su la mezza notte io uscirò fuori, e passerò per mezzo l’Egitto. (I)

Esodo 11:5 E ogni primogenito morrà nel paese di Egitto, dal primogenito di Faraone che siede sopra il suo trono, fino al primogenito della serva che è dietro alle macine; e anche ogni primogenito degli animali. (I)

Esodo 11:6 E vi sarà un gran grido per tutto il paese di Egitto, il cui pari non fu, nè sarà giammai più. (I)

Esodo 11:7 Ma appresso tutti i figliuoli d’Israele, così fra gli uomini, come fra gli animali, non pure un cane moverà la lingua; acciocchè voi sappiate che il Signore avrà messa separazione fra gli Egizj e gl’Israeliti. (I)

Esodo 11:8 Allora tutti questi tuoi servitori scenderanno a me, e s’inchineranno davanti a me, dicendo: Partiti, tu, e il popolo che è al tuo seguito; e, dopo quello, io me ne partirò. E Mosè se ne uscì d’appresso a Faraone, acceso d’ira. (I)

Esodo 11:9 Or il Signore aveva detto a Mosè: Faraone non vi porgerà orecchio; acciocchè io moltiplichi i miei prodigi nel paese di Egitto. (I)

Esodo 11:10 E Mosè ed Aaronne fecero tutti questi prodigi nel cospetto di Faraone, ma il Signore indurò il cuor di Faraone, ed egli non lasciò andare i figliuoli d’Israele fuori del suo paese. (I)

Esodo 12:1 OR il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese di Egitto, dicendo: (I)

Esodo 12:2 Questo mese vi sarà il principio de’ mesi; egli vi sarà il primo dei mesi dell’anno. (I)

Esodo 12:3 Parlate a tutta la raunanza d’Israele, dicendo; Nel decimo giorno di questo mese, ciascuna casa di padre di famiglia prenda un agnello o un capretto; uno per casa. (I)

Esodo 12:4 Ma se la famiglia è minore che non conviene per mangiar quell’agnello o capretto, prendalo il padre della famiglia in compagnia del suo vicino, il più prossimo di casa sua, con un certo numero di persone, il quale voi conterete, facendo ragione su l’agnello o il capretto, secondo che ciascuno può mangiare. (I)

Esodo 12:5 Prendete quell’agnello o quel capretto, senza difetto, maschio, di un anno, d’infra le pecore, o d’infra le capre. (I)

Esodo 12:6 E tenetelo in guardia fino al quartodecimo giorno di questo mese; e allora tutta la raunanza della comunanza d’Israele lo scanni fra i due vespri. (I)

Esodo 12:7 E prendasene del sangue, e mettasene sopra i due stipiti, e sopra il limitar di sopra della porta, nelle case nelle quali si mangerà. (I)

Esodo 12:8 E mangisene quella stessa notte la carne arrostita al fuoco, con pani azzimi, e lattughe salvatiche. (I)

Esodo 12:9 Non mangiate nulla di esso crudo, o pur lesso nell’acqua; ma arrostito al fuoco, capo, gambe e interiora. (I)

Esodo 12:10 E non ne lasciate nulla di resto fino alla mattina; e ciò che sarà restato fino alla mattina, bruciatelo col fuoco. (I)

Esodo 12:11 Or mangiatelo in questa maniera: abbiate i lombi cinti, e i vostri calzamenti ne’ piedi, e il vostro bastone in mano, e mangiatelo in fretta. Esso è il Passaggio del Signore. (I)

Esodo 12:12 E quella notte io passerò per lo paese di Egitto, e percuoterò ogni primogenito nel paese di Egitto, così d’uomini come di animali; e farò ancora giudicii sopra tutti gl’iddii di Egitto. Io sono il Signore. (I)

Esodo 12:13 E quel sangue vi sarà per un segnale, nelle case nelle quali sarete; e quando io vedrò quel sangue, passerò oltre senza toccarvi; e non vi sarà fra voi alcuna piaga a distruzione, mentre io percuoterò il paese di Egitto. (I)

Esodo 12:14 E quel giorno vi sarà per una ricordanza, e voi lo celebrerete per festa solenne, al Signore; voi lo celebrerete per festa solenne, per istatuto perpetuo, per le vostre età. (I)

Esodo 12:15 Voi mangerete per sette giorni pani azzimi; anzi fin dal primo giorno farete che non vi sia alcun lievito nelle vostre case; perciocchè, se alcuno mangia cosa alcuna lievitata dal primo giorno fino al settimo, quella persona sarà ricisa d’Israele. (I)

Esodo 12:16 E nel primo giorno voi avrete santa raunanza; siavi parimente santa raunanza nel settimo giorno; non facciasi alcun’opera in que’ giorni; solo vi si apparecchi quel che ciascuna persona deve mangiare e non altro. (I)

Esodo 12:17 Osservate adunque l’osservanza de’ pani azzimi; perciocchè in quel giorno stesso io avrò tratte le vostre schiere fuor del paese di Egitto; perciò osservate quel giorno per le vostre età, per istatuto perpetuo. (I)

Esodo 12:18 Mangiate pani azzimi, dal quartodecimo giorno del primo mese al vespro, fino al ventunesimo giorno di esso mese al vespro. (I)

Esodo 12:19 Non trovisi alcun lievito nelle vostre case per sette giorni; perciocchè, se alcuno mangia cosa alcuna lievitata, quella persona sarà ricisa dalla raunanza d’Israele; forestiere, o natio del paese, ch’egli si sia. (I)

Esodo 12:20 Non mangiate nulla di lievitato; mangiate pani azzimi in tutte le vostre stanze. (I)

Esodo 12:21 Mosè adunque chiamò tutti gli Anziani d’Israele, e disse loro: Traete fuori, e prendetevi un agnello, o un capretto, per ciascuna delle vostre famiglie, e scannate la Pasqua. (I)

Esodo 12:22 Pigliate eziandio un mazzuol d’isopo, e intignetelo nel sangue che sarà nel bacino; e spruzzate di quel sangue che sarà nel bacino il limitar disopra, e i due stipiti delle porte; e non esca alcun di voi fuor dell’uscio della sua casa fino alla mattina. (I)

Esodo 12:23 E quando il Signore passerà per percuoter gli Egizj, egli vedrà il sangue sopra il limitare, e sopra i due stipiti; e trapasserà oltre alla porta, e non permetterà al distruttore di entrar nelle vostre case per percuotere. (I)

Esodo 12:24 Voi dunque osservate questa cosa, come uno statuto imposto a te e a’ tuoi figliuoli, in perpetuo. (I)

Esodo 12:25 E quando voi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come egli ne ha parlato, osservate questo servigio. (I)

Esodo 12:26 E quando i vostri figliuoli vi diranno: Che vuol dire questo servigio che voi fate? dite: (I)

Esodo 12:27 Quest’è il sacrificio della Pasqua del Signore, il quale trapassò oltre alle case de’ figliuoli d’Israele in Egitto, quando egli percosse gli Egizj, e salvò le nostre case. (I)

Esodo 12:28 E il popolo s’inchinò e adorò. E i figliuoli d’Israele andarono, e fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè e ad Aaronne. (I)

Esodo 12:29 E ALLA mezza notte il Signore percosse tutti i primogeniti nel paese di Egitto, dal primogenito di Faraone, che sedeva sopra il suo trono, fino al primogenito del prigione che era nella carcere; ed anche tutti i primogeniti degli animali. (I)

Esodo 12:30 E Faraone si levò di notte, egli, e tutti i suoi servitori, e tutti gli Egizj; e vi fu un gran grido in Egitto; perciocchè non vi era alcuna casa ove non fosse un morto. (I)

Esodo 12:31 E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne, di notte, e disse: Levatevi, partitevi di mezzo il mio popolo, voi, e i figliuoli d’Israele; e andate, servite al Signore, secondo che avete detto. (I)

Esodo 12:32 Pigliate le vostre gregge e i vostri armenti, come avete detto; e andatevene, ed anche beneditemi. (I)

Esodo 12:33 E gli Egizj sollecitavano instantemente il popolo, affrettandosi di mandarlo via dal paese; perciocchè dicevano: Noi siam tutti morti. (I)

Esodo 12:34 E il popolo tolse la sua pasta, avanti che fosse lievitata, avendo le sue madie involte ne’ suoi vestimenti, in su le spalle. (I)

Esodo 12:35 Or i figliuoli d’Israele aveano fatto secondo la parola di Mosè: e aveano chiesto agli Egizj vasellamenti di argento, e vasellamenti d’oro, e vestimenti. (I)

Esodo 12:36 E il Signore avea reso grazioso il popolo agli Egizj, onde essi gli aveano prestate quelle cose. Così, spogliarono gli Egizj. (I)

Esodo 12:37 E i figliuoli d’Israele si partirono di Rameses, e pervennero a Succot, essendo intorno a seicentomila uomini a piè, oltre alle famiglie. (I)

Esodo 12:38 Una gran turba ancora di gente mescolata salì con loro; e grandissimo numero di bestiame, minuto e grosso. (I)

Esodo 12:39 Ed essi cossero la pasta che aveano portata fuor di Egitto, in focacce azzime; conciossiachè non fosse lievitata; perciocchè, essendo scacciati dagli Egizj, non si erano potuti indugiare, ed anche non si aveano apparecchiata alcuna vivanda. (I)

Esodo 12:40 Or la dimora che i figliuoli d’Israele fecero in Egitto fu di quattrocentrenta anni. (I)

Esodo 12:41 E al termine di quattrocentrenta anni, lo stesso giorno che quelli finivano, avvenne che tutte le schiere del Signore uscirono fuor del paese di Egitto. (I)

Esodo 12:42 Quest’è la notte dell’osservanze, consecrata al Signore, quando egli trasse fuor del paese di Egitto i figliuoli d’Israele; quest’è la notte consecrata al Signore, che si deve celebrare con ogni osservanza da tutti i figliuoli d’Israele, per le loro età. (I)

Esodo 12:43 E IL Signore disse a Mosè e ad Aaronne: Quest’è lo statuto della Pasqua. Niun forestiere ne mangi. (I)

Esodo 12:44 Ma qualunque servo di chi che sia comperato con danari, dopo che tu l’avrai circonciso, ne mangerà. (I)

Esodo 12:45 L’avveniticcio e il mercenario non ne mangino. (I)

Esodo 12:46 Mangisi in una stessa casa; non portar fuor di casa della carne di essa, e non ne rompete alcun osso. (I)

Esodo 12:47 Facciala tutta la raunanza d’Israele. (I)

Esodo 12:48 E quando un forestiere dimorerà teco, e vorrà far la Pasqua del Signore, circoncidasi prima ogni maschio di casa sua; e allora accostisi per farla, e sia come colui ch’è natio del paese; ma niuno incirconciso ne mangi. (I)

Esodo 12:49 Siavi una stessa legge per colui ch’è natio del paese, e per lo forestiere che dimora per mezzo di voi. (I)

Esodo 12:50 E tutti i figliuoli d’Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè e ad Aaronne. (I)

Esodo 12:51 E in quello stesso giorno avvenne che il Signore trasse fuor del paese di Egitto i figliuoli d’Israele, per le loro schiere. (I)

Esodo 13:1 E IL Signore parlò a Mosè, dicendo: Consacrami ogni primogenito, (I)

Esodo 13:2 tutto quello che apre la matrice fra i figliuoli d’Israele, così degli uomini come degli animali; esso è mio. (I)

Esodo 13:3 E Mosè disse al popolo: Ricordatevi di questo giorno, nel quale siete usciti di Egitto, della casa di servitù; conciossiachè il Signore ve ne abbia tratti fuori con potente mano; perciò non mangisi alcuna cosa lievitata. (I)

Esodo 13:4 Oggi voi uscite fuori nel mese di Abib. (I)

Esodo 13:5 Quando adunque il Signore ti avrà introdotto, nel paese de’ Cananei, degl’Hittei, degli Amorrei, degl’Hivvei, e de’ Gebusei, ch’egli giurò a’ tuoi padri di darti, ch’è un paese stillante latte e miele, osserva questo servigio in questo mese. (I)

Esodo 13:6 Mangia per sette giorni pani azzimi; e nel settimo giorno siavi festa solenne al Signore. (I)

Esodo 13:7 Manginsi pani azzimi per sette giorni, e non veggasi appo te cosa lievitata, nè lievito, in tutti i tuoi confini. (I)

Esodo 13:8 E in quel giorno dichiara questa cosa a’ tuoi figliuoli, dicendo: Questo si fa per cagion di quello che mi fece il Signore, quando io uscii di Egitto. (I)

Esodo 13:9 E ciò ti sia per segnale sopra la tua mano, e per ricordanza fra’ tuoi occhi; acciocchè la Legge del Signore sia nella tua bocca; conciossiachè egli ti abbia tratto fuori di Egitto con potente mano. (I)

Esodo 13:10 E osserva questo statuto d’anno in anno, nella sua stagione. (I)

Esodo 13:11 E quando il Signore ti avrà introdotto nel paese de’ Cananei, come egli ha giurato a te e a’ tuoi padri, e te l’avrà dato; (I)

Esodo 13:12 rassegna al Signore tutto ciò che apre la matrice: parimente, d’ogni primo portato del tuo bestiame, i maschi apparterranno al Signore. (I)

Esodo 13:13 Ma riscatta ogni primo portato dell’asino, con un agnello, o con un capretto; e se tu non lo riscatti, fiaccagli il collo: riscatta eziandio ogni primogenito dell’uomo d’infra i tuoi figliuoli. (I)

Esodo 13:14 E quando per innanzi il tuo figliuolo ti domanderà: Che vuol dir questo? digli: Il Signore ci trasse fuori di Egitto, della casa di servitù, con potenza di mano. (I)

Esodo 13:15 E avvenne che, mostrandosi Faraone duro a lasciarci andare, il Signore uccise tutti i primogeniti nel paese di Egitto, da’ primogeniti degli uomini, fino a’ primogeniti delle bestie; perciò io sacrifico al Signore i maschi d’ogni primo portato, e riscatto ogni primogenito de’ miei figliuoli. (I)

Esodo 13:16 Ciò adunque ti sarà per segnale sopra la tua mano, e per frontali fra’ tuoi occhi, che il Signore ci ha tratti fuori di Egitto con potenza di mano. (I)

Esodo 13:17 OR, quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo, Iddio, non condusse quello per la via del paese de’ Filistei; benchè quella fosse la più corta; perciocchè Iddio disse: Che talora il popolo non si penta, quando vedrà la guerra, e non se ne ritorni in Egitto. (I)

Esodo 13:18 Ma Iddio fece fare un giro al popolo, traendo al deserto, verso il mar rosso. E i figliuoli d’Israele salirono del paese di Egitto in ordinanza. (I)

Esodo 13:19 E Mosè prese seco l’ossa di Giuseppe; perciocchè egli avea espressamente fatto giurare i figliuoli d’Israele, dicendo: Iddio per certo vi visiterà; allora trasportate di qui le mie ossa con voi. (I)

Esodo 13:20 E gl’Israeliti, partitisi di Succot, si accamparono in Etam all’estremità del deserto. (I)

Esodo 13:21 E il Signore camminava davanti a loro; di giorno, in una colonna di nuvola, per guidarli per lo cammino; e di notte, in una colonna di fuoco, per illuminarli; acciocchè camminassero giorno e notte. (I)

Esodo 13:22 Egli non rimosse dal cospetto del popolo la colonna della nuvola di giorno, nè la colonna del fuoco di notte. (I)

Esodo 14:1 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 14:2 Di’ a’ figliuoli d’Israele, che si rivolgano, e si accampino dinanzi alla foce d’Hirot, fra Migdol e il mare, dirincontro a Baal-sefon; ponete campo presso al mare, dirimpetto a quel luogo. (I)

Esodo 14:3 E Faraone dirà de’ figliuoli d’Israele: Sono intrigati nel paese; il deserto ha lor serrato il passo. (I)

Esodo 14:4 Ed io indurerò il cuor di Faraone, talchè egli li perseguiterà, ed io sarò glorificato in Faraone e in tutto il suo esercito; e gli Egizj conosceranno ch’io sono il Signore. Ed essi fecero così. (I)

Esodo 14:5 Or fu rapportato al re di Egitto, che il popolo se ne fuggiva; e il cuore di Faraone e de’ suoi servitori si mutò inverso il popolo, e dissero: Che cosa è questo che noi abbiam fatto, di aver lasciato andar gl’Israeliti, per non servirci più? (I)

Esodo 14:6 E Faraone fece mettere i cavalli al suo carro, e prese la sua gente seco. (I)

Esodo 14:7 E prese seicento carri scelti, e tutti i carri dell’Egitto, sopra tutti i quali vi erano de’ capitani. (I)

Esodo 14:8 E il Signore indurò il cuor di Faraone, re di Egitto; ed egli perseguì i figliuoli di Israele, i quali se ne uscivano a mano alzata. (I)

Esodo 14:9 Gli Egizj adunque li perseguirono; e tutti i cavalli, e i carri di Faraone, e i suoi cavalieri, e il suo esercito, li raggiunsero, mentre erano accampati presso al mare, in su la foce d’Hirot, dirimpetto a Baal-sefon. (I)

Esodo 14:10 E quando Faraone fu vicino, i figliuoli d’Israele alzarono gli occhi; ed ecco, gli Egizj venivano dietro a loro; onde temettero grandemente, e gridarono al Signore. (I)

Esodo 14:11 E dissero a Mosè: Ci hai tu menati a morire nel deserto, perchè mancassero sepolture in Egitto? che cosa è questo che tu ci hai fatto, di averci fatti uscir di Egitto? (I)

Esodo 14:12 Non è egli ciò che noi ti dicevamo in Egitto, dicendo: Lasciaci stare, che serviamo agli Egizj? perciocchè meglio era per noi di servire agli Egizj, che di morir nel deserto. (I)

Esodo 14:13 E Mosè disse al popolo: Non temete; fermatevi, e state a vedere la liberazione del Signore, la quale oggi egli vi farà; perciocchè voi non vedrete mai più in eterno quegli Egizj che avete oggi veduti. (I)

Esodo 14:14 Il Signore combatterà per voi, e voi ve ne starete queti. (I)

Esodo 14:15 E il Signore disse a Mosè: Perchè gridi a me? di’ a’ figliuoli d’Israele che camminino. (I)

Esodo 14:16 E tu, alza la tua bacchetta, e stendi la tua mano sopra il mare, e fendilo; ed entrino i figliuoli di Israele dentro al mare per l’asciutto. (I)

Esodo 14:17 E quant’è a me, ecco, io induro il cuor degli Egizj, ed essi entreranno dietro a loro; ed io sarò glorificato in Faraone, e in tutto il suo esercito, e ne’ suoi carri, e nella sua cavalleria. (I)

Esodo 14:18 E gli Egizj sapranno che io sono il Signore, quando io mi sarò glorificato in Faraone, e ne’ suoi carri, e nella sua cavalleria. (I)

Esodo 14:19 Allora l’Angelo di Dio che andava davanti al campo degl’Israeliti, si partì, e andò dietro a loro; parimente la colonna della nuvola si partì d’innanzi a loro, e si fermò dietro a loro. (I)

Esodo 14:20 E venne fra il campo degli Egizj e il campo degl’Israeliti; e agli uni era nuvola e oscurità; e agli altri illuminava la notte; e l’un campo non si appressò all’altro in tutta quella notte. (I)

Esodo 14:21 E Mosè stese la sua mano sopra il mare; e il Signore fece con un potente vento orientale ritrarre il mare tutta quella notte; e ridusse il mare in asciutto, e l’acque furono spartite. (I)

Esodo 14:22 E i figliuoli d’Israele entrarono in mezzo al mare per l’asciutto; e l’acque erano loro a guisa di muro, a destra e a sinistra. (I)

Esodo 14:23 E gli Egizj li perseguirono; e tutti i cavalli di Faraone, e i suoi carri, e i suoi cavalieri, entrarono dietro a loro in mezzo al mare. (I)

Esodo 14:24 E avvenne, alla vigilia della mattina, che il Signore, dalla colonna del fuoco e della nuvola, riguardò verso il campo degli Egizj, e lo mise in rotta. (I)

Esodo 14:25 E, levate le ruote de’ lor carri, li conduceva pesantemente. E gli Egizj dissero: Fuggiamo d’innanzi agl’Israeliti; perciocchè il Signore combatte per loro contr’agli Egizj. (I)

Esodo 14:26 Allora il Signore disse a Mosè: Stendi la tua mano in sul mare, e l’acque ritorneranno sopra gli Egizj, e sopra i lor carri, e sopra i lor cavalieri. (I)

Esodo 14:27 Mosè adunque stese la sua mano in sul mare; e, in sul far della mattina, il mare ritornò al suo corso violento; e gli Egizj gli fuggivano incontro; ma il Signore li traboccò in mezzo al mare. (I)

Esodo 14:28 E l’acque ritornarono, e coprirono i carri e i cavalieri di tutto l’esercito di Faraone, i quali erano entrati dentro al mare dietro agl’Israeliti; e’ non iscampò di loro neppur uno. (I)

Esodo 14:29 Ma i figliuoli d’Israele camminarono per l’asciutto in mezzo al mare, e l’acque erano loro a guisa di muro a destra e a sinistra. (I)

Esodo 14:30 Così in quel giorno il Signore salvò gl’Israeliti dalle mani degli Egizj; e gli Israeliti videro gli Egizj morti in sul lito del mare. (I)

Esodo 14:31 E Israele vide la gran mano che il Signore avea adoperata contro agli Egizj, e temette il Signore, e credette al Signore e a Mosè suo servitore. (I)

Esodo 15:1 ALLORA Mosè, co’ figliuoli d’Israele, cantò questo cantico al Signore, e dissero così: Io canterò al Signore, perciocchè egli si è sommamente magnificato; Egli ha traboccato in mare il cavallo, e colui che lo cavalcava. (I)

Esodo 15:2 Il Signore è la mia forza e il mio cantico, E mi è stato in salvezza; Quest’è il mio Dio, io lo glorificherò; L’Iddio del padre mio, io l’esalterò. (I)

Esodo 15:3 Il Signore è un gran guerriero; Il suo Nome è, il Signore. (I)

Esodo 15:4 Egli ha traboccati in mare i carri di Faraone, e il suo esercito; E la scelta de’ suoi capitani è stata sommersa nel mar rosso. (I)

Esodo 15:5 Gli abissi li hanno coperti; Essi sono andati a fondo, come una pietra. (I)

Esodo 15:6 La tua destra, o Signore, è stata magnificata in forza; La tua destra, o Signore, ha rotto il nemico. (I)

Esodo 15:7 E con la tua magnifica grandezza, Tu hai distrutti coloro che s’innalzavano contro a te; Tu hai mandata l’ira tua, Che li ha consumati come stoppia. (I)

Esodo 15:8 E, col soffiar delle tue nari, l’acque sono state accumulate; Le correnti si son fermate come un mucchio; Gli abissi si sono assodati nel cuor del mare. (I)

Esodo 15:9 Il nemico dicea: Io li perseguirò, io li raggiungerò, Io partirò le spoglie, l’anima mia si sazierà di essi; Io sguainerò la mia spada, la mia mano li sterminerà. (I)

Esodo 15:10 Ma tu hai soffiato col tuo vento, e il mare li ha coperti; Essi sono stati affondati come piombo in acque grosse. (I)

Esodo 15:11 Chi è pari a te fra gl’iddii, o Signore? Chi è pari a te, magnifico in santità, Reverendo in laudi, facitor di miracoli? (I)

Esodo 15:12 Tu hai distesa la tua destra, E la terra li ha tranghiottiti. (I)

Esodo 15:13 Tu hai condotto, per la tua benignità, Il popolo che tu hai riscattato; Tu l’hai guidato per la tua forza Verso l’abitacolo della tua santità. (I)

Esodo 15:14 I popoli l’hanno inteso, ed hanno tremato; Dolore ha colti gli abitanti della Palestina. (I)

Esodo 15:15 Allora sono stati smarriti i principi di Edom; Tremore ha occupati i possenti di Moab; Tutti gli abitanti di Canaan si sono strutti. (I)

Esodo 15:16 Spavento e terrore caggia loro addosso; Sieno stupefatti per la grandezza del tuo braccio, come una pietra; Finchè sia passato il tuo popolo, o Signore; Finchè sia passato il popolo che tu hai acquistato. (I)

Esodo 15:17 Tu l’introdurrai, e lo pianterai nel Monte della tua eredità; Nel luogo che tu hai preparato per tua stanza, o Signore; Nel Santuario, o Signore, che le tue mani hanno stabilito. (I)

Esodo 15:18 Il Signore regnerà in sempiterno. (I)

Esodo 15:19 Questo disse Mosè; perciocchè i cavalli di Faraone, co’ suoi carri, e co’ suoi cavalieri, erano entrati nel mare, e il Signore avea fatte ritornar sopra loro le acque del mare; ma i figliuoli d’Israele erano camminati per mezzo il mare per l’asciutto. (I)

Esodo 15:20 E Maria profetessa, sorella di Aaronne, prese in mano un tamburo; e tutte le donne uscirono dietro a lei, con tamburi, e con danze. (I)

Esodo 15:21 E Maria rispondeva a Mosè e agli altri uomini, dicendo: Cantate al Signore; perciocchè egli si è sommamente magnificato; Egli ha traboccato in mare il cavallo e colui che lo cavalcava. (I)

Esodo 15:22 POI Mosè fece partir gl’Israeliti dal mar rosso; ed essi procedettero innanzi verso il deserto di Sur; e camminarono tre giornate nel deserto senza trovar acqua. (I)

Esodo 15:23 Poi arrivarono a Mara; e non potevano ber dell’acque di Mara; perciocchè erano amare; perciò a quel luogo fu posto nome Mara. (I)

Esodo 15:24 E il popolo mormorò contro a Mosè, dicendo; Che berremo? (I)

Esodo 15:25 Ed egli gridò al Signore; e il Signore gli mostrò un legno, il quale egli gittò nell’acque, e l’acque divennero dolci. Quivi ordinò il Signore al popolo statuti e leggi; e quivi ancora lo provò. (I)

Esodo 15:26 E disse: Se del tutto tu ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo, e fai ciò che gli piace, e porgi gli orecchi a’ suoi comandamenti, e osservi tutti i suoi statuti; io non ti metterò addosso niuna delle infermità, le quali io ho messe sopra l’Egitto; perciocchè io sono il Signore che ti guarisco d’ogni male. (I)

Esodo 15:27 Poi vennero in Elim, e quivi erano dodici fontane d’acqua, e settanta palme; e si accamparono quivi presso all’acque. (I)

Esodo 16:1 POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele si partì di Elim, e venne nel deserto di Sin, ch’è fra Elim e Sinai, nel quintodecimo giorno del mese secondo, da che furono usciti di Egitto. (I)

Esodo 16:2 E tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele mormorò contro a Mosè, e contro ad Aaronne, nel deserto. (I)

Esodo 16:3 E i figliuoli d’Israele dissero loro: Oh! fossimo pur morti per la mano del Signore, nel paese di Egitto, quando sedevamo presso alle pignatte delle carni, quando mangiavamo del pane a sazietà; conciossiachè voi ci abbiate tratti in questo deserto, per far morir di fame tutta questa raunanza. (I)

Esodo 16:4 E il Signore disse a Mosè: Ecco, io vi farò piovere del pane dal cielo; e il popolo uscirà, e ne raccoglierà di dì in dì quanto gliene bisognerà per giorno; acciocchè io lo provi, s’egli camminerà nella mia Legge, o no. (I)

Esodo 16:5 Ma ogni sesto giorno apparecchino essi ciò che avranno a portare in tavola; e ciò sia il doppio di quello che coglieranno per ciascun giorno. (I)

Esodo 16:6 E Mosè ed Aaronne dissero a tutti i figliuoli d’Israele: Questa sera voi conoscerete che il Signore vi ha tratti fuori del paese di Egitto. (I)

Esodo 16:7 E domattina voi vedrete la gloria del Signore; conciossiachè egli abbia uditi i vostri mormorii contro al Signore; ma, quant’è a noi, che siamo noi, che voi mormoriate contro a noi? (I)

Esodo 16:8 Mosè, oltre a ciò, disse: Ciò avverrà, dandovi il Signore questa sera della carne a mangiare, e domattina del pane a sazietà; perchè il Signore ha intesi i vostri mormorii, co’ quali avete mormorato contro a lui; ma, quant’è a noi, che siamo noi? i vostri mormorii non s’indirizzano contro a noi, anzi contro al Signore. (I)

Esodo 16:9 Poi Mosè disse ad Aaronne: Di’ a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele: Appressatevi davanti al Signore; perciocchè egli ha intesi i vostri mormorii. (I)

Esodo 16:10 E, come Aaronne parlava a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, essi voltarono la faccia verso il deserto; ed ecco, la gloria del Signore apparve nella nuvola. (I)

Esodo 16:11 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 16:12 Io ho intesi i mormorii dei figliuoli d’Israele; parla loro, dicendo: Fra i due vespri voi mangerete della carne, e domattina sarete saziati di pane; e conoscerete ch’io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Esodo 16:13 E avvenne su la sera che delle quaglie salirono, e coprirono il campo; e la mattina vi fu un suolo di rugiada intorno al campo. (I)

Esodo 16:14 E quando quel suolo di rugiada fu sparito, ecco, sopra la faccia del deserto vi era una cosa minuta, tonda, sottile come brina, in su la terra. (I)

Esodo 16:15 E quando i figliuoli d’Israele la videro, dissero l’uno all’altro: Questo è del Man; perciocchè non sapevano che cosa fosse. E Mosè disse loro: Quest’è il pane che il Signore vi dà per mangiare. (I)

Esodo 16:16 Quest’è quello che il Signore ha comandato: Raccoglietene ciascuno a ragion del suo mangiare, un omer per testa, secondo il numero delle vostre persone; prendane ciascuno per quelli che son nel suo padiglione. (I)

Esodo 16:17 E i figliuoli d’Israele fecero così; e ne raccolsero, chi assai, e chi poco. (I)

Esodo 16:18 E lo misurarono con l’omer; e chi ne avea raccolto assai non n’ebbe di soverchio; e chi ne avea raccolto poco non n’ebbe di manco; ciascuno ne raccoglieva quanto gliene bisognava per lo suo mangiare. (I)

Esodo 16:19 E Mosè disse loro: Niuno ne lasci di resto fino alla mattina. (I)

Esodo 16:20 Ma alcuni non ubbidirono a Mosè, e ne lasciarono di resto fino alla mattina, e quello inverminò, e putì; laonde Mosè si adirò contro a loro. (I)

Esodo 16:21 Così lo raccoglievano ogni mattina, ciascuno a ragion del suo mangiare; e quando il sole si riscaldava, quello si struggeva. (I)

Esodo 16:22 E nel sesto giorno raccolsero di quel pane il doppio, cioè: due omer per uno. E tutti i principali della raunanza vennero, e rapportarono la cosa a Mosè. (I)

Esodo 16:23 Ed egli disse loro: Quest’è quel che il Signore ha detto: Domani è il Sabato, il riposo sacro al Signore; cuocete oggi quel che avete a cuocere al forno od al fuoco; e riponetevi tutto quello che soprabbonderà, per serbarlo fino a domani. (I)

Esodo 16:24 Essi adunque riposero quello fino alla mattina, come Mosè avea comandato; e non putì, e non vi fu alcun vermine. (I)

Esodo 16:25 E Mosè disse: Mangiatelo oggi; perciocchè oggi è Sabato al Signore; oggi voi non ne troverete per li campi. (I)

Esodo 16:26 Raccoglietene per sei giorni; ma nel settimo giorno è Sabato; in quel dì non ne sarà. (I)

Esodo 16:27 Ora, nel settimo giorno avvenne che alcuni del popolo uscirono per raccoglierne, ma non ne trovarono. (I)

Esodo 16:28 E il Signore disse a Mosè: Fino a quando ricuserete di osservare i miei comandamenti, e le mie leggi? (I)

Esodo 16:29 Vedete che il Signore vi ha ordinato il Sabato; perciò egli vi dà nel sesto giorno del pane per due giorni; stiasene ciascun di voi in casa, non esca alcuno del suo luogo al settimo giorno. (I)

Esodo 16:30 Il popolo adunque si riposò nel settimo giorno. (I)

Esodo 16:31 E la casa d’Israele chiamò quel pane manna; ed esso era simile a seme di coriandolo, ed era bianco, e il suo sapore era come di frittelle fatte col miele. (I)

Esodo 16:32 Mosè, oltre a ciò, disse: Quest’è quello che il Signore ha comandato: Empi un omer di manna, acciocchè sia serbata per le vostre età, e che esse veggano il pane, del quale io vi ho cibati nel deserto, dopo avervi tratti fuor del paese di Egitto. (I)

Esodo 16:33 Mosè adunque disse ad Aaronne: Piglia un vaso, e mettivi dentro un pieno omer di manna, e riponilo davanti al Signore, acciocchè quella sia serbata per le vostre età. (I)

Esodo 16:34 Come il Signore avea comandato a Mosè, Aaronne ripose quella manna davanti alla Testimonianza, per esser serbata. (I)

Esodo 16:35 E i figliuoli d’Israele mangiarono la manna lo spazio di quarant’anni, finchè furono arrivati in paese abitato; mangiarono la manna, finchè furono arrivati a’ confini del paese di Canaan. (I)

Esodo 16:36 Or un omer è la decima parte di un efa. (I)

Esodo 17:1 POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele si partì dal deserto di Sin, movendosi da un luogo all’altro, secondo il comandamento del Signore: e si accampò in Refidim. Or non vi era acqua per lo bere del popolo. (I)

Esodo 17:2 E il popolo contese con Mosè, e disse: Dateci dell’acqua da bere. E Mosè disse loro: Perchè contendete voi meco? e perchè tentate il Signore? (I)

Esodo 17:3 Avendo adunque il popolo quivi sete di acqua, mormorò contro a Mosè, e disse: Perchè ci hai fatti salire fuor di Egitto, per far morir di sete, noi, i nostri figliuoli, e i nostri bestiami? (I)

Esodo 17:4 E Mosè gridò al Signore, dicendo: Che farò io a questo popolo? tantosto mi lapideranno. (I)

Esodo 17:5 E il Signore disse a Mosè: Passa davanti al popolo, e prendi teco degli Anziani d’Israele; piglia eziandio in mano la bacchetta con la quale tu percuotesti il fiume, e va’. (I)

Esodo 17:6 Ecco, io starò ivi davanti a te sopra la roccia in Horeb; e tu percuoterai la roccia, e d’essa uscirà acqua, e il popolo berrà. E Mosè fece così alla vista degli Anziani d’Israele. (I)

Esodo 17:7 E pose nome a quel luogo Massa, e Meriba, per la contesa de’ figliuoli d’Israele; e perchè essi aveano tentato il Signore, dicendo: Il Signore è egli nel mezzo di noi, o no? (I)

Esodo 17:8 ALLORA gli Amalechiti vennero per combattere contro agl’Israeliti, in Refidim. (I)

Esodo 17:9 E Mosè, disse a Giosuè: Sceglici degli uomini, ed esci fuori, e combatti contro agli Amalechiti; domani io mi fermerò in su la sommità del colle, avendo la bacchetta di Dio in mano. (I)

Esodo 17:10 E Giosuè fece come Mosè gli avea comandato, combattendo contro agli Amalechiti. E Mosè, Aaronne, e Hur, salirono in su la sommità del colle. (I)

Esodo 17:11 Or avvenne, che quando Mosè alzava la sua mano, gl’Israeliti vincevano; ma, quando egli la posava, gli Amalechiti vincevano. (I)

Esodo 17:12 Or essendo le mani di Mosè pesanti, Aaronne, ed Hur, presero una pietra, e la misero sotto lui, ed egli vi si pose sopra a sedere; ed Aaronne, e Hur, gli sostenevano le mani, l’un di qua, e l’altro di là; e così le sue mani furono ferme fino al tramontar del sole. (I)

Esodo 17:13 E Giosuè ruppe gli Amalechiti, e la lor gente, e li mise a fil di spada. (I)

Esodo 17:14 E il Signore disse a Mosè: Scrivi questa cosa per ricordanza, nel libro; e metti nell’orecchie di Giosuè che io del tutto spegnerò la memoria di Amalec di sotto al cielo. (I)

Esodo 17:15 E Mosè edificò un altare, al quale pose nome: Il Signore è la mia bandiera. (I)

Esodo 17:16 E disse: Certo, e’ v’è una mano in sul trono del Signore, che il Signore avrà per ogni età guerra con Amalec. (I)

Esodo 18:1 OR Ietro, sacerdote di Madian, suocero di Mosè, intese tutto quel che Iddio avea fatto a Mosè, e ad Israele, suo popolo; come il Signore avea tratto Israele fuor di Egitto. (I)

Esodo 18:2 E Ietro prese Sippora, moglie di Mosè, dopo ch’egli l’ebbe rimandata; (I)

Esodo 18:3 e i due figliuoli di essa; il nome dell’uno de’ quali era Ghersom; perciocchè Mosè, avea detto: Io sono stato forestiere in paese strano. (I)

Esodo 18:4 E il nome dell’altro era Eliezer; perciocchè egli avea detto: L’Iddio di mio padre mi è stato in aiuto, e mi ha scampato dalla spada di Faraone. (I)

Esodo 18:5 Ietro adunque, suocero di Mosè, venne a Mosè, co’ figliuoli di esso, e con la sua moglie, nel deserto, ove egli era accampato al Monte di Dio. (I)

Esodo 18:6 E mandò a dire a Mosè: Io Ietro, tuo suocero, vengo a te, con la tua moglie, e co’ suoi due figliuoli. (I)

Esodo 18:7 E Mosè uscì incontro al suo suocero; e gli s’inchinò, e lo baciò; e si domandarono l’un l’altro del lor bene stare; poi entrarono nel padiglione. (I)

Esodo 18:8 E Mosè raccontò al suo suocero tutto ciò che il Signore avea fatto a Faraone, ed agli Egizj, per amor d’Israele; e tutti i travagli ch’erano loro sopraggiunti per cammino, de’ quali il Signore li avea liberati. (I)

Esodo 18:9 E Ietro si rallegrò di tutto il bene che il Signore avea fatto a Israele, avendolo riscosso dalla man degli Egizj. (I)

Esodo 18:10 E Ietro disse: Benedetto sia il Signore, il qual vi ha liberati dalla mano degli Egizj, e dalla mano di Faraone; il quale ha riscosso questo popolo di sotto alla man degli Egizj. (I)

Esodo 18:11 Ora conosco che il Signore è più grande di tutti gl’iddii; conciossiachè questo sia loro avvenuto, perciocchè erano superbamente proceduti contro a loro. (I)

Esodo 18:12 Poi Ietro, suocero di Mosè, prese un olocausto, e de’ sacrificii da offerire a Dio; e Aaronne, e tutti gli Anziani d’Israele, vennero a mangiar col suocero di Mosè, davanti al Signore. (I)

Esodo 18:13 E il giorno seguente, avvenne che, sedendo Mosè, per render ragion al popolo, e stando il popolo in piè davanti a Mosè, dalla mattina fino alla sera; (I)

Esodo 18:14 il suocero di Mosè vide tutto quel che egli faceva al popolo, e disse: Che cosa è questo che tu fai inverso questo popolo? perchè siedi tu solo, e tutto il popolo ti sta in piè davanti, dalla mattina fino alla sera? (I)

Esodo 18:15 E Mosè rispose al suo suocero: Io il fo, perchè questo popolo viene a me per domandare Iddio. (I)

Esodo 18:16 Quando essi hanno qualche affare, vengono a me, ed io giudico fra l’uno e l’altro, e dichiaro loro gli statuti di Dio, e le sue leggi. (I)

Esodo 18:17 Ma il suocero di Mosè, gli disse: Ciò che tu fai non istà bene. (I)

Esodo 18:18 Per certo tu verrai meno, e tu, e questo popolo ch’è teco; perciocchè cotesto affare è troppo grave per te; tu non puoi far ciò tutto solo. (I)

Esodo 18:19 Attendi ora alla mia voce, io ti consiglierò, e Iddio sarà teco: Sii tu per lo popolo davanti a Dio, e rapporta a Dio gli affari. (I)

Esodo 18:20 E ammaestra il popolo intorno agli statuti, e alle leggi; e dichiaragli la via per la quale ha da camminare, e l’opere che ha da fare. (I)

Esodo 18:21 E tu scegli d’infra tutto il popolo degli uomini di valore, che temano Iddio; uomini leali che abbiano in odio l’avarizia; e costituiscili sopra il popolo capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, e capi di diecine. (I)

Esodo 18:22 E rendano essi ragione al popolo in ogni tempo; e rapportino a te ogni grande affare; ma giudichino ogni piccolo affare. Così ti sgraverai del carico che hai addosso, ed essi lo porteranno teco. Se tu fai questa cosa, (I)

Esodo 18:23 e se Iddio te la comanda, tu potrai durare; e anche tutto questo popolo perverrà in pace al suo luogo. (I)

Esodo 18:24 E Mosè acconsentì al dire del suo suocero, e fece tutto ciò ch’egli avea detto. (I)

Esodo 18:25 E Mosè scelse di tutto Israele degli uomini di valore, e li costituì capi sopra il popolo; capi di migliaia, capi di centinaia, capi di cinquantine, e capi di diecine. (I)

Esodo 18:26 E quelli doveano render ragione al popolo in ogni tempo; essi rapportavano a Mosè gli affari difficili, e giudicavano ogni piccolo affare. (I)

Esodo 18:27 Poi Mosè accommiatò il suo suocero, ed egli se ne andò nel suo paese. (I)

Esodo 19:1 NEL primo giorno del terzo mese, da che i figliuoli d’Israele furono usciti del paese di Egitto, in quell’istesso giorno arrivarono nel deserto di Sinai. (I)

Esodo 19:2 Essendo adunque partiti di Refidim, arrivarono nel deserto di Sinai, e si accamparono nel deserto. Ed essendo Israele accampato quivi dirimpetto al monte, (I)

Esodo 19:3 Mosè salì a Dio; e il Signore gli gridò dal monte, dicendo: Di’ così alla casa di Giacobbe, e dichiara questo a’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 19:4 Voi avete veduto ciò che ho fatto agli Egizj, e come vi ho portati come sopra ale di aquile, e vi ho menati a me. (I)

Esodo 19:5 Ora dunque, se voi del tutto ubbidite alla mia voce, e osservate il mio patto, voi mi sarete un tesoro riposto d’infra tutti i popoli; conciossiachè tutta la terra sia mia. (I)

Esodo 19:6 E mi sarete un Reame sacerdotale, e una gente santa. Queste son le parole che tu dirai a’ figliuoli di Israele. (I)

Esodo 19:7 Mosè adunque venne, e chiamò gli Anziani del popolo, e propose loro tutte queste parole, che il Signore gli avea comandate. (I)

Esodo 19:8 E tutto il popolo rispose ad una, e disse: Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto. E Mosè rapportò al Signore le parole del popolo. (I)

Esodo 19:9 E il Signore disse a Mosè: Ecco, io verrò a te in una folta nuvola, acciocchè il popolo oda quando io parlerò teco, ed anche ti creda in perpetuo. Ora, dopo che Mosè ebbe rapportate le parole del popolo al Signore, il Signore gli disse: (I)

Esodo 19:10 Vattene al popolo, e santificalo oggi e domani, e fa’ che lavino i lor vestimenti. (I)

Esodo 19:11 E che sieno presti per lo terzo giorno; perciocchè al terzo giorno il Signore scenderà in sul monte di Sinai, nel cospetto di tutto il popolo. (I)

Esodo 19:12 E tu poni de’ termini al popolo attorno attorno, dicendo: Guardatevi di salire al monte, o di toccar pur l’estremità di esso: chiunque toccherà il monte del tutto sarà fatto morire. (I)

Esodo 19:13 Niuna mano tocchi un tale; anzi del tutto sia lapidato o saettato; o bestia, od uomo che egli si sia, non viva; quando il corno sonerà alla distesa, allora salgano essi verso il monte. (I)

Esodo 19:14 E Mosè scese dal monte al popolo, e santificò il popolo, ed essi lavarono i lor vestimenti. (I)

Esodo 19:15 Ed egli disse al popolo: Siate presti per lo terzo giorno; non vi accostate a donna. (I)

Esodo 19:16 E al terzo giorno, come fu mattina, si fecero tuoni e folgori; e vi era una folta nuvola in sul monte, insieme con un suon di tromba molto forte; e tutto il popolo ch’era nel campo tremava. (I)

Esodo 19:17 E Mosè fece uscire il popolo fuor del campo, incontro a Dio; e si fermarono appiè del monte. (I)

Esodo 19:18 Or il monte di Sinai fumava tutto; perciocchè il Signore era sceso sopra esso in fuoco; e il fumo ne saliva a guisa di fumo di fornace; e tutto il monte tremava forte. (I)

Esodo 19:19 E il suon della tromba si andava vie più rinforzando grandemente; e Mosè parlava, e Iddio gli rispondeva per un tuono. (I)

Esodo 19:20 Il Signore adunque scese in sul monte di Sinai, sulla sommità del monte, e chiamò Mosè alla sommità del monte. E Mosè vi salì. (I)

Esodo 19:21 E il Signore disse a Mosè: Scendi, protesta al popolo, che talora egli non rompa i termini, e non si appressi al Signore per riguardare; onde molti di essi caggiano morti. (I)

Esodo 19:22 I sacerdoti eziandio, che si appressano al Signore, si santifichino; che talora il Signore non si avventi sopra loro. (I)

Esodo 19:23 E Mosè disse al Signore: Il popolo non può salire al monte Sinai; conciossiachè tu ci abbi protestato, dicendo: Poni de’ termini a questo monte, e santificalo. (I)

Esodo 19:24 E il Signore disse a Mosè: Va’, scendi; poi monta tu, ed Aaronne teco; ma i sacerdoti, e il popolo non rompano i termini, per salire al Signore, che talora egli non si avventi sopra loro. (I)

Esodo 19:25 E Mosè discese al popolo, e gliel disse. (I)

Esodo 20:1 ALLORA Iddio pronunziò tutte queste parole, dicendo: (I)

Esodo 20:2 Io sono il Signore Iddio tuo, che ti ho tratto fuor del paese di Egitto, della casa di servitù. (I)

Esodo 20:3 Non avere altri dii nel mio cospetto. (I)

Esodo 20:4 Non farti scultura alcuna, nè immagine alcuna di cosa che sia in cielo di sopra, nè di cosa che sia in terra di sotto, nè di cosa che sia nell’acque di sotto alla terra. (I)

Esodo 20:5 Non adorar quelle cose, e non servir loro; perciocchè io, il Signore Iddio tuo, son Dio geloso, che visito l’iniquità de’ padri sopra i figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di coloro che m’odiano. (I)

Esodo 20:6 Ed uso benignità in mille generazioni verso coloro che mi amano, e osservano i miei comandamenti. (I)

Esodo 20:7 Non usare il Nome del Signore Iddio tuo in vano; perciocchè il Signore non terrà innocente chi avrà usato il suo Nome in vano. (I)

Esodo 20:8 Ricordati del giorno del riposo, per santificarlo. (I)

Esodo 20:9 Lavora sei giorni, e fa’ in essi ogni opera tua. (I)

Esodo 20:10 Ma il settimo giorno è il riposo al Signore Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, nè tu, nè il tuo figliuolo, nè la tua figliuola, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè il tuo bestiame, nè il tuo forestiere ch’è dentro alle tue porte. (I)

Esodo 20:11 Perciocchè in sei giorni il Signore fece il cielo e la terra, e il mare, e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò al settimo giorno; perciò, il Signore ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato. (I)

Esodo 20:12 Onora tuo padre e tua madre; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati sopra la terra, la quale il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Esodo 20:13 Non uccidere. (I)

Esodo 20:14 Non commettere adulterio. (I)

Esodo 20:15 Non furare. (I)

Esodo 20:16 Non dir falsa testimonianza contro al tuo prossimo. (I)

Esodo 20:17 Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupir la moglie del tuo prossimo; nè il suo servo, nè la sua serva, nè il suo bue, nè il suo asino, nè cosa alcuna che sia del tuo prossimo. (I)

Esodo 20:18 Or tutto il popolo vedeva i tuoni, e i lampi, e il suon della tromba, e il monte fumante; e veggendo queste cose, tremava, e se ne stava lungi; (I)

Esodo 20:19 e disse a Mosè: Parla tu con noi, e noi ascolteremo; e non parli Iddio con noi, chè talora noi non muoiamo. (I)

Esodo 20:20 E Mosè disse al popolo: Non temiate; perciocchè Iddio è venuto per provarvi, e affinchè il suo timore sia davanti agli occhi vostri, acciocchè non pecchiate. (I)

Esodo 20:21 Il popolo adunque si fermò da lungi; e Mosè si accostò alla caligine; nella quale Iddio era. (I)

Esodo 20:22 E il Signore disse a Mosè: Di’ così a’ figliuoli d’Israele: Voi avete veduto che io ho parlato a voi dal cielo. (I)

Esodo 20:23 Non fate alcun dio meco; non vi fate dii di argento, nè dii d’oro. (I)

Esodo 20:24 Fammi un altar di terra, e sacrifica sopra esso i tuoi olocausti, e i tuoi sacrificii da render grazie, le tue pecore, e i tuoi buoi; in qualunque luogo io farò ricordare il mio Nome, io verrò a te, e ti benedirò. (I)

Esodo 20:25 E se pur tu mi fai un altar di pietre, non fabbricarlo di pietre conce a scarpello; quando tu vi avrai fatto passar lo scarpello sopra, tu l’avrai contaminate. (I)

Esodo 20:26 E non salir per gradi al mio altare; acciocchè non si scuopra la tua nudità sopra esso. (I)

Esodo 21:1 OR queste sono le leggi giudiciali, le quali tu proporrai loro: (I)

Esodo 21:2 Quando tu avrai comperato un servo Ebreo, servati egli sei anni; ma al settimo anno vadasene franco, senza pagar nulla. (I)

Esodo 21:3 Se egli è venuto sol col suo corpo, vadasene col suo corpo; se egli avea moglie, vadasene la sua moglie con lui. (I)

Esodo 21:4 Se il suo signore gli ha data moglie, la quale gli abbia partoriti figliuoli o figliuole; quella moglie, e i figliuoli di essa, sieno del signore; e vadasene egli col suo corpo. (I)

Esodo 21:5 Ma se pure il servo dice: Io amo il mio signore, la mia moglie, e i miei figliuoli; io non me ne voglio andar franco; (I)

Esodo 21:6 faccialo il suo signore comparire davanti a’ giudici; poi faccialo appressare all’uscio, o allo stipite della porta, e forigli l’orecchio con una lesina; e servagli colui in perpetuo. (I)

Esodo 21:7 E quando alcuno avrà venduta la sua figliuola per serva, non esca ella di casa, come i servi ne escono. (I)

Esodo 21:8 Se ella dispiace al suo signore, a cui il padre l’avrà sposata, facciala quello franca; non abbia podestà di venderla a un popolo straniero, dopo averle rotta la fede. (I)

Esodo 21:9 E se egli la fa sposare al suo figliuolo, facciale secondo la ragion delle fanciulle. (I)

Esodo 21:10 Se egli gliene prende un’altra, non tolgale il nutrimento, nè il vestire, nè la coabitazione. (I)

Esodo 21:11 E se egli non le fa queste tre cose, vadasene ella gratuitamente, senza pagar danari alcuni. (I)

Esodo 21:12 Chi avrà percosso un uomo, sì che egli ne muoia, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 21:13 Ma, quant’è a colui che non l’avrà appostato, anzi Iddio glielo avrà fatto scontrar nelle mani, io ti costituirò un luogo, al quale colui rifugga. (I)

Esodo 21:14 Ma, quando alcuno per temerità avrà macchinato contro al suo prossimo, per ucciderlo con inganno, trallo fuori, eziandio d’appresso al mio altare, perchè muoia. (I)

Esodo 21:15 Chi avrà battuto suo padre, o sua madre, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 21:16 Parimente, chi avrà rubata una persona, o sia che l’abbia venduta, o che gli sia trovata in mano, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 21:17 Ed anche, chi avrà maledetto suo padre, o sua madre, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 21:18 E quando alcuni contenderanno insieme, e l’uno avrà percosso l’altro con pietra, o col pugno, onde egli non muoia, ma giaccia in letto; (I)

Esodo 21:19 se egli si rileva, e cammina fuori in sul suo bastone, colui che l’avrà percosso sia assolto; sol gli paghi ciò ch’egli è stato a bada, e lo faccia medicare fino a compiuta guarigione. (I)

Esodo 21:20 E quando alcuno avrà percosso il suo servo, o la sua serva, con un bastone, sì che gli muoia sotto la mano, facciasene del tutto punizione. (I)

Esodo 21:21 Ma se pur campa un giorno, o due, non facciasene punizione; perciocchè è suo danaro. (I)

Esodo 21:22 E quando alcuni, contendendo insieme, avranno percossa una donna gravida, sì che il parto n’esca fuori, ma pur non vi sarà caso di morte; sia colui che l’avrà percossa condannato ad ammenda, secondo che il marito della donna gl’imporrà; e paghila per autorità de’ giudici. (I)

Esodo 21:23 Ma, se vi è caso di morte, metti vita per vita; (I)

Esodo 21:24 occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piè per piè; (I)

Esodo 21:25 arsura per arsura, ferita per ferita, lividore per lividore. (I)

Esodo 21:26 E quando alcuno avrà percosso l’occhio del suo servo, o l’occhio della sua serva, e l’avrà guasto; lascilo andar franco per lo suo occhio. (I)

Esodo 21:27 Parimente, se ha fatto cadere un dente al suo servo o alla sua serva, lascilo andar franco per lo suo dente. (I)

Esodo 21:28 E quando un bue avrà cozzato un uomo o una donna, sì che ne muoia, del tutto sia quel bue lapidato, e non mangisene la carne; e il padrone del bue sia assolto. (I)

Esodo 21:29 Ma se il bue per addietro è stato uso di cozzare, e ciò è stato protestato al padron di esso, ed egli non l’ha guardato, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, sia il bue lapidato, e anche facciasi morire il padron di esso. (I)

Esodo 21:30 Se gli è imposto alcun prezzo di riscatto, paghi il riscatto della sua vita, interamente come gli sarà imposto. (I)

Esodo 21:31 Se il bue cozza un figliuolo o una figliuola, facciaglisi secondo questa legge. (I)

Esodo 21:32 Se il bue cozza un servo o una serva, paghi il padron del bue trenta sicli di argento al padrone di esso, e sia lapidato il bue. (I)

Esodo 21:33 E, se alcuno scuopre una fossa; ovvero, avendo cavata una fossa, non la ricuopre, e vi cade dentro bue od asino; (I)

Esodo 21:34 ristorine il danno il padron della fossa, pagandone i danari al padron del bue o dell’asino; e il morto sia suo. (I)

Esodo 21:35 E se il bue d’alcuno urta il bue del prossimo di esso, dì che muoia, vendano essi il bue vivo, e partiscanne i danari per metà; partiscano eziandio il morto. (I)

Esodo 21:36 Ma, se è notorio che quel bue per addietro fosse uso di cozzare, e il padrone di esso non l’ha guardato, restituisca egli del tutto bue per bue; ma il morto sia suo. (I)

Esodo 22:1 QUANDO alcuno avrà rubato un bue, o una pecora, o una capra, e l’avrà ammazzata o venduta; paghi cinque buoi per quel bue, e quattro pecore, o capre, per quella pecora, o capra. (I)

Esodo 22:2 Se il ladro, colto di notte nello sconficcare è percosso, e muore, non vi è omicidio. (I)

Esodo 22:3 Se il sole è levato quando sarà colto, vi è omicidio. Il ladro soddisfaccia del tutto; e se non ha da soddisfare, sia venduto per lo suo furto. (I)

Esodo 22:4 Se pure il furto gli è trovato in mano, vivo; o bue, o asino, o pecora che sia, restituiscalo al doppio. (I)

Esodo 22:5 Se alcuno fa pascolare un campo, o una vigna; e se manda nel campo altrui il suo bestiame, il quale vi pasturi dentro, soddisfaccia il danno col meglio del suo campo, e col meglio della sua vigna. (I)

Esodo 22:6 Quando un fuoco uscirà fuori, e incontrerà delle spine, onde sia consumato grano in bica, o biade, o campo, del tutto soddisfaccia il danno colui che avrà acceso il fuoco. (I)

Esodo 22:7 Quando alcuno avrà dato al suo prossimo danari, o vasellamenti, a guardare, e quelli saranno rubati dalla casa di colui, se il ladro è trovato, restituiscali al doppio. (I)

Esodo 22:8 Se il ladro non si trova, facciasi comparire il padron della casa davanti a’ rettori, per giurare s’egli non ha punto messa la mano sopra la roba del suo prossimo. (I)

Esodo 22:9 In ogni causa di misfatto intorno a bue, asino, pecora, capra, vestimento, o a qualunque altra cosa perduta, della quale uno dica: Questa è dessa; venga la causa d’amendue le parti davanti a’ rettori; e colui che i rettori avranno condannato, paghi il doppio al suo prossimo. (I)

Esodo 22:10 Quando alcuno avrà dato al suo prossimo, asino, o bue, o pecora, o qualunque altra bestia, a guardare, ed ella muore, o le si fiacca alcun membro, o è rapita, senza che alcuno l’abbia veduto, (I)

Esodo 22:11 il giuramento del Signore intervenga fra le due parti, per saper se colui non ha punto messa la mano sopra il bene del suo prossimo; e accetti il padron della bestia quel giuramento, e non sia l’altro obbligato a pagamento. (I)

Esodo 22:12 Ma se pur quella bestia gli è stata rubata d’appresso, facciane soddisfazione al padron di essa. (I)

Esodo 22:13 Se pur quella bestia è stata lacerata dalle fiere, portila per testimonianza, e non sia obbligato a pagar la bestia. (I)

Esodo 22:14 E quando alcuno avrà presa in prestanza una bestia dal suo prossimo, e le si fiaccherà alcun membro, o morrà, e il padrone di essa non sarà presente, del tutto colui paghila. (I)

Esodo 22:15 Ma se il padrone è stato presente, non sia colui obbligato a pagarla; se la bestia è stata tolta a vettura, ell’è venuta per lo prezzo della sua vettura. (I)

Esodo 22:16 E quando alcuno avrà sedotta una vergine, la qual non sia sposata, e sarà giaciuto con lei, del tutto dotila, e prendalasi per moglie. (I)

Esodo 22:17 Se pure il padre di essa del tutto ricusa di dargliela, paghi danari, secondo la dote delle vergini. (I)

Esodo 22:18 Non lasciar vivere la donna maliosa. (I)

Esodo 22:19 Chiunque si congiungerà con una bestia, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 22:20 Chi sacrificherà ad altri dii, fuor che al Signore solo, sia sterminato come anatema. (I)

Esodo 22:21 Non far violenza al forestiere, e non opprimerlo; conciossiachè voi siate stati forestieri nel paese di Egitto. (I)

Esodo 22:22 Non affliggete alcuna vedova nè orfano. (I)

Esodo 22:23 Guardati d’affliggerlo in alcuna maniera, perciocchè, se egli grida a me, io del tutto esaudirò il suo grido. (I)

Esodo 22:24 E l’ira mia si accenderà, ed io vi ucciderò con la spada: e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figliuoli orfani. (I)

Esodo 22:25 Quando tu presterai danari al mio popolo, al povero ch’è appresso a te, non procedere inverso lui a guisa di usuraio: non imponetegli usura. (I)

Esodo 22:26 Se pur tu togli in pegno il vestimento del tuo prossimo, rendiglielo infra il tramontar del sole. (I)

Esodo 22:27 Perciocchè quello solo è la sua copritura, ed è il suo vestire per coprir la sua pelle; in che giacerebbe egli? se dunque egli avviene che egli gridi a me, io l’esaudirò; perciocchè io son pietoso. (I)

Esodo 22:28 Non dir male de’ rettori; e non maledir colui ch’è principe nel tuo popolo. (I)

Esodo 22:29 Non indugiare il pagar le primizie della tua vendemmia, nè del gocciolar de’ tuoi olii; dammi il primogenito dei tuoi figliuoli. (I)

Esodo 22:30 Fa’ il simigliante del tuo bue, e della tua pecora, e capra; stia il primo portato di esse sette giorni appresso la madre sua, e all’ottavo giorno dammelo. (I)

Esodo 22:31 E siatemi uomini santi; e non mangiate carne lacerata dalle fiere per li campi; gittatela a’ cani. (I)

Esodo 23:1 NON levare un falso grido; non metter mano con l’empio per esser testimonio falso. (I)

Esodo 23:2 Non andar dietro a’ grandi per far male; e non dar sentenza in una lite, inchinando a favorire i grandi, per far torto. (I)

Esodo 23:3 Non avere altresì rispetto al povero nella sua lite. (I)

Esodo 23:4 Se tu incontri il bue del tuo nemico, o l’asino suo smarrito, del tutto riconduciglielo. (I)

Esodo 23:5 Se tu vedi l’asino di colui che ti odia giacer sotto il suo carico, mentre tu ti rimani di aiutarlo a farglielo andare oltre, del tutto fa’ con lui sì che possa andare oltre. (I)

Esodo 23:6 Non far torto al tuo bisognoso nella sua lite. (I)

Esodo 23:7 Allontanati dal parlar falso; e non far morir l’innocente nè il giusto; perciocchè io non assolverò l’empio. (I)

Esodo 23:8 E non prender presenti; perciocchè il presente accieca coloro che hanno chiara vista, e sovverte le parole de’ giusti. (I)

Esodo 23:9 E non oppressare il forestiere; perciocchè voi sapete in quale stato è l’anima del forestiere, essendo stati forestieri nel paese di Egitto. (I)

Esodo 23:10 Semina la tua terra sei anni, e ricogli il frutto di essa. (I)

Esodo 23:11 Ma ogni settimo anno lasciala vacare, e in abbandono, e mangino i bisognosi del tuo popolo il frutto di essa; e ciò che rimarrà loro, manginlo le bestie della campagna; fa’ il simigliante alla tua vigna ed a’ tuoi ulivi. (I)

Esodo 23:12 Sei giorni fa’ le tue faccende; ma al settimo giorno riposati; acciocchè il tuo bue, e il tuo asino, abbiano requie; e il figliuolo della tua serva, e il forestiere possano respirare. (I)

Esodo 23:13 E prendete guardia a tutto quello che io vi ho detto; e non ricordate il nome degl’iddii stranieri; non odasi quello nella tua bocca. (I)

Esodo 23:14 Celebrami tre feste solenni per anno. (I)

Esodo 23:15 Osserva la festa degli azzimi; mangia pani azzimi per sette giorni, come io ti ho comandato, nel tempo ordinato del mese di Abib; conciossiachè in quel mese tu sii uscito fuori di Egitto; e non comparisca alcuno davanti alla mia faccia vuoto. (I)

Esodo 23:16 Parimente osserva la festa della mietitura, delle primizie de’ tuoi frutti, di ciò che tu avrai seminato nel tuo campo; e la festa della ricolta, all’uscita dell’anno, quando tu avrai ricolti i tuoi frutti d’in sui campi. (I)

Esodo 23:17 Tre volte l’anno comparisca ogni maschio tuo davanti alla faccia del Signore, ch’è l’Eterno. (I)

Esodo 23:18 Non sacrificare il sangue del mio sacrificio con pan lievitato; e non sia guardato il grasso dell’agnello della mia solennità la notte fino alla mattina. (I)

Esodo 23:19 Porta nella Casa del Signore Iddio tuo le primizie de’ primi frutti della tua terra. Non cuocere il capretto nel latte di sua madre. (I)

Esodo 23:20 ECCO, io mando un Angelo davanti a te, per guardarti per lo cammino, e per condurti al luogo che io ho preparato. (I)

Esodo 23:21 Guardati, per la sua presenza, e ubbidisci alla sua voce, e non irritarlo; perciocchè egli non vi perdonerà i vostri misfatti; conciossiachè il mio Nome sia in lui. (I)

Esodo 23:22 Ma se pure tu ubbidisci alla sua voce, e fai tutto quello che io ti dirò, io sarò nemico de’ tuoi nemici, e avversario dei tuoi avversari. (I)

Esodo 23:23 Perciocchè l’Angelo mio andrà davanti a te, e t’introdurrà nel paese degli Amorrei, degl’Hittei, dei Ferezei, de’ Cananei, degl’Hivvei, a dei Gebusei; ed io distruggerò que’ popoli. (I)

Esodo 23:24 Non adorar gl’iddii loro, e non servir loro; e non far secondo l’opere di quei popoli; anzi distruggi quelli affatto, e del tutto spezza le loro statue. (I)

Esodo 23:25 E servite al Signore Iddio vostro, ed egli benedirà il tuo pane, e la tua acqua; ed io torrò via ogni infermità dal mezzo di te. (I)

Esodo 23:26 E’ non vi sarà nel tuo paese femmina che sperda, nè sterile; io compierò il numero de’ tuoi giorni. (I)

Esodo 23:27 Io manderò davanti a te il mio spavento, e metterò in rotta ogni popolo, nel cui paese tu entrerai, e farò che tutti i tuoi nemici volteran le spalle dinanzi a te. (I)

Esodo 23:28 Manderò eziandio davanti a te de’ calabroni, i quali scacceranno gl’Hivvei, i Cananei, e gl’Hittei dal tuo cospetto. (I)

Esodo 23:29 Io non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno; che talora il paese non divenga deserto, e che le fiere della campagna non moltiplichino contro a te. (I)

Esodo 23:30 Io li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco, finchè tu sii cresciuto, e abbi presa la possessione del paese. (I)

Esodo 23:31 E io porrò i tuoi confini dal mar rosso fino al mar de’ Filistei; e dal deserto fino al Fiume; perciocchè io darò nelle vostre mani gli abitanti del paese, e tu li scaccerai dinanzi a te. (I)

Esodo 23:32 Non far lega alcuna con loro, nè co’ loro iddii. (I)

Esodo 23:33 Non abitino essi nel tuo paese, chè talora non ti facciano peccare contro a me; conciossiachè tu serviresti agl’iddii loro; perciocchè quello ti sarebbe in laccio. (I)

Esodo 24:1 POI disse a Mosè: Sali al Signore, tu, ed Aaronne, e Nadab, e Abihu, e settanta degli Anziani d’Israele, e adorate da lungi. (I)

Esodo 24:2 Poi accostisi Mosè solo al Signore, e quegli altri non vi si accostino; e non salga il popolo con lui. (I)

Esodo 24:3 E Mosè venne, e raccontò al popolo tutte le parole del Signore, e tutte quelle leggi. E tutto il popolo rispose ad una voce, e disse: Noi faremo tutte le cose che il Signore ha dette. (I)

Esodo 24:4 Poi Mosè scrisse tutte le parole del Signore; e, levatosi la mattina, edificò sotto a quel monte un altare, e rizzò dodici pilieri, per le dodici tribù d’Israele. (I)

Esodo 24:5 E mandò i ministri de’ figliuoli d’Israele a offerire olocausti, e sacrificare al Signore giovenchi, per sacrificii da render grazie. (I)

Esodo 24:6 E Mosè prese la metà del sangue, e lo mise in bacini; e ne sparse l’altra metà sopra l’altare. (I)

Esodo 24:7 Poi prese il Libro del Patto, e lo lesse in presenza del popolo. E esso disse: Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto, e ubbidiremo. (I)

Esodo 24:8 Allora Mosè prese quel sangue, e lo sparse sopra il popolo, e disse: Ecco il sangue del patto che il Signore ha fatto con voi, sopra tutte quelle parole. (I)

Esodo 24:9 Poi Mosè, ed Aaronne, e Nadab, e Abihu, e settanta degli Anziani d’Israele, salirono. (I)

Esodo 24:10 E videro l’Iddio d’Israele; e sotto i piedi di esso vi era come un lavorio di lastre di zaffiro, risomigliante il cielo stesso in chiarezza. (I)

Esodo 24:11 Ed egli non avventò la sua mano sopra gli Eletti d’infra i figliuoli d’Israele; anzi videro Iddio, e mangiarono e bevvero. (I)

Esodo 24:12 E il Signore disse a Mosè: Sali a me in sul monte, e fermati quivi; ed io ti darò delle tavole di pietra, cioè: la Legge, e i comandamenti che io ho scritti, per insegnarli a’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 24:13 Mosè adunque, con Giosuè, suo ministro, si levò; e Mosè salì al monte di Dio. (I)

Esodo 24:14 E disse agli Anziani d’Israele: Rimanete qui, aspettandoci, finchè noi ritorniamo a voi; ecco, Aaronne ed Hur sono con voi; chiunque avrà qualche affare, vada a loro. (I)

Esodo 24:15 Mosè adunque salì al monte, e la nuvola coperse il monte. (I)

Esodo 24:16 E la gloria del Signore si posò in sul monte di Sinai, e la nuvola lo coperse per lo spazio di sei giorni; e al settimo giorno il Signore chiamò Mosè del mezzo della nuvola. (I)

Esodo 24:17 E l’aspetto della gloria del Signore era simile a un fuoco consumante, in su la sommità del monte, alla vista de’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 24:18 E Mosè entrò nel mezzo della nuvola, e salì al monte, e dimorò in sul monte quaranta giorni e quaranta notti. (I)

Esodo 25:1 E IL Signore parlò a Mosè, dicendo: Di’ a’ figliuoli d’Israele, che prendano da farmi un’offerta; (I)

Esodo 25:2 prendete quella mia offerta da ogni uomo il cui cuore lo moverà volontariamente. (I)

Esodo 25:3 E quest’è l’offerta che voi prenderete da loro: oro, e argento, e rame; (I)

Esodo 25:4 e violato, e porpora, e scarlatto, e fin lino, e pel di capra; (I)

Esodo 25:5 e pelli di montoni tinte in rosso, e pelli di tassi, e legno di Sittim; (I)

Esodo 25:6 olio per la lumiera, aromati per l’olio dell’Unzione, e per lo profumo degli aromati; (I)

Esodo 25:7 pietre onichine, e pietre da incastonare, per l’Efod, e per lo Pettorale. (I)

Esodo 25:8 E faccianmi essi un Santuario, ed io abiterò nel mezzo di loro. (I)

Esodo 25:9 Fatelo interamente secondo il modello del Tabernacolo, e il modello di tutti i suoi arredi, che io ti mostro. (I)

Esodo 25:10 Facciano adunque un’Arca di legno di Sittim, la cui lunghezza sia di due cubiti e mezzo, e la larghezza di un cubito e mezzo, e l’altezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 25:11 E coprila d’oro puro di dentro e di fuori; e fa’ sopra essa una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 25:12 E fondile quattro anelli d’oro, e metti quegli anelli a’ quattro cantoni di essa, due da uno de’ lati dell’Arca, e due dall’altro. (I)

Esodo 25:13 Fai ancora delle stanghe di legno di Sittim, e coprile d’oro. (I)

Esodo 25:14 E metti quelle stanghe dentro agli anelli da’ lati dell’Arca, per portarla con esse. (I)

Esodo 25:15 Dimorino le stanghe negli anelli dell’Arca e non ne sieno rimosse. (I)

Esodo 25:16 Poi metti nell’Arca la Testimonianza che io ti darò. (I)

Esodo 25:17 Fa’ eziandio all’Arca un Coperchio d’oro puro, la cui lunghezza sia di due cubiti e mezzo, e la larghezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 25:18 E fa’ due Cherubini d’oro; falli di lavoro tirato al martello, a’ due capi del Coperchio. (I)

Esodo 25:19 Fai adunque un Cherubino da un de’ capi di qua, e un altro dall’altro di là; fate questi Cherubini tirati dal Coperchio stesso, sopra i due capi d’esso. (I)

Esodo 25:20 E spandano i Cherubini l’ale in su, facendo con le loro ale una coverta al disopra del Coperchio, e abbiano le lor facce volte l’un verso l’altro; sieno le facce de’ Cherubini volte verso il Coperchio. (I)

Esodo 25:21 E metti il Coperchio in su l’Arca disopra, e nell’Arca metti la Testimonianza che io ti darò. (I)

Esodo 25:22 Ed io mi troverò quivi presente teco, e parlerò teco d’in sul Coperchio, di mezzo i due Cherubini che saranno sopra l’Arca della Testimonianza; e ti dirò tutte le cose che ti comanderò di proporre a’ figliuoli di Israele. (I)

Esodo 25:23 Fa’ ancora una Tavola di legno di Sittim, la cui lunghezza sia di due cubiti, e la larghezza di un cubito e l’altezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 25:24 E coprila d’oro puro, e falle una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 25:25 Falle eziandio attorno una chiusura di un palmo, d’oro puro, e a quella sua chiusura fa’ una corona d’oro attorno attorno. (I)

Esodo 25:26 Falle, oltre a ciò, quattro anelli d’oro, e metti quegli anelli a’ quattro canti, che saranno ai quattro piedi di essa. (I)

Esodo 25:27 Sieno gli anelli dirincontro alla chiusura, per farvi passar dentro le stanghe, per portar la Tavola. (I)

Esodo 25:28 E fa’ le stanghe di legno di Sittim, e coprile d’oro, e con esse portisi la Tavola. (I)

Esodo 25:29 Fa’ eziandio i suoi piattelli, le sue scodelle, i suoi nappi, e i suoi bacini, co’ quali si faranno gli spargimenti; fa’ quelle cose d’oro puro. (I)

Esodo 25:30 E metti sopra la Tavola il pane del cospetto, il quale sia del continuo nel mio cospetto. (I)

Esodo 25:31 Fa’ ancora un Candelliere d’oro puro; facciasi di lavoro tirato al martello, così il suo gambo, come i suoi rami; sieno i vasi d’esso, i suoi pomi, e le sue bocce, di un pezzo col Candelliere. (I)

Esodo 25:32 E sienvi sei rami procedenti da’ lati di esso; tre de’ rami del Candelliere dall’uno de’ lati di esso, e tre dall’altro. (I)

Esodo 25:33 In uno di essi rami sieno tre vasi in forma di mandorla; e un pomo, e una boccia a ciascun vaso; e parimente nell’altro ramo, tre vasi in forma di mandorla; e un pomo e una boccia a ciascun vaso; e così conseguentemente ne’ sei rami del Candelliere. (I)

Esodo 25:34 E nel gambo del Candelliere sieno quattro vasi in forma di mandorla, co’ suoi pomi, e con le sue bocce. (I)

Esodo 25:35 E ne’ sei rami procedenti dal Candelliere, siavi un pomo sotto i due primi rami di un pezzo col Candelliere; e un pomo sotto i due altri rami, d’un pezzo altresì col Candelliere; e un pomo sotto i due ultimi rami, di un pezzo altresì col Candelliere. (I)

Esodo 25:36 Sieno i pomi, e i rami loro di un pezzo col Candelliere; sia tutto il Candelliere di un pezzo, d’oro puro, tirato al martello. (I)

Esodo 25:37 Fa’ ancora le sette lampane di esso, e accendansi, e porgano lume verso la parte anteriore del Candelliere. (I)

Esodo 25:38 E sieno gli smoccolatoi, e i catinelli di esso d’oro puro. (I)

Esodo 25:39 Impiega intorno ad esso, e intorno a tutti questi strumenti, un talento d’oro. (I)

Esodo 25:40 E vedi di far tutte queste cose, secondo il modello che ti è mostrato in sul monte. (I)

Esodo 26:1 FA’ ancora il Padiglione, di dieci teli di fin lino ritorto, di violato, di porpora, e di scarlatto; e fa’ que’ teli lavorati a cherubini di lavoro di disegno. (I)

Esodo 26:2 Sia la lunghezza d’un telo di ventotto cubiti, e la larghezza di quattro cubiti; sieno tutti que’ teli di una stessa misura. (I)

Esodo 26:3 Sieno cinque teli accoppiati l’uno con l’altro, e cinque altri teli parimente accoppiati l’uno con l’altro. (I)

Esodo 26:4 E fa’ de’ lacciuoli di violato all’orlo dell’uno de’ teli, che sarà all’estremità dell’uno degli accoppiamenti; fa’ il simigliante ancora nell’orlo del telo estremo nel secondo accoppiamento. (I)

Esodo 26:5 Fa’ cinquanta lacciuoli nell’uno di que’ teli, e parimente cinquanta lacciuoli all’estremità del telo che sarà al secondo accoppiamento; sieno i lacciuoli dirincontro l’uno all’altro. (I)

Esodo 26:6 Fa’ ancora cinquanta graffi d’oro, e accoppia que’ teli, l’uno con l’altro con que’ graffi; e così sia il Padiglione giunto in uno. (I)

Esodo 26:7 Fa’, oltre a ciò, sopra il Padiglione una Tenda a teli di pel di capra; fai undici di que’ teli. (I)

Esodo 26:8 Sia la lunghezza di un telo di trenta cubiti, e la larghezza di quattro cubiti; sieno gli undici teli di una stessa misura. (I)

Esodo 26:9 E accoppia cinque di que’ teli da parte, e sei da parte; e raddoppia il sesto telo in su la parte anteriore del Tabernacolo. (I)

Esodo 26:10 E fa’ cinquanta lacciuoli all’orlo dell’un de’ teli, che sarà l’estremo del primo accoppiamento; e parimente cinquanta lacciuoli all’orlo del telo estremo del secondo accoppiamento. (I)

Esodo 26:11 Fa’ ancora cinquanta graffi di rame, e metti i graffi dentro i lacciuoli; e assembra insieme la Tenda, acciocchè sia giunta in uno. (I)

Esodo 26:12 E quel soverchio che avanzerà ne’ teli della Tenda, cioè: quel mezzo telo che sarà di soverchio, soprabbondi nella parte di dietro del Tabernacolo. (I)

Esodo 26:13 E il cubito di qua, e il cubito di là, che sarà di soverchio nella lunghezza de’ teli della Tenda, soprabbondi ne’ lati del Tabernacolo, di qua e di là, per coprirlo. (I)

Esodo 26:14 Fa’ ancora alla Tenda una coverta di pelli di montone, tinte in rosso; e un’altra coverta di pelli di tasso, disopra. (I)

Esodo 26:15 Fa’, oltre a ciò, delle assi per lo Tabernacolo; falle di legno di Sittim, per metterle ritte. (I)

Esodo 26:16 Sia la lunghezza di ciascuna asse di dieci cubiti, e la larghezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 26:17 Abbia ciascuna asse due cardini da incastrare un pezzo nell’altro; fa’ così a tutte le assi del Tabernacolo. (I)

Esodo 26:18 Fa’ adunque le assi per lo Tabernacolo; venti assi dal lato Australe, verso il Mezzodì. (I)

Esodo 26:19 E fa’ quaranta piedistalli di argento per metter sotto quelle venti assi; due piedistalli sotto ciascuna asse, per li suoi due cardini. (I)

Esodo 26:20 E venti assi per l’altro lato del Tabernacolo, verso Aquilone; (I)

Esodo 26:21 co’ lor quaranta piedistalli di argento, due piedistalli sotto ciascuna asse. (I)

Esodo 26:22 E per lo fondo del Tabernacolo, verso Occidente, fa’ sei assi. (I)

Esodo 26:23 Fa’ ancora due assi per li cantoni del Tabernacolo, nel fondo. (I)

Esodo 26:24 E sieno quelle a due facce fin da basso; e tutte sieno ben commesse insieme al capo di queste assi con un anello; sieno quelle due assi, che saranno per li due cantoni, fatte di una medesima maniera. (I)

Esodo 26:25 Sienvi adunque otto assi, co’ lor piedistalli di argento, in numero di sedici piedistalli; due piedistalli sotto ciascuna asse. (I)

Esodo 26:26 Fai ancora cinque sbarre di legno di Sittim, per le assi dell’uno de’ lati del Tabernacolo. (I)

Esodo 26:27 Parimente cinque sbarre per le assi dell’altro lato del Tabernacolo; e cinque sbarre per le assi del lato del fondo del Tabernacolo, verso Occidente. (I)

Esodo 26:28 E la sbarra di mezzo sia nel mezzo delle assi, e traversi da un capo all’altro. (I)

Esodo 26:29 E copri d’oro le assi, e fa’ d’oro i loro anelli, da mettervi dentro le sbarre; copri ancora d’oro le sbarre. (I)

Esodo 26:30 Poi rizza il Tabernacolo secondo il modello di esso, che ti è stato mostrato nel monte. (I)

Esodo 26:31 Fa’ ancora una Cortina di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto; facciasi di lavoro di disegno a Cherubini. (I)

Esodo 26:32 E appendila a quattro colonne di legno di Sittim, coperte d’oro, co’ lor capitelli d’oro; e quelle sieno poste sopra quattro piedistalli di argento. (I)

Esodo 26:33 E metti la Cortina sotto i graffi; e porta là, dentro della Cortina, l’Arca della Testimonianza; e facciavi quella Cortina separazione fra il luogo Santo e il Santissimo. (I)

Esodo 26:34 E metti il Coperchio sopra l’Arca della Testimonianza, nel luogo Santissimo. (I)

Esodo 26:35 E metti la Tavola di fuori della Cortina, dal lato Settentrionale; e il Candelliere, dirimpetto alla Tavola, dal lato Australe del Tabernacolo. (I)

Esodo 26:36 Fa’ eziandio, per l’entrata del Tabernacolo, un tappeto di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto, di lavoro di ricamatore. (I)

Esodo 26:37 E fai cinque colonne di legno di Sittim, per appendervi quel tappeto, e copri le colonne d’oro, e sieno i lor capitelli d’oro; e fondi loro cinque piedistalli di rame. (I)

Esodo 27:1 FA’, oltre a ciò, un Altare di legno di Sittim, la cui lunghezza sia di cinque cubiti, e la larghezza di cinque cubiti; talchè sia quadrato; e l’altezza di tre cubiti. (I)

Esodo 27:2 E fagli delle corna a’ quattro canti, le quali sieno dell’Altare stesso; e coprilo di rame. (I)

Esodo 27:3 Fagli eziandio de’ calderoni per raccoglier le sue ceneri, e delle palette, e de’ bacini, e delle forcelle, e delle cazze; fa’ tutti gli stumenti d’esso di rame. (I)

Esodo 27:4 Fagli ancora una grata di rame, di lavor reticolato; e fa’ disopra di quella grata quattro anelli di rame, sopra le quattro estremità di essa. (I)

Esodo 27:5 E mettila disotto al procinto dell’Altare a basso; e sia quella rete fino a mezzo l’Altare. (I)

Esodo 27:6 Fa’ ancora delle stanghe per l’Altare, di legno di Sittim, e coprile di rame. (I)

Esodo 27:7 E mettansi quelle stanghe di esso agli anelli; e sieno le stanghe a’ due lati dell’Altare, quando si avrà da portare. (I)

Esodo 27:8 Fallo di tavole, vuoto; facciasi come ti è stato mostrato in sul monte. (I)

Esodo 27:9 Fa’ ancora il Cortile del Tabernacolo; dal lato Australe verso il Mezzodì abbia il Cortile cento cubiti di lunghezza di cortine di fin lino ritorto; abbiane tanto da un lato; (I)

Esodo 27:10 con le sue venti colonne, e i lor venti piedistalli di rame; e sieno i capitelli, e i fili delle colonne di argento. (I)

Esodo 27:11 Così ancora dal lato Settentrionale per lungo, abbia la lunghezza di cento cubiti di cortine; con lor venti colonne, e i lor venti piedistalli di rame; e sieno i capitelli, e i fili delle colonne di argento. (I)

Esodo 27:12 E per largo, dal lato Occidentale, abbia il Cortile cinquanta cubiti di cortine colle lor dieci colonne, e dieci piedistalli. (I)

Esodo 27:13 E per largo dal lato Orientale, verso il Levante, abbia il Cortile parimente cinquanta cubiti di cortine; (I)

Esodo 27:14 cioè all’un de’ canti quindici cubiti di cortine, colle lor tre colonne, e tre piedistalli; (I)

Esodo 27:15 e dall’altro canto, parimente quindici cubiti di cortine, colle lor tre colonne, e tre piedistalli. (I)

Esodo 27:16 E all’entrata del Cortile siavi un tappeto di venti cubiti, di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto, di lavoro di ricamatore, colle lor quattro colonne, e quattro piedistalli. (I)

Esodo 27:17 Abbiano tutte le colonne del Cortile d’intorno de’ fili di argento; e sieno i lor capitelli di argento, e i lor piedistalli di rame. (I)

Esodo 27:18 Sia la lunghezza del Cortile di cento cubiti, e la larghezza, da un lato e dall’altro, di cinquanta cubiti, e l’altezza di cinque cubiti; sieno le cortine di fin lino ritorto, e i piedistalli delle colonne di rame. (I)

Esodo 27:19 Sieno di rame tutti gli arredi del Tabernacolo, per qualunque suo servigio, come ancora tutti i suoi piuoli, e tutti i piuoli del Cortile. (I)

Esodo 27:20 Comanda ancora a’ figliuoli d’Israele che ti portino dell’olio di uliva puro, vergine, per la lumiera, per accendere del continuo le lampane. (I)

Esodo 27:21 Mettanle in ordine Aaronne ed i suoi figliuoli, per ardere dalla sera fino alla mattina, davanti al Signore, nel Tabernacolo della convenenza, di fuori della cortina che ha da essere davanti alla Testimonianza. Sia questo uno statuto perpetuo, da osservarsi da’ figliuoli d’Israele per le loro età. (I)

Esodo 28:1 E TU, fa’ accostare a te, d’infra i figliuoli d’Israele, Aaronne tuo fratello, e i suoi figliuoli con lui, per esercitarmi il sacerdozio; Aaronne, dico, e Nadab, e Abihu, ed Eleazaro, e Itamar, figliuoli di Aaronne. (I)

Esodo 28:2 E fa’ ad Aaronne, tuo fratello, de’ vestimenti sacri, a gloria ed ornamento. (I)

Esodo 28:3 E parla a tutti gli uomini industriosi, i quali io ho ripieni di spirito d’industria, che facciano i vestimenti di Aaronne, per consacrarlo, acciocchè mi eserciti il sacerdozio. (I)

Esodo 28:4 E questi sono i vestimenti che hanno da fare; il Pettorale, e l’Efod, e il Manto, e la Tonica trapunta; la Benda, e la Cintura. Facciano adunque i vestimenti sacri ad Aaronne, tuo fratello, e a’ suoi figliuoli, per esercitarmi il sacerdozio. (I)

Esodo 28:5 E prendano di quell’oro, di quel violato, porpora, scarlatto, e fin lino; (I)

Esodo 28:6 e facciano l’Efod, d’oro, di violato, di porpora, di scarlatto, e di fin lino ritorto, di lavoro di disegno. (I)

Esodo 28:7 Sienvi due omerali che si accoppino insieme da’ due capi di esso; e così sia l’Efod accoppiato. (I)

Esodo 28:8 E sia il disegno del fregio che sarà sopra l’Efod, col quale egli si cingerà, del medesimo lavoro, tirato dall’Efod istesso, d’oro, di violato, di porpora, di scarlatto, e di fin lino ritorto. (I)

Esodo 28:9 Piglia ancora due pietre onichine, e scolpisci sopra esse i nomi de’ figliuoli d’Israele; (I)

Esodo 28:10 sei de’ nomi loro sopra una pietra, e gli altri sei nomi sopra l’altra pietra, secondo le lor nascite. (I)

Esodo 28:11 Scolpisci sopra quelle due pietre i nomi de’ figliuoli d’Israele, a lavoro di scultor di pietre, come s’intagliano i suggelli; falle intorniate di castoni d’oro. (I)

Esodo 28:12 E metti quelle due pietre sopra gli omerali dell’Efod, acciochè sieno pietre di ricordanza per i figliuoli d’Israele; porti Aaronne i nomi loro davanti al Signore, sopra le sue due spalle, per memoria. (I)

Esodo 28:13 E fai de’ castoni d’oro. (I)

Esodo 28:14 E due catenelle di oro puro; falle a capi, di lavoro intorcicchiato; e attacca quelle catenelle intorcicchiate a’ castoni. (I)

Esodo 28:15 Fa’, oltre a ciò, il Pettorale del giudicio, di lavoro di disegno; fallo del lavoro dell’Efod, d’oro, e di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto. (I)

Esodo 28:16 Sia quadrato, e doppio; e abbia in lunghezza una spanna, e una spanna in larghezza. (I)

Esodo 28:17 E incastra in esso delle pietre preziose in castoni, in quattro ordini; nel primo siavi un sardonio, un topazio, e uno smeraldo. (I)

Esodo 28:18 E nel secondo, un carbonchio, uno zaffiro, e un diamante. (I)

Esodo 28:19 E nel terzo, un ligurio, un’agata, e un’amatista. (I)

Esodo 28:20 E nel quarto un grisolito, una pietra onichina, e un diaspro. Sieno quelle pietre incastrate nei lor castoni d’oro. (I)

Esodo 28:21 E sieno quelle pietre in numero di dodici, secondo i nomi de’ figliuoli d’Israele; abbia ciascuna il suo nome intagliato a lavoro d’intagli di suggello; e sieno per le dodici tribù. (I)

Esodo 28:22 Fa’ eziandio al Pettorale delle catenelle a capi, di lavoro intorcicchiato, d’oro puro. (I)

Esodo 28:23 Fa’ ancora al Pettorale due anelli d’oro, e metti que’ due anelli a due de’ capi del Pettorale. (I)

Esodo 28:24 E metti quelle due catenelle d’oro intorcicchiate a que’ due anelli, a’ capi del Pettorale. (I)

Esodo 28:25 E attacca i due capi di quelle due catenelle intorcicchiate a que’ due castoni, e metti il Pettorale, e le sue catenelle, sopra i due omerali dell’Efod, in su la parte anteriore di esso. (I)

Esodo 28:26 Fa’ ancora due anelli d’oro, e mettili agli altri due capi del Pettorale, all’orlo di esso che sarà allato all’Efod, in dentro. (I)

Esodo 28:27 Fa’ parimente due anelli d’oro, e mettili a’ due omerali dell’Efod, al disotto, nella parte anteriore di esso, allato alla giuntura di esso, disopra al fregio lavorato dell’Efod. (I)

Esodo 28:28 E giungasi il Pettorale serrato da’ suoi anelli agli anelli dell’Efod, con una bendella di violato, acciocchè stia disopra al fregio lavorato dell’Efod, e non sia il Pettorale rimosso d’in su l’Efod. (I)

Esodo 28:29 E porti Aaronne i nomi de’ figliuoli d’Israele nel Pettorale del giudicio, in sul suo cuore, quando egli entrerà nel Santuario, per ricordanza, nel cospetto del Signore, del continuo. (I)

Esodo 28:30 E metti Urim e Tummim nel Pettorale del giudicio; sieno in sul cuore di Aaronne, quando egli entrerà nel cospetto del Signore; e porti Aaronne il Giudicio de’ figliuoli d’Israele sopra il suo cuore, del continuo. (I)

Esodo 28:31 Fa’ ancora il Manto dell’Efod, tutto di violato. (I)

Esodo 28:32 E siavi nel mezzo di esso una scollatura da passarvi dentro il capo; abbia quella sua scollatura un orlo d’intorno, di lavoro tessuto; a guisa di scollatura di corazza, acciocchè non si schianti. (I)

Esodo 28:33 E fa’ alle fimbrie di esso Manto, attorno attorno, delle melagrane di violato, di porpora, e di scarlatto; e de’ sonagli d’oro per mezzo quelle d’ogni intorno. (I)

Esodo 28:34 Un sonaglio di oro, poi una melagrana; un sonaglio di oro, poi una melagrana, alle fimbrie del Manto d’ogn’intorno. (I)

Esodo 28:35 Ed abbia Aaronne quel Manto addosso quando farà il servigio divino; e odasi il suono di esso quando egli entrerà nel luogo Santo, nel cospetto del Signore, e quando ne uscirà, acciocchè non muoia. (I)

Esodo 28:36 Fa’ ancora una lama d’oro puro, e scolpisci sopra essa, a lavoro d’intagli di suggello: LA SANTITÀ DEL SIGNORE. (I)

Esodo 28:37 E metti quella piastra in sur una bendella di violato, sicchè sia sopra la Benda, in su la parte anteriore di essa. (I)

Esodo 28:38 E sia in su la fronte di Aaronne: acciocchè Aaronne porti l’iniquità delle sante offerte, le quali i figliuoli d’Israele avranno consacrate in tutte le offerte ch’essi consacrano; e sia in su la fronte di esso del continuo, per renderli grati nel cospetto del Signore. (I)

Esodo 28:39 Fa’ ancora la Tonica di fin lino, trapunta; fa’ parimente la Benda di fin lino; e fa’ la Cintura di lavoro di ricamatore. (I)

Esodo 28:40 Fa’ ancora a’ figliuoli di Aaronne, delle toniche, e delle cinture, e delle mitrie, a gloria ed ornamento. (I)

Esodo 28:41 E vesti di questi vestimenti Aaronne, tuo fratello, e i suoi figliuoli; e ungili, e consacrali, e santificali, acciocchè mi esercitino il sacerdozio. (I)

Esodo 28:42 Fa’ loro ancora delle mutande line, per coprir la carne delle vergogne; giungano quelle mutande dai lombi fino al disotto delle cosce. (I)

Esodo 28:43 E abbianle Aaronne ed i suoi figliuoli addosso, quando entreranno nel Tabernacolo della convenenza; ovvero, quando si accosteranno all’Altare, per fare il servigio nel luogo Santo; acciocchè non portino pena d’iniquità, e non muoiano. Questo è uno statuto perpetuo per lui, e per la sua progenie dopo lui. (I)

Esodo 29:1 E QUESTO è quello che tu farai loro per consacrarli, acciocchè mi esercitino il sacerdozio. Prendi un giovenco, e due montoni, senza difetto; (I)

Esodo 29:2 e de’ pani azzimi, e delle focacce azzime, intrise con olio; e delle schiacciate azzime, unte con olio; fai quelle cose di fior di farina di frumento. (I)

Esodo 29:3 E mettile in un paniere, e presentale in esso paniere, col giovenco, e co’ due montoni. (I)

Esodo 29:4 E fa’ accostare Aaronne e i suoi figliuoli, all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e lavali con acqua. (I)

Esodo 29:5 Poi prendi que’ vestimenti, e fa’ vestire ad Aaronne la Tonica, e il Manto dell’Efod, e l’Efod, e il Pettorale; e cingilo al fregio lavorato dell’Efod. (I)

Esodo 29:6 Poi mettigli in sul capo la Benda, e sopra la Benda metti il sacro Diadema. (I)

Esodo 29:7 E piglia dell’olio dell’Unzione, e spandiglielo in sul capo, e ungilo. (I)

Esodo 29:8 Poi fa’ accostare i suoi figliuoli, e fa’ lor vestire le toniche. (I)

Esodo 29:9 E cingi Aaronne e i suoi figliuoli con le cinture; e allaccia loro le mitrie; e sia loro il sacerdozio per istatuto perpetuo. Così consacra Aaronne e i suoi figliuoli. (I)

Esodo 29:10 Poi fa’ accostar quel giovenco davanti al Tabernacolo della convenenza, e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del giovenco. (I)

Esodo 29:11 Poi scanna il giovenco davanti al Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Esodo 29:12 E piglia del sangue del giovenco, e col dito mettine sopra le corna dell’Altare, poi spandi tutto il sangue appiè dell’Altare. (I)

Esodo 29:13 Prendi ancora tutto i grasso che copre l’interiora, e la rete ch’è sopra il fegato, e i due arnioni, col grasso ch’è sopra essi; e, bruciando quelle cose, fanne profumo sopra l’Altare. (I)

Esodo 29:14 Ma brucia col fuoco, fuor del campo, la carne, la pelle, e lo sterco del giovenco; egli è sacrificio per lo peccato. (I)

Esodo 29:15 Poi piglia uno de’ montoni; e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del montone. (I)

Esodo 29:16 Poi scanna il montone, e prendine il sangue, e spargilo sopra l’Altare, attorno attorno. (I)

Esodo 29:17 Poi taglia il montone a pezzi, e lava le sue interiora, e i suoi piedi, e mettili sopra i pezzi, e sopra il capo di esso. (I)

Esodo 29:18 E, bruciando il montone tutto intiero, fanne profumo sopra l’Altare; egli è un olocausto al Signore, egli è un odor soave, un’offerta fatta col fuoco al Signore. (I)

Esodo 29:19 Poi prendi l’altro montone; e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del montone. (I)

Esodo 29:20 Poi scanna il montone, e piglia del suo sangue, e mettilo in sul tenerume dell’orecchia destra di Aaronne e de’ suoi figliuoli, e in sul dito grosso della lor man destra, e in sul dito grosso del loro piè destro; poi spargi il sangue sopra l’Altare, attorno attorno. (I)

Esodo 29:21 Prendi, oltre a ciò, del sangue che sarà sopra l’Altare, e dell’olio dell’Unzione, e spruzzane Aaronne e i suoi vestimenti; e parimente i suoi figliuoli e i lor vestimenti. Così sarà consacrato egli e i suoi vestimenti; e parimente i suoi figliuoli e i lor vestimenti, con lui. (I)

Esodo 29:22 Poi piglia del montone il grasso, e la coda, e il grasso che copre l’interiora, e la rete del fegato, e i due arnioni, e il grasso ch’è sopra essi, e la spalla destra; perciocchè egli è il montone delle consacrazioni. (I)

Esodo 29:23 Prendi ancora dal paniere degli azzimi, che sarà davanti al Signore, una fetta di pane, e una focaccia intrisa nell’olio, e una schiacciata. (I)

Esodo 29:24 E metti tutte coteste cose sopra le palme delle mani di Aaronne, e sopra le palme delle mani de’ suoi figliuoli, e falle dimenare come offerta dimenata davanti al Signore. (I)

Esodo 29:25 Poi prendi quelle cose dalle lor mani; e, bruciandole sopra l’Altare, fanne profumo sopra l’olocausto, per odor soave davanti al Signore. Quest’è un’offerta fatta col fuoco al Signore. (I)

Esodo 29:26 Prendi ancora il petto del montone delle consacrazioni, che è per Aaronne, e fallo dimenare davanti al Signore per offerta dimenata. E quello sia per tua parte. (I)

Esodo 29:27 Così santifica il petto di offerta dimenata, e la spalla di offerta elevata, che sarà stata dimenata ed elevata, del montone delle consacrazioni e di ciò che è stato offerto per Aaronne, e per li suoi figliuoli. (I)

Esodo 29:28 E quello, per istatuto perpetuo, appartenga ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, e prendasi da’ figliuoli d’Israele; conciossiachè sia un’offerta elevata; or le offerte elevate si prenderanno dai figliuoli d’Israele de’ lor sacrificii da render grazie; le loro offerte elevate apparterranno al Signore. (I)

Esodo 29:29 E i vestimenti sacri, che sono per Aaronne, saranno per li suoi figliuoli dopo lui, per essere unti, e consacrati, in essi. (I)

Esodo 29:30 Vestali per sette giorni il Sacerdote che sarà in luogo di esso, d’infra i suoi figliuoli; il quale entrerà nel Tabernacolo della convenenza, per fare il servigio nel luogo Santo. (I)

Esodo 29:31 Poi prendi il montone delle consacrazioni, e cuoci la sua carne in luogo santo. (I)

Esodo 29:32 E mangino Aaronne e i suoi figliuoli, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, la carne del montone, e il pane che sarà in quel paniere. (I)

Esodo 29:33 Mangino, dico, quelle cose, con le quali sarà stato fatto il purgamento del peccato, per consacrarli e per santificarli; e non mangine alcuno straniere; conciossiachè sieno cosa santa. (I)

Esodo 29:34 E se pur vi rimarrà della carne delle consacrazioni, e di quel pane, fino alla mattina, brucia col fuoco quello che ne sarà rimasto, e non si mangi; perciocchè è cosa santa. (I)

Esodo 29:35 Fa’ adunque ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, interamente com’io ti ho comandato; consacrali per lo spazio di sette giorni. (I)

Esodo 29:36 E sacrifica un giovenco per lo peccato, per giorno, per li purgamenti del peccato; e fa’ sacrificio per lo peccato per l’Altare, quando tu farai il purgamento per esso; e ungilo, per consacrarlo. (I)

Esodo 29:37 Fa’ il purgamento per l’altare, per sette giorni; e così consacralo, e sia l’Altare una cosa santissima; tutto quello che toccherà l’Altare sia sacro. (I)

Esodo 29:38 OR questo è quello che tu sacrificherai sopra l’Altare, cioè: due agnelli di un anno, per giorno, del continuo. (I)

Esodo 29:39 Sacrificane uno la mattina, e l’altro fra i due vespri. (I)

Esodo 29:40 Con la decima parte di un’efa di fior di farina, stemperata con la quarta parte di un hin d’olio vergine, e un’offerta da spandere, di una quarta parte di un hin di vino, per l’uno degli agnelli. (I)

Esodo 29:41 E sacrifica l’altro agnello fra i due vespri, facendo con esso la medesima offerta e spargimento, come con quel della mattina; per soave odore, per offerta fatta per fuoco al Signore. (I)

Esodo 29:42 Sia questo un olocausto continuo, per le vostre generazioni, e facciasi all’entrata del Tabernacolo della convenenza, davanti al Signore, dove io mi ritroverò con voi, per parlar quivi a te. (I)

Esodo 29:43 Io adunque mi ritroverò quivi co’ figliuoli d’Israele, e Israele sarà santificato per la mia gloria. (I)

Esodo 29:44 Io santificherò ancora il Tabernacolo della convenenza, e l’Altare; santificherò parimente Aaronne e i suoi figliuoli, acciocchè mi esercitino il sacerdozio. (I)

Esodo 29:45 E abiterò nel mezzo de’ figliuoli d’Israele, e sarò loro Dio. (I)

Esodo 29:46 E dessi conosceranno ch’io sono il Signore Iddio loro, che li ho tratti fuor del paese di Egitto, per abitar nel mezzo di loro. Io sono il Signore Iddio loro. (I)

Esodo 30:1 FA’ ancora un Altare da fare i profumi; fallo di legno di Sittim. (I)

Esodo 30:2 Sia quadro, di lunghezza d’un cubito, e di larghezza d’un cubito; e sia la sua altezza di due cubiti; sieno le sue corna tirate di esso. (I)

Esodo 30:3 E coprilo d’oro puro, il suo coperchio, i suoi lati d’intorno, e le sue corna; e fagli una corona d’oro attorno attorno. (I)

Esodo 30:4 Fagli ancora due anelli d’oro disotto a quella sua corona, a’ due suoi cantoni; falli da due dei suoi lati; e sieno per mettervi dentro le stanghe, per portar l’Altare con esse. (I)

Esodo 30:5 E fa’ le stanghe di legno di Sittim, e coprile d’oro. (I)

Esodo 30:6 E metti quell’Altare davanti alla Cortina, che sarà dirimpetto all’Arca della Testimonianza, davanti al Coperchio che sarà sopra la Testimonianza, dove io mi ritroverò teco. (I)

Esodo 30:7 E faccia Aaronne profumo di aromati sopra esso; faccia quel profumo ogni mattina, quando egli avrà acconce le lampane. (I)

Esodo 30:8 E faccia Aaronne quel medesimo profumo, quando avrà accese le lampane fra i due vespri. Sia questo un profumo continuo davanti al Signore, per le vostre età. (I)

Esodo 30:9 Non offerite sopra esso alcun profumo strano, nè olocausto, nè offerta; e non ispandete alcuno spargimento sopra esso. (I)

Esodo 30:10 E faccia Aaronne, una volta l’anno, purgamento de’ peccati sopra le corna di esso; faccia quel purgamento una volta l’anno, per le vostre età, sopra esso, col sangue del sacrificio de’ purgamenti, fatto per lo peccato. Questo Altare sia una cosa santissima al Signore. (I)

Esodo 30:11 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 30:12 Quando tu farai la rassegna de’ figliuoli d’Israele, di coloro d’infra essi che devono essere annoverati, dia ciascuno al Signore il riscatto dell’anima sua, quando saranno annoverati; acciocchè non venga sopra essi alcuna piaga, mentre saranno annoverati. (I)

Esodo 30:13 Essi daranno questo: chiunque passa fra gli annoverati, darà un mezzo siclo, a siclo di Santuario, il quale è di venti oboli, per offerta al Signore. (I)

Esodo 30:14 Chiunque passa fra gli annoverati, di età da vent’anni in su, darà quell’offerta al Signore. (I)

Esodo 30:15 Il ricco non darà più, nè il povero meno di un mezzo siclo, in questa offerta al Signore, per lo riscatto delle anime vostre. (I)

Esodo 30:16 E piglia que’ danari de’ riscatti dai figliuoli d’Israele, e impiegali nell’opera del Tabernacolo della convenenza, e sieno per ricordanza per li figliuoli d’Israele, nel cospetto del Signore, per fare il riscatto delle anime vostre. (I)

Esodo 30:17 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 30:18 Fa’, oltre a ciò, una Conca di rame, col suo piè di rame, per lavare; e ponila fra il Tabernacolo della convenenza e l’Altare; e mettivi dentro dell’acqua. (I)

Esodo 30:19 E lavinsene Aaronne e i suoi figliuoli le mani ed i piedi. (I)

Esodo 30:20 Quando entreranno nel Tabernacolo della convenenza, ovvero quando si accosteranno all’Altare, per fare il servigio divino per far bruciare alcuna offerta fatta col fuoco al Signore, lavinsi con acqua, acciocchè non muoiano. (I)

Esodo 30:21 E lavinsi le mani ed i piedi, acciocchè non muoiano. Sia loro questo uno statuto perpetuo; ad Aaronne, dico, e a’ suoi figliuoli, per le loro età. (I)

Esodo 30:22 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 30:23 Prenditi degli aromati eccellenti, della mirra schietta il peso di cinquecento sicli, del cinamomo odoroso la metà, cioè dugencinquanta, e della canna odorosa parimente dugencinquanta; (I)

Esodo 30:24 e della cassia cinquecento sicli, a siclo di Santurario; e un hin d’olio di uliva. (I)

Esodo 30:25 E fanne l’olio per la sacra Unzione, un unguento composto per arte d’unguentaro. Questo sia l’olio della sacra Unzione. (I)

Esodo 30:26 Ungi con esso il Tabernacolo della convenenza, e l’Arca della Testimonianza; (I)

Esodo 30:27 e la Tavola, e tutti i suoi strumenti; ed il Candelliere, e tutti i suoi strumenti; e l’Altar de’ profumi; (I)

Esodo 30:28 e l’Altar degli olocausti, e tutti i suoi strumenti; e la Conca, e il suo piè. (I)

Esodo 30:29 Così consacrerai quelle cose, e saranno cose santissime; tutto quello che le toccherà sia sacro. (I)

Esodo 30:30 Ungi parimente Aaronne e i suoi figliuoli, e consacrali acciocchè mi esercitino il sacerdozio. (I)

Esodo 30:31 E parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Quest’olio mi sarà un olio di sacra unzione, per le vostre età. (I)

Esodo 30:32 Non ungasene la carne di alcun uomo, e non ne fate alcun simigliante, secondo la sua composizione; egli è cosa santa; siavi cosa santa. (I)

Esodo 30:33 Chi ne comporrà del simigliante, ovvero chi ne metterà sopra alcuna persona strana, sia riciso da’ suoi popoli. (I)

Esodo 30:34 Il Signore disse oltre a ciò a Mosè: Prenditi degli aromati, storace liquida, unghia odorosa, e galbano, e incenso puro; ciascuno aromato a parte a peso uguale. (I)

Esodo 30:35 E fanne un profumo una composizione aromatica fatta per arte di profumiere, confettata, pura e santa. (I)

Esodo 30:36 E di essa stritolane alquanto minuto minuto, e mettilo davanti alla Testimonianza, nel Tabernacolo della convenenza, dove io mi troverò teco. Siavi questo profumo una cosa santissima. (I)

Esodo 30:37 E non fatevi alcun profumo di composizione simigliante a quello che tu avrai fatto. Siati esso una cosa sacra al Signore. (I)

Esodo 30:38 Chi ne farà del simigliante, per odorarlo, sia riciso da’ suoi popoli. (I)

Esodo 31:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Vedi, io ho chiamato per nome Besaleel, (I)

Esodo 31:2 figliuol di Uri, figliuol di Hur, della tribù di Giuda. (I)

Esodo 31:3 E l’ho ripieno dello spirito di Dio, in industria, e in ingegno, e in sapere, e in ogni artificio; (I)

Esodo 31:4 per far disegni da lavorare in oro, e in argento, e in rame; (I)

Esodo 31:5 e in arte di pietre da legare, e in arte di lavorar di legno, in qualunque lavorio. (I)

Esodo 31:6 Ed ecco, io gli ho aggiunto Oholiab, figliuol di Ahisamac, della tribù di Dan. Io ho oltre a ciò messa industria nell’animo d’ogni uomo industrioso, acciocchè facciano tutte le cose che io ti ho comandate. (I)

Esodo 31:7 Il Tabernacolo della convenenza, e l’Arca per la Testimonianza, e il Coperchio che ha da esser sopra essa, e tutti gli arredi del Tabernacolo. (I)

Esodo 31:8 E la Tavola, e i suoi strumenti; e il Candelliere puro, e tutti i suoi strumenti; e l’Altar de’ profumi. (I)

Esodo 31:9 E l’Altar degli olocausti, e tutti i suoi strumenti; e la Conca, e il suo piede. (I)

Esodo 31:10 E i vestimenti del servigio divino, e i vestimenti sacri del Sacerdote Aaronne, e i vestimenti dei suoi figliuoli, per esercitare il sacerdozio. (I)

Esodo 31:11 E l’olio dell’Unzione, e il profumo degli aromati per lo Santuario. Facciano interamente com’io ti ho comandato. (I)

Esodo 31:12 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 31:13 E tu, parla a’ figliuoli di Israele, dicendo: Tuttavia osservate i miei Sabati; perciocchè il Sabato è un segnale fra me e voi, per le vostre età; acciocchè voi conosciate ch’io sono il Signore che vi santifico. (I)

Esodo 31:14 Osservate adunque il Sabato; perciocchè egli vi è un giorno santo; chiunque lo profanerà del tutto sia fatto morire; perciocchè qualunque persona farà in esso alcun lavoro, sarà ricisa d’infra i suoi popoli. (I)

Esodo 31:15 Lavorisi sei giorni, ma al settimo giorno è il Sabato del riposo, giorno sacro al Signore; chiunque farà lavoro alcuno nel giorno del Sabato, del tutto sia fatto morire. (I)

Esodo 31:16 Osservino adunque i figliuoli d’Israele il Sabato, per celebrarlo per le loro età, per patto perpetuo. (I)

Esodo 31:17 Esso è un segnale perpetuo fra me e i figliuoli d’Israele; conciossiachè il Signore abbia in sei giorni fatto il cielo e la terra; e nel settimo giorno cessò, e si riposò. (I)

Esodo 31:18 E dopo che il Signore ebbe finito di parlar con Mosè in sul monte di Sinai, egli gli diede le due Tavole della Testimonianza, tavole di pietra, scritte col dito di Dio. (I)

Esodo 32:1 OR il popolo, veggendo che Mosè tardava a scender dal monte, si adunò appresso ad Aaronne, e gli disse: Levati, facci degl’iddii che vadano davanti a noi; perciocchè, quant’è a quell’uomo Mosè, che ci ha condotti fuor del paese di Egitto, noi non sappiamo che ne sia stato. (I)

Esodo 32:2 Ed Aaronne disse loro: Spiccate i pendenti d’oro che sono alle orecchie delle vostre mogli, de’ vostri figliuoli, e delle vostre figliuole; e portatemeli. (I)

Esodo 32:3 E tutto il popolo si spiccò i pendenti d’oro che avea agli orecchi; e li portò ad Aaronne. (I)

Esodo 32:4 Ed egli li prese dalle lor mani; e, dopo aver fatto il modello con lo scarpello, ne fece un vitello di getto. E gl’Israeliti dissero: O Israele, questi sono i tuoi dii, che ti hanno tratto fuor del paese di Egitto. (I)

Esodo 32:5 Ed Aaronne, veggendo questo, edificò un altare davanti ad esso; e fece fare una grida, dicendo: Domani sarà festa solenne al Signore. (I)

Esodo 32:6 E la mattina seguente, i figliuoli di Israele si levarono a buon’ora, e sacrificarono olocausti, e offersero sacrificii da render grazie; e il popolo si assettò per mangiare e per bere; poi si levò per sollazzare. (I)

Esodo 32:7 E il Signore disse a Mosè: Va’, scendi giù; perciocchè il tuo popolo, che tu hai tratto fuor del paese di Egitto, si è corrotto. (I)

Esodo 32:8 Essi si son tosto stornati dalla via che io avea lor comandata; essi si hanno fatto un vitello di getto, e l’hanno adorato, e gli hanno sacrificato, e hanno detto: Questi, o Israele, sono i tuoi dii, che ti hanno tratto fuor del paese di Egitto. (I)

Esodo 32:9 Il Signore disse ancora a Mosè: Io ho riguardato questo popolo, ed ecco, egli è un popolo di collo duro. (I)

Esodo 32:10 Ora dunque, lasciami fare, e l’ira mia si accenderà contro a loro, e io li consumerò; e io ti farò diventare una gran nazione. (I)

Esodo 32:11 Ma Mosè supplicò al Signore Iddio suo, e disse: Perchè si accenderebbe, o Signore, l’ira tua contro al tuo popolo, che tu hai tratto fuor del paese di Egitto, con gran forza e con possente mano? (I)

Esodo 32:12 Perchè direbbero gli Egizj: Egli li ha tratti fuori per male, per farli morir su per que’ monti, e per consumarli d’in su la terra? Racqueta il tuo cruccio acceso, e pentiti di questo male inverso il tuo popolo. (I)

Esodo 32:13 Ricordati di Abrahamo, d’Isacco e d’Israele, tuoi servitori, ai quali tu giurasti per te stesso; ed a’ quali dicesti: Io moltiplicherò la vostra progenie, come le stelle del cielo; e darò alla vostra progenie tutto questo paese, del quale io ho parlato, acciocchè lo possegga in perpetuo. (I)

Esodo 32:14 E il Signore si pentì del male che avea detto di fare al suo popolo. (I)

Esodo 32:15 E Mosè, rivoltosi, scese dal monte, avendo in mano le due Tavole della Testimonianza, tavole scritte da’ due lati, di qua e di là. (I)

Esodo 32:16 E le Tavole erano lavoro di Dio, e la scrittura era scrittura di Dio, intagliata sopra le Tavole. (I)

Esodo 32:17 Or Giosuè udì il romor del popolo, mentre gridava, e disse a Mosè: E’ vi è un grido di battaglia nel campo. (I)

Esodo 32:18 E Mosè disse: Questo non è punto grido di vittoriosi; nè grido di vinti; io odo un suono di canto. (I)

Esodo 32:19 E, come egli fu vicino al campo, vide quel vitello e le danze. E l’ira sua si accese, ed egli gittò le Tavole dalle sue mani, e le spezzò appiè del monte. (I)

Esodo 32:20 Poi prese il vitello, che i figliuoli d’Israele aveano fatto, e lo bruciò col fuoco, e lo tritò, finchè fu ridotto in polvere; e sparse quella polvere sopra dell’acqua, e fece bere quell’acqua a’ figliuoli d’Israele. (I)

Esodo 32:21 E Mosè disse ad Aaronne: Che ti ha fatto questo popolo, che tu gli hai tratto addosso un gran peccato? (I)

Esodo 32:22 Ed Aaronne disse: Non accendasi l’ira del mio signore; tu conosci questo popolo, come egli è dato al male. (I)

Esodo 32:23 Essi mi dissero: Facci degl’iddii che vadano davanti a noi; perciocchè, quant’è e quell’uomo Mosè, che ci ha tratti fuor del paese di Egitto, noi non sappiamo che ne sia stato. (I)

Esodo 32:24 E io dissi loro: Chi ha dell’oro? spiccatevelo d’addosso. Ed essi mi diedero quell’oro, e io lo misi nel fuoco, e n’è uscito questo vitello. (I)

Esodo 32:25 E Mosè, veggendo che il popolo era spogliato conciossiachè Aaronne lo avesse spogliato, per essere in vituperio appo i suoi assalitori, (I)

Esodo 32:26 si fermò alla porta del campo, e disse: Chi è qui per lo Signore? venga a me. E tutti i figliuoli di Levi si adunarono appresso a lui. (I)

Esodo 32:27 Ed egli disse loro: Così ha detto il Signore Iddio d’Israele: Ciascun di voi metta la sua spada al fianco; e passate, e ripassate per lo campo, da una porta all’altra, e uccidete ciascuno il suo fratello, il suo amico, e il suo prossimo parente. (I)

Esodo 32:28 E i figliuoli di Levi fecero secondo la parola di Mosè; e in quel giorno caddero morti del popolo intorno a tremila uomini. (I)

Esodo 32:29 Or Mosè avea lor detto: Consacratevi oggi al Signore; anzi ciascuno si consacri nel suo proprio figliuolo, e nel suo fratello; e ciò affin di attrarre oggi benedizione sopra voi. E IL giorno seguente, Mosè disse al popolo: Voi avete commesso un gran peccato; (I)

Esodo 32:30 ma ora io salirò al Signore: forse farò io che vi sia perdonato il vostro peccato. (I)

Esodo 32:31 Mosè dunque ritornò al Signore, e disse: Deh! Signore; questo popolo ha commesso un gran peccato, facendosi degl’iddii d’oro. (I)

Esodo 32:32 Ma ora, rimetti loro il lor peccato; se no, cancellami ora dal tuo Libro che tu hai scritto. (I)

Esodo 32:33 E il Signore disse a Mosè: Io cancellerò dal mio Libro colui che avrà peccato contro a me. (I)

Esodo 32:34 Or va’ al presente, conduci il popolo al luogo del quale ti ho parlato; ecco, un mio Angelo andrà davanti a te; e al giorno della mia visitazione, io li punirò del lor peccato. (I)

Esodo 32:35 E il Signore percosse il popolo, perciocchè avea fatto il vitello, che Aaronne avea fabbricato. (I)

Esodo 33:1 Il Signore adunque disse a Mosè: Va’, sali di qui, col popolo che tu hai tratto fuor del paese di Egitto, verso il paese del quale io ho giurato ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe, dicendo: Io lo darò alla tua progenie. (I)

Esodo 33:2 Ed io manderò davanti a te un Angelo, e caccerò i Cananei, gli Amorrei, gl’Hittei, i Ferezei, gl’Hivvei, e i Gebusei. (I)

Esodo 33:3 Ed esso ti condurrà in un paese stillante latte e miele; perciocchè io non salirò nel mezzo di te; conciossiachè tu sii un popolo di collo duro; che talora io non ti consumi per lo cammino. (I)

Esodo 33:4 E il popolo, avendo udita questa dolorosa parola, ne fece cordoglio; e niuno si mise addosso i suoi ornamenti. (I)

Esodo 33:5 Perciocchè il Signore avea detto a Mosè: Di’ a’ figliuoli d’Israele: Voi siete un popolo di collo duro; in un momento, se salgo nel mezzo di te, io ti avrò consumato; ora dunque, levati d’addosso i tuoi ornamenti, e io saprò quello che avrò da farti. (I)

Esodo 33:6 E i figliuoli d’Israele si trassero i loro ornamenti, dalla montagna di Horeb. (I)

Esodo 33:7 E Mosè prese il Padiglione, e se lo tese fuor del campo, lungi da esso; e lo nominò: Il Tabernacolo della convenenza; e, chiunque cercava il Signore, usciva fuori al Tabernacolo della convenenza, ch’era fuor del campo. (I)

Esodo 33:8 Ora, quando Mosè uscì verso il Padiglione, tutto il popolo si levò, e ciascuno si fermò all’entrata del suo padiglione, e riguardò dietro a Mosè, finchè fosse entrato nel Padiglione. (I)

Esodo 33:9 E avvenne, come Mosè entrava nel Tabernacolo, la colonna della nuvola si abbassò, e si fermò all’entrata del Tabernacolo, e il Signore parlò con Mosè. (I)

Esodo 33:10 E tutto il popolo, veggendo la colonna della nuvola fermarsi all’entrata del Tabernacolo, si levò, e adorò, ciascuno all’entrata del suo padiglione. (I)

Esodo 33:11 Ora, il Signore parlava a Mosè a faccia a faccia, come un uomo parla al suo compagno. Poi Mosè tornò nel campo; ma Giosuè, figliuol di Nun, ministro di Mosè, uomo giovane, non si partì di dentro al Tabernacolo. (I)

Esodo 33:12 E Mosè disse al Signore: Vedi, tu mi dici: Mena fuori questo popolo; e tu non mi hai fatto conoscere chi tu manderai meco; e pur tu mi hai detto: Io ti ho conosciuto per nome, e anche tu hai trovata grazia davanti agli occhi miei. (I)

Esodo 33:13 Ora dunque, se pure ho trovata grazia davanti agli occhi tuoi, fammi, ti prego, conoscere la tua via, e fa’ ch’io ti conosca; acciocchè io trovi grazia davanti agli occhi tuoi; e riguarda che questa nazione è tuo popolo. (I)

Esodo 33:14 E il Signore disse: La mia faccia andrà, e io ti darò riposo. (I)

Esodo 33:15 Mosè adunque avendo detto al Signore: Se la tua faccia non va con noi, non farci partir di qui; (I)

Esodo 33:16 e a che si conoscerà egli ora che io e il tuo popolo abbiamo trovata grazia davanti agli occhi tuoi? non sarà egli quando tu andrai con noi? onde io e il tuo popolo saremo renduti ammirabili sopra qualunque popolo che sia sopra la terra. (I)

Esodo 33:17 Il Signore gli disse: Io farò ancora questo che tu dici; conciossiachè tu abbi trovata grazia davanti agli occhi miei, e che io t’abbia conosciuto per nome. (I)

Esodo 33:18 E Mosè disse al Signore: Deh! fammi veder la tua gloria. (I)

Esodo 33:19 E il Signore gli disse: Io farò passare davanti a te tutta la mia bellezza, e griderò il Nome del Signore davanti a te; e farò grazia a chi vorrò far grazia, e avrò pietà di chi vorrò aver pietà. (I)

Esodo 33:20 Ma gli disse: Tu non puoi veder la mia faccia; perciocchè l’uomo non mi può vedere, e vivere. (I)

Esodo 33:21 Poi gli disse: Ecco un luogo appresso di me; fermati adunque sopra quel sasso. (I)

Esodo 33:22 E quando la mia gloria passerà, io ti metterò nella buca del sasso, e ti coprirò con la mia mano, finchè io sia passato. (I)

Esodo 33:23 Poi rimoverò la mia mano, e tu mi vedrai di dietro; ma la mia faccia non si può vedere. (I)

Esodo 34:1 E IL Signore disse a Mosè: Tagliati due tavole di pietra, simili alle primiere; e io scriverò in su quelle tavole la parole ch’erano in su le primiere che tu spezzasti. (I)

Esodo 34:2 E sii presto domattina, e sali la mattina in sul monte di Sinai, e presentati quivi davanti a me, in su la sommità del monte. (I)

Esodo 34:3 E non salga teco alcuno, nè anche si vegga alcuno in tutto il monte, nè anche pasturi alcun bestiame, minuto o grosso, dirincontro a questo monte. (I)

Esodo 34:4 Mosè adunque tagliò due tavole di pietra, simili alle primiere; e si levò la mattina seguente a buon’ora, e salì in sul monte di Sinai; come il Signore gli avea comandato; e prese in mano quelle due tavole di pietra. (I)

Esodo 34:5 E il Signore scese nella nuvola, e si fermò quivi con lui, e gridò: Il Nome del Signore. (I)

Esodo 34:6 Il Signore adunque passò davanti a lui, e gridò: Il Signore, il Signore, l’Iddio pietoso e misericordioso, lento all’ira, e grande in benignità e verità; (I)

Esodo 34:7 che osserva la benignità in mille generazioni; che perdona l’iniquità, il misfatto, e il peccato: il quale altresì non assolve punto il colpevole; anzi fa punizione della iniquità de’ padri sopra i figliuoli, e sopra i figliuoli de’ figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione. (I)

Esodo 34:8 E Mosè subito s’inchinò a terra, e adorò. (I)

Esodo 34:9 E disse: Deh! Signore; se io ho trovata grazia davanti agli occhi tuoi, venga ora il Signore nel mezzo di noi; questo popolo è veramente un popolo di collo duro; ma tu, perdonaci le nostre iniquità e il nostro peccato, e possedici. (I)

Esodo 34:10 E il Signore disse: Ecco, io fo patto nel cospetto di tutto il tuo popolo; io farò maraviglie, quali non furono mai create in tutta la terra, nè fra alcuna nazione; e tutto il popolo, nel mezzo del quale tu sei, vedrà l’opera del Signore; conciossiachè quello che io farò teco sia cosa tremenda. (I)

Esodo 34:11 Osserva quello che oggi ti comando. Ecco, io scaccerò d’innanzi a te gli Amorrei, e i Cananei, e gl’Hittei e i Ferezei, e gli Hivvei, e i Gebusei. (I)

Esodo 34:12 Guardati che tu non faccia lega con gli abitanti del paese, nel qual tu entrerai; che talora essi non ti sieno in laccio nel mezzo di te. (I)

Esodo 34:13 Anzi disfate i loro altari, e spezzate le loro statue, e tagliate i lor boschi. (I)

Esodo 34:14 Perciocchè tu non hai da adorare altro dio; conciossiachè il nome del Signore sia: Il Geloso; egli è un Dio geloso. (I)

Esodo 34:15 Guardati dunque che tu non faccia lega con gli abitanti di quel paese; che talora, quando essi fornicheranno dietro a’ lor dii, e sacrificheranno loro, non ti chiamino, e tu non mangi de’ lor sacrificii. (I)

Esodo 34:16 E non prenda delle lor figliuole per li tuoi figliuoli; e ch’esse, fornicando dietro a’ lor dii, non facciano parimente fornicare i tuoi figliuoli dietro agl’iddii loro. (I)

Esodo 34:17 Non farti alcun dio di getto. (I)

Esodo 34:18 Osserva la festa solenne degli Azzimi; mangia azzimi sette giorni, come io ti ho comandato, nel tempo ordinato del mese di Abib; conciossiachè nel mese di Abib tu sii uscito di Egitto. (I)

Esodo 34:19 Tutto quello che apre la matrice è mio; e di tutto il tuo bestiame sarà fatta offerta per ricordanza, cioè: dei primi parti del tuo minuto e del tuo grosso bestiame. (I)

Esodo 34:20 Ma riscatta con un agnello, o con un capretto, il primogenito dell’asino; e se pur tu non lo riscatti, fiaccagli il collo; riscatta ogni primogenito d’infra i tuoi figliuoli; e non comparisca alcuno davanti a me vuoto. (I)

Esodo 34:21 Lavora sei giorni, e riposati al settimo giorno; riposati eziandio nel tempo dell’arare e del mietere. (I)

Esodo 34:22 Celebra ancora la festa solenne delle Settimane, ch’è la festa delle primizie della mietitura del grano; e parimente la festa solenne della ricolta de’ frutti, all’uscita dell’anno. (I)

Esodo 34:23 Tre volte l’anno comparisca ogni maschio tuo davanti alla faccia del Signore, dell’Eterno Signore Iddio d’Israele. (I)

Esodo 34:24 Perciocchè io scaccerò le genti d’innanzi a te, e allargherò i tuoi confini; e quando tu salirai per comparir davanti alla faccia del Signore Iddio tuo, tre volte l’anno, niuno sarà mosso da cupidità per assalire il tuo paese. (I)

Esodo 34:25 Scannando il mio sacrificio, non ispandere il sangue di esso con pan lievitato; e non sia il sacrificio della festa della Pasqua guardato la notte infino alla mattina. (I)

Esodo 34:26 Porta nella Casa del Signore Iddio tuo le primizie de’ primi frutti della tua terra. Non cuocere il capretto nel latte di sua madre. (I)

Esodo 34:27 Poi il Signore disse a Mosè: Scrivi queste parole, perciocchè su queste parole io ho fatto patto teco e con Israele. (I)

Esodo 34:28 E Mosè stette quivi col Signore quaranta giorni e quaranta notti; senza mangiar pane, nè bere acqua; e il Signore scrisse sopra quelle tavole le parole del patto, le dieci parole. (I)

Esodo 34:29 Ora, quando Mosè scese dal monte di Sinai, avendo le due Tavole della Testimonianza in mano, mentre scendeva dal monte, egli non sapeva che la pelle del suo viso era divenuta risplendente, mentre egli parlava col Signore. (I)

Esodo 34:30 Ed Aaronne e tutti i figliuoli d’Israele riguardarono Mosè; ed ecco, la pelle del suo viso risplendeva; onde temettero di accostarsi a lui. (I)

Esodo 34:31 Ma Mosè il chiamò; ed Aaronne e tutti i principali ritornarono a lui alla raunanza; e Mosè parlò loro. (I)

Esodo 34:32 E, dopo questo, tutti i figliuoli d’Israele si accostarono, ed egli comandò loro tutte le cose che il Signore gli avea dette nel monte di Sinai. (I)

Esodo 34:33 E quando ebbe finito di parlar con loro, egli si mise un velo in sul viso. (I)

Esodo 34:34 E quando Mosè veniva davanti alla faccia del Signore, per parlar con lui, si toglieva il velo, finchè uscisse fuori; poi, come era uscito, diceva a’ figliuoli d’Israele ciò che gli era comandato. (I)

Esodo 34:35 E i figliuoli d’Israele, riguardando la faccia di Mosè, vedevano che la pelle del suo viso risplendeva. Poi egli si rimetteva il velo in sul viso, finchè entrasse a parlar col Signore. (I)

Esodo 35:1 MOSÈ adunque adunò tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, e disse loro: Queste son le cose che il Signore ha comandate che si facciano: (I)

Esodo 35:2 Lavorisi sei giorni, e al settimo giorno siavi giorno santo, il Riposo del Sabato consacrato al Signore; chiunque farà in esso opera alcuna sia fatto morire. (I)

Esodo 35:3 Non accendete fuoco in alcuna delle vostre stanze nel giorno del Sabato. (I)

Esodo 35:4 Poi Mosè disse a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele: Questo è quello che il Signore ha comandato. (I)

Esodo 35:5 Pigliate di quello che avete appo voi da fare un’offerta al Signore; chiunque sarà d’animo volenteroso, porti quell’offerta al Signore; oro, e argento, e rame, (I)

Esodo 35:6 e violato, e porpora, e scarlatto, e fin lino, e pel di capra, (I)

Esodo 35:7 e pelli di montone tinte in rosso, e pelli di tasso, e legno di Sittim, (I)

Esodo 35:8 e olio per la lumiera, e aromati per l’olio dell’Unzione, e per lo profumo degli aromati, (I)

Esodo 35:9 e pietre onichine, e pietre da legare, per l’Efod, e per lo Pettorale. (I)

Esodo 35:10 E tutti gli uomini industriosi che son fra voi vengano, e facciano tutto quello che il Signore ha comandato: (I)

Esodo 35:11 il Tabernacolo, la sua tenda, la sua coverta, i suoi graffi, le sue assi, le sue sbarre, le sue colonne, e i suoi piedistalli; (I)

Esodo 35:12 l’Arca, e le sue stanghe; il Coperchio, e la Cortina da tender davanti; (I)

Esodo 35:13 la Tavola, e le sue stanghe, e tutti i suoi strumenti; e il Pane del cospetto; (I)

Esodo 35:14 e il Candelliere della lumiera, e i suoi strumenti, e le sue lampane, e l’olio per la lumiera; (I)

Esodo 35:15 e l’Altar de’ profumi, e le sue stanghe; l’olio dell’Unzione, e il profumo degli aromati, e il Tappeto dell’entrata, per l’entrata del Tabernacolo; (I)

Esodo 35:16 l’Altar degli olocausti, e la sua grata di rame, e le sue sbarre, e tutti i suoi strumenti; la Conca, e il suo piede; (I)

Esodo 35:17 le cortine del Cortile, le sue colonne e i suoi piedistalli; e il Tappeto dell’entrata del Cortile; (I)

Esodo 35:18 i piuoli del Tabernacolo, e i piuoli del Cortile, e le lor corde; (I)

Esodo 35:19 i vestimenti del servigio, da fare il servigio nel Luogo santo; i vestimenti sacri del Sacerdote Aaronne, e i vestimenti de’ suoi figliuoli, per esercitare il sacerdozio. (I)

Esodo 35:20 Allora tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele si partì dal cospetto di Mosè. (I)

Esodo 35:21 E tutti coloro, il cui cuore li sospinse, e il cui spirito li mosse volenterosamente, vennero, e portarono l’offerta del Signore, per l’opera del Tabernacolo della convenenza, e per ogni servigio di esso, e per li vestimenti sacri. (I)

Esodo 35:22 E tutte le persone di cuor volenteroso vennero, uomini e donne; e portarono fibbie, e monili, e anella, e fermagli; ogni sorte di arredi d’oro; oltre a tutti coloro che offersero al Signore offerta d’oro. (I)

Esodo 35:23 E ogni uomo, appo cui si trovò violato, o porpora, o scarlatto, o fin lino, o pel di capra, o pelli di montone tinte in rosso, e pelli di tasso, ne portò. (I)

Esodo 35:24 Chiunque potè offerire offerta d’argento, e di rame, ne portò per l’offerta del Signore; parimente ciascuno, appo cui si trovò legno di Sittim, per qualunque opera del lavorio, ne portò. (I)

Esodo 35:25 E tutte le donne industriose filarono con le lor mani, e portarono il filato del violato, e della porpora, e dello scarlatto, e del fin lino. (I)

Esodo 35:26 Tutte le donne ancora, il cui cuore le sospinse ad adoperarsi con industria, filarono il pel di capra. (I)

Esodo 35:27 E i principali del popolo portarono pietre onichine, e pietre da legare, per l’Efod, e per lo Pettorale; (I)

Esodo 35:28 e aromati, e olio, per la lumiera, e per l’olio dell’Unzione, e per lo profumo degli aromati. (I)

Esodo 35:29 Così tutti coloro d’infra i figliuoli d’Israele, così uomini come donne, il cui cuore li mosse volenterosamente a portar ciò che faceva bisogno per tutto il lavorio, che il Signore avea comandato per Mosè che si facesse, portarono offerte volontarie al Signore. (I)

Esodo 35:30 E MOSÈ disse a’ figliuoli d’Israele: Vedete, il Signore ha chiamato per nome Besaleel, figliuol di Uri, figliuol di Hur, della tribù di Giuda. (I)

Esodo 35:31 E l’ha empiuto dello Spirito di Dio, in industria, in ingegno, in sapere, e in ogni artificio; (I)

Esodo 35:32 eziandio per far disegni da lavorare in oro, e in argento, e in rame, (I)

Esodo 35:33 e in arte di pietre da legare, e in arte di lavorar di legno, per far qualunque lavorio ingegnoso. (I)

Esodo 35:34 E anche ha messo nell’animo suo il sapere ammaestrare altrui; e con lui Oholiab, figliuol di Ahisamac, della tribù di Dan. (I)

Esodo 35:35 Egli li ha empiuti d’industria, da far qualunque lavorio di fabbro, e di disegnatore, e di ricamatore in violato, in porpora, in iscarlatto, e in fin lino; e di tessitore; e di artefice in qualunque lavorio e disegno. (I)

Esodo 36:1 (H35-36) Besaleel adunque, e Oholiab, e ogni uomo industrioso, in cui il Signore ha posto industria ed ingegno, da saper lavorare, facciano tutto il lavorio dell’opera del Santuario, secondo tutto quello che il Signore ha comandato. (I)

Esodo 36:2 (H36-1) E Mosè chiamò Besaleel, e Oholiab, e ogni uomo industrioso, nel cui animo il Signore avea posta industria; ogni uomo il cui cuore lo sospinse a profferirsi a quell’opera, per farla. (I)

Esodo 36:3 (H36-2) Ed essi tolsero d’innanzi a Mosè tutta quella offerta, che i figliuoli d’Israele aveano portata, acciocchè se ne facesse l’opera del lavoro del Santuario. Ma i figliuoli d’Israele portando loro ancora ogni mattina alcuna offerta volontaria; (I)

Esodo 36:4 (H36-3) tutti que’ maestri artefici, che facevano tutto il lavorio del Santuario, lasciato ciascuno il suo lavorio che facevano, vennero, e dissero a Mosè: (I)

Esodo 36:5 (H36-4) Il popolo porta troppo, vie più che non bisogna per lo lavoro dell’opera, che il Signore ha comandato che si faccia. (I)

Esodo 36:6 (H36-5) Laonde Mosè comandò che si facesse andare una grida per lo campo, dicendo: Non faccia più nè uomo nè donna offerta di alcuna roba per lo Santuario. Così si divietò che il popolo non portasse altro. (I)

Esodo 36:7 (H36-6) Perciocchè coloro aveano, in quelle robe che si erano già portate, quanto bastava loro per far tutto quel lavorio, e anche ne avanzava. (I)

Esodo 36:8 (H36-7) COSÌ tutti i maestri artefici, d’infra coloro che facevano il lavorio, fecero il Padiglione di dieci teli di fin lino ritorto, e di violato, e di porpora, e di scarlatto; essi fecero que’ teli lavorati a Cherubini, di lavoro di disegno. (I)

Esodo 36:9 (H36-8) La lunghezza di un telo era di ventotto cubiti, e la larghezza di quattro cubiti: tutti que’ teli erano di una stessa misura. (I)

Esodo 36:10 (H36-9) E accoppiarono cinque teli l’uno con l’altro; parimente accoppiarono cinque altri teli l’uno con l’altro. (I)

Esodo 36:11 (H36-10) E fecero de’ lacciuoli di violato all’orlo dell’un de’ teli, all’estremità dell’uno degli accoppiamenti; fecero ancora il simigliante nell’orlo dell’estremo telo nel secondo accoppiamento. (I)

Esodo 36:12 (H36-11) Fecero cinquanta lacciuoli all’uno di que’ teli; e fecero parimente cinquanta lacciuoli all’estremità del telo che era al secondo accoppiamento; que’ lacciuoli erano l’uno dirincontro all’altro. (I)

Esodo 36:13 (H36-12) Fecero ancora cinquanta graffi d’oro, e accoppiarono i teli l’uno con l’altro con quei graffi; e così il Padiglione fu giunto in uno. (I)

Esodo 36:14 (H36-13) Fecero, oltre a ciò, de’ teli di pel di capra, per Tenda sopra il Padiglione. (I)

Esodo 36:15 (H36-14) Fecero undici di que’ teli. La lunghezza d’uno di essi era di trenta cubiti, e la larghezza di quattro cubiti; quegli undici teli erano di una stessa misura. (I)

Esodo 36:16 (H36-15) E accoppiarono cinque teli da parte, e sei teli da parte. (I)

Esodo 36:17 (H36-16) E fecero cinquanta lacciuoli all’orlo del telo estremo dell’uno degli accoppiamenti; e altri cinquanta lacciuoli all’orlo del medesimo telo del secondo accoppiamento. (I)

Esodo 36:18 (H36-17) Fecero, oltre a ciò, cinquanta graffi di rame, per giugnere insieme la Tenda, acciocchè fosse giunta in uno. (I)

Esodo 36:19 (H36-18) Fecero ancora alla Tenda una coverta di pelli di montone, tinte in rosso; e un’altra coverta di pelli di tasso, di sopra. (I)

Esodo 36:20 (H36-19) Poi fecero per lo Tabernacolo le assi di legno di Sittim, da esser ritte. (I)

Esodo 36:21 (H36-20) La lunghezza di ciascun’asse era di dieci cubiti, e la larghezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 36:22 (H36-21) E in ciascun’asse v’erano due cardini da incastrar l’un pezzo con l’altro; così fecero a tutte le assi del Tabernacolo. (I)

Esodo 36:23 (H36-22) Fecero adunque le assi per lo Tabernacolo; venti assi pel lato Australe, verso il Mezzodì; (I)

Esodo 36:24 (H36-23) e quaranta piedistalli di argento, per metter sotto quelle venti assi; due piedistalli sotto ciascun’asse, per li suoi due cardini. (I)

Esodo 36:25 (H36-24) E per l’altro lato del Tabernacolo, verso l’Aquilone, venti assi; (I)

Esodo 36:26 (H36-25) co’ lor quaranta piedistalli di argento, due piedistalli sotto ciascun’asse. (I)

Esodo 36:27 (H36-26) E per lo fondo del Tabernacolo, verso l’Occidente, fecero sei assi. (I)

Esodo 36:28 (H36-27) Fecero ancora due assi per li cantoni del Tabernacolo, nel fondo di esso. (I)

Esodo 36:29 (H36-28) E quelle erano a due facce fin da basso; e tutte erano ben commesse insieme al capo di ciascuna di queste assi, con un anello; fecero queste due assi ch’erano per li due cantoni, di una medesima maniera. (I)

Esodo 36:30 (H36-29) V’erano adunque otto assi, insieme co’ lor sedici piedistalli di argento; due piedistalli sotto ciascun’asse. (I)

Esodo 36:31 (H36-30) Fecero, oltre a ciò, cinque sbarre di legno di Sittim, per le assi dell’uno de’ lati del Tabernacolo. (I)

Esodo 36:32 (H36-31) Parimente cinque sbarre per le assi dell’altro lato del Tabernacolo; e cinque sbarre per le assi del fondo del Tabernacolo, verso l’Occidente. (I)

Esodo 36:33 (H36-32) E fecero la sbarra di mezzo, per traversar per lo mezzo delle assi, da un capo all’altro. (I)

Esodo 36:34 (H36-33) E copersero d’oro le assi, e fecero d’oro i loro anelli, per mettervi dentro le sbarre; copersero anche d’oro le sbarre. (I)

Esodo 36:35 (H36-34) Fecero ancora la Cortina di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto, di lavoro di disegno: la fecero di lavoro di disegno a Cherubini. (I)

Esodo 36:36 (H36-35) E fecero per essa quattro colonne di legno di Sittim e le copersero d’oro; e i lor capitelli erano d’oro; e fonderono per quelle colonne quattro piedistalli di argento. (I)

Esodo 36:37 (H36-36) Fecero eziandio per l’entrata del Tabernacolo un Tappeto di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto, di lavoro di ricamatore; con le lor cinque colonne, (I)

Esodo 36:38 (H36-37) e i lor capitelli; e copersero d’oro i capitelli, e i fili di esse; e fecero loro cinque piedistalli di rame. (I)

Esodo 37:1 BESALEEL fece ancora l’Arca, di legno di Sittim; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, e la larghezza di un cubito e mezzo, e l’altezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 37:2 E la coperse d’oro puro, di dentro e di fuori, e le fece una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 37:3 E le fondè quattro anelli d’oro, e mise quegli anelli a’ quattro piedi di essa, due dall’uno de’ lati di essa, e due dall’altro. (I)

Esodo 37:4 Fece ancora delle stanghe di legno di Sittim, e le coperse d’oro. (I)

Esodo 37:5 E mise quelle stanghe dentro agli anelli, da’ lati dell’Arca, per portarla. (I)

Esodo 37:6 Fece ancora il Coperchio d’oro puro; e la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo, e la larghezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 37:7 Fece, oltre a ciò, due Cherubini d’oro; li fece di lavoro tirato al martello, da’ due capi del Coperchio; (I)

Esodo 37:8 un Cherubino nell’uno de’ capi di qua, e un altro nell’altro di là; fece que’ Cherubini tirati dal Coperchio stesso, da’ due capi di esso. (I)

Esodo 37:9 E i Cherubini spandevano l’ale in su, facendo coverta sopra il Coperchio con le loro ale; e aveano le lor facce volte l’uno verso l’altro; le facce de’ Cherubini erano verso il Coperchio. (I)

Esodo 37:10 Fece ancora la Tavola, di legno di Sittim; la sua lunghezza era di due cubiti, e la larghezza di un cubito, e l’altezza di un cubito e mezzo. (I)

Esodo 37:11 E la coperse d’oro puro, e le fece una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 37:12 Le fece eziandio attorno una chiusura di larghezza di un palmo, e a quella sua chiusura fece una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 37:13 E fondè a quella Tavola quattro anelli d’oro, e mise quegli anelli a’ quattro canti, ch’erano a’ quattro piedi di essa Tavola. (I)

Esodo 37:14 Quegli anelli erano dirincontro a quella chiusura, per mettervi dentro le stanghe, da portar la Tavola. (I)

Esodo 37:15 Fece, oltre a ciò, le stanghe di legno di Sittim, e le coperse d’oro. (I)

Esodo 37:16 Fece ancora d’oro puro i vasellamenti che s’aveano a mettere sopra la Tavola, le sue scodelle, e le sue coppe, e i suoi bacini, e i suoi nappi, co’ quali si doveano far gli spargimenti. (I)

Esodo 37:17 Fece eziandio il Candelliere, d’oro puro; egli lo fece di lavoro tirato al martello; così il suo gambo, come i suoi rami, i suoi vasi, i suoi pomi, e le sue bocce, erano di un pezzo. (I)

Esodo 37:18 E v’erano sei rami procedenti da’ lati di esso; tre rami dall’uno de’ lati di esso, e tre dall’altro. (I)

Esodo 37:19 Nell’uno di essi rami v’erano tre vasi in forma di mandorla, un pomo, e una boccia, a ciascun vaso; parimente tre vasi in forma di mandorla, un pomo, e una boccia a ciascun vaso, nell’altro ramo; e così in tutti i sei rami procedenti dal Candelliere. (I)

Esodo 37:20 E nel gambo del Candelliere v’erano quattro vasi in forma di mandorla, co’ suoi pomi, e con le sue bocce. (I)

Esodo 37:21 E ne’ sei rami procedenti dal Candelliere, v’era un pomo sotto i due primi rami, d’un pezzo col Candelliere; e un pomo sotto i due altri rami, d’un pezzo col Candelliere; e un pomo sotto i due altri rami, d’un pezzo col Candelliere. (I)

Esodo 37:22 I pomi de’ rami e i rami loro erano d’un pezzo col Candelliere; tutto il Candelliere era d’un pezzo d’oro puro tirato al martello. (I)

Esodo 37:23 Fece ancora le sette lampane d’esso, i suoi smoccolatoi, e i suoi catinelli, d’oro puro. (I)

Esodo 37:24 Egli impiegò intorno al Candelliere, e a tutti i suoi strumenti, un talento d’oro. (I)

Esodo 37:25 Poi fece l’Altar de’ profumi, di legno di Sittim; la sua lunghezza era di un cubito, e la larghezza di un cubito, sì ch’era quadrato; e la sua altezza era di due cubiti; e le sue corna erano tirate d’esso. (I)

Esodo 37:26 E lo coperse d’oro puro, il suo coperchio, i suoi lati d’intorno, e le sue corna: gli fece eziandio una corona d’oro attorno. (I)

Esodo 37:27 Gli fece ancora due anelli d’oro, disotto a quella sua corona, a’ due suoi cantoni, da due de’ suoi lati, i quali erano per mettervi dentro le stanghe, per portar quell’Altare con esse. (I)

Esodo 37:28 E fece quelle stanghe di legno di Sittim, e le coperse d’oro. (I)

Esodo 37:29 Poi fece l’olio sacro dell’Unzione, e il profumo degli aromati, puro, di lavoro di profumiere. (I)

Esodo 38:1 POI fece l’Altar degli olocausti, di legno di Sittim; la sua lunghezza era di cinque cubiti, e la larghezza di cinque cubiti, tal ch’era quadrato, e l’altezza di tre cubiti. (I)

Esodo 38:2 E gli fece delle corna a’ suoi quattro canti, le quali erano tirate dall’Altare; e lo coperse di rame. (I)

Esodo 38:3 Fece eziandio tutti gli strumenti dell’Altare, i calderoni, e le palette, e i bacini, e le forcelle, e le cazze; egli fece tutti gli strumenti dell’Altare di rame. (I)

Esodo 38:4 Fece ancora all’Altare una grata di rame, di lavor reticolato, disotto al procinto dell’Altare, a basso, ed era fino a mezzo l’Altare. (I)

Esodo 38:5 E fondè quattro anelli, i quali egli mise a’ quattro canti della grata di rame, per mettervi dentro le stanghe. (I)

Esodo 38:6 Fece, oltre a ciò, le stanghe di legno di Sittim, e le coperse di rame. (I)

Esodo 38:7 E mise quelle stanghe dentro agli anelli, a’ lati dell’Altare, per portarlo con esse; egli fece l’Altare di tavole, vuoto. (I)

Esodo 38:8 Fece ancora di rame la Conca, e il suo piè di rame, degli specchi delle donne, che a certi tempi ordinati venivano a servire nell’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Esodo 38:9 Fece, oltre a ciò, il Cortile; dal lato Australe verso il Mezzodì v’erano cento cubiti di cortine di fin lino ritorto, per lo Cortile, (I)

Esodo 38:10 con le lor venti colonne, e i lor venti piedistalli, di rame; ma i capitelli delle colonne, e i lor fili, erano di argento. (I)

Esodo 38:11 Così ancora dal lato Settentrionale v’erano cento cubiti di cortine, con le lor venti colonne, e i lor venti piedistalli, di rame; ma i capitelli delle colonne, e i lor fili, erano d’argento. (I)

Esodo 38:12 E dal lato Occidentale, v’erano cinquanta cubiti di cortine, con le lor dieci colonne, e i lor dieci piedistalli; e i capitelli delle colonne, e i lor fili, erano di argento. (I)

Esodo 38:13 E dal lato Orientale, verso il Levante, v’erano cinquanta cubiti di cortine. (I)

Esodo 38:14 Cioè, all’un de’ canti vi erano quindici cubiti di cortine, con le lor tre colonne, e i lor tre piedistalli; (I)

Esodo 38:15 e all’altro canto, cioè così di qua, come di là dell’entrata del Cortile, quindici cubiti di cortine, con le lor tre colonne, e i lor tre piedistalli. (I)

Esodo 38:16 Tutte le cortine del Cortile d’intorno erano di fin lino ritorto. (I)

Esodo 38:17 E i piedistalli e le colonne erano di rame; ma i capitelli delle colonne, e i lor fili erano di argento; tutte le colonne del Cortile aveano i capitelli coperti di argento; ma i lor fili erano di argento. (I)

Esodo 38:18 Fece ancora all’entrata del Cortile un tappeto di lavoro di ricamatore, di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto, di venti cubiti di lunghezza, e di cinque cubiti d’altezza, nella larghezza corrispondente alle cortine del Cortile; (I)

Esodo 38:19 con le lor quattro colonne, e i lor quattro piedistalli, di rame; ma i lor capitelli erano di argento; esse aveano i lor capitelli coperti di argento, ma i lor fili erano di argento. (I)

Esodo 38:20 E fece tutti i piuoli del Tabernacolo, e del Cortile d’intorno, di rame. (I)

Esodo 38:21 QUESTE son le somme dell’oro, dell’argento, e del rame, impiegato intorno al Tabernacolo della Testimonianza, le quali furono fatte d’ordine di Mosè, per opera de’ Leviti, sotto la condotta d’Itamar, figliuol del Sacerdote Aaronne. (I)

Esodo 38:22 Delle quali Besaleel, figliuol di Uri, figliuol di Hur, della tribù di Giuda, fece tutte quelle cose che il Signore avea comandate a Mosè; (I)

Esodo 38:23 insieme con Oholiab, figliuol di Ahisamac, della tribù di Dan, e altri fabbri, e disegnatori, e ricamatori in violato, e in porpora, e in iscarlatto, e in fin lino. (I)

Esodo 38:24 Tutto l’oro che fu impiegato nell’opera, in tutto il lavorio del Santuario: l’oro di quell’offerta fu ventinove talenti, e settecentrenta sicli, a siclo di Santuario. (I)

Esodo 38:25 E l’argento degli annoverati d’infra la raunanza fu cento talenti, e mille settecensettanta cinque sicli, a siclo di Santuario; (I)

Esodo 38:26 prendendo un didramma per testa, ch’è la metà d’un siclo, a siclo di Santuario, da chiunque passava fra gli annoverati, dall’età di vent’anni in su, i quali furono seicentotremila cinquecentocinquanta. (I)

Esodo 38:27 Di questo argento cento talenti furono per fondere i piedistalli del Santuario, e i piedistalli della Cortina; cento talenti per cento piedistalli, un talento per piedistallo. (I)

Esodo 38:28 E con que’ mille settecensettanta cinque sicli, egli fece i capitelli alle colonne, e coperse i lor capitelli; e fece lor de’ fili. (I)

Esodo 38:29 E il rame dell’offerta fu settanta talenti, e duemila quattrocento sicli. (I)

Esodo 38:30 E d’esso fece i piedistalli dell’entrata del Tabernacolo della convenenza, e l’Altar di rame, e la sua grata di rame; e tutti gli strumenti dell’Altare; (I)

Esodo 38:31 e i piedistalli del Cortile, d’intorno, e i piedistalli dell’entrata del Cortile, e tutti i piuoli del Tabernacolo, e tutti i piuoli del Cortile d’intorno. (I)

Esodo 39:1 POI del violato, e della porpora e dello scarlatto, coloro fecero i vestimenti del servigio, per fare il ministerio nel Santuario; e anche fecero i vestimenti sacri per Aaronne; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:2 Fecero adunque l’Efod d’oro, di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto. (I)

Esodo 39:3 E assottigliarono delle piastre d’oro e le tagliarono per fila, per metterle in opera per mezzo il violato, e per mezzo la porpora, e per mezzo lo scarlatto, e per mezzo il fin lino, in lavoro di disegno. (I)

Esodo 39:4 E fecero a quello degli omerali che si accoppiavano insieme; e così l’Efod era accoppiato dai suoi due capi. (I)

Esodo 39:5 E il disegno del fregio ch’era sopra l’Efod, era tirato dell’Efod istesso, e del medesimo lavoro, d’oro, e di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:6 Lavorarono ancora le pietre onichine, intorniate di castoni d’oro, nelle quali erano scolpiti i nomi de’ figliuoli d’Israele, a lavoro d’intagli di suggello. (I)

Esodo 39:7 E le misero sopra gli omerali dell’Efod, per esser pietre di ricordanza per li figliuoli d’Israele; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:8 Fecero, oltre a ciò, il Pettorale, di lavoro di disegno, e dell’istesso lavoro dell’Efod, d’oro, di violato, e di porpora, e di scarlatto, e di fin lino ritorto. (I)

Esodo 39:9 Il Pettorale era quadrato ed essi lo fecero doppio; la sua lunghezza era d’una spanna, e la sua larghezza d’una spanna; ed era doppio. (I)

Esodo 39:10 E incastrarono in esso quattro ordini di pietre; nel primo v’era un sardonio, un topazio, e uno smeraldo. (I)

Esodo 39:11 E nel second’ordine v’era un carbonchio, uno zaffiro, e un diamante. (I)

Esodo 39:12 E nel terz’ordine v’era un ligurio, un’agata, ed un’amatista. (I)

Esodo 39:13 E nel quart’ordine v’era un grisolito, una pietra onichina, e un diaspro. Queste pietre erano legate in oro, ciascuna nel suo castone. (I)

Esodo 39:14 E quelle pietre erano in numero di dodici, secondo i nomi dei figliuoli d’Israele; in ciascuna d’esse era scolpito, a lavoro d’intagli di suggello, il suo nome, per le dodici tribù. (I)

Esodo 39:15 Fecero ancora al Pettorale le catenelle, d’oro puro, a capi, di lavoro intorcicchiato. (I)

Esodo 39:16 Fecero, oltre a ciò, due castoni d’oro, e due fibbie d’oro; misero eziandio due anelli a due capi del Pettorale. (I)

Esodo 39:17 Poi attaccarono quelle due catenelle d’oro intorcicchiate a que’ due anelli, a’ capi del Pettorale. (I)

Esodo 39:18 E i due capi dell’altre due catenelle intorcicchiate li attaccarono a que’ due castoni, i quali essi misero sopra gli omerali dell’Efod, in su la parte anteriore di esso. (I)

Esodo 39:19 Fecero ancora due anelli d’oro, i quali misero agli altri due capi del Pettorale, all’orlo di esso, ch’era allato all’Efod, in dentro. (I)

Esodo 39:20 Fecero, oltre a ciò, due anelli d’oro, e li misero ai due omerali dell’Efod, disotto, nella parte anteriore di esso, allato alla giuntura d’esso, disopra al fregio lavorato dell’Efod. (I)

Esodo 39:21 E serrarono il Pettorale da’ suoi anelli agli anelli dell’Efod, con una bendella di violato; in modo ch’egli era disopra del fregio lavorato dell’Efod, e non poteva esser tolto d’in su l’Efod; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:22 Fecero ancora il Manto dell’Efod, di lavoro tessuto, tutto di violato. (I)

Esodo 39:23 E nel mezzo di quel Manto v’era una scollatura, simile a una scollatura di corazza, avendo un orlo attorno, acciocchè non si schiantasse. (I)

Esodo 39:24 E alle fimbrie di esso Manto d’intorno, fecero delle melagrane di violato, e di porpora, e di scarlatto, a fila ritorte. (I)

Esodo 39:25 Fecero ancora de’ sonagli d’oro puro, e misero que’ sonagli per mezzo quelle melagrane, alle fimbrie del Manto d’intorno, mescolandoli con le melagrane. (I)

Esodo 39:26 E mettendo un sonaglio, poi una melagrana; un sonaglio, poi una melagrana, alle fimbrie del Manto d’ogni intorno, per fare il ministerio; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:27 Fecero ancora le toniche di fin lino, di lavoro tessuto, per Aaronne, e per li suoi figliuoli. (I)

Esodo 39:28 Fecero parimente la Benda di fin lino, e gli ornamenti delle mitrie, altresì di fin lino; e le mutande line, di fin lino ritorto. (I)

Esodo 39:29 Fecero ancora la Cintura, di fin lino ritorto, e di violato, e di porpora, e di scarlatto, di lavoro di ricamatore; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:30 Fecero ancora la lama della sacra corona, d’oro puro; e scrissero sopra essa, in iscrittura d’intagli di suggello: LA SANTITÀ DEL SIGNORE. (I)

Esodo 39:31 E misero a quella una bendella di violato, per metterla in su la Benda, disopra; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:32 Così fu finito tutto il lavorio del Padiglione, e del Tabernacolo della convenenza; e i figliuoli d’Israele fecero interamente secondo che il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:33 POI portarono a Mosè la Tenda, il Tabernacolo, e tutti i suoi arredi, i suoi graffi, le sue assi, le sue sbarre, le sue colonne, e i suoi piedistalli; (I)

Esodo 39:34 e la coverta delle pelli di montone tinte in rosso, e la coverta delle pelli di tasso, e la Cortina da tendere davanti al Luogo santissimo; (I)

Esodo 39:35 l’Arca della Testimonianza, e le sue stanghe; e il Coperchio; (I)

Esodo 39:36 la Tavola, e tutti i suoi strumenti; e il pane del cospetto; (I)

Esodo 39:37 il Candelliere puro, e le sue lampane da tenere in ordine del continuo; e tutti i suoi strumenti, e l’olio per la lumiera; (I)

Esodo 39:38 e l’Altare d’oro, e l’olio dell’Unzione, e il profumo degli aromati, e il Tappeto dell’entrata del Tabernacolo; (I)

Esodo 39:39 l’Altar di rame, e la sua grata di rame, le sue sbarre, e tutti i suoi strumenti; la Conca, e il suo piede; (I)

Esodo 39:40 le cortine del Cortile, le sue colonne, e i suoi piedistalli; e il Tappeto per l’entrata del Cortile; le funi di esso Cortile, e i suoi piuoli, e tutti gli arredi dell’opera della Tenda del Tabernacolo della convenenza; (I)

Esodo 39:41 i vestimenti del servigio, per fare il ministerio nel Santuario; i vestimenti sacri per il Sacerdote Aaronne, e i vestimenti de’ suoi figliuoli, per esercitare il sacerdozio. (I)

Esodo 39:42 I figliuoli d’Israele fecero tutto il lavorio, interamente secondo che il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 39:43 E Mosè vide tutta l’opera; ed ecco, essi l’aveano fatta come il Signore avea comandato. E Mosè li benedisse. (I)

Esodo 40:1 E IL Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Esodo 40:2 Nel primo giorno del primo mese rizza la Tenda del Tabernacolo della convenenza. (I)

Esodo 40:3 E mettivi dentro l’Arca della Testimonianza, e tendi la Cortina davanti all’Arca. (I)

Esodo 40:4 Poi portavi dentro la Tavola, e ordina ciò che deve essere ordinato in quella; portavi parimente il Candelliere, e accendi le sue lampane. (I)

Esodo 40:5 E metti l’Altare d’oro per li profumi davanti all’Arca della Testimonianza; metti eziandio il Tappeto all’entrata del Tabernacolo. (I)

Esodo 40:6 E metti l’Altare degli olocausti davanti all’entrata della Tenda del Tabernacolo della convenenza. (I)

Esodo 40:7 E metti la Conca fra il Tabernacolo della convenenza, e l’Altare; e mettivi dentro dell’acqua. (I)

Esodo 40:8 Disponi ancora il Cortile d’intorno, e metti il Tappeto all’entrata del Cortile. (I)

Esodo 40:9 Poi piglia l’olio dell’Unzione, e ungine il Tabernacolo, e tutto quello chi vi sarà dentro; e consacralo, con tutti i suoi arredi; e sarà cosa santa. (I)

Esodo 40:10 Ungi parimente l’Altar degli olocausti, e tutti i suoi strumenti, e consacra l’Altare; e sarà cosa santissima. (I)

Esodo 40:11 Ungi ancora la Conca, e il suo piè, e consacrala. (I)

Esodo 40:12 Poi fa’ accostare Aaronne e i suoi figliuoli, all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e lavali con acqua. (I)

Esodo 40:13 E fai vestire ad Aaronne i vestimenti sacri, e ungilo, e consacralo; e così amministrimi egli il sacerdozio. (I)

Esodo 40:14 Fa’ eziandio accostare i suoi figliuoli, e fa’ lor vestir le toniche. (I)

Esodo 40:15 E ungili, come tu avrai unto il padre loro; e così amministrimi il sacerdozio; e la loro Unzione sarà loro per sacerdozio perpetuo, per le lor generazioni. (I)

Esodo 40:16 E Mosè fece interamente come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:17 E nell’anno secondo, nel primo giorno del primo mese, fu rizzato il Tabernacolo. (I)

Esodo 40:18 Mosè adunque rizzò il Tabernacolo; e, posati i suoi piedistalli, dispose le sue assi, e vi mise le sbarre, e rizzò le sue colonne. (I)

Esodo 40:19 E stese la Tenda sopra il Tabernacolo, e pose la coverta della Tenda sopra essa al disopra; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:20 Poi prese la Testimonianza, e la pose dentro all’Arca; e mise le stanghe all’Arca; e posò il Coperchio in su l’Arca, disopra. (I)

Esodo 40:21 E portò l’Arca dentro al Tabernacolo, e mise la Cortina che s’avea da tender davanti, e la tese davanti all’Arca della Testimonianza; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:22 Poi mise la Tavola nel Tabernacolo della convenenza, dal lato settentrionale del Tabernacolo, difuori della Cortina; (I)

Esodo 40:23 e mise per ordine sopra essa i pani che si aveano da tenere in ordine davanti al Signore; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:24 Poi mise il Candelliere nel Tabernacolo della convenenza, dirimpetto alla Tavola, dal lato australe del Tabernacolo; (I)

Esodo 40:25 e accese le lampane davanti al Signore; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:26 Poi mise l’Altar d’oro nel Tabernacolo della convenenza, davanti alla Cortina; (I)

Esodo 40:27 e bruciò sopra esso il profumo degli aromati; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:28 Poi mise il Tappeto all’entrata del Tabernacolo. (I)

Esodo 40:29 E pose l’Altar degli olocausti all’entrata della Tenda del Tabernacolo della convenenza; e offerse sopra esso l’olocausto, e l’offerta; come il Signore gli avea comandato. (I)

Esodo 40:30 E pose la Conca fra il Tabernacolo della convenenza, e l’Altare; e vi mise dentro dell’acqua, da lavare. (I)

Esodo 40:31 E Mosè, ed Aaronne, e i suoi figliuoli, se ne lavarono le mani ed i piedi. (I)

Esodo 40:32 Quando entravano nel Tabernacolo della convenenza, e quando si accostavano all’Altare, si lavavano; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Esodo 40:33 Poi rizzò il Cortile d’intorno al Tabernacolo, e all’Altare; e mise il Tappeto all’entrata del Cortile. Così Mosè fornì l’opera. (I)

Esodo 40:34 E la nuvola coperse il Tabernacolo della convenenza, e la gloria del Signore empiè il Tabernacolo. (I)

Esodo 40:35 E Mosè non potè entrare nel Tabernacolo della convenenza; conciossiachè la nuvola si fosse posata sopra esso, e la gloria del Signore empiesse il Tabernacolo. (I)

Esodo 40:36 Or, quando la nuvola s’alzava d’in sul Tabernacolo, i figliuoli d’Israele si partivano; ciò avvenne in tutte le lor mosse. (I)

Esodo 40:37 E, quando la nuvola non si alzava, non si partivano, fino al giorno ch’ella s’alzava. (I)

Esodo 40:38 Perciocchè la nuvola del Signore era di giorno sopra il Tabernacolo, e un fuoco v’era di notte, alla vista di tutta la casa d’Israele, in tutti i lor viaggi. (I)

Levitico 1:1 OR il Signore chiamò Mosè, e parlò a lui dal Tabernacolo della convenenza, dicendo: (I)

Levitico 1:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando alcun di voi offerirà un’offerta al Signore, se quella è di animali, offerite le vostre offerte di buoi, o di pecore, o di capre. (I)

Levitico 1:3 Se la sua offerta è olocausto di buoi, offerisca quell’animale maschio, senza difetto; offeriscalo all’entrata del Tabernacolo della convenenza; acciocchè quello sia gradito per lui davanti al Signore. (I)

Levitico 1:4 E posi la mano in su la testa dell’olocausto; ed esso sarà gradito, per far purgamento del peccato per lui. (I)

Levitico 1:5 Poi quel bue sarà scannato davanti al Signore; e i figliuoli di Aaronne, sacerdoti, ne offeriranno il sangue, e lo spanderanno in su l’Altare ch’è all’entrata del Tabernacolo della convenenza, attorno attorno. (I)

Levitico 1:6 Poi l’olocausto sarà scorticato, e tagliato a pezzi. (I)

Levitico 1:7 E i figliuoli del Sacerdote Aaronne metteranno il fuoco sopra l’Altare, e ordineranno le legne in sul fuoco. (I)

Levitico 1:8 E poi i figliuoli di Aaronne, sacerdoti, ordineranno que’ pezzi, il capo, e la corata, sopra le legne, che saranno in sul fuoco, il qual sarà sopra l’Altare. (I)

Levitico 1:9 Ma si laveranno l’interiora, e le gambe di quel bue. E il sacerdote farà ardere tutte queste cose sopra l’Altare, in olocausto, in offerta soave fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 1:10 E se l’offerta di esso per l’olocausto è del minuto bestiame, di pecore, o di capre, offerisca quell’animale maschio, senza difetto. (I)

Levitico 1:11 E scannisi dal lato settentrionale dell’Altare, davanti al Signore; e spandanne e figliuoli d’Aaronne, sacerdoti, il sangue sopra l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 1:12 Poi taglisi a pezzi, i quali, insieme con la testa, e la corata, il sacerdote metterà per ordine sopra le legne che saranno in sul fuoco, il qual sarà sopra l’Altare. (I)

Levitico 1:13 Ma lavinsi le interiora, e le gambe, con acqua; e il sacerdote offerirà tutte queste cose, e le farà ardere sopra l’Altare. Quest’è un olocausto un’offerta fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 1:14 E se la sua offerta al Signore è olocausto di uccelli, offerisca la sua offerta di tortole, ovvero di pippioni. (I)

Levitico 1:15 E offerisca il sacerdote quell’olocausto sopra l’Altare; e, torcendogli il collo, gli spicchi il capo, e faccialo ardere sopra l’Altare; e spremasene il sangue all’un dei lati dell’Altare. (I)

Levitico 1:16 Poi tolgasene il gozzo, e la piuma, e gittinsi quelle cose allato all’Altare, verso Oriente nel luogo delle ceneri. (I)

Levitico 1:17 Poi fenda il sacerdote l’uccello per le sue ale, senza partirlo in due; e faccialo ardere sopra l’Altare, sopra le legne che saranno in sul fuoco. Quest’è un olocausto, un’offerta fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 2:1 E QUANDO alcuna persona offerirà offerta di panatica, sia la sua offerta fior di farina; e spanda sopra essa dell’olio, e mettavi sopra dell’incenso. (I)

Levitico 2:2 E portila a’ figliuoli di Aaronne, sacerdoti; e prenda il sacerdote una piena menata del fior di farina, e dell’olio di essa, insieme con tutto il suo incenso; e faccia bruciar quelle cose, che son la ricordanza di quell’offerta, in su l’Altare. Questa è un’offerta fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 2:3 E sia il rimanente di quell’offerta, di Aaronne e de’ suoi figliuoli; è cosa santissima, d’infra le offerte che si ardono al Signore. (I)

Levitico 2:4 E quando tu offerirai, per offerta di panatica, alcuna cosa cotta al forno, offerisci focacce azzime di fior di farina, intrise con olio; o schiacciate azzime, unte con olio. (I)

Levitico 2:5 E se la tua offerta è di cose di panatica, cotte in su la teglia, sia di fior di farina, intrisa con olio, senza lievito. (I)

Levitico 2:6 Spartiscila in pezzi, e spandi sopra essa dell’olio. Ella è offerta di panatica. (I)

Levitico 2:7 E se la tua offerta è di cose di panatica cotte nella padella, facciasi di fior di farina, con olio. (I)

Levitico 2:8 E porta al Signore quell’offerta che sarà fatta di quelle cose; e presentala al sacerdote, ed egli rechila in su l’Altare. (I)

Levitico 2:9 E levine il sacerdote la ricordanza di essa, e facciala bruciare in su l’Altare, in offerta fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 2:10 E sia il rimanente dell’offerta di Aaronne e de’ suoi figliuoli; è cosa santissima, d’infra le offerte che si ardono al Signore. (I)

Levitico 2:11 Niuna offerta di panatica, che voi offerirete al Signore, non facciasi con lievito; perciocchè voi non dovete fare ardere alcun lievito, nè alcun miele, in offerta fatta per fuoco al Signore. (I)

Levitico 2:12 Ben potrete offerir quelle cose per offerta di primizie al Signore; ma non sieno poste in su l’Altare, per odor soave. (I)

Levitico 2:13 E sala ogni tua offerta di panatica con sale; e non lasciar venir meno il sale del patto del Signore d’in su le tue offerte; offerisci del sale sopra ogni tua offerta. (I)

Levitico 2:14 E se tu offerisci al Signore offerta di primizie di panatica, offerisci spighe fresche arrostite al fuoco; granelli sfregolati di fior di frumento, per offerta delle tue primizie. (I)

Levitico 2:15 E spandi sopra essa dell’olio e dell’incenso; ella è offerta di panatica. (I)

Levitico 2:16 E faccia il sacerdote bruciar la ricordanza di essa, insieme con tutto il suo incenso, in offerta fatta per fuoco al Signore. (I)

Levitico 3:1 E SE l’offerta di alcuno è sacrificio da render grazie, s’egli l’offerisce del grosso bestiame, maschio o femmina che quella bestia sia, offeriscala senza difetto, nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 3:2 E posi la mano in sul capo della sua offerta; e scannisi quella all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e spandanne i figliuoli di Aaronne, sacerdoti, il sangue in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 3:3 Poi offerisca il sacerdote, del sacrificio da render grazie, ciò che si ha da ardere al Signore, cioè: il grasso che copre l’interiora, e tutto il grasso che è sopra l’interiora; (I)

Levitico 3:4 e i due arnioni, e il grasso che è sopra essi, e quello che è sopra i fianchi; e levi la rete che è sopra il fegato, insieme con gli arnioni. (I)

Levitico 3:5 E i figliuoli di Aaronne faccianla bruciare in su l’Altare, sopra l’olocausto che sarà sopra le legne, le quali saranno in sul fuoco; in offerta fatta per fuoco, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 3:6 E se l’offerta di alcuno, per sacrificio da render grazie al Signore, è del minuto bestiame, maschio o femmina, offeriscala senza difetto. (I)

Levitico 3:7 S’egli offerisce per sua offerta una pecora, offeriscala nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 3:8 E posi la mano in sul capo della sua offerta; e scannisi quella all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e spandanne i figliuoli di Aaronne il sangue in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 3:9 E offerisca il sacerdote di quel sacrificio da render grazie, ciò che si ha da ardere al Signore, cioè: il grasso, e la coda intiera, la quale spicchisi appresso della schiena; e il grasso che copre l’interiora, e tutto il grasso che è sopra l’interiora; (I)

Levitico 3:10 e i due arnioni, e il grasso che è sopra essi, che è sopra i fianchi; e levi la rete che è sopra il fegato, insieme con gli arnioni. (I)

Levitico 3:11 E faccia il sacerdote bruciar quel grasso in su l’Altare, in cibo di offerta fatta per fuoco al Signore. (I)

Levitico 3:12 E se l’offerta di alcuno è capra, offeriscala nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 3:13 E posi la mano sopra il capo di essa, e scannisi davanti al Tabernacolo della convenenza; e spandanne i figliuoli di Aaronne il sangue in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 3:14 Poi offeriscane il sacerdote l’offerta che deve esser fatta per fuoco al Signore, cioè: il grasso che copre l’interiora, e tutto il grasso che è sopra l’interiora; (I)

Levitico 3:15 e i due arnioni, insieme col grasso che è sopra essi, che è sopra i fianchi; e levi la rete che è sopra il fegato, insieme con gli arnioni. (I)

Levitico 3:16 E faccia il sacerdote bruciar queste cose in su l’Altare, in cibo di offerta fatta per fuoco, di soave odore. Ogni grasso appartiene al Signore. (I)

Levitico 3:17 Questo sia uno statuto perpetuo, per le vostre generazioni, in tutte le vostre abitazioni. Non mangiate alcun sangue, nè alcun grasso. (I)

Levitico 4:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: (I)

Levitico 4:2 Quando alcuna persona avrà peccato per errore, e avrà fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare; (I)

Levitico 4:3 se il Sacerdote unto è quel che avrà peccato, onde il popolo sia renduto colpevole, offerisca al Signore per lo peccato suo, il quale egli avrà commesso, un giovenco senza difetto per sacrificio per lo peccato. (I)

Levitico 4:4 E adduca quel giovenco all’entrata del Tabernacolo della convenenza, davanti al Signore; e posi la mano in sul capo di esso, e scannisi nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 4:5 Poi prenda il Sacerdote unto, del sangue del giovenco, e portilo dentro al Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 4:6 E intinga il Sacerdote il dito in quel sangue sette volte nel cospetto del Signore, davanti alla Cortina del Santuario. (I)

Levitico 4:7 E metta il Sacerdote di quel sangue in su le corna dell’Altar de’ profumi degli aromati, che è nel Tabernacolo della convenenza, nel cospetto del Signore; e spanda tutto il rimanente del sangue del giovenco appiè dell’Altar degli olocausti, che è all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 4:8 E levi dal giovenco del sacrificio per lo peccato tutto il grasso di esso; il grasso che copre l’interiora, e tutto il grasso che è sopra l’interiora; (I)

Levitico 4:9 e i due arnioni, e il grasso che è sopra essi, che è sopra i fianchi; levi parimente con gli arnioni la rete che è sopra il fegato; (I)

Levitico 4:10 come queste cose si levano dal bue del sacrificio da render grazie; e facciale il Sacerdote bruciare sopra l’Altar degli olocausti. (I)

Levitico 4:11 Ma, quant’è alla pelle del giovenco, e tutta la sua carne, insieme col capo, e con le gambe, e le sue interiora, e il suo sterco, (I)

Levitico 4:12 e tutto il giovenco, portilo fuor del campo, in luogo mondo, dove si versano le ceneri; e brucilo col fuoco sopra delle legne; brucisi là dove si versano le ceneri. (I)

Levitico 4:13 E se tutta la raunanza d’Israele ha peccato per errore, senza ch’ella se ne sia avveduta; e ha fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare; onde sia caduta in colpa; (I)

Levitico 4:14 quando il peccato, ch’ella avrà commesso, sarà venuto a notizia, offerisca la raunanza un giovenco, per sacrificio per lo peccato, ed adducalo davanti al Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 4:15 E posino gli Anziani della raunanza le lor mani in sul capo di quel giovenco, nel cospetto del Signore; e scannisi quel giovenco davanti al Signore. (I)

Levitico 4:16 E porti il Sacerdote unto, del sangue del giovenco, dentro al Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 4:17 E intinga il Sacerdote il dito in quel sangue, e spargane sette volte nel cospetto del Signore, davanti alla Cortina. (I)

Levitico 4:18 E metta di esso sangue sopra le corna dell’Altare, che è nel Tabernacolo della convenenza, davanti al Signore; e spanda tutto il rimanente del sangue, appiè dell’Altar degli olocausti, che è all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 4:19 E levi da quel giovenco tutto il grasso, e faccialo bruciar sopra l’Altare. (I)

Levitico 4:20 E faccia di questo giovenco come ha fatto dell’altro giovenco offerto per lo suo peccato. E così farà il purgamento del peccato della raunanza, e le sarà perdonato. (I)

Levitico 4:21 Poi porti il giovenco fuor del campo, e brucilo, come ha bruciato il primo giovenco. Esso è sacrificio per lo peccato della raunanza. (I)

Levitico 4:22 Se alcuno de’ principali ha peccato, e ha, per errore, fatta alcuna di tutte quelle cose, che il Signore Iddio suo ha vietate di fare, onde sia caduto in colpa; (I)

Levitico 4:23 quando il suo peccato, ch’egli avrà commesso, gli sarà fatto conoscere, adduca, per la sua offerta, un becco, un maschio d’infra le capre, senza difetto. (I)

Levitico 4:24 E posi la mano sopra il capo di quel becco; e scannisi quello nel luogo dove si scannano gli olocausti, davanti al Signore. Esso è sacrificio per lo peccato. (I)

Levitico 4:25 E prenda il sacerdote del sangue di questo sacrificio per lo peccato, col dito, e mettalo sopra le corna dell’Altare degli olocausti; e spanda il rimanente del sangue di esso appiè dell’Altare degli olocausti. (I)

Levitico 4:26 E faccia bruciar tutto il grasso di quel becco sopra l’Altare, come il grasso del sacrificio da render grazie. E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso, e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 4:27 E se alcuno del comun popolo ha peccato per errore, e ha fatta alcuna delle cose che il Signore ha vietate di fare, onde sia caduto in colpa; (I)

Levitico 4:28 quando il suo peccato, ch’egli avrà commesso, gli sarà fatto conoscere, adduca, per la sua offerta, una femmina d’infra le capre, senza difetto, per sacrificio per lo suo peccato, che egli ha commesso. (I)

Levitico 4:29 E posi la mano in sul capo di quel sacrificio per lo peccato; e scannisi quello nel luogo degli olocausti. (I)

Levitico 4:30 Poi prenda il sacerdote del sangue di esso col dito, e mettalo in su le corna dell’Altare degli olocausti, e spanda tutto il rimanente del sangue di esso appiè dell’Altare. (I)

Levitico 4:31 E levine tutto il grasso, come si leva il grasso del sacrificio da render grazie; e faccia il sacerdote bruciar quel grasso sopra l’Altare, in odor soave al Signore. E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso, e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 4:32 E se pur colui adduce una pecora per sua offerta, per sacrificio per lo peccato, adducala femmina, senza difetto. (I)

Levitico 4:33 E posi la mano in sul capo del sacrificio per lo peccato; e scannisi quel sacrificio per lo peccato, nel luogo dove si scannano gli olocausti dell’Altare. (I)

Levitico 4:34 E levine tutto il grasso, (I)

Levitico 4:35 Poi prenda il sacerdote del sangue di quel sacrificio per lo peccato, col dito, e mettalo sopra le corna dell’Altare degli olocausti, e spanda tutto il rimanente del sangue di esso appiè come si leva il grasso della pecora del sacrificio da render grazie; e faccia il sacerdote bruciar quei grassi in su l’Altare, sopra le offerte che si fanno per fuoco al Signore. E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso, il quale egli avrà commesso, e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 5:1 E QUANDO alcuno avrà peccato, perciocchè avrà udita la voce di una dinunziazione con giuramento di alcuna cosa, onde egli sia testimonio o che l’abbia veduta, o che l’abbia altramente saputa, e non l’avrà dichiarata; egli porterà la sua iniquità. (I)

Levitico 5:2 Parimente, quando alcuno avrà toccata alcuna cosa immonda, carogna di fiera immonda, o carogna di animal domestico immondo, o carogna di rettile immondo; avvenga ch’egli l’abbia fatto per ignoranza, pure è immondo, e colpevole. (I)

Levitico 5:3 Così, quando egli avrà toccata alcuna immondizia dell’uomo, secondo ogni sua immondizia, per la quale egli è contaminato, benchè egli non l’abbia fatto saputamente, se viene a saperlo, egli è colpevole. (I)

Levitico 5:4 Similmente, quando alcuno avrà giurato, profferendo leggermente con le sue labbra di voler male o ben fare, secondo tutte le cose che gli uomini sogliono profferir leggermente con giuramento; ed egli non ne ha più conoscenza; se viene a saperlo, egli è colpevole in una di queste maniere. (I)

Levitico 5:5 Quando adunque alcuno sarà colpevole in una di queste maniere, faccia la confession del peccato ch’egli avrà commesso. (I)

Levitico 5:6 E adduca al Signore il sacrificio per la sua colpa, per lo peccato ch’egli avrà commesso, cioè: una femmina del minuto bestiame, o pecora, o capra, per lo peccato. E faccia il sacerdote il purgamento del peccato di esso. (I)

Levitico 5:7 E se pur la possibilità di colui non potrà fornire una pecora, o una capra, adduca al Signore, per sacrificio per la sua colpa, in ciò che avrà peccato, due tortole, o due pippioni; l’uno per sacrificio per lo peccato, e l’altro per olocausto. (I)

Levitico 5:8 E portili al sacerdote; ed esso offerisca imprima quello che sarà per lo peccato, e torcendogli il collo, gli spicchi il capo appresso al collo, senza però spartirlo in due. (I)

Levitico 5:9 Poi sparga del sangue del sacrificio per lo peccato sopra una delle pareti dell’Altare, e spremasi il rimanente del sangue appiè dell’Altare. Esso è sacrificio per lo peccato. (I)

Levitico 5:10 E dell’altro facciane olocausto, secondo ch’è ordinato. E così il sacerdote farà il purgamento del peccato che colui avrà commesso, e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 5:11 E se colui non può fornire pur due tortole, o due pippioni, porti per sua offerta, per ciò ch’egli avrà peccato, la decima parte d’un efa di fior di farina, per offerta per lo peccato; non mettavi sopra nè olio, nè incenso; perciocchè è un’offerta per lo peccato. (I)

Levitico 5:12 Porti adunque quella farina al sacerdote, e prendane il sacerdote una menata piena per la ricordanza di quella; e facciala bruciar sopra l’Altare, in su l’offerte fatte per fuoco al Signore. Ella è un’offerta per lo peccato. (I)

Levitico 5:13 E così il sacerdote farà il purgamento per esso del peccato che egli avrà commesso in una di quelle maniere, e gli sarà perdonato. E sia il rimanente di quella farina del sacerdote, come l’offerta di panatica. (I)

Levitico 5:14 Il Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 5:15 Quando alcuno avrà misfatto, e peccato per errore, prendendo delle cose consacrate al Signore, adduca al Signore, per sacrificio per la sua colpa, un montone senza difetto, del prezzo di tanti sicli d’argento, a siclo di Santuario, che tu l’avrai tassato per la colpa. (I)

Levitico 5:16 E restituisca ciò in che egli avrà peccato, prendendo delle cose consacrate, e sopraggiungavi il quinto, e dialo al sacerdote; e faccia il sacerdote, con quel montone del sacrificio per la colpa, il purgamento del peccato di esso; e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 5:17 In somma, quando una persona avrà peccato, e avrà fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare, benchè egli non l’abbia fatto saputamente, pure è colpevole; e deve portar la sua iniquità. (I)

Levitico 5:18 Adduca adunque al sacerdote un montone del prezzo che tu l’avrai tassato per la colpa; e faccia il sacerdote il purgamento dell’errore ch’egli avrà commesso per ignoranza; e gli sarà perdonato. (I)

Levitico 5:19 Ciò è colpa; egli del tutto si è renduto colpevole inverso il Signore. (I)

Levitico 6:1 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 6:2 Quando alcuno avrà peccato, e commesso misfatto contro al Signore, avendo mentito al suo prossimo intorno a deposito, o a roba rimessagli nelle mani, o a cosa rapita; ovvero, avendo fatta fraude al suo prossimo; (I)

Levitico 6:3 ovvero anche, avendo trovata alcuna cosa perduta, e avendo mentito intorno ad essa, e giurato falsamente; e in qualunque altra cosa, di tutte quelle, le quali l’uomo suol fare, peccando in esse; (I)

Levitico 6:4 quando adunque alcuno avrà peccato, e sarà caduto in colpa, restituisca la cosa ch’egli avrà rapita o fraudata; o il deposito che gli sarà stato dato in guardia, o la cosa perduta che egli avrà trovata. (I)

Levitico 6:5 Ovvero qualunque altra cosa, della quale egli abbia giurato falsamente; restituiscane il capitale, e sopraggiungavi il quinto; e dialo a colui al quale appartiene, nel giorno stesso del sacrificio per la sua colpa. (I)

Levitico 6:6 E adduca al Signore, per sacrificio per la sua colpa, un montone senza difetto, del prezzo che tu l’avrai tassato per la colpa; e menilo al sacerdote. (I)

Levitico 6:7 E faccia il sacerdote il purgamento per esso, nel cospetto del Signore, e gli sarà perdonato; qualunque cosa egli abbia fatta di tutte quelle, le quali si soglion fare, onde l’uomo cade in colpa. (I)

Levitico 6:8 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 6:9 Comanda ad Aaronne e ai suoi figliuoli, dicendo: Quest’è la legge dell’olocausto: Stia esso olocausto sopra il fuoco acceso che sarà sopra l’Altare, tutta la notte, fino alla mattina; e arda il fuoco dell’Altare sopra esso del continuo. (I)

Levitico 6:10 E vestasi il sacerdote il suo vestimento di lino, e vesta la sua carne delle mutande line; e levi le ceneri, nelle quali il fuoco avrà ridotto l’olocausto, consumandolo sopra l’Altare; e mettale allato all’Altare. (I)

Levitico 6:11 Poi spogli i suoi vestimenti, e vestane degli altri, e porti la cenere fuor del campo in luogo mondo. (I)

Levitico 6:12 E sia il fuoco che sarà sopra l’Altare, tenuto del continuo acceso in esso; non lascisi giammai spegnere; e accenda il sacerdote ogni mattina delle legne sopra esso, e dispongavi gli olocausti sopra, e bruci sopra esso i grassi de’ sacrificii da render grazie. (I)

Levitico 6:13 Arda il fuoco del continuo sopra l’Altare; non lascisi giammai spegnere. (I)

Levitico 6:14 Ora, quest’è la legge dell’offerta di panatica. Offeriscala uno de’ figliuoli di Aaronne, nel cospetto del Signore, davanti all’Altare. (I)

Levitico 6:15 E levine una menata del fior di farina, e dell’olio di essa offerta, insieme con tutto, l’incenso che sarà sopra l’offerta, e faccia bruciar sopra l’Altare la ricordanza di essa, in odor soave, al Signore. (I)

Levitico 6:16 E mangino Aaronne e i suoi figliuoli il rimanente di essa; mangisi in azzimi, in luogo sacro, nel Cortile del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 6:17 Non cuocasi con lievito; io l’ho data loro per lor parte dell’offerte che mi son fatte per fuoco. E cosa santissima, come il sacrificio per lo peccato, e per la colpa. (I)

Levitico 6:18 Ogni maschio, d’infra i figliuoli di Aaronne, può mangiare quello, per istatuto perpetuo, per le vostre età, dell’offerte che si fanno per fuoco al Signore. Chiunque toccherà quelle cose sia santo. (I)

Levitico 6:19 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 6:20 Quest’è l’offerta, che Aaronne e i suoi figliuoli hanno sempre da offerire al Signore, nel giorno che alcun di loro sarà unto, cioè: un’offerta di panatica d’un decimo d’un efa di fior di farina, per offerta perpetua; la metà la mattina, e l’altra metà la sera. (I)

Levitico 6:21 Apparecchisi con olio in su la teglia; portala così cotta in su la teglia; e offerisci, per soave odore al Signore, quella offerta cotta in pezzi. (I)

Levitico 6:22 E faccia il Sacerdote, che sarà unto in luogo di Aaronne, d’infra i suoi figliuoli, quella offerta per istatuto perpetuo; brucisi tutta intera al Signore. (I)

Levitico 6:23 E, generalmente, ogni offerta di panatica del Sacerdote brucisi interamente; non mangisene nulla. (I)

Levitico 6:24 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 6:25 Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, dicendo: Quest’è la legge del sacrificio per lo peccato: Scannisi il sacrificio per lo peccato davanti al Signore, nell’istesso luogo dove si scannano gli olocausti; è cosa santissima. (I)

Levitico 6:26 Mangilo il sacerdote che farà quel sacrificio per lo peccato; mangisi in luogo santo, nel Cortile del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 6:27 Chiunque toccherà la carne di esso sia santo; e se sprizza del sangue di esso sopra alcun vestimento, lavisi quello sopra che sarà sprizzato, in luogo santo. (I)

Levitico 6:28 E spezzisi il vaso di terra, nel quel sarà stato cotto; che se pure è stato cotto in un vaso di rame, strebbisi quello, e sciacquisi con acqua. (I)

Levitico 6:29 Ogni maschio d’infra i sacerdoti ne potrà mangiare; è cosa santissima. (I)

Levitico 6:30 Ma non mangisi di alcun sacrificio per lo peccato, del cui sangue si deve portar nel Tabernacolo della convenenza, per far purgamento di peccato, nel Santuario; brucisi col fuoco. (I)

Levitico 7:1 Or quest’è la legge del sacrificio per la colpa; è cosa santissima: (I)

Levitico 7:2 Scannisi il sacrificio per la colpa nello stesso luogo dove si scannano gli olocausti; e spargasene il sangue sopra l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 7:3 E offeriscasene tutto il grasso, la coda, e il grasso che copre l’interiora; (I)

Levitico 7:4 e i due arnioni, e il grasso che è sopra essi, che è sopra i fianchi; e levisi la rete che è in sul fegato, insieme co’ due arnioni. (I)

Levitico 7:5 E faccia il sacerdote bruciar quelle cose sopra l’Altare, per offerta fatta per fuoco al Signore; è sacrificio per la colpa. (I)

Levitico 7:6 Ogni maschio d’intra i sacerdoti ne potrà mangiare; mangisi in luogo santo: è cosa santissima. (I)

Levitico 7:7 Facciasi al sacrificio per la colpa, come al sacrificio per lo peccato; siavi una stessa legge per l’uno e per l’altro; sia quel sacrificio del sacerdote, il qual con esso avrà fatto il purgamento del peccato. (I)

Levitico 7:8 Parimente abbia per sè il sacerdote, che avrà offerto l’olocausto di alcuno, la pelle dell’olocausto ch’egli avrà offerto. (I)

Levitico 7:9 Così ancora ogni offerta di panatica che si cuocerà al forno, o si apparecchierà nella padella, o in su la teglia sia del sacerdote che l’offerirà. (I)

Levitico 7:10 Ma ogni offerta di panatica, intrisa con olio, o asciutta, sia di tutti i figliuoli di Aaronne indifferentemente. (I)

Levitico 7:11 E quest’è la legge del sacrificio da render grazie, che si offerirà al Signore. (I)

Levitico 7:12 Se alcuno l’offerisce per sacrificio di laude, offerisca, oltre ad esso sacrificio di laude, delle focacce azzime, intrise con olio, e delle schiacciate azzime, unte con olio; e del fior di farina, cotta in su la teglia, in focacce intrise con olio. (I)

Levitico 7:13 Offerisca ancora per sua offerta, oltre a quelle focacce, del pan lievitato, insieme col suo sacrificio di laude, da render grazie. (I)

Levitico 7:14 E di quel pane lievitato, presentine uno di tutta l’offerta, in offerta elevata al Signore; ed esso sia del sacerdote che avrà sparso il sangue del sacrificio da render grazie. (I)

Levitico 7:15 E mangisi la carne del suo sacrificio di laude da render grazie, nel giorno stesso ch’egli avrà fatta la sua offerta; non lascisene nulla di avanzo fino alla mattina. (I)

Levitico 7:16 E se il sacrificio ch’egli offerirà è votato, o volontario, mangisi nel giorno stesso ch’egli l’avrà offerto; e se ne rimane alcuna cosa, mangisi il giorno seguente. (I)

Levitico 7:17 E brucisi col fuoco quello che sarà rimasto della carne di esso sacrificio fino al terzo giorno. (I)

Levitico 7:18 E se pure al terzo giorno si mangia della carne del sacrificio di colui da render grazie, colui che l’avrà offerto non sarà gradito; quello non gli sarà imputato; sarà fracidume; e la persona che ne avrà mangiato porterà la sua iniquità. (I)

Levitico 7:19 E di questa carne ciò che avrà toccata qualunque cosa immonda, non mangisi; brucisi col fuoco; quant’è a questa carne, mangine chiunque è mondo. (I)

Levitico 7:20 Ma la persona che avrà mangiata della carne del sacrificio da render grazie, offerto al Signore, avendo la sua immondizia addosso, sia ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 7:21 Parimente la persona, la quale, avendo toccata qualunque cosa immonda, come immondizia d’uomo, o alcun animale immondo, o alcun rettile immondo, mangerà della carne del sacrificio da render grazie, offerta al Signore, sia ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 7:22 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: (I)

Levitico 7:23 Non mangiate alcun grasso, nè di bue, nè di pecora, nè di capra. (I)

Levitico 7:24 Ben potrassi adoperare in qualunque altro uso il grasso di una bestia morta da sè, o il grasso di una bestia lacerata dalle fiere; ma non mangiatelo per niuna maniera. (I)

Levitico 7:25 Perciocchè, se alcuno mangia del grasso di alcun animale, del quale si offerisce sacrificio fatto per fuoco al Signore, la persona che ne mangerà sarà ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 7:26 Parimente, non mangiate, in niuna delle vostre abitazioni, alcun sangue, nè di uccelli, nè di bestie. (I)

Levitico 7:27 Qualunque persona avrà mangiato alcun sangue, sia ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 7:28 Il Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 7:29 Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Se alcuno offerisce al Signore un suo sacrificio da render grazie, porti egli stesso al Signore la sua offerta del sacrificio da render grazie. (I)

Levitico 7:30 Portino le sue mani stesse quelle cose che si hanno da ardere al Signore; porti il grasso, insieme col petto; il petto, per esser dimenato per offerta dimenata, nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 7:31 E faccia il sacerdote bruciare il grasso sopra l’Altare; e il petto sia di Aaronne e de’ suoi figliuoli. (I)

Levitico 7:32 Date ancora al sacerdote, per offerta elevata, la spalla destra de’ vostri sacrificii da render grazie. (I)

Levitico 7:33 Sia quella spalla destra di colui de’ figliuoli di Aaronne che avrà offerto il sangue, e il grasso de’ sacrificii da render grazie, per sua parte. (I)

Levitico 7:34 Perciocchè io ho preso dai figliuoli d’Israele il petto dell’offerta dimenata, e la spalla dell’offerta elevata, de’ lor sacrificii da render grazie; e ho date al Sacerdote Aaronne, e a’ suoi figliuoli, per istatuto perpetuo, quelle cose che si devono prendere da’ figliuoli d’Israele. (I)

Levitico 7:35 Quest’è il diritto dell’Unzione di Aaronne, e dell’Unzione dei figliuoli suoi, che si deve torre dell’offerte fatte per fuoco al Signore, il quale è stato loro assegnato nel giorno che il Signore li ha fatti accostare, per esercitargli il sacerdozio. (I)

Levitico 7:36 Il quale il Signore ha comandato che sia loro dato da’ figliuoli d’Israele, nel giorno che li ha unti, per istatuto perpetuo, per le lor generazioni. (I)

Levitico 7:37 Quest’è la legge dell’olocausto, dell’offerta di panatica, e del sacrificio per lo peccato, e del sacrificio per la colpa, e del sacrificio delle consacrazioni, e del sacrificio da render grazie; (I)

Levitico 7:38 la quale il Signore diede a Mosè, in sul monte di Sinai, nel giorno ch’egli comandò nel deserto di Sinai, a’ figliuoli d’Israele, d’offerir le loro offerte al Signore. (I)

Levitico 8:1 IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 8:2 Prendi Aaronne, e i suoi figliuoli con lui; e i vestimenti, e l’olio dell’Unzione, e il giovenco per lo sacrificio per lo peccato, e i due montoni, e il paniere degli azzimi. (I)

Levitico 8:3 E aduna tutta la raunanza, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 8:4 E Mosè fece come il Signore gli avea comandato; e la raunanza fu adunata all’entrata del Tabernacolo della convenza. (I)

Levitico 8:5 E Mosè disse alla raunanza: Quest’è quello che il Signore ha comandato che si faccia. (I)

Levitico 8:6 E Mosè fece accostare Aaronne e i suoi figliuoli, e li lavò con acqua. (I)

Levitico 8:7 Poi mise indosso ad Aaronne la Tonica, e lo cinse con la Cintura; poi lo vestì del Manto, e gli mise l’Efod addosso, e lo cinse col fregio lavorato dell’Efod; e così con quello gli serrò le vesti addosso. (I)

Levitico 8:8 Poi mise sopra lui il Pettorale, nel quale pose Urim e Tummim. (I)

Levitico 8:9 Poi gli mise in capo la Benda; sopra la quale, in su la parte anteriore di essa, mise la lama d’oro, il Diadema di santità; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Levitico 8:10 Poi Mosè prese l’olio dell’Unzione, e unse il Tabernacolo, e tutte le cose che erano in esso; e le consacrò. (I)

Levitico 8:11 E ne spruzzò l’Altare per sette volte, e unse l’Altare, e tutti i suoi strumenti; e la Conca, e il suo piede; per consacrar quelle cose. (I)

Levitico 8:12 Poi versò dell’olio dell’Unzione in sul capo di Aaronne; e l’unse, per consacrarlo. (I)

Levitico 8:13 Poi Mosè fece accostare i figliuoli di Aaronne e li vestì delle toniche, e li cinse con le cinture, e allacciò loro le mitrie; come il Signore gli avea comandato. (I)

Levitico 8:14 Appresso fece accostare il giovenco del sacrificio per lo peccato; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo del giovenco del sacrificio per lo peccato. (I)

Levitico 8:15 Poi Mosè lo scannò, e ne prese del sangue, e lo mise col dito in su le corna dell’Altare, attorno attorno, e purgò l’Altare; e versò il rimanente del sangue appiè dell’Altare; e così consacrò l’Altare, per far purgamento del peccato sopra esso. (I)

Levitico 8:16 Appresso prese tutto il grasso ch’era sopra l’interiora, e la rete del fegato, e i due arnioni, col grasso loro; e Mosè fece bruciar quelle cose sopra l’Altare. (I)

Levitico 8:17 Ma bruciò col fuoco fuor del campo il giovenco, e la sua pelle, e la sua carne, e il suo sterco; come il Signore gli avea comandato. (I)

Levitico 8:18 Poi fece appressare il montone dell’olocausto; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo del montone. (I)

Levitico 8:19 E Mosè lo scannò, e ne sparse il sangue sopra l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 8:20 Poi tagliò il montone a pezzi; e fece bruciare il capo, e i pezzi, e la corata. (I)

Levitico 8:21 E lavò con acqua l’interiora, e le gambe; e così fece bruciar tutto quel montone sopra l’Altare; come olocausto di soave odore, e offerta fatta per fuoco al Signore; come il Signore gli avea comandato. (I)

Levitico 8:22 Poi fece appressare il secondo montone, il montone delle consacrazioni; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo di esso. (I)

Levitico 8:23 E Mosè lo scannò, e ne prese del sangue, e lo mise in sul tenerume dell’orecchia destra di Aaronne, e sopra il dito grosso della man destra di esso, e sopra il dito grosso del suo piè destro. (I)

Levitico 8:24 Poi fece appressare i figliuoli di Aaronne, e pose di quel sangue in sul tenerume della loro orecchia destra, e sopra il dito grosso della lor mano destra, e sopra il dito grosso del lor piè destro; e sparse il rimanente di quel sangue in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 8:25 Poi prese il grasso, e la coda, e tutto il grasso ch’era sopra l’interiora, e la rete del fegato, e i due arnioni, col grasso loro, e la spalla destra. (I)

Levitico 8:26 E del paniere degli azzimi, ch’era davanti al Signore, prese una focaccia azzima, e una focaccia di pane fatta con olio, e una schiacciata; e pose quelle sopra que’ grassi, e sopra la spalla destra. (I)

Levitico 8:27 Poi mise tutte quelle cose in su le palme delle mani di Aaronne, e in su le palme delle mani de’ suoi figliuoli; e le fece dimenare per offerta dimenata, nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 8:28 Poi Mosè prese quelle cose d’in su le lor mani, e le fece bruciare sopra l’Altare, sopra l’olocausto; come offerte di consacrazioni, di odor soave, offerta fatta per fuoco al Signore. (I)

Levitico 8:29 Poi Mosè prese il petto di quel montone, e lo dimenò per offerta dimenata, nel cospetto del Signore; e Mosè ebbe quello per la sua parte del montone delle consacrazioni; come il Signore gli avea comandato. (I)

Levitico 8:30 Oltre a ciò, Mosè prese dell’olio dell’Unzione, e del sangue ch’era sopra l’Altare, e ne spruzzò Aaronne e i suoi vestimenti; e i figliuoli di esso, e i lor vestimenti; e così consacrò Aaronne e i suoi vestimenti; e i suoi figliuoli, e i vestimenti de’ suoi figliuoli. (I)

Levitico 8:31 E Mosè disse ad Aaronne e a’ suoi figliuoli: Fate cuocere cotesta carne all’entrata del Tabernacolo della convenenza, e quivi mangiatela; insieme col pane ch’è nel paniere dell’offerta delle consacrazioni; come mi è stato comandato, dicendo: Mangino Aaronne e i suoi figliuoli quelle cose. (I)

Levitico 8:32 E bruciate col fuoco ciò che rimarrà della carne e del pane. (I)

Levitico 8:33 E non vi dipartite dall’entrata del Tabernacolo della convenenza, per sette giorni; finchè non sieno compiuti i giorni delle vostre consacrazioni; conciossiachè abbiate ad esser consacrati nel vostro ufficio per lo spazio di sette giorni. (I)

Levitico 8:34 Come si è oggi fatto, così avea il Signore comandato che si facesse, per far purgamento de’ vostri peccati. (I)

Levitico 8:35 Dimorate adunque all’entrata del Tabernacolo della convenenza per sette giorni, dì e notte; e osservate ciò che il Signore ha comandato che si osservi; acciocchè non muoiate: perciocchè così mi è stato comandato. (I)

Levitico 8:36 E Aaronne e i suoi figliuoli fecero tutte le cose che il Signore avea comandate per Mosè. (I)

Levitico 9:1 E L’OTTAVO giorno appresso, Mosè chiamò Aaronne e i suoi figliuoli, e gli Anziani d’Israele. (I)

Levitico 9:2 E disse ad Aaronne: Prenditi un vitello per sacrificio per lo peccato, e un montone per olocausto; amendue senza difetto; e presentali davanti al Signore. (I)

Levitico 9:3 E parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo; Prendete un becco per sacrificio per lo peccato, e un vitello, e un agnello, amendue di un anno, senza difetto, per olocausto; (I)

Levitico 9:4 e un bue, e un montone, per sacrificio da render grazie, per sacrificarli davanti al Signore; e una offerta di panatica intrisa con olio; perchè oggi il Signore vi apparirà. (I)

Levitico 9:5 Essi adunque presero le cose che Mosè avea comandate, e le addussero davanti al Tabernacolo della convenenza; e tutta la raunanza si accostò, e stette in piè davanti al Signore. (I)

Levitico 9:6 E Mosè disse: Fate questo che il Signore ha comandato; e la gloria del Signore v’apparirà. (I)

Levitico 9:7 E Mosè disse ad Aaronne: Accostati all’Altare, e fa’ il tuo sacrificio per lo peccato, e il tuo olocausto; e fa’ il purgamento de’ tuoi peccati, e di que’ del popolo; offerisci eziandio l’offerta del popolo, e fa’ il purgamento de lor peccati; come il Signore ha comandato. (I)

Levitico 9:8 Aaronne adunque si accostò all’Altare, e scannò il vitello del sacrificio per lo peccato ch’era per lui. (I)

Levitico 9:9 E i suoi figliuoli gli porsero il sangue; ed egli intinse il dito nel sangue, e lo mise in su le corna dell’Altare; e sparse il rimanente del sangue appiè dell’Altare. (I)

Levitico 9:10 E fece bruciare il grasso, e gli arnioni, e la rete del fegato, del sacrificio per lo peccato, sopra l’Altare; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Levitico 9:11 Ma bruciò col fuoco la carne, e la pelle, fuor del campo. (I)

Levitico 9:12 Poi scannò l’olocausto, e i suoi figliuoli gliene porsero il sangue, ed egli lo sparse in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 9:13 Gli porsero eziandio l’olocausto tagliato a pezzi, insieme col capo; ed egli lo fece bruciar sopra l’Altare. (I)

Levitico 9:14 E lavò l’interiora, e le gambe; e le bruciò sopra l’olocausto, sopra l’Altare. (I)

Levitico 9:15 Poi offerse l’offerta del popolo; e prese il becco del sacrificio del popolo per lo peccato, e l’offerse per sacrificio per lo peccato, come il vitello precedente. (I)

Levitico 9:16 Poi offerse l’olocausto; e ne fece come era ordinato. (I)

Levitico 9:17 Poi offerse l’offerta di panatica; e n’empiè la palma della sua mano, e la fece bruciar sopra l’Altare; oltre all’olocausto della mattina. (I)

Levitico 9:18 Appresso scannò il bue, e il montone del sacrificio del popolo da render grazie; e i suoi figliuoli gliene porsero il sangue, ed egli lo sparse in su l’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 9:19 Gli porsero eziandio i grassi del bue; e del montone la coda, e il grasso che copre l’interiora, e gli arnioni, e la rete del fegato. (I)

Levitico 9:20 E posero i grassi in su i petti; ed Aaronne fece bruciar que’ grassi sopra l’Altare. (I)

Levitico 9:21 E dimenò, per offerta dimenata, que’ petti, e quella spalla destra davanti al Signore, come Mosè avea comandato. (I)

Levitico 9:22 Poi Aaronne alzò le mani verso il popolo, e lo benedisse; e, dopo che ebbe fatto il sacrificio per lo peccato, l’olocausto, e i sacrificii da render grazie, scese giù. (I)

Levitico 9:23 Or Mosè ed Aaronne erano entrati nel Tabernacolo della convenenza; poi, essendone usciti, aveano benedetto il popolo; e la gloria del Signore era apparita a tutto il popolo. (I)

Levitico 9:24 E un fuoco era uscito dal cospetto del Signore, e avea consumato l’olocausto, ed i grassi, sopra l’Altare. E tutto il popolo lo vide, e diede grida di allegrezza, e si gittò in terra sopra la sua faccia. (I)

Levitico 10:1 OR Nadab ed Abihu, figliuoli di Aaronne, presero ciascuno il suo turibolo, e vi posero dentro del fuoco, e vi misero su dell’incenso; e presentarono davanti al Signore del fuoco strano; il che egli non avea lor comandato. (I)

Levitico 10:2 E un fuoco uscì dal cospetto del Signore, il quale li divampò; ed essi morirono davanti al Signore. (I)

Levitico 10:3 E Mosè disse ad Aaronne: Quest’è pur quello che il Signore ha pronunziato, dicendo: Io sarò santificato ne’ miei più prossimi; e sarò glorificato in presenza di tutto il popolo. E Aaronne tacque. (I)

Levitico 10:4 E Mosè chiamò Misael ed Elsafan, figliuoli di Uzziel, zio di Aaronne, e disse loro: Accostatevi; portatene i vostri fratelli d’innanzi al Santuario fuor del campo. (I)

Levitico 10:5 Ed essi si accostarono, e li portarono via con le lor toniche, fuor del campo; come Mosè avea detto. (I)

Levitico 10:6 E Mosè disse ad Aaronne, e a Eleazar, e a Itamar, suoi figliuoli: Non andate a capo scoperto, e non vi sdrucite i vestimenti; acciocchè non muoiate, e ch’egli non si adiri contro a tutta la raunanza; ma piangano i vostri fratelli, tutta la casa d’Israele, l’arsione che il Signore ha fatta. (I)

Levitico 10:7 E non vi dipartite dall’entrata del Tabernacolo della convenenza, che talora non muoiate; perciocchè l’olio dell’Unzione del Signore è sopra voi. Ed essi fecero secondo la parola di Mosè. (I)

Levitico 10:8 E IL Signore parlò ad Aaronne, dicendo: (I)

Levitico 10:9 Non ber vino, nè cervogia, nè tu, nè i tuoi figliuoli, quando avrete ad entrar nel Tabernacolo della convenenza; acciocchè non muoiate. Sia questo uno statuto perpetuo per le vostre generazioni. (I)

Levitico 10:10 E ciò per poter discernere tra la cosa santa e la profana; e tra la cosa immonda e la monda; (I)

Levitico 10:11 e per insegnare a’ figliuoli d’Israele tutti gli statuti che il Signore ha loro dati per Mosè. (I)

Levitico 10:12 Poi Mosè parlò ad Aaronne, e a Eleazar, e a Itamar, suoi figliuoli, ch’erano rimasti, dicendo: Pigliate l’offerta di panatica ch’è rimasta dell’offerte fatte per fuoco al Signore, e mangiatela in pani azzimi appresso all’Altare; conciossiachè sia cosa santissima. (I)

Levitico 10:13 Mangiatela adunque in luogo santo; perciocchè è la parte ordinata per te, e per i tuoi figliuoli, delle offerte che si fanno per fuoco al Signore; perciocchè così mi è stato comandato. (I)

Levitico 10:14 Mangiate ancora il petto dell’offerta dimenata, e la spalla dell’offerta elevata, in luogo mondo, tu, e i tuoi figliuoli, e le tue figliuole, teco; perciocchè quelle sono state date a te, ed ai tuoi figliuoli, per parte vostra de’ sacrificii da render grazie de’ figliuoli d’Israele. (I)

Levitico 10:15 Portino essi la spalla dell’offerta elevata, e il petto dell’offerta dimenata, insieme co’ grassi che si hanno da ardere, acciocchè quelle cose sieno dimenate davanti al Signore, per offerta dimenata; e sieno di te, e de’ tuoi figliuoli teco, per istatuto perpetuo; come il Signore ha comandato. (I)

Levitico 10:16 Or Mosè cercò, e ricercò il becco del sacrificio per lo peccato; ed ecco, egli era stato bruciato; laonde si adirò gravemente contro ad Eleazar, e contro ad Itamar, figliuoli di Aaronne, ch’erano rimasti, dicendo: (I)

Levitico 10:17 Perchè non avete voi mangiato il sacrificio per lo peccato nel luogo santo? conciossiachè sia cosa santissima, e che il Signore ve l’abbia dato per portar l’iniquità della raunanza, per far purgamento de’ peccati di essa, nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 10:18 Ecco, il sangue di esso non è stato portato dentro al Santuario; per l’innanzi adunque del tutto mangiatelo nel luogo santo, come io ho comandato. (I)

Levitico 10:19 E Aaronne disse a Mosè: Ecco, essi hanno oggi offerto il loro sacrificio per lo peccato, e il loro olocausto, davanti al Signore; e cotali cose mi sono avvenute; se dunque io avessi oggi mangiato del sacrificio per lo peccato, sarebbe ciò piaciuto al Signore? (I)

Levitico 10:20 E, quando Mosè ebbe udito questo, fu contento. (I)

Levitico 11:1 POI il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo loro: (I)

Levitico 11:2 Parlate a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Questi son gli animali, de’ quali voi potrete mangiare, d’infra tutte le bestie che son sopra la terra. (I)

Levitico 11:3 D’infra le bestie a quattro piedi, voi potrete mangiar di tutte quelle bestie che hanno il piè forcuto, e l’unghia spartita in due, e che ruminano. (I)

Levitico 11:4 Ma, fra quelle che hanno il piè forcuto, o che ruminano, non mangiate di queste: del cammello; conciossiachè egli rumini, ma non abbia il piè forcuto; siavi immondo; (I)

Levitico 11:5 nè del coniglio; conciossiachè egli rumini, ma non abbia il piè forcuto; siavi immondo; (I)

Levitico 11:6 nè della lepre; conciossiachè ella rumini, ma non abbia il piè forcuto; siavi immonda; (I)

Levitico 11:7 nè del porco; conciossiachè egli abbia il piè forcuto, e spartito in due, ma non rumini; siavi immondo. (I)

Levitico 11:8 Non mangiate della carne loro, e non toccate le lor carogne; sienvi immonde. (I)

Levitico 11:9 Voi potrete mangiar di queste specie d’infra tutti gli animali acquatici, cioè: di tutti quelli che hanno pennette, e scaglie, nell’acque, così ne’ mari, come nei fiumi. (I)

Levitico 11:10 Ma siavi in abbominazione tutto ciò che non ha pennette, nè scaglie, così ne’ mari, come ne’ fiumi, fra tutti i rettili acquatici, e fra tutti gli animali che vivono nelle acque. (I)

Levitico 11:11 Sienvi adunque in abbominazione; non mangiate della carne loro, e abbiate in abbominio le lor carogne. (I)

Levitico 11:12 In somma, siavi cosa abbominevole ogni animale che nell’acque non ha pennette, nè scaglie. (I)

Levitico 11:13 E fra gli uccelli abbiate questi in abbominio; non manginsi; son cosa abbominevole: l’aquila, il girifalco, l’aquila marina; (I)

Levitico 11:14 ogni specie di nibbio e di avvoltoio; (I)

Levitico 11:15 ogni specie di corvo; (I)

Levitico 11:16 l’ulula, la civetta, la folica, e ogni specie di sparviere; (I)

Levitico 11:17 il gufo, lo smergo, e l’alocco; il cigno, il pellicano, la pica; (I)

Levitico 11:18 la cicogna, e ogni specie di aghirone; (I)

Levitico 11:19 l’upupa, e il vipistrello. (I)

Levitico 11:20 Siavi parimente in abbominio ogni rettile che vola, e cammina a quattro piedi. (I)

Levitico 11:21 Ma pur d’infra tutti i rettili che volano, e camminano a quattro piedi, voi potrete mangiar di quelli che hanno garetti disopra a’ piedi, per saltar con essi in su la terra. (I)

Levitico 11:22 Di tali potrete mangiar di questi; d’ogni specie di arbe, di ogni specie di soleam, d’ogni specie di argol, e d’ogni specie di agab. (I)

Levitico 11:23 Ma siavi in abbominio ogni altro rettile che vola, ed ha quattro piedi. (I)

Levitico 11:24 E per queste bestie voi vi renderete immondi; chiunque toccherà il corpo morto loro, sarà immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:25 E chiunque avrà portato del lor corpo morto lavi i suoi vestimenti, e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:26 Di tutte le bestie domestiche sienvi immonde tutte quelle che hanno l’unghia fessa, ma non spartita in due, e che non ruminano; chiunque avrà toccati tali animali, sia immondo. (I)

Levitico 11:27 E di tutte le bestie che camminano a quattro piedi sienvi immonde tutte quelle che camminano sopra le lor branche; chiunque avrà toccato il corpo morto di tali bestie, sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:28 E chi avrà portato il lor corpo morto lavi i suoi vestimenti, e sia immondo infino alla sera; quelle bestie vi sono immonde. (I)

Levitico 11:29 E de’ rettili che van serpendo sopra la terra, sienvi immondi questi, cioè: ogni specie di donnola, e di topo, e di testuggine; (I)

Levitico 11:30 e il toporagno, e il cameleone, e la lucertola, e la tarantola, e la talpa. (I)

Levitico 11:31 Fra tutti i rettili, sienvi questi immondi; chiunque li avrà toccati, essendo morti, sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:32 E qualunque cosa, sopra la quale sarà caduto alcuno di que’ rettili, essendo morto, sia immonda; qualunque vasello di legno, o vestimento, o pelle, o sacco, o qualunque altro strumento, col quale si fa alcun servigio; e però sia posto nell’acqua, e sia immondo infino alla sera; poi sia mondo. (I)

Levitico 11:33 E se alcun di quei rettili sarà caduto dentro alcun testo, tutto quello che vi sarà dentro sia immondo, e spezzate il testo. (I)

Levitico 11:34 Qualunque vivanda si mangia, sopra la quale si mette dell’acqua, sia immonda; e qualunque bevanda si beve, in qualche vaso ella si sia, sia immonda. (I)

Levitico 11:35 E ogni cosa, sopra la quale caderà del corpo morto loro, sia immonda; il forno, o il testo da cuocere, sia disfatto; essi sono immondi; però teneteli per immondi. (I)

Levitico 11:36 Ma pur la fonte, o il pozzo d’acqua raccolta, sia monda; ma chi avrà tocco il corpo morto loro, sia immondo. (I)

Levitico 11:37 Ma, se cade del corpo morto loro sopra qualunque semenza che si semina, sia quella semenza monda. (I)

Levitico 11:38 Ma, se è stata messa dell’acqua sopra la semenza, e vi cade sopra del corpo morto loro, siavi quella semenza immonda. (I)

Levitico 11:39 E, quando alcuna di quelle bestie che vi son per cibo sarà morta da sè, chi avrà tocco il corpo morto di essa, sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:40 E chi avrà mangiata della carne morta di essa lavi i suoi vestimenti, e sia immondo infino alla sera; parimente, chi avrà portato il corpo morto di essa lavi i suoi vestimenti, e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 11:41 Ogni rettile che serpe sopra la terra sia immondo; non mangisi. (I)

Levitico 11:42 D’infra tutti i rettili che serpono sopra la terra non mangiate niuno di quelli che camminano in sul petto, o sia che camminino a quattro piedi, o che abbiano più piedi; perciocchè son cosa abbominevole. (I)

Levitico 11:43 Non rendete abbominevoli le vostre persone per niun rettile che serpe; e non vi contaminate con essi, onde siate immondi per essi. (I)

Levitico 11:44 Perciocchè io sono il Signore Iddio vostro; santificatevi adunque, e siate santi; conciossiachè io sia santo; e non contaminate le vostre persone con alcun rettile che serpe sopra la terra. (I)

Levitico 11:45 Perciocchè io sono il Signore, che vi ho tratti fuor del paese di Egitto, acciocchè io vi sia Dio; siate adunque santi; imperocchè io son santo. (I)

Levitico 11:46 Quest’è la legge intorno alle bestie, e agli uccelli, e ad ogni animal vivente che guizza nelle acque, e ad ogni animale che serpe sopra la terra; (I)

Levitico 11:47 per discernere fra l’immondo e il mondo; e fra gli animali che si posson mangiare, e quelli che non si devono mangiare. (I)

Levitico 12:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: (I)

Levitico 12:2 Quando una donna avrà fatto un figliuolo, e avrà partorito un maschio, sia immonda sette giorni; sia immonda come al tempo che è separata per la sua immondizia. (I)

Levitico 12:3 E, nell’ottavo giorno, circoncidasi la carne del prepuzio del fanciullo. (I)

Levitico 12:4 Poi stia quella donna trentatrè giorni a purificarsi del sangue; non tocchi alcuna cosa sacra, e non venga al Santuario, finchè non sieno compiuti i giorni della sua purificazione. (I)

Levitico 12:5 Ma, se partorisce una femmina, sia immonda lo spazio di due settimane, come al tempo ch’ella è separata per la sua immondizia, poi stia sessantasei giorni a purificarsi del sangue. (I)

Levitico 12:6 E, quando saranno compiuti i giorni della sua purificazione, per figliuolo, o per figliuola, porti al sacerdote, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, un agnello d’un anno, per olocausto; e un pippione, o una tortola, per sacrificio per lo peccato. (I)

Levitico 12:7 E offerisca il sacerdote quelle cose davanti al Signore, e faccia il purgamento del peccato di essa; ed ella sarà purificata del suo flusso di sangue. Questa è la legge della donna che partorisce maschio o femmina. (I)

Levitico 12:8 E se pur non avrà il modo di fornire un agnello, pigli due tortole, o due pippioni, l’uno per olocausto, l’altro per sacrificio per lo peccato; e faccia il sacerdote il purgamento del peccato di essa; ed ella sarà purificata. (I)

Levitico 13:1 IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Levitico 13:2 Quando nella pelle della carne di alcuno vi sarà tumore, o rogna, o bolla, o tacca tralucente; e ciò diventerà nella pelle della sua carne come piaga di lebbra; sia colui condotto al Sacerdote Aaronne, ovvero ad uno de’ suoi figliuoli sacerdoti. (I)

Levitico 13:3 E riguardi il sacerdote la piaga nella pelle della carne di esso; e se il pelo della piaga ha mutato colore, ed è divenuto bianco, e la piaga apparisce più profonda della pelle della carne di esso, è piaga di lebbra; perciò, dopo che il sacerdote l’avrà riguardato, dichiarilo immondo. (I)

Levitico 13:4 Ma, se è una tacca tralucente, e bianca, nella pelle della carne di esso, senza apparir più profonda della pelle, e senza che il suo pelo abbia mutato colore, nè sia divenuto bianco; rinchiuda il sacerdote colui che avrà quella piaga, per sette giorni. (I)

Levitico 13:5 E se, al settimo giorno, al sacerdote, riguardandolo, parrà che la piaga si sia arrestata, e non si sia allargata nella pelle, rinchiudalo di nuovo per sette giorni. (I)

Levitico 13:6 Che se, al settimo giorno, il sacerdote, riguardandolo di nuovo, vede che la piaga si sia ristretta, e non si sia allargata nella pelle, dichiarilo netto; è rogna; e lavi colui i suoi vestimenti; e sarà netto. (I)

Levitico 13:7 Ma, se pur quella rogna si è allargata nella pelle, dopo che colui si sarà fatto riguardare al sacerdote, per esser dichiarato netto; e sarà stato riguardato la seconda volta dal sacerdote; (I)

Levitico 13:8 e, riguardandolo il sacerdote, ecco, la rogna si è allargata nella pelle; dichiari il sacerdote colui immondo; è lebbra. (I)

Levitico 13:9 Quando vi sarà in alcuno piaga di lebbra, sia condotto al sacerdote. (I)

Levitico 13:10 E se, riguardandolo il sacerdote, ecco vi è alcun tumore bianco nella pelle, e il pelo di essa ha mutato colore, ed è divenuto bianco, e vi è qualche rimanente di carne viva nel tumore; (I)

Levitico 13:11 è lebbra invecchiata nella pelle della carne di colui; perciò, dichiarilo il sacerdote immondo; non rinchiudalo; conciossiachè egli sia immondo. (I)

Levitico 13:12 Ma, se la lebbra germoglia largamente nella pelle, e copre tutta la pelle di colui che avrà la piaga, dal capo ai piedi, dovunque il sacerdote potrà vedere con gli occhi; (I)

Levitico 13:13 allora, se, riguardandolo il sacerdote, ecco, la lebbra ha coperta tutta la pelle di esso, dichiarilo netto; la piaga è tutta divenuta bianca; egli è netto. (I)

Levitico 13:14 Ma, al giorno che apparirà in lui alcuna carne viva, sia immondo. (I)

Levitico 13:15 E il sacerdote, avendo veduta la carne viva, dichiarilo immondo; la carne viva è immonda; è lebbra. (I)

Levitico 13:16 Che se la carne viva si muta di nuovo, e diviene bianca, venga colui al sacerdote. (I)

Levitico 13:17 E se, riguardandolo il sacerdote, ecco, la piaga ha mutato colore, ed è divenuta bianca, dichiari netto colui che avrà la piaga; egli è netto. (I)

Levitico 13:18 Quando vi sarà stato nella pelle della carne di alcuno ulcera, la qual sia guarita; (I)

Levitico 13:19 e poi, nel luogo dell’ulcera nascerà tumor bianco, o tacca tralucente, bianca, rosseggiante; sia mostrato al sacerdote. (I)

Levitico 13:20 E se, riguardandolo il sacerdote, ecco, quella apparisce più bassa che la pelle, e il pelo di essa ha mutato colore, ed è divenuto bianco; dichiari colui immondo; è piaga di lebbra, la quale è germogliata nell’ulcera. (I)

Levitico 13:21 Ma se, riguardandolo il sacerdote, ecco, non vi è alcun pelo bianco, ed ella non è più bassa che la pelle, ed ella s’è ristretta; rinchiudalo il sacerdote per sette giorni. (I)

Levitico 13:22 Ma, se pur quella si è allargata nella pelle, dichiarilo il sacerdote immondo; è piaga di lebbra. (I)

Levitico 13:23 Ma, se la tacca tralucente si è arrestata nel suo luogo, e non si è allargata; è la crosta dell’ulcera; perciò, dichiarilo il sacerdote netto. (I)

Levitico 13:24 Parimente, quando nella pelle della carne di alcuno vi sarà arsura di fuoco, e in quella parte guarita dell’arsura vi sarà tacca tralucente, bianca, rosseggiante, o sol bianca; (I)

Levitico 13:25 e, riguardandola il sacerdote, ecco, il pelo nella tacca ha mutato colore, ed è divenuto bianco, ed essa apparisce più profonda che la pelle; è lebbra ch’è germogliata nell’arsura; perciò, dichiari il sacerdote colui immondo; è piaga di lebbra. (I)

Levitico 13:26 Ma se, riguardandola il sacerdote, ecco, non vi è alcun pelo bianco nella tacca, ed ella non è punto più bassa che la pelle, e si è ristretta; rinchiuda il sacerdote colui per sette giorni. (I)

Levitico 13:27 Ma se pure, riguardando il sacerdote quella tacca al settimo giorno, ella si è allargata nella pelle; dichiari il sacerdote colui immondo; è piaga di lebbra. (I)

Levitico 13:28 Ma, se la tacca si è arrestata nel suo luogo, e non si è allargata nella pelle, anzi si è ristretta; è una sobbollitura di arsura; perciò, dichiarilo il sacerdote netto; conciossiachè sia crosta di arsura. (I)

Levitico 13:29 E se un uomo, o una donna, ha alcuna piaga, nel capo, o nella barba; (I)

Levitico 13:30 e, riguardando il sacerdote la piaga, ecco, ella apparisce più profonda che la pelle; e vi è in essa alcun pelo giallo sottile; dichiari il sacerdote colui immondo; è tigna, è lebbra di capo, o di barba. (I)

Levitico 13:31 Ma se, riguardando il sacerdote quella piaga della tigna, ecco, ella non apparisce più profonda che la pelle, ma non vi è alcun pelo bruno; rinchiuda il sacerdote colui che avrà la piaga della tigna, per sette giorni. (I)

Levitico 13:32 E se, riguardando il sacerdote quella piaga al settimo giorno, ecco la tigna non si è allargata, e non vi è nato alcun pelo giallo, e la tigna non apparisce più profonda che la pelle; (I)

Levitico 13:33 radasi colui, ma non rada la tigna; poi rinchiudalo il sacerdote di nuovo per sette giorni. (I)

Levitico 13:34 E se, riguardando il sacerdote la tigna al settimo giorno, ecco, la tigna non si è allargata nella pelle, e non apparisce punto più profonda della pelle; dichiari il sacerdote colui netto; e lavi egli i suoi vestimenti, e sarà netto. (I)

Levitico 13:35 Ma se pure, dopo che sarà stato dichiarato netto, la tigna si allarga nella sua pelle; (I)

Levitico 13:36 e, riguardandolo il sacerdote, ecco, la tigna si è allargata nella pelle: non cerchi il sacerdote del pelo giallo; colui è immondo. (I)

Levitico 13:37 Ma, se gli pare che la tigna si sia arrestata, e il pelo bruno vi è nato, la tigna è guarita; colui è netto; dichiarilo adunque il sacerdote netto. (I)

Levitico 13:38 E se un uomo, o una donna, ha alcune tacche tralucenti, bianche, nella pelle della sua carne; (I)

Levitico 13:39 e, riguardandolo il sacerdote, ecco, nella pelle della lor carne vi sono delle tacche bianche, tralucenti, raggrinzate; son broffole, che son germogliate nella pelle; quella persona è netta. (I)

Levitico 13:40 E se il capo di alcuno è tutto senza peli, egli è calvo; è netto. (I)

Levitico 13:41 E s’egli ha la testa pelata dalla parte della faccia, egli è calvo dalla fronte; è netto. (I)

Levitico 13:42 Ma, se nel capo tutto senza peli, o calvo dalla fronte, v’è piaga bianca rosseggiante, è lebbra, che germoglia nel capo tutto senza peli, o calvo dalla fronte. (I)

Levitico 13:43 Se adunque, riguardandolo il sacerdote, ecco un tumore di piaga bianca rosseggiante nel capo, tutto senza peli, o calvo dalla fronte, simile in vista alla lebbra della pelle della carne; (I)

Levitico 13:44 colui è lebbroso; egli è immondo; del tutto dichiarilo il sacerdote immondo; egli ha la sua piaga nel capo. (I)

Levitico 13:45 Or abbia il lebbroso, in cui sarà piaga di lebbra, i vestimenti sdruciti, e il capo scoperto, e velisi il labbro disopra; e vada gridando: L’immondo! l’immondo! (I)

Levitico 13:46 Sia immondo tutto il tempo che quella piaga sarà in lui; egli è immondo; dimori in disparte, sia la sua stanza fuor del campo. (I)

Levitico 13:47 E se vi è piaga di lebbra in alcun vestimento di lana o di lino; (I)

Levitico 13:48 ovvero in istame, o in trama di lino, o di lana, o in pelle; ovvero in qualunque lavorio di pelle; (I)

Levitico 13:49 ed essa piaga è verdeggiante, o rosseggiante, nel vestimento, o nella pelle, o nello stame, o nella trama, o in qualunque cosa fatta di pelle; è piaga di lebbra; sia adunque mostrata al sacerdote. (I)

Levitico 13:50 E il sacerdote, dopo averla riguardata, rinchiuda quello in che sarà la piaga, per sette giorni. (I)

Levitico 13:51 E se, al settimo giorno, egli vede che la piaga si sia allargata nel vestimento, o nello stame, o nella trama, o nella pelle, in qualunque lavorio s’adoperi pelle; quella piaga è lebbra rodente; quella cosa è immonda. (I)

Levitico 13:52 Perciò, faccia bruciar quel vestimento, o quello stame, o quella trama, di lana, o di lino, ovvero qualunque cosa fatta di pelle nella quale sia quella piaga; conciossiachè sia lebbra rodente; brucisi col fuoco. (I)

Levitico 13:53 Ma se, riguardandola il sacerdote, ecco, la piaga non si è allargata nel vestimento, nello stame, nella trama, ovvero in qualunque cosa fatta di pelle; (I)

Levitico 13:54 comandi che si lavi ciò in che sarà la piaga; e rinchiudalo il sacerdote per sette altri giorni. (I)

Levitico 13:55 Ma se, dopo che ciò in che sarà la piaga sarà stato lavato; e, riguardandolo il sacerdote, ecco, la piaga non ha mutato colore, benchè non si sia allargata; quella cosa è immonda; brucisi col fuoco; è una rosura che fa cava, o nel diritto, o nel rovescio di quella cosa. (I)

Levitico 13:56 Ma se, riguardandola il sacerdote, ecco, la piaga si è arrestata, dopo essere stata lavata, stracci quella parte, dove sarà la piaga, dal vestimento, o dalla pelle, o dallo stame, o dalla trama. (I)

Levitico 13:57 E se apparisce ancora nel vestimento, o nello stame, o nella trama, ovvero in qualunque cosa fatta di pelle; è lebbra germogliante; bruciate col fuoco ciò in che sarà la piaga. (I)

Levitico 13:58 Ma il vestimento, o lo stame, o la trama, o qualunque cosa fatta di pelle, dalla quale, dopo che tu l’avrai lavata, la piaga sarà dipartita, lavisi di nuovo; e sarà netta. (I)

Levitico 13:59 Quest’è la legge della piaga della lebbra nel vestimento di lana, o di lino, o nello stame, o nella trama, o in qualunque cosa fatta di pelle; per dichiararla o netta, o immonda. (I)

Levitico 14:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 14:2 Quest’è la legge intorno al lebbroso, nel giorno della sua purificazione: Sia menato al sacerdote. (I)

Levitico 14:3 Ed esca il sacerdote fuor del campo; e se, avendo riguardato colui, ecco, la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso; (I)

Levitico 14:4 comandi che si prendano, per colui che si purificherà, due uccelletti vivi, mondi, e del legno di cedro, e dello scarlatto, e dell’isopo. (I)

Levitico 14:5 Poi comandi il sacerdote, che si scanni l’uno degli uccelletti, versandone il sangue dentro un testo, sopra dell’acqua viva. (I)

Levitico 14:6 Ed egli stesso prenda l’uccelletto vivo, e il legno di cedro, e lo scarlatto, e l’isopo; e intinga quelle cose, insieme con l’uccelletto vivo, nel sangue dell’uccelletto scannato sopra l’acqua viva. (I)

Levitico 14:7 E spruzzine sette volte colui che si purifica della lebbra; e, dopo averlo così purificato, lascine andar libero l’uccelletto vivo, su per li campi. (I)

Levitico 14:8 E colui che si purifica lavi i suoi vestimenti, e radasi tutti i peli, e lavisi con acqua; e sarà netto; poi potrà entrar nel campo; ma dimori sette giorni fuor del suo padiglione. (I)

Levitico 14:9 E al settimo giorno radasi tutti i peli, il capo, e la barba, e le ciglia degli occhi; in somma, radasi tutti i peli, e lavi i suoi vestimenti; lavisi parimente con acqua le carni; e sarà netto. (I)

Levitico 14:10 E l’ottavo giorno appresso, prenda due agnelli senza difetto, e un’agnella d’un anno, senza difetto, e tre decimi di fior di farina stemperata con olio, per offerta di panatica, e un log d’olio. (I)

Levitico 14:11 E presenti il sacerdote, che farà la purificazione, colui che si purificherà, insieme con quelle cose, davanti al Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 14:12 Poi prenda il sacerdote l’uno degli agnelli, e offeriscalo per la colpa; insieme col log dell’olio; e dimeni quelle cose per offerta davanti al Signore. (I)

Levitico 14:13 Poi scanni l’agnello nel luogo dove si scannano i sacrificii per lo peccato, e gli olocausti, in luogo santo; perciocchè, come il sacrificio per lo peccato appartiene al sacerdote, così ancora gli appartiene il sacrificio per la colpa; è cosa santissima. (I)

Levitico 14:14 E prenda il sacerdote del sangue del sacrificio per la colpa, e mettalo in sul tenerume dell’orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro. (I)

Levitico 14:15 Poi prenda il sacerdote dell’olio di quel log, e versine sopra la palma della sua man sinistra. (I)

Levitico 14:16 E intinga il dito della sua man destra, in quell’olio che sarà sopra la palma della sua man sinistra; e col dito spruzzi di quell’olio sette volte nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 14:17 E del rimanente dell’olio, ch’egli avrà in su la palma della mano, mettane in sul tenerume dell’orechhia destra di colui che si purificherà; e in sul dito grosso della sua man destra e in sul dito grosso del suo piè destro, sopra il sangue del sacrificio per la colpa. (I)

Levitico 14:18 E metta il sacerdote il rimasto dell’olio, ch’egli avrà in mano, in sul capo di colui che si purificherà. E così faccia il sacerdote il purgamento per lui, davanti al Signore. (I)

Levitico 14:19 Poi offerisca il sacerdote il sacrificio per lo peccato; e faccia il purgamento per colui che si purificherà della sua immondizia; e poi appresso scanni l’olocausto. (I)

Levitico 14:20 E offerisca l’olocausto, insieme con l’offerta di panatica, sopra l’Altare. Così faccia il sacerdote purgamento per colui, ed egli sarà netto. (I)

Levitico 14:21 Ma, se colui è povero, e non può fornire quelle cose, prenda un agnello per sacrificio per la colpa, per essere offerto in offerta dimenata, per far purgamento per lui; e un decimo di fior di farina intrisa con olio, per offerta di panatica, e un log d’olio; (I)

Levitico 14:22 e due tortole, o due pippioni, secondo ch’egli potrà fornire; de’ quali l’uno sarà per sacrificio per lo peccato, e l’altro per olocausto. (I)

Levitico 14:23 E porti quelle cose al sacerdote, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, davanti al Signore, l’ottavo giorno appresso la sua purificazione. (I)

Levitico 14:24 E prenda il sacerdote l’agnello per sacrificio per la colpa, e il log d’olio; e dimenti quelle cose davanti al Signore, in offerta dimenata. (I)

Levitico 14:25 Poi scanni l’agnello del sacrificio per la colpa, e prenda del sangue di esso, e mettalo in sul tenerume dell’orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro. (I)

Levitico 14:26 Poi versi di quell’olio in su la palma della sua man sinistra. (I)

Levitico 14:27 E col dito della sua man destra spruzzi il sacerdote di quell’olio, che egli avrà nella sua man sinistra, sette volte davanti al Signore. (I)

Levitico 14:28 Poi metta di quell’olio, ch’egli avrà sopra la palma della sua mano, in sul tenerume dell’orecchia destra di colui che si purificherà, e in sul dito grosso della sua man destra, e in sul dito grosso del suo piè destro, sopra il luogo dove sarà stato posto il sangue del sacrificio per la colpa. (I)

Levitico 14:29 Poi metta il sacerdote il rimanente di quell’olio, ch’egli avrà sopra la palma della sua mano, in sul capo di colui che si purificherà, per far purgamento per lui nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 14:30 Poi sacrifichi l’una di quelle tortole, o l’uno di que’ pippioni, secondo che colui avrà potuto fornire. (I)

Levitico 14:31 Di quello ch’egli avrà potuto fornire, o tortole o pippioni, siane uno per sacrificio per lo peccato, e l’altro per olocausto, insieme con l’offerta di panatica. E così il sacerdote faccia il purgamento davanti al Signore per colui che si purificherà. (I)

Levitico 14:32 Quest’è la legge intorno a colui, in cui sarà stata piaga di lebbra, il quale non potrà fornire le cose suddette per la sua purificazione. (I)

Levitico 14:33 IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Levitico 14:34 Quando voi sarete entrati nel paese di Canaan, il quale io vi do per possessione, se io mando piaga di lebbra in alcuna casa del paese della vostra possessione; (I)

Levitico 14:35 venga colui di cui sarà la casa, e significhilo al sacerdote, dicendo: Egli appare come una piaga di lebbra nella mia casa. (I)

Levitico 14:36 Allora comandi il sacerdote che si sgomberi la casa, avanti ch’egli vi entri per riguardar la piaga, acciocchè non sia immondo tutto ciò che sarà in quella casa; dopo questo, entrivi il sacerdote, per riguardar la casa. (I)

Levitico 14:37 E se, avendo riguardata la piaga, vedrà che vi sia piaga nelle pareti della casa, fossatelle verdeggianti, o rosseggianti, che appariscano più basse della parete; (I)

Levitico 14:38 escasene il sacerdote fuor della casa, all’uscio di essa, e serri la casa per sette giorni. (I)

Levitico 14:39 E il settimo giorno appresso, tornivi il sacerdote; e se, riguardandola, ecco, la piaga si è allargata per le pareti della casa; (I)

Levitico 14:40 comandi che si cavino le pietre, nelle quali sarà la piaga, e che si gittino fuor della città in luogo immondo. (I)

Levitico 14:41 E faccia rader lo smalto della casa di dentro d’ogni intorno, e versisi la polvere dello smalto che si sarà raso, fuor della città, in luogo immondo. (I)

Levitico 14:42 Poi prendansi dell’altre pietre, e ficchinsi in luogo di quelle; prendasi ancora dell’altro smalto, e smaltisene la casa. (I)

Levitico 14:43 Ma, se la piaga torna a germogliar nella casa, dopo che ne saranno state cavate le pietre, e dopo che la casa sarà stata rasa, e di nuovo smaltata; (I)

Levitico 14:44 e il sacerdote, entrandovi, e riguardando, ecco, la piaga si è allargata nella casa; è lebbra rodente nella casa; la casa è immonda. (I)

Levitico 14:45 Perciò disfacciasi quella casa, le sue pietre, e il suo legname, e tutto lo smalto di essa; e portinsi quelle cose fuor della città, in luogo immondo. (I)

Levitico 14:46 E chi sarà entrato in quella casa, in tutti i giorni ch’ella sarà serrata, sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 14:47 E chi sarà giaciuto in quelle casa, lavi i suoi vestimenti; parimente, chi avrà mangiato in essa, lavi i suoi vestimenti. (I)

Levitico 14:48 Ma se pure, essendovi entrato il sacerdote, e avendo riguardato, ecco, la piaga non si è allargata nella casa, dopo che è stata smaltata; dichiari quella casa netta; conciossiachè la piaga sia guarita. (I)

Levitico 14:49 Poi prenda, per purificar la casa, due uccelletti, e del legno di cedro, e dello scarlatto, e dell’isopo. (I)

Levitico 14:50 E scanni l’uno degli uccelletti; versandone il sangue dentro un testo, sopra dell’acqua viva. (I)

Levitico 14:51 Poi prenda il legno di cedro e l’isopo, e lo scarlatto, e l’uccelletto vivo, e intinga quelle cose nel sangue dell’uccelletto scannato, e nell’acqua viva; e spruzzi la casa sette volte. (I)

Levitico 14:52 E così purifichi la casa col sangue dell’uccelletto, e con l’acqua viva, e con l’uccelletto vivo, e col legno di cedro, e con l’isopo, e con lo scarlatto; (I)

Levitico 14:53 poi lascine andar libero l’uccelletto vivo, fuor della città, su per li campi; e così faccia il purgamento per la casa; ed ella sarà netta. (I)

Levitico 14:54 Quest’è la legge intorno a qualunque piaga di lebbra, o tigna; (I)

Levitico 14:55 e intorno alla lebbra di vestimento o di casa; (I)

Levitico 14:56 e intorno a tumore, o bolla, o tacca tralucente; (I)

Levitico 14:57 per insegnare in qual giorno alcuna cosa è immonda, e in quale è netta. Quest’è la legge intorno alla lebbra. (I)

Levitico 15:1 IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Levitico 15:2 Parlate ai figliuoli d’Israele, e dite loro: Quando ad alcuno colerà la carne, egli è immondo per la sua colagione. (I)

Levitico 15:3 E questa sarà la sua immondizia, per la sua colagione; o sia che la sua carne coli a guisa di bava, o che la sua carne rattenga la sua colagione; ciò è la sua immondizia. (I)

Levitico 15:4 Sia immondo ogni letto, sopra il quale sarà giaciuto colui che avrà la colagione; sieno parimente immonde tutte le masserizie, sopra le quali egli sarà seduto. (I)

Levitico 15:5 E colui che avrà tocco il letto di esso, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:6 Parimente, chi sarà seduto sopra alcuna delle masserizie, sopra la quale sia seduto colui che avrà la colagione, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:7 Simigliantemente, chi avrà tocca la carne di colui che avrà la colagione, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:8 E se colui che avrà la colagione sputa sopra alcuna persona netta, lavi quella persona i suoi vestimenti, e sè stessa, con acqua; e sia immonda infino alla sera. (I)

Levitico 15:9 Sia parimente immonda ogni sella, sopra la quale colui che avrà la colagione sarà cavalcato. (I)

Levitico 15:10 E chiunque avrà tocca cosa alcuna che sia stata sotto di lui, sia immondo infino alla sera; e chi porterà cotali cose, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:11 E chiunque sarà stato tocco da colui che avrà la colagione, senza ch’egli abbia prima tuffate le mani nell’acqua; lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:12 E sia spezzato il testo, il quale colui che avrà la colagione avrà tocco; e ogni vasello di legno sia tuffato nell’acqua. (I)

Levitico 15:13 E quando colui che avrà la colagione si purificherà della sua colagione contisi sette giorni per la sua purificazione, e lavi i suoi vestimenti; lavisi parimente le carni con acqua viva; e sarà netto. (I)

Levitico 15:14 E l’ottavo giorno, prendasi due tortole, o due pippioni, e venga davanti al Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e rechi quelli al sacerdote. (I)

Levitico 15:15 E offeriscali il sacerdote, l’uno in sacrificio per lo peccato, e l’altro in olocausto; e così faccia il sacerdote, davanti al Signore, il purgamento per lui della sua colagione. (I)

Levitico 15:16 E quando di alcuno sarà uscito seme genitale, lavisi egli con acqua tutte le carni; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:17 Sia eziandio lavata con acqua ogni vesta, e ogni pelle, sopra la quale sarà seme genitale; e sia immonda infino alla sera. (I)

Levitico 15:18 E se un uomo, che abbia la colagione, giace carnalmente con una donna; lavinsi amendue con acqua, e sieno immondi infino alla sera. (I)

Levitico 15:19 E quando la donna avrà il suo flusso, quando le colerà sangue dalla sua carne, dimori separata sette giorni; e chiunque la toccherà sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:20 E ogni cosa, sopra la quale ella si sarà giaciuta, mentre sarà separata, sia immonda; sia parimente immonda ogni cosa, sopra la quale si sarà seduta. (I)

Levitico 15:21 E chiunque avrà toccato il letto di essa, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:22 Parimente, chiunque avrà tocca alcuna delle masserizie, sopra la quale ella si sarà seduta, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:23 Anzi, se alcuna cosa è sopra il letto o sopra alcun arnese, sopra il quale ella sia seduta, quando alcuno toccherà quella cosa, sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:24 E se pure alcuno giace con lei talchè abbia addosso della di lei immondizia, sia immondo sette giorni; e sia immondo ogni letto, sopra il quale egli sarà giaciuto. (I)

Levitico 15:25 Parimente, quando la donna avrà il flusso del sangue più dì, fuor del tempo de’ suoi corsi; ovvero, quando avrà esso flusso oltre al tempo di essi; sia immonda tutto il tempo del flusso della sua immondizia, come al tempo de’ suoi corsi. (I)

Levitico 15:26 Siale ogni letto, sopra il quale sarà giaciuta in tutto il tempo del suo flusso, come il letto, sopra il quale giacerà avendo i suoi corsi; sieno parimente tutte le masserizie, sopra le quali ella si sederà, immonde, per l’immondizia de’ suoi corsi. (I)

Levitico 15:27 E chiunque avrà tocche quelle cose sia immondo; e lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Levitico 15:28 E, quando sarà netta del suo flusso, contisi sette giorni; e poi sarà netta. (I)

Levitico 15:29 E l’ottavo giorno prendasi due tortole, o due pippioni; e portili al sacerdote, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 15:30 E offeriscane il sacerdote uno in sacrificio per lo peccato, e l’altro in olocausto; e così faccia il sacerdote il purgamento per lei del flusso della sua immondizia, nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 15:31 Così fate che i figliuoli d’Israele si guardino della loro immondizia; acciocchè non muoiano per la loro immondizia, contaminando il mio Tabernacolo, ch’è nel mezzo di loro. (I)

Levitico 15:32 Quest’è la legge intorno a colui del quale esce seme genitale, onde è renduto immondo; (I)

Levitico 15:33 e intorno alla donna che ha l’infermità della sua immondizia; e intorno a chiunque ha flusso, maschio, o femmina; e intorno all’uomo che sarà giaciuto con donna immonda. (I)

Levitico 16:1 E IL Signore parlò a Mosè, dopo che i due figliuoli di Aaronne furon morti, quando, essendosi appressati davanti al Signore, morirono. (I)

Levitico 16:2 Il Signore adunque disse a Mosè: Parla ad Aaronne, tuo fratello, che non entri in ogni tempo nel Santuario, dentro della Cortina, davanti al Coperchio, ch’è in su l’Arca, acciocchè non muoia; conciossiachè io apparisca nella nuvola, in sul Coperchio. (I)

Levitico 16:3 Entri Aaronne nel Santuario con questo, cioè: con un giovenco per sacrificio per lo peccato, e un montone per olocausto; (I)

Levitico 16:4 vestasi la sacra Tonica di lino; e abbia in su la sua carne le mutande line; e sia cinto con la Cintura di lino; e ravvolgasi intorno al capo la Benda di lino; quelli sono i sacri vestimenti; vestali dunque, dopo essersi lavate le carni con acqua. (I)

Levitico 16:5 E prenda dalla raunanza de’ figliuoli d’Israele, due becchi per sacrificio per lo peccato, e un montone per olocausto. (I)

Levitico 16:6 E offerisca Aaronne il giovenco del sacrificio per lo peccato, ch’è per lui; e faccia purgamento per sè, e per la sua casa. (I)

Levitico 16:7 Appresso, prenda due becchi, e presentili nel cospetto del Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Levitico 16:8 E tragga Aaronne le sorti sopra que’ due becchi; una sorte per lo Signore, e un’altra per Azazel. (I)

Levitico 16:9 E offerisca Aaronne il becco, sopra il quale sarà caduta la sorte per lo Signore; e sacrifichilo per lo peccato. (I)

Levitico 16:10 Ma il becco, sopra il quale sarà caduta la sorte per Azazel, sia presentato vivo davanti al Signore, per far purgamento con esso, per mandarlo nel deserto, come per Azazel. (I)

Levitico 16:11 Offerisca adunque Aaronne il giovenco del sacrificio per lo peccato ch’è per lui, e faccia purgamento per sè, e per la sua casa. E dopo ch’egli avrà scannato il giovenco del suo sacrificio per lo peccato, ch’è per lui; (I)

Levitico 16:12 prenda pieno il turibolo di brace accese d’in su l’Altare, d’innanzi al Signore; e due menate piene del profumo degli aromati polverizzato; e rechilo dentro della Cortina. (I)

Levitico 16:13 E metta il profumo sopra il fuoco, davanti al Signore; e copra il vapore del profumo il Coperchio, ch’è sopra la Testimonianza; che talora egli non muoia. (I)

Levitico 16:14 Poi prenda del sangue del giovenco, e spruzzine col dito la parte anteriore del Coperchio, verso oriente; spruzzi parimente col dito di quel sangue, sette volte davanti al Coperchio. (I)

Levitico 16:15 Scanni ancora il becco del sacrificio per lo peccato, ch’è per lo popolo, e portine il sangue dentro della Cortina; e faccia del sangue di esso come avrà fatto del sangue del giovenco; e spruzzine sopra il Coperchio, e davanti al Coperchio. (I)

Levitico 16:16 E così purifichi il Santuario, purificandolo dell’immondizie dei figliuoli d’Israele, e de’ loro misfatti, secondo tutti i lor peccati; faccia ancora il simigliante al Tabernacolo della convenenza, il quale è stanziato appresso loro, per le loro immondizie. (I)

Levitico 16:17 E non siavi alcun uomo nel Tabernacolo della convenenza, quando esso entrerà nel Santuario, per farvi purgamento, finchè non sia uscito. E, dopo ch’egli avrà fatto il purgamento per sè, per la sua casa, e per tutta la raunanza d’Israele; (I)

Levitico 16:18 esca verso l’Altare, ch’è davanti al Signore, e faccia purgamento per esso; e prenda del sangue del giovenco, e del sangue del becco, e mettalo in su le corna dell’Altare, attorno attorno. (I)

Levitico 16:19 E col dito spruzzi di quel sangue sette volte sopra l’Altare; e così purifichilo, e santifichilo, dell’immondizie de’ figliuoli d’Israele. (I)

Levitico 16:20 E, dopo ch’egli avrà compiuto di fare il purgamento del Santuario, e del Tabernacolo della convenenza, e dell’Altare, offerisca il becco vivo. (I)

Levitico 16:21 E posi Aaronne le sue due mani sopra il capo del becco vivo, e faccia sopra esso confessione di tutte le iniquità de’ figliuoli d’Israele, e di tutti i misfatti loro, secondo tutti i lor peccati; e metta quelli sopra il capo di quel becco, e mandinelo nel deserto per mano di un uomo apposta. (I)

Levitico 16:22 E quel becco porterà sopra sè tutte le loro iniquità, in terra solitaria; e lascilo colui andar per lo deserto. (I)

Levitico 16:23 Appresso entri Aaronne nel Tabernacolo della convenenza, e spoglisi i vestimenti lini, i quali egli si avea vestiti entrando nel Santuario; e ripongali quivi. (I)

Levitico 16:24 Poi lavisi le carni con acqua, in luogo santo, e rivesta i suoi vestimenti; poi esca e sacrifichi il suo olocausto, e l’olocausto del popolo; e faccia purgamento per sè, e per lo popolo. (I)

Levitico 16:25 E bruci il grasso del sacrificio per lo peccato sopra l’Altare. (I)

Levitico 16:26 E lavi colui che avrà menato via il becco per Azazel i suoi vestimenti, e le sue carni, con acqua; poi ritorni nel campo. (I)

Levitico 16:27 Ma portisi fuor del campo il giovenco del sacrificio per lo peccato, e il becco del sacrificio per lo peccato, il cui sangue sarà stato portato dentro al Santuario, per farvi purgamento; e brucisi la lor pelle, e la lor carne, e il loro sterco, col fuoco. (I)

Levitico 16:28 E lavi colui che li avrà bruciati i suoi vestimenti, e le sue carni, con acqua; e poi vengasene nel campo. (I)

Levitico 16:29 E siavi questo per istatuto perpetuo. Nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, affliggete l’anime vostre; e non fate lavoro alcuno, nè colui ch’è natio del paese, nè il forestiere che dimora fra voi. (I)

Levitico 16:30 Perciocchè in quel dì si farà purgamento per voi, per purificarvi; voi sarete purificati di tutti i vostri peccati nel cospetto del Signore. (I)

Levitico 16:31 Siavi quel giorno riposo di Sabato; e affliggete in esso l’anime vostre, per istatuto perpetuo. (I)

Levitico 16:32 E il Sacerdote, che sarà stato unto, e consacrato, per esercitare il sacerdozio, in luogo di suo padre, faccia il purgamento, essendo vestito de’ vestimenti lini, de’ vestimenti sacri. (I)

Levitico 16:33 E faccia il purgamento per lo santo Santuario, e per lo Tabernacolo della convenenza, e per l’Altare; faccia parimente il purgamento per li sacerdoti, e per tutto il popolo della raunanza. (I)

Levitico 16:34 E siavi questo per istatuto perpetuo, per far purgamento per i figliuoli d’Israele, di tutti i lor peccati, una volta l’anno. E si fece come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Levitico 17:1 IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 17:2 Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, e a tutti i figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quest’è quello che il Signore ha comandato, dicendo: (I)

Levitico 17:3 Se alcuno della casa d’Israele scanna bue, o agnello, o capra, dentro del campo; o anche se lo scanna fuor del campo, (I)

Levitico 17:4 e non l’adduce all’entrata del Tabernacolo della convenenza, per offerirne l’offerta al Signore, davanti al Tabernacolo del Signore; ciò sia imputato a colui in ispargimento di sangue; egli ha sparso sangue, e però sia riciso d’infra il suo popolo. (I)

Levitico 17:5 Acciocchè i figliuoli d’Israele adducano i lor sacrificii, i quali essi sacrificano per li campi, e li presentino al Signore all’entrata del Tabernacolo della convenenza, dandoli al sacerdote; e li sacrifichino al Signore, per sacrificii da render grazie; (I)

Levitico 17:6 e acciocchè il sacerdote spanda il sangue di essi sacrificii sopra l’Altare del Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e faccia bruciare il grasso in soave odore al Signore; (I)

Levitico 17:7 e non sacrifichino più i lor sacrificii a’ demoni, dietro ai quali sogliono andar fornicando. Questo sia loro uno statuto perpetuo per le lor generazioni. (I)

Levitico 17:8 Di’ loro ancora: Se alcuno della casa d’Israele, o de’ forestieri che dimoreranno fra voi, offerisce olocausto, o sacrificio; (I)

Levitico 17:9 e non l’adduce all’entrata del Tabernacolo della convenenza, per sacrificarlo al Signore; sia quell’uomo riciso da’ suoi popoli. (I)

Levitico 17:10 E SE alcuno della casa d’Israele, o de’ forestieri che dimoreranno fra loro, mangia alcun sangue, io metterò la mia faccia contro a quella persona che avrà mangiato il sangue; e la sterminerò d’infra il suo popolo. (I)

Levitico 17:11 Perciocchè la vita della carne è nel sangue; e però vi ho ordinato che sia posto sopra l’Altare, per far purgamento per l’anime vostre; conciossiachè il sangue sia quello con che si fa il purgamento per la persona. (I)

Levitico 17:12 Perciò ho detto a’ figliuoli di Israele: Niuno di voi mangi sangue; il forestiere stesso, che dimora fra voi, non mangi sangue. (I)

Levitico 17:13 E anche, se alcuno dei figliuoli d’Israele, o de’ forestieri che dimoreranno fra loro, prende a caccia alcuna fiera, o uccello, che si può mangiare, spandane il sangue, e copralo di polvere. (I)

Levitico 17:14 Perciocchè esso è la vita di ogni carne; il sangue le è in luogo di anima; e però ho detto a’ figliuoli d’Israele: Non mangiate sangue di alcuna carne; perciocchè il sangue è la vita di ogni carne; chiunque ne mangerà sia sterminato. (I)

Levitico 17:15 E qualunque persona avrà mangiata carne di bestia morta da sè, o lacerata dalle fiere, natio, o forestiere, ch’egli sia, lavi i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sia immondo infino alla sera: poi sia netto. (I)

Levitico 17:16 E, se non lava i suoi vestimenti, e le sue carni, egli porterà la sua iniquità. (I)

Levitico 18:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: (I)

Levitico 18:2 Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 18:3 Non fate secondo l’opere del paese di Egitto, nel quale siete dimorati; non fate altresì secondo l’opere del paese di Canaan, dove io vi conduco; e non procedete secondo i lor costumi. (I)

Levitico 18:4 Mettete in opera le mie leggi, e osservate i miei statuti, per camminare in essi. (I)

Levitico 18:5 Io sono il Signore Iddio vostro. Osservate, dico, i miei statuti, e le mie leggi; le quali chiunque metterà in opera viverà per esse. Io sono il Signore. (I)

Levitico 18:6 Niuno si accosti ad alcuna sua carnal parente, per iscoprire le sue vergogne. Io sono il Signore. (I)

Levitico 18:7 Non iscoprir le vergogne di tuo padre, nè le vergogne di tua madre: ell’è tua madre; non iscoprir le sue vergogne. (I)

Levitico 18:8 Non iscoprir le vergogne della moglie di tuo padre; esse son le vergogne di tuo padre. (I)

Levitico 18:9 Non iscoprir le vergogne di tua sorella, figliuola di tuo padre, o figliuola di tua madre, generata in casa, o generata fuori. (I)

Levitico 18:10 Non iscoprir le vergogne della figliuola del tuo figliuolo, o della figliuola della tua figliuola; conciossiachè esse sieno le tue vergogne proprie. (I)

Levitico 18:11 Non iscoprir le vergogne della figliuola della moglie di tuo padre, generata da tuo padre. Ell’è tua sorella. (I)

Levitico 18:12 Non iscoprir le vergogne della sorella di tuo padre. Ell’è la carne di tuo padre. (I)

Levitico 18:13 Non iscoprir le vergogne della sorella di tua madre; perciocchè ell’è la carne di tua madre. (I)

Levitico 18:14 Non iscoprir le vergogne del fratello di tuo padre; non accostarti alla sua moglie; ell’è tua zia. (I)

Levitico 18:15 Non iscoprir le vergogne della tua nuora; ell’è moglie del tuo figliuolo; non iscoprir le sue vergogne. (I)

Levitico 18:16 Non iscoprir le vergogne della moglie del tuo fratello; esse son le vergogne del tuo fratello. (I)

Levitico 18:17 Non iscoprir le vergogne di una donna, e della sua figliuola insieme; non prender la figliuola del suo figliuolo, nè la figliuola della sua figliuola, per iscoprir le lor vergogne; esse sono una medesima carne; ciò è una scelleratezza. (I)

Levitico 18:18 Non prendere eziandio una donna, insieme con la sua sorella; per esser la sua rivale, scoprendo le vergogne della sua sorella, insieme con lei, in vita sua. (I)

Levitico 18:19 E non accostarti a donna, mentre è appartata per la sua immondizia, per iscoprir le sue vergogne. (I)

Levitico 18:20 E non giacer carnalmente con la moglie del tuo prossimo, contaminandoti con essa. (I)

Levitico 18:21 E non dar della tua progenie, per farla passar per lo fuoco a Molec; e non profanare il nome dell’Iddio tuo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 18:22 Non giacer carnalmente con maschio; ciò è cosa abbominevole. (I)

Levitico 18:23 Parimente, non congiungerti carnalmente con alcuna bestia, per contaminarti con essa; e non presentisi la donna ad alcuna bestia, per farsi coprire; ciò è confusione. (I)

Levitico 18:24 Non vi contaminate in alcuna di queste cose; conciossiachè le genti, che io scaccio dal vostro cospetto, si sieno contaminate in tutte queste cose. (I)

Levitico 18:25 E il paese è stato contaminato; onde io visito sopra esso la sua iniquità, e il paese vomita fuori i suoi abitatori. (I)

Levitico 18:26 Ma voi, osservate i miei statuti, e le mie leggi; e non fate alcuna di queste cose abbominevoli, nè il natio del paese, nè il forestiere che dimora fra voi; (I)

Levitico 18:27 conciossiachè gli uomini di quel paese, che sono stati innanzi a voi, abbiano fatte tutte queste cose abbominevoli; laonde il paese è stato contaminato; (I)

Levitico 18:28 acciocchè il paese non vi vomiti fuori, se voi lo contaminerete; come avrà vomitata fuori la gente ch’era innanzi a voi. (I)

Levitico 18:29 Perciocchè, se alcuno fa alcuna di queste cose abbominevoli, le persone che avranno ciò fatto saranno sterminate d’infra il lor popolo. (I)

Levitico 18:30 Osservate adunque ciò che io comando che si osservi, per non operare secondo alcuno di que’ costumi abbominevoli, che sono stati usati innanzi a voi; e non vi contaminate in essi. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 19:2 Parla a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Siate santi; perciocchè io, il Signore Iddio vostro, son santo. (I)

Levitico 19:3 Porti ciascuno riverenza a sua madre, e a suo padre; e osservate i miei Sabati. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:4 Non vi rivolgete agl’idoli, e non vi fate dii di getto. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:5 E quando voi sacrificherete al Signore sacrificio da render grazie, sacrificatelo in maniera ch’egli sia gradito per voi. (I)

Levitico 19:6 Mangisi il giorno stesso che voi l’avrete sacrificato, e il giorno seguente; ma ciò che ne sarà avanzato fino al terzo giorno sia bruciato col fuoco. (I)

Levitico 19:7 E se pur se ne mangerà il terzo giorno, sarà fracidume; non sarà gradito. (I)

Levitico 19:8 E chiunque ne avrà mangiato porterà la sua iniquità; perciocchè egli avrà profanata una cosa sacra al Signore; e però sia quella persona ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 19:9 E quando voi mieterete la ricolta della vostra terra, non mietere affatto il canto del campo; e non ispigolar le spighe tralasciate dalla tua ricolta. (I)

Levitico 19:10 E non racimolar la tua vigna, nè raccoglierne i granelli; lasciali a’ poveri, e ai forestieri. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:11 Niuno di voi rubi, nè menta, nè frodi il suo prossimo. (I)

Levitico 19:12 E non giurate falsamente per lo mio Nome, sì che tu profani il Nome dell’Iddio tuo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:13 Non oppressare il tuo prossimo, e non rapirgli il suo; il pagamento dell’opera del tuo mercenario non dimori appresso di te la notte, infino alla mattina. (I)

Levitico 19:14 Non maledire il sordo, e non porre intoppo davanti al cieco; ma temi l’Iddio tuo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:15 Non fate iniquità in giudicio; non aver riguardo alla qualità del povero; e non portare onore alla qualità del grande; rendi giusto giudicio al tuo prossimo. (I)

Levitico 19:16 Non andare sparlando d’altrui fra i tuoi popoli; e non levarti contro al sangue del tuo prossimo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:17 Non odiare il tuo fratello nel tuo cuore; riprendi pure il tuo prossimo, e non caricarti di peccato per lui. (I)

Levitico 19:18 Non far vendetta, e non serbare odio a quei del tuo popolo; anzi ama il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:19 Osservate i miei statuti: Non far coprire la tua bestia da altra di diversa specie; non seminare il tuo campo di diverse specie di semenze; e non portare addosso veste contesta di diverse materie. (I)

Levitico 19:20 Se alcuno giace carnalmente con donna, la quale essendo serva, sia stata sposata ad un uomo, senza essere stata riscattata, nè essere stata messa in libertà, sieno amendue castigati di scopatura; non sieno fatti morire; perciocchè colei non è stata messa in libertà. (I)

Levitico 19:21 E adduca colui al Signore, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, un montone per sacrificio per la sua colpa. (I)

Levitico 19:22 E faccia il sacerdote, col montone del sacrificio per la colpa, purgamento davanti al Signore, per lui, del peccato ch’egli ha commesso; e il peccato ch’egli ha commesso gli sia perdonato. (I)

Levitico 19:23 Ora, quando voi sarete entrati nel paese, e avrete piantato qualche albero fruttifero, toglietegli il prepuzio, cioè il suo frutto; tenete quell’albero per incirconciso per tre anni; non mangisene del frutto. (I)

Levitico 19:24 E l’anno quarto sia tutto il frutto suo cosa sacra al Signore, da rendergli lode. (I)

Levitico 19:25 Ma l’anno quinto mangiate del suo frutto, cogliendo la sua rendita per voi. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:26 Non mangiate nulla col sangue; non usate augurii, nè pronostichi. (I)

Levitico 19:27 Non vi tagliate a tondo i capelli da’ lati del capo; e non vi guastate i canti della barba. (I)

Levitico 19:28 Parimente non vi fate alcuna tagliatura nelle carni per un morto, e non vi fate bollatura alcuna addosso. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:29 Non contaminar la tua figliuola, recandola a fornicare; e il paese non fornichi, e non si empia di scelleratezze. (I)

Levitico 19:30 Osservate i miei Sabati; e riverite il mio Santuario. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:31 Non vi rivolgete agli spiriti di Pitone, e agl’indovini; e non li domandate, per contaminarvi con essi. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:32 Levati su davanti al canuto, e onora l’aspetto del vecchio; e temi dell’Iddio tuo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 19:33 E quando alcun forestiere dimorerà con voi nel vostro paese, non gli fate alcun torto. (I)

Levitico 19:34 Siavi il forestiere, che dimorerà con voi, come uno di voi che sia natio del paese; amalo come te stesso; conciossiachè voi siate stati forestieri nel paese di Egitto. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 19:35 Non fate alcuna iniquità in giudicio, nè in misura di spazio, nè in peso, nè in misura di contenenza. (I)

Levitico 19:36 Abbiate bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, e hin giusto. Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho tratti fuor del paese di Egitto. (I)

Levitico 19:37 Osservate adunque tutti i miei statuti e tutte le mie leggi, e mettetele in opera. Io sono il Signore. (I)

Levitico 20:1 IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè dicendo: Di’ ancora a’ figliuoli d’Israele: (I)

Levitico 20:2 Chiunque de’ figliuoli d’Israele, o de’ forestieri che dimorano in Israele, avrà dato della sua progenie a Molec, del tutto sia fatto morire; lapidilo il popolo del paese. (I)

Levitico 20:3 E io ancora metterò la mia faccia contro a quell’uomo, e lo sterminerò d’infra il suo popolo; perciocchè egli avrà dato della sua progenie a Molec, per contaminare il mio Santuario, e per profanare il mio Nome santo. (I)

Levitico 20:4 Che se pure il popolo del paese del tutto chiude gli occhi, per non vedere quell’uomo, quando avrà dato della sua progenie a Molec, per non farlo morire; (I)

Levitico 20:5 io metterò la mia faccia contro a quell’uomo, e contro alla sua famiglia; e sterminerò d’infra il lor popolo lui, e tutti coloro che lo seguiranno, in fornicare dietro a Molec. (I)

Levitico 20:6 E se alcuna persona si rivolge agli spiriti di Pitone, o agl’indovini, per fornicar dietro a loro, io metterò la mia faccia contro a quella persona, e la sterminerò d’infra il suo popolo. (I)

Levitico 20:7 Voi dunque santificatevi, e siate santi; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 20:8 E osservate i miei statuti, e metteteli in opera. Io sono il Signore che vi santifico. (I)

Levitico 20:9 Se alcuno maledice suo padre, o sua madre, del tutto sia fatto morire; egli ha maledetto suo padre, o sua madre; sia il suo sangue sopra lui. (I)

Levitico 20:10 E se alcuno commette adulterio con la moglie di un altro, con la moglie del suo prossimo; facciansi morire l’adultero e l’adultera. (I)

Levitico 20:11 E se alcuno giace con la moglie di suo padre, egli ha scoperte le vergogne di suo padre; del tutto facciansi morire amendue; sia il lor sangue sopra loro. (I)

Levitico 20:12 E se alcuno giace con la sua nuora, del tutto facciansi morire amendue; essi hanno fatta confusione; sia il lor sangue sopra loro. (I)

Levitico 20:13 E se alcuno giace carnalmente con maschio, amendue hanno fatta una cosa abbominevole; del tutto facciansi morire; sia il lor sangue sopra loro. (I)

Levitico 20:14 E se alcuno prende una donna, e la madre di essa insieme, ciò è scelleratezza; brucinsi col fuoco, e lui e loro; acciocchè non vi sia alcuna scelleratezza nel mezzo di voi. (I)

Levitico 20:15 E se alcuno si congiunge carnalmente con una bestia, del tutto sia fatto morire; uccidete ancora la bestia. (I)

Levitico 20:16 Parimente, se alcuna donna si accosta ad alcuna bestia, per farsi coprire, uccidi la donna, e la bestia; del tutto facciansi morire; sia il lor sangue sopra loro. (I)

Levitico 20:17 E se alcuno prende la sua sorella, figliuola di suo padre, o figliuola di sua madre, e vede le sue vergogne, ed essa vede le vergogne di lui, ciò è cosa vituperosa; sieno adunque amendue sterminati alla vista de’ figliuoli del lor popolo; colui ha scoperte le vergogne della sua sorella; porti la sua iniquità. (I)

Levitico 20:18 E se alcuno giace con donna che è nella sua immondizia, e scopre le sue vergogne, egli ha scoperto il flusso di quella donna, ed essa ha scoperto il flusso del suo sangue; perciò sieno amendue sterminati del mezzo del lor popolo. (I)

Levitico 20:19 E non iscoprir le vergogne della sorella di tua madre, o della sorella di tuo padre; perciocchè se alcuno scopre la carne loro, amendue porteranno la loro iniquità. (I)

Levitico 20:20 E se alcuno giace con la sua zia, egli ha scoperte le vergogne del suo zio; amendue porteranno il lor peccato; sieno fatti morire, e non abbiano figliuoli. (I)

Levitico 20:21 Parimente, se alcuno prende la moglie del suo fratello, ciò è cosa brutta; colui ha scoperte le vergogne del suo fratello; sieno senza figliuoli. (I)

Levitico 20:22 Osservate tutti i miei statuti, e tutte le mie leggi, e metteteli in opera; acciocchè il paese, dove io vi conduco per abitarvi, non vi vomiti fuori. (I)

Levitico 20:23 E non procedete secondo i costumi della nazione che io scaccio dal vostro cospetto; perciocchè essi hanno fatte tutte queste cose; onde io li ho avuti in abbominio. (I)

Levitico 20:24 E io vi ho detto: Voi possederete la terra loro, e io ve la darò per possederla; terra stillante latte e miele. Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho separati dagli altri popoli. (I)

Levitico 20:25 E però mettete differenza fra la bestia monda e l’immonda, e fra l’uccello mondo e l’immondo; e non rendete le vostre persone abbominevoli per quelle bestie, o per quegli uccelli, o per alcun rettile che serpe sopra la terra, i quali io vi ho separati per averli per immondi. (I)

Levitico 20:26 E siatemi santi; perciocchè io, il Signore, son santo; e vi ho separati dagli altri popoli, acciocchè siate miei. (I)

Levitico 20:27 Se alcuno, uomo o donna, ha lo spirito di Pitone, o è indovino, del tutto sia fatto morire; sia lapidato; sia il sangue di tali persone sopra loro. (I)

Levitico 21:1 IL Signore disse, oltre a ciò, a Mosè: Parla a’ sacerdoti, figliuoli di Aaronne, e di’ loro: Non contaminisi alcun sacerdote fra’ suoi popoli, per un morto, (I)

Levitico 21:2 se non è per alcun suo prossimo carnal parente; per sua madre, per suo padre, per suo figliuolo, per sua figliuola, e per suo fratello; (I)

Levitico 21:3 o per una sua sorella germana, che sia vergine, e che non abbia avuto marito; per una tale potrà contaminarsi. (I)

Levitico 21:4 Non contaminisi fra’ suoi popoli, come marito, in maniera che si renda immondo. (I)

Levitico 21:5 Non dipelinsi il capo, e non radansi i canti della barba, e non facciansi tagliature nelle carni. (I)

Levitico 21:6 Sieno santi all’Iddio loro, e non profanino il Nome dell’Iddio loro; conciossiachè essi offeriscano i sacrificii che si fanno per fuoco al Signore, le vivande dell’Iddio loro; perciò sieno santi. (I)

Levitico 21:7 Non prendano donna meretrice, nè viziata, nè donna ripudiata dal suo marito; perciocchè son santi all’Iddio loro. (I)

Levitico 21:8 Santificali adunque; conciossiachè essi offeriscano le vivande dell’Iddio tuo; sienti santi; perciocchè io, il Signore che vi santifico, son santo. (I)

Levitico 21:9 E se la figliuola di un sacerdote si contamina, fornicando, ella contamina suo padre; sia arsa col fuoco. (I)

Levitico 21:10 Ma il Sacerdote, il sommo fra’ suoi fratelli, sopra il cui capo sarà stato sparso l’olio dell’Unzione, e il quale sarà stato consacrato per vestire i vestimenti sacri, non iscoprasi il capo, e non isdruciscasi i vestimenti. (I)

Levitico 21:11 E non entri in luogo dove sia alcun corpo morto; non contaminisi, non pur per suo padre, nè per sua madre. (I)

Levitico 21:12 E non esca fuori del Santuario, e non contamini il Santuario dell’Iddio suo; perciocchè il Diadema dell’olio dell’Unzione dell’Iddio suo è sopra lui. Io sono il Signore. (I)

Levitico 21:13 E prendasi moglie che sia ancora vergine. (I)

Levitico 21:14 Non prenda queste: nè vedova, nè ripudiata, nè viziata, nè meretrice; anzi, prenda per moglie una vergine dei suoi popoli. (I)

Levitico 21:15 E non contamini la sua progenie ne’ suoi popoli; perciocchè io sono il Signore, che lo santifico. (I)

Levitico 21:16 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 21:17 Parla ad Aaronne, e digli: Se alcuno della tua progenie, per le loro età, ha in sè alcun difetto, non s’appressi per offerir le vivande dell’Iddio suo. (I)

Levitico 21:18 Perciocchè niun uomo, in cui sia difetto, vi si deve appressare; nè il cieco, nè lo zoppo, nè colui che ha il naso schiacciato, o smisurato. (I)

Levitico 21:19 Nè colui che ha rottura nel piè, o rottura nella mano. (I)

Levitico 21:20 Nè il gobbo, nè colui che ha panno o albugine nell’occhio, nè colui che ha scabbia, o volatica; nè l’ernioso. (I)

Levitico 21:21 Niun uomo adunque, della progenie del Sacerdote Aaronne, in cui sia alcun difetto, s’appressi per offerire i sacrificii fatti per fuoco al Signore; vi è difetto in lui; perciò, non si appressi per offerir le vivande dell’Iddio suo. (I)

Levitico 21:22 Ben potrà egli mangiar delle vivande dell’Iddio suo, così delle santissime, come delle sante. (I)

Levitico 21:23 Ma non venga alla Cortina, e non si appressi all’Altare; perciocchè vi è in lui difetto; e non contamini i miei luoghi santi; perciocchè io sono il Signore che li santificio. (I)

Levitico 21:24 E Mosè disse queste cose ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, e a tutti i figliuoli d’Israele. (I)

Levitico 22:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 22:2 Di’ ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, che si astengano dalle cose sacre de’ figliuoli d’Israele, e non profanino il mio Nome nelle cose che mi consacrano. Io sono il Signore. (I)

Levitico 22:3 Di’ loro: Se alcuno, di tutta la vostra progenie, nelle vostre generazioni, si appressa alla cose sacre, che i figliuoli di Israele avranno consacrate al Signore, avendo addosso la sua immondizia; quella persona sia ricisa dal mio cospetto. Io sono il Signore. (I)

Levitico 22:4 Niuno, della progenie di Aaronne, che sia lebbroso, o che abbia la colagione, non mangi delle cose sacre, finchè non sia netto. Parimente, se alcuno ha toccata qualunque persona immonda per un morto, o se d’alcuno è uscito seme genitale; (I)

Levitico 22:5 o se alcuno ha tocco qual si voglia rettile, per lo quale sia renduto immondo; o alcun uomo, per lo quale sia renduto immondo, secondo qualunque sua immondizia; (I)

Levitico 22:6 la persona che l’avrà tocco sia immonda infino alla sera, e non mangi delle cose sacre, che prima ella non abbia lavate le sue carni con acqua. (I)

Levitico 22:7 E, ciò fatto, dopo che il sole sarà tramontato, sarà netta; e poi potrà mangiar delle cose sacre; perciocchè sono suo cibo. (I)

Levitico 22:8 Non mangi il sacerdote alcuna carne di bestia morta da sè, o lacerata dalle fiere, per rendersi immondo. Io sono il Signore. (I)

Levitico 22:9 Osservino adunque ciò che io ho comandato che si osservi, e non si carichino di peccato, e non muoiano per esso, se profanano questa mia ordinazione. Io sono il Signore che li santifico. (I)

Levitico 22:10 E niuno strano non mangi delle cose sacre; il forestiere del sacerdote, nè il suo mercenario, non mangino delle cose sacre. (I)

Levitico 22:11 Ma, quando il sacerdote avrà comperata una persona co’ suoi danari, essa ne potrà mangiare; parimente il servo natogli in casa; costoro potranno mangiare del cibo di esso. (I)

Levitico 22:12 E la figliuola del sacerdote, se è maritata a uno strano, non mangi dell’offerta delle cose sacre. (I)

Levitico 22:13 Ma, se la figliuola del sacerdote è vedova, o ripudiata, senza aver figliuoli, e torna a stare in casa di suo padre, come nella sua fanciullezza; ella potrà mangiar delle vivande di suo padre; ma niuno straniere ne mangi. (I)

Levitico 22:14 E se pure alcuno mangia alcuna cosa sacra per errore, sopraggiungavi il quinto, e dialo al sacerdote, insieme con la cosa sacra. (I)

Levitico 22:15 Non profanino adunque le cose sacre de’ figliuoli d’Israele, le quali essi avranno offerte al Signore. (I)

Levitico 22:16 E non si carichino d’iniquità di colpa, mangiando le cose da essi consacrate; perciocchè io sono il Signore che li santifico. (I)

Levitico 22:17 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 22:18 Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, e a tutti i figliuoli d’Israele; e di’ loro: Quando alcuno della casa d’Israele, ovvero de’ forestieri che sono in Israele, offerirà la sua offerta, secondo tutti i lor voti, e le loro offerte volontarie, che offeriranno al Signore per olocausto; (I)

Levitico 22:19 acciocchè sia gradita per voi, sia un maschio senza difetto, d’infra i buoi, o d’infra le pecore, o d’infra le capre. (I)

Levitico 22:20 Non offerite nulla che abbia difetto; perciocchè non sarebbe gradito per voi. (I)

Levitico 22:21 Parimente, quando alcuno offerirà al Signore sacrificio da render grazie, o per singolar voto, o per offerta volontaria, sia quello di buoi, o di pecore, o di capre, senza difetto; acciocchè sia gradito; non siavi alcun difetto. (I)

Levitico 22:22 Non offerite al Signore bestia alcuna cieca, nè che abbia alcun membro fiaccato, nè monca, nè porrosa, nè rognosa, nè scabbiosa; e non presentatene alcuna tale in su l’Altare al Signore, per offerta che si fa per fuoco. (I)

Levitico 22:23 Ben potrai, per offerta volontaria, offerir bue, o pecora, o capra, che abbia alcun membro di manco, o di soverchio; ma per voto non sarebbe gradita. (I)

Levitico 22:24 Non offerite al Signore alcun animale che abbia i granelli schiacciati, o infranti, o strappati, o ricisi; e non ne fate di tali nel vostro paese. (I)

Levitico 22:25 Nè prendetene alcuni di man degli stranieri, per offerirne cibo al Signore; perciocchè il lor vizio è in essi; v’è in essi difetto; non sarebbero graditi per voi. (I)

Levitico 22:26 Il Signore parlò ancora a Mosè dicendo: (I)

Levitico 22:27 Quando sarà nato un vitello, o un agnello, o un capretto, stia sette giorni sotto la madre; poi dall’ottavo giorno innanzi, sarà gradito per offerta da ardere al Signore. (I)

Levitico 22:28 E non iscannate in uno stesso giorno la vacca, o la pecora, o la capra, col suo figlio. (I)

Levitico 22:29 E quando voi sacrificherete al Signore sacrificio di laude, sacrificatelo in maniera ch’egli sia gradito per voi. (I)

Levitico 22:30 Mangisi nell’istesso giorno; non ne lasciate nulla di avanzo fino alla mattina seguente. Io sono il Signore. (I)

Levitico 22:31 E osservate i miei comandamenti, e metteteli in opera. Io sono il Signore. (I)

Levitico 22:32 E non profanate il mio santo Nome; onde io mi santifichi me stesso nel mezzo de’ figliuoli d’Israele. Io sono il Signore che vi santifico; (I)

Levitico 22:33 che vi ho tratti fuor del paese di Egitto, per essere vostro Dio. Io sono il Signore. (I)

Levitico 23:1 IL Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 23:2 Parla a’ figliuoli di Israele, e di’ loro: Quant’è alle feste solenni del Signore, le quali voi bandirete per sante raunanze, queste son le mie feste solenni. (I)

Levitico 23:3 Lavorisi sei giorni; ma, al settimo giorno, siavi riposo di Sabato, santa raunanza; non fate in esso lavoro alcuno; quel giorno è il Sabato del Signore, in tutte le vostre abitazioni. (I)

Levitico 23:4 Queste sono le feste solenni del Signore, sante raunanze, le quali voi bandirete nelle loro stagioni: (I)

Levitico 23:5 Nel primo mese, nel quartodecimo giorno del mese, fra i due vespri, è la Pasqua del Signore. (I)

Levitico 23:6 E nel quintodecimo giorno dell’istesso mese, è la festa degli azzimi, consacrata al Signore; mangiate per sette giorni pani azzimi. (I)

Levitico 23:7 Siavi santa raunanza nel primo giorno, e non fate in esso alcuna opera servile. (I)

Levitico 23:8 E offerite offerte da ardere al Signore per sette giorni; e nel settimo giorno siavi santa raunanza; non fate in esso opera alcuna servile. (I)

Levitico 23:9 Il Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 23:10 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando voi sarete entrati nel paese, il quale io vi do, e ne mieterete la ricolta; portate al sacerdote una menata delle primizie della vostra ricolta. (I)

Levitico 23:11 E dimeni il sacerdote quella menata, davanti al Signore, in favor vostro; offeriscala il sacerdote il giorno appresso quel Sabato. (I)

Levitico 23:12 E nel giorno che voi offerirete quella menata, sacrificate un agnello di un anno, senza difetto, in olocausto al Signore. (I)

Levitico 23:13 E sia la sua offerta di panatica di due decimi di fior di farina, stemperata con olio, per offerta da ardere al Signore, in odor soave; e la sua offerta da spandere sia della quarta parte di un hin di vino. (I)

Levitico 23:14 E non mangiate pane, nè grano arrostito, nè spighe fresche, fino a questo stesso giorno; finchè non abbiate portata l’offerta del vostro Iddio. Quest’è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni, in tutte le vostre abitazioni. (I)

Levitico 23:15 E, dal giorno appresso quel Sabato, dal giorno che voi avrete portata la menata dell’offerta dimenata, contatevi sette settimane compiute. (I)

Levitico 23:16 Contatevi cinquanta giorni, fino al giorno appresso la settima settimana; e allora offerite una nuova offerta di panatica al Signore. (I)

Levitico 23:17 Portate dalle vostre stanze, per primizie, al Signore, due pani per offerta dimenata, i quali sieno di due decimi di fior di farina, cotti con lievito. (I)

Levitico 23:18 E con que’ pani offerite sette agnelli di un anno, senza difetto; e un giovenco, e due montoni; e sieno per olocausto al Signore, insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere; per sacrificii da ardere, di soave odore al Signore. (I)

Levitico 23:19 Oltre a ciò, offerite un becco per sacrificio per lo peccato; e due agnelli di un anno per sacrificio da render grazie. (I)

Levitico 23:20 E offeriscali il sacerdote in offerta dimenata, davanti al Signore, insieme co’ pani delle primizie, e co’ due agnelli; sieno quelle cose sacre al Signore, per lo sacerdote. (I)

Levitico 23:21 E in quell’istesso giorno bandite la festa; esso vi sia giorno di santa raunanza; non fate in esso alcuna opera servile. Quest’è uno statuto perpetuo in tutte le vostre abitazioni, per le vostre generazioni. (I)

Levitico 23:22 E, quando voi mieterete la ricolta della vostra terra, non mietere affatto i canti del tuo campo, e non ispigolar le spighe della tua ricolta; lasciale al povero e al forestiere. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 23:23 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 23:24 Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Nel settimo mese, nel primo giorno del mese, celebrate un Sabato una ricordanza con suon di tromba, una santa raunanza. (I)

Levitico 23:25 Non fate in quel dì alcuna opera servile; e offerite al Signore offerte da ardere. (I)

Levitico 23:26 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 23:27 Ma nel decimo giorno di questo settimo mese, ch’è il giorno de’ purgamenti, celebrate una santa raunanza; e affliggete le vostre anime, e offerite offerte da ardere al Signore. (I)

Levitico 23:28 E non fate in quel giorno lavoro alcuno; conciossiachè sia il giorno de’ purgamenti, per far purgamento per voi, davanti al Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 23:29 Perciocchè, ogni persona che non sarà stata afflitta in quel giorno, sarà ricisa da’ suoi popoli. (I)

Levitico 23:30 E se alcuna persona fa in quel giorno alcun lavoro, io la farò perire d’infra il suo popolo. (I)

Levitico 23:31 Non fate in quel giorno lavoro alcuno. Quest’è uno statuto perpetuo, per le vostre generazioni, in tutte le vostre abitazioni. (I)

Levitico 23:32 Siavi quel giorno riposo di Sabato; e affliggete le vostre persone; cominciando al nono dì del mese, in sul vespro; celebrate il vostro Sabato da un vespro all’altro. (I)

Levitico 23:33 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 23:34 Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: In questo stesso settimo mese, nel quintodecimo giorno del mese, celebrisi al Signore la festa solenne de’ Tabernacoli, per sette giorni. (I)

Levitico 23:35 Nel primo giorno siavi santa raunanza; non fate in esso alcuna opera servile. (I)

Levitico 23:36 Offerite per sette giorni offerte da ardere al Signore; e nell’ottavo giorno siavi santa raunanza, e offerite offerte da ardere al Signore; quel giorno è giorno di solenne raunanza; non fate in esso opera alcuna servile. (I)

Levitico 23:37 Queste sono le feste solenni del Signore, le quali voi bandirete, acciocchè sieno sante raunanze, per offerire al Signore offerte da ardere, olocausti, offerte di panatica, sacrificii, ed offerte da spandere; in ciascun giorno ciò che conviene; (I)

Levitico 23:38 oltre a’ Sabati del Signore, e oltre a’ vostri doni, e oltre a tutti i vostri voti, e oltre a tutte le vostre offerte volontarie, che voi presenterete al Signore. (I)

Levitico 23:39 Or nel quintodecimo giorno del settimo mese, quando avrete ricolta la rendita della terra, celebrate la festa solenne del Signore per sette giorni; nel primo giorno siavi Sabato, e nell’ottavo giorno parimente siavi Sabato. (I)

Levitico 23:40 E nel primo giorno prendetevi del frutto di cedro, de’ rami di palme, delle frasche di mortella, e de’ salci di riviera; e rallegratevi nel cospetto del Signore Iddio vostro per sette giorni. (I)

Levitico 23:41 E celebrate quella festa al Signore per sette giorni, ogni anno. Quest’è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni; celebratela al settimo mese. (I)

Levitico 23:42 Dimorate in tabernacoli per sette giorni; dimori ognuno, che è natio d’Israele, in tabernacoli. (I)

Levitico 23:43 Acciocchè le vostre generazioni sappiano che io ho fatto dimorare i figliuoli d’Israele in tabernacoli, quando io li ho tratti fuor del paese di Egitto. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 23:44 Così Mosè ordinò a’ figliuoli d’Israele le feste solenni del Signore. (I)

Levitico 24:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 24:2 Comanda a’ figliuoli d’Israele che ti rechino dell’olio di uliva, puro, vergine, per la lumiera, per tener del continuo le lampane accese. (I)

Levitico 24:3 Mettale in ordine Aaronne nel Tabernacolo della convenenza, di fuori della Cortina della Testimonianza, dalla sera infino alla mattina, del continuo, davanti al Signore. Quest’è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni. (I)

Levitico 24:4 Metta del continuo in ordine le lampane in sul Candelliere puro, davanti al Signore. (I)

Levitico 24:5 Piglia, oltre a ciò, del fior di farina, e fanne dodici focacce, e cuocile; sia ciascuna focaccia di due decimi d’efa. (I)

Levitico 24:6 E mettile in due ordini, sei per ordine, sopra la Tavola pura, davanti al Signore. (I)

Levitico 24:7 E metti dell’incenso puro sopra ciascun ordine; e sia quell’incenso per ricordanza di que’ pani, per offerta che si fa per fuoco al Signore. (I)

Levitico 24:8 Mettansi per ordine, ogni giorno di Sabato, del continuo, nel cospetto del Signore, quelle focacce tolte da’ figliuoli d’Israele, per patto perpetuo. (I)

Levitico 24:9 E sieno quelle per Aaronne e per i suoi figliuoli; ed essi le mangino in luogo santo; conciossiachè sieno cosa santissima, a lui appartenente dell’offerte che si hanno da ardere al Signore, per istatuto perpetuo. (I)

Levitico 24:10 OR un uomo, figliuolo di una donna Israelita, ma di padre Egizio, che stava per mezzo i figliuoli d’Israele, uscì fuori; ed egli e un Israelita contesero insieme nel campo. (I)

Levitico 24:11 E il figliuolo della donna Israelita bestemmiò il Nome, e lo maledisse; laonde fu condotto a Mosè; or il nome di sua madre era Selomit, figliuola di Dibri, della tribù di Dan; (I)

Levitico 24:12 e fu messo in prigione, finchè Mosè avesse dichiarato ciò che se ne avesse a fare, per comandamento del Signore. (I)

Levitico 24:13 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 24:14 Mena quel bestemmiatore fuor del campo; e posino tutti coloro che l’hanno udito le lor mani sopra il capo di esso, e lapidilo tutta la raunanza. (I)

Levitico 24:15 E parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Chiunque avrà maledetto il suo Dio, porti il suo peccato. (I)

Levitico 24:16 E chi avrà bestemmiato il Nome del Signore, del tutto sia fatto morire; in ogni modo lapidilo tutta la raunanza; sia fatto morire così lo straniere, come colui ch’è natio del paese, quando avrà bestemmiato il Nome. (I)

Levitico 24:17 Parimente, chi avrà percossa a morte alcuna persona, del tutto sia fatto morire. (I)

Levitico 24:18 E chi avrà percossa alcuna bestia a morte, paghila; animale per animale. (I)

Levitico 24:19 E quando alcuno avrà fatta alcuna lesione corporale al suo prossimo, facciaglisi il simigliante di ciò ch’egli avrà fatto. (I)

Levitico 24:20 Rottura per rottura, occhio per occhio, dente per dente; facciaglisi tal lesione corporale, quale egli avrà fatta ad altrui. (I)

Levitico 24:21 Chi avrà percossa a morte una bestia, paghila; ma chi avrà percosso un uomo a morte, sia fatto morire. (I)

Levitico 24:22 Abbiate una stessa ragione; sia il forestiere, come colui ch’è natio del paese; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 24:23 E Mosè parlò a’ figliuoli d’Israele; ed essi trassero quel bestemmiatore fuor del campo, e lo lapidarono con pietre. E i figliuoli d’Israele fecero come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Levitico 25:1 IL Signore parlò ancora a Mosè nel monte di Sinai, dicendo: (I)

Levitico 25:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando voi sarete entrati nel paese che io vi do, abbia la terra i suoi riposi, per maniera di Sabato al Signore. (I)

Levitico 25:3 Semina il tuo campo sei anni continui, e pota la tua vigna altresì sei anni continui, e ricogli la sua rendita. (I)

Levitico 25:4 Ma l’anno settimo siavi riposo di Sabato per la terra; siavi Sabato al Signore; non seminare in esso il tuo campo, e non potar la tua vigna. (I)

Levitico 25:5 Non mietere ciò che sarà nato da sè stesso da’ granelli caduti nella tua ricolta; e non vendemmiar le uve della vigna che tu non avrai potata; sia quell’anno anno di riposo per la terra. (I)

Levitico 25:6 E ciò che sarà prodotto nell’anno del Sabato della terra sarà per mangiarlo, a te, e al tuo servo, e alla tua serva, e al tuo mercenario, e al tuo avveniticcio, i quali dimoreranno appresso di te, e alle tue bestie domestiche, (I)

Levitico 25:7 e alle fiere che saranno nel tuo paese; sia tutta la rendita di quell’anno per mangiare. (I)

Levitico 25:8 Contati eziandio sette settimane di anni, sette volte sette anni; in maniera che il tempo delle sette settimane di anni ti sia lo spazio di quarantanove anni. (I)

Levitico 25:9 E nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, fa’ passare un suon di tromba; fate passar la tromba per tutto il vostro paese, nel giorno de’ purgamenti. (I)

Levitico 25:10 E santificate l’anno cinquantesimo, e bandite franchigia nel paese, a tutti suoi abitanti; siavi quello il Giubileo; e allora ritorni ciascun di voi nella sua possessione, e alla sua famiglia. (I)

Levitico 25:11 Quest’è il Giubileo; celebratelo ogni cinquantesimo anno; non seminate in esso, e non ricogliete ciò che in quell’anno sarà nato da sè stesso, e non vendemmiate le vigne che non saranno state potate. (I)

Levitico 25:12 Perciocchè quello è il Giubileo; siavi sacro; mangiate ciò che il campo produrrà tolto dal campo stesso. (I)

Levitico 25:13 In quest’anno del Giubileo, ritorni ciascun di voi nella sua possessione. (I)

Levitico 25:14 E quando tu farai qualche vendita al tuo prossimo, ovvero qualche compera, niun di voi rapisca il bene del suo fratello. (I)

Levitico 25:15 Compera dal tuo prossimo a ragione degli anni scorsi dopo il Giubileo; ed egli facciati la vendita a ragione degli anni della rendita. (I)

Levitico 25:16 Secondo che vi saranno più o meno anni, accresci o scema il prezzo di ciò che tu compererai da lui; conciossiachè egli ti venda un certo numero di rendite. (I)

Levitico 25:17 E niun di voi rapisca il ben del suo prossimo; anzi abbi timore dell’Iddio tuo; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 25:18 Ed eseguite i miei statuti, e osservate le mie leggi, e mettetele in opera; e voi abiterete nel paese in sicurtà. (I)

Levitico 25:19 E la terra produrrà i suoi frutti, e voi ne mangerete a sazietà, e abiterete in essa in sicurtà. (I)

Levitico 25:20 Che se pur dite: Che mangeremo l’anno settimo, se non seminiamo, e non ricogliamo le nostre rendite? (I)

Levitico 25:21 Io comanderò alla mia benedizione che venga sopra voi l’anno sesto, e quell’anno produrrà frutto per tre anni. (I)

Levitico 25:22 E nell’anno ottavo voi seminerete, e mangerete del vecchio di quella ricolta, fino all’anno nono; voi mangerete del vecchio, finchè venga la ricolta di quell’anno. (I)

Levitico 25:23 OR non vendansi le terre assolutamente; conciossiachè la terra sia mia; perciocchè voi siete forestieri, e fittaiuoli appresso di me. (I)

Levitico 25:24 Perciò, date luogo di riscatto delle terre in tutto il paese della vostra possessione. (I)

Levitico 25:25 Quando il tuo fratello sarà impoverito, e avrà venduto della sua possessione; se il suo prossimo parente, il qual per consanguinità avrà la ragion del riscatto, si presenta, egli potrà riscattar ciò che il suo fratello avrà venduto. (I)

Levitico 25:26 Ma, se alcuno, non avendo parente che per consanguinità abbia la ragion del riscatto, ricovera da sè stesso il modo, e trova quanto gli fa bisogno per lo suo riscatto; (I)

Levitico 25:27 allora conti le annate dopo la sua vendita, e restituisca il soprappiù a colui a chi avrà fatta la vendita, e rientri nella sua possessione. (I)

Levitico 25:28 Ma, s’egli non trova quanto gli fa bisogno per fargli il suo pagamento, resti quello ch’egli avrà venduto in man di colui che l’avrà comperato, fino all’anno del Giubileo; e nel Giubileo escane il comperatore, e rientri colui nella sua possessione. (I)

Levitico 25:29 E quando alcuno avrà venduta una casa da abitare, in città murata, siavi podestà di riscatto fino all’anno compiuto dopo la sua vendita; sia il termine del suo riscatto un anno intiero. (I)

Levitico 25:30 Ma se non è ricomperata infra il compiersi di un anno intiero, quella casa che è in città murata resterà assolutamente in proprio a colui che l’avrà comperata, e a’ suoi d’età in età; egli non sarà obbligato di uscirne nel Giubileo. (I)

Levitico 25:31 Ma le case delle ville, non intorniate di mura, sieno reputate come possessioni di terra; siavi ragion di riscatto per esse, ed escane il comperatore nel Giubileo. (I)

Levitico 25:32 Ma, quant’è alle città de’ Leviti, abbiano i Leviti in perpetuo ragion di ricompera in su le case delle città della lor possessione. (I)

Levitico 25:33 E colui de’ Leviti, che ricompererà alcuna casa, esca fuori della casa venduta, e della città della possession del venditore, nel Giubileo; perciocchè le case delle città de’ Leviti sono la lor possessione nel mezzo de’ figliuoli d’Israele. (I)

Levitico 25:34 Ma non vendansi i campi de’ contorni delle lor città; perciocchè sono loro una possessione perpetua. (I)

Levitico 25:35 E quando il tuo fratello sarà impoverito, e le sue facoltà saranno scadute appresso di te, porgigli la mano, forestiere o avveniticcio che egli si sia; acciocchè possa vivere appresso di te. (I)

Levitico 25:36 Non prender da lui usura nè profitto; e abbi timore dell’Iddio tuo, e fa’ che il tuo fratello possa vivere appresso di te. (I)

Levitico 25:37 Non dargli i tuoi danari ad usura, nè la tua vittuaglia a profitto. (I)

Levitico 25:38 Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho tratti fuor del paese di Egitto, per darvi il paese di Canaan, per essere vostro Iddio. (I)

Levitico 25:39 E quando il tuo fratello sarà impoverito appresso di te, e si sarà venduto a te, non adoperarlo in servitù da schiavo. (I)

Levitico 25:40 Stia appresso di te a guisa di mercenario o di avveniticcio; serva appresso di te fino all’anno del Giubileo. (I)

Levitico 25:41 E allora egli si partirà d’appresso a te, insieme co’ suoi figliuoli, e se ne ritornerà alla sua famiglia; e rientrerà nella possessione de’ suoi padri. (I)

Levitico 25:42 Perciocchè essi sono miei servitori, avendoli io tratti fuor del paese di Egitto; e però non sieno venduti nella maniera degli schiavi. (I)

Levitico 25:43 Non signoreggiarlo con asprezza; anzi abbi timore dell’Iddio tuo. (I)

Levitico 25:44 Ma, quant’è al tuo servo, e alla tua serva, che hanno ad esser tuoi in proprio, compera servi e serve d’infra le genti che saranno intorno a te. (I)

Levitico 25:45 Anche ne potrete comperar de’ figliuoli degli avveniticci che dimoreranno con voi; e delle lor famiglie che saranno appresso di voi, le quali essi avranno generate nel vostro paese; e quelli saranno vostri in proprio. (I)

Levitico 25:46 E tali potrete possedere, e lasciare a’ vostri figliuoli dopo voi in proprietà ereditaria; e anche servirvi di loro in perpetuo; ma, quant’è a’ vostri fratelli, figliuoli d’Israele, niuno di voi signoreggi il suo fratello con asprezza. (I)

Levitico 25:47 E se il forestiere, o l’avveniticcio che sarà appresso di te, acquista delle facoltà, e il tuo fratello impoverisce appresso a lui, e si vende al forestiere, o all’avveniticcio che sarà appresso di te, o a qualcuno di stirpe di nazione straniera; (I)

Levitico 25:48 abbia egli podestà di riscatto, dopo essersi venduto; riscattilo alcuno de’ suoi fratelli. (I)

Levitico 25:49 Riscattilo il suo zio, o il figliuol del suo zio, o alcun altro suo carnal parente, della sua famiglia; ovvero, riscattisi egli stesso, se ne trova il modo. (I)

Levitico 25:50 E faccia ragione col suo comperatore, dall’anno che gli si sarà venduto fino all’anno del Giubileo, e vadano i danari della sua vendita per lo numero degli anni ch’egli avrà servito; stia con lui come a giornate di mercenario. (I)

Levitico 25:51 Se vi sono ancora molti anni fino al Giubileo, restituisca a ragione di essi, de’ danari della sua compera, per suo riscatto. (I)

Levitico 25:52 E se vi restano pochi anni fino all’anno del Giubileo, faccia ragione con lui; e restituisca il prezzo del suo riscatto, secondo il numero degli anni che gli restano da servire. (I)

Levitico 25:53 Stia con lui a guisa di mercenario annuale; non signoreggilo con asprezza nel tuo cospetto. (I)

Levitico 25:54 E se pur non è riscattato in alcuna di queste maniere, egli se ne uscirà l’anno del Giubileo, insieme coi suoi figliuoli. (I)

Levitico 25:55 Conciossiachè i figliuoli d’Israele mi sieno servi; sono miei servi, avendoli io tratti fuor del paese di Egitto. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 26:1 NON vi fate idoli, e non vi rizzate scultura, nè statua, e non mettete alcuna pietra effigiata nel vostro paese, per adorarla; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Levitico 26:2 Osservate i miei Sabati; e riverite il mio Santuario. Io sono il Signore. (I)

Levitico 26:3 Se voi camminate ne’ miei statuti, e osservate i miei comandamenti, e li mettete in opera; (I)

Levitico 26:4 io vi darò le vostre pioggie nelle loro stagioni, e la terra produrrà la sua rendita, e gli alberi della campagna produrranno i lor frutti. (I)

Levitico 26:5 E la trebbiatura vi giungerà infino alla vendemmia, e la vendemmia giungerà infino alla sementa; e voi mangerete il vostro pane a sazietà, e abiterete nel vostro paese in sicurtà. (I)

Levitico 26:6 E io farò che vi sarà pace nel paese, e voi vi coricherete, e non vi sarà chi vi spaventi; e farò venir meno le bestie nocive nel paese, e la spada non passerà per lo vostro paese. (I)

Levitico 26:7 E voi perseguirete i vostri nemici, ed essi caderanno per la spada davanti a voi. (I)

Levitico 26:8 E cinque di voi ne perseguiranno cento, e cento ne perseguiranno diecimila; e i vostri nemici caderanno per la spada davanti a voi. (I)

Levitico 26:9 E io mi volgerò verso voi, e vi farò crescere e moltiplicare; e stabilirò il mio patto con voi. (I)

Levitico 26:10 E voi mangerete del vecchio, serbato per molto tempo; e trarrete fuori il vecchio, per dar luogo al nuovo. (I)

Levitico 26:11 E io farò che il mio Tabernacolo starà nel mezzo di voi; e l’anima mia non vi sdegnerà. (I)

Levitico 26:12 E camminerò nel mezzo di voi, e vi sarò Dio, e voi mi sarete popolo. (I)

Levitico 26:13 Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho tratti fuor del paese degli Egizj, acciocchè non foste loro servi; e ho spezzate le sbarre del vostro giogo, e vi ho fatti camminare a capo erto. (I)

Levitico 26:14 Ma, se voi non mi ubbidite, e non mettete in opera tutti questi comandamenti; (I)

Levitico 26:15 e se sprezzate i miei statuti, e se l’anima vostra sdegna le mie leggi, per non eseguire tutti i miei comandamenti, per annullare il mio patto; (I)

Levitico 26:16 io altresì vi farò queste cose: io manderò contr’a voi lo spavento, la tisichezza, e l’arsura, che vi consumeranno gli occhi, e vi tormenteranno l’anima; e voi seminerete indarno la vostra semenza; perciocchè i vostri nemici la mangeranno. (I)

Levitico 26:17 E io metterò la mia faccia contro a voi, e sarete sconfitti da’ vostri nemici, e quelli che vi odieranno, vi signoreggeranno; e voi fuggirete, senza che alcuno vi persegua. (I)

Levitico 26:18 E se pur anche, dopo queste cose, voi non mi ubbidite, io continuerò a castigarvi per i vostri peccati sette volte più. (I)

Levitico 26:19 E romperò l’alterezza della vostra forza; e farò che il vostro cielo sarà come di ferro, e la vostra terra come di rame. (I)

Levitico 26:20 E la vostra forza si consumerà indarno; e la vostra terra non darà la sua rendita, nè gli alberi della campagna i lor frutti. (I)

Levitico 26:21 E se voi procedete meco con contrasto, e non volete ubbidirmi, io vi aggiugnerò sette cotanti di piaghe, secondo i vostri peccati. (I)

Levitico 26:22 E manderò contro a voi le fiere della campagna, le quali vi orberanno di figliuoli, e diserteranno il vostro bestiame, e vi dipopoleranno, e le vostre strade saranno deserte. (I)

Levitico 26:23 E se pur anche per queste cose voi non vi ammendate inverso me, anzi procedete meco con contrasto; (I)

Levitico 26:24 io altresì procederò con voi con contrasto e vi percoterò anch’io sette volte più, per i vostri peccati. (I)

Levitico 26:25 E farò venir contro a voi la spada, che farà la vendetta del patto; e voi vi ricovererete nelle vostre città; ma io manderò nel mezzo di voi la pestilenza, e sarete dati nelle mani dei nemici. (I)

Levitico 26:26 Quando io vi avrò rotto il sostentamento del pane, dieci donne coceranno il vostro pane in uno stesso forno, e vi renderanno il vostro pane a peso; e voi mangerete, e non vi sazierete. (I)

Levitico 26:27 E se per questo ancora non mi ubbidite, anzi procedete meco con contrasto; (I)

Levitico 26:28 io ancora procederò con voi con ira e con contrasto; e io ancora vi castigherò sette volte più, per i vostri peccati. (I)

Levitico 26:29 E mangerete la carne de’ vostri figliuoli, e la carne delle vostre figliuole. (I)

Levitico 26:30 E io disfarò i vostri alti luoghi, e distruggerò i vostri idoli, e metterò i vostri corpi morti sopra le carogne dei vostri idoli; e l’anima mia vi avrà in abbominio. (I)

Levitico 26:31 E ridurrò le vostre città in desolazione, e diserterò i vostri santuari, e non odorerò i vostri odori soavi. (I)

Levitico 26:32 E io stesso desolerò il paese; e i vostri nemici, che abiteranno in esso, ne saranno stupefatti. (I)

Levitico 26:33 E, quant’è a voi, io vi disperderò fra le genti, e vi sarò dietro a spada tratta; e il vostro paese sarà deserto, e le vostre città desolate. (I)

Levitico 26:34 Allora la terra si compiacerà ne’ suoi Sabati, tutto il tempo ch’ella resterà deserta, e che voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà, e si compiacerà ne’ suoi Sabati. (I)

Levitico 26:35 Ella si riposerà tutto il tempo ch’ella starà deserta di ciò che non si sarà riposata ne’ vostri Sabati, mentre voi sarete dimorati in essa. (I)

Levitico 26:36 E, quant’è a quelli che di voi saranno rimasti, io manderò loro un avvilimento di cuore ne’ paesi de’ lor nemici; talchè eziandio il rumor d’una fronde agitata li perseguiterà, e fuggiranno, come d’innanzi alla spada; e caderanno, senza che alcuno li persegua. (I)

Levitico 26:37 E traboccheranno l’uno sopra l’altro, come se fuggissero davanti alla spada, senza però che alcuno li perseguiti; e voi non potrete durar davanti a’ vostri nemici. (I)

Levitico 26:38 E perirete fra le genti, e il paese de’ vostri nemici vi consumerà. (I)

Levitico 26:39 Ma, se pur que’ di voi che saranno rimasti si struggono nel paese de’ lor nemici, per le loro iniquità, e insieme per quelle de’ lor padri; (I)

Levitico 26:40 e confessano la loro iniquità, e l’iniquità de’ lor padri, ne’ lor misfatti che avranno commessi contro a me; ed anche in ciò che saranno proceduti meco con contrasto; (I)

Levitico 26:41 onde io ancora sarò proceduto con loro con contrasto; e li avrò condotti nel paese de’ lor nemici; se allora il lor cuore incirconciso si umilia, e se di buon grado riconoscono la loro iniquità; (I)

Levitico 26:42 io ancora mi ricorderò del mio patto con Giacobbe, e anche del mio patto con Isacco, e anche del mio patto con Abrahamo; mi ricorderò eziandio del paese. (I)

Levitico 26:43 Appresso adunque che la terra sarà stata disabitata di essi, e si sarà compiaciuta ne’ suoi Sabati, mentre sarà stata desolata, essendone essi fuori; ed essi di buon grado avranno riconosciuta la loro iniquità, perciocchè avranno sprezzate le mie leggi, e l’anima loro avrà sdegnati i miei statuti; (I)

Levitico 26:44 e che nondimeno, mentre saranno stati nel paese de’ lor nemici, io non li avrò riprovati, e non li avrò avuti in abbominio, per ridurli al niente, annullando il mio patto con loro; perciocchè io sono il Signore Iddio loro; (I)

Levitico 26:45 io mi ricorderò in favor loro del patto degli antichi loro, i quali io trassi fuor del paese di Egitto, nel cospetto delle genti, per essere loro Dio. Io sono il Signore. (I)

Levitico 26:46 Questi sono gli statuti, e le ordinazioni, e le leggi, le quali il Signore stabilì fra sè, e i figliuoli d’Israele, nel monte di Sinai, per mano di Mosè. (I)

Levitico 27:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Levitico 27:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando alcuno avrà fatto qualche singolar voto; quando egli avrà fatto voto di persone al Signore, sotto la tua estimazione; (I)

Levitico 27:3 l’estimazione che tu farai, d’un maschio di età di venti anni fino a sessant’anni, sia a cinquanta sicli d’argento, a siclo di Santuario. (I)

Levitico 27:4 E d’una femmina, sia la tua estimazione a trenta sicli. (I)

Levitico 27:5 E se è una persona di età da cinque anni a venti, sia la tua estimazione a venti sicli per lo maschio, e a dieci sicli per la femmina. (I)

Levitico 27:6 E se è una persona di età da un mese a cinque anni, sia la tua estimazione a cinque sicli d’argento per lo maschio, e a tre sicli d’argento per la femmina. (I)

Levitico 27:7 E se è una persona di età da sessant’anni in su, sia la tua estimazione a quindici sicli per lo maschio, e a dieci sicli per la femmina. (I)

Levitico 27:8 E se colui che avrà fatto il voto sarà così povero, che non possa pagar la tua estimazione, presenti la persona votata davanti al Sacerdote, il qual ne faccia l’estimazione; facciala secondo la possibilità di colui che avrà fatto il voto. (I)

Levitico 27:9 E se il voto è di bestia della quale si offerisce offerta al Signore, tutto ciò che egli avrà di quella specie donato al Signore sia sacro. (I)

Levitico 27:10 Non cambila, e non permutila, buona per cattiva, nè cattiva per buono; e se pur permuta quella bestia con un’altra, così la bestia votata, come la bestia messa in iscambio suo, saranno sacre. (I)

Levitico 27:11 E se il voto è di qualunque bestia immonda, della quale non si offerisce offerta al Signore, presenti quella bestia davanti al Sacerdote. (I)

Levitico 27:12 E facciane il Sacerdote l’estimazione secondo che sarà buona o cattiva; facciasene secondo l’estimazione, che tu, o Sacerdote, ne avrai fatta. (I)

Levitico 27:13 E se pure egli vuol riscattarla, sopraggiunga il quinto del prezzo di essa, oltre alla tua estimazione. (I)

Levitico 27:14 E quando alcuno avrà consacrata la casa sua, per esser cosa sacra al Signore, apprezzila il Sacerdote, secondo che sarà buona o cattiva; resti fermo il suo prezzo, quale il Sacerdote le avrà posto. (I)

Levitico 27:15 E se pur colui che avrà consacrata la sua casa la vuol riscattare, sopraggiunga alla tua estimazione il quinto del prezzo di essa, e sia sua. (I)

Levitico 27:16 E se alcuno consacra al Signore dei campi della sua eredità, sia la tua estimazione a ragione della sementa di esso; la sementa d’un omer d’orzo sia estimata a cinquanta sicli di argento. (I)

Levitico 27:17 Se egli consacra il suo campo fin dall’anno del Giubileo, stia fermo il prezzo di esso, come tu l’avrai tassato. (I)

Levitico 27:18 Ma, se egli lo consacra dopo il Giubileo, faccia il Sacerdote ragion de’ danari col comperatore secondo gli anni che resteranno fino all’anno del Giubileo, e secondo il numero di essi diffalchisi della tua estimazione. (I)

Levitico 27:19 E se colui che ha consacrato il campo, pur vuol riscattarlo, sopraggiunga alla tua estimazione il quinto dei danari di essa, e resti il campo suo. (I)

Levitico 27:20 Ma, se egli non riscatta il campo, e il campo è venduto ad un altro, non possa più riscattarlo. (I)

Levitico 27:21 E quando il comperatore ne uscirà al Giubileo, sia cosa sacra al Signore, come campo d’interdetto; appartenga esso in proprio al Sacerdote. (I)

Levitico 27:22 E se alcuno ha consacrato al Signore un campo da sè comperato, il qual non sia de’ campi della sua eredità; (I)

Levitico 27:23 faccia il Sacerdote ragione col comperatore della somma della tua estimazione, secondo il tempo che vi sarà fino all’anno del Giubileo; e dia colui in quello stesso giorno il prezzo da te posto; è cosa sacra al Signore. (I)

Levitico 27:24 Nell’anno del Giubileo ritorni il campo a colui da chi esso l’avrà comperato, a colui di cui sarà la proprietà del terreno. (I)

Levitico 27:25 Or sia ogni tua estimazione a siclo di Santuario; sia il siclo di venti oboli. (I)

Levitico 27:26 Ma niuno consacri alcun primogenito di bestie, delle quali s’offeriscono i primogeniti al Signore; o vitello, o agnello, o capretto ch’egli sia, già appartiene al Signore. (I)

Levitico 27:27 Ma, se è degli animali immondi, riscattilo secondo la tua estimazione, e sopraggiungavi il quinto di essa; e se pur non è riscattato, vendasi secondo il prezzo da te posto. (I)

Levitico 27:28 Ma niuna cosa consacrata per interdetto, che l’uomo abbia consacrata al Signore per interdetto, di tutto ciò ch’è suo, così degli uomini, come del bestiame, e de’ campi della sua eredità, non si potrà vendere nè riscattare; ogni interdetto è cosa santissima, appartenente al Signore. (I)

Levitico 27:29 Niuno interdetto, consacrato d’infra gli uomini, si possa riscattare; del tutto sia fatto morire. (I)

Levitico 27:30 Tutte le decime eziandio della terra così delle semenze della terra, come dei frutti degli alberi, appartengono al Signore; son cosa sacra al Signore. (I)

Levitico 27:31 E se pure alcuno vuol riscattar delle sue decime, sopraggiunga il quinto al prezzo di esse. (I)

Levitico 27:32 Parimente sia cosa sacra al Signore ogni decima di buoi, e di pecore, e di capre; ogni decimo animale di tutti quelli che passano sotto la verga. (I)

Levitico 27:33 Non discernasi tra buono e cattivo; e non permutisi l’un con l’altro; e se pure alcuno permuta l’un con l’altro, quel decimo, e quell’altro messo in suo scambio, saranno cosa sacra; non si potranno riscattare. (I)

Levitico 27:34 Questi sono i comandamenti che il Signore diede a Mosè, nel monte di Sinai, per proporli a’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 1:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, nel Tabernacolo della convenenza, nel primo giorno del secondo mese, nell’anno secondo da che i figliuoli d’Israele furono usciti fuor del paese di Egitto, dicendo: (I)

Numeri 1:2 Levate la somma di tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, secondo le lor nazioni, e le famiglie de’ padri loro, contando per nome, a testa a testa, ogni maschio, (I)

Numeri 1:3 di età da vent’anni in su, tutti coloro che possono andare alla guerra in Israele; annoverateli, tu, ed Aaronne, per le loro schiere. (I)

Numeri 1:4 E siavi con voi un uomo di ciascuna tribù, che sia capo della sua casa paterna. (I)

Numeri 1:5 E questi sono i nomi di coloro che saranno presenti con voi: Di Ruben, Elisur, figliuolo di Sedeur; (I)

Numeri 1:6 Di Simeone, Selumiel, figliuolo di Surisaddai; (I)

Numeri 1:7 Di Giuda, Naasson, figliuolo di Amminadab; (I)

Numeri 1:8 D’Issacar, Natanael, figliuolo di Suar; (I)

Numeri 1:9 Di Zabulon, Eliab, figliuolo di Helon; (I)

Numeri 1:10 De’ figliuoli di Giuseppe: di Efraim, Elisama, figliuoli di Ammiud; di Manasse, Gamliel, figliuolo di Pedasur; (I)

Numeri 1:11 Di Beniamino, Abidan, figliuolo di Ghidoni; (I)

Numeri 1:12 Di Dan, Ahiezer, figliuolo di Ammisaddai; (I)

Numeri 1:13 Di Aser, Paghiel, figliuolo di Ocran; (I)

Numeri 1:14 Di Gad, Eliasaf, figliuolo di Deuel; (I)

Numeri 1:15 Di Neftali, Ahira, figliuolo di Enan. (I)

Numeri 1:16 Costoro erano quelli che si chiamavano alla raunanza, principali delle tribù loro paterne, e capi delle migliaia d’Israele. (I)

Numeri 1:17 Mosè adunque ed Aaronne presero seco questi uomini, ch’erano stati nominati per li nomi loro. (I)

Numeri 1:18 E, a’ calendi del secondo mese, adunarono tutta la raunanza; e le generazioni de’ figliuoli d’Israele furono descritte per le lor nazioni, e per le famiglie loro paterne, contandoli per nome dall’età di vent’anni in su, a testa a testa. (I)

Numeri 1:19 Come il Signore avea comandato a Mosè, egli li annoverò nel deserto di Sinai. (I)

Numeri 1:20 E delle generazioni de’ figliuoli di Ruben, primogenito d’Israele, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome, a testa a testa, d’infra tutti i maschi, dall’età di vent’anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra; (I)

Numeri 1:21 gli annoverati della tribù di Ruben furono quarantaseimila cinquecento. (I)

Numeri 1:22 Delle generazioni de’ figliuoli di Simeone, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome, a testa a testa, d’infra tutti i maschi, dall’età di vent’anni in su, tutti quelli che potevano andare alla guerra; (I)

Numeri 1:23 gli annoverati della tribù di Simeone furono cinquantanovemila trecento. (I)

Numeri 1:24 Delle generazioni de’ figliuoli di Gad, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:25 gli annoverati della tribù di Gad furono quarantacinquemila seicencinquanta. (I)

Numeri 1:26 Delle generazioni de’ figliuoli di Giuda, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:27 gli annoverati della tribù di Giuda furono settantaquattromila seicento. (I)

Numeri 1:28 Delle generazioni de’ figliuoli d’Issacar, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:29 gli annoverati della tribù d’Issacar furono cinquantaquattromila quattrocento. (I)

Numeri 1:30 Delle generazioni de’ figliuoli di Zabulon, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:31 gli annoverati della tribù di Zabulon furono cinquantasettemila quattrocento. (I)

Numeri 1:32 De’ figliuoli di Giuseppe; delle generazioni de’ figliuoli di Efraim, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:33 gli annoverati della tribù di Efraim furono quarantamila cinquecento. (I)

Numeri 1:34 Delle generazioni de’ figliuoli di Manasse, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:35 gli annoverati della tribù di Manasse furono trentaduemila dugento. (I)

Numeri 1:36 Delle generazioni de’ figliuoli di Beniaminio, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:37 gli annoverati della tribù di Beniamino furono trentacinquemila quattrocento. (I)

Numeri 1:38 Delle generazioni de’ figliuoli di Dan, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:39 gli annoverati della tribù di Dan furono sessantaduemila settecento. (I)

Numeri 1:40 Delle generazioni de’ figliuoli di Aser, per le lor nazioni, e famiglie paterne; contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:41 gli annoverati della tribù di Aser furono quarantunmila cinquecento. (I)

Numeri 1:42 Delle generazioni de’ figliuoli di Neftali, per le lor nazioni, e famiglie paterne, contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra, dall’età di vent’anni in su; (I)

Numeri 1:43 gli annoverati della tribù di Neftali furono cinquantatremila quattrocento. (I)

Numeri 1:44 Questi furono gli annoverati, i quali Mosè ed Aaronne annoverarono, insieme co’ principali d’Israele, ch’erano dodici uomini, uno per famiglia paterna. (I)

Numeri 1:45 Così, tutti gli annoverati d’infra i figliuoli d’Israele, per le lor famiglie paterne, dall’età di vent’anni in su, che potevano andare alla guerra, (I)

Numeri 1:46 furono seicentotremila cinquecencinquanta. (I)

Numeri 1:47 Ma i Leviti non furono annoverati fra loro secondo la lor tribù paterna; (I)

Numeri 1:48 perciocchè il Signore avea detto a Mosè: (I)

Numeri 1:49 Sol non annoverar la tribù di Levi, e non levarne la somma per mezzo i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 1:50 Ma ordina i Leviti sopra il Tabernacolo della Testimonianza, e sopra tutti i suoi arredi; e sopra tutte le cose ad esso appartenenti; e portino essi il Tabernacolo e tutti i suoi arredi; e facciano i servigi di esso, e accampinvisi attorno. (I)

Numeri 1:51 E quando il Tabernacolo si dipartirà, mettanlo giù i Leviti; quando altresì si accamperà, rizzinlo i Leviti; e se alcuno straniere vi si appressa, sia fatto morire. (I)

Numeri 1:52 Or accampinsi i figliuoli d’Israele, ciascuno nel suo quartiere, e ciascuno presso alla sua bandiera, per le loro schiere. (I)

Numeri 1:53 Ma accampinsi i Leviti intorno al Tabernacolo della Testimonianza; acciocchè non vi sia ira contro alla raunanza de’ figliuoli d’Israele; e facciano i Leviti la funzione del Tabernacolo della Testimonianza. (I)

Numeri 1:54 E i figliuoli d’Israele fecero interamente come il Signore avea comandato. (I)

Numeri 2:1 POI il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Numeri 2:2 Accampinsi i figliuoli d’Israele, ciascuno presso alla sua bandiera, distinti per le insegne delle lor famiglie paterne; accampinsi dirincontro al Tabernacolo della convenenza d’ogn’intorno. (I)

Numeri 2:3 E quelli che si accamperanno dalla parte anteriore, verso il Levante, sieno que’ della bandiera del campo di Giuda distinti per le loro schiere; e sia il lor capo Naasson, figliuolo di Amminadab. (I)

Numeri 2:4 La cui schiera, e gli annoverati, son settantaquattromila seicento. (I)

Numeri 2:5 E quelli che si accamperanno presso a lui, sieno la tribù d’Issacar e sia capo de’ figliuoli d’Issacar Natanael, figliuolo di Suar. (I)

Numeri 2:6 La cui schiera, e gli annoverati, son cinquantaquattromila quattrocento. (I)

Numeri 2:7 E la tribù di Zabulon; e sia capo de’ figliuoli di Zabulon Eliab, figliuolo di Helon. (I)

Numeri 2:8 La cui schiera, e gli annoverati, son cinquantasettemila quattrocento. (I)

Numeri 2:9 Tutti gli annoverati del campo in Giuda son centottantaseimila quattrocento, distinti per le loro schiere. Questi si moveranno i primi. (I)

Numeri 2:10 Sia la bandiera del campo di Ruben, distinta per le sue schiere, verso il Mezzodì; e sia capo de’ figliuoli di Ruben Elisur, figliuolo di Sedeur. (I)

Numeri 2:11 La cui schiera, e gli annoverati, son quarantaseimila cinquecento. (I)

Numeri 2:12 E quelli che si accamperanno presso a lui sieno la tribù di Simeone; e sia capo de’ figliuoli di Simeone Selumiel, figliuolo di Surisaddai. (I)

Numeri 2:13 La cui schiera, e gli annoverati, son cinquantanovemila trecento. (I)

Numeri 2:14 E la tribù di Gad; e sia capo de’ figliuoli di Gad Eliasaf, figliuolo di Reuel. (I)

Numeri 2:15 La cui schiera, e gli annoverati, son quarantacinquemila seicencinquanta. (I)

Numeri 2:16 Tutti gli annoverati del campo di Ruben son cencinquantunmila quattrocencinquanta, distinti per le loro schiere. Questi movansi i secondi. (I)

Numeri 2:17 Poi movasi il Tabernacolo della convenenza, essendo l’oste de’ Leviti nel mezzo degli altri campi; come sono accampati, così movansi, ciascuno nel suo ordine, secondo le lor bandiere. (I)

Numeri 2:18 Sia la bandiera del campo di Efraim, distinta per le sue schiere, verso il Ponente; e sia capo de’ figliuoli di Efraim Elisama, figliuolo di Ammiud. (I)

Numeri 2:19 La cui schiera, e gli annoverati, son quarantamila cinquecento. (I)

Numeri 2:20 E presso a lui si accampi la tribù di Manasse; e sia capo de’ figliuoli di Manasse Gamliel, figliuolo di Pedasur. (I)

Numeri 2:21 La cui schiera, e gli annoverati, son trentaduemila dugento. (I)

Numeri 2:22 E la tribù di Beniamino; e sia capo de’ figliuoli di Beniamino Abidan, figliuolo di Ghidoni. (I)

Numeri 2:23 La cui schiera, e gli annoverati, son trentacinquemila quattrocento. (I)

Numeri 2:24 Tutti gli annoverati del campo di Efraim son centottomila cento, distinti per le loro schiere. Questi movansi i terzi. (I)

Numeri 2:25 Sia la bandiera del campo di Dan, distinta per le sue schiere, verso il Settentrione; e sia capo de’ figliuoli di Dan Ahiezer, figliuolo di Ammisaddai. (I)

Numeri 2:26 La cui schiera, e gli annoverati, son sessantaduemila settecento. (I)

Numeri 2:27 E quelli che si accamperanno presso a lui sieno la tribù di Aser, e sia capo de’ figliuoli di Aser Paghiel, figliuolo di Ocran. (I)

Numeri 2:28 La cui schiera, e gli annoverati, son quarantunmila cinquecento. (I)

Numeri 2:29 E la tribù di Neftali; e sia capo de’ figliuoli di Neftali Ahira, figliuolo di Enan. (I)

Numeri 2:30 La cui schiera, e gli annoverati, son cinquantatremila quattrocento. (I)

Numeri 2:31 Tutti gli annoverati del campo di Dan, son cencinquantasettemila seicento. Questi si movano gli ultimi, distinti per le lor bandiere. (I)

Numeri 2:32 Questi sono gli annoverati d’infra i figliuoli d’Israele, per le lor famiglie paterne. Tutti gli annoverati de’ campi, per le loro schiere, furono seicentotremila cinquecencinquanta. (I)

Numeri 2:33 Ma i Leviti non furono annoverati per mezzo i figliuoli d’Israele; secondo che il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 2:34 E i figliuoli d’Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè; così si accampavano distinti per le lor bandiere, e così si movevano, ciascuno secondo la sua nazione, e secondo la sua famiglia paterna. (I)

Numeri 3:1 OR queste sono le generazioni di Aaronne e di Mosè, al tempo che il Signore parlò con Mosè, nel monte di Sinai. (I)

Numeri 3:2 E questi sono i nomi de’ figliuoli d’Aaronne: Nadab il primogenito, e Abihu, Eleazaro e Itamar. (I)

Numeri 3:3 Questi sono i nomi de’ figliuoli d’Aaronne, sacerdoti, i quali furono unti e consacrati, per esercitare il sacerdozio. (I)

Numeri 3:4 Or Nadab ed Abihu morirono davanti al Signore, quando offersero fuoco strano nel cospetto del Signore, nel deserto di Sinai; e non ebbero figliuoli; ed Eleazaro e Itamar esercitarono il sacerdozio nella presenza d’Aaronne, lor padre. (I)

Numeri 3:5 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 3:6 Fa’ appressar la tribù di Levi, e falla comparir davanti al Sacerdote Aaronne, acciocchè gli ministrino. (I)

Numeri 3:7 E facciano la fazione di esso, e la fazione di tutta la raunanza, davanti al Tabernacolo della convenenza, facendo i servigi del Tabernacolo. (I)

Numeri 3:8 E abbiano in guardia tutti gli arredi del Tabernacolo della convenenza; e in somma facciano la fazione de’ figliuoli d’Israele, facendo i servigi del Tabernacolo. (I)

Numeri 3:9 Così da’ i Leviti ad Aaronne, e a’ suoi figliuoli; essi gli sono dati in dono d’infra i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 3:10 E costituisci Aaronne e i suoi figliuoli, a far la fazione del lor sacerdozio; e se alcuno straniere vi si appressa, sia fatto morire. (I)

Numeri 3:11 Oltre a ciò, il Signore parlò a Mosè dicendo: (I)

Numeri 3:12 Ecco, io ho presi i Leviti d’infra i figliuoli d’Israele in luogo di tutti i primogeniti che aprono la matrice fra i figliuoli d’Israele; perciò i Leviti saranno miei. (I)

Numeri 3:13 Conciossiachè ogni primogenito sia mio; nel giorno che io percossi tutti i primogeniti nel paese di Egitto, io mi consacrai tutti i primogeniti d’Israele, così degli uomini, come degli animali; essi hanno ad esser miei. Io sono il Signore. (I)

Numeri 3:14 Il Signore parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, dicendo: (I)

Numeri 3:15 Annovera i figliuoli di Levi, per le lor famiglie paterne, e per le lor nazioni, annovera ogni maschio d’infra loro, dall’età d’un mese in su. (I)

Numeri 3:16 E Mosè li annoverò secondo il comandamento del Signore, come gli era stato imposto. (I)

Numeri 3:17 Or questi furono i figliuoli di Levi, secondo i lor nomi; Gherson, e Chehat, e Merari. (I)

Numeri 3:18 E questi sono i nomi de’ figliuoli di Gherson, distinti per le lor nazioni; Libni e Simei. (I)

Numeri 3:19 E i figliuoli di Chehat, distinti per le lor nazioni, furono Amram, e Ishar, e Hebron, e Uzziel. (I)

Numeri 3:20 E i figliuoli di Merari, distinti per le lor nazioni, furono Mahali e Musi. Queste sono le nazioni de’ Leviti, distinte per le lor famiglie paterne. (I)

Numeri 3:21 Di Gherson fu la nazione de’ Libniti, e la nazione de’ Simeiti. Queste furono le nazioni de’ Ghersoniti. (I)

Numeri 3:22 De’ quali gli annoverati, contati tutti i maschi dall’età d’un mese in su, furono settemila cinquecento. (I)

Numeri 3:23 Le nazioni de’ Ghersoniti furono dietro al Tabernacolo, verso il Ponente. (I)

Numeri 3:24 E il capo della famiglia paterna de’ Ghersoniti fu Eliasaf, figliuolo di Lael. (I)

Numeri 3:25 E la fazione de’ figliuoli di Gherson, nel Tabernacolo della convenenza, era il Tabernacolo e la Tenda, la Coverta di essa, e il Tappeto dell’entrata del Tabernacolo della convenenza; (I)

Numeri 3:26 e le cortine del Cortile, insieme col Tappeto dell’entrata del Cortile, d’intorno al Padiglione e all’Altare, e le sue corde, per tutti i suoi servigi. (I)

Numeri 3:27 E di Chehat fu la nazione degli Amramiti, e la nazione degl’Ishariti, e la nazione degli Hebroniti, e la nazione degli Uzzieliti. Queste sono le nazioni de’ Chehatiti. (I)

Numeri 3:28 I quali, contati tutti i maschi, dall’età d’un mese in su, furono ottomila seicento, che facevano la fazione del Santuario. (I)

Numeri 3:29 Le nazioni de’ figliuoli di Chehat doveano accamparsi allato al Tabernacolo verso il Mezzodì. (I)

Numeri 3:30 E il capo delle famiglie paterne delle nazioni de’ Chehatiti fu Elisafan, figliuolo d’Uzziel. (I)

Numeri 3:31 E la lor fazione era l’Arca e la Tavola, e il Candelliere, e gli Altari, e i vasellamenti del Santuario, co’ quali si faceva il ministerio, e la Cortina, e tutti i suoi servigi. (I)

Numeri 3:32 Ed Eleazaro, figliuolo del Sacerdote Aaronne, era Capo de’ capi de’ Leviti; essendo Sopraintendente di coloro che facevano la fazione del Santuario. (I)

Numeri 3:33 Di Merari fu la nazione de’ Mahaliti, e la nazione de’ Musiti. Queste sono le nazioni de’ Merariti. (I)

Numeri 3:34 De’ quali gli annoverati, contati tutti i maschi dall’età d’un mese in su, furono seimila dugento. (I)

Numeri 3:35 E il capo delle famiglie paterne delle nazioni de’ Merariti fu Suriel, figliuolo di Abihail. Essi doveano accamparsi allato al Tabernacolo, verso il Settentrione. (I)

Numeri 3:36 E il carico della fazione de’ figliuoli di Merari era le assi, e le sbarre, e le colonne, e i piedistalli del Tabernacolo, e tutti i suoi tali arredi, e tutti tali suoi servigi; (I)

Numeri 3:37 e le colonne del Cortile d’intorno, e i lor piedistalli, e i lor piuoli, e le lor corde. (I)

Numeri 3:38 E quelli che doveano accamparsi davanti alla Tenda, verso il Levante, dalla parte anteriore del Tabernacolo della convenenza, verso l’Oriente, erano Mosè e Aaronne, e i suoi figliuoli; i quali facevano la fazione del Santuario, in vece ed a nome de’ figliuoli d’Israele; in maniera, che se alcuno straniere vi si appressava, dovea esser fatto morire. (I)

Numeri 3:39 Tutti gli annoverati d’infra i Leviti, i quali Mosè ed Aaronne, per comandamento del Signore, annoverarono per le lor nazioni, cioè: tutti i maschi, dall’età d’un mese in su, furono ventiduemila. (I)

Numeri 3:40 POI il Signore disse a Mosè: Annovera tutti i primogeniti maschi d’infra i figliuoli d’Israele, dall’età d’un mese in su; e leva la somma de’ loro nomi. (I)

Numeri 3:41 E prendi per me, io sono il Signore, i Leviti, in luogo di tutti i primogeniti d’infra i figliuoli d’Israele; prendi parimente il bestiame de’ Leviti, in luogo di tutti i primogeniti del bestiame dei figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 3:42 E Mosè annoverò tutti i primogeniti d’infra i figliuoli d’Israele, come il Signore gli avea comandato. (I)

Numeri 3:43 E tutti i primogeniti maschi, secondo che furono annoverati, contati per nome, dall’età di un mese in su, furono ventiduemila dugensettantatrè. (I)

Numeri 3:44 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 3:45 Prendi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti d’infra i figliuoli d’Israele; e il bestiame de’ Leviti in luogo del bestiame di essi; e sieno i Leviti miei. Io sono il Signore. (I)

Numeri 3:46 E per lo riscatto di que’ dugensettantatrè, de’ primogeniti dei figliuoli d’Israele, che son di avanzo sopra il numero de’ Leviti; (I)

Numeri 3:47 prendi cinque sicli per testa, a siclo di Santuario, che è di venti oboli. (I)

Numeri 3:48 E da’ ad Aaronne, e a’ suoi figliuoli, i danari del riscatto di coloro che son di avanzo fra’ primogeniti. (I)

Numeri 3:49 Mosè adunque prese i danari del riscatto, da coloro ch’erano stati d’avanzo de’ riscattati per i Leviti. (I)

Numeri 3:50 Egli prese que’ danari da’ primogeniti de’ figliuoli d’Israele, che furono milletrecensessantacinque sicli, a siclo di Santuario. (I)

Numeri 3:51 E Mosè diede i danari del riscatto ad Aaronne, e a’ suoi figliuoli, secondo il comandamento del Signore, come il Signore gli avea imposto. (I)

Numeri 4:1 IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Numeri 4:2 Levate la somma de’ figliuoli di Chehat, d’infra i figliuoli di Levi, per le lor nazioni e famiglie paterne; (I)

Numeri 4:3 dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta; cioè: tutti quelli che possono entrare in ufficio, per fare l’opera nel Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 4:4 Questo è il servizio de’ figliuoli di Chehat, nel Tabernacolo della convenenza, nelle cose santissime. (I)

Numeri 4:5 Quando il campo si moverà, vengano Aaronne ed i suoi figliuoli, e pongan giù la Cortina che si tende davanti all’Arca, e copre l’Arca della Testimonianza. (I)

Numeri 4:6 Poi mettanvi sopra una coverta di pelli di tasso, e stendano disopra un drappo tutto di violato; e mettano le stanghe all’Arca. (I)

Numeri 4:7 Poi stendano sopra la Tavola di presenza un drappo di violato; e mettano sopra essa i piattelli, e le scodelle, e le coppe, e i nappi da fare gli spargimenti; sia parimente sopra essa il pane continuo. (I)

Numeri 4:8 E stendano sopra quelle cose un drappo di scarlatto, e coprano quello con una coverta di pelli di tasso; poi mettano le stanghe alla Tavola. (I)

Numeri 4:9 Poi prendano un drappo di violato, e copranne il Candelliere della lumiera, e le sue lampane, e i suoi smoccalatoi, e i suoi catinelli, e tutti i vaselli dell’olio di esso, co’ quali si fanno i suoi servigi. (I)

Numeri 4:10 Poi mettano il Candelliere, con tutti i suoi strumenti, in una coverta di pelli di tasso; e mettanlo sopra un par di stanghe. (I)

Numeri 4:11 Poi stendano un drappo di violato sopra l’Altare d’oro; e copranlo con una coverta di pelli di tasso; poi mettano le stanghe all’Altare. (I)

Numeri 4:12 Poi prendano tutti gli arredi del servigio, co’ quali si fa il servigio nel Santuario, e mettanli dentro un drappo di violato, e copranli con una coverta di pelli di tasso; e mettanli sopra un par di stanghe. (I)

Numeri 4:13 Poi tolgano le ceneri dall’Altare, e stendano sopra esso un drappo di scarlatto. (I)

Numeri 4:14 E mettano sopra esso tutti i suoi strumenti, co’ quali si fa il servigio sopra esso, le cazze, le forcelle, le palette, i bacini, e tutti gli altri strumenti dell’Altare; e stendanvi sopra una coverta di pelli di tasso; poi mettano le stanghe all’Altare. (I)

Numeri 4:15 E, dopo che Aaronne e i suoi figliuoli avranno finito di coprire il Santuario, e tutti gli arredi di esso, quando il campo si moverà; vengano i figliuoli di Chehat, per portar quelle cose; e non tocchino il Santuario, che non muoiano. Queste son le cose che i figliuoli di Chehat devono portare, del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 4:16 E abbia Eleazaro, figliuolo del Sacerdote Aaronne, il carico dell’olio della lumiera, e del profumo aromatico, e dell’offerta continua, e dell’olio dell’Unzione; oltre alla sopraintendenza sopra tutto il Tabernacolo, e tutto ciò ch’è in esso, per lo Santuario, e per li suoi arredi. (I)

Numeri 4:17 Poi il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Numeri 4:18 Non fate sì che la tribù delle famiglie de’ Chehatiti sia sterminata d’infra i Leviti. (I)

Numeri 4:19 Anzi fate loro questo, acciocchè vivano, e non muoiano, quando si accosteranno alle cose santissime: Vengano Aaronne e i suoi figliuoli, e disponganli ciascuno al suo servigio, e a ciò ch’egli ha da portare. (I)

Numeri 4:20 Ma non vengano per riguardare, quando si copriranno le cose sante, che non muoiano. (I)

Numeri 4:21 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 4:22 Leva parimente la somma dei figliuoli di Gherson, per le lor famiglie paterne e nazioni. (I)

Numeri 4:23 Annoverali, dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta, cioè: tutti quelli che possono entrare in esercizio di ufficio, per servire nel Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 4:24 Questo è il servigio delle famiglie dei Ghersoniti, in ministrare e in portare: (I)

Numeri 4:25 Portino i teli della Tenda, e il Tabernacolo della convenenza; la sua Coverta, e la Coverta di pelli di tasso che è disopra, e il Tappeto dell’entrata del Tabernacolo della convenenza; (I)

Numeri 4:26 e le cortine del Cortile, e il Tappeto dell’entrata della porta del Cortile, il quale è intorno al Tabernacolo e all’Altare; e le corde di quelle, e tutti gli arredi per lor servigio. E servano essi in tutto ciò che si deve fare intorno a quelle cose. (I)

Numeri 4:27 Tutto il servigio de’ figliuoli di Gherson, in tutto ciò che devono portare, e in tutti i servigi che devono fare, sia secondo l’ordine di Aaronne e de’ suoi figliuoli; e voi darete loro il carico di tutto ciò che dovranno portare. (I)

Numeri 4:28 Questo è il servigio delle famiglie de’ figliuoli di Gherson, nel Tabernacolo della convenenza; e la fazion loro sarà sotto la sopraintendenza d’Itamar, figliuolo del Sacerdote Aaronne. (I)

Numeri 4:29 Annovera eziandio i figliuoli di Merari, per le lor nazioni e famiglie paterne. (I)

Numeri 4:30 Annoverali, dall’età di trenta anni in su, fino a cinquanta, cioè: tutti quelli che possono entrare nel servigio del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 4:31 E questo sia ciò che devono portare per lor fazione, insieme con tutto il servigio che dovranno fare nel Tabernacolo della convenenza, cioè: le assi del Tabernacolo, e le sue sbarre e le sue colonne, e i suoi piedistalli. (I)

Numeri 4:32 E le colonne del Cortile d’intorno, e i lor piedistalli, e i lor piuoli, e le lor corde, insieme con tutti i loro arredi, per tutti i lor servigi; e consegnate loro per nome gli arredi che dovranno portare per lor fazione. (I)

Numeri 4:33 Questo è il servigio delle famiglie de’ figliuoli di Merari; oltre a tutto il servigio che hanno da fare nel Tabernacolo della convenenza, sotto la sopraintendenza di Itamar, figliuolo del Sacerdote Aaronne. (I)

Numeri 4:34 Mosè adunque, ed Aaronne, e i principali della raunanza, annoverarono i figliuoli di Chehat, per le lor nazioni e famiglie paterne; (I)

Numeri 4:35 dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta, cioè: tutti quelli che potevano entrare in ufficio, per servire nel Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 4:36 E gli annoverati d’infra loro, distinti per le lor nazioni, furono duemila settecencinquanta. (I)

Numeri 4:37 Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ Chehatiti; che erano tutti quelli che servivano nel Tabernacolo della convenenza, i quali Mosè ed Aaronne annoverarono, per comandamento del Signore, dato per man di Mosè. (I)

Numeri 4:38 E gli annoverati d’infra i figliuoli di Gherson, distinti per le lor nazioni e famiglie paterne; (I)

Numeri 4:39 dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta; ch’erano tutti quelli che potevano entrare in ufficio, per servire nel Tabernacolo della convenenza; (I)

Numeri 4:40 gli annoverati, dico, d’infra loro, distinti per le lor nazioni e famiglie paterne, furono duemila seicentrenta. (I)

Numeri 4:41 Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Gherson; ch’erano tutti quelli che servivano nel Tabernacolo della convenenza; i quali Mosè ed Aaronne annoverarono, per comandamento del Signore. (I)

Numeri 4:42 E gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Merari, distinti per le lor nazioni e famiglie paterne; (I)

Numeri 4:43 dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta, cioè: tutti quelli che potevano entrare in ufficio, per servire nel Tabernacolo della convenenza; (I)

Numeri 4:44 gli annoverati, dico, d’infra loro, distinti per le lor nazioni, furono tremila dugento. (I)

Numeri 4:45 Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Merari; i quali Mosè ed Aaronne annoverarono, per comandamento del Signore, dato per man di Mosè. (I)

Numeri 4:46 Tutti gli annoverati i quali Mosè, ed Aaronne, e i principali d’Israele, annoverarono, d’infra i Leviti, distinti per le lor nazioni e famiglie paterne; (I)

Numeri 4:47 dall’età di trent’anni in su, fino a cinquanta, cioè: tutti quelli che potevano entrare in servigio, così per servire, come per portare, nel Tabernacolo della convenenza; (I)

Numeri 4:48 gli annoverati, dico, d’infra loro, furono ottomila cinquecentottanta. (I)

Numeri 4:49 Essi gli annoverarono per comandamento del Signore, dato per man di Mosè, ciascuno secondo che dovea servire o portare; e gli annoverati da loro furono quelli che il Signore avea comandati a Mosè. (I)

Numeri 5:1 POI il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 5:2 Comanda a’ figliuoli d’Israele che mandino fuor del campo ogni lebbroso, e ogni uomo che ha la colagione, e ogni uomo immondo per un morto. (I)

Numeri 5:3 Mandateli fuori, così maschi, come femmine; mandateli fuor del campo; acciocchè non contaminino il campo loro, nel mezzo del quale io abito. (I)

Numeri 5:4 E i figliuoli d’Israele fecero così, e mandarono coloro fuor del campo. Come il Signore avea detto a Mosè, così fecero i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 5:5 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 5:6 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto alcuno de’ peccati degli uomini, commettendo misfatto contro al Signore; quella cotal persona è colpevole. (I)

Numeri 5:7 Se confessa il suo peccato che avrà commesso, restituisca il capitale di ciò intorno a che avrà misfatto; e vi sopraggiunga il quinto, e dialo a colui contro a cui avrà misfatto. (I)

Numeri 5:8 E se colui non ha alcun prossimo parente, che abbia ragione di ricoverar ciò che fu suo, per restituirgli ciò in che il misfatto sarà stato commesso; venendosi ciò a restituire, appartenga al Signore, cioè al sacerdote, oltre al montone de’ purgamenti, col quale il sacerdote farà purgamento per lui. (I)

Numeri 5:9 Parimente sia del sacerdote ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate da’ figliuoli d’Israele, le quali essi gli presenteranno. (I)

Numeri 5:10 E le cose consacrate da chi che sia sieno del sacerdote; sia suo ciò che qualunque persona gli avrà dato. (I)

Numeri 5:11 OLTRE a ciò, il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 5:12 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando la moglie di alcun si sarà sviata, e avrà commesso misfatto contro a lui; (I)

Numeri 5:13 e alcuno sarà giaciuto carnalmente con lei, di nascosto dal marito; ed ella si sarà celatamente contaminata, senza che vi sia alcun testimonio contro a lei nè che sia stata colta in sul fatto; (I)

Numeri 5:14 se lo spirito della gelosia entra nel marito, sì ch’egli sia geloso della sua moglie, essendosi ella contaminata; ovvero anche, se lo spirito della gelosia entra in lui, sì che sia geloso della sua moglie, non essendosi ella contaminata; (I)

Numeri 5:15 meni quell’uomo la sua moglie al sacerdote, e presenti per lei l’offerta di essa, che sarà la decima parte di un efa di farina d’orzo; non ispandavi sopra olio, e non mettavi sopra incenso; perciocchè è offerta di gelosie, oblazione di rammemorazione, che riduce a memoria iniquità. (I)

Numeri 5:16 E faccia il sacerdote appressar quella donna, e facciala stare in piè nel cospetto del Signore. (I)

Numeri 5:17 Poi prenda il sacerdote dell’acqua santa in un vasello di terra; prenda eziandio della polvere che sarà sopra il suolo del Tabernacolo, e mettala in quell’acqua. (I)

Numeri 5:18 E facendo star quella donna in piè davanti al Signore, scoprale il sacerdote la testa, e mettale in su le palme delle mani l’offerta della rammemorazione, che è l’offerta delle gelosie; e abbia il Sacerdote in mano quell’acqua amara che reca maledizione. (I)

Numeri 5:19 E faccia il sacerdote giurar quella donna, e dicale: Se niun uomo è giaciuto teco, e se tu non ti sei sviata per contaminazione, ricevendo un altro in luogo del tuo marito; quest’acqua amara, che reca maledizione, non facciati alcun danno. (I)

Numeri 5:20 Ma se tu ti sei sviata, ricevendo un altro in luogo del tuo marito, e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito è giaciuto teco carnalmente; (I)

Numeri 5:21 allora faccia il sacerdote giurar la donna, con giuramento di esecrazione, e dicale: Il Signore ti metta in maledizione ed esecrazione, nel mezzo del tuo popolo, facendoti cader la coscia, e gonfiare il ventre. (I)

Numeri 5:22 Ed entriti nell’interiora quest’acqua che reca maledizione, per farti gonfiare il ventre, e cader la coscia. E la donna dica: Amen, Amen. (I)

Numeri 5:23 Poi scriva il sacerdote queste maledizioni in un cartello, e le cancelli con quell’acqua amara. (I)

Numeri 5:24 E dia a bere alla donna quell’acqua amara, che reca maledizione, sì che quell’acqua che reca maledizione entri in lei, per acqua amara. (I)

Numeri 5:25 Or prenda il sacerdote di man di quella donna l’offerta delle gelosie; e dimenila davanti al Signore; e poi offeriscala sopra l’Altare. (I)

Numeri 5:26 Prenda eziandio una menata di quell’offerta, per la sua ricordanza, e brucila sopra l’Altare; e poi dia a bere quell’acqua alla donna. (I)

Numeri 5:27 E quando egli gliela avrà data a bere, avverrà che, se ella si è contaminata, e ha commesso misfatto contro al suo marito, quando l’acqua che reca maledizione sarà entrata in lei, per acqua amara, il ventre le gonfierà, e la coscia le caderà; e quella donna sarà in esecrazione in mezzo del suo popolo. (I)

Numeri 5:28 Ma, se quella donna non si è contaminata, anzi è pura, ella non avrà male alcuno, e potrà portar figliuoli. (I)

Numeri 5:29 Questa è la legge delle gelosie, quando la moglie di alcuno si sarà sviata, ricevendo un altro in luogo del suo marito, e si sarà contaminata. (I)

Numeri 5:30 Ovvero, quando lo spirito della gelosia sarà entrato nel marito, ed egli sarà geloso della sua moglie; facciala comparire davanti al Signore, e facciale il Sacerdote tutto quello ch’è ordinato per questa legge. (I)

Numeri 5:31 E sia il marito esente di colpa, ma porti la donna la sua iniquità. (I)

Numeri 6:1 IL Signore parlò, altre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 6:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando alcuno, uomo o donna, avrà fatto singolar voto di Nazireo, per farsi Nazireo al Signore; astengasi da vino e da cervogia; (I)

Numeri 6:3 non beva alcun aceto, nè di vino, nè di cervogia; nè alcun liquor d’uva; e non mangi alcuna uva, nè fresca nè secca. (I)

Numeri 6:4 Tutto il tempo del suo Nazireato non mangi cosa niuna prodotta da vite che fa vino; non pure acini nè fiocini. (I)

Numeri 6:5 Tutto il tempo del voto del suo Nazireato non passi il rasoio sopra il suo capo; sia santo, finchè sia compiuto il tempo per lo quale egli si è votato Nazireo al Signore; lasciando crescer la chioma de’ capelli del suo capo. (I)

Numeri 6:6 Non vada, in tutto il tempo per lo quale, egli si sarà votato Nazireo al Signore, in alcun luogo ove sia un morto. (I)

Numeri 6:7 Non contaminisi per suo padre, nè per sua madre, nè per suo fratello, nè per sua sorella, quando alcuno di loro sarà morto; perciocchè il Nazireato dell’Iddio suo è sopra il suo capo. (I)

Numeri 6:8 Sia santo al Signore, tutto il tempo del suo Nazireato. (I)

Numeri 6:9 E se alcuno muore appresso di lui di subito improvviso, egli ha contaminato il capo del suo Nazireato; perciò radasi il capo al giorno della sua purificazione; radaselo al settimo giorno. (I)

Numeri 6:10 E nell’ottavo giorno porti al sacerdote alla entrata del Tabernacolo della convenenza, due tortole o due pippioni. (I)

Numeri 6:11 E sacrifichine il sacerdote uno per lo peccato, e uno per olocausto; e faccia purgamento per lui, di ciò ch’egli avrà peccato intorno al morto; e in quel giorno stesso santifichi il suo capo; (I)

Numeri 6:12 e consacri al Signore i giorni del suo Nazireato; e adduca un agnello di un anno per la colpa; e sieno i giorni precedenti tenuti per nulla; conciossiachè il suo Nazireato sia stato contaminato. (I)

Numeri 6:13 Or questa è la legge intorno al Nazireo: Nel giorno che il tempo del suo Nazireato sarà compiuto, portilo all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 6:14 E offerisca la sua offerta al Signore; cioè: un agnello di un anno, senza difetto, per olocausto; e un’agnella di un anno, senza difetto, per lo peccato; e un montone senza difetto, per sacrificio da render grazie; (I)

Numeri 6:15 e un paniere di focacce di fior di farina, azzime, intrise con olio, e di schiacciate azzime, unte con olio; insieme con l’offerte di panatica, e da spandere di que’ sacrificii. (I)

Numeri 6:16 E offerisca il sacerdote quelle cose nel cospetto del Signore; e sacrifichi il sacrificio per lo peccato, e l’olocausto di esso. (I)

Numeri 6:17 Poi offerisca quel montone al Signore, per sacrificio da render grazie, insieme con quel paniere di azzimi; offerisca ancora il sacerdote l’offerta di panatica, e l’offerta da spandere di esso. (I)

Numeri 6:18 E facciasi il Nazireo radere il capo del suo Nazireato all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e prenda i capelli del suo Nazireato, e mettali in sul fuoco, che sarà sotto il sacrificio da render grazie. (I)

Numeri 6:19 Poi prenda il sacerdote una spalla di quel montone cotta; e una focaccia azzima di quel paniere, e una schiacciata azzima; e mettale in su le palme delle mani del Nazireo, dopo ch’egli avrà fatto radere il suo Nazireato. (I)

Numeri 6:20 E dimeni il sacerdote quelle cose per offerta dimenata davanti al Signore; sono cosa sacra, appartenente al sacerdote, siccome ancora il petto dell’offerta dimenata, e la spalla dell’offerta elevata. Dopo questo, il Nazireo potrà ber vino. (I)

Numeri 6:21 Questa è la legge del Nazireo che avrà votata la sua offerta al Signore per lo suo Nazireato; oltre a quello ch’egli potrà fornir di più secondo la sua facoltà; faccia secondo il voto ch’egli avrà fatto, oltre alla legge del suo Nazireato. (I)

Numeri 6:22 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 6:23 Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli, dicendo: Benedite i figliuoli di Israele in questa maniera, dicendo loro: (I)

Numeri 6:24 Il Signore ti benedica e ti guardi. (I)

Numeri 6:25 Il Signore faccia risplendere le sua faccia verso te, e ti sia propizio. (I)

Numeri 6:26 Alzi il Signore la sua faccia verso te, e ti stabilisca la pace. (I)

Numeri 6:27 E mettano il mio Nome sopra i figliuoli d’Israele; e io il benedirò. (I)

Numeri 7:1 OR nel giorno che Mosè ebbe finito di rizzare il Tabernacolo, e l’ebbe unto e consacrato, con tutti i suoi arredi: e l’Altare, con tutti i suoi strumenti; (I)

Numeri 7:2 i principali d’Israele, capi delle case loro paterne, i quali erano i principali delle tribù, ed erano stati sopra le rassegne del popolo, fecero un’offerta. (I)

Numeri 7:3 E l’addussero davanti al Signore, cioè: sei carri coperti e dodici buoi; un carro per due di que’ principali, e un bue per uno; e offersero quelli davanti al Tabernacolo. (I)

Numeri 7:4 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 7:5 Prendili da loro, e sieno impiegati nei servigi del Tabernacolo della convenenza, e dalli a’ Leviti; acciocchè se ne servano, ciascuno secondo il suo servigio. (I)

Numeri 7:6 Mosè adunque prese que’ carri e quei buoi, e li diede a’ Leviti. (I)

Numeri 7:7 A’ figliuoli di Gherson diede due di que’ carri, e quattro di que’ buoi, per servirsene secondo il lor servigio. (I)

Numeri 7:8 E a’ figliuoli di Merari diede i quattro altri carri, e gli altri otto buoi, per servirsene secondo il lor servigio; sotto la sopraintendenza d’Itamar, figliuolo del Sacerdote Aaronne. (I)

Numeri 7:9 Ma a’ figliuoli di Chehat non ne diede; perciocchè il servigio del Santuario era loro imposto; essi aveano da portare in su le spalle. (I)

Numeri 7:10 Oltre a ciò, que’ principali fecero una offerta per la dedicazione dell’Altare, nel giorno ch’egli fu unto; e l’offersero davanti all’Altare. (I)

Numeri 7:11 E il Signore disse a Mosè: Di questi capi uno per giorno offerisca la sua offerta, per la Dedicazione dell’Altare. (I)

Numeri 7:12 E colui che offerse la sua offerta il primo giorno, fu Naasson, figliuolo di Amminadab, della tribù di Giuda. (I)

Numeri 7:13 E la sua offerta fu un piattel d’argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:14 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:15 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:16 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:17 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Naasson, figliuolo di Amminadab. (I)

Numeri 7:18 Il secondo giorno, Natanael, figliuolo di Suar, capo d’Issacar, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:19 che fu: un piattel d’argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:20 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:21 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:22 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:23 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Natanael, figliuolo di Suar. (I)

Numeri 7:24 Il terzo giorno, Eliab, figliuolo di Helon, capo de’ figliuoli di Zabulon, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:25 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:26 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:27 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:28 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:29 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Eliab, figliuolo di Helon. (I)

Numeri 7:30 Il quarto giorno, Elisur, figliuolo di Sedeur, capo de’ figliuoli di Ruben, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:31 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:32 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:33 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:34 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:35 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Elisur, figliuolo di Sedeur. (I)

Numeri 7:36 Il quinto giorno, Selumiel, figliuolo di Surisaddai, capo de’ figliuoli di Simeone, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:37 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:38 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:39 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:40 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:41 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Selumiel, figliuolo di Surisaddai. (I)

Numeri 7:42 Il sesto giorno, Eliasaf, figliuolo di Deuel, capo de’ figliuoli di Gad, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:43 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:44 un turibolo d’oro di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:45 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:46 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:47 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Eliasaf, figliuolo di Deuel. (I)

Numeri 7:48 Il settimo giorno, Elisama, figliuolo di Ammiud, capo de’ figliuoli di Efraim, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:49 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:50 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:51 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:52 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:53 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Elisama, figliuolo di Ammiud. (I)

Numeri 7:54 L’ottavo giorno, Gamliel, figliuolo di Pedasur, capo de’ figliuoli di Manasse, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:55 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:56 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:57 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:58 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:59 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Gamliel, figliuolo di Pedasur. (I)

Numeri 7:60 Il nono giorno, Abidan, figliuolo di Ghidoni, capo de’ figliuoli di Beniamino, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:61 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:62 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:63 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:64 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:65 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Abidan, figliuolo di Ghidoni. (I)

Numeri 7:66 Il decimo giorno, Ahiezer, figliuolo di Ammisaddai, capo de’ figliuoli di Dan, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:67 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:68 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:69 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:70 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:71 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Ahiezer, figliuolo di Ammisaddai. (I)

Numeri 7:72 L’undecimo giorno, Paghiel, figliuolo di Ocran, capo de’ figliuoli di Aser, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:73 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:74 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:75 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:76 un becco, per sacrificio per lo peccato: (I)

Numeri 7:77 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Paghiel, figliuolo di Ocran. (I)

Numeri 7:78 Il duodecimo giorno, Ahira, figliuolo di Enan, capo de’ figliuoli di Neftali, offerse la sua offerta; (I)

Numeri 7:79 che fu: un piattel di argento, di peso di centrenta sicli; un nappo di argento, di settanta sicli, a siclo di Santuario; amendue pieni di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica; (I)

Numeri 7:80 un turibolo d’oro, di dieci sicli, pien di profumo; (I)

Numeri 7:81 un giovenco, un montone, un agnello di un anno, per olocausto; (I)

Numeri 7:82 un becco, per sacrificio per lo peccato; (I)

Numeri 7:83 e, per sacrificio da render grazie, un par di buoi, cinque montoni, cinque becchi, e cinque agnelli di un anno. Questa fu l’offerta di Ahira, figliuolo di Enan. (I)

Numeri 7:84 Questa fu l’offerta della Dedicazione dell’Altare, nel giorno ch’esso fu unto, fatta da’ Capi d’Israele, cioè: dodici piattelli di argento, dodici nappi di argento, dodici turiboli d’oro. (I)

Numeri 7:85 Ciascun piattello di argento era di peso di centrenta sicli, e ciascun nappo di settanta; tutto l’argento di que’ vasellamenti era di duemila quattrocento sicli, a siclo di Santuario. (I)

Numeri 7:86 Ciascuno di que’ dodici turiboli d’oro, pieni di profumo, era di dieci sicli, a siclo di Santuario; tutto l’oro di que’ turiboli era cenventi sicli. (I)

Numeri 7:87 Tutti i buoi per olocausto erano dodici giovenchi; con dodici montoni, e dodici agnelli di un anno, e le loro offerte di panatica; vi erano anche dodici becchi, per sacrificio per lo peccato. (I)

Numeri 7:88 E tutti i buoi del sacrificio da render grazie erano ventiquattro giovenchi; con sessanta montoni, sessanta becchi, e sessanta agnelli di un anno. Questa fu l’offerta della Dedicazione dell’Altare, dopo che fu unto. (I)

Numeri 7:89 Or da indi innanzi, quando Mosè entrava nel Tabernacolo della convenenza, per parlar col Signore, egli udiva la voce che parlava a lui, d’in sul Coperchio ch’era sopra l’Arca della Testimonianza, di mezzo de’ due Cherubini; ed egli parlava a lui. (I)

Numeri 8:1 IL Signore parlò ancora a Mosè dicendo: (I)

Numeri 8:2 Parla ad Aaronne, e digli: Quando tu accenderai le lampane, porgano le sette lampane il lume verso la parte anteriore del Candelliere. (I)

Numeri 8:3 E Aaronne fece così; e accese le lampane per maniera che porgevano il lume verso la parte anteriore del Candelliere, come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 8:4 Or tale era il lavoro del Candelliere: egli era tutto d’oro tirato al martello, così il suo gambo, come le sue bocce. Mosè l’avea fatto secondo la forma che il Signore gli avea mostrata. (I)

Numeri 8:5 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 8:6 Prendi i Leviti d’infra i figliuoli d’Israele, e purificali. (I)

Numeri 8:7 E fa’ loro così per purificarli: spruzzali d’acqua di purgamento; e facciano passare il rasoio sopra tutta la lor carne, e lavino i lor vestimenti, e purifichinsi. (I)

Numeri 8:8 Poi prendano un giovenco con la sua offerta di panatica, che sia fior di farina, stemperata con olio; e tu piglia un altro giovenco per sacrificio per lo peccato. (I)

Numeri 8:9 E fa’ appressare i Leviti davanti al Tabernacolo della convenenza, e aduna tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 8:10 E quando tu avrai fatti appessare i Leviti davanti al Signore, posino i figliuoli d’Israele le lor mani sopra i Leviti. (I)

Numeri 8:11 E presenti Aaronne i Leviti davanti al Signore, per offerta dimenata da parte de’ figliuoli d’Israele; e sieno per esercitare il ministerio del Signore. (I)

Numeri 8:12 Poi posino i Leviti le lor mani sopra la testa di que’ giovenchi; e tu sacrificane l’uno per sacrificio per lo peccato, e l’altro per olocausto, al Signore, per far purgamento per i Leviti. (I)

Numeri 8:13 E fa’ stare in piè i Leviti davanti ad Aaronne, e davanti a’ suoi figliuoli, e offeriscili per offerta al Signore. (I)

Numeri 8:14 E separa i Leviti d’infra i figliuoli d’Israele, e sieno i Leviti miei. (I)

Numeri 8:15 E, dopo questo, vengano i Leviti, per esercitare il ministerio nel Tabernacolo della convenenza. Così li purificherai, e li offerirai per offerta. (I)

Numeri 8:16 Conciossiachè del tutto mi sieno appropriati d’infra i figliuoli d’Israele; io me li ho presi in luogo di tutti quelli che aprono la matrice, d’ogni primogenito di ciascuno de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 8:17 Perciocchè ogni primogenito de’ figliuoli d’Israele, così degli uomini, come delle bestie, è mio; io me li consacrai nel giorno che io percossi tutti i primogeniti nel paese di Egitto. (I)

Numeri 8:18 E ho presi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 8:19 E ho dati in dono ad Aaronne e ai suoi figliuoli i Leviti, d’infra i figliuoli d’Israele, per fare il ministerio de’ figliuoli d’Israele, nel Tabernacolo della convenenza, e per fare il purgamento de’ figliuoli d’Israele; acciocchè non vi sia piaga fra’ figliuoli d’Israele, se talora si accostassero al Santuario. (I)

Numeri 8:20 E Mosè, ed Aaronne, e tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, fecero a’ Leviti interamente come il Signore avea comandato a Mosè, intorno a loro. (I)

Numeri 8:21 E i Leviti si purificarono, e lavarono i lor vestimenti. E Aaronne li presentò per offerta davanti al Signore, e fece purgamento per loro, per purificarli. (I)

Numeri 8:22 E, dopo questo, i Leviti vennero per esercitare il lor ministerio nel Tabernacolo della convenenza, davanti ad Aaronne, e a’ suoi figliuoli. E si fece inverso i Leviti, come il Signore avea comandato a Mosè, intorno a loro. (I)

Numeri 8:23 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 8:24 Questo è quello che appartiene al carico de’ Leviti: I Leviti, dall’età di venticinque anni in su, entrino in ufficio nel ministerio del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 8:25 Ma, da cinquant’anni in su, ritraggansi dall’esercizio dell’ufficio, e non servano più. (I)

Numeri 8:26 (H8-25) Ben potrà un tale servire a’ suoi fratelli nel Tabernacolo della convenenza, a far la lor fazione, ma non faccia più il servigio. Fa’ così a’ Leviti nelle loro fazioni. (I)

Numeri 9:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, nel deserto di Sinai, nel primo mese dell’anno secondo dacchè i figliuoli d’Israele furono usciti del paese di Egitto, dicendo: (I)

Numeri 9:2 Facciano i figliuoli d’Israele la Pasqua, nella sua stagione. (I)

Numeri 9:3 Fatela nella sua stagione, nel quartodecimo giorno di questo mese, fra’ due vespri; fatela secondo tutti i suoi statuti, e secondo tutti i suoi ordini. (I)

Numeri 9:4 E Mosè parlò a’ figliuoli d’Israele, acciocchè facessero la Pasqua. (I)

Numeri 9:5 Ed essi fecero la Pasqua nel quartodecimo giorno del primo mese, fra’ due vespri, nel deserto di Sinai. I figliuoli d’Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 9:6 Or vi furono alcuni uomini, i quali, essendo immondi per una persona morta, non poterono far la Pasqua in quel giorno; laonde si presentarono davanti a Mosè e davanti ad Aaronne, in quel giorno stesso. (I)

Numeri 9:7 E dissero loro: Noi siamo immondi per una persona morta; perchè saremmo noi divietati di offerir l’offerta al Signore nella sua stagione, fra’ figliuoli d’Israele? (I)

Numeri 9:8 E Mosè disse loro: Statevene; e io udirò ciò che il Signore comanderà intorno a voi. (I)

Numeri 9:9 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 9:10 Parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Quando alcun di voi, o delle vostre generazioni, sarà immondo per una persona morta, ovvero sarà in viaggio lontano, non lasci però di far la Pasqua al Signore. (I)

Numeri 9:11 Faccianla nel quartodecimo giorno del secondo mese, fra’ due vespri; manginla con azzimi e con lattughe salvatiche. (I)

Numeri 9:12 Non lascinne nulla di resto fino alla mattina; e non ne rompano osso alcuno; faccianla secondo tutti gli statuti della Pasqua. (I)

Numeri 9:13 Ma, se alcuno è netto, e non è in viaggio, e pur si rimane di far la Pasqua; sia una tal persona ricisa da’ suoi popoli; porti quell’uomo il suo peccato; perciocchè non ha offerta nella sua stagione l’offerta del Signore. (I)

Numeri 9:14 E quando alcuno straniere, dimorando con voi, farà la Pasqua del Signore, facciala secondo gli statuti e gli ordini di essa; siavi un medesimo statuto fra voi; così per lo forestiere, come per colui che è natio del paese. (I)

Numeri 9:15 OR nel giorno che il Tabernacolo fu rizzato, la nuvola coperse il Tabernacolo, di sopra il Padiglione della Testimonianza; e in su la sera era sopra il Tabernacolo in apparenza di fuoco, fino alla mattina. (I)

Numeri 9:16 Così era del continuo; la nuvola lo copriva di giorno; e di notte vi era un’apparenza di fuoco. (I)

Numeri 9:17 E, secondo che la nuvola si alzava d’in sul Tabernacolo, i figliuoli d’Israele camminavano appresso; e dove la nuvola stanziava, quivi si accampavano i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 9:18 Al comandamento del Signore i figliuoli d’Israele si movevano, e altresì al comandamento del Signore si accampavano; e stavano accampati tutto il tempo che la nuvola stanziava sopra il Tabernacolo. (I)

Numeri 9:19 E quando la nuvola continuava a star per molti giorni in sul Tabernacolo, allora i figliuoli d’Israele attendevano alle fazioni del servigio del Signore, e non si partivano. (I)

Numeri 9:20 O fosse che la nuvola stesse pochi dì in sul Tabernacolo, al comandamento del Signore si accampavano, e altresì al comandamento del Signore si movevano. (I)

Numeri 9:21 O fosse che la nuvola vi stesse dalla sera fino alla mattina, e poi si alzasse in su la mattina, essi si movevano; o fosse che, statavi un giorno ed una notte, poi si alzasse, essi parimente si movevano. (I)

Numeri 9:22 Per quanto tempo la nuvola continuava a stanziare in sul Tabernacolo, o fossero due dì, o un mese, o un anno, tanto se ne stavano i figliuoli d’Israele accampati, e non si movevano; poi, quando la nuvola si alzava, si movevano. (I)

Numeri 9:23 Al comandamento del Signore si accampavano, e al comandamento del Signore si movevano; e al comandamento del Signore, dato per Mosè, attendevano alle fazioni del servigio del Signore. (I)

Numeri 10:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 10:2 Fatti due trombe d’argento, di lavoro tirato al martello, e servitene per adunar la raunanza, e per far movere i campi. (I)

Numeri 10:3 E quando si sonerà con amendue, adunisi tutta la raunanza appresso di te, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 10:4 E quando si sonerà con una solamente, aduninsi appresso di te i principali, i capi delle migliaia d’Israele. (I)

Numeri 10:5 E quando voi sonerete con suono squillante, movansi i campi posti verso il levante. (I)

Numeri 10:6 E quando voi sonerete con suono squillante la seconda volta, movansi i campi posti verso il mezzodì. Suonisi con suono squillante ogni volta che i campi dovranno moversi. (I)

Numeri 10:7 Ma quando voi adunerete la raunanza, sonate, ma non con suono squillante. (I)

Numeri 10:8 E suonino i figliuoli di Aaronne, sacerdoti, con quelle trombe; e usatele per istatuto perpetuo, per le vostre generazioni. (I)

Numeri 10:9 E quando nel vostro paese voi entrerete in battaglia contro al nemico che vi assalirà, allora sonate con le trombe, con suono squillante, ed e’ sovverrà di voi al Signore Iddio vostro; e sarete salvati da’ vostri nemici. (I)

Numeri 10:10 Parimente a’ giorni delle vostre allegrezze, e nelle vostre feste solenni, e nelle vostre calendi, sonate con le trombe, offerendo i vostri olocausti, e i vostri sacrificii da render grazie; ed esse vi saranno per ricordanza nel cospetto dell’Iddio vostro. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Numeri 10:11 OR nell’anno secondo, nel secondo mese, nel ventesimo giorno del mese, avvenne che la nuvola si alzò d’in sul Tabernacolo della Testimonianza. (I)

Numeri 10:12 E i figliuoli d’Israele si mossero, secondo l’ordine delle lor mosse, dal deserto di Sinai; e la nuvola stanziò nel deserto di Paran. (I)

Numeri 10:13 Così si mossero la prima volta, secondo che il Signore avea comandato per Mosè. (I)

Numeri 10:14 E la bandiera del campo de’ figliuoli di Giuda si mosse la primiera, distinta per le sue schiere; essendo Naasson figliuolo di Amminadab, capo dell’esercito de’ figliuoli di Giuda; (I)

Numeri 10:15 e Natanael, figliuolo di Suar, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli d’Issacar; (I)

Numeri 10:16 ed Eliab, figliuolo di Helon, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Zabulon. (I)

Numeri 10:17 E, dopo che il Tabernacolo fu posto giù, i figliuoli di Gherson, e i figliuoli di Merari, si mossero, portando il Tabernacolo. (I)

Numeri 10:18 Appresso si mosse la bandiera del campo di Ruben, distinta per le sue schiere; essendo Elisur, figliuolo di Sedeur, capo dell’esercito di Ruben; (I)

Numeri 10:19 e Selumiel, figliuolo di Surisaddai, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Simeone; (I)

Numeri 10:20 ed Eliasaf, figliuolo di Deuel, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Gad. (I)

Numeri 10:21 Poi si mossero i Chehatiti, che portavano il Santuario; e mentre essi arrivavano, gli altri rizzavano il Tabernacolo. (I)

Numeri 10:22 Appresso si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Efraim, distinta per le sue schiere; essendo Elisama, figliuolo di Ammiud, capo dell’esercito de’ figliuoli di Efraim; (I)

Numeri 10:23 e Gamliel, figliuolo di Pedasur, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Manasse; (I)

Numeri 10:24 e Abidan, figliuolo di Ghidoni, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Beniamino. (I)

Numeri 10:25 Appresso si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Dan, distinta per le sue schiere; facendo retroguardia a tutti i campi; essendo Ahiezer, figliuolo di Ammisaddai, capo dell’esercito di Dan; (I)

Numeri 10:26 e Paghiel, figliuolo di Ocran, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Aser; (I)

Numeri 10:27 e Ahira, figliuolo di Enan, capo dell’esercito della tribù de’ figliuoli di Neftali. (I)

Numeri 10:28 Queste erano le mosse de’ figliuoli di Israele, distinti per le loro schiere, quando si movevano. (I)

Numeri 10:29 Or Mosè disse a Hobab, figliuolo di Reuel, Madianita, suo suocero: Noi ci partiamo per andare al luogo del quale il Signore ha detto: Io vel darò; vieni con noi, e noi ti faremo del bene; conciossiachè il Signore abbia promesso del bene a Israele. (I)

Numeri 10:30 Ed egli gli disse: Io non vi andrò; anzi me ne andrò al mio paese, e al mio parentado. (I)

Numeri 10:31 Ma Mosè gli disse: Deh! non lasciarci; perciocchè, conoscendo tu i luoghi dove noi abbiamo da accamparci nel deserto, tu ci servirai di occhi. (I)

Numeri 10:32 E se tu vieni con noi, quando sarà avvenuto quel bene che il Signore ci vuol fare, noi ti faremo del bene. (I)

Numeri 10:33 Così si partirono dal Monte del Signore; e fecero il cammino di tre giornate, andando l’Arca del Patto del Signore davanti a loro tre giornate, per investigar loro un luogo di riposo. (I)

Numeri 10:34 E quando si movevano dal luogo ove erano stati accampati, la nuvola del Signore era sopra loro, di giorno. (I)

Numeri 10:35 E, quando l’Arca si moveva, Mosè diceva: Levati su, o Signore, e sieno dispersi i tuoi nemici; e quelli che ti odiano fuggiranno per la tua presenza. (I)

Numeri 10:36 E, quando ella si posava, diceva: O Signore, riconduci le diecine delle migliaia delle schiere d’Israele. (I)

Numeri 11:1 OR il popolo mostrò di lamentarsi agli orecchi del Signore, come per disagio sofferto. E il Signore l’udì, e l’ira sua si accese, e il fuoco del Signore si apprese fra esso, e consumò una della estremità del campo. (I)

Numeri 11:2 E il popolo sclamò a Mosè. E Mosè pregò il Signore, e il fuoco fu ammorzato. (I)

Numeri 11:3 E fu posto nome a quel luogo Tabera; perciocchè il fuoco del Signore si apprese quivi in essi. (I)

Numeri 11:4 OR la turba della gente accogliticcia ch’era fra il popolo, si mosse a concupiscenza; e i figliuoli d’Israele anch’essi tornarono a piagnere, e dissero: Chi ci darà a mangiar della carne? (I)

Numeri 11:5 E’ ci ricorda nel pesce che noi mangiavamo in Egitto per nulla, de’ cocomeri, de’ poponi, de’ porri, delle cipolle, e degli agli. (I)

Numeri 11:6 Laddove ora l’anima nostra è arida; e non abbiam nulla; noi non possiamo volger gli occhi sopra altro che sopra la Manna. (I)

Numeri 11:7 Or la Manna era simile al seme di coriandolo; e il suo colore simile al color delle perle. (I)

Numeri 11:8 E il popolo si spandeva, e la raccoglieva; poi la macinava con le macine, o la pestava nel mortaio; e la coceva in pentole, o ne facea delle focaccie; e il sapore di essa era come il sapor di pastello oliato. (I)

Numeri 11:9 E, quando cadeva la rugiada in sul campo di notte, sopra essa cadea ancora la Manna. (I)

Numeri 11:10 E Mosè intese che il popolo piagneva per le sue famiglie, ciascuno all’entrata del suo padiglione. E l’ira del Signore si accese gravemente. Ciò dispiacque eziandio a Mosè. (I)

Numeri 11:11 Ed egli disse al Signore: Perchè hai tu fatto questo male al tuo servitore? e perchè non ho io trovata grazia appo te, che tu mi abbi posto addosso il carico di tutto questo popolo? (I)

Numeri 11:12 Ho io conceputo tutto questo popolo? l’ho io generato, perchè tu mi dica che io lo porti in seno, come il balio porta il fanciullo che poppa, nel paese che tu hai giurato a’ padri loro? (I)

Numeri 11:13 Onde avrei io della carne, per darne a tutto questo popolo? conciossiachè egli mi pianga appresso, dicendo: Dacci a mangiar della carne. (I)

Numeri 11:14 Io solo non posso regger tutto questo popolo; perciocchè è troppo grave peso per me. (I)

Numeri 11:15 E se pur tu mi vuoi fare in cotesta maniera, uccidimi ti prego, se ho trovata grazia appo te; e non fare che io vegga il mio male. (I)

Numeri 11:16 E il Signore disse a Mosè: Adunami settant’uomini degli Anziani d’Israele, i quali tu conosci, essendo essi Anziani del popolo, e suoi rettori; e menali al Tabernacolo della convenenza; e compariscano quivi teco. (I)

Numeri 11:17 E io scenderò, e parlerò quivi teco, e metterò da parte dello Spirito che è sopra te, e lo metterò sopra loro; ed essi porteranno teco il carico del popolo, e tu non lo porterai solo. (I)

Numeri 11:18 Or di’ al popolo: Santificatevi per domani, e voi mangerete della carne; conciossiachè voi abbiate pianto agli orecchi del Signore, dicendo: Chi ci darà a mangiar della carne? certo noi stavamo bene in Egitto. Il Signore adunque vi darà della carne, e voi ne mangerete. (I)

Numeri 11:19 Voi non ne mangerete sol un giorno, nè due, nè cinque, nè dieci, nè venti; (I)

Numeri 11:20 ma fino a un mese intiero, finchè vi esca per le nari, e che l’abbiate in abbominio; poichè voi avete sprezzato il Signore che è nel mezzo di voi, e avete pianto davanti a lui, dicendo: Perchè siamo usciti di Egitto? (I)

Numeri 11:21 E Mosè disse: Questo popolo, fra il quale io sono, è di seicentomila uomini a piè; e tu hai detto: Io darò loro della carne, ed essi ne mangeranno un mese intiero. (I)

Numeri 11:22 Scanneransi loro pecore e buoi, tantochè ne abbiano a sufficienza? rauneransi loro tutti i pesci del mare, tantochè ne abbiano quanto basti loro? (I)

Numeri 11:23 E il Signore disse a Mosè: È forse la mano del Signore raccorciata? ora vedrai se la mia parola ti avverrà o no. (I)

Numeri 11:24 E Mosè se ne uscì fuori, e rapportò al popolo le parole del Signore; e adunò settant’uomini degli Anziani del popolo, i quali fece stare in piè intorno al Tabernacolo. (I)

Numeri 11:25 E il Signore scese nella nuvola, e parlò a lui, e mise da parte dello Spirito, ch’era sopra lui, e lo mise sopra que’ settant’uomini Anziani; e avvenne che, quando lo Spirito si fu posato sopra loro, profetizzarono, e da indi innanzi non restarono. (I)

Numeri 11:26 Or due di quegli uomini erano rimasti nel campo; e il nome dell’uno era Eldad, e il nome dell’altro Medad; e lo Spirito si posò sopra loro. Or essi erano d’infra quelli ch’erano stati rassegnati; ma non erano usciti, per andare al Tabernacolo. E profetizzarono dentro al campo. (I)

Numeri 11:27 E un giovane corse, e rapportò la cosa a Mosè, dicendo: Eldad, e Medad, profetizzano dentro al campo. (I)

Numeri 11:28 Allora Giosuè, figliuolo di Nun, che avea servito a Mosè fin dalla sua giovanezza, fece motto a Mosè, e gli disse: Signore mio Mosè, divietali. (I)

Numeri 11:29 Ma Mosè gli disse: Sei tu geloso per me? anzi, fosse pur tutto il popolo del Signore profeta: e avesse pure il Signore messo il suo Spirito sopra loro. Poi Mosè si ricolse nel campo insieme con gli Anziani d’Israele. (I)

Numeri 11:30 Mosè si ricolse nel campo insieme con gli Anziani d’Israele. (I)

Numeri 11:31 E un vento si levò, mosso dal Signore, e trasportò delle quaglie di verso il mare, e le gittò in sul campo, d’intorno a una giornata di cammino di qua, e una giornata di cammino di là, intorno al campo; e n’era l’altezza presso che di due cubiti in su la faccia della terra. (I)

Numeri 11:32 E il popolo si levò, e tutto quel giorno, e tutta quella notte, e tutto il dì seguente, raccolse delle quaglie; chi ne raccolse il meno, ne raccolse dieci omer; poi se le distesero al largo intorno al campo. (I)

Numeri 11:33 Essi aveano ancora la carne fra’ denti, e non era ancora mancata, quando l’ira del Signore si accese contro al popolo; e il Signore percosse il popolo d’una piaga grandissima. (I)

Numeri 11:34 E fu posto nome a quel luogo: Chibrot-taava; perciocchè quivi furono seppelliti que’ del popolo che si erano mossi a concupiscenza. (I)

Numeri 11:35 Da Chibrot-taava il popolo partì, traendo in Haserot, e si fermò in Haserot. (I)

Numeri 12:1 OR Maria ed Aaronne parlarono contro a Mosè, per cagion della moglie Cusita ch’egli avea presa; perciocchè egli avea presa una moglie Cusita. (I)

Numeri 12:2 E dissero: Ha veramente il Signore parlato sol per Mosè? non ha egli eziandio parlato per noi? E il Signore udì queste parole. (I)

Numeri 12:3 Or quell’uomo Mosè era molto mansueto, più che altro uomo che fosse in su la terra. (I)

Numeri 12:4 E il Signore disse in quello stante a Mosè, e ad Aaronne, e a Maria: Uscite tutti e tre, e venite al Tabernacolo della convenenza. Ed essi uscirono tutti e tre. (I)

Numeri 12:5 E il Signore scese nella colonna della nuvola, e si fermò all’entrata del Tabernacolo; e chiamò Aaronne e Maria. E amendue andarono là. (I)

Numeri 12:6 E il Signore disse: Ascoltate ora le mie parole: Se v’è fra voi alcun profeta, io, il Signore, mi do a conoscere a lui in visione, o parlo a lui in sogno. (I)

Numeri 12:7 Ma non fo così inverso il mio servitore Mosè, il quale è fedele in tutta la mia casa. (I)

Numeri 12:8 Io parlo a bocca a bocca con lui, e a veduta, e non con maniere oscure; ed egli vede la sembianza del Signore; perchè dunque non avete voi temuto di parlar contro al mio servitore, contro a Mosè? (I)

Numeri 12:9 E l’ira del Signore si accese contro a loro, ed egli se ne andò. (I)

Numeri 12:10 E la nuvola si partì d’in sul Tabernacolo; ed ecco, Maria era lebbrosa, bianca come neve; e Aaronne riguardò Maria; ed ecco, era lebbrosa. (I)

Numeri 12:11 E Aaronne disse a Mosè: Ahi! Signore mio; deh! non metterci peccato addosso; conciossiachè noi abbiamo follemente fatto, e abbiamo peccato. (I)

Numeri 12:12 Deh! non sia ella come un parto morto, la cui carne, quando egli esce del seno di sua madre, è già mezza consumata. (I)

Numeri 12:13 E Mosè gridò al Signore, dicendo: Deh! sanala ora, o Dio. (I)

Numeri 12:14 E il Signore disse a Mosè: Se suo padre le avesse sputato nel viso, non sarebb’ella tutta vergognosa per sette giorni? Sia rinchiusa fuor del campo sette giorni; poi sia raccolta. (I)

Numeri 12:15 Maria adunque fu rinchiusa fuor del campo sette giorni; e il popolo non si mosse, finchè Maria non fu raccolta. (I)

Numeri 12:16 (H13-1) POI il popolo si partì di Haserot, e si accampò nel deserto di Paran. (I)

Numeri 13:1 (H13-2) E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 13:2 (H13-3) Manda degli uomini, che spiino il paese di Canaan, il quale io dono a’ figliuoli d’Israele; mandate un uomo per tribù de’ lor padri; tutti capi de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 13:3 (H13-4) Mosè adunque mandò quegli uomini dal deserto di Paran, secondo il comandamento del Signore; e tutti erano capi de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 13:4 (H13-5) E questi sono i nomi loro: Sammua, figliuolo di Zaccui, della tribù di Ruben; (I)

Numeri 13:5 (H13-6) Safat, figliuolo di Hori, della tribù di Simeone; (I)

Numeri 13:6 (H13-7) Caleb, figliuolo di Gefunne, della tribù di Giuda; (I)

Numeri 13:7 (H13-8) Igheal, figliuolo di Giuseppe, della tribù d’Issacar; (I)

Numeri 13:8 (H13-9) Hosea, figliuolo di Nun, della tribù di Efraim; (I)

Numeri 13:9 (H13-10) Palti, figliuolo di Rafu, della tribù di Beniamino; (I)

Numeri 13:10 (H13-11) Gaddiel, figliuolo di Sodi, della tribù di Zabulon; (I)

Numeri 13:11 (H13-12) Gaddi, figliuolo di Susi, dell’altra tribù di Giuseppe, cioè, della tribù di Manasse; (I)

Numeri 13:12 (H13-13) Ammiel, figliuolo di Ghemalli, della tribù di Dan; (I)

Numeri 13:13 (H13-14) Setur, figliuolo di Micael, della tribù di Aser; (I)

Numeri 13:14 (H13-15) Nabi, figliuolo di Vofsi, della tribù di Neftali; (I)

Numeri 13:15 (H13-16) Gheuel, figliuolo di Machi, della tribù di Gad. (I)

Numeri 13:16 (H13-17) Questi sono i nomi degli uomini, che Mosè mandò per ispiare il paese or Mosè avea posto nome Giosuè, a Hosea, figliuolo di Nun. (I)

Numeri 13:17 (H13-18) Mosè adunque li mandò a spiare il paese di Canaan, e disse loro: Andate di qua, dal Mezzodi, poi salite al monte. (I)

Numeri 13:18 (H13-19) E vedete qual sia quel paese, e qual sia il popolo che abita in esso, se egli è forte o debole; se egli è in piccolo, o in gran numero. (I)

Numeri 13:19 (H13-20) E qual sia la terra nella quale egli abita, se ella è buona o cattiva; e quali sieno le città nelle quali egli abita, se abita in luoghi steccati, o in murati. (I)

Numeri 13:20 (H13-21) E qual sia il terreno, se è grasso o magro; e se vi son alberi, o no; e portatevi valentemente, e recate de’ frutti del paese. Or allora era il tempo dell’uve primaticce. (I)

Numeri 13:21 (H13-22) Essi adunque andarono, e spiarono il paese, dal deserto di Sin fino a Rehob, all’entrata d’Hamat. (I)

Numeri 13:22 (H13-23) Poi salirono verso il mezzodì, e vennero fino in Hebron, dove erano Ahiman, Sesai e Talmai, nati da Anac. Or Hebron era stata edificata sette anni innanzi a Soan di Egitto. (I)

Numeri 13:23 (H13-24) E, giunti fino al torrente di Escol, tagliarono di là un tralcio con un grappolo d’uva, e lo portarono con una stanga a due; insieme con delle melagrane e dei fichi. (I)

Numeri 13:24 (H13-25) E, per cagione di quel grappolo d’uva che i figliuoli d’Israele ne tagliarono, fu posto nome a quel luogo, Nahal-escol. (I)

Numeri 13:25 (H13-26) E, in capo di quaranta giorni, tornarono da spiare il paese. (I)

Numeri 13:26 (H13-27) E andarono a Mosè e ad Aaronne, e a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, nel deserto di Paran, di Cades; ove essendo giunti, rapportarono l’affare a loro, e a tutta la raunanza, e mostrarono loro que’ frutti del paese. (I)

Numeri 13:27 (H13-28) E raccontarono il lor viaggio a Mosè, e dissero: Noi arrivammo nel paese nel quale tu ci mandasti; e certo è un paese che stilla latte e miele; ed ecco de’ suoi frutti. (I)

Numeri 13:28 (H13-29) Sol vi è questo, che il popolo che abita in esso, è potente, e le città son molto forti e grandi; e anche vi abbiamo veduti i figliuoli di Anac. (I)

Numeri 13:29 (H13-30) Gli Amalechiti abitano nella contrada Meridionale; gl’Hittei, i Gebusei, e gli Amorrei abitano nel monte; e i Cananei abitano presso al mare, e lungo il Giordano. (I)

Numeri 13:30 (H13-31) E Caleb racquetò il popolo inverso Mosè, e disse: Andiamo pure in quel paese, e conquistiamolo; perciocchè di certo noi lo soggiogheremo. (I)

Numeri 13:31 (H13-32) Ma quegli uomini ch’erano andati con lui dissero: Egli non è in poter nostro di salir contro a quel popolo; conciossiachè egli sia troppo potente per noi. (I)

Numeri 13:32 (H13-33) E infamarono il paese che aveano spiato appresso i figliuoli d’Israele, dicendo: Il paese per lo quale siam passati, per ispiarlo, è un paese che divora i suoi abitanti; e tutto il popolo che noi abbiamo veduto in esso, sono uomini alti e grandi. (I)

Numeri 13:33 (H13-34) Noi vi abbiamo eziandio veduti de’ giganti, i figliuoli di Anac, della schiatta de’ giganti; appetto a’ quali ci pareva di esser locuste; e tali eziandio parevamo loro. (I)

Numeri 14:1 ALLORA tutta la raunanza alzò la voce, e diede di gran grida, e il popolo pianse quella notte. (I)

Numeri 14:2 E tutti i figliuoli d’Israele mormorarono contro a Mosè, e contro ad Aaronne; e tutta la raunanza disse loro: Fossimo pur morti nel paese di Egitto, o fossimo pur morti in questo deserto. (I)

Numeri 14:3 E perchè ci mena il Signore in quel paese, acciocchè siamo morti per la spada, e sieno le nostre mogli, e le nostre famiglie, in preda? non sarebb’egli meglio per noi di ritornarcene in Egitto? (I)

Numeri 14:4 E dissero l’uno all’altro: Costituiamoci un capo, e ritorniamocene in Egitto. (I)

Numeri 14:5 Allora Mosè ed Aaronne si gittarono a terra sopra le lor facce, davanti a tutta la raunanza della comunanza de’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 14:6 E Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, ch’erano stati di quelli che aveano spiato il paese, si stracciarono i vestimenti; (I)

Numeri 14:7 e dissero a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele: Il paese, per lo quale siamo passati, per ispiarlo, è un buonissimo paese. (I)

Numeri 14:8 Se il Signore ci è favorevole, egli c’introdurrà in quel paese, e cel darà; che è un paese stillante latte e miele. (I)

Numeri 14:9 Sol non ribellatevi contro al Signore, e non abbiate paura del popolo di quel paese; conciossiachè essi sieno nostro pane; la loro ombra s’è dipartita d’in su loro; e il Signore è con noi; non abbiatene paura. (I)

Numeri 14:10 Allora tutta la raunanza disse di lapidarli; ma la gloria del Signore apparve a tutti i figliuoli d’Israele, nel Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 14:11 E il Signore disse a Mosè: Infino a quando mi dispetterà questo popolo? e infino a quando non crederanno essi in me, per tutti i miracoli che io ho fatti nel mezzo di lui? (I)

Numeri 14:12 Io lo percoterò di mortalità, e lo disperderò; e io ti farò divenire una nazione più grande, e più potente di lui. (I)

Numeri 14:13 E Mosè disse al Signore: Ma gli Egizj l’udiranno; conciossiachè tu abbi tratto fuori questo popolo del mezzo di loro, con la tua forza. (I)

Numeri 14:14 E diranno agli abitanti di questo paese, i quali hanno inteso che tu, Signore, sei nel mezzo di questo popolo, e che tu apparisci loro a vista d’occhio, e che la tua nuvola si ferma sopra loro, e che tu cammini davanti a loro in colonna di nuvola di giorno, e in colonna di fuoco di notte; (I)

Numeri 14:15 se, dico, tu fai morir questo popolo, come un solo uomo le genti che avranno intesa la tua fama, diranno: (I)

Numeri 14:16 Perciocchè il Signore non ha potuto fare entrar cotesto popolo nel paese ch’egli avea lor giurato, egli li ha ammazzati nel deserto. (I)

Numeri 14:17 Ora dunque, sia, ti prego, la potenza del Signore magnificata, e fa’ secondo che tu hai parlato, dicendo: (I)

Numeri 14:18 Il Signore è lento all’ira, e grande in benignità; egli perdona l’iniquità e il misfatto; ma altresì non assolve punto il colpevole; anzi fa punizione dell’iniquità de’ padri sopra i figliuoli, infino alla terza e alla quarta generazione. (I)

Numeri 14:19 Deh! perdona a questo popolo la sua iniquità, secondo la grandezza della tua benignità, e come tu gli hai perdonato dall’Egitto infin a qui. (I)

Numeri 14:20 E il Signore disse: io gli ho perdonato, secondo la tua parola. (I)

Numeri 14:21 Ma pure, come io vivo, e come tutta la terra è ripiena della mia gloria; (I)

Numeri 14:22 niuno di quegli uomini che hanno veduta la mia gloria, e i miei miracoli che io ho fatti in Egitto, e nel deserto, e pur m’hanno tentato già dieci volte, e non hanno ubbidito alla mia voce; (I)

Numeri 14:23 non vedrà il paese, il quale ho giurato a’ lor padri; niuno di quelli che m’hanno dispettato non lo vedrà. (I)

Numeri 14:24 Ma, quant’è a Caleb, mio servitore, perchè in lui è stato un altro spirito, e m’ha seguitato appieno, io l’introdurrò nel paese nel quale egli è andato, e la sua progenie lo possederà. (I)

Numeri 14:25 Or gli Amalechiti e i Cananei abitano nella Valle, e però domani voltate faccia, e camminate verso il deserto, traendo verso il mar rosso. (I)

Numeri 14:26 Il Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Numeri 14:27 Infino a quando sofferirò io questa malvagia raunanza, che mormora contro a me? io ho uditi i mormorii de’ figliuoli d’Israele, co’ quali mormorano contro a me. (I)

Numeri 14:28 Di’ loro: Come io vivo, dice il Signore, io vi farò come voi avete parlato a’ miei orecchi. (I)

Numeri 14:29 I vostri corpi caderanno morti in questo deserto; e quant’è a tutti gli annoverati d’infra voi, seconda tutto il vostro numero, dall’età di vent’anni in su, che avete mormorato contro a me; (I)

Numeri 14:30 se voi entrate nel paese del quale io alzai la mano che io vi ci stanzierei; salvo Caleb, figliuolo di Gefunne; e Giosuè, figliuolo di Nun. (I)

Numeri 14:31 Ma io ci farò entrare i vostri piccoli fanciulli, de’ quali voi avete detto che sarebbero in preda; ed essi conosceranno che cosa è il paese, il quale voi avete sdegnato. (I)

Numeri 14:32 Ma di voi i corpi caderanno morti in questo deserto. (I)

Numeri 14:33 E i vostri figliuoli andranno pasturando nel deserto, per quarant’anni, e porteranno la pena delle vostre fornicazioni, finchè i vostri corpi morti sieno consumati nel deserto. (I)

Numeri 14:34 Voi porterete la pena delle vostre iniquità per quarant’anni, secondo il numero de’ quaranta giorni che siete stati in ispiare il paese, un anno per un giorno; e voi conoscerete come io rompo le mie promesse. (I)

Numeri 14:35 Io il Signore ho parlato. Se io non fo questo a tutta questa malvagia raunanza, che si è convenuta contro a me; essi verranno meno in questo deserto, e vi morranno. (I)

Numeri 14:36 E quegli uomini che Mosè avea mandati per ispiare il paese, i quali, essendo tornati, aveano fatta mormorar tutta la raunanza contro a lui, infamando quel paese; (I)

Numeri 14:37 quegli uomini, dico, che aveano sparso un cattivo grido di quel paese, morirono di piaga, davanti al Signore. (I)

Numeri 14:38 Ma Giosuè, figliuolo di Nun, e Caleb, figliuolo di Gefunne, restarono in vita, d’infra quelli ch’erano andati per ispiare il paese. (I)

Numeri 14:39 Or Mosè riferì quelle parole a tutti i figliuoli d’Israele; e il popolo ne fece un gran cordoglio. (I)

Numeri 14:40 E la mattina seguente si levarono, e salirono alla sommità del monte, dicendo: Eccoci; noi saliremo al luogo che il Signore ha detto; perciocchè noi abbiamo peccato. (I)

Numeri 14:41 Ma Mosè disse: Perchè trapassate il comandamento del Signore? ciò non prospererà. (I)

Numeri 14:42 Non salite; conciossiachè il Signore non sia nel mezzo di voi; che talora, se vi affrontate co’ vostri nemici, non siate sconfitti. (I)

Numeri 14:43 Perchè colà davanti a voi son gli Amalechiti, e i Cananei, e voi sarete morti per la spada; perciocchè voi vi siete rivolti di dietro al Signore; ed egli non sarà con voi. (I)

Numeri 14:44 Nondimeno essi si attentarono temerariamente di salire alla sommità del monte; ma l’Arca del Patto del Signore, e Mosè non si mossero di mezzo al campo. (I)

Numeri 14:45 E gli Amalechiti, e i Cananei, che abitavano in quel monte, scesero giù, e li percossero, e li ruppero, perseguendoli fino in Horma. (I)

Numeri 15:1 POI il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 15:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando voi sarete entrati nel paese, dove avete ad abitare, il quale io vi do; (I)

Numeri 15:3 e farete alcun sacrificio da ardere al Signore, come olocausto, o altro sacrificio, per singolar voto, o per ispontanea volontà, o nelle vostre feste solenni, per offerir soave odore, del grosso o del minuto bestiame, al Signore; (I)

Numeri 15:4 offerisca colui che farà la sua offerta al Signore, un’offerta di panatica della decima parte d’un efa di fior di farina, stemperata con la quarta parte d’un hin d’olio; (I)

Numeri 15:5 e la quarta parte di un hin di vino, per offerta da spandere. Questo offerirai per ciascuno olocausto, o altro sacrificio che sia d’un agnello. (I)

Numeri 15:6 E se fai offerta di panatica per un montone, offeriscila di due decimi di fior di farina, stemperata col terzo d’un hin d’olio. (I)

Numeri 15:7 E per offerta da spandere, offerisci il terzo d’un hin di vino, in odor soave al Signore. (I)

Numeri 15:8 E se tu offerisci al Signore un giovenco per olocausto, o per altro sacrificio, per singolar voto, o per sacrificio da render grazie; (I)

Numeri 15:9 offerisci, insieme col giovenco, un’offerta di panatica, di tre decimi di fior di farina, stemperata con la metà d’un hin d’olio. (I)

Numeri 15:10 E, per offerta da spandere, offerisci la metà d’un hin di vino; il tutto in offerta da ardere, di soave odore al Signore. (I)

Numeri 15:11 Facciasi così per ciascun bue, per ciascun montone, e per ciascuna minuta bestia, pecora o capra. (I)

Numeri 15:12 Fate così per ciascuna di quelle bestie, secondo il numero che ne sacrificherete. (I)

Numeri 15:13 Chiunque è natio del paese offerisca queste cose in questa maniera, per presentare offerta da ardere, di soave odore, al Signore. (I)

Numeri 15:14 E quando alcuno straniere che dimorerà appresso di voi, o qualunque altro sarà fra voi, per le vostre generazioni, farà offerta da ardere, di soave odore al Signore, faccia così come farete voi. (I)

Numeri 15:15 Siavi un medesimo statuto per voi, e per lo forestiere che dimora con voi che siete della raunanza. Sia questo uno statuto perpetuo per le vostre generazioni. Davanti al Signore il forestiere sarà come voi. (I)

Numeri 15:16 Una medisima legge, e una medesima ragione sarà per voi, e per lo straniere che dimora con voi. (I)

Numeri 15:17 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 15:18 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando voi sarete entrati nel paese, dove io vi conduco; (I)

Numeri 15:19 quando voi mangerete del pane del paese, offeritene un’offerta al Signore. (I)

Numeri 15:20 Offerite una focaccia per offerta, delle primizie delle vostre paste; offeritela nella medesima maniera, come l’offerta dell’aia. (I)

Numeri 15:21 Date al Signore, per le vostre generazioni, un’offerta delle primizie delle vostre paste. (I)

Numeri 15:22 Ora, quando voi avrete fallito per errore, e non avrete eseguiti tutti questi comandamenti che il Signore ha dati a Mosè; (I)

Numeri 15:23 tutto quello che il Signore vi ha comandato per Mosè, fin dal dì che egli vi ha dati comandamenti per le vostre generazioni; (I)

Numeri 15:24 se l’errore è stato commesso per inavvertenza della raunanza, offerisca tutta la raunanza per olocausto, in soave odore al Signore, un giovenco, con la sua offerta di panatica e da spandere, secondo l’ordinazione; e un becco per sacrificio per lo peccato. (I)

Numeri 15:25 E faccia il sacerdote il purgamento per tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, e sarà loro perdonato; perciocchè è errore, ed essi hanno addotta davanti al Signore la loro offerta da ardere al Signore, e il sacrificio per lo peccato, per l’error loro. (I)

Numeri 15:26 Così sarà perdonato a tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, e parimente a’ forestieri che dimoreranno fra loro; perciocchè tutto il popolo ha parte in quell’errore. (I)

Numeri 15:27 Ma, se una sola persona ha peccato per errore, offerisca una capra di un anno, per lo peccato. (I)

Numeri 15:28 E faccia il sacerdote il purgamento per quella persona che avrà peccato per errore, peccando per errore nel cospetto del Signore; e quando il sacerdote avrà fatto purgamento per essa, le sarà perdonato. (I)

Numeri 15:29 Siavi una medesima legge per chiunque avrà fatta alcuna cosa per errore, così se sarà de’ figliuoli d’Israele, natio del paese, come se sarà forestiere, che dimori fra loro. (I)

Numeri 15:30 Ma la persona, così il natio del paese, come il forestiere, che farà alcun atto a mano alzata, oltraggia il Signore; e però sia una cotal persona ricisa d’infra il suo popolo. (I)

Numeri 15:31 Conciossiachè abbia sprezzata la parola del Signore, e abbia rotto il suo comandamento, del tutto sia quella persona ricisa; sia la sua iniquità sopra essa. (I)

Numeri 15:32 ORA, essendo i figliuoli d’Israele nel deserto, trovarono un uomo che ricoglieva delle legne in giorno di Sabato. (I)

Numeri 15:33 E, coloro che lo trovarono cogliendo delle legne, lo menarono a Mosè, e ad Aaronne, e a tutta la raunanza. (I)

Numeri 15:34 E lo misero in prigione; perciocchè non era stato dichiarato ciò che se gli avesse a fare. (I)

Numeri 15:35 E il Signore disse a Mosè: Del tutto sia quell’uomo fatto morire; lapidilo tutta la raunanza fuor del campo. (I)

Numeri 15:36 E tutta la raunanza lo menò fuor del campo, e lo lapidò, sicchè egli morì; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 15:37 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 15:38 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro, che si facciano delle fimbrie ai lembi delle lor veste, per le lor generazioni; e mettano sopra quelle fimbrie de’ lor lembi un cordone di violato. (I)

Numeri 15:39 E abbiate quel cordone in su le fimbrie, acciocchè, quando lo riguarderete, voi vi ricordiate di tutti i comandamenti del Signore, e li mettiate in opera, e non andiate guatando dietro al vostro cuore, e agli occhi vostri, dietro a’ quali solete andar fornicando. (I)

Numeri 15:40 Acciocchè vi ricordiate di mettere in opera tutti i miei comandamenti, e siate santi all’Iddio vostro. (I)

Numeri 15:41 Io sono il Signore Iddio vostro, che vi ho tratti fuor del paese di Egitto, per esservi Dio. Io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Numeri 16:1 OR Core, figliuolo d’Ishar, figliuolo di Chehat, figliuolo di Levi; e Datan e Abiram, figliuoli di Eliab; e On, figliuolo di Pelet, avendo presi degli altri seco; (I)

Numeri 16:2 si levarono in presenza di Mosè, con dugencinquanta uomini de’ figliuoli d’Israele, ch’erano de’ principali della raunanza, che si solevano chiamare alla raunata del popolo, uomini di nome. (I)

Numeri 16:3 E, adunatisi contro a Mosè, e contro ad Aaronne, disser loro: Bastivi; perciocchè tutta la raunanza è santa, e il Signore è nel mezzo di loro; perchè dunque v’innalzate sopra la raunanza del Signore? (I)

Numeri 16:4 Quando Mosè ebbe ciò inteso, egli si gittò a terra sopra la sua faccia. (I)

Numeri 16:5 E parlò a Core, e a tutto il suo seguito, dicendo: Domattina farà il Signore conoscere chi è suo, e chi è santo, e lo farà accostare a sè; egli farà accostare a sè chi egli avrà eletto. (I)

Numeri 16:6 Fate questo: Tu, Core, e tutti voi che siete del suo seguito, prendete de’ turiboli. (I)

Numeri 16:7 E domani mettete in essi del fuoco, e ponetevi su del profumo nel cospetto del Signore; e colui che il Signore avrà eletto sarà il Santo. Bastivi, figliuoli di Levi. (I)

Numeri 16:8 Mosè, oltre a ciò, disse a Core: Deh! ascoltate, figliuoli di Levi. (I)

Numeri 16:9 È egli troppo poco per voi, che l’Iddio d’Israele v’abbia appartati della raunanza d’Israele, per farvi accostare a sè, per fare il servigio del Tabernacolo del Signore, e per presentarvi davanti alla raunanza, per fare il suo ministerio? (I)

Numeri 16:10 E ch’egli abbia in effetto fatto accostar te, e tutti i tuoi fratelli, figliuoli di Levi, teco; che voi procacciate ancora il sacerdozio? (I)

Numeri 16:11 Perciò, tu, e tutto il tuo seguito, siete quelli che si son convenuti contro al Signore; e che cosa è Aaronne, che voi mormorate contro a lui? (I)

Numeri 16:12 Mosè mandò ancora a chiamar Datan e Abiram, figliuoli di Eliab; ma essi dissero: Noi non ci andremo. (I)

Numeri 16:13 È egli poca cosa che tu ci abbi tratti fuor di un paese stillante latte e miele, per farci morir nel deserto, che tu vogli eziandio assolutamente fare il principe sopra noi? (I)

Numeri 16:14 Ma, lasciamo che tu non ci abbi condotti in un paese stillante latte e miele, avessici data almeno qualche possessione di campi o di vigne! Pensi tu di abbacinar gli occhi di questi uomini? Noi non ci andremo. (I)

Numeri 16:15 Allora Mosè si adirò forte, e disse al Signore: Non riguardare alla loro offerta; io non ho preso nulla di quel d’alcun di loro, non pure un asino; e non ho offeso alcun di loro. (I)

Numeri 16:16 Poi Mosè disse a Core: Comparite domani, tu, e tutti quelli del tuo seguito, davanti al Signore; Aaronne vi comparirà anch’esso. (I)

Numeri 16:17 E prenda ciascun di voi il suo turibolo, e mettavi del profumo, e rechi ciascuno il suo turibolo, davanti al Signore, che saranno dugencinquanta turiboli. Tu ancora, ed Aaronne, abbiate ciascuno il suo turibolo. (I)

Numeri 16:18 Essi adunque presero ciascuno il suo turibolo, e postovi del fuoco, vi misero del profumo; e si fermarono all’entrata del Tabernacolo della convenenza. Il simigliante fecero ancora Mosè ed Aaronne. (I)

Numeri 16:19 E Core adunò tutta la raunanza contro a loro, all’entrata del Tabernacolo della convenenza; e la gloria del Signore apparve a tutta la raunanza. (I)

Numeri 16:20 E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, dicendo: (I)

Numeri 16:21 Separatevi di mezzo di questa raunanza, e in un momento io li consumerò. (I)

Numeri 16:22 Ma essi, gittatisi in terra sopra la faccia, dissero: O Dio, Dio degli spiriti d’ogni carne, quest’uomo solo avendo peccato, ti adireresti tu contro a tutta la raunanza? (I)

Numeri 16:23 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 16:24 Parla alla raunanza, dicendo: Ritraetevi d’intorno a’ padiglioni di Core, di Datan, e di Abiram. (I)

Numeri 16:25 E Mosè si levò, e andò a Datan, e ad Abiram; e gli Anziani d’Israele andarono dietro a lui. (I)

Numeri 16:26 Ed egli parlò alla raunanza, dicendo: Deh! dipartitevi d’appresso a’ padiglioni di cotesti malvagi uomini, e non toccate cosa alcuna loro; che talora non periate per tutti i lor peccati. (I)

Numeri 16:27 Ed essi si dipartirono d’appresso a’ padiglioni di Core, di Datan, e di Abiram, d’ogni intorno. Or Datan e Abiram uscirono fuori, e si fermarono all’entrata de’ lor padiglioni, con le lor mogli, i lor figliuoli, e le lor famiglie. (I)

Numeri 16:28 E Mosè disse: Da questo conoscerete che il Signore mi ha mandato, per far tutte queste opere; conciossiachè io non l’abbia fatte di mio senno. (I)

Numeri 16:29 Se costoro muoiono nella maniera di tutti gli uomini, e son puniti come tutti gli altri uomini, il Signore non mi ha mandato. (I)

Numeri 16:30 Ma, se il Signore crea una cosa nuova, tal che la terra apra la sua bocca, e li tranghiottisca, insieme con tutto quello che appartiene loro, sì che scendano vivi nell’inferno, voi conoscerete che questi uomini hanno dispettato il Signore. (I)

Numeri 16:31 Ed egli avvenne che, come egli ebbe finito di proferire tutte queste parole, la terra ch’era sotto coloro si fendè, (I)

Numeri 16:32 e aperse la sua bocca, e li tranghiottì, insieme con le lor case; e parimente tutte le persone appartenenti a Core, e tutta la roba. (I)

Numeri 16:33 E scesero vivi nell’inferno, insieme con tutto quello che apparteneva loro; e la terra li coperse, ed essi perirono d’infra la raunanza. (I)

Numeri 16:34 E tutti gl’Israeliti ch’erano intorno a loro fuggirono al grido loro; perciocchè dicevano: Che la terra non ci tranghiottisca. (I)

Numeri 16:35 Oltre a ciò, un fuoco uscì d’appresso al Signore, il qual consumò que’ dugencinquanta uomini, che offerivano il profumo. (I)

Numeri 16:36 Appresso, il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 16:37 Di’ a Eleazaro, figliuolo del Sacerdote Aaronne, che raccolga i turiboli di mezzo dell’arsione, spargendone via il fuoco; perciocchè sono sacri. (I)

Numeri 16:38 E dei turiboli di costoro che han peccato contro alle lor proprie anime, facciansene delle piastre distese, da coprir l’Altare; perciocchè essi li hanno presentati davanti al Signore, e sono sacri; e sieno per segnale a’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 16:39 E il sacerdote Eleazaro prese que’ turiboli di rame, i quali coloro ch’erano stati arsi aveano presentati; e furono distesi in piastre, per coprir l’Altare, (I)

Numeri 16:40 per ricordanza a’ figliuoli d’Israele; acciocchè alcun uomo straniere, che non è della progenie d’Aaronne, non si accosti per far profumo davanti al Signore; e non sia come Core, e come que’ del suo seguito; siccome il Signore avea comandato a Eleazaro, per Mosè. (I)

Numeri 16:41 E il giorno seguente tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele mormorò contro a Mosè, e contro ad Aaronne, dicendo: Voi avete fatto morire il popolo del Signore. (I)

Numeri 16:42 E avvenne che, come la raunanza si adunava contro a Mosè, e contro ad Aaronne, i figliuoli d’Israele riguardarono verso il Tabernacolo della convenenza; ed ecco, la nuvola lo coperse, e la gloria del Signore apparve. (I)

Numeri 16:43 E Mosè ed Aaronne vennero davanti al Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 16:44 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 16:45 Levatevi di mezzo di questa raunanza, e io la consumerò in un momento. Ma essi si gittarono a terra sopra le lor facce. (I)

Numeri 16:46 E Mosè disse ad Aaronne: Prendi il turibolo, e mettivi del fuoco d’in su l’Altare, e ponvi del profumo, e va’ prestamente alla raunanza, e fa’ purgamento per loro; perciocchè una grave ira è proceduta d’innanzi al Signore; la piaga è già cominciata. (I)

Numeri 16:47 E Aaronne prese il turibolo, come Mosè avea detto, e corse in mezzo della raunanza; ed ecco, la piaga era già cominciata fra il popolo; ed egli mise il profumo in sul turibolo, e fece purgamento per lo popolo. (I)

Numeri 16:48 E si fermò fra i vivi e i morti; e la piaga fu arrestata. (I)

Numeri 16:49 E i morti per quella piaga furono quattordicimila settecento persone; oltre a quelli ch’erano morti per lo fatto di Core. (I)

Numeri 16:50 E la piaga essendo arrestata, Aaronne se ne ritornò a Mosè, all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 17:1 POI il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 17:2 Parla a’ figliuoli d’Israele, e prendi da loro una verga per ciascuna nazione paterna; dodici verghe, da tutti i capi delle lor nazioni paterne; e scrivi il nome di ciascun d’essi sopra la sua verga. (I)

Numeri 17:3 E scrivi il nome di Aaronne sopra la verga di Levi; perciocchè v’ha da essere una verga per ciascun capo di nazione paterna. (I)

Numeri 17:4 Poi riponi quelle verghe nel Tabernacolo della convenenza, davanti alla Testimonianza, dove io mi ritrovo con voi. (I)

Numeri 17:5 E avverrà che la verga di colui che io avrò eletto germoglierà; e così acqueterò d’attorno a me i mormorii de’ figliuoli d’Israele, co’ quali mormorano contro a voi. (I)

Numeri 17:6 Mosè adunque parlò a’ figliuoli d’Israele; e tutti i lor capi gli diedero una verga per ciascun capo delle lor nazioni paterne, che furono dodici verghe; e la verga d’Aaronne era per mezzo le lor verghe. (I)

Numeri 17:7 E Mosè ripose quelle verghe davanti al Signore, nel Tabernacolo della Testimonianza. (I)

Numeri 17:8 E il giorno seguente, essendo Mosè entrato nel Tabernacolo della Testimonianza, ecco, la verga d’Aaronne, ch’era per la nazione di Levi, era germogliata; e avea messe gemme, e prodotti fiori, e maturate delle mandorle. (I)

Numeri 17:9 E Mosè trasse fuori tutte quelle verghe d’innanzi al Signore, e le recò a tutti i figliuoli d’Israele; i quali le videro, e ciascuno prese la sua verga. (I)

Numeri 17:10 E il Signore disse a Mosè: Riporta la verga d’Aaronne davanti alla Testimonianza; acciocchè sia guardata per segnale a’ ribelli; e così fa’ restar d’attorno a me i lor mormorii; che talora non muoiano. (I)

Numeri 17:11 E Mosè fece così; come il Signore gli avea comandato, così fece. (I)

Numeri 17:12 E i figliuoli d’Israele dissero a Mosè: Ecco, noi siam morti, noi siam perduti, noi tutti siam perduti. (I)

Numeri 17:13 Chiunque si accosta al Tabernacolo del Signore muore; morremo noi tutti quanti? (I)

Numeri 18:1 E IL Signore disse ad Aaronne: Tu, e i tuoi figliuoli, e la casa di tuo padre teco, porterete l’iniquità che si commetterà intorno al Santuario; e, parimente, tu, e i tuoi figliuoli, porterete l’iniquità che si commetterà nel vostro sacerdozio. (I)

Numeri 18:2 Or fa’ eziandio accostar teco i tuoi fratelli, la tribù di Levi, che è la tribù tua paterna, e sienti aggiunti, e ti ministrino; ma tu, e i tuoi figliuoli teco, state davanti al Tabernacolo della Testimonianza. (I)

Numeri 18:3 E facciano essi la fazione che tu ordinerai loro, e la fazione di tutto il Tabernacolo; ma non appressinsi agli arredi del Santuario, nè all’Altare; che talora non muoiano essi, e voi ancora. (I)

Numeri 18:4 Sienti adunque aggiunti, e facciano la fazione del Tabernacolo della convenenza, in ogni suo servigio; niuno straniere non si accosti a voi. (I)

Numeri 18:5 E voi fate la fazione del Santuario e dell’Altare, acciocchè non vi sia più ira contro a’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 18:6 E, quant’è a me, ecco, io ho presi i vostri fratelli, i Leviti, d’infra i figliuoli d’Israele; essi vi son dati in dono da parte del Signore, per fare i servigi del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 18:7 Ma tu, e i tuoi figliuoli teco, fate l’ufficio del vostro sacerdozio, in tutte le cose che si devono far nell’Altare, e dentro della Cortina, e fate il servigio; io vi dono il vostro sacerdozio per ministerio dato in dono in proprio; e però facciasi morir lo straniere che vi si accosterà. (I)

Numeri 18:8 Il Signore parlò ancora ad Aaronne, dicendo: Ecco, io t’ho donate le mie offerte elevate, per una ordinazione da osservarsi; di tutte le cose consacrate da’ figliuoli d’Israele, io dono quelle a te, e a’ tuoi figliuoli, per istatuto perpetuo, in virtù dell’Unzione. (I)

Numeri 18:9 Questo sarà tuo delle cose santissime, rimaste del fuoco; tutte le loro offerte delle loro oblazioni di panatica, e di tutti i lor sacrificii per lo peccato, e di tutti lor sacrificii per la colpa, che mi presenteranno per soddisfazione, che son cose santissime, saranno tue, e de’ tuoi figliuoli. (I)

Numeri 18:10 Mangiale in luogo santissimo; mangine ogni maschio; sienti cosa santa. (I)

Numeri 18:11 Questo ancora sia tuo, cioè: l’offerte elevate di tutte le cose che i figliuoli d’Israele avranno presentate in dono, e di tutte le loro offerte dimenate; io dono quelle a te, e a’ tuoi figliuoli, e alle tue figliuole, teco, per istatuto perpetuo; mangine chiunque sarà netto in casa tua. (I)

Numeri 18:12 Io ti dono parimente tutto il fior dell’olio, tutto il fior del mosto, e del frumento, delle lor primizie, che presenteranno al Signore. (I)

Numeri 18:13 Sieno tuoi i primi frutti di tutto ciò che nascerà nella lor terra, i quali essi presenteranno al Signore; mangine chiunque sarà netto in casa tua. (I)

Numeri 18:14 Sia tua ogni cosa interdetta in Israele. (I)

Numeri 18:15 Sia tuo tutto ciò che apre la matrice, d’ogni carne che si offerisce al Signore, così degli uomini come delle bestie; ma del tutto fa’ che si riscatti il primogenito dell’uomo; fa’ parimente che si riscatti il primogenito della bestia immonda. (I)

Numeri 18:16 E fa’ riscattare i primogeniti degli uomini che conviene riscattare, dall’età d’un mese, secondo la tua estimazione, che sarà di cinque sicli d’argento, a siclo di Santuario, che è di vent’oboli; (I)

Numeri 18:17 ma non lasciar riscattare il primogenito della vacca, nè il primogenito della pecora, nè il primogenito della capra; sono cosa sacra; spandi il sangue loro sopra l’Altare; e brucia il lor grasso, per offerta da ardere, in soave odore al Signore. (I)

Numeri 18:18 E sia la lor carne tua, come il petto dell’offerta dimenata, e come la spalla destra. (I)

Numeri 18:19 Io dono a te e a’ tuoi figliuoli, e alle tue figliuole, teco, per istatuto perpetuo, tutte le offerte elevate delle cose consacrate, che i figliuoli d’Israele offeriranno al Signore. Questa è una convenzione di sale; perpetua davanti al Signore, per te, e per la tua progenie teco. (I)

Numeri 18:20 Il Signore disse ancora ad Aaronne: Tu non avrai alcuna eredità nella terra loro, e non avrai parte fra loro. Io son la tua parte, e la tua eredità fra’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 18:21 E a’ figliuoli di Levi: Ecco, io dono tutte le decime in Israele, per eredità, per ricompensa del lor servigio che fanno intorno al Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 18:22 E non accostinsi più i figliuoli d’Israele al Tabernacolo della convenenza; acciocchè non portino peccato, e non muoiano. (I)

Numeri 18:23 Ma facciano i Leviti il servigio del Tabernacolo della convenenza; ed essi porteranno la loro iniquità questo è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni; ed essi non possederanno alcuna possessione fra’ figliuoli d’Israele; (I)

Numeri 18:24 conciossiachè io abbia data a’ Leviti in eredità le decime, delle quali i figliuoli d’Israele offeriranno offerta al Signore. Perciò ho detto di loro, che non posseggano alcuna eredità fra’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 18:25 E il Signore parlò, oltre a ciò, a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 18:26 Parla ancora a’ Leviti, e di’ loro: Quando voi avrete ricevute da’ figliuoli d’Israele le decime che io vi dono a prender da loro, per vostra eredità, offeritene ancora voi un’offerta al Signore, le decime delle decime. (I)

Numeri 18:27 E la vostra offerta vi sarà imputata, come grano tolto dall’aia, e mosto del tino. (I)

Numeri 18:28 Così ancora voi offerirete offerta al Signore di tutte le vostre decime che riceverete da’ figliuoli d’Israele; e ne darete l’offerta del Signore al Sacerdote Aaronne. (I)

Numeri 18:29 Offerite, di tutte le cose che vi saranno donate, l’offerta del Signore tutta intera; offerite di tutto il meglio di quelle cose la parte che n’ha da essere consacrata. (I)

Numeri 18:30 Di’ loro ancora: Quando avrete offerto il meglio di quelle cose, egli sarà imputato a’ Leviti, come rendita d’aia, e rendita di tino. (I)

Numeri 18:31 Poi potrete mangiar quelle cose in qualunque luogo, e voi, e le vostre famiglie; perciocchè son vostra mercede, in ricompensa del vostro servigio intorno al Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 18:32 E quando avrete offerto il meglio di quelle cose, voi non porterete peccato per quelle, e non profanerete le cose consacrate dai figliuoli d’Israele, e non morrete. (I)

Numeri 19:1 IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne, dicendo: Questo è uno statuto e legge che il Signore ha data, dicendo: (I)

Numeri 19:2 Di’ a’ figliuoli d’Israele che ti adducano una giovenca rossa intiera, senza difetto, la quale non abbia ancora portato giogo. (I)

Numeri 19:3 E datela al Sacerdote Eleazaro, ed esso la meni fuor del campo, e la faccia scannare in sua presenza. (I)

Numeri 19:4 E prenda il Sacerdote Eleazaro del sangue di essa col suo dito, e spruzzine verso la parte anteriore del Tabernacolo della convenenza sette volte. (I)

Numeri 19:5 Poi brucisi quella giovenca davanti agli occhi di esso; brucisi la sua pelle, la sua carne, il suo sangue, insieme col suo sterco. (I)

Numeri 19:6 Poi prenda il Sacerdote del legno di cedro, dell’isopo, e dello scarlatto; le gitti quelle cose in mezzo del fuoco, nel quale si brucerà la giovenca. (I)

Numeri 19:7 Appresso lavisi il Sacerdote i vestimenti, e le carni, con acqua; e poi rientri nel campo, e sia immondo infino alla sera. (I)

Numeri 19:8 Parimente colui che avrà bruciata la giovenca lavisi i vestimenti, e le carni, con acqua; e sia immondo infino alla sera. (I)

Numeri 19:9 E raccolga un uomo netto la cenere della giovenca, e riponga fuor del campo, in un luogo netto; e sia quella cenere guardata per la raunanza de’ figliuoli d’Israele, per farne l’acqua di purificazione; quell’è un sacrificio per lo peccato. (I)

Numeri 19:10 E lavisi colui che avrà raccolta la cenere della giovenca i vestimenti, e sia immondo infino alla sera. E sia questo uno statuto perpetuo a’ figliuoli d’Israele, e al forestiere che dimorerà fra loro. (I)

Numeri 19:11 Chi avrà tocco il corpo morto di qualunque persona, sia immondo per sette giorni. (I)

Numeri 19:12 Purifichisi al terzo giorno con quell’acqua, e al settimo giorno sarà netto; ma s’egli non sarà purificato al terzo giorno, nè anche sarà netto al settimo. (I)

Numeri 19:13 Chiunque avrà tocco il corpo morto d’una persona che sia morta, e non si sarà purificato; egli ha contaminato il Tabernacolo del Signore; perciò sia quella persona ricisa d’Israele; conciossiachè l’acqua di purificazione non sia stata sparsa sopra lui, egli sarà immondo; la sua immondizia rimarrà da indi innanzi in lui. (I)

Numeri 19:14 Questa è la legge, quando un uomo sarà morto in un padiglione: chiunque entrerà nel padiglione, o vi sarà dentro, sia immondo per sette giorni. (I)

Numeri 19:15 Parimente sia immondo ogni vasello aperto, sopra il quale non vi sarà coperchio ben commesso. (I)

Numeri 19:16 E chiunque per li campi avrà tocco alcuno ucciso con la spada, o un uomo morto da sè, o alcun osso d’uomo, o alcuna sepoltura, sia immondo per sette giorni. (I)

Numeri 19:17 E per l’immondo prendasi della cenere del fuoco di quel sacrificio per lo peccato, e mettavisi su dell’acqua viva in un vaso. (I)

Numeri 19:18 Poi pigli un uomo che sia netto, dell’isopo, e intingalo in quell’acqua, e spruzzine quel padiglione, e tutti que’ vaselli, e tutte le persone che vi saranno dentro; spruzzine parimente colui che avrà tocco l’osso, o l’uomo ucciso, o l’uomo morto da sè, o la sepoltura. (I)

Numeri 19:19 Quell’uomo netto adunque spruzzi l’immondo, al terzo e al settimo giorno; e, avendolo purificato al settimo giorno, lavi colui i suoi vestimenti, e sè stesso, con acqua; e sarà netto la sera. (I)

Numeri 19:20 Ma, se alcuno, essendo immondo, non si purifica, sia quella persona ricisa di mezzo la raunanza; conciossiachè abbia contaminato il Santuario del Signore; l’acqua di purificazione non è stata sparsa sopra lui; egli è immondo. (I)

Numeri 19:21 E questo sia loro uno statuto perpetuo; e colui che avrà spruzzata l’acqua di purificazione lavisi i vestimenti; e chi avrà toccata l’acqua di purificazione sia immondo infino alla sera. (I)

Numeri 19:22 Sia ancora immondo tutto quello che l’immondo avrà tocco; e la persona che avrà tocco lui sia immonda infino alla sera. (I)

Numeri 20:1 ORA, essendo tutta la raunanza dei figliuoli d’Israele giunta al deserto di Sin, nel primo mese, il popolo si fermò in Cades; e quivi morì, e fu seppellita Maria. (I)

Numeri 20:2 Ora, non v’era acqua per la raunanza; laonde si adunarono contro a Mosè e contro ad Aaronne. (I)

Numeri 20:3 E il popolo contese con Mosè e disse: Ah! fossimo pur morti, quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore! (I)

Numeri 20:4 E perchè avete voi menata la raunanza del Signore in questo deserto, acciocchè noi e il nostro bestiame vi muoiamo? (I)

Numeri 20:5 E perchè ci avete tratti fuor di Egitto, per menarci in questo cattivo luogo, che non è luogo di sementa, nè di fichi, nè di vigne, nè di melagrane, e non vi è pure acqua da bere? (I)

Numeri 20:6 Allora Mosè ed Aaronne se ne vennero d’appresso alla raunanza, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, e si gittarono in terra sopra le lor facce; e la gloria del Signore apparve loro. (I)

Numeri 20:7 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 20:8 Piglia la verga; e tu ed Aaronne, tuo fratello, adunate la raunanza, e parlate a quel sasso, in presenza loro; ed esso darà la sua acqua, e tu farai loro uscir dell’acqua del sasso, e darai da bere alla raunanza e al lor bestiame. (I)

Numeri 20:9 Mosè adunque prese la verga d’innanzi al Signore, come egli gli avea comandato. (I)

Numeri 20:10 E Mosè ed Aaronne adunarono la raunanza davanti a quel sasso, e dissero loro: Ascoltate ora, o ribelli; vi faremo noi uscir dell’acqua di questo sasso? (I)

Numeri 20:11 E Mosè, alzata la mano, percosse il sasso con la sua verga due volte, e ne uscì molt’acqua; e la raunanza e il suo bestiame ne bevve. (I)

Numeri 20:12 Poi il Signore disse a Mosè e ad Aaronne: Perciocchè voi non mi avete creduto, per santificarmi in presenza dei figliuoli d’Israele; perciò voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io ho lor donato. (I)

Numeri 20:13 Quest’è l’acqua della contesa, della quale i figliuoli d’Israele contesero col Signore; ed egli fu santificato fra loro. (I)

Numeri 20:14 POI Mosè mandò di Cades ambasciatori al re di Edom, a dirgli: Così dice Israele, tuo fratello: Tu sai tutti i travagli che ci sono avvenuti. (I)

Numeri 20:15 Come i nostri padri scesero in Egitto, e come noi siamo dimorati in Egitto lungo tempo, e come gli Egizj hanno trattato male noi e i nostri padri. (I)

Numeri 20:16 Onde avendo noi gridato al Signore, egli ha uditi i nostri gridi, e ha mandato l’Angelo, e ci ha tratti fuor del paese di Egitto. Or eccoci in Cades, città che è allo stremo de’ tuoi confini. (I)

Numeri 20:17 Deh! lascia che passiamo per lo tuo paese; noi non passeremo per campi, nè per vigne, e non berremo alcun’acqua di pozzo; cammineremo per la strada reale, e non ci rivolgeremo nè a destra nè a sinistra, finchè abbiamo passati i tuoi confini. (I)

Numeri 20:18 Ma l’Idumeo mandò loro a dire: Non passate per lo mio paese, ch’io non esca incontro a voi a mano armata. (I)

Numeri 20:19 E i figliuoli d’Israele gli risposero: Noi cammineremo per la strada pubblica; e, se noi e il nostro bestiame beviamo della tua acqua, noi te ne pagheremo il prezzo; sol una cosa ti chieggiamo, che possiamo passare col nostro seguito. (I)

Numeri 20:20 Ma egli disse: Voi non passerete. E l’Idumeo uscì incontro a loro, con molta gente, e con potente mano. (I)

Numeri 20:21 L’Idumeo adunque ricusò di dare a Israele il passo per li suoi confini; laonde Israele si rivolse dal suo paese. (I)

Numeri 20:22 E TUTTA la raunanza de’ figliuoli d’Israele, partitasi di Cades, pervenne al monte di Hor. (I)

Numeri 20:23 E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne, al monte di Hor, presso a’ confini del paese di Edom, dicendo: (I)

Numeri 20:24 Aaronne sarà raccolto a’ suoi popoli; perciocchè egli non entrerà nel paese che io ho donato a’ figliuoli d’Israele; conciossiachè voi siate stati ribelli al mio comandamento all’acqua della contesa. (I)

Numeri 20:25 Prendi Aaronne ed Eleazaro suo figliuolo; e falli salire in sul monte di Hor. (I)

Numeri 20:26 E spoglia Aaronne dei suoi vestimenti, e vestine Eleazaro, suo figliuolo; ed Aaronne sarà quivi raccolto, e morrà. (I)

Numeri 20:27 E Mosè fece come il Signore gli avea comandato; ed essi salirono in sul monte di Hor, alla vista di tutta la raunanza. (I)

Numeri 20:28 E Mosè spogliò Aaronne dei suoi vestimenti, e li fece vestire a Eleazaro, figliuolo di esso; ed Aaronne morì quivi in su la sommità del monte. Poi Mosè ed Eleazaro scesero giù dal monte. (I)

Numeri 20:29 E avendo tutta la raunanza veduto che Aaronne era trapassato, tutte le famiglie d’Israele lo piansero per trenta giorni. (I)

Numeri 21:1 OR avendo il Cananeo, re di Arad, che abitava verso il Mezzodì, inteso che Israele se ne veniva per lo cammino delle spie, combattè contro a Israele, e ne menò alcuni prigioni. (I)

Numeri 21:2 Allora Israele votò un voto al Signore, e disse: Se pur tu mi dài questo popolo nelle mani, io distruggerò le lor città nella maniera dell’interdetto. (I)

Numeri 21:3 E il Signore esaudì la voce d’Israele, e gli diede nelle mani que’ Cananei; ed egli distrusse loro, e le lor città, nella maniera dell’interdetto; perciò pose nome a quel luogo Horma. (I)

Numeri 21:4 Poi gl’Israeliti si partirono dal monte di Hor, traendo verso il mar rosso, per circuire il paese di Edom; e l’animo venne meno al popolo per lo cammino. (I)

Numeri 21:5 E il popolo parlò contro a Dio, e contro a Mosè, dicendo: Perchè ci avete voi tratti fuor di Egitto, acciocchè muoiamo in questo deserto? conciossiachè non vi sia nè pane alcuno, nè acqua; e l’anima nostra è tutta svogliata di questo pane tanto leggiero. (I)

Numeri 21:6 Allora il Signore mandò contro al popolo de’ serpenti ardenti, i quali mordevano il popolo; onde molta gente d’Israele morì. (I)

Numeri 21:7 E il popolo venne a Mosè, e disse: Noi abbiamo peccato; conciossiachè abbiamo parlato contro al Signore, e contro a te; prega il Signore che rimova d’addosso a noi i serpenti. E Mosè pregò per lo popolo. (I)

Numeri 21:8 E il Signore disse a Mosè: Fatti un serpente ardente, e mettilo sopra un’antenna; e avverrà che chiunque sarà morso, riguardando quello, scamperà. (I)

Numeri 21:9 E Mosè fece un serpente di rame, e lo mise sopra una antenna; e avveniva che, se un serpente avea morso alcuno, ed egli riguardava al serpente di rame, egli scampava. (I)

Numeri 21:10 POI i figliuoli d’Israele si mossero, e si accamparono in Obot. (I)

Numeri 21:11 E, partitisi di Obot, si accamparono a’ Poggi di Abarim, nel deserto ch’è dirimpetto al paese di Moab, dal sol levante. (I)

Numeri 21:12 Poi si mossero di là, e si accamparono nella valle di Zered. (I)

Numeri 21:13 Poi si partirono di là, e si accamparono lungo il fiume di Arnon, che è nel deserto; il quale si sporge innanzi dai confini degli Amorrei; perciocchè Arnon è il confine di Moab, fra Moab e gli Amorrei. (I)

Numeri 21:14 Perciò è detto nel Libro delle battaglie del Signore, Vaheb in Suf, e i fiumi di Arnon, (I)

Numeri 21:15 e il letto del fiume, che si volge là dove siede Ar, e tocca i confini di Moab. (I)

Numeri 21:16 E di là giunsero in Beer Quest’è il pozzo del quale il Signore disse a Mosè: Aduna il popolo, e io darò loro dell’acqua. (I)

Numeri 21:17 Allora Israele cantò questo cantico: Sali, o pozzo; cantategli: (I)

Numeri 21:18 Pozzo, che i principali hanno cavato; Che i nobili d’infra il popolo hanno tagliato nel sasso, Col Legislatore, avendo in mano i lor bastoni. Poi, dal deserto giunsero in Mattana. (I)

Numeri 21:19 E da Mattana in Nahaliel, e da Nahaliel in Bamot. (I)

Numeri 21:20 E da Bamot nella valle che è nel territorio di Moab, in capo di Pisga, e riguarda verso il deserto. (I)

Numeri 21:21 Allora Israele mandò ambasciatori a Sihon, re degli Amorrei, a dirgli: (I)

Numeri 21:22 Lascia ch’io passi per lo tuo paese; noi non ci rivolgeremo nè in campi, nè in vigne, e non berremo alcun’acqua di pozzo; noi cammineremo per la strada reale, finchè siamo passati i tuoi confini. (I)

Numeri 21:23 Ma Sihon non concedette a Israele di passar per li suoi confini; anzi adunò tutta la sua gente, e uscì fuori incontro a Israele, nel deserto; e venne in Iaas, e combattè con Israele. (I)

Numeri 21:24 E Israele lo sconfisse, e lo mise a fil di spada, e conquistò il suo paese, ch’era da Arnon fino a Iabboc, fino al paese de’ figliuoli di Ammon; perciocchè la frontiera de’ figliuoli di Ammon era forte. (I)

Numeri 21:25 E Israele prese tutte le città ch’erano in quel paese, e abitò in tutte le città degli Amorrei, cioè in Hesbon, e in tutte le terre del suo territorio. (I)

Numeri 21:26 Perciocchè Hesbon era la città di Sihon, re degli Amorrei, il quale era stato il primo che avea guerreggiato contro al re di Moab, e gli avea tolto tutto il suo paese, fino all’Arnon. (I)

Numeri 21:27 Perciò dicono i poeti: Venite in Hesbon; Sia riedificata e ristorata la città di Sihon. (I)

Numeri 21:28 Perciocchè un fuoco uscì già di Hesbon, E una fiamma della città di Sihon, E consumò Ar di Moab, Gli abitanti di Bamot-Arnon. (I)

Numeri 21:29 Guai a te, Moab! O popolo di Chemos, tu sei perito; Esso ha dati i suoi figliuoli ch’erano scampati, E le sue figliuole, in cattività A Sihon, re degli Amorrei. (I)

Numeri 21:30 Ma noi li abbiamo sconfitti. Hesbon è perito fino a Dibon; E noi li abbiamo distrutti fino a Nofa, Che arriva fino a Medeba. (I)

Numeri 21:31 E Israele abitò nel paese degli Amorrei. (I)

Numeri 21:32 Poi Mosè mandò a spiare Iazer: e gli Israeliti presero le terre del suo territorio; e ne cacciarono gli Amorrei che vi erano. (I)

Numeri 21:33 Poi, voltatisi, salirono per lo cammino di Basan; e Og, re di Basan, uscì incontro a loro, con tutta la sua gente, in battaglia, in Edrei. (I)

Numeri 21:34 E il Signore disse a Mosè: Non temerlo; perciocchè io ti ho dato nelle mani lui, e tutta la sua gente, e il suo paese; e fagli come tu hai fatto a Sihon, re degli Amorrei, che abitava in Hesbon. (I)

Numeri 21:35 Gl’Israeliti adunque percossero lui, e i suoi figliuoli, e tutto il suo popolo; talchè non ne lasciarono alcuno in vita; e conquistarono il suo paese. (I)

Numeri 22:1 POI i figliuoli d’Israele si mossero, e si accamparono nelle campagne di Moab, di là dal Giordano di Gerico. (I)

Numeri 22:2 Or avendo Balac, figliuolo di Sippor, veduto tutto ciò che Israele avea fatto agli Amorrei; (I)

Numeri 22:3 i Moabiti ebbero grande spavento del popolo; perciocchè era in gran numero; talchè i Moabiti erano in angoscia per tema dei figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 22:4 Perciò i Moabiti dissero agli Anziani di Madian: Questa gente roderà ora tutto ciò ch’è d’intorno a noi, come il bue rode l’erba verde della campagna. Or Balac, figliuolo di Sippor, era re di Moab, in quel tempo. (I)

Numeri 22:5 Ed egli mandò ambasciatori a Balaam, figliuolo di Beor, in Petor, città posta in sul Fiume, ch’era la patria d’esso, per chiamarlo, dicendo: Ecco, un popolo è uscito di Egitto; ecco, egli copre la faccia della terra, ed è stanziato dirimpetto a me; (I)

Numeri 22:6 ora dunque vieni, ti prego, e maledicimi questo popolo; perciocchè egli è troppo potente per me; forse potrò fare in maniera che noi lo sconfiggeremo, e che io lo scaccerò dal paese; perciocchè io so che chi tu benedici è benedetto, e maledetto chi tu maledici. (I)

Numeri 22:7 E gli Anziani di Moab, e gli Anziani di Madian, andarono, avendo in mano gl’indovinamenti. E, giunti a Balaam, gli rapportarono le parole di Balac. (I)

Numeri 22:8 Ed egli disse loro: State qui questa notte; e poi io vi renderò risposta, secondo che il Signore avrà parlato. E i principali di Moab dimorarono con Balaam. (I)

Numeri 22:9 E Iddio venne a Balaam, e gli disse: Chi son cotesti uomini che sono appresso di te? (I)

Numeri 22:10 E Balaam disse a Dio: Balac, figliuolo di Sippor, re di Moab, ha mandato a dirmi: (I)

Numeri 22:11 Ecco un popolo, ch’è uscito di Egitto, e ha coperta la faccia della terra; or vieni, e maledicimelo; forse potrò combattere con lui, e lo scaccerò. (I)

Numeri 22:12 E Iddio disse a Balaam: Non andar con loro; non maledire quel popolo; conciossiachè egli sia benedetto. (I)

Numeri 22:13 E la mattina seguente, Balaam si levò, e disse a que’ principi di Balac: Andatevene al vostro paese; perciocchè il Signore ha rifiutato di concedermi ch’io vada con voi. (I)

Numeri 22:14 E i principi di Moab si levarono, e vennero a Balac, e gli dissero: Balaam ha ricusato di venir con noi. (I)

Numeri 22:15 E Balac vi mandò di nuovo altri principi, in maggior numero, e più onorati che que’ primi. (I)

Numeri 22:16 Ed essi vennero a Balaam, e gli dissero: Così dice Balac, figliuolo di Sippor: Deh! non ritenerti di venire a me; (I)

Numeri 22:17 perciocchè io del tutto ti farò grande onore, e farò tutto quello che tu mi dirai; deh! vieni pure, e maledicimi questo popolo. (I)

Numeri 22:18 E Balaam rispose, e disse a’ servitori di Balac: Avvegnachè Balac mi desse la sua casa piena d’argento e d’oro, io non potrei trapassare il comandamento del Signore Iddio mio, per far cosa alcuna piccola o grande. (I)

Numeri 22:19 Tuttavia statevene, vi prego, qui ancora voi questa notte, e io saprò ciò che il Signore seguiterà a dirmi. (I)

Numeri 22:20 E Iddio venne di notte a Balaam, e gli disse: Cotesti uomini sono eglino venuti per chiamarti? levati, vai con loro; tuttavolta, fa’ quello che io ti dirò. (I)

Numeri 22:21 Balaam adunque si levò la mattina, e sellò la sua asina, e andò co’ principi di Moab. (I)

Numeri 22:22 E l’ira di Dio si accese, perciocchè egli andava; e l’Angelo del Signore si presentò in su la strada, per contrariarlo. Or egli cavalcava la sua asina, e avea seco due suoi fanti. (I)

Numeri 22:23 E l’asina vide l’Angelo del Signore che stava in su la strada, con la sua spada nuda in mano; e l’asina si rivolse dalla strada, e andava per li campi. E Balaam percosse l’asina, per farla ritornar nella strada. (I)

Numeri 22:24 E l’Angelo del Signore si fermò in un sentier di vigne, dove era una chiusura di muro secco di qua e di là. (I)

Numeri 22:25 E l’asina, vedendo l’Angelo del Signore, si strinse contro al muro, e stringeva il piè di Balaam al muro; laonde egli da capo la percosse. (I)

Numeri 22:26 E l’Angelo del Signore passò di nuovo oltre, e si fermò in un luogo stretto, ove non v’era spazio da volgersi nè a destra nè a sinistra. (I)

Numeri 22:27 E l’asina, avendo veduto l’Angelo del Signore, si coricò sotto Balaam; laonde l’ira di Balaam si accese, e percosse l’asina col bastone. (I)

Numeri 22:28 Allora il Signore aperse la bocca all’asina; ed ella disse a Balaam: Che t’ho io fatto, che tu mi hai percossa già tre volte? (I)

Numeri 22:29 E Balaam disse all’asina: Io t’ho percossa, perchè tu m’hai beffato; avessi pure in mano una spada, che ora ti ucciderei. (I)

Numeri 22:30 E l’asina disse a Balaam: Non sono io la tua asina, che sempre hai cavalcata per addietro, fino a questo giorno? sono io mai stata usata di farti così? Ed egli disse: No. (I)

Numeri 22:31 Allora il Signore aperse gli occhi a Balaam; ed egli vide l’Angelo del Signore, che stava in su la strada, avendo in mano la sua spada nuda. E Balaam si chinò, e si prostese in terra sopra la sua faccia. (I)

Numeri 22:32 E l’Angelo del Signore gli disse: Perchè hai percossa la tua asina già tre volte? Ecco, io sono uscito fuori per contrastarti; perciocchè questo viaggio non è dirittamente ordinato nel mio cospetto. (I)

Numeri 22:33 Ma l’asina mi ha veduto; e, veggendomi, si è rivolta già tre volte; forse si è ella rivolta per tema di me; perciocchè già avrei ucciso te, e lei avrei lasciata vivere. (I)

Numeri 22:34 E Balaam disse all’Angelo del Signore: Io ho peccato; perciocchè io non sapeva che tu mi stessi contra in questo viaggio; ma ora, se esso ti dispiace, io me ne ritornerò. (I)

Numeri 22:35 E l’Angelo del Signore disse a Balaam: Va’ pure con cotesti uomini; ma di’ sol ciò ch’io ti dirò. E Balaam andò co’ principi di Balac. (I)

Numeri 22:36 E Balac, udito che Balaam veniva, andò ad incontrarlo in una città di Moab, che è in sul confine di Arnon, il quale è all’estremità della frontiera del paese. (I)

Numeri 22:37 E Balac disse a Balaam: Non ti avea io mandato instantemente a chiamare? perchè non venivi tu a me? non potrei io pur farti onore? (I)

Numeri 22:38 E Balaam rispose a Balac: Ecco, io son venuto a te; ora potrei io in alcuna maniera dir cosa alcuna? Ciò che il Signore mi avrà messo in bocca, quello dirò. (I)

Numeri 22:39 E Balaam andò con Balac, e vennero in Chiriat-husot. (I)

Numeri 22:40 E Balac sacrificò buoi, e pecore, e ne mandò a Balaam, e a’ principi ch’erano con lui. (I)

Numeri 22:41 E la mattina seguente, Balac prese Balaam, e lo menò sopra gli alti luoghi di Baal; e di là gli mostrò una estremità del popolo. (I)

Numeri 23:1 E Balaam disse a Balac: Edificami qui sette altari, e apparecchiami qui sette giovenchi, e sette montoni. (I)

Numeri 23:2 E Balac fece come Balaam avea detto; e Balac e Balaam offersero un giovenco e un montone, sopra ciascuno altare. (I)

Numeri 23:3 E Balaam disse a Balac: Fermati presso al tuo olocausto, e io andrò; forse mi si farà il Signore incontro, e ciò ch’egli mi avrà fatto vedere, io tel rapporterò. Ed egli se ne andò sopra un’alta cima di un monte. (I)

Numeri 23:4 E Iddio si fece incontro a Balaam; e Balaam gli disse: Io ho ordinati sette altari, e ho offerto un giovenco e un montone, sopra ciascuno altare. (I)

Numeri 23:5 Allora il Signore mise la parola in bocca a Balaam, e gli disse: Ritorna a Balac, e parla così. (I)

Numeri 23:6 Egli adunque ritornò a Balac; ed ecco, egli si stava presso al suo olocausto, insieme con tutti i principi di Moab. (I)

Numeri 23:7 Allora egli prese a proferire la sua sentenza, e disse: Balac, re di Moab, mi ha fatto condurre di Siria, Dalle montagne d’Oriente, Dicendo: Vieni, maledicimi Giacobbe; Vieni pure, scongiura Israele. (I)

Numeri 23:8 Come lo maledirò io? Iddio non l’ha maledetto; Come lo scongiurerò io? il Signore non l’ha scongiurato. (I)

Numeri 23:9 Quando io lo riguardo dalla sommità delle rupi, E lo miro d’in su i colli, Ecco un popolo che abiterà da parte, E non si acconterà fra l’altre nazioni. (I)

Numeri 23:10 Chi annovererà Giacobbe, che è come la polvere? E chi farà il conto pur della quarta parte d’Israele? Muoia la mia persona della morte degli uomini diritti, E sia il mio fine simile al suo. (I)

Numeri 23:11 Allora Balac disse a Balaam: Che mi hai tu fatto? io ti avea fatto venir per maledire i miei nemici; ed ecco, tu li hai pur benedetti. (I)

Numeri 23:12 Ed egli rispose, e disse: Non prenderei io guardia di dir ciò che il Signore mi ha messo in bocca? (I)

Numeri 23:13 E Balac gli disse: Deh! vieni meco in un altro luogo, onde tu lo vedrai; tu ne puoi di qui veder solamente una estremità, tu non lo puoi veder tutto; e maledicimelo di là. (I)

Numeri 23:14 E lo condusse al campo di Sofim, nella cima di Pisga; ed edificò sette altari, e offerse un giovenco e un montone, sopra ciascuno altare. (I)

Numeri 23:15 E Balaam disse a Balac: Fermati qui presso al tuo olocausto, e io me ne andrò colà allo scontro. (I)

Numeri 23:16 E il Signore si fece incontro a Balaam, e gli mise la parola in bocca; e gli disse: Ritorna a Balac, e parla così. (I)

Numeri 23:17 Ed egli se ne venne a Balac; ed egli se ne stava presso al suo olocausto, e con lui erano i principi di Moab. E Balac gli disse: Che ha detto il Signore? (I)

Numeri 23:18 Ed egli prese a proferir la sua sentenza, e disse: Levati, Balac, e ascolta! Porgimi gli orecchi, figliuolo di Sippor. (I)

Numeri 23:19 Iddio non è un uomo, ch’egli menta; Nè un figliuol d’uomo, ch’egli si penta. Avrà egli detta una cosa, e non la farà? Avrà egli parlato, e non atterrà la sua parola? (I)

Numeri 23:20 Ecco, io ho ricevuta commissione di benedire; E poi ch’egli ha benedetto, io non posso impedir la sua benedizione. (I)

Numeri 23:21 Egli non iscorge iniquità in Giacobbe, E non vede perversità in Israele. Il Signore Iddio suo è con lui, E fra esso v’è un grido di trionfo reale. (I)

Numeri 23:22 Iddio, che li ha tratti fuori di Egitto, È loro a guisa di forze di liocorno. (I)

Numeri 23:23 Perciocchè non v’è incantamento in Giacobbe, Nè indovinamento in Israele; Infra un anno, intorno a questo tempo, e’ si dirà di Giacobbe e d’Israele: Quali cose ha fatte Iddio! (I)

Numeri 23:24 Ecco un popolo che si leverà come un gran leone, E si ergerà come un leone; Egli non si coricherà, finchè non abbia divorata la preda, E bevuto il sangue degli uccisi. (I)

Numeri 23:25 Allora Balac disse a Balaam: Non maledirlo, ma pure anche non benedirlo. (I)

Numeri 23:26 E Balaam rispose, e disse a Balac: Non ti diss’io, ch’io farei tutto ciò che il Signore direbbe? (I)

Numeri 23:27 E Balac disse a Balaam: Deh! vieni, io ti menerò in un altro luogo; forse piacerà a Dio che di là tu mel maledica. (I)

Numeri 23:28 Balac adunque menò Balaam in cima di Peor, che riguarda verso il deserto. (I)

Numeri 23:29 E Balaam disse a Balac: Edificami qui sette altari, e apparecchiami qui sette giovenchi, e sette montoni. (I)

Numeri 23:30 E Balac fece come Balaam avea detto; e offerse un giovenco e un montone, sopra ciascuno altare. (I)

Numeri 24:1 Or Balaam, veggendo che piaceva al Signore di benedire Israele, non andò più, come l’altre volte, a incontrare augurii; e dirizzò la faccia verso il deserto. (I)

Numeri 24:2 E, alzati gli occhi, vide Israele, stanziato a tribù a tribù. Allora lo Spirito di Dio fu sopra lui. (I)

Numeri 24:3 Ed egli prese a proferir la sua sentenza, e disse: Così dice Balaam, figliuolo di Beor, Così dice l’uomo che ha l’occhio aperto: (I)

Numeri 24:4 Così dice colui che ode le parole di Dio, Che vede la visione dell’Onnipotente, che cade a terra, E a cui gli occhi sono aperti. (I)

Numeri 24:5 Quanto son belli i tuoi padiglioni, o Giacobbe! E i tuoi tabernacoli, o Israele! (I)

Numeri 24:6 Essi son distesi a guisa di valli; Sono come orti presso a un fiume, Come santali che il Signore ha piantati, Come cedri presso all’acque. (I)

Numeri 24:7 Egli verserà dell’acqua delle sue secchie, E il suo seme sarà fra acque copiose, E il suo re sarà innalzato sopra Agag, E il suo regno sarà esaltato. (I)

Numeri 24:8 Iddio, che l’ha tratto fuor di Egitto, Gli sarà a guisa di forze di liocorno; Egli consumerà le genti che gli saranno nemiche, E triterà loro le ossa, e le trafiggerà con le sue saette. (I)

Numeri 24:9 Quando egli si sarà chinato, e si sarà posto a giacere come un leone, E come un gran leone, chi lo desterà? Coloro che ti benedicono saranno benedetti, E coloro che ti maledicono saranno maledetti. (I)

Numeri 24:10 Allora l’ira di Balac si accese contro a Balaam; e, battendosi a palme, gli disse: Io t’ho chiamato per maledire i miei nemici; ed ecco, tu li hai pur benedetti già tre volte. (I)

Numeri 24:11 Ora dunque, fuggitene al tuo luogo; io avea detto che ti farei grande onore; ma ecco, il Signore ti ha divietato d’essere onorato. (I)

Numeri 24:12 E Balaam rispose a Balac: E io non aveva io detto a’ tuoi ambasciatori che tu mi mandasti: (I)

Numeri 24:13 Avvegnachè Balac mi desse piena la sua casa d’argento, e d’oro, io non potrei trapassare il comandamento del Signore, per far cosa alcuna, buona o malvagia, di mio senno; ciò che il Signore mi avrà detto, quello dirò? (I)

Numeri 24:14 Ora dunque, io me ne vo al mio popolo; vieni, io ti consiglierò; e ti dirò ciò che questo popolo farà al tuo popolo negli ultimi tempi. (I)

Numeri 24:15 Allora egli prese a proferir la sua sentenza, e disse: Così dice Balaam, figliuolo di Beor; Così dice l’uomo che ha l’occhio aperto: (I)

Numeri 24:16 Così dice colui che ode le parole di Dio; E che intende la scienza dell’Altissimo; Che vede la visione dell’Onnipotente, Che cade a terra, e a cui gli occhi sono aperti: (I)

Numeri 24:17 Io lo veggo, ma non al presente; Io lo scorgo, ma non di presso. Una stella procederà da Giacobbe, E uno scettro surgerà d’Israele, Il quale trafiggerà i principi di Moab, E distruggerà tutti i figliuoli del fondamento. (I)

Numeri 24:18 Ed Edom sarà il conquisto, Seir sarà il conquisto de’ suoi nemici; E Israele farà prodezze. (I)

Numeri 24:19 E uno disceso di Giacobbe, signoreggerà E distruggerà chi sarà scampato della città. (I)

Numeri 24:20 Poi Balaam riguardò Amalec, e prese a proferir la sua sentenza, e disse: Amalec è una primizia di Gentili, E il suo rimanente sarà ridotto a perdizione. (I)

Numeri 24:21 Poi riguardò il Cheneo, e prese a proferir la sua sentenza, e disse: La tua stanza è forte, E tu hai posto il tuo nido nella rupe. (I)

Numeri 24:22 Ma pur Cain sarà disertato, Infino a tanto che Assur ti meni in cattività. (I)

Numeri 24:23 Poi prese di nuovo a proferir la sua sentenza, e disse: Guai a chi viverà dopo che Iddio avrà innalzato colui! (I)

Numeri 24:24 Poi appresso verranno navi dalla costa di Chittim, E affliggeranno Assur, e oppresseranno Eber; Ed essi ancora saranno ridotti a perdizione. (I)

Numeri 24:25 Poi Balaam si levò, e se ne andò, e ritornò al suo luogo; e Balac altresì andò a suo cammino. (I)

Numeri 25:1 OR Israele, stanziato in Sittim, cominciò a fornicar con le figliuole di Moab. (I)

Numeri 25:2 Ed esse invitarono il popolo a’ sacrificii de’ loro iddii, e il popolo ne mangiò, e adorò gl’iddii d’esse. (I)

Numeri 25:3 E Israele si congiunse con Baal-peor; laonde l’ira del Signore si accese contro a Israele. (I)

Numeri 25:4 E il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i Capi del popolo, e appiccali al Signore, davanti al sole; e l’ira accesa del Signore si rivolgerà d’Israele. (I)

Numeri 25:5 Mosè disse ancora a’ Giudici d’Israele: Uccida ciascun di voi quelli de’ suoi, che si son congiunti con Baal-peor. (I)

Numeri 25:6 Or in quel mezzo tempo un uomo d’Israele venne, e menò a’ suoi fratelli una donna Madianita, davanti agli occhi di Mosè, e davanti agli occhi di tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, i quali piangevano all’entrata del Tabernacolo della convenenza. (I)

Numeri 25:7 E Finees, figliuolo d’Eleazaro, figliuolo del Sacerdote Aaronne, avendo ciò veduto, si levò d’infra la raunanza, e prese in mano una lancia. (I)

Numeri 25:8 Ed entrò dietro a quell’uomo Israelita, dentro al lupanare, e li trafisse amendue, l’uomo Israelita, e la donna, per lo ventre d’essa. E la piaga fu arrestata d’in su i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 25:9 E i morti di quella piaga furono ventiquattromila. (I)

Numeri 25:10 E il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 25:11 Finees, figliuolo d’Eleazaro, figliuolo del Sacerdote Aaronne, ha acquetata l’ira mia d’in su i figliuoli d’Israele; perchè è stato mosso del mio zelo nel mezzo di loro; laonde io non ho consumati i figliuoli d’Israele nella mia gelosia. (I)

Numeri 25:12 Perciò digli ch’io gli do il mio patto di pace. (I)

Numeri 25:13 E il patto del Sacerdozio perpetuo sarà suo, e della sua progenie dopo lui; perciocchè egli è stato mosso di zelo per l’Iddio suo, e ha fatto purgamento per li figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 25:14 Or il nome dell’uomo Israelita ucciso, il quale era stato ucciso con la donna Madianita, era Zimri, figliuolo di Salu, Capo d’una famiglia paterna de’ Simeoniti. (I)

Numeri 25:15 E il nome della donna Madianita uccisa era Cozbi, figliuola di Sur, Capo di nazioni, e di famiglia paterna in Madian. (I)

Numeri 25:16 Poi il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 25:17 Fate guerra a’ Madianiti, e percoteteli; (I)

Numeri 25:18 conciossiachè essi abbiano fatta guerra a voi, co’ loro inganni, che v’hanno fatti nel fatto di Peor, e nel fatto di Cozbi, figliuola d’un de’ Capi di Madian, lor sorella, ch’è stata uccisa al giorno della piaga avvenuta per cagione di Peor. (I)

Numeri 26:1 ORA, dopo quella piaga, il Signore disse a Mosè e ad Eleazaro, figliuolo d’Aaronne, Sacerdote: (I)

Numeri 26:2 Levate la somma di tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele, annoverando dall’età di vent’anni in su, per le nazioni loro paterne, tutti quelli che possono andare alla guerra in Israele. (I)

Numeri 26:3 Mosè adunque, e il Sacerdote Eleazaro, parlarono loro nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico, dicendo: (I)

Numeri 26:4 Annoverate il popolo, dall’età di vent’anni in su; come il Signore avea comandato a Mosè, e ai figliuoli d’Israele, ch’erano usciti del paese di Egitto. (I)

Numeri 26:5 Il primogenito d’Israele fu Ruben. I figliuoli di Ruben furono, di Hanoc, la nazione degli Hanochiti; di Pallu, la nazione de’ Palluiti; (I)

Numeri 26:6 di Hesron, la nazione degli Hesroniti; di Carmi, la nazione dei Carmiti. (I)

Numeri 26:7 Queste sono le nazioni de’ Rubeniti, e gli annoverati fra loro furono quarantatremila settecentrenta. (I)

Numeri 26:8 Di Pallu fu figliuolo Eliab. (I)

Numeri 26:9 E i figliuoli di Eliab furono Nemuel, Datan e Abiram. Questo è quel Datan e quell’Abiram, d’infra quelli che si chiamavano alla raunata del popolo, i quali si sollevarono contro a Mosè e contro ad Aaronne, quando Core fece la sua massa, ed essi si sollevarono contro al Signore. (I)

Numeri 26:10 E la terra aperse la sua bocca, e li tranghiottì; insieme con Core, che morì quando morì quella raunata, quando il fuoco consumò i dugencinquanta uomini, i quali furono per segno. (I)

Numeri 26:11 Or i figliuoli di Core non morirono. (I)

Numeri 26:12 I figliuoli di Simeone, distinti per le lor nazioni, furono, di Nemuel, la nazione de’ Nemueliti; di Giamin, la nazione de’ Giaminiti; di Giachin, la nazione de’ Giachiniti; (I)

Numeri 26:13 di Zera, la nazione de’ Zeraiti; e di Saul, la nazione de’ Sauliti. (I)

Numeri 26:14 Queste sono le nazioni de’ Simeoniti, de’ quali gli annoverati furono ventiduemila dugento. (I)

Numeri 26:15 I figliuoli di Gad, distinti per le lor nazioni, furono, di Sefon, la nazione dei Sefoniti; d’Hagghi, la nazione degli Hagghiti; di Suni, la nazione de’ Suniti; (I)

Numeri 26:16 d’Ozni, la nazione degli Ozniti; di Eri, la nazione degli Eriti; di Arod, la nazione degli Aroditi; (I)

Numeri 26:17 e di Areel, la nazione degli Areeliti. (I)

Numeri 26:18 Queste sono le nazioni de’ figliuoli di Gad, secondo i loro annoverati, che furono quarantamila cinquecento. (I)

Numeri 26:19 I figliuoli di Giuda furono Er e Onan. Ora Er e Onan morirono nel paese di Canaan. (I)

Numeri 26:20 E i figliuoli di Giuda, distinti per le lor nazioni, furono, di Sela, la nazione de’ Selaniti; di Fares, la nazione de’ Farsiti; di Zara, la nazione degli Zariti. (I)

Numeri 26:21 E i figliuoli di Fares furono, di Hesron, la nazione degli Hesroniti; e di Hamul, la nazione degli Hamuliti. (I)

Numeri 26:22 Queste sono le nazioni di Giuda, secondo i loro annoverati, che furono settantaseimila cinquecento. (I)

Numeri 26:23 I figliuoli d’Issacar, distinti per le lor nazioni, furono, di Tola, la nazione dei Tolaiti; di Puva, la nazione de’ Puviti; (I)

Numeri 26:24 di Giasub, la nazione de’ Giasubiti; e di Simron, la nazione de’ Simroniti. (I)

Numeri 26:25 Queste sono le nazioni d’Issacar, secondo i loro annoverati, che furono sessantaquattromila trecento. (I)

Numeri 26:26 I figliuoli di Zabulon, distinti per le lor nazioni, furono, di Sered, la nazione de’ Sarditi; di Elon, la nazione degli Eloniti; e di Gialeel, la nazione de’ Gialeeliti. (I)

Numeri 26:27 Queste sono le nazioni degli Zabuloniti, secondo i loro annoverati, che furono sessantamila cinquecento. (I)

Numeri 26:28 I figliuoli di Giuseppe, distinti per le lor nazioni, furono Manasse ed Efraim. (I)

Numeri 26:29 I figliuoli di Manasse furono, di Machir, la nazione de’ Machariti. E Machir generò Galaad, e di Galaad discese la nazione de’ Galaaditi. (I)

Numeri 26:30 Questi sono i figliuoli di Galaad: di Iezer, la nazione degl’Iezeriti; di Helec, la nazione degli Helchiti; (I)

Numeri 26:31 di Asriel, la nazione degli Asrieliti; di Sechem, la nazione de’ Sechemiti; (I)

Numeri 26:32 di Semida, la nazione de’ Semidaiti; e di Hefer, la nazione degli Heferiti. (I)

Numeri 26:33 Or Selofad, figliuolo di Hefer, non ebbe figliuoli maschi, ma sol figliuole, i cui nomi erano Mala, Noa, Hogla, Milca, e Tirsa. (I)

Numeri 26:34 Queste sono le nazioni di Manasse, delle quali gli annoverati furono cinquantaduemila settecento. (I)

Numeri 26:35 Questi sono i figliuoli di Efraim, distinti per le lor nazioni: di Sutela, la nazione de’ Sutelaiti; di Becher, la nazione de’ Bacriti; di Tahan, la nazione de’ Tahaniti. (I)

Numeri 26:36 E questi sono i figliuoli di Sutela: di Eran, la nazione degli Eraniti. (I)

Numeri 26:37 Queste sono le nazioni de’ figliuoli d’Efraim, secondo i loro annoverati, che furono trentaduemila cinquecento. Questi sono i figliuoli di Giuseppe, distinti per le lor nazioni. (I)

Numeri 26:38 I figliuoli di Beniamino, distinti per le lor nazioni, furono, di Bela, la nazione de’ Belaiti; di Asbel, la nazione degli Asbeliti; di Ahiram, la nazione degli Ahiramiti; (I)

Numeri 26:39 di Sefusam, la nazione dei Sefusamiti; e di Huppam, la nazione degli Huppamiti. (I)

Numeri 26:40 E i figliuoli di Bela furono Ard e Naaman; di Ard discese la nazione degli Arditi; di Naaman, la nazione de’ Naamiti. (I)

Numeri 26:41 Questi sono i figliuoli di Beniamino, distinti per le lor nazioni, de’ quali gli annoverati furono quarantacinquemila seicento. (I)

Numeri 26:42 Questi sono i figliuoli di Dan, distinti per le lor famiglie: di Suham, discese la nazione de’ Suhamiti. Questa è la nazione de’ Daniti, distinta per le lor famiglie. (I)

Numeri 26:43 Tutte le famiglie de’ Suhamiti, secondo i loro annoverati, furono sessantaquattromila quattrocento. (I)

Numeri 26:44 I figliuoli di Aser, distinti per le lor nazioni, furono, d’Imna, la nazione degli Imnaiti; d’Isui, la nazione degl’Isuiti; e di Beria, la nazione de’ Beriiti. (I)

Numeri 26:45 E de’ figliuoli di Beria, di Heber, la nazione degli Hebriti; di Malchiel, la nazione de’ Malchieliti. (I)

Numeri 26:46 E il nome della figliuola di Aser fu Sera. (I)

Numeri 26:47 Queste sono le nazioni de’ figliuoli di Aser, secondo i loro annoverati, che furono cinquantatremila quattrocento. (I)

Numeri 26:48 I figliuoli di Neftali, distinti per le lor nazioni, furono, di Giaseel, la nazione de’ Giaseeliti; di Guni, la nazione de’ Guniti; (I)

Numeri 26:49 di Geser, la nazione de’ Geseriti; e di Sillem, la nazione de’ Sillemiti. (I)

Numeri 26:50 Queste sono le nazioni di Neftali, distinte per le lor famiglie; e gli annoverati d’infra loro furono quarantacinquemila quattrocento. (I)

Numeri 26:51 Questi sono gli annoverati de’ figliuoli d’Israele, in numero di seicentunmila settecentrenta. (I)

Numeri 26:52 E il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 26:53 Sia il paese spartito tra costoro per eredità, secondo il numero delle persone. (I)

Numeri 26:54 Da’ maggiore eredità a chi è in maggior numero, e minore a chi è in minor numero; diasi a ciascuno eredità a ragione de’ suoi annoverati. (I)

Numeri 26:55 Ma pure spartiscasi il paese a sorte; e abbiano eredità secondo i nomi delle loro tribù paterne. (I)

Numeri 26:56 Spartiscasi l’eredità di ciascuna tribù, grande o piccola, a sorte. (I)

Numeri 26:57 E questi sono gli annoverati d’infra i Leviti, distinti per le lor nazioni: di Gherson discese la nazione de’ Ghersoniti; di Chehat, la nazione de’ Chehatiti; di Merari, la nazione de’ Merariti. (I)

Numeri 26:58 Queste sono le nazioni de’ Leviti: la nazione de’ Libniti, la nazione degli Hebroniti, la nazione de’ Mahaliti, la nazione dei Musiti, e la nazione de’ Coriti. Or Chehat generò Amram. (I)

Numeri 26:59 E il nome della moglie di Amram fu Iochebed, che fu figliuola di Levi, la qual gli nacque in Egitto; ed essa partorì ad Amram Aaronne, Mosè, e Maria, lor sorella. (I)

Numeri 26:60 E ad Aaronne nacquero Nadab, e Abihu, ed Eleazaro, e Itamar. (I)

Numeri 26:61 Or Nadab e Abihu morirono quando presentarono fuoco strano davanti al Signore. (I)

Numeri 26:62 E gli annoverati d’infra i Leviti furono ventitremila, tutti maschi, dall’età d’un mese in su; conciossiachè non fossero annoverati fra’ figliuoli d’Israele; perciocchè non era lor data eredità fra’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 26:63 Questi sono quelli che furono annoverati da Mosè, e dal Sacerdote Eleazaro, i quali annoverarono i figliuoli d’Israele nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico. (I)

Numeri 26:64 E fra costoro non vi fu alcuno di quelli ch’erano stati annoverati da Mosè, e dal Sacerdote Aaronne, i quali annoverarono i figliuoli d’Israele nel deserto di Sinai. (I)

Numeri 26:65 Conciossiachè il Signore avesse detto di quelli: Del tutto morranno nel deserto. Onde non ne rimase alcuno, salvo Caleb, figliuolo di Gefunne; e Giosuè, figliuolo di Nun. (I)

Numeri 27:1 OR le figliuole di Selofad, figliuolo di Hefer, figliuolo di Galaad, figliuolo di Machir, figliuolo di Manasse, si accostarono alle nazioni di Manasse, figliuolo di Giuseppe; e i nomi loro erano Mala, Noa, Hogla, Milca, e Tirsa. (I)

Numeri 27:2 E si presentarono davanti a Mosè, e davanti al Sacerdote Eleazaro, e davanti a’ Capi, e davanti a tutta la raunanza, all’entrata del Tabernacolo della convenenza, dicendo: (I)

Numeri 27:3 Nostro padre è morto nel deserto; egli però non fu fra la raunata di coloro che s’adunarono contro al Signore alla raunata di Core; anzi è morto per suo peccato, e non ha lasciati figliuoli maschi. (I)

Numeri 27:4 Perchè verrebbe meno il nome di nostro padre di mezzo della sua nazione, per non avere egli alcun figliuolo maschio? Dacci possessione tra i fratelli di nostro padre. (I)

Numeri 27:5 E Mosè rapportò la causa loro davanti al Signore. (I)

Numeri 27:6 E il Signore rispose a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 27:7 Le figliuole di Selofad parlano dirittamente; del tutto da’ loro possession d’eredità tra i fratelli del padre loro; e trasporta in loro la possessione del padre loro. (I)

Numeri 27:8 E parla a’ figliuoli d’Israele, dicendo: Quando alcuno sarà morto senza figliuol maschio, trasportate l’eredità di esso nella sua figliuola. (I)

Numeri 27:9 E s’egli non ha figliuola, date la sua eredità a’ suoi fratelli. (I)

Numeri 27:10 E se non ha fratelli, date la sua eredità a’ fratelli di suo padre. (I)

Numeri 27:11 E se non vi sono fratelli di suo padre, date la sua eredità al suo prossimo carnal parente, che sia della sua famiglia; ed egli la possegga. E ciò sia uno statuto di ragione a’ figliuoli d’Israele; come il Signore ha comandato a Mosè. (I)

Numeri 27:12 POI il Signore disse a Mosè: Sali in su questo monte di Abarim, e riguarda il paese ch’io ho donato a’ figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 27:13 E dopo che tu l’avrai veduto, anche tu sarai raccolto a’ tuoi popoli, come è stato raccolto Aaronne, tuo fratello. (I)

Numeri 27:14 Perciocchè voi contravveniste al comandamento ch’io vi diedi nel deserto di Sin, alla contesa della raunanza, che voi non mi santificaste in quell’acqua, nel cospetto del popolo. Quella è l’acqua della contesa di Cades, nel deserto di Sin. (I)

Numeri 27:15 E Mosè parlò al Signore, dicendo: (I)

Numeri 27:16 Costituisca il Signore Iddio degli spiriti d’ogni carne, sopra questa raunanza, un uomo, (I)

Numeri 27:17 che vada e che venga davanti a loro, il quale li conduca e riconduca; acciocchè la raunanza del Signore non sia a guisa di pecore senza pastore. (I)

Numeri 27:18 E il Signore disse a Mosè: Prenditi Giosuè, figliuolo di Nun, che è uomo in cui è lo Spirito, e posa la tua mano sopra lui. (I)

Numeri 27:19 E fallo comparir davanti al Sacerdote Eleazaro, e davanti a tutta la raunanza; e dagli i tuoi ordini in presenza loro. (I)

Numeri 27:20 E metti della tua maestà sopra lui; acciocchè tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele gli ubbidisca. (I)

Numeri 27:21 E presentisi egli davanti al Sacerdote Eleazaro, e l’addimandi per lo giudicio di Urim, nel cospetto del Signore; vadano e vengano, egli, e tutti i figliuoli d’Israele con lui, e tutta la raunanza, secondo ch’esso dirà. (I)

Numeri 27:22 E Mosè fece come il Signore gli avea comandato; e prese Giosuè, e lo fece comparir davanti al Sacerdote Eleazaro, e davanti a tutta la raunanza. (I)

Numeri 27:23 E posò le sue mani sopra lui, e gli diede i suoi ordini, come il Signore avea comandato per Mosè. (I)

Numeri 28:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 28:2 Comanda a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Prendete guardia alle mie offerte, che son mio cibo; a’ miei sacrificii da ardere, in odor soave a me, per offerirmeli a’ lor tempi. (I)

Numeri 28:3 E di’ loro: Quest’è il sacrificio da ardere, che voi avete a offerire al Signore per ciascun giorno, in olocausto continuo, cioè: due agnelli di un anno, senza difetto. (I)

Numeri 28:4 Sacrifica l’uno di quegli agnelli la mattina, e l’altro fra’ due vespri. (I)

Numeri 28:5 E la decima parte di un efa di fior di farina, stemperata con la quarta parte di un hin d’olio vergine, per offerta di panatica. (I)

Numeri 28:6 Quest’è l’olocausto continuo, che è stato offerto nel monte di Sinai, in odor soave, per sacrificio da ardere al Signore. (I)

Numeri 28:7 E sia l’offerta da spandere d’esso, la quarta parte di un hin, per ciascun agnello; spandi al Signore l’offerta da spandere, d’ottimo vino, nel luogo santo. (I)

Numeri 28:8 Poi fra’ due vespri sacrifica l’altro agnello; fagli la medesima offerta di panatica, e da spandere, quale è quella della mattina; per sacrificio da ardere, d’odor soave al Signore. (I)

Numeri 28:9 E NEL giorno del Sabato offerite due agnelli di un anno, senza difetto; e due decimi di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica, insieme con le loro offerte da spandere. (I)

Numeri 28:10 Quest’è l’olocausto del Sabato, per ciascun Sabato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta da spandere. (I)

Numeri 28:11 E ne’ principii de’ vostri mesi, offerite per olocausto al Signore, due giovenchi, e un montone, e sette agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 28:12 e tre decimi di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica, per ciascun giovenco; e due decimi di fior di farina, stemperata con olio, per offerta di panatica, per lo montone; (I)

Numeri 28:13 e un decimo di fior di farina stemperata con olio, per offerta di panatica, per ciascun agnello; per olocausto, in odor soave, per sacrificio da ardere al Signore. (I)

Numeri 28:14 E le loro offerte da spandere sieno la metà di un hin di vino, per ciascun giovenco; il terzo di un hin, per lo montone; e il quarto di un hin, per ciascun agnello. Quest’è l’olocausto delle calendi, per ogni mese dell’anno. (I)

Numeri 28:15 Sacrifichisi ancora al Signore un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta da spandere. (I)

Numeri 28:16 OLTRE a ciò, nel primo mese, nel quartodecimo giorno del mese, è la Pasqua del Signore. (I)

Numeri 28:17 E nel quintodecimo giorno del medesimo mese, è festa solenne; manginsi pani azzimi per sette giorni. (I)

Numeri 28:18 Nel primo giorno siavi santa raunanza; non fate in esso alcuna opera servile. (I)

Numeri 28:19 E offerite per sacrificio da ardere, in olocausto, al Signore, due giovenchi, e un montone, e sette agnelli di un anno, che sieno senza difetto; (I)

Numeri 28:20 insieme con la loro offerta di panatica di fior di farina, stemperata con olio; offeritene tre decimi per giovenco, e due decimi per lo montone. (I)

Numeri 28:21 Offeriscine ancora un decimo per ciascun di que’ sette agnelli. (I)

Numeri 28:22 Offerite, oltre a ciò, un becco, per sacrificio per lo peccato, per far purgamento per voi. (I)

Numeri 28:23 Offerite queste cose, oltre all’olocausto della mattina, che è per olocausto continuo. (I)

Numeri 28:24 Offerite cotali cose ciascun di que’ sette giorni, per cibo, per sacrificio da ardere, di soave odore al Signore; offeriscasi quello, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta da spandere. (I)

Numeri 28:25 E al settimo giorno siavi santa raunanza; non fate in esso alcuna opera servile. (I)

Numeri 28:26 Oltre a ciò, al giorno de’ primi frutti, quando voi offerirete nuova offerta di panatica al Signore, al termine delle vostre settimane, siavi santa raunanza; e non fate in quel giorno alcuna opera servile. (I)

Numeri 28:27 E offerite per olocausto, in soave odore al Signore, due giovenchi, un montone, e sette agnelli di un anno; (I)

Numeri 28:28 insieme con la loro offerta di panatica di fior di farina, stemperata con olio, di tre decimi per giovenco, e di due decimi per lo montone, (I)

Numeri 28:29 e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli. (I)

Numeri 28:30 Offerite eziandio un becco, per far purgamento per voi. (I)

Numeri 28:31 Offerite, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, quegli animali, con le loro offerte da spandere; e sieno quelli senza difetto. (I)

Numeri 29:1 E nel settimo mese, alle calendi, siavi santa raunanza; non fate in quel giorno opera alcuna servile; siavi giorno di suon di tromba. (I)

Numeri 29:2 E offerite in esso per olocausto, in soave odore al Signore, un giovenco, un montone, e sette agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:3 insieme con la loro offerta di panatica, di fior di farina, stemperata con olio, di tre decimi per lo giovenco, e di due decimi per lo montone, (I)

Numeri 29:4 e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli; (I)

Numeri 29:5 e un becco, per sacrificio per lo peccato, per far purgamento per voi; (I)

Numeri 29:6 oltre all’olocausto delle calendi, e la sua offerta di panatica; e oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e le loro offerte da spandere, secondo i loro ordini, in soave odore, in sacrificio da ardere al Signore. (I)

Numeri 29:7 Parimente, al decimo giorno di questo settimo mese, siavi santa raunanza; e affliggete l’anime vostre, e non fate alcun lavoro. (I)

Numeri 29:8 E offerite al Signore per olocausto, in soave odore, un giovenco, un montone, e sette agnelli di un anno, che sieno senza difetto; (I)

Numeri 29:9 insieme con la loro offerta di panatica, di fior di farina, stemperata con olio, di tre decimi per lo giovenco, di due decimi per lo montone, (I)

Numeri 29:10 e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli; (I)

Numeri 29:11 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre al sacrificio de’ purgamenti per lo peccato; e oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e le loro offerte da spandere. (I)

Numeri 29:12 Parimente, al quintodecimo giorno del settimo mese siavi santa raunanza; non fate in esso opera alcuna servile; e celebrate la festa solenne al Signore, per sette giorni. (I)

Numeri 29:13 E offerite per olocausto, per sacrificio da ardere in soave odore al Signore, tredici giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, che sieno senza difetto; (I)

Numeri 29:14 insieme con la loro offerta di panatica, di fior di farina, stemperata con olio di tre decimi per ciascuno di que’ tredici giovenchi, di due decimi per ciascuno di que’ due montoni, (I)

Numeri 29:15 e di un decimo per ciascuno di que’ quattordici agnelli; (I)

Numeri 29:16 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:17 E, nel secondo giorno, offerite dodici giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:18 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:19 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e le loro offerte da spandere. (I)

Numeri 29:20 E nel terzo giorno, offerite undici giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:21 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:22 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:23 E nel quarto giorno, offerite dieci giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:24 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:25 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:26 E nel quinto giorno, offerite nove giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:27 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:28 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:29 E nel sesto giorno, offerite otto giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:30 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:31 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:32 E nel settimo giorno, offerite sette giovenchi, due montoni, e quattordici agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:33 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per li giovenchi, per li montoni, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:34 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica e da spandere. (I)

Numeri 29:35 Nell’ottavo giorno, siavi solenne raunanza; non fate in esso opera alcuna servile; (I)

Numeri 29:36 e offerite per olocausto, per sacrificio da ardere, in soave odore al Signore, un giovenco, un montone, sette agnelli di un anno, senza difetto; (I)

Numeri 29:37 insieme con le loro offerte di panatica, e da spandere, per lo giovenco, per lo montone, e per gli agnelli, secondo il lor numero, siccome è ordinato; (I)

Numeri 29:38 e un becco, per sacrificio per lo peccato, oltre all’olocausto continuo, e la sua offerta di panatica, e da spandere. (I)

Numeri 29:39 Offerite queste cose al Signore nelle vostre solennità, oltre a’ vostri voti, e le vostre offerte volontarie, de’ vostri olocausti, delle vostre offerte di panatica, delle vostre offerte da spandere, e dei vostri sacrificii da render grazie. (I)

Numeri 29:40 E Mosè parlò a’ figliuoli d’Israele, secondo tutto ciò che il Signore gli avea comandato. (I)

Numeri 30:1 POI Mosè parlò a’ Capi delle tribù de’ figliuoli d’Israele, dicendo: Questo è quello che il Signore ha comandato: (I)

Numeri 30:2 Quando alcuno avrà votato un voto al Signore, ovvero avrà giurata alcuna cosa, obbligandosi per obbligazione sopra l’anima sua, non violi la sua parola; faccia interamente secondo ciò che gli sarà uscito di bocca. (I)

Numeri 30:3 E quando una femmina avrà votato un voto al Signore, e si sarà obbligata per obbligazione in casa di suo padre, essendo ancor fanciulla; (I)

Numeri 30:4 se suo padre ha inteso il suo voto, e la sua obbligazione, con la quale ella si è obbligata sopra l’anima sua, e non ne le fa motto; tutti i voti di essa saranno fermi, e ogni obbligazione, con la quale ella si sarà obbligata sopra l’anima sua, sarà ferma. (I)

Numeri 30:5 Ma, se suo padre, nel giorno ch’egli avrà intesi tutti i suoi voti, e le sue obbligazioni, con le quali ella si sarà obbligata sopra l’anima sua, la disdice; que’ voti non saranno fermi, e il Signore le perdonerà; conciossiachè suo padre l’abbia disdetta. (I)

Numeri 30:6 E se pure è maritata, avendo ancora sopra sè i suoi voti, o la promessa fatta con le sue labbra, con la quale si sarà obbligata sopra l’anima sua; (I)

Numeri 30:7 e il suo marito l’intende, e nel giorno stesso che l’avrà inteso, non ne le fa motto; i voti di essa, e le sue obbligazioni, con le quali si sarà obbligata sopra l’anima sua, saranno ferme. (I)

Numeri 30:8 Ma, se nel giorno stesso che il suo marito l’avrà inteso, egli la disdice, egli annulla il suo voto ch’ella avea sopra sè, e la promessa fatta con le sue labbra, con la quale ella si era obbligata sopra l’anima sua; e il Signore le perdonerà. (I)

Numeri 30:9 Ma, quant’è al voto della vedova, o della ripudiata, tutto ciò a che si sarà obbligata sopra l’anima sua, sarà fermo contro a lei. (I)

Numeri 30:10 E se la donna fa voto, ovvero si obbliga per obbligazione sopra l’anima sua, con giuramento, essendo in casa del suo marito; (I)

Numeri 30:11 e il suo marito l’intende, e non ne le fa motto, e non la disdice, sieno fermi tutti i suoi voti; sia parimente ferma ogni obbligazione, con la quale ella si sarà obbligata sopra l’anima sua. (I)

Numeri 30:12 Ma se, nel giorno stesso che il suo marito li avrà intesi, egli del tutto li annulla; cosa alcuna che le sia uscita di bocca, o voto, od obbligazione sopra l’anima sua, non sarà ferma; il suo marito ha annullate quelle cose, e il Signore le perdonerà. (I)

Numeri 30:13 Il marito di essa ratificherà, o annullerà qualunque voto e qualunque giuramento, col quale ella si sarà obbligata di affliggere l’anima sua. (I)

Numeri 30:14 E se pure il suo marito non ne le fa motto d’un giorno all’altro, egli ha ratificati tutti i voti di essa, o qualunque obbligazione ch’ella avea sopra sè; egli li ha ratificati; perciocchè egli non ne le ha fatto motto nel giorno stesso che li ha intesi. (I)

Numeri 30:15 Ma se, appresso averli intesi, del tutto li annulla, egli porterà l’iniquità di essa. (I)

Numeri 30:16 Questi sono gli statuti, i quali il Signore comandò a Mosè che si osservassero tra marito e moglie, e tra padre e figliuola, mentre ella è ancor fanciulla in casa di suo padre. (I)

Numeri 31:1 POI il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 31:2 Fa’ la vendetta de’ figliuoli d’Israele sopra i Madianiti; e poi tu sarai raccolto a’ tuoi popoli. (I)

Numeri 31:3 E Mosè parlò al popolo, dicendo: Mettasi in ordine un certo numero di voi, per andare alla guerra, e vadano contro a Madian, per far la vendetta del Signore sopra Madian. (I)

Numeri 31:4 Mandate a questa guerra mille uomini per ciascuna di tutte le tribù d’Israele. (I)

Numeri 31:5 Così furono dati mille uomini per ciascuna tribù, d’infra le migliaia d’Israele, che furono in tutto dodicimila uomini in ordine per la guerra. (I)

Numeri 31:6 E Mosè mandò alla guerra que’ mille uomini di ciascuna tribù, e con loro Finees, figliuolo del Sacerdote Eleazaro, il quale avea in mano gli arredi del Santuario, e le trombe da sonare. (I)

Numeri 31:7 Ed essi fecero guerra contro a Madian, siccome il Signore avea comandato a Mosè, e uccisero tutti i maschi. (I)

Numeri 31:8 Uccisero ancora fra’ loro uccisi i re di Madian, Evi, e Rechem, e Sur, e Hur, e Reba, i cinque re di Madian; uccisero eziando con la spada Balaam, figliuolo di Beor. (I)

Numeri 31:9 E i figliuoli d’Israele ne menarono prigioni le donne di Madian, e i lor piccoli fanciulli; e predarono tutto il lor grosso e minuto bestiame, e tutte le lor facoltà. (I)

Numeri 31:10 E bruciarono col fuoco tutte le lor città, nelle loro stanze; e tutte le lor castella. (I)

Numeri 31:11 E presero tutte le spoglie e tutta la preda, così degli uomini, come degli animali. (I)

Numeri 31:12 E addussero a Mosè e al Sacerdote Eleazaro, e alla raunanza de’ figliuoli d’Israele, i prigioni e la preda, e le spoglie, nel campo, nelle campagne di Moab, che sono lungo il Giordano di Gerico. (I)

Numeri 31:13 E Mosè, e il Sacerdote Eleazaro e tutti i Capi della raunanza, uscirono loro incontro fuor del campo. (I)

Numeri 31:14 E Mosè si adirò gravemente contro a’ condottieri dell’esercito, Capi di migliaia, e Capi di centinaia, che ritornavano da quella guerra. (I)

Numeri 31:15 E Mosè disse loro: Avete voi scampata la vita a tutte le femmine? (I)

Numeri 31:16 Ecco, esse furono quelle che, secondo la parola di Balaam, servirono a porgere a’ figliuoli d’Israele cagione di misfatto contro al Signore, nel fatto di Peor; onde fu quella piaga nella raunanza del Signore. (I)

Numeri 31:17 Ora dunque uccidete tutti i maschi d’infra i piccoli fanciulli; uccidete parimente ogni femmina che ha conosciuto carnalmente uomo. (I)

Numeri 31:18 E serbatevi in vita tutte le femmine che son di piccola età, le quali non hanno conosciuto carnalmente uomo. (I)

Numeri 31:19 E voi, campeggiate per sette giorni fuor del campo. Ogni persona, così d’infra voi, come d’infra i vostri prigioni, che avrà ucciso alcuno, e avrà tocco alcuno ucciso, purifichisi al terzo, e al settimo giorno. (I)

Numeri 31:20 Purificate parimente ogni vestimento, e ogni arnese fatto di pelle, e ogni lavorio fatto di pel di capra, e ogni vasello di legno. (I)

Numeri 31:21 E il Sacerdote Eleazaro disse alla gente di guerra, ch’era andata a quella guerra: Questo è lo statuto di legge che il Signore ha comandato a Mosè. (I)

Numeri 31:22 Ma fate passar per lo fuoco l’oro, l’argento, il rame, il ferro, lo stagno, e il piombo, (I)

Numeri 31:23 e in somma tutto ciò che può portare il fuoco; e così sarà netto; ma pure ancora sia purificato con l’acqua di purificazione; e tutto ciò che non può portare il fuoco, fatelo passar per l’acqua. (I)

Numeri 31:24 E lavate i vostri vestimenti al settimo giorno, e sarete netti, e poi potrete entrar nel campo. (I)

Numeri 31:25 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 31:26 Tu, e il Sacerdote Eleazaro, e i Capi delle nazioni paterne della raunanza, levate la somma delle persone che sono state menate prigioni, e del bestiame ch’è stato predato; (I)

Numeri 31:27 e partisci la preda per la metà, fra la gente di guerra ch’è andata a questa guerra, e tutta la raunanza. (I)

Numeri 31:28 E leva, della gente di guerra, ch’è andata a questa guerra, un tributo per lo Signore, una testa di cinquecento, degli uomini, de’ buoi, degli asini, e delle pecore. (I)

Numeri 31:29 Prendete quel tributo della metà che appartiene loro; e dallo al Sacerdote Eleazaro per un’offerta al Signore. (I)

Numeri 31:30 E, della metà appartenente ai figliuoli d’Israele, prendi uno, tratto di cinquanta, degli uomini, de’ buoi, degli asini, delle pecore, e in somma di tutto il bestiame; e da’ quelli a’ Leviti che fanno la fazione del Tabernacolo del Signore. (I)

Numeri 31:31 E Mosè e il Sacerdote Eleazaro fecero come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 31:32 Or la preda, cioè il rimasto della preda, che la gente ch’era andata a quella guerra avea fatta, fu di seicensettanta cinquemila pecore, (I)

Numeri 31:33 e di settantaduemila buoi, (I)

Numeri 31:34 e di settantunmila asini. (I)

Numeri 31:35 E quanto all’anime umane, le femmine che non aveano carnalmente conosciuto uomo, furono in tutto trentaduemila anime. (I)

Numeri 31:36 E la metà, cioè la parte di coloro ch’erano andati a quella guerra, fu di trecentrenta settemila cinquecento pecore, (I)

Numeri 31:37 delle quali il tributo per lo Signore fu di seicensettanta cinque pecore; (I)

Numeri 31:38 e di trentaseimila buoi, de’ quali il tributo per lo Signore fu di settantadue buoi; (I)

Numeri 31:39 e di trentamila cinquecento asini, de’ quali il tributo per lo Signore fu di sessantun asini; (I)

Numeri 31:40 e di sedicimila anime umane; delle quali il tributo per lo Signore fu di trentadue anime. (I)

Numeri 31:41 E Mosè diede il tributo, levato per offerta al Signore, al Sacerdote Eleazaro, come il Signore gli avea comandato. (I)

Numeri 31:42 E della metà appartenente a’ figliuoli d’Israele, secondo che Mosè avea partito per metà, fra loro, e quelli ch’erano andati a quella guerra; (I)

Numeri 31:43 or la metà appartenente alla raunanza fu di trecentrenta settemila cinquecento pecore, (I)

Numeri 31:44 e di trentaseimila buoi, (I)

Numeri 31:45 e di trentamila cinquecento asini, (I)

Numeri 31:46 e di sedicimila anime umane; (I)

Numeri 31:47 di questa metà, appartenente a’ figliuoli d’Israele, Mosè prese uno, tratto di cinquanta, così degli uomini, come degli animali; e diede quelli a’ Leviti che fanno la fazione del Tabernacolo del Signore; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Numeri 31:48 E i condottieri delle migliaia di quell’esercito, Capi di migliaia, e Capi di centinaia, si accostarono a Mosè; (I)

Numeri 31:49 e gli dissero: I tuoi servitori hanno fatta la rassegna della gente di guerra ch’era sotto la nostra condotta, e non ne manca pure uno. (I)

Numeri 31:50 Perciò noi offeriamo per offerta al Signore, ciascuno ciò che gli è caduto in mano, di vasellamenti d’oro, di cerchielli da gamba, di maniglie, d’anella, e di fermagli, per pagare il riscatto delle nostre persone, davanti al Signore. (I)

Numeri 31:51 E Mosè e il Sacerdote Eleazaro presero da loro tutto quell’oro, tutto lavorato in vasellamenti, e monili. (I)

Numeri 31:52 E tutto l’oro dell’offerta, che fu offerto al Signore da’ Capi delle migliaia, e da’ Capi delle centinaia, fu di peso di sedicimila settecencinquanta sicli. (I)

Numeri 31:53 Ma la gente di guerra guardò per sè ciò che ciascuno avea predato. (I)

Numeri 31:54 E Mosè e il Sacerdote Eleazaro presero quell’oro da’ Capi delle migliaia, e delle centinaia, e lo portarono nel Tabernacolo della convenenza, per ricordanza per li figliuoli d’Israele, nel cospetto del Signore. (I)

Numeri 32:1 OR i figliuoli di Ruben, e i figliuoli di Gad, aveano del bestiame in grandissimo numero: laonde, veggendo che il paese di Iazer, e il paese di Galaad, era luogo da bestiame; (I)

Numeri 32:2 vennero, e parlarono a Mosè, e al Sacerdote Eleazaro, e a’ Capi della raunanza, dicendo: (I)

Numeri 32:3 Atarot, e Dibon, e Iazer, e Nimra, e Hesbon, ed Eleale, e Sebam, e Nebo, e Beon, (I)

Numeri 32:4 che è il paese che il Signore ha percosso davanti alla raunanza d’Israele, è un paese da bestiame, e i tuoi servitori hanno del bestiame. (I)

Numeri 32:5 Poi dissero: Se abbiamo trovata grazia appo te, sia dato questo paese a possedere ai tuoi servitori, e non farci passare il Giordano. (I)

Numeri 32:6 Ma Mosè rispose a’ figliuoli di Gad, e a’ figliuoli di Ruben: Andrebbero i vostri fratelli alla guerra, e voi ve ne stareste qui? (I)

Numeri 32:7 E perchè rendete voi fiacco il cuor de’ figliuoli d’Israele, per non passare al paese, che il Signore ha loro donato? (I)

Numeri 32:8 Così fecero i vostri padri, quando io li mandai da Cades-barnea, per vedere il paese. (I)

Numeri 32:9 Perciocchè essi salirono fino alla Valle di Escol, e, dopo ch’ebbero veduto il paese, renderono fiacco il cuor de’ figliuoli d’Israele, per non entrar nel paese che il Signore avea loro donato. (I)

Numeri 32:10 Laonde, l’ira del Signore si accese in quel giorno, ed egli giurò, dicendo: (I)

Numeri 32:11 Se gli uomini, che sono usciti fuor di Egitto, dall’età di vent’anni in su, veggono mai la terra, della quale io ho giurato ad Abrahamo, a Isacco e a Giacobbe; conciossiachè non mi abbiano seguitato appieno; (I)

Numeri 32:12 salvo Caleb, figliuolo di Gefunne, Chenizzeo, e Giosuè, figliuolo di Nun; perciocchè essi hanno seguitato il Signore appieno. (I)

Numeri 32:13 E l’ira del Signore si accese contro a Israele; ed egli li ha fatti andar vagando per lo deserto, lo spazio di quarant’anni, finchè sia stata consumata tutta quella generazione, che avea fatto quel male nel cospetto del Signore. (I)

Numeri 32:14 Ed ecco, voi siete sorti in luogo de’ vostri padri, schiatta d’uomini peccatori, per accrescere ancora l’ira del Signore contro a Israele. (I)

Numeri 32:15 Perciocchè, se voi vi stornate di dietro a lui, egli seguiterà a lasciarlo nel deserto; e così farete perir tutto questo popolo. (I)

Numeri 32:16 Ma essi si accostarono a lui, e dissero: Noi edificheremo qui delle mandre per lo nostro bestiame, e delle città per le nostre famiglie. (I)

Numeri 32:17 Ma noi ci metteremo in ordine, pronti per andar davanti a’ figliuoli d’Israele, infino a tanto che li abbiamo condotti al luogo loro; e in questo mezzo le nostre famiglie dimoreranno nelle città forti, per tema degli abitanti del paese. (I)

Numeri 32:18 Noi non ritorneremo alle case nostre, finchè ciascuno de’ figliuoli d’Israele non sia entrato nella sua eredità. (I)

Numeri 32:19 Perciocchè, quant’è a noi, noi non possederemo nulla con loro di là dal Giordano; essendoci la nostra eredità scaduta di qua dal Giordano, verso oriente. (I)

Numeri 32:20 E Mosè disse loro: Se voi fate questa cosa, e siete in ordine per andare alla guerra, davanti al Signore; (I)

Numeri 32:21 e qualunque di voi è atto alla guerra, passa il Giordano davanti al Signore, finchè egli abbia cacciati i suoi nemici dal suo cospetto; (I)

Numeri 32:22 dopo che il paese sarà stato soggiogato al Signore, voi potrete ritornarvene, e sarete fuor di colpa appo il Signore, e appo Israele; e questo paese sarà vostro, per possederlo nel cospetto del Signore. (I)

Numeri 32:23 Ma, se non fate così, ecco, voi avrete peccato contro al Signore; e sappiate che il vostro peccato vi ritroverà. (I)

Numeri 32:24 Edificatevi delle città per le vostre famiglie, e delle mandre per le vostre gregge, e fate ciò che vi è uscito della bocca. (I)

Numeri 32:25 E i figliuoli di Gad, e i figliuoli di Ruben, risposero a Mosè, dicendo: I tuoi servitori faranno come il mio signore comanda. (I)

Numeri 32:26 I nostri piccoli fanciulli, le nostre mogli, le nostre gregge, e tutto il nostro bestiame dimoreranno colà nelle città di Galaad. (I)

Numeri 32:27 Ma quant’è a’ tuoi servitori chiunque sarà atto alla guerra passerà alla guerra, davanti al Signore, come dice il mio signore. (I)

Numeri 32:28 E Mosè diede ordine intorno a loro al Sacerdote Eleazaro, e a Giosuè, figliuolo di Nun, e a’ Capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’Israele; (I)

Numeri 32:29 e disse loro: Se tutti coloro d’infra i figliuoli di Gad, e i figliuoli di Ruben, che sono atti alla guerra, passano con voi il Giordano davanti al Signore, quando il paese vi sarà soggiogato, date loro a possedere il paese di Galaad. (I)

Numeri 32:30 Ma, se non passano con voi in arme, abbiano la lor possessione fra voi nel paese di Canaan. (I)

Numeri 32:31 E i figliuoli di Gad, e i figliuoli di Ruben, risposero, dicendo: Noi faremo interamente come il Signore ha detto ai tuoi servitori. (I)

Numeri 32:32 Noi passeremo in arme nel paese di Canaan, davanti al Signore; sol restici la possessione della nostra eredità di qua dal Giordano. (I)

Numeri 32:33 Mosè adunque diede loro, a’ figliuoli di Gad, a’ figliuoli di Ruben, e alla metà della tribù di Manasse, figliuolo di Giuseppe, il regno di Sihon, re degli Amorrei, e il regno di Og, re di Basan, il paese diviso per le sue città, co’ lor confini, le città del paese d’ogni intorno. (I)

Numeri 32:34 E i figliuoli di Gad riedificarono Dibon, e Atarot, e Aroer; (I)

Numeri 32:35 e Atrotsofan, e Iazer, e Iogbeha; (I)

Numeri 32:36 e Betnimra, e Bet-haran, città forti, e fecero ancora delle mandre per le gregge. (I)

Numeri 32:37 E i figliuoli di Ruben riedificarono Hesbon, ed Eleale, e Chiriataim; (I)

Numeri 32:38 e Nebo, e Baal-meon, mutati i nomi, e Sibma; e posero altri nomi alle città che riedificarono. (I)

Numeri 32:39 E i figliuoli di Machir, figliuolo di Manasse, andarono in Galaad, e lo presero, e cacciarono gli Amorrei che vi erano. (I)

Numeri 32:40 Mosè adunque diede Galaad a Machir, figliuolo di Manasse; ed egli abitò quivi. (I)

Numeri 32:41 Iair anch’egli, figliuolo di Manasse, andò, e prese le villate di quelli, e pose loro nome: Le villate di Iair. (I)

Numeri 32:42 Noba parimente andò, e prese Chenat, e le terre del suo territorio; e chiamò quella Noba, del suo nome. (I)

Numeri 33:1 QUESTE son le mosse de’ figliuoli d’Israele, che uscirono fuor del paese di Egitto, distinti per le loro schiere, sotto la condotta di Mosè e d’Aaronne; (I)

Numeri 33:2 Or Mosè scrisse le lor partite secondo ch’essi si mossero per lo comandamento del Signore; queste, dico, son le lor mosse, secondo le lor partite: (I)

Numeri 33:3 Essi adunque si partirono di Rameses, nel primo mese, nel quintodecimo giorno del primo mese; i figliuoli d’Israele si partirono il giorno appresso la Pasqua, a mano alzata, alla vista di tutti gli Egizj, (I)

Numeri 33:4 mentre gli Egizj seppellivano quelli che il Signore avea percossi fra loro, che erano tutti i primogeniti. Or il Signore avea fatti giudicii sopra i lor dii. (I)

Numeri 33:5 I figliuoli d’Israele adunque, partitisi di Rameses, si accamparono in Succot. (I)

Numeri 33:6 E, partitisi di Succot, si accamparono in Etam, ch’è nell’estremità del deserto. (I)

Numeri 33:7 E, partitisi di Etam, si rivolsero verso la foce di Hirot, ch’è dirincontro a Baal-sefon, e si accamparono dinanzi a Migdol. (I)

Numeri 33:8 Poi, partitisi d’innanzi a Hirot, passarono per mezzo il mare, traendo verso il deserto; e, andati tre giornate di cammino per lo deserto di Etam, si accamparono in Mara. (I)

Numeri 33:9 E, partitisi di Mara, giunsero in Elim, ove erano dodici fonti d’acqua, e settanta palme; e si accamparono quivi. (I)

Numeri 33:10 E, partitisi di Elim, si accamparono presso al mar rosso. (I)

Numeri 33:11 E, partitisi dal mar rosso, si accamparono nel deserto di Sin. (I)

Numeri 33:12 E, partitisi dal deserto di Sin, si accamparono in Dofca. (I)

Numeri 33:13 E, partitisi di Dofca, si accamparono in Alus. (I)

Numeri 33:14 E, partitisi di Alus, si accamparono in Refidim, ove non era acqua da bere per lo popolo. (I)

Numeri 33:15 E, partitisi di Refidim, si accamparono nel deserto di Sinai. (I)

Numeri 33:16 E, partitisi dal deserto di Sinai, si accamparono in Chibrot-taava. (I)

Numeri 33:17 E, partitisi di Chibrot-taava, si accamparono in Haserot. (I)

Numeri 33:18 E, partitisi di Haserot, si accamparono in Ritma. (I)

Numeri 33:19 E, partitisi di Ritma, si accamparono in Rimmon-peres. (I)

Numeri 33:20 E, partitisi di Rimmon-peres, si accamparono in Libna. (I)

Numeri 33:21 E, partitisi di Libna, si accamparono in Rissa. (I)

Numeri 33:22 E, partitisi di Rissa, si accamparono in Chehelata. (I)

Numeri 33:23 E, partitisi di Chehelata, si accamparono nel monte di Sefer. (I)

Numeri 33:24 E, partitisi dal monte di Sefer, si accamparono in Harada. (I)

Numeri 33:25 E, partitisi di Harada, si accamparono in Machelot. (I)

Numeri 33:26 E, partitisi di Machelot, si accamparono in Tahat. (I)

Numeri 33:27 E, partitisi di Tahat, si accamparono in Tera. (I)

Numeri 33:28 E, partitisi di Tera, si accamparono in Mitca. (I)

Numeri 33:29 E, partitisi di Mitca, si accamparono in Hasmona. (I)

Numeri 33:30 E, partitisi di Hasmona, si accamparono in Moserot. (I)

Numeri 33:31 E, partitisi di Moserot, si accamparono in Bene-Iaacan. (I)

Numeri 33:32 E, partitisi di Bene-Iaacan, si accamparono in Hor-ghidgad. (I)

Numeri 33:33 E, partitisi di Hor-ghidgad, si accamparono in Iotbata. (I)

Numeri 33:34 E, partitisi di Iotbata, si accamparono in Abrona. (I)

Numeri 33:35 E, partitisi d’Abrona, si accamparono in Esion-gaber. (I)

Numeri 33:36 E, partitisi d’Esion-gaber, si accamparono nel deserto di Sin, ch’è Cades. (I)

Numeri 33:37 E, partitisi di Cades, si accamparono nel monte di Hor, nell’estremità del paese di Edom. (I)

Numeri 33:38 E il sacerdote Aaronne salì in sul monte di Hor, per comandamento del Signore, e morì quivi nell’anno quarantesimo da che i figliuoli d’Israele furono usciti fuor del paese di Egitto, nel quinto mese, alle calendi. (I)

Numeri 33:39 Or Aaronne era d’età di cenventitrè anni, quando egli morì nel monte di Hor. (I)

Numeri 33:40 Allora il Cananeo, re di Arad, che abitava verso il mezzodì, nel paese di Canaan, intese la venuta de’ figliuoli di Israele. (I)

Numeri 33:41 Poi, partitisi dal monte di Hor, si accamparono in Salmona. (I)

Numeri 33:42 E, partitisi di Salmona, si accamparono in Funon. (I)

Numeri 33:43 E, partitisi di Funon, si accamparono in Obot. (I)

Numeri 33:44 E, partitisi di Obot, si accamparono a’ poggi di Abarim, a’ confini di Moab. (I)

Numeri 33:45 E, partitisi da’ Poggi, si accamparono in Dibon-Gad. (I)

Numeri 33:46 E, partitisi di Dibon-Gad, si accamparono in Almon, verso Diblataim. (I)

Numeri 33:47 E, partitisi d’Almon, verso Diblataim, si accamparono nei monti di Abarim, dirimpetto a Nebo. (I)

Numeri 33:48 E, partitisi da’ monti di Abarim, si accamparono nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico. (I)

Numeri 33:49 E si accamparono presso al Giordano, da Betiesimot fino ad Abel-Sittim, nelle campagne di Moab. (I)

Numeri 33:50 E il Signore parlò a Mosè nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico, dicendo: (I)

Numeri 33:51 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando sarete passati il Giordano, e sarete entrati nel paese di Canaan, (I)

Numeri 33:52 cacciate d’innanzi a voi tutti gli abitanti del paese, e disfate tutte le loro immagini, e tutte le loro statue di getto, e distruggete tutti i loro alti luoghi. (I)

Numeri 33:53 E mettetevi in possession del paese, e abitate in esso; conciossiachè io vi abbia donato il paese, per possederlo. (I)

Numeri 33:54 E spartite la possessione del paese a sorte, secondo le vostre nazioni; a quelle che sono in maggior numero date maggior possessione, e minore a quelle che sono in minor numero; in qualunque luogo la sorte d’alcuna gli sarà scaduta quello sia suo; spartitevi la possessione del paese per le vostre tribù paterne. (I)

Numeri 33:55 E se voi non iscacciate d’innanzi a voi gli abitanti del paese, que’ di loro che avrete lasciati di resto vi saranno stecchi agli occhi, e spine a’ fianchi, e vi nimicheranno nel paese nel quale abiterete. (I)

Numeri 33:56 E avverrà ch’io farò a voi, come io avea proposto di fare a loro. (I)

Numeri 34:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 34:2 Comanda a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Conciossiachè voi siate ora per entrar nel paese di Canaan, quest’è il paese che vi scaderà per eredità, cioè il paese di Canaan, secondo i suoi confini. (I)

Numeri 34:3 E siavi il lato meridionale dal deserto di Sin alle frontiere di Edom; e l’estremità del mar salato sia il vostro confine dal mezzodì verso oriente. (I)

Numeri 34:4 E giri questo confine dal mezzodì verso la salita di Acrabbim, e passi a Sin, e arrivino le sue estremità a Cades-barnea, dal mezzodì; e proceda in Hasa-raddar, e passi in Asmon; (I)

Numeri 34:5 poi volti questo confine da Asmon verso il Torrente di Egitto, e arrivino le sue estremità al mare. (I)

Numeri 34:6 E per confine occidentale siavi il mar grande, e i confini. Questo siavi il confine occidentale. (I)

Numeri 34:7 E questo siavi il confine settentrionale: Dal mar grande segnatevi il monte di Hor; (I)

Numeri 34:8 dal monte di Hor, segnatevi per confine là dove si entra in Hamat; e arrivino le estremità di questo confine a Sedad; (I)

Numeri 34:9 e proceda fino a Zifron, e arrivino le sue estremità in Hasar-enan. Questo sia il vostro confine settentrionale. (I)

Numeri 34:10 Poi segnatevi, per confine orientale, da Hasar-enan a Sefam. (I)

Numeri 34:11 E scenda questo confine da Sefam in Ribla, dirincontro alla Fonte; poi scenda, e tocchi il lato del mare di Chinneret, verso oriente. (I)

Numeri 34:12 Poi scenda al Giordano, e arrivino le sue estremità al mar salato. Questo sia il vostro paese, limitato per li suoi confini d’ogn’intorno. (I)

Numeri 34:13 E Mosè comandò, e disse a’ figliuoli di Israele: Quest’è il paese, del quale voi partirete la possessione a sorte; il quale il Signore ha comandato che si dia a nove tribù e mezza; (I)

Numeri 34:14 conciossiachè la tribù de’ Rubeniti, secondo le lor nazioni paterne, e la tribù de’ Gaditi, secondo le lor nazioni paterne, e la metà della tribù di Manasse, abbiano ricevuta la loro eredità. (I)

Numeri 34:15 Queste due tribù e mezza hanno ricevuta la loro eredità di qua dal Giordano di Gerico, verso oriente. (I)

Numeri 34:16 Il Signore parlò ancora a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 34:17 Questi sono i nomi degli uomini che vi partiranno l’eredità del paese: Eleazaro Sacerdote, e Giosuè, figliuolo di Nun. (I)

Numeri 34:18 Prendete ancora di ciascuna tribù uno de’ Capi, per far la partizione del paese. (I)

Numeri 34:19 E questi sono i nomi degli uomini: Della tribù di Giuda, Caleb, figliuolo di Gefunne; (I)

Numeri 34:20 Della tribù de’ figliuoli di Simeone, Samuele, figliuolo di Ammihud; (I)

Numeri 34:21 Della tribù di Beniamino, Elidad, figliuolo di Chislon; (I)

Numeri 34:22 Della tribù de’ figliuoli di Dan, il Capo, Bucchi, figliuolo di Iogli; (I)

Numeri 34:23 De’ figliuoli di Giuseppe, della tribù de’ figliuoli di Manasse, il Capo, Hanniel, figliuolo di Efod; (I)

Numeri 34:24 E della tribù de’ figliuoli di Efraim, il Capo, Chemuel, figliuolo di Siftan; (I)

Numeri 34:25 E della tribù de’ figliuoli di Zabulon, il Capo, Elisafan, figliuolo di Parnac; (I)

Numeri 34:26 E della tribù de’ figliuoli d’Issacar, il Capo, Patiel, figliuolo di Azan; (I)

Numeri 34:27 E della tribù de’ figliuoli di Aser, il Capo, Ahihud, figliuolo di Selomi; (I)

Numeri 34:28 E della tribù de’ figliuoli di Neftali, il Capo, Pedahel, figliuolo di Ammihud. (I)

Numeri 34:29 Questi son quelli, a’ quali il Signore comandò di far la partizone dell’eredità a’ figliuoli d’Israele, nel paese di Canaan. (I)

Numeri 35:1 IL Signore parlò ancora a Mosè, nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico, dicendo: (I)

Numeri 35:2 Comanda a’ figliuoli d’Israele che dieno, della possessione della loro eredità, ai Leviti, delle città da abitare, e anche i contorni di esse città. (I)

Numeri 35:3 Abbiano adunque le città per abitarvi; e sieno i contorni di esse per li lor bestiami, per le lor facoltà, e per tutte le lor bestie. (I)

Numeri 35:4 E sieno i contorni delle città, che voi darete a’ Leviti, ciascuno di mille cubiti d’ogn’intorno, dalle mura della città in fuori. (I)

Numeri 35:5 Misurate adunque fuor della città duemila cubiti, per lo lato orientale, e duemila cubiti, per lo lato meridionale, e duemila cubiti, per lo lato occidentale, e duemila cubiti, per lo lato settentrionale, e sia la città nel mezzo. Questo sia loro lo spazio de’ contorni di quelle città. (I)

Numeri 35:6 E quant’è alle città, che voi darete a’ Leviti, sienvi imprima le sei città di rifugio, le quali voi costituirete, acciocchè chi avrà ucciso alcuno vi si rifugga; e a quelle sopraggiugnetene quarantadue altre. (I)

Numeri 35:7 Tutte le città, che voi darete a’ Leviti, sieno quarantotto città, insieme co’ lor contorni. (I)

Numeri 35:8 E di queste città, che voi darete a’ Leviti, dell’eredità dei figliuoli d’Israele, datene più, della tribù che sarà più grande; e meno, di quella che sarà più piccola. Ciascuna tribù dia delle sue città a’ Leviti, a ragion della sua eredità ch’ella possederà. (I)

Numeri 35:9 Poi il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Numeri 35:10 Parla a’ figliuoli d’Israele, e di’ loro: Quando voi sarete passati il Giordano, e sarete entrati nel paese di Canaan, (I)

Numeri 35:11 assegnate fra voi delle città di rifugio, nelle quali l’ucciditore, che avrà percossa a morte alcuna persona disavvedutamente, si rifugga. (I)

Numeri 35:12 E quelle città vi saranno per rifugio d’innanzi a colui che ha la ragione di vendicare il sangue; acciocchè l’ucciditore non muoia, finchè non sia comparito in giudicio davanti alla raunanza. (I)

Numeri 35:13 Di quelle città adunque, che voi darete a’ Leviti, sienvene sei di rifugio. (I)

Numeri 35:14 Assegnate tre di quelle città di qua dal Giordano; e tre altre, nel paese di Canaan, per esser città di rifugio. (I)

Numeri 35:15 Sieno queste sei città per rifugio, a’ figliuoli d’Israele, a’ forestieri, e agli avveniticci che saranno fra loro; acciocchè vi si rifugga chiunque avrà percossa a morte alcuna persona disavvedutamente. (I)

Numeri 35:16 Ora, se alcuno percuote un altro con alcuno strumento di ferro, colui è micidiale; del tutto facciasi morire quel micidiale. (I)

Numeri 35:17 Parimente, se lo percuote con una pietra da mano della qual possa morire, ed esso muore, egli è micidiale; del tutto facciasi morire quel micidiale. (I)

Numeri 35:18 Simigliantemente, se lo percuote con uno strumento di legno da mano, del quale egli possa morire, ed esso muore, egli è micidiale; del tutto facciasi morire quel micidiale. (I)

Numeri 35:19 Colui che ha la ragione di vendicare il sangue faccia morire quel micidiale; quando lo scontrerà egli stesso lo potrà uccidere. (I)

Numeri 35:20 Così ancora se lo spinge per odio, o gli gitta contro alcuna cosa apposta, onde sia morto; (I)

Numeri 35:21 ovvero per nimicizia lo percuote con la mano, ed esso muore, del tutto sia il percotitore fatto morire; egli è micidiale; colui che ha la ragione di vendicare il sangue potrà uccidere quel micidiale, quando lo scontrerà. (I)

Numeri 35:22 Ma, s’egli lo spinge, o gli gitta contro impensatamente, senza nimicizia, qualche strumento, ma non apposta; (I)

Numeri 35:23 ovvero, senza averlo veduto, gli fa cadere addosso alcuna pietra, della quale egli possa morire, ed esso muore, senza che gli fosse nimico, o procacciasse il suo male; (I)

Numeri 35:24 allora giudichi la raunanza fra il percotitore, e colui che ha la ragion di vendicare il sangue, secondo queste leggi; (I)

Numeri 35:25 e riscuota l’ucciditore dalle mani di colui che ha la ragione di vendicare il sangue, e faccialo ritornare alla città del suo rifugio, ove si era rifuggito; e dimori egli quivi, fino alla morte del sommo Sacerdote, il qual sarà stato unto con l’olio santo. (I)

Numeri 35:26 Ma, se pur l’ucciditore esce fuor de’ confini della città del suo rifugio, ove egli si sarà rifuggito; (I)

Numeri 35:27 e colui che ha la ragione di vendicare il sangue, trovandolo fuor de’ confini della città del suo rifugio, l’uccide; egli non è colpevole d’omicidio. (I)

Numeri 35:28 Perciocchè colui ha da star nella città del suo rifugio, fino alla morte del sommo Sacerdote; e dopo la morte del sommo Sacerdote, l’ucciditore potrà ritornare alla terra della sua possessione. (I)

Numeri 35:29 Sienvi adunque queste cose per istatuto di legge, per le vostre generazioni, in tutte le vostre stanze. (I)

Numeri 35:30 Quando alcuno avrà percossa a morte una persona, sia quel micidiale ucciso, in sul dire di più testimoni; ma non possa un solo testimonio render testimonianza contro a una persona a morte. (I)

Numeri 35:31 E non prendete prezzo di riscatto per la vita dell’ucciditore, il quale è colpevole, e degno di morte; anzi del tutto sia fatto morire. (I)

Numeri 35:32 Parimente non prendete alcun prezzo, per lasciar rifuggire alcuno alla città del suo rifugio; nè per ritornare a dimorar nel paese avanti la morte del Sacerdote. (I)

Numeri 35:33 E non profanate il paese, nel quale voi abiterete; conciossiachè il sangue profani il paese; e il paese non può esser purgato del sangue, che sarà stato sparso in esso, se non col sangue di chi l’avrà sparso. (I)

Numeri 35:34 Non profanate adunque il paese, nel quale voi dimorerete, in mezzo del quale io abiterò; perciocchè io sono il Signore, che abito per mezzo i figliuoli d’Israele. (I)

Numeri 36:1 OR i Capi delle famiglie paterne della nazione de’ figliuoli di Galaad, figliuolo di Machir, figliuol di Manasse, delle nazioni de’ figliuoli di Giuseppe, si fecero innanzi, e parlarono in presenza di Mosè, e de’ principali ch’erano Capi delle famiglie paterne de’ figliuoli d’Israele, (I)

Numeri 36:2 e dissero: Il Signore ha comandato al mio signore di dare il paese in eredità a’ figliuoli d’Israele, a sorte; e oltr’a ciò, al mio signore è stato comandato dal Signore di dar l’eredità di Selofad, nostro fratello, alle sue figliuole. (I)

Numeri 36:3 Ora, se elleno si maritano ad alcuno dell’altre tribù de’ figliuoli d’Israele, la loro eredità sarà ricisa dall’eredità de’ nostri padri, e sarà aggiunta all’eredità della tribù di quelli a’ quali si mariteranno; e così sarà diminuito della sorte della nostra eredità. (I)

Numeri 36:4 E anche, quando i figliuoli d’Israele avranno il Giubileo, l’eredità di esse sarà aggiunta all’eredità della tribù di quelli a’ quali si mariteranno; e così la loro eredità sarà ricisa dall’eredità della tribù de’ nostri padri. (I)

Numeri 36:5 E Mosè diede comandamento a’ figliuoli d’Israele, secondo la parola del Signore, dicendo: La tribù de’ figliuoli di Giuseppe parla dirittamente. (I)

Numeri 36:6 Quest’è quello che il Signore ha comandato intorno alle figliuole di Selofad, dicendo: Maritinsi a chi aggraderà loro; ma pur maritinsi in alcuna delle nazioni della tribù del padre loro. (I)

Numeri 36:7 E non sia trasportata tra’ figliuoli d’Israele, alcuna eredità di tribù in tribù; anzi attengasi ciascuno de’ figliuoli d’Israele all’eredità della tribù de’ suoi padri. (I)

Numeri 36:8 E maritisi ogni fanciulla, che sarà erede, fra le tribù de’ figliuoli d’Israele, a uno della nazione della tribù di suo padre; acciocchè i figliuoli d’Israele posseggano ciascuno l’eredità de’ suoi padri. (I)

Numeri 36:9 E non si trasportino le eredità da una tribù all’altra, anzi ciascuna tribù de’ figliuoli d’Israele s’attenga alla sua eredità. (I)

Numeri 36:10 Come il Signore avea comandato a Mosè, così fecero le figliuole di Selofad. (I)

Numeri 36:11 E Mala, e Tirsa, ed Hogla, e Milca, e Noa, figliuole di Selofad, si maritarono co’ figliuoli de’ loro zii. (I)

Numeri 36:12 Così furono maritate a mariti ch’erano delle nazioni de’ figliuoli di Manasse, figliuolo di Giuseppe; e la loro eredità restò nella tribù della nazione del padre loro. (I)

Numeri 36:13 Questi sono i comandamenti e le leggi, le quali il Signore diede a’ figliuoli d’Israele, per man di Mosè, nelle campagne di Moab, presso al Giordano di Gerico. (I)

Deuteronomio 1:1 QUESTE son le parole, le quali Mosè pronunziò a tutto Israele, di qua dal Giordano, nel deserto, nella campagna, dirincontro a Suf, fra Paran, e Tofel, e Laban, e Haserot, e Dizahab. (I)

Deuteronomio 1:2 Vi sono undici giornate da Horeb, per la via del monte di Seir, fino a Cades-barnea. (I)

Deuteronomio 1:3 Or l’anno quarantesimo, alle calendi dell’undecimo mese, Mosè parlò a’ figliuoli d’Israele, secondo tutto ciò che il Signore gli aveva comandato di dir loro, (I)

Deuteronomio 1:4 dopo ch’ebbe sconfitto Sihon, re degli Amorrei, il quale abitava in Hesbon, e. Og, re di Basan, che abitava in Astarot, e in Edrei. (I)

Deuteronomio 1:5 Di qua dal Giordano, nel paese di Moab, Mosè imprese a dichiarar questa Legge dicendo: (I)

Deuteronomio 1:6 Il Signore Iddio nostro parlò a noi in Horeb, dicendo: Voi siete assai dimorati in questo monte. (I)

Deuteronomio 1:7 Mettetevi in cammino, partitevi di qui, ed entrate ne’ monti degli Amorrei, e in tutte le lor vicinanze, nella campagna, nel monte, nella pianura, nella parte meridionale, e nella costa del mare, nel paese de’ Cananei, e nel Libano, fino al gran Fiume, ch’è il fiume Eufrate. (I)

Deuteronomio 1:8 Ecco, io ho posto il paese in vostro potere: entrate, e possedete il paese, il quale il Signore giurò a’ vostri padri, ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe, ch’egli lo darebbe loro, e alla lor progenie dopo loro. (I)

Deuteronomio 1:9 E in quel tempo io vi parlai, dicendo: Io non posso reggervi solo. (I)

Deuteronomio 1:10 Il Signore Iddio vostro vi ha moltiplicati, ed ecco, oggi voi siete come le stelle del cielo, in moltitudine. (I)

Deuteronomio 1:11 Il Signore Iddio de’ vostri padri vi accresca pure mille volte più, e benedicavi, siccome egli vi ha parlato. (I)

Deuteronomio 1:12 Come potrei io portar solo la fatica, e il carico di voi, e le vostre liti? (I)

Deuteronomio 1:13 Datemi d’infra le vostre tribù degli uomini savi, e intendenti, e ben riconosciuti, e io ve li costituirò per Capi. (I)

Deuteronomio 1:14 E voi mi rispondeste, e diceste: Egli è bene di far ciò che tu dici. (I)

Deuteronomio 1:15 Allora io presi de’ principali delle vostre tribù, uomini savi, e ben riconosciuti, e li costituii Capi sopra voi, Capi di migliaia, Capi di centinaia, Capi di cinquantine, Capi di decine, e Ufficiali per le vostre tribù. (I)

Deuteronomio 1:16 E in quel tempo comandai, e dissi a’ vostri giudici: Date udienza a’ vostri fratelli negli affari che avranno insieme, e giudicate giustamente fra l’uno uomo e l’altro; fratello, o straniere ch’egli gli sia. (I)

Deuteronomio 1:17 Non riguardate alla qualità della persona nel giudicio; ascoltate così il piccolo, come il grande; non temete di alcun uomo; conciossiachè il giudicio appartenga a Dio; e rapportate a me le cose che saranno troppo difficili per voi, ed io le udirò. (I)

Deuteronomio 1:18 In quel tempo ancora vi comandai tutte le cose che dovete fare. (I)

Deuteronomio 1:19 Poi noi ci partimmo di Horeb, e camminammo per tutto quel grande e spaventevole deserto, il qual voi avete veduto, traendo al monte degli Amorrei, come il Signore Iddio nostro ci avea comandato: e arrivammo fino a Cades-barnea. (I)

Deuteronomio 1:20 Allora io vi dissi: Voi siete arrivati al monte degli Amorrei, il quale il Signore Iddio nostro ci dona. (I)

Deuteronomio 1:21 Vedi, il Signore Iddio tuo ha posto il paese in tuo potere; sali, possedilo, come il Signore Iddio de’ tuoi padri ti ha detto; non temere, e non ispaventarti. (I)

Deuteronomio 1:22 E voi vi accostaste tutti a me, e diceste: Lascia che mandiamo davanti a noi degli uomini, che c’investighino il paese, e ci rapportino alcuna cosa del cammino per lo quale abbiamo da salire, e delle città alle quali abbiamo da venire. (I)

Deuteronomio 1:23 E la cosa mi aggradì; e io presi dodici uomini di voi, uno per tribù; (I)

Deuteronomio 1:24 ed essi si misero in cammino; e, saliti al monte, pervennero fino alla valle di Escol, e spiarono il paese. (I)

Deuteronomio 1:25 E presero in mano del frutto di esso, e cel portarono, e fecero la lor relazione, e dissero: Il paese che il Signore Iddio nostro ci dona è buono. (I)

Deuteronomio 1:26 Ma voi non voleste salire, e foste ribelli al comandamento del Signore Iddio vostro. (I)

Deuteronomio 1:27 E mormoraste nelle vostre tende, e diceste: Perciocchè il Signore ci odia, egli ci ha fatti uscir fuor del paese di Egitto, per darci nelle mani degli Amorrei, per distruggerci. (I)

Deuteronomio 1:28 Dove montiamo noi? i nostri fratelli ci hanno fatto struggere il cuore, dicendo: Quella gente è più grande, e di più alta statura di noi; le città vi sono grandi e forti, e arrivano fino al cielo; e anche vi abbiamo veduti i figliuoli degli Anachiti. (I)

Deuteronomio 1:29 E io vi dissi: Non vi sgomentate, e non abbiate paura di loro. (I)

Deuteronomio 1:30 Il Signore Iddio vostro, che cammina davanti a voi, esso combatterà per voi, secondo tutto ciò ch’egli ha fatto inverso voi, davanti agli occhi vostri in Egitto; (I)

Deuteronomio 1:31 e nel deserto, dove tu hai veduto come il Signore Iddio vostro ti ha portato, come un uomo porterebbe il suo figliuolo, per tutto il cammino che avete fatto, finchè siate arrivati in questo luogo. (I)

Deuteronomio 1:32 Ma per tutto ciò voi non credeste al Signore Iddio vostro, (I)

Deuteronomio 1:33 il quale andava davanti a voi per lo cammino, per investigarvi luogo da accamparvi, in fuoco di notte per illuminarvi nel cammino, per lo quale avevate da camminare, e di giorno nella nuvola. (I)

Deuteronomio 1:34 E il Signore udì la voce delle vostre parole, e si adirò gravemente, e giurò, dicendo: (I)

Deuteronomio 1:35 Se alcuno di questi uomini, questa malvagia generazione, vedrà quel buon paese che ho giurato di dare a’ vostri padri, (I)

Deuteronomio 1:36 salvo Caleb, figliuolo di Gefunne; egli lo vedrà, e a lui, e a’ suoi figliuoli, darò il paese, nel quale è camminato; perciocchè egli ha compiutamente seguitato il Signore. (I)

Deuteronomio 1:37 Eziandio contr’a me si adirò il Signore per cagion vostra, dicendo: Nè anche tu vi entrerai. (I)

Deuteronomio 1:38 Giosuè, figliuolo di Nun, che ti serve, esso vi entrerà; confortalo; perciocchè esso metterà Israele in possessione di quel paese. (I)

Deuteronomio 1:39 E i vostri piccoli figliuoli, de’ quali avete detto che sarebbero in preda, e i vostri figliuoli, i quali oggi non conoscono nè il bene nè il male, essi vi (I)

Deuteronomio 1:40 Ma voi, tornate indietro e avviatevi verso il deserto, in direzione del mar Rosso". (I)

Deuteronomio 1:41 Allora voi rispondeste, dicendomi: "Abbiam peccato contro l’Eterno; noi saliremo e combatteremo, interamente come l’Eterno, l’Iddio nostro, ci ha ordinato". E ognun di voi cinse le armi, e vi metteste temerariamente a salire verso i monti. (I)

Deuteronomio 1:42 E l’Eterno mi disse: "Di’ loro: Non salite, e non combattete, perché io non sono in mezzo a voi; voi sareste sconfitti davanti ai vostri nemici". (I)

Deuteronomio 1:43 Io ve lo dissi, ma voi non mi deste ascolto; anzi foste ribelli all’ordine dell’Eterno, foste presuntuosi, e vi metteste a salire verso i monti. (I)

Deuteronomio 1:44 Allora gli Amorei, che abitano quella contrada montuosa, uscirono contro a voi, v’inseguirono come fanno le api, e vi batterono in Seir fino a Horma. (I)

Deuteronomio 1:45 E voi tornaste e piangeste davanti all’Eterno; ma l’Eterno non dette ascolto alla vostra voce e non vi porse orecchio. (I)

Deuteronomio 1:46 Così rimaneste in Kades molti giorni; e ben sapete quanti giorni vi siete rimasti. (I)

Deuteronomio 2:1 Poi noi ci rivolgemmo indietro, e andammo verso il deserto, traendo al mar rosso, come il Signore mi avea detto; e circuimmo il monte di Seir, per un lungo tempo. (I)

Deuteronomio 2:2 Poi il Signore mi disse: Voi avete assai circuito questo monte; (I)

Deuteronomio 2:3 rivolgetevi verso il Settentrione. (I)

Deuteronomio 2:4 E comanda al popolo, e digli: Voi siete ora per passar per li confini de’ figliuoli di Esaù, vostri fratelli, i quali dimorano in Seir; ed essi avranno paura di voi; ma però prendetevi gran guardia. (I)

Deuteronomio 2:5 Non movete lor guerra; perciocchè io non vi darò nulla del lor paese, non pure un piè di terra; perciocchè io ho dato il monte di Seir per eredità a Esaù. (I)

Deuteronomio 2:6 Comperate da loro con danari la vittuaglia che mangerete; comperate eziandio da loro con danari l’acqua che berrete. (I)

Deuteronomio 2:7 Conciossiachè il Signore Iddio tuo ti abbia benedetto in tutta l’opera delle tue mani; egli ha avuta cura di te, mentre sei camminato per questo gran deserto; il Signore Iddio tuo è stato teco questi quarant’anni, e tu non hai avuto mancamento di nulla. (I)

Deuteronomio 2:8 Così noi passammo oltre, lasciati i figliuoli di Esaù, nostri fratelli, i quali abitano nel monte di Seir, fin dalla via della pianura, da Elat, e da Esion-gaber, e ci rivolgemmo, e passammo oltre, traendo verso il deserto di Moab. (I)

Deuteronomio 2:9 E il Signore mi disse: Non nimicare i Moabiti, e non mover loro guerra; perciocchè io non ti darò nulla del lor paese a possedere; conciossiachè io abbia dato Ar per eredità a’ figliuoli di Lot. (I)

Deuteronomio 2:10 Già abitavano quel paese gli Emei, gente grande, possente, e d’alta statura, come gli Anachiti. (I)

Deuteronomio 2:11 Ed erano anch’essi riputati giganti, come gli Anachiti; e i Moabiti li chiamavano Emei. (I)

Deuteronomio 2:12 E in Seir già abitavano gli Horei; ma i figliuoli di Esaù li cacciarono, e li distrussero d’innanzi a loro, e abitarono in luogo loro; come ha fatto Israele nel paese della sua eredità, che il Signore gli ha dato. (I)

Deuteronomio 2:13 Ora levatevi, passate il torrente di Zered. E noi passammo il torrente di Zered. (I)

Deuteronomio 2:14 Or il tempo, nel quale noi siamo camminati da Cades-barnea, finchè siamo passati il torrente di Zered, è stato trentotto anni; finchè sia stata consumata, d’infra il campo, tutta quella generazione, cioè gli uomini di guerra; come il Signore avea loro giurato. (I)

Deuteronomio 2:15 La mano del Signore è stata altresì contro a loro, per distruggerli d’infra il campo, finchè sieno stati consumati. (I)

Deuteronomio 2:16 E, dopo che tutti quegli uomini di guerra d’infra il popolo furono finiti di morire, (I)

Deuteronomio 2:17 il Signore mi parlò, dicendo: (I)

Deuteronomio 2:18 Oggi tu sei per passare i confini di Moab, cioè Ar; (I)

Deuteronomio 2:19 e tu ti appresserai dirincontro a’ figliuoli di Ammon; non usar contr’a loro alcuna ostilità, e non mover loro guerra; perciocchè io non ti darò nulla del lor paese a possedere; conciossiachè io l’abbia dato a’ figliuoli di Lot, per eredità. (I)

Deuteronomio 2:20 Quel paese fu anch’esso già riputato paese di giganti; già vi abitavano i giganti; e gli Ammoniti li chiamavano Zamzummei; (I)

Deuteronomio 2:21 gente grande, e possente, e d’alta statura, come gli Anachiti; e il Signore li distrusse d’innanzi agli Ammoniti, onde essi li cacciarono, e abitarono nel luogo loro; (I)

Deuteronomio 2:22 come egli avea fatto a’ figliuoli di Esaù, che abitano in Seir, d’innanzi ai quali distrusse gli Horei; onde essi li cacciarono, e sono abitati nel luogo loro sino a questo giorno. (I)

Deuteronomio 2:23 I Caftorei anch’essi, usciti di Caftor, distrussero gli Avvei, che dimoravano in Haserim, fino a Gaza, e abitarono nel luogo loro. (I)

Deuteronomio 2:24 Levatevi, dipartitevi, e passate il torrente di Arnon; vedi, io ti do nelle mani Sihon, re di Hesbon, Amorreo, e il suo paese; comincia a prender possessione, e movigli guerra. (I)

Deuteronomio 2:25 Oggi comincerò a mettere spavento e paura di te sopra i popoli, sotto tutto il cielo, talchè udendo il grido di te, tremeranno, e saranno in angoscia per tema di te. (I)

Deuteronomio 2:26 Allora io mandai ambasciatori dal deserto di Chedemot, a Sihon, re di Hesbon, per portargli parole di pace, dicendo: (I)

Deuteronomio 2:27 Lascia che io passi per lo tuo paese; io camminerò per la strada maestra, senza rivolgermi nè a destra nè a sinistra. (I)

Deuteronomio 2:28 Tu mi venderai la vittuaglia ch’io mangerò a prezzo, e a prezzo altresì mi darai l’acqua ch’io berrò; concedimi solo di passare col mio seguito; (I)

Deuteronomio 2:29 come mi han fatto i figliuoli di Esaù, che abitano in Seir; e i Moabiti, che abitano in Ar; finchè io sia passato il Giordano, per entrar nel paese che il Signore Iddio nostro ci dà. (I)

Deuteronomio 2:30 Ma Sihon, re di Hesbon, non volle lasciarci passar per lo suo paese; perciocchè il Signore Iddio tuo gli avea indurato lo spirito, e ostinato il cuore, per dartelo nelle mani, come oggi appare. (I)

Deuteronomio 2:31 E il Signore mi disse: Vedi, io ho cominciato a darti in tuo potere Sihon, e il suo paese; comincia a prender possessione, conquistando il suo paese. (I)

Deuteronomio 2:32 Sihon adunque uscì, con tutta la sua gente, in battaglia contro a noi, in Iaas. (I)

Deuteronomio 2:33 E il Signore Iddio nostro lo mise in nostro potere, e noi percotemmo lui, e i suoi figliuoli, e tutta la sua gente. (I)

Deuteronomio 2:34 E in quel tempo noi prendemmo tutte le sue città, e distruggemmo alla maniera dell’interdetto, in tutte le città, gli uomini, le donne, e i piccoli fanciulli; noi non vi lasciammo alcuno in vita. (I)

Deuteronomio 2:35 Sol predammo per noi il bestiame, e le spoglie delle città che avevamo prese. (I)

Deuteronomio 2:36 Da Aroer, che è in su la riva del torrente di Arnon, e la città che è nel torrente, fino a Galaad, e’ non vi fu città alcuna così forte, che noi non l’occupassimo; il Signore Iddio nostro le mise tutte in nostro potere. (I)

Deuteronomio 2:37 Sol tu non ti appressasti al paese de’ figliuoli di Ammon; cioè a parte alcuna delle contrade che son lungo il torrente di Iabboc, nè alle città del monte, nè ad alcuno di quei luoghi che il Signore Iddio nostro avea vietati. (I)

Deuteronomio 3:1 Poi noi ci mettemmo in cammino, e salimmo traendo verso Basan; e Og, re di Basan, con tutta la sua gente, uscì in battaglia contro a noi, in Edrei. (I)

Deuteronomio 3:2 E il Signore mi disse: Non temerlo; perciocchè io ti do nelle mani lui, e tutta la sua gente, e il suo paese: e fagli come tu facesti a Sihon, re degli Amorrei, che abitava in Hesbon. (I)

Deuteronomio 3:3 E il Signore Iddio nostro ci diede nelle mani eziandio Og, re di Basan, e tutta la sua gente; e noi lo percotemmo, per maniera che non gli lasciammo alcuno in vita. (I)

Deuteronomio 3:4 E in quel tempo pigliammo tutte le sue città; e non vi fu città alcuna che noi non prendessimo loro; noi prendemmo sessanta città, tutta la contrada di Argob, ch’era il regno di Og, in Basan. (I)

Deuteronomio 3:5 Tutte quelle città erano fortificate con alte mura, con porte e sbarre; oltre alle terre non murate, ch’erano in grandissimo numero. (I)

Deuteronomio 3:6 E noi le distruggemmo al modo dell’interdetto, come avevamo fatto a Sihon, re di Hesbon; distruggendo al modo dell’interdetto, in tutte le città, gli uomini, le donne, e i fanciulli. (I)

Deuteronomio 3:7 Ma predammo per noi tutto il bestiame, e le spoglie delle città. (I)

Deuteronomio 3:8 Così pigliammo in quel tempo a’ due re degli Amorrei, ch’erano di qua dal Giordano, questo paese, dal torrente di Arnon, fino al monte di Hermon; (I)

Deuteronomio 3:9 i Sidonii chiamano Hermon Sirion, ma gli Amorrei lo chiamano Senir (I)

Deuteronomio 3:10 tutte le città della pianura, e tutto Galaad, e tutto Basan, fino a Salca, ed Edrei, le città del regno di Og, in Basan. (I)

Deuteronomio 3:11 Conciossiachè Og, re di Basan, fosse rimasto solo delle reliquie de’ giganti; ecco, la sua lettiera, che è una lettiera di ferro, non è ella in Rabbat de’ figliuoli di Ammon? la cui lunghezza è di nove cubiti, e la larghezza di quattro cubiti, a cubito d’uomo. (I)

Deuteronomio 3:12 E in quel tempo noi prendemmo possessione di questo paese; io diedi a’ Gaditi, e a’ Rubeniti, ciò che è da Aroer, che è in sul torrente di Arnon, e la metà del monte di Galaad, e le sue città. (I)

Deuteronomio 3:13 Diedi ancora alla metà della tribù di Manasse il rimanente di Galaad, e tutto Basan, ch’era il regno di Og. Tutta la contrada di Argob, per tutto Basan, si chiamava il paese de’ giganti. (I)

Deuteronomio 3:14 Iair, figliuolo di Manasse, prese tutta la contrada di Argob, fino a’ confini de’ Ghesuriti e de’ Maacatiti; e chiamò que’ luoghi del suo nome: Basan delle villate di Iair; il quale nome dura infino a questo giorno. (I)

Deuteronomio 3:15 E a Machir diedi Galaad. (I)

Deuteronomio 3:16 Ma a’ Rubeniti e a’ Gaditi diedi da Galaad fino al torrente di Arnon, nel mezzo del torrente, e i confini; e fino al torrente di Iabboc, confine de’ figliuoli di Ammon; (I)

Deuteronomio 3:17 e la campagna, e il Giordano, e i confini, da Chinneret, fino al mare della pianura, che è il mar salato, sotto Asdot-Pisga, verso Oriente. (I)

Deuteronomio 3:18 E in quel tempo io vi comandai, e dissi: Il Signore Iddio vostro vi ha dato questo paese, per possederlo; tutti gli uomini di valore d’infra voi passino in arme, davanti a’ figliuoli d’Israele, vostri fratelli. (I)

Deuteronomio 3:19 Sol restino nelle vostre città, ch’io vi ho date, le vostre mogli, e i vostri piccoli figliuoli, e il vostro bestiame, del quale io so che avete assai; (I)

Deuteronomio 3:20 finchè il Signore abbia dato riposo a’ vostri fratelli, siccome ha dato a voi, e che abbian presa anch’essi possessione del paese che il Signore Iddio vostro dà loro, di là dal Giordano; poi ve ne ritornerete, ciascuno alla sua possessione, la quale io vi ho data. (I)

Deuteronomio 3:21 In quel tempo ancora io comandai, e dissi a Giosuè: I tuoi occhi hanno veduto tutto ciò che il Signore Iddio vostro ha fatto a questi due re; così farà il Signore a tutti i regni, dove tu passerai. (I)

Deuteronomio 3:22 Non temete di loro; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che combatte per voi. (I)

Deuteronomio 3:23 In quel tempo ancora io supplicai al Signore, dicendo: (I)

Deuteronomio 3:24 Signore Iddio, tu hai cominciato a mostrare al tuo servitore la tua grandezza, e la tua potente mano; perciocchè, chi è quel Dio nel cielo, o nella terra, che possa fare secondo le tue opere, e secondo le tue potenze? (I)

Deuteronomio 3:25 Deh! permetti ch’io passi, e vegga quel buon paese, che è di là dal Giordano, que’ buoni monti, e il Libano. (I)

Deuteronomio 3:26 Ma il Signore si era gravemente adirato contro a me, per cagion vostra, e però non mi esaudì. E il Signore mi disse: Bastiti; non parlarmi più di questa cosa. (I)

Deuteronomio 3:27 Sali in su la sommità di Pisga, e alza gli occhi verso Occidente, verso Settentrione, verso Mezzodì, e verso Oriente, e riguarda quel paese con gli occhi tuoi; perciocchè tu non passerai questo Giordano. (I)

Deuteronomio 3:28 E da’ i tuoi ordini a Giosuè, e confortalo, e inanimalo; conciossiachè esso abbia da passar davanti a questo popolo, e da metterlo in possessione del paese che tu vedrai. (I)

Deuteronomio 3:29 E noi ci fermammo in questa valle, dirimpetto a Bet-peor. (I)

Deuteronomio 4:1 ORA dunque, Israele, attendi agli statuti e alle leggi le quali io t’insegno, acciocchè tu le metta in opera, affinchè voi viviate, ed entriate nel paese, che il Signore Iddio de’ vostri padri vi dà, e lo possediate. (I)

Deuteronomio 4:2 Non aggiungete nulla a ciò ch’io vi comando, e non ne diminuite nulla, affine di osservare i comandamenti del Signore Iddio vostro, i quali io vi do. (I)

Deuteronomio 4:3 Gli occhi vostri hanno veduto ciò che il Signore fece per cagione di Baal-peor; come il Signore Iddio tuo distrusse d’infra te chiunque era andato dietro a Baal-peor. (I)

Deuteronomio 4:4 Ma voi, che vi siete attenuti al Signore Iddio vostro, siete oggi tutti in vita. (I)

Deuteronomio 4:5 Ecco, io vi ho insegnati statuti e leggi, siccome il Signore Iddio mio mi ha comandato; acciocchè facciate così nel paese, nel quale voi entrate, per possederlo. (I)

Deuteronomio 4:6 Osservateli adunque, e metteteli in opera; conciossiachè questa sia la vostra sapienza e il vostro senno, nel cospetto de’ popoli, i quali, udendo tutti questi statuti, diranno: Questa gran nazione sola è un popolo savio e intendente. (I)

Deuteronomio 4:7 Imperocchè quale è la gran nazione, alla quale Iddio sia prossimo, come a noi è il Signore Iddio nostro, ogni volta che noi l’invochiamo? (I)

Deuteronomio 4:8 E quale è la gran nazione, che abbia statuti e leggi giuste, siccome è tutta questa Legge, la quale oggi io vi propongo? (I)

Deuteronomio 4:9 Sol prenditi guardia, e guarda diligentemente l’anima tua, che tu non dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute; e che giammai, tutti i giorni della tua vita, non si dipartano dal tuo cuore; anzi falle assapere a’ tuoi figliuoli, e a’ figliuoli de’ figliuoli; (I)

Deuteronomio 4:10 le cose che tu vedesti in quel giorno che tu comparisti davanti al Signore Iddio tuo, in Horeb, dopo che il Signore mi ebbe detto: Adunami il popolo, e io farò loro intendere le mie parole, acciocchè le imparino, per temermi tutto il tempo che viveranno in su la terra; e le insegnino a’ lor figliuoli. (I)

Deuteronomio 4:11 E voi vi appressaste, e vi fermaste sotto il monte, il quale ardeva in fuoco, fino a mezzo il cielo, con oscurità, nuvola e caligine. (I)

Deuteronomio 4:12 E il Signore parlò a voi di mezzo al fuoco; voi udiste la voce delle parole, ma dalla voce in fuori, non vedeste alcuna simiglianza. (I)

Deuteronomio 4:13 Ed egli vi dichiarò il suo patto, ch’egli vi comandò di mettere in opera; le dieci parole ch’egli scrisse in su due Tavole di pietra. (I)

Deuteronomio 4:14 E a me comandò il Signore in quel tempo che io v’insegnassi statuti e leggi, acciocchè voi le metteste in opera nel paese, al quale voi passate per possederlo. (I)

Deuteronomio 4:15 Guardatevi adunque diligentemente, sopra l’anime vostre; conciossiachè voi non vedeste alcuna simiglianza nel giorno che il Signore vi parlò in Horeb di mezzo al fuoco; (I)

Deuteronomio 4:16 che talora voi non vi corrompiate, e non vi facciate alcuna scultura, nè simiglianza d’alcuna immagine, nè ritratto di maschio o di femmina; (I)

Deuteronomio 4:17 nè ritratto d’alcun animale che sia in su la terra; nè ritratto d’alcun uccello che abbia ale, e voli per lo cielo; (I)

Deuteronomio 4:18 nè ritratto d’alcuna bestia che serpa in su la terra; nè ritratto d’alcun pesce che sia nell’acque, sotto la terra; (I)

Deuteronomio 4:19 e che talora, alzando gli occhi al cielo, e veggendo il sole, e la luna, e le stelle, tutto l’esercito del cielo, tu non sii sospinto ad adorar quelle cose e a servir loro; conciossiachè il Signore Iddio tuo abbia fatto parte di quelle a tutti i popoli sotto tutto il cielo. (I)

Deuteronomio 4:20 Ma il Signore ha presi voi; e trattivi fuor della fornace di ferro, di Egitto, acciocchè gli siate un popolo ereditario, come oggi appare. (I)

Deuteronomio 4:21 Or il Signore si adirò gravemente contro a me per cagion vostra, e giurò che io non passerei il Giordano, e che io non entrerei nel buon paese che il Signore Iddio tuo ti dà per eredità. (I)

Deuteronomio 4:22 Conciossiachè io abbia da morire in questo paese, e non abbia da passare il Giordano; ma voi lo passerete, e possederete quel buon paese. (I)

Deuteronomio 4:23 Guardatevi che talora non dimentichiate il patto del Signore Iddio vostro, il quale egli ha fatto con voi, e non vi facciate alcuna scultura nè simiglianza di cosa alcuna; il che il Signore Iddio vostro vi ha vietato. (I)

Deuteronomio 4:24 Perciocchè il Signore Iddio tuo è un fuoco consumante, un Dio geloso. (I)

Deuteronomio 4:25 Quando avrete generati figliuoli e figliuoli di figliuoli, e sarete invecchiati nel paese, se voi vi corrompete, e fate scultura, o somiglianza di cosa alcuna, e ciò che dispiace al Signore Iddio vostro, per irritarlo; (I)

Deuteronomio 4:26 io prendo oggi in testimonio contro a voi il cielo e la terra, che tosto perirete del tutto d’in sul paese, al quale, passato il Giordano, andate per possederlo; voi non prolungherete i vostri giorni sopra esso, anzi del tutto sarete distrutti. (I)

Deuteronomio 4:27 E il Signore vi dispergerà fra’ popoli, e resterete in piccol numero fra le nazioni, dove il Signore vi avrà condotti. (I)

Deuteronomio 4:28 E quivi servirete a dii che saranno opera di mano d’uomini, di legno, o di pietra, i quali non veggono, e non odono, e non mangiano, e non odorano. (I)

Deuteronomio 4:29 Ma pure, se di là voi ricercherete il Signore Iddio vostro, voi lo troverete, quando l’avrete cercato con tutto il cuor vostro, e con tutta l’anima vostra. (I)

Deuteronomio 4:30 Quando tu sarai in angoscia, e tutte queste cose ti saranno avvenute, se negli ultimi tempi tu ti converti al Signore Iddio tuo, e ubbidisci alla sua voce; (I)

Deuteronomio 4:31 perciocchè il Signore Iddio tuo è un Dio pietoso; egli non ti abbandonerà, e non ti distruggerà, e non dimenticherà il patto fatto co’ tuoi padri il quale egli ha lor giurato. (I)

Deuteronomio 4:32 Perciocchè, domanda pure ora dei tempi antichi, che sono stati avanti che tu fossi, dal dì che Iddio creò l’uomo in su la terra, se mai da uno estremo del cielo, infino all’altro, è stato fatto, o si è udito nulla di simile a questa gran cosa; (I)

Deuteronomio 4:33 se mai alcun popolo ha udita la voce di Dio parlante di mezzo al fuoco, come l’hai udita tu, ed è restato in vita. (I)

Deuteronomio 4:34 Ovvero, se Iddio ha mai fatta una tal prova, di venire a prendersi una nazione d’infra un’altra, con prove, con miracoli, e con prodigi, e con battaglie, e con potente mano, e con braccio disteso, e con grandi spaventi, secondo tutto ciò che il Signore Iddio vostro vi ha fatto in Egitto, davanti agli occhi vostri. (I)

Deuteronomio 4:35 A te sono state fatte veder queste cose, acciocchè tu conosca che il Signore è l’Iddio, e che non ve n’è alcun altro fuor che lui. (I)

Deuteronomio 4:36 Egli ti ha fatto udir la sua voce dal cielo, per ammaestrarti; e in terra ti ha fatto vedere il suo gran fuoco, e tu hai udite le sue parole di mezzo al fuoco. (I)

Deuteronomio 4:37 E per ciò ch’egli ha amati i tuoi padri, egli ha eletta la lor progenie dopo loro, e ti ha tratto fuor di Egitto, con la sua faccia, e con la sua gran forza; (I)

Deuteronomio 4:38 per cacciar d’innanzi a te genti più grandi, e più potenti di te, per farti entrar nel lor paese, e per dartelo in eredità, come oggi appare. (I)

Deuteronomio 4:39 Conosci adunque oggi, e riduciti al cuore, che il Signore è Iddio, in cielo disopra, e in terra disotto, e che non ve n’è alcun altro. (I)

Deuteronomio 4:40 Osserva adunque i suoi statuti e i suoi comandamenti che oggi ti do, acciocchè sia bene a te, e a’ tuoi figliuoli dopo te; e acciocchè tu sempremai prolunghi i tuoi giorni in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Deuteronomio 4:41 ALLORA Mosè mise da parte di qua dal Giordano, verso il sol levante, tre città, (I)

Deuteronomio 4:42 acciocchè vi si rifuggisse l’ucciditore che avesse ucciso il suo prossimo disavvedutamente, non avendolo per addietro odiato; e ch’essendosi rifuggito in una di quelle città, avesse la vita salva. (I)

Deuteronomio 4:43 Quelle furono Beser, nel deserto, nella contrada della pianura, del paese de’ Rubeniti; e Ramot in Galaad, di quel de’ Gaditi; e Golan in Basan, di quel de’ Manassiti. (I)

Deuteronomio 4:44 OR quest’è la legge, la qual Mosè propose a’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 4:45 Queste son le testimonianze, e gli statuti, e le leggi, le quali Mosè pronunziò a’ figliuoli d’Israele, dopo che furono usciti d’Egitto. (I)

Deuteronomio 4:46 Di qua dal Giordano, nella valle, dirincontro a Bet-peor, nel paese di Sihon, re degli Amorrei, che abitava in Hesbon; il qual Mosè, e i figliuoli d’Israele, aveano percosso, dopo che furono usciti d’Egitto; (I)

Deuteronomio 4:47 e il cui paese conquistarono, insieme col paese di Og, re di Basan; due re degli Amorrei, i quali erano di qua dal Giordano, verso il Sol levante; (I)

Deuteronomio 4:48 da Aroer, che è in su la riva del torrente di Arnon, e fino al monte di Sion, che è Hermon, (I)

Deuteronomio 4:49 e tutta la pianura di qua dal Giordano, verso oriente; e fino al mar della pianura, sotto Asdot-Pisga. (I)

Deuteronomio 5:1 E Mosè chiamò tutto Israele, e disse loro: Ascolta, Israele, gli statuti e le leggi le quali io pronunzio oggi a’ vostri orecchi; imparatele adunque, e osservatele, per metterle in opera. (I)

Deuteronomio 5:2 Il Signore Iddio nostro fece patto con noi in Horeb. (I)

Deuteronomio 5:3 Il Signore non fece questo patto co’ nostri padri, anzi con noi, che siamo oggi qui e siamo tutti in vita. (I)

Deuteronomio 5:4 Il Signore parlò con voi a faccia a faccia, sul monte, di mezzo al fuoco, (I)

Deuteronomio 5:5 stando io in quel tempo fra il Signore e voi, per rapportarvi la parola del Signore; conciossiachè voi temeste per quel fuoco, e non saliste in sul monte, dicendo: (I)

Deuteronomio 5:6 Io sono il Signore Iddio tuo, che ti ho tratto fuor del paese di Egitto, della casa di servitù. (I)

Deuteronomio 5:7 Non avere altri dii nel mio cospetto. (I)

Deuteronomio 5:8 Non farti scultura alcuna, nè immagine alcuna di cosa che sia in cielo disopra, nè di cosa che sia in terra disotto, nè di cosa che sia nell’acque disotto alla terra. (I)

Deuteronomio 5:9 Non adorar quelle cose, e non servir loro; perciocchè io, il Signore Iddio tuo, sono un Dio geloso, che fo punizione dell’iniquità de’ padri sopra i figliuoli, fino alla terza e alla quarta generazione, inverso quelli che m’odiano; (I)

Deuteronomio 5:10 e uso benignità in mille generazioni verso quelli che m’amano, e osservano i miei comandamenti. (I)

Deuteronomio 5:11 Non usare il Nome del Signore Iddio tuo in vano; perciocchè il Signore non terrà per innocente chi avrà usato il suo Nome in vano. (I)

Deuteronomio 5:12 Osserva il giorno del riposo, per santificarlo, siccome il Signore Iddio tuo ti ha comandato. (I)

Deuteronomio 5:13 Lavora sei giorni, e fai ogni opera tua. (I)

Deuteronomio 5:14 Ma il settimo giorno è il giorno del riposo al Signore Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, nè tu, nè il tuo figliuolo, nè la tua figliuola, nè il tuo servo, nè la tua serva, nè il tuo bue, nè il tuo asino, nè alcuna tua bestia, nè il tuo forestiere, che è dentro alle tue porte; acciocchè il tuo servo, e la tua serva, si riposino, come tu. (I)

Deuteronomio 5:15 E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto, e che il Signore Iddio tuo ti ha tratto fuor di là con potente mano, e con braccio disteso; perciò il Signore Iddio tuo ti comanda che tu osservi il giorno del riposo. (I)

Deuteronomio 5:16 Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Iddio tuo ti ha comandato; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati; e acciocchè ti sia bene in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Deuteronomio 5:17 Non uccidere. (I)

Deuteronomio 5:18 Non commettere adulterio. (I)

Deuteronomio 5:19 Non furare. (I)

Deuteronomio 5:20 Non dir falsa testimonianza contro al tuo prossimo. (I)

Deuteronomio 5:21 Non concupir la moglie del tuo prossimo; parimente non appetir la casa del tuo prossimo; nè il suo campo, nè il suo servo, nè la sua serva, nè il suo bue, nè il suo asino, nè cosa alcuna che sia del tuo prossimo. (I)

Deuteronomio 5:22 Queste parole pronunziò il Signore a tutta la vostra raunanza, sul monte, di mezzo al fuoco, alla nuvola, e alla caligine, ad alta voce; e non le disse altro; e scrisse quelle sopra due Tavole di pietra, le quali egli mi diede. (I)

Deuteronomio 5:23 Ora, dopo che aveste udita quella voce di mezzo all’oscurità, ardendo il monte in fuoco, voi foste a me, cioè tutti i Capi delle vostre tribù, e i vostri Anziani; e diceste: (I)

Deuteronomio 5:24 Ecco, il Signore Iddio nostro ci ha fatta veder la sua gloria, e la sua grandezza, e noi abbiamo udita la sua voce di mezzo al fuoco; oggi abbiamo veduto che, parlando Iddio con l’uomo, esso è rimasto in vita. (I)

Deuteronomio 5:25 Ora dunque, perchè morremmo noi? perciocchè questo gran fuoco ci consumerà; se noi seguitiamo a udire ancora la voce del Signore Iddio nostro, noi morremo. (I)

Deuteronomio 5:26 Imperocchè, quale è la carne, qual ch’ella sia, che, avendo udita la voce del vivente Iddio, parlante di mezzo al fuoco, come abbiamo udito noi, sia restata in vita? (I)

Deuteronomio 5:27 Accostati tu, e ascolta tutto ciò che il Signore Iddio nostro dirà; e tu ci rapporterai tutto ciò che il Signore Iddio nostro ti avrà detto, e noi l’ascolteremo, e lo faremo. (I)

Deuteronomio 5:28 E il Signore udì la voce delle vostre parole, mentre parlavate meco. E il Signore mi disse: Io ho udita la voce delle parole di questo popolo, ch’egli ti ha dette; essi hanno ben parlato in tutto ciò che hanno detto. (I)

Deuteronomio 5:29 Oh! avessero pur sempre un tal animo per temermi, e per osservar tutti i miei comandamenti, acciocchè fosse bene a loro, e a’ lor figliuoli, in perpetuo! (I)

Deuteronomio 5:30 Va’, di’ loro: Ritornate alle vostre tende. (I)

Deuteronomio 5:31 Ma tu, resta qui meco, ed io ti dirò tutti i comandamenti, e gli statuti, e le leggi, che tu devi loro insegnare, e ch’essi debbono mettere in opera, nel paese che io do loro, per possederlo. (I)

Deuteronomio 5:32 Prendete adunque guardia di far secondo che il Signore Iddio vostro vi ha comandato; non ve ne rivolgete nè a destra nè a sinistra. (I)

Deuteronomio 5:33 Camminate per tutta la via che il Signore Iddio vostro vi ha comandata, acciocchè viviate, e vi sia bene, e prolunghiate i vostri giorni, nel paese che voi possederete. (I)

Deuteronomio 6:1 OR questi sono i comandamenti, gli statuti e le leggi, che il Signore Iddio vostro mi ha comandato di insegnarvi, acciocchè le mettiate in opera, nel paese al quale voi passate per possederlo; (I)

Deuteronomio 6:2 acciocchè tu tema il Signore Iddio tuo, osservando tutti i suoi statuti e comandamenti, i quali io ti do; tu, e il tuo figliuolo, e il figliuolo del tuo figliuolo, tutto il tempo della tua vita; e acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati. (I)

Deuteronomio 6:3 Ascolta adunque o Israele, e osserva di metterli in opera, acciocchè ti sia bene, e acciocchè siate grandemente moltiplicati, nel paese stillante latte e miele, come il Signore Iddio dei tuoi padri ti ha detto. (I)

Deuteronomio 6:4 Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore; (I)

Deuteronomio 6:5 Ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua, e con tutto il tuo maggior potere. (I)

Deuteronomio 6:6 E dimorino queste parole, le quali oggi ti comando, nel tuo cuore; (I)

Deuteronomio 6:7 e inculcale a’ tuoi figliuoli, e ragionane quando tu sarai a sedere in casa tua, e quando tu camminerai per via, e quando tu giacerai, e quando tu ti leverai. (I)

Deuteronomio 6:8 E legale per segnale, in su la tua mano, e sieno per frontali fra’ tuoi occhi. (I)

Deuteronomio 6:9 Scrivile ancora sopra gli stipiti della tua casa, e sopra le tue porte. (I)

Deuteronomio 6:10 E quando il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese, del quale egli ha giurato a’ tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe, ch’egli te lo darebbe, nelle città grandi e belle, le quali tu non hai edificate; (I)

Deuteronomio 6:11 e nelle case piene d’ogni bene, le quali tu non hai empiute; e a’ pozzi cavati, che tu non hai cavati; e alle vigne, e agli uliveti, che tu non hai piantati; e tu avrai mangiato, e sarai sazio; (I)

Deuteronomio 6:12 guardati che talora tu non dimentichi il Signore, che ti ha tratto fuor del paese di Egitto, della casa di servitù. (I)

Deuteronomio 6:13 Temi il Signore Iddio tuo, e a lui servi, (I)

Deuteronomio 6:14 e giura per lo suo Nome. Non andate dietro agl’iddii stranieri, d’infra gl’iddii de’ popoli che saranno d’intorno a voi; (I)

Deuteronomio 6:15 perciocchè il Signore Iddio tuo è un Dio geloso nel mezzo di te; che talora l’ira del Signore Iddio tuo non si accenda contro a te, e ch’egli non ti distrugga d’in su la terra. (I)

Deuteronomio 6:16 Non tentate il Signore Iddio vostro, come voi lo tentaste in Massa. (I)

Deuteronomio 6:17 Del tutto osservate i comandamenti del Signore Iddio vostro, e le sue testimonianze, e i suoi statuti ch’egli vi ha dati. (I)

Deuteronomio 6:18 E fa’ ciò che è diritto e buono negli occhi del Signore; acciocchè ti sia bene, e che tu entri nel buon paese, il quale il Signore ha giurato a’ tuoi padri; e che tu lo possegga. (I)

Deuteronomio 6:19 Acciocchè egli cacci d’innanzi a te tutti i tuoi nemici; come il Signore ne ha parlato. (I)

Deuteronomio 6:20 Quando il tuo figliuolo per l’innanzi ti domanderà, dicendo: Che voglion dire queste testimonianze, e questi statuti, e queste leggi, che il Signore Iddio nostro vi ha date? (I)

Deuteronomio 6:21 Di’ al tuo figliuolo: Noi eravamo servi di Faraone in Egitto; e il Signore ci trasse fuor di Egitto con potente mano. (I)

Deuteronomio 6:22 E il Signore fece miracoli, e prodigi grandi e dannosi sopra gli Egizj, e sopra Faraone, e sopra tutta la sua casa, davanti agli occhi nostri. (I)

Deuteronomio 6:23 E ci trasse fuor di là, per condurci nel paese il quale egli avea giurato a’ nostri padri, e per darcelo. (I)

Deuteronomio 6:24 E il Signore ci comandò di mettere in opera tutti questi statuti, per temere il Signore Iddio nostro, acciocchè ci sia bene in perpetuo, e siamo conservati in vita, come siamo oggi. (I)

Deuteronomio 6:25 E ciò ci sarà giustizia, quando noi osserveremo di mettere in opera tutti questi comandamenti, nel cospetto del Signore Iddio nostro, siccome egli ci ha comandato. (I)

Deuteronomio 7:1 QUANDO il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese, al quale tu vai per possederlo, e avrà stirpate d’innanzi a te molte nazioni, gli Hittei, e i Ghirgasei, e gli Amorrei, e i Cananei, e i Ferezei, e gli Hivvei, e i Gebusei, sette nazioni maggiori e più potenti di te; (I)

Deuteronomio 7:2 e il Signore le avrà messe in tuo potere, e tu le avrai sconfitte; del tutto distruggile al modo dell’interdetto; non far patto con loro, e non far loro grazia. (I)

Deuteronomio 7:3 E non imparentarti con loro; non dar le tue figliuole a’ lor figliuoli, e non prender le lor figliuole per li tuoi figliuoli. (I)

Deuteronomio 7:4 Perciocchè rivolgerebbero i tuoi figliuoli di dietro a me; onde essi servirebbero a dii stranieri; e l’ira del Signore si accenderebbe contro a voi, ed egli vi distruggerebbe subitamente. (I)

Deuteronomio 7:5 Anzi fate loro così: Disfate i loro altari, e spezzate le loro statue, e tagliate i lor boschi, e bruciate col fuoco le loro sculture. (I)

Deuteronomio 7:6 Perciocchè tu sei un popol santo al Signore Iddio tuo; il Signore Iddio tuo ti ha scelto, acciocchè tu gli sii un popolo peculiare d’infra tutti i popoli che son sopra la faccia della terra. (I)

Deuteronomio 7:7 Il Signore non vi ha posta affezione, e non vi ha eletti, perchè foste più grandi che tutti gli altri popoli; conciossiachè eravate in minor numero che alcun di tutti gli altri popoli. (I)

Deuteronomio 7:8 Anzi, perchè il Signore vi ha amati, e perchè egli attiene il giuramento fatto a’ vostri padri, egli vi ha tratti fuori con potente mano, e vi ha riscossi della casa di servitù, della man di Faraone, re di Egitto. (I)

Deuteronomio 7:9 Conosci adunque che il Signore Iddio tuo è Iddio, l’Iddio verace che osserva il patto e la benignità in mille generazioni, inverso quelli che l’amano, e osservano i suoi comandamenti; (I)

Deuteronomio 7:10 e che fa la retribuzione in faccia a quelli che l’odiano, per distruggerli; egli non la prolunga a quelli che l’odiano, anzi la rende loro in faccia. (I)

Deuteronomio 7:11 Osserva adunque i comandamenti, e gli statuti, e le leggi, le quali oggi ti do, acciocchè tu le metta in opera. (I)

Deuteronomio 7:12 E avverrà, perciocchè voi avrete udite queste leggi, e le avrete osservate, e messe in opera, che il Signore Iddio vostro vi osserverà il patto e la benignità ch’egli ha giurata a’ vostri padri. (I)

Deuteronomio 7:13 Ed egli ti amerà, e ti benedirà, e ti accrescerà, e benedirà il frutto del tuo seno, e il frutto della tua terra; il tuo frumento, e il tuo mosto, e il tuo olio; i parti delle tue vacche, e le gregge delle tue pecore; nel paese del quale egli giurò a’ tuoi padri, ch’egli te lo darebbe. (I)

Deuteronomio 7:14 Tu sarai benedetto sopra tutti i popoli; ei non vi sarà nel mezzo di te, e del tuo bestiame, nè maschio, nè femmina sterile. (I)

Deuteronomio 7:15 E il Signore rimoverà da te ogni malattia; e non ti metterà addosso alcuna di quelle malvage infermità di Egitto, delle quali tu hai avuto conoscenza; anzi le metterà addosso a tutti i tuoi nemici. (I)

Deuteronomio 7:16 Distruggi adunque tutti i popoli che il Signore Iddio tuo ti dà; l’occhio tuo non li risparmi, e non servire agl’iddii loro; perciocchè ciò ti sarebbe un laccio. (I)

Deuteronomio 7:17 Se pur tu dici nel tuo cuore: Queste nazioni sono più grandi di me, come le potrò io scacciare? (I)

Deuteronomio 7:18 Non temer di loro; ricordati pur delle cose che il Signore Iddio tuo ha fatte a Faraone, e a tutti gli Egizj; (I)

Deuteronomio 7:19 delle gran prove che gli occhi tuoi hanno vedute, e de’ miracoli, e de’ prodigi, e della potente mano, e del braccio steso, col quale il Signore Iddio tuo ti ha tratto fuori; e così farà il Signore Iddio tuo a tutti i popoli, dei quali tu temi. (I)

Deuteronomio 7:20 Il Signore Iddio tuo manderà eziandio de’ calabroni contro a loro, finchè quelli che saran rimasti, e quelli che si saran nascosti dal tuo cospetto, sieno periti. (I)

Deuteronomio 7:21 Non isgomentarti per cagion di loro; conciossiachè il Signore Iddio tuo, Dio grande e tremendo, sia nel mezzo di te. (I)

Deuteronomio 7:22 Or il Signore Iddio tuo stirperà quelle nazioni d’innanzi a te, a poco a poco; tu non le potrai distruggere subitamente; che talora le fiere della campagna non moltiplichino contro a te. (I)

Deuteronomio 7:23 E il Signore Iddio tuo le metterà in tuo potere, e le romperà d’una gran rotta, finchè sieno distrutte. (I)

Deuteronomio 7:24 E ti darà i re loro nelle mani, e tu farai perire il lor nome di sotto al cielo; niuno potrà starti a fronte, finchè tu le abbia distrutte. (I)

Deuteronomio 7:25 Brucia col fuoco le sculture de’ loro dii; non appetir l’argento, nè l’oro che sarà sopra esse, e non prenderlo per te; che talora tu non ne sii allacciato; perciocchè è cosa abbominevole al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 7:26 E non recare in casa tua cosa abbominevole, onde tu sii interdetto, come è quella cosa; abbilo del tutto in detestazione, e abbominalo; conciossiachè sia interdetto. (I)

Deuteronomio 8:1 PRENDETE guardia di mettere in opera tutti i comandamenti che oggi vi do, acciocchè viviate, e cresciate, ed entriate nel paese che il Signore Iddio vostro ha giurato a’ vostri padri, e lo possediate. (I)

Deuteronomio 8:2 E ricordati di tutto il cammino, per lo quale il Signore Iddio tuo ti ha condotto questi quarant’anni per lo deserto, per affliggerti, e per isperimentarti, per conoscer ciò che è nel cuor tuo; se tu osserverai i suoi comandamenti o no. (I)

Deuteronomio 8:3 Egli adunque ti ha afflitto, e ti ha fatto aver fame; poi ti ha pasciuto di Manna, della quale nè tu nè i tuoi padri avevate avuta conoscenza; per insegnarti che l’uomo non vive di pan solo, ma d’ogni parola procedente dalla bocca del Signore. (I)

Deuteronomio 8:4 Il tuo vestimento non ti si è logorato addosso; e il tuo piè non si è calterito in questi quarant’anni. (I)

Deuteronomio 8:5 Conosci adunque nel tuo cuore, che il Signore Iddio tuo ti corregge, come un uomo corregge il suo figliuolo. (I)

Deuteronomio 8:6 E osserva i comandamenti del Signore Iddio tuo, per camminar nelle sue vie, e per temerlo. (I)

Deuteronomio 8:7 Perciocchè il Signore Iddio tuo ti fa entrare in un buon paese, paese di rivi d’acque, di fonti e di gorghi, che sorgono nelle valli e ne’ monti; (I)

Deuteronomio 8:8 paese di frumento, e di orzo, e di vigne, e di fichi, e di melagrani; paese d’ulivi da olio, e di miele; (I)

Deuteronomio 8:9 paese nel quale tu non mangerai il pane scarsamente, nel quale non ti mancherà nulla; paese, le cui pietre sono ferro, e da’ cui monti tu caverai il rame. (I)

Deuteronomio 8:10 E quando tu avrai mangiato, e sarai sazio, benedici il Signore Iddio tuo nel buon paese, ch’egli ti avrà dato. (I)

Deuteronomio 8:11 Guardati, che talora tu non dimentichi il Signore Iddio tuo, per non osservare i suoi comandamenti, e le sue leggi, e i suoi statuti, i quali oggi ti do. (I)

Deuteronomio 8:12 Che talora, dopo che tu avrai mangiato, e sarai sazio, e avrai edificate delle belle case, e vi abiterai dentro; (I)

Deuteronomio 8:13 e il tuo grosso e minuto bestiame sarà moltiplicato; e l’argento e l’oro ti sarà aumentato, e ti sarà accresciuta ogni cosa tua; (I)

Deuteronomio 8:14 il tuo cuore non s’innalzi e tu non dimentichi il Signore Iddio tuo, il qual ti ha tratto fuor del paese di Egitto, della casa di servitù; (I)

Deuteronomio 8:15 il qual ti ha condotto per questo grande e terribile deserto, paese di serpi, di serpenti ardenti, e scorpioni; paese arido, senz’acqua; il quale ti ha fatto uscire acqua della rupe del macigno; (I)

Deuteronomio 8:16 il qual ti ha pasciuto nel deserto di Manna, della quale i tuoi padri non aveano avuta conoscenza; per affliggerti, e per provarti, per farti del bene al fine; (I)

Deuteronomio 8:17 e non dica nel cuor tuo: La mia possanza, e la forza della mia mano mi ha acquistate queste ricchezze. (I)

Deuteronomio 8:18 Anzi ricordati del Signore Iddio tuo; ch’egli è quel che ti dà la forza, per portarti valorosamente; per confermare il suo patto ch’egli ha giurato a’ tuoi padri, come oggi appare. (I)

Deuteronomio 8:19 Ma, se pur tu dimentichi il Signore Iddio tuo, e vai dietro ad altri dii, e servi loro, e li adori; io vi protesto oggi che del tutto voi perirete. (I)

Deuteronomio 8:20 Come saran perite le nazioni che il Signore fa perire d’innanzi a voi, così perirete; perciocchè non avrete ubbidito alla voce del Signore Iddio vostro. (I)

Deuteronomio 9:1 ASCOLTA, Israele: oggi tu passi il Giordano, per andare a possedere un paese di genti più grandi e più potenti di te; città grandi e forti, che arrivano fino al cielo, (I)

Deuteronomio 9:2 di una gente grande, e d’alta statura, de’ figliuoli degli Anachiti, de’ quali tu hai conoscenza, e de’ quali tu hai udito dire: Chi potrà stare a fronte a’ figliuoli di Anac? (I)

Deuteronomio 9:3 Sappi adunque oggi che il Signore Iddio tuo, che passa davanti a te, è un fuoco consumante; esso li distruggerà, ed esso li abbatterà davanti a te; tu li scaccerai, e li distruggerai subitamente, come il Signore ti ha parlato. (I)

Deuteronomio 9:4 Non dir nel cuor tuo, quando il Signore li avrà scacciati d’innanzi a te: Il Signore mi ha condotto in questo paese, per possederlo, per la mia giustizia; essendo che il Signore scaccia d’innanzi a te queste genti per la lor malvagità. (I)

Deuteronomio 9:5 Tu non entri a possedere il lor paese per la tua giustizia, nè per la dirittura del cuor tuo; conciossiachè il Signore Iddio tuo scacci quelle genti d’innanzi a te, per la lor malvagità, e per attener la parola ch’egli ha giurata a’ tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe. (I)

Deuteronomio 9:6 Sappi adunque che il Signore Iddio tuo non ti dà a posseder questo buon paese, per la tua giustizia; conciossiachè tu sii un popolo di collo duro. (I)

Deuteronomio 9:7 Ricordati, non dimenticarti come tu hai fatto gravemente adirare il Signore Iddio tuo nel deserto; dal giorno che tu uscisti del paese di Egitto, finchè siete arrivati in questo luogo, voi siete stati ribelli contro al Signore. (I)

Deuteronomio 9:8 Eziandio in Horeb faceste gravemente adirare il Signore; talchè il Signore si crucciò contro a voi, per distruggervi; quando io salii in su la montagna, (I)

Deuteronomio 9:9 per ricever le Tavole di pietra, le Tavole del Patto che il Signore avea fatto con voi; e dimorai in su la montagna quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiar pane, nè bere acqua; (I)

Deuteronomio 9:10 e il Signore mi diede le due Tavole di pietra, scritte col dito di Dio, sopra le quali era scritto, conforme a tutte le parole che il Signore vi avea dette, parlando con voi nella montagna, di mezzo al fuoco, al giorno della raunanza. (I)

Deuteronomio 9:11 Avvenne adunque in capo di quaranta giorni, e di quaranta notti, che il Signore mi diede le due Tavole di pietra, le Tavole del Patto; (I)

Deuteronomio 9:12 e il Signore mi disse: Levati, scendi prestamente di qui; perciocchè il tuo popolo che tu hai tratto fuor di Egitto, si è corrotto; tosto si sono eglino rivolti dalla via che io avea lor comandata: si sono fatti una statua di getto. (I)

Deuteronomio 9:13 Il Signore mi disse ancora: Io ho riguardato questo popolo; ed ecco, egli è un popolo di collo duro. (I)

Deuteronomio 9:14 Lasciami fare, e io li distruggerò, e cancellerò il lor nome di sotto al cielo: e ti farò divenire una nazione più potente, e più grande di lui. (I)

Deuteronomio 9:15 E io mi mossi, e discesi giù dal monte, il quale ardeva in fuoco, avendo nelle mie due mani le due Tavole del Patto. (I)

Deuteronomio 9:16 E io riguardai; ed ecco, voi avevate peccato contro al Signore Iddio vostro; voi vi eravate fatti un vitello di getto; tosto vi eravate stornati dalla via che il Signore vi avea comandata. (I)

Deuteronomio 9:17 E io presi quelle due Tavole, e le gittai giù d’in su le mie due mani, e le spezzai in vostra presenza. (I)

Deuteronomio 9:18 Poi mi gittai in terra davanti al Signore, come prima, per quaranta giorni e per quaranta notti, senza mangiar pane, nè bere acqua, per tutto il vostro peccato che avevate commesso, facendo ciò che dispiace al Signore, per irritarlo. (I)

Deuteronomio 9:19 Conciossiachè io avessi paura, per cagion dell’ira e del cruccio, del quale il Signore era gravemente adirato contro a voi, per distruggervi. E il Signore mi esaudì ancora quella volta. (I)

Deuteronomio 9:20 Il Signore si crucciò ancora gravemente contro ad Aaronne, per distruggerlo; ma in quel tempo io pregai eziandio per Aaronne. (I)

Deuteronomio 9:21 Poi presi il vostro peccato che avevate fatto, cioè il vitello, e lo bruciai col fuoco, e lo tritai, macinandolo ben bene, finchè fu ridotto in polvere; e ne gittai la polvere nel rivo che scendea giù dal monte. (I)

Deuteronomio 9:22 Voi faceste eziandio gravemente adirare il Signore in Tabera, e in Massa, e in Chibrot-taava; (I)

Deuteronomio 9:23 parimente, quando il Signore vi mandò da Cades-barnea, dicendo: Salite, possedete il paese che io vi ho dato; voi foste ribelli al comandamento del Signore Iddio vostro, e non gli credeste, e non ubbidiste alla sua voce. (I)

Deuteronomio 9:24 Dal giorno che io vi ho conosciuti, voi siete stati ribelli contro al Signore. (I)

Deuteronomio 9:25 Io mi gittai adunque in terra davanti al Signore, per que’ quaranta giorni, e quelle quaranta notti, che io stetti così prostrato; perciocchè il Signore avea detto di distruggervi. (I)

Deuteronomio 9:26 E pregai il Signore, e dissi: Signore Iddio, non distruggere il tuo popolo e la tua eredità, che tu hai riscossa con la tua grandezza, la quale tu hai tratta fuor di Egitto con man forte. (I)

Deuteronomio 9:27 Ricordati de’ tuoi servitori, d’Abrahamo, d’Isacco, e di Giacobbe; non aver riguardo alla durezza di questo popolo, nè alla sua malvagità, nè al suo peccato; (I)

Deuteronomio 9:28 che talora que’ del paese, onde tu ci hai tratti fuori, non dicano: Il Signore li ha tratti fuori per farli morire nel deserto, perchè non poteva condurli nel paese ch’egli avea lor promesso, e perchè li odiava. (I)

Deuteronomio 9:29 E pure essi sono tuo popolo e tua eredità, la qual tu hai tratta fuori con la tua gran forza, e col tuo braccio steso. (I)

Deuteronomio 10:1 IN quel tempo il Signore mi disse: Tagliati due Tavole di pietra, simili alle primiere; poi sali a me in sul monte; fatti ancora un’Arca di legno. (I)

Deuteronomio 10:2 E io scriverò in su quelle Tavole le parole ch’erano in su le primiere che tu spezzasti; e tu le metterai dentro a quell’Arca. (I)

Deuteronomio 10:3 E io feci un’Arca di legno di Sittim, e tagliai due Tavole di pietra, simili alle primiere; poi salii in sul monte, avendo quelle due Tavole in mano. (I)

Deuteronomio 10:4 Ed egli scrisse in su quelle Tavole, conforme alla prima scrittura, le dieci parole, che il Signore vi avea pronunziate nel monte, di mezzo al fuoco, al giorno della raunanza. E il Signore me le diede. (I)

Deuteronomio 10:5 Allora io mi rivolsi indietro, e discesi giù dal monte, e posi quelle Tavole nell’Arca che io avea fatta, e son restate quivi; come il Signore mi avea comandato. (I)

Deuteronomio 10:6 Or i figliuoli d’Israele partirono di Beerot-bene-iaacan, per andare a Mosera; quivi morì Aaronne, e quivi fu seppellito; ed Eleazaro, suo figliuolo, fu sacerdote in luogo suo. (I)

Deuteronomio 10:7 Di là partirono, per andare a Gudgod; e di Gudgod, per andare a Iotbat, ch’è un paese di rivi d’acque. (I)

Deuteronomio 10:8 In quel tempo il Signore appartò la tribù di Levi, per portar l’Arca del Patto del Signore, per comparir davanti al Signore per ministrargli, e per benedir nel suo Nome, come fa infino al dì d’oggi. (I)

Deuteronomio 10:9 Perciò Levi non ha parte, nè possessione co’ suoi fratelli; il Signore è la sua possessione, siccome il Signore Iddio tuo gliene ha parlato. (I)

Deuteronomio 10:10 Or essendo io dimorato in sul monte tanto tempo quanto la prima volta, cioè quaranta giorni e quaranta notti, il Signore esaudì la mia voce ancora quella volta, e non ti volle distruggere. (I)

Deuteronomio 10:11 E il Signore mi disse: Levati, va’ per camminar davanti al popolo; ed entrino nel paese, del quale ho giurato a’ lor padri che io lo darei loro; e possegganlo. (I)

Deuteronomio 10:12 Ora dunque, o Israele, che chiede il Signore Iddio tuo da te, se non che tu tema il Signore Iddio tuo, per camminare in tutte le sue vie, e per amarlo, e per servire al Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua? (I)

Deuteronomio 10:13 E per osservare i comandamenti del Signore, e i suoi statuti, i quali oggi ti do; acciocchè ti sia bene? (I)

Deuteronomio 10:14 Ecco, i cieli e i cieli de’ cieli sono del Signore, e la terra, e tutto quello ch’è in essa. (I)

Deuteronomio 10:15 E pure il Signore ha posto affezione solo a’ tuoi padri, per amarli; e ha eletta, d’infra tutti i popoli, la lor progenie dopo loro, cioè voi, (I)

Deuteronomio 10:16 come oggi appare. Circoncidete adunque il prepuzio del vostro cuore, e non indurate più il vostro collo. (I)

Deuteronomio 10:17 Perciocchè il Signore Iddio vostro è l’Iddio degl’iddii, e il Signore de’ signori; l’Iddio grande, il potente, e il tremendo; il qual non riguarda alla qualità della persona, e non piglia presenti; (I)

Deuteronomio 10:18 il quale fa ragione all’orfano e alla vedova; e ama il forestiere, per dargli del pane e de’ vestimenti. (I)

Deuteronomio 10:19 Voi dunque altresì amate i forestieri; conciossiachè siate stati forestieri nel paese di Egitto. (I)

Deuteronomio 10:20 Temi il Signore Iddio tuo, servigli, e attienti a lui, e giura per lo suo Nome. (I)

Deuteronomio 10:21 Egli è la tua laude, e il tuo Dio, il quale ha operate inverso te queste grandi e tremende cose, che gli occhi tuoi hanno vedute. (I)

Deuteronomio 10:22 I tuoi padri discesero in Egitto in numero di settanta persone; e ora il Signore Iddio tuo ti ha fatto diventare come le stelle del cielo, in moltitudine. (I)

Deuteronomio 11:1 AMA adunque il Signore Iddio tuo, e osserva del continuo ciò ch’egli ha comandato che si osservi, e i suoi statuti, e le sue leggi, e i suoi comandamenti. (I)

Deuteronomio 11:2 E riconoscete oggi conciossiachè queste cose non sieno state operate inverso i vostri figliuoli, i quali non l’hanno conosciute nè vedute i gastighi del Signore Iddio vostro, la sua grandezza, la sua potente mano, e il suo braccio steso; e i suoi segni, (I)

Deuteronomio 11:3 e le sue opere ch’egli ha fatte in mezzo dell’Egitto, sopra Faraone, re di Egitto, e sopra tutto il suo paese; (I)

Deuteronomio 11:4 e ciò ch’egli ha fatto all’esercito dell’Egitto, a’ suoi cavalli e a’ suoi carri; come egli fece traboccar l’acque del mar rosso sopra loro quando essi vi perseguivano; e come egli li fece perire fino al dì d’oggi; (I)

Deuteronomio 11:5 e ciò ch’egli ha fatto a voi stessi nel deserto, finchè siate pervenuti a questo luogo; (I)

Deuteronomio 11:6 e ciò ch’egli ha fatto a Datan e ad Abiram, figliuoli d’Eliab, figliuoli di Ruben; come la terra aperse la sua bocca e li tranghiottì, insieme con le lor case e le lor tende, e tutte le anime viventi ch’aveano a lor seguito, in mezzo di tutto Israele. (I)

Deuteronomio 11:7 Conciossiachè gli occhi vostri abbiano vedute tutte le grandi opere del Signore le quali egli ha fatte. (I)

Deuteronomio 11:8 E osservate tutti i comandamenti i quali oggi vi do; acciocchè siate fortificati ed entriate in possessione del paese al quale voi passate per possederlo; (I)

Deuteronomio 11:9 e acciocchè prolunghiate i vostri giorni sopra la terra, la quale il Signore giurò a’ vostri padri di darla loro e alla lor progenie; terra stillante latte e miele. (I)

Deuteronomio 11:10 Perciocchè il paese, nel qual tu entri per possederlo, non è come il paese di Egitto, onde voi siete usciti: dove, avendo seminata la tua semenza, tu l’adacquavi col piè come un orto da erbe. (I)

Deuteronomio 11:11 Ma il paese, al quale voi passate per possederlo, è un paese di monti e di valli, inaffiato d’acqua secondo che piove dal cielo; (I)

Deuteronomio 11:12 un paese, del quale il Signore Iddio tuo ha cura; sopra il quale gli occhi del Signore Iddio tuo sono del continuo, dal principio dell’anno infino al fine. (I)

Deuteronomio 11:13 E avverrà, se voi del tutto ubbidite a’ miei comandamenti, i quali oggi vi do, amando il Signore Iddio vostro e servendogli con tutto il vostro cuore e con tutta l’anima vostra; (I)

Deuteronomio 11:14 che io darò al vostro paese la sua pioggia al suo tempo, la pioggia della prima e dell’ultima stagione; e voi ricoglierete il vostro frumento, il vostro mosto e il vostro olio. (I)

Deuteronomio 11:15 Farò ancor nascere dell’erba nei vostri campi per lo vostro bestiame; e voi mangerete, e sarete saziati. (I)

Deuteronomio 11:16 Guardatevi che talora il vostro cuore non sia sedotto, sì che vi rivoltiate a servire a dii stranieri, e ad adorarli; (I)

Deuteronomio 11:17 e che l’ira del Signore non si accenda contro a voi; e ch’egli non serri il cielo, sì che non vi sia pioggia, e che la terra non porti la sua rendita, e che voi non periate subitamente d’in sul buon paese che il Signore vi dà. (I)

Deuteronomio 11:18 Anzi mettetevi queste mie parole nel cuore e nell’animo, e legatevele per segnale in su le mani, e sienvi per frontali fra gli occhi. (I)

Deuteronomio 11:19 E insegnatele a’ vostri figliuoli, ragionandone quando sedete nelle vostre case, e quando camminate per via, e quando giacete, e quando vi levate. (I)

Deuteronomio 11:20 Scrivetele ancora sopra gli stipiti delle vostre case, e sopra le vostre porte; (I)

Deuteronomio 11:21 acciocchè i vostri giorni, e i giorni de’ vostri figliuoli, sieno moltiplicati sopra la terra, la quale il Signore giurò a’ vostri padri di dar loro, come i giorni del cielo sopra la terra. (I)

Deuteronomio 11:22 Perciocchè, se voi del tutto osservate tutti questi comandamenti, i quali io vi do, per metterli in opera, per amare il Signore Iddio vostro, per camminare in tutte le sue vie, e per attenervi a lui; (I)

Deuteronomio 11:23 il Signore scaccerà tutte quelle genti dal vostro cospetto; e voi possederete il paese di nazioni più grandi, e più potenti di voi. (I)

Deuteronomio 11:24 Ogni luogo che la pianta del vostro piè calcherà sarà vostro; i vostri confini saranno dal deserto fino al Libano; e dal Fiume, dal fiume Eufrate, fino al mare occidentale. (I)

Deuteronomio 11:25 Niuno vi potrà stare a fronte; il Signore Iddio vostro metterà spavento, e tema di voi per tutto il paese, sopra il quale voi camminerete, siccome egli ve ne ha parlato. (I)

Deuteronomio 11:26 Ecco, io metto oggi davanti a voi benedizione e maledizione; (I)

Deuteronomio 11:27 benedizione, se voi ubbidite a’ comandamenti del Signore Iddio vostro, i quali oggi vi do; (I)

Deuteronomio 11:28 e maledizione, se non ubbidite a’ comandamenti del Signore Iddio vostro, e se vi rivoltate dalla via che oggi vi comando, per andar dietro a dii stranieri, i quali voi non avete conosciuti. (I)

Deuteronomio 11:29 Ora, quando il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese nel quale tu entri per possederlo, pronunzia la benedizione sopra il monte di Gherizim, e la maledizione sopra il monte di Ebal. (I)

Deuteronomio 11:30 Non sono essi di là dal Giordano, lungo la strada verso il Ponente, nel paese dei Cananei che abitano nella pianura, dirincontro a Ghilgal, presso alle pianure di More? (I)

Deuteronomio 11:31 Conciossiachè adunque voi passiate il Giordano, per entrare a possedere il paese che il Signore Iddio vostro vi dona, e che voi lo possederete, e in esso abiterete; (I)

Deuteronomio 11:32 prendete guardia di mettere in opera tutti gli statuti e le leggi che oggi vi propongo. (I)

Deuteronomio 12:1 QUESTI sono gli statuti e le leggi, i quali voi osserverete, per metterli in opera, nel paese che il Signore Iddio de’ vostri padri vi dà, per possederlo, tutto il tempo che voi viverete in su la terra. (I)

Deuteronomio 12:2 Del tutto distruggete tutti i luoghi, ne’ quali quelle nazioni, il cui paese voi possederete, hanno servito agl’iddii loro, sopra gli alti monti, e sopra i colli, e sotto qualunque albero verdeggiante; (I)

Deuteronomio 12:3 e disfate i loro altari, e spezzate le loro statue, e bruciate col fuoco i lor boschi, e tagliate a pezzi le sculture de’ lor dii; e sterminate il lor nome da quel luogo. (I)

Deuteronomio 12:4 Non fate così inverso il Signore Iddio vostro. (I)

Deuteronomio 12:5 Anzi ricercatelo nel luogo che il Signore Iddio vostro avrà scelto d’infra tutte le vostre tribù, per sua abitazione, per mettervi il suo Nome; e là andate. (I)

Deuteronomio 12:6 E adducete là i vostri olocausti, e i vostri sacrificii, e le vostre decime, e l’offerte delle vostre mani, e i vostri voti, e le vostre offerte volontarie, e i primogeniti del vostro grosso e minuto bestiame. (I)

Deuteronomio 12:7 E mangiate quivi davanti al Signore Iddio vostro, e rallegratevi voi e le vostre famiglie, di tutto ciò a che avrete messa la mano, in che il Signore Iddio vostro vi avrà benedetti. (I)

Deuteronomio 12:8 Non fate secondo tutto ciò che facciamo qui oggi, facendo ciascuno tutto quello che gli pare e piace. (I)

Deuteronomio 12:9 Perciocchè infino ad ora voi non siete pervenuti al riposo, e all’eredità che il Signore Iddio vostro vi dà. (I)

Deuteronomio 12:10 Ma, quando voi sarete passati il Giordano, e abiterete nel paese il quale il Signore Iddio vostro vi dà a possedere, e avrete requie da tutti i vostri nemici d’ogn’intorno, e abiterete in sicurtà; (I)

Deuteronomio 12:11 allora adducete al luogo, il quale il Signore Iddio vostro avrà eletto, per istanziarvi il suo Nome, tutte le cose che io vi comando: i vostri olocausti, e i vostri sacrificii; le vostre decime, e l’offerte delle vostre mani, e tutta la scelta de’ vostri voti che avrete fatti al Signore. (I)

Deuteronomio 12:12 E rallegratevi davanti al Signore Iddio vostro, voi, e i vostri figliuoli, e le vostre figliuole, e i vostri servi, e le vostre serve, e il Levita che sarà dentro alle vostre porte; conciossiachè egli non abbia nè parte, nè possessione fra voi. (I)

Deuteronomio 12:13 Guardati d’offerire i tuoi olocausti in qualunque luogo tu vedrai; (I)

Deuteronomio 12:14 anzi offerisci i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà eletto in una delle tue tribù; e quivi fa’ tutto quel che io ti comando. (I)

Deuteronomio 12:15 Pur potrai scannare e mangiar carni ad ogni tua voglia, dentro a tutte le tue porte, secondo la benedizione che il Signore Iddio tuo ti avrà mandata: il mondo e l’immondo ne potranno mangiare, come di cavriuolo o di cervo. (I)

Deuteronomio 12:16 Sol non mangiate il sangue; spandetelo in terra, come acqua. (I)

Deuteronomio 12:17 Tu non potrai mangiare dentro alle tue porte le decime del tuo frumento nè del tuo mosto, nè del tuo olio, nè i primogeniti del tuo grosso e minuto bestiame, nè alcun voto che tu avrai fatto, nè le tue offerte volontarie, nè l’offerte della tua mano. (I)

Deuteronomio 12:18 Ma mangia quelle cose davanti al Signore Iddio tuo, nel luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto, tu, e il tuo figliuolo, e la tua figliuola, e il tuo servo, e la tua serva, e il Levita che sarà dentro alle tue porte; e rallegrati davanti al Signore Iddio tuo d’ogni cosa alla quale avrai messa la mano. (I)

Deuteronomio 12:19 Guardati che tu non abbandoni il Levita tutto il tempo che sarai in su la tua terra. (I)

Deuteronomio 12:20 Quando il Signore Iddio tuo avrà ampliati i tuoi confini, siccome egli te ne ha parlato; se tu dici: Io voglio mangiar delle carne, perchè avrai voglia di mangiarne; mangiane pure a ogni tua voglia. (I)

Deuteronomio 12:21 Perciocchè il luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto per mettervi il suo Nome, sarà lontano da te, ammazza pur del tuo grosso e minuto bestiame, che il Signore ti avrà dato, siccome io ti ho comandato, e mangiane dentro alle tue porte a ogni tua voglia. (I)

Deuteronomio 12:22 Ma mangiane, come si mangia del cavriuolo e del cervo; mangine l’immondo e il mondo indifferentemente. (I)

Deuteronomio 12:23 Solo osserva fermamente di non mangiare il sangue; perciocchè il sangue è l’anima; or non mangiar l’anima con la carne. (I)

Deuteronomio 12:24 Non mangiarlo; spandilo in terra come acqua. (I)

Deuteronomio 12:25 Non mangiarlo; acciocchè sia bene a te e a’ tuoi figliuoli dopo te, quando avrai fatto ciò che piace al Signore. (I)

Deuteronomio 12:26 Ma, quant’è alle tue cose consacrate, che saranno tue, e a’ tuoi voti; prendili, e vientene al luogo che il Signore avrà scelto. (I)

Deuteronomio 12:27 Or offerisci i tuoi olocausti tutti intieri, carne e sangue, sopra l’Altare del Signore Iddio tuo; ma quant’è a’ tuoi altri sacrificii, spandasene il sangue sopra l’Altare del Signore Iddio tuo, e mangiane la carne. (I)

Deuteronomio 12:28 Osserva, e ascolta tutte queste parole che io ti comando, acciocchè sia bene a te e a’ tuoi figliuoli dopo te, in perpetuo, quando tu avrai fatto ciò ch’è buono e diritto appo il Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 12:29 Quando il Signore Iddio tuo avrà sterminate d’innanzi a te le genti, nel cui paese tu entri per possederlo; e tu lo possederai e vi abiterai; (I)

Deuteronomio 12:30 guardati che talora, dopo ch’esse saranno state distrutte d’innanzi a te, tu non ti allacci a seguitarle; e che tu non ricerchi dei loro dii, dicendo: Come servivano queste nazioni a’ loro dii, acchiocchè anch’io faccia così? (I)

Deuteronomio 12:31 Non far così inverso il Signore Iddio tuo; perciocchè quelle nazioni hanno fatto inverso i lor dii tutto ciò ch’è abbominevole al Signore, e ciò ch’egli odia; conciossiachè abbiano eziandio bruciati col fuoco i lor figliuoli e le lor figliuole agl’iddii loro. (I)

Deuteronomio 12:32 Prendete guardia di far tutto ciò che io vi comando; non sopraggiugnetevi nulla e non diminuitene nulla. (I)

Deuteronomio 13:1 QUANDO sorgerà in mezzo di te un profeta, o un sognator di sogni, il quale ti darà alcun miracolo o prodigio (I)

Deuteronomio 13:2 e quel miracolo o prodigio che egli ti avrà detto, avverrà, dicendo: Andiamo dietro a dii stranieri, i quali tu non hai conosciuti, e serviamo loro; (I)

Deuteronomio 13:3 non attendere alle parole di quel profeta, nè a quel sognator di sogni; perciocchè il Signore Iddio vostro vi prova, per conoscere se amate il Signore Iddio vostro con tutto il vostro cuore, e con tutta l’anima vostra. (I)

Deuteronomio 13:4 Andate dietro al Signore Iddio vostro, e lui temete, e osservate i suoi comandamenti, e ubbidite alla sua voce, e a lui servite e a lui v’attenete. (I)

Deuteronomio 13:5 E facciasi morir quel profeta, o quel sognator di sogni; conciossiachè egli abbia parlato di rivolta contro al Signore Iddio vostro, che vi ha tratti fuor del paese di Egitto, e vi ha riscossi della casa di servitù; per sospignervi fuor della via, nella quale il Signore Iddio vostro vi ha comandato che camminiate; e così togli via il male del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 13:6 Quando il tuo fratello, figliuolo di tua madre, o il tuo figliuolo, o la tua figliuola, o la moglie del tuo seno, o il tuo famigliare amico, che è come l’anima tua, t’inciterà di segreto, dicendo: Andiamo, e serviamo ad altri dii, i quali non avete conosciuti, nè tu, nè i tuoi padri; (I)

Deuteronomio 13:7 d’infra gl’iddii de’ popoli che saranno d’intorno a voi, vicino o lontano da te, da un estremo della terra, fino all’altro estremo; (I)

Deuteronomio 13:8 non compiacergli, e non ascoltarlo; l’occhio tuo eziandio non gli perdoni, e non risparmiarlo, e non celarlo. (I)

Deuteronomio 13:9 Anzi del tutto uccidilo; sia la tua mano la prima sopra lui, per farlo morire, e poi la mano di tutto il popolo. (I)

Deuteronomio 13:10 E lapidalo con pietre, sì che muoia; perciocchè egli ha cercato di sospignerti d’appresso al Signore Iddio tuo, che ti ha tratto fuor del paese di Egitto, della casa di servitù. (I)

Deuteronomio 13:11 Acciocchè tutto Israele oda, e tema; e niuno per l’innanzi faccia più in mezzo di te una tal mala cosa. (I)

Deuteronomio 13:12 Quando tu udirai che si dirà d’una delle tue città, che il Signore Iddio tuo ti dà, per abitarvi; (I)

Deuteronomio 13:13 che alcuni uomini scellerati sono usciti del mezzo di te, e hanno incitati gli abitanti della lor città, dicendo: Andiamo, e serviamo ad altri dii, i quali voi non avete conosciuti (I)

Deuteronomio 13:14 informati, investiga, e domandane ben bene; e se tu trovi che la cosa sia vera e certa, e che questa cosa abbominevole sia stata fatta nel mezzo di te; (I)

Deuteronomio 13:15 del tutto percuoti gli abitanti di quella città, e mettili a fil di spada; distruggila al modo dell’interdetto, insieme con tutti quelli che vi saranno dentro, e il suo bestiame, mettendoli a fil di spada. (I)

Deuteronomio 13:16 E raccogli le spoglie della città nel mezzo della sua piazza, e brucia interamente col fuoco la città, e tutte le sue spoglie, al Signore Iddio tuo; e sia quella città in perpetuo un mucchio di ruine, e non sia mai più riedificata. (I)

Deuteronomio 13:17 E nulla dell’interdetto ti si attacchi alle mani; acciocchè il Signore si stolga dall’ardor della sua ira, e ti faccia misericordia, e abbia pietà di te, e ti accresca, come egli giurò a’ tuoi padri; (I)

Deuteronomio 13:18 quando tu ubbidirai alla voce del Signore Iddio tuo, per osservar tutti i suoi comandamenti, i quali io oggi ti do, per fare ciò ch’è diritto appo il Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 14:1 VOI siete figliuoli del Signore Iddio vostro; non vi fate tagliature addosso, e non vi dipelate fra gli occhi, per alcun morto. (I)

Deuteronomio 14:2 Conciossachè tu sii un popolo santo al Signore Iddio tuo; e il Signore ti ha eletto d’infra tutti i popoli che son sopra la terra, per essergli un popolo peculiare. (I)

Deuteronomio 14:3 Non mangiar cosa alcuna abbominevole. (I)

Deuteronomio 14:4 Queste son le bestie, delle quali voi potrete mangiare: il bue, la pecora, la capra, (I)

Deuteronomio 14:5 il cervo, il cavriuolo, la gran capra, la rupicapra, il daino, il bufalo, e la camozza. (I)

Deuteronomio 14:6 In somma, voi potrete mangiar d’ogni bestia che ha il piè forcuto, e l’unghia spartita in due, e che rumina. (I)

Deuteronomio 14:7 Ma fra quelle che ruminano, o hanno il piè forcuto, e l’unghia spartita, non mangiate del cammello, nè della lepre, nè del coniglio; conciossiachè ruminino, ma non abbiano l’unghia spartita; sienvi immondi; (I)

Deuteronomio 14:8 nè del porco; conciossiachè egli abbia l’unghia spartita, ma non rumini; siavi immondo. Non mangiate della carne di questi animali, e non toccate i lor corpi morti. (I)

Deuteronomio 14:9 Di tutti gli animali che son nell’acque, voi potrete mangiar di queste specie, cioè: di tutte quelle che hanno pennette e scaglie; (I)

Deuteronomio 14:10 ma non mangiate di alcuna che non ha pennette e scaglie; sienvi immondi. (I)

Deuteronomio 14:11 Voi potrete mangiar d’ogni uccello mondo. (I)

Deuteronomio 14:12 E questi son quelli de’ quali non dovete mangiare, cioè: l’aquila, e il girifalco, e l’aquila marina, (I)

Deuteronomio 14:13 ogni specie di falcone, e di nibbio, e d’avoltoio, (I)

Deuteronomio 14:14 e ogni specie di corvo, (I)

Deuteronomio 14:15 e l’ulula, e la civetta, e la folica, e ogni specie di sparviere, (I)

Deuteronomio 14:16 e il gufo, e l’ibis, e il cigno, (I)

Deuteronomio 14:17 e il pellicano, e la pica, e lo smergo, (I)

Deuteronomio 14:18 e la cicogna, e ogni specie d’aghirone, e l’upupa, e il vipistrello. (I)

Deuteronomio 14:19 Siavi parimente immondo ogni rettile volatile; non mangisene. (I)

Deuteronomio 14:20 Voi potrete mangiar d’ogni volatile mondo. (I)

Deuteronomio 14:21 Non mangiate d’alcuna carne morta da sè; dalla a mangiare al forestiere che sarà dentro alle tue porte, o vendila ad alcuno straniere; perciocchè tu sei un popol santo al Signore Iddio tuo. Non cuocere il capretto nel latte di sua madre. (I)

Deuteronomio 14:22 DEL tutto leva la decima di tutta la rendita della tua sementa, prodotta dal campo tuo, ogni anno. (I)

Deuteronomio 14:23 E mangia davanti al Signore Iddio tuo, nel luogo ch’egli avrà scelto per istanziarvi il suo Nome, le decime del tuo frumento, del tuo mosto, e del tuo olio, e i primi parti del tuo grosso e minuto bestiame; acciocchè tu impari a temere il Signore Iddio tuo del continuo. (I)

Deuteronomio 14:24 E se il cammino ti è troppo grande, sì che tu non possa portar quelle decime, per esser quel luogo, che il Signore Iddio tuo avrà scelto per mettervi il suo Nome, troppo lontano da te; perciocchè il Signore ti avrà benedetto; (I)

Deuteronomio 14:25 fanne danari, e metti quegli in borsa, e prendili in mano, e va’ al luogo che il Signore tuo avrà scelto; (I)

Deuteronomio 14:26 e impiega que’ danari in tutto quello che l’anima tua desidererà, in buoi, in pecore, in vino, e in cervogia, e in somma in qualunque cosa l’anima tua richiederà; e mangia quivi davanti al Signore Iddio tuo, e rallegrati tu e la tua famiglia. (I)

Deuteronomio 14:27 E non abbandonare il Levita che sarà dentro alle tue porte; conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco. (I)

Deuteronomio 14:28 In capo d’ogni terzo anno, leva tutte le decime della tua entrata di quell’anno, e riponle dentro alle tue porte. (I)

Deuteronomio 14:29 E venga il Levita conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco, e il forestiere, e l’orfano e la vedova, che saranno dentro alle tue porte, e mangino, e sieno saziati; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in ogni opera delle tue mani che tu farai. (I)

Deuteronomio 15:1 IN capo d’ogni settimo anno, celebra l’anno della remissione. (I)

Deuteronomio 15:2 E questa sia l’ordinazione della remissione: Rimetta ogni creditore ciò ch’egli avrà dato in presto al suo prossimo; non riscuotalo dal suo prossimo, e dal suo fratello; conciossiachè la remissione del Signore sia stata bandita. (I)

Deuteronomio 15:3 Tu potrai riscuotere i tuoi crediti dallo straniere; ma rimetti al tuo fratello ciò ch’egli avrà del tuo. (I)

Deuteronomio 15:4 Come che sia, non siavi alcun bisognoso fra te; perciocchè il Signore ti benedirà largamente, nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà, in eredità, per possederlo. (I)

Deuteronomio 15:5 Purchè del tutto tu ubbidisca alla voce del Signore Iddio tuo, per osservar di mettere in opera tutti questi comandamenti che io ti do oggi. (I)

Deuteronomio 15:6 Quando il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto, siccome egli ti ha promesso, tu presterai a molte genti, e tu non prenderai nulla in prestanza; e signoreggerai sopra grandi nazioni, ed esse non signoreggeranno sopra te. (I)

Deuteronomio 15:7 QUANDO vi sarà nel mezzo di te alcuno de’ tuoi fratelli, che sia bisognoso in alcuna delle terre dove tu abiterai, nel tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà; non indurare il cuor tuo, e non serrar la mano inverso il tuo fratello bisognoso; (I)

Deuteronomio 15:8 anzi del tutto aprigli la mano, e del tutto prestagli quanto gli fia di bisogno per la necessità nella quale si troverà. (I)

Deuteronomio 15:9 Guardati, che talora non vi sia nel tuo cuore alcun pensiero scellerato, per dire: L’anno settimo, l’anno della remissione è vicino; e che l’occhio tuo non sia maligno inverso il tuo fratello bisognoso, sì che tu non gli dia nulla; ed egli gridi contro a te al Signore, e vi sia in te peccato. (I)

Deuteronomio 15:10 Del tutto dagli ciò che gli fia di bisogno; e non ti dolga il cuore quando tu gliel darai; perciocchè per cagion di questo il Signore Iddio tuo ti benedirà in ogni opera tua, e in ogni cosa alla quale tu metterai la mano. (I)

Deuteronomio 15:11 Perciocchè i bisognosi non verranno giammai meno nel paese; perciò io ti comando che tu apra largamente la mano al tuo fratello, al tuo povero, e al tuo bisognoso che sarà nel tuo paese. (I)

Deuteronomio 15:12 Quando alcuno de’ tuoi fratelli, Ebreo o Ebrea, si sarà venduto a te, servati sei anni, e al settimo anno mandalo in libertà d’appresso a te. (I)

Deuteronomio 15:13 E quando tu lo rimanderai in libertà d’appresso a te, non rimandarlo vuoto. (I)

Deuteronomio 15:14 Del tutto donagli alcun fornimento della tua greggia, e della tua aia, e del tuo torcolo; dagli di ciò in che il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto. (I)

Deuteronomio 15:15 E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto, e che il Signore Iddio tuo te n’ha riscosso; perciò io ti comando oggi questo. (I)

Deuteronomio 15:16 Ma se pure egli ti dice: Io non voglio uscir d’appresso a te; perciocchè egli amerà te e la tua casa, perchè egli starà bene teco; (I)

Deuteronomio 15:17 allora prendi una lesina, e foragli l’orecchia contro all’uscio; ed egli ti sarà servo in perpetuo. Fa’ eziandio così alla tua serva. (I)

Deuteronomio 15:18 Non ti sia grave il rimandarlo in libertà d’appresso a te; conciossiachè egli t’abbia servito sei anni, che è il doppio dell’allogazione d’un mercenario; e il Signore Iddio tuo ti benedirà in tutto ciò che tu farai. (I)

Deuteronomio 15:19 CONSACRA al Signore Iddio tuo ogni primogenito maschio che ti nascerà del tuo grosso o minuto bestiame; non lavorar la terra col primogenito della tua vacca, e non tosare il primogenito della tua pecora. (I)

Deuteronomio 15:20 Mangialo, tu, e la tua famiglia, davanti al Signore Iddio tuo, ogni anno, nel luogo che il Signore avrà scelto. (I)

Deuteronomio 15:21 E se v’è in esso alcun difetto, come s’egli è zoppo, o cieco, o ha alcun cattivo difetto, non sacrificarlo al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 15:22 Mangialo dentro alle tue porte; mangine indifferentemente l’immondo e il mondo, come d’un cavriuolo, o d’un cervo. (I)

Deuteronomio 15:23 Sol non mangiarne il sangue; spandilo in terra come acqua. (I)

Deuteronomio 16:1 OSSERVA il mese di Abib, e celebra in esso la Pasqua al Signore Iddio tuo; perciocchè il Signore Iddio tuo ti trasse fuor di Egitto, di notte, nel mese di Abib. (I)

Deuteronomio 16:2 E sacrifica, nella Pasqua del Signore Iddio tuo, pecore e buoi, nel luogo che il Signore avrà scelto per istanziarvi il suo Nome. (I)

Deuteronomio 16:3 Non mangiar con essa pane lievitato; mangia per sette giorni con essa pani azzimi, pane di afflizione; perciocchè tu uscisti in fretta del paese di Egitto; acciocchè tu ti ricordi del giorno che uscisti del paese di Egitto, tutto il tempo della vita tua. (I)

Deuteronomio 16:4 E per sette giorni non veggasi alcun lievito appo te, in tutti i tuoi confini; e della carne che tu avrai ammazzata la sera, nel primo giorno, non restine nulla la notte fino alla mattina. (I)

Deuteronomio 16:5 Tu non potrai sacrificar la Pasqua in qualunque tua città, la quale il Signore Iddio tuo ti dà; (I)

Deuteronomio 16:6 ma sacrificala nel luogo, che il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziarvi il suo Nome, in su la sera, come il sole tramonterà, nel medesimo tempo che tu uscisti di Egitto. (I)

Deuteronomio 16:7 E cuocila, e mangiala nel luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto; poi la mattina seguente tu te ne potrai ritornare, e andare alle tue stanze. (I)

Deuteronomio 16:8 Mangia pani azzimi sei giorni; e al settimo giorno siavi solenne raunanza al Signore Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno. (I)

Deuteronomio 16:9 Contati sette settimane; da che si sarà cominciato a metter la falce nelle biade, comincia a contar queste sette settimane. (I)

Deuteronomio 16:10 E celebra la festa delle Settimane al Signore Iddio tuo, offerendo offerte volontarie di tua mano a sufficienza, le quali tu darai secondo che il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto. (I)

Deuteronomio 16:11 E rallegrati davanti al Signore Iddio tuo, tu, e il tuo figliuolo, e la tua figliuola, e il tuo servo, e la tua serva, e il Levita che sarà dentro alle tue porte, e il forestiere, e l’orfano, e la vedova, che saranno nel mezzo di te, nel luogo il quale il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziarvi il suo Nome. (I)

Deuteronomio 16:12 E ricordati che tu sei stato servo in Egitto, e osserva questi statuti, e mettili in opera. (I)

Deuteronomio 16:13 Celebra la festa de’ Tabernacoli per sette giorni, quando tu avrai ricolti i frutti della tua aia e del tuo tino; (I)

Deuteronomio 16:14 e rallegrati nella tua festa, tu, e il tuo figliuolo, e la tua figliuola, e il tuo servo, e la tua serva, e il Levita, e il forestiere, e l’orfano, e la vedova, che saranno dentro alle tue porte. (I)

Deuteronomio 16:15 Celebra la festa al Signore Iddio tuo, per sette giorni, nel luogo che il Signore avrà scelto; quando il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto in tutta la tua rendita, e in tutta l’opera delle tue mani; e del tutto sii lieto. (I)

Deuteronomio 16:16 Tre volte l’anno comparisca ogni maschio tuo davanti al Signore Iddio tuo, nel luogo ch’egli avrà scelto, cioè: nella festa de’ Pani azzimi, nella festa delle Settimane, e nella festa de’ Tabernacoli; e niuno comparisca vuoto davanti al Signore. (I)

Deuteronomio 16:17 Offerisca ciascuno secondo che potrà donare, secondo la benedizione che il Signore Iddio tuo ti avrà mandata. (I)

Deuteronomio 16:18 COSTITUISCITI de’ Giudici e degli Ufficiali, in tutte le tue città le quali il Signore Iddio tuo ti dà, per le tribù; e giudichino essi il popolo con giusto giudicio. (I)

Deuteronomio 16:19 Non pervertir la ragione; non aver riguardo alla persona, e non prender presenti; perciocchè il presente accieca gli occhi de’ savi, e sovverte le parole de’ giusti. (I)

Deuteronomio 16:20 Del tutto va’ dietro alla giustizia, acciocchè tu viva, e possegga il paese che il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Deuteronomio 16:21 Non piantarti alcun bosco, di veruno albero presso all’Altar del Signore Iddio tuo, che tu ti avrai fatto. (I)

Deuteronomio 16:22 E non rizzarti alcuna statua; il che il Signore Iddio tuo odia. (I)

Deuteronomio 17:1 Non sacrificare al Signore Iddio tuo bue, pecora, o capra, che abbia difetto, o alcun male; perciocchè è cosa abbominevole al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 17:2 Quando si troverà nel mezzo di te, in una delle tue città le quali il Signore Iddio tuo ti dà, uomo, o donna, che faccia ciò che dispiace al Signore Iddio tuo, trasgredendo il suo patto, (I)

Deuteronomio 17:3 e che vada, e serva ad altri dii, e li adori; sia pure il sole, o la luna, o cosa alcuna di tutto l’esercito del cielo, il che io non ho comandato; (I)

Deuteronomio 17:4 e ciò ti sarà rapportato, e tu l’avrai inteso, informatene diligentemente; e se tu trovi che ciò sia vero e certo, che questa cosa abbominevole sia stata commesso in Israele; (I)

Deuteronomio 17:5 trai fuori alle tue porte quell’uomo o quella donna che avrà commesso quell’atto malvagio, e lapidalo con pietre, sì che muoia. (I)

Deuteronomio 17:6 Facciasi morir colui che deve morire in sul dire di due o di tre testimoni; non facciasi morire in sul dire d’un sol testimonio. (I)

Deuteronomio 17:7 Sia la mano de’ testimoni la prima sopra lui, per farlo morire, e poi la mano di tutto il popolo; e così togli via il male del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 17:8 Quando alcuna causa ti sarà troppo difficile, per dar giudicio fra omicidio ed omicidio, fra lite e lite, fra piaga e piaga, o altre cause di liti nelle tue porte; allora levati, e sali al luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto. (I)

Deuteronomio 17:9 E vientene a’ sacerdoti della nazione di Levi, e al Giudice che sarà in que’ tempi, e informati da loro; ed essi ti dichiareranno la sentenza che si deve dare. (I)

Deuteronomio 17:10 E fa’ secondo ciò ch’essi t’avranno dichiarato, dal luogo che il Signore avrà scelto; e osserva di fare interamente come ti avranno insegnato. (I)

Deuteronomio 17:11 Fa’ secondo la Legge ch’essi ti avranno insegnata, e secondo la ragione che ti avranno detta; non istornarti di ciò che ti avranno detto, nè a destra nè a sinistra. (I)

Deuteronomio 17:12 E se alcuno procede superbamente, per non ubbidire al Sacerdote, che sarà in ufficio per ministrare in quel luogo al Signore Iddio tuo, e al Giudice, muoia quell’uomo; e togli via il male d’Israele; (I)

Deuteronomio 17:13 acciocchè tutto il popolo oda, e tema, e non proceda superbamente da indi innanzi. (I)

Deuteronomio 17:14 Quando tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà, e lo possederai, e vi abiterai dentro; se tu vieni a dire: Io voglio costituire un re sopra me, come hanno tutte le genti che son d’intorno a me; (I)

Deuteronomio 17:15 del tutto costituisci per re sopra te colui che il Signore Iddio tuo avrà eletto; costituisci per re sopra te uno d’infra i tuoi fratelli; tu non potrai costituir sopra te un uomo straniere, che non sia tuo fratello. (I)

Deuteronomio 17:16 Ma pur non moltiplichisi egli i cavalli; e non faccia ritornare il popolo in Egitto, per aver moltitudine di cavalli; conciossiachè il Signore vi abbia detto: Non tornate mai più per questa via. (I)

Deuteronomio 17:17 Parimente, non moltiplichisi le mogli, acciocchè il suo cuore non si svii; nè anche moltiplichisi grandemente l’argento e l’oro. (I)

Deuteronomio 17:18 E, come prima egli sederà sopra il suo trono reale, scrivasi una copia di questa Legge in un libro, d’in su l’esemplare de’ sacerdoti Leviti; (I)

Deuteronomio 17:19 e abbialo appresso di sè, e leggavi dentro tutti i giorni della vita sua; acciocchè impari a temere il Signore Iddio suo, per osservar tutte le parole di questa Legge, e questi statuti, per metterli in opera. (I)

Deuteronomio 17:20 Acciocchè il cuor suo non s’innalzi sopra i suoi fratelli, e ch’egli non si svii dal comandamento, nè a destra nè a sinistra; affin di prolungare i suoi giorni nel suo regno, egli, e i suoi figliuoli, nel mezzo d’Israele. (I)

Deuteronomio 18:1 NON abbiano i sacerdoti Leviti, anzi tutta la tribù di Levi, nè parte, nè eredità con Israele; vivano dell’offerte che si fanno per fuoco al Signore, e della sua eredità. (I)

Deuteronomio 18:2 Non abbiano, dico, alcuna eredità fra’ lor fratelli; il Signore è la loro eredità, siccome egli ne ha parlato loro. (I)

Deuteronomio 18:3 E questo sarà il diritto de’ sacerdoti, il qual prenderanno dal popolo, da quelli che sacrificheranno alcun sacrificio, sia bue, sia pecora, o capra; dieno essi al Sacerdote la spalla, le mascelle e il ventre. (I)

Deuteronomio 18:4 Dagli le primizie del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio, e le primizie del vello delle tue pecore. (I)

Deuteronomio 18:5 Conciossiachè il Signore Iddio tuo l’abbia scelto d’infra tutte le tue tribù, acciocchè si presenti per fare il servigio nel Nome del Signore, egli, e i suoi figliuoli, in perpetuo. (I)

Deuteronomio 18:6 E quando alcun Levita, partendo d’alcuna delle tue terre, di qualunque luogo d’Israele, dove egli dimorerà, verrà, a ogni sua voglia, al luogo che il Signore avrà scelto; (I)

Deuteronomio 18:7 faccia il servigio nel Nome del Signore Iddio suo, come tutti gli altri suoi fratelli Leviti, che stanno quivi davanti al Signore. (I)

Deuteronomio 18:8 Mangino la lor parte gli uni come gli altri, per le lor nazioni paterne; oltre a quello ch’egli potrà aver venduto. (I)

Deuteronomio 18:9 QUANDO tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà, non apprendere a fare secondo le abbominazioni di quelle genti. (I)

Deuteronomio 18:10 Non trovisi fra te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per lo fuoco; nè indovino, nè pronosticatore, nè augure, nè malioso; (I)

Deuteronomio 18:11 nè incantatore, nè chi domandi lo spirito di Pitone, nè mago, nè negromante. (I)

Deuteronomio 18:12 Perciocchè chiunque fa queste cose è in abbominio al Signore; e, per cagione di queste abbominazioni, il Signore Iddio tuo scaccia quelle genti d’innanzi a te. (I)

Deuteronomio 18:13 Sii intiero inverso il Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 18:14 Perciocchè queste genti, il cui paese tu vai a possedere, hanno atteso a’ pronosticatori e agl’indovini; ma, quant’è a te, il Signore Iddio tuo non ti ha date tali cose. (I)

Deuteronomio 18:15 IL Signore Iddio tuo ti susciterà un Profeta come me, del mezzo di te, de’ tuoi fratelli; (I)

Deuteronomio 18:16 esso ascoltate; secondo tutto ciò che tu richiedesti dal Signore Iddio tuo in Horeb, nel giorno della raunanza, dicendo: Ch’io non oda più la voce del Signore Iddio mio, e non vegga più questo gran fuoco, che io non muoia. (I)

Deuteronomio 18:17 Onde il Signore mi disse: Bene hanno parlato in ciò che hanno detto. (I)

Deuteronomio 18:18 Io susciterò loro un Profeta come te, del mezzo de’ lor fratelli, e metterò le mie parole nella sua bocca, ed egli dirà loro tutto quello ch’io gli avrò comandato. (I)

Deuteronomio 18:19 E avverrà che, se alcuno non ascolta le mie parole ch’egli dirà a mio Nome, io gliene ridomanderò conto. (I)

Deuteronomio 18:20 Ma altresì, se alcuno presuntuosamente imprende di dire a mio Nome cosa alcuna, ch’io non gli abbia comandata di dire, ovvero parla a nome di dii stranieri, sia fatto morire. (I)

Deuteronomio 18:21 E se tu dici nel cuor tuo: Come conosceremo la parola che il Signore non avrà detta? (I)

Deuteronomio 18:22 Quando il profeta avrà detta alcuna cosa a Nome del Signore, e quella cosa non sarà, e non avverrà; quella cosa sarà quella che il Signore non avrà detta; quel profeta l’avrà pronunziata per presunzione; non temer di lui. (I)

Deuteronomio 19:1 QUANDO il Signore Iddio tuo avrà distrutte le nazioni, il cui paese egli ti dà, e tu possederai il lor paese, e abiterai nelle lor città, e nelle lor case; (I)

Deuteronomio 19:2 mettiti da parte tre città nel mezzo del tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà per possederlo. (I)

Deuteronomio 19:3 Dirizzati il cammino, e partisci in tre le contrade del tuo paese, che il Signore Iddio tuo ti avrà dato a possedere; e sieno quelle città acciocchè chiunque avrà ucciso un altro vi si rifugga. (I)

Deuteronomio 19:4 E quest’è il caso dell’ucciditore che vi si potrà rifuggire e salvar la vita sua: quando egli avrà ucciso il suo prossimo disavvedutamente, non avendolo odiato per addietro; (I)

Deuteronomio 19:5 come se, essendo andato al bosco col suo prossimo, per tagliar delle legne, egli avventa la mano con la scure per tagliar delle legne, e il ferro si spicca dal manico, e incontra il suo prossimo, sì ch’egli muoia; rifuggasi colui in una di queste città, per salvar la vita sua; (I)

Deuteronomio 19:6 che talora colui che avrà la ragione di vendicare il sangue non persegua quell’ucciditore, avendo il cuore infocato, e non lo giunga, in caso che il cammino fosse troppo lungo, e non lo percuota a morte; benchè in lui non vi sia giusta cagione d’esser condannato a morte, non avendo per addietro odiato il suo prossimo. (I)

Deuteronomio 19:7 Perciò, io ti comando che tu ti metta da parte tre città. (I)

Deuteronomio 19:8 E se il Signore Iddio tuo allarga i tuoi confini, come egli giurò a’ tuoi padri, e ti dà tutto il paese ch’egli disse di dare a’ tuoi padri; (I)

Deuteronomio 19:9 perciocchè tu avrai osservati tutti questi comandamenti, i quali oggi ti do, per metterli in opera, amando il Signore Iddio tuo, e camminando nelle sue vie del continuo; sopraggiugniti a queste tre città tre altre; (I)

Deuteronomio 19:10 acciocchè non si spanda il sangue dell’innocente in mezzo del tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità; a che tu non sii colpevole di omicidio. (I)

Deuteronomio 19:11 Ma, quando un uomo, odiando il suo prossimo, l’avrà insidiato, e l’avrà assalito, e percosso a morte, sì che muoia; e poi si sarà rifuggito in una di quelle città; (I)

Deuteronomio 19:12 mandino gli Anziani della sua città a trarlo di là, e dienlo in man di colui che avrà la ragione di vendicare il sangue, e muoia. (I)

Deuteronomio 19:13 L’occhio tuo non lo risparmi; e togli via d’Israele la colpa del sangue innocente; ed e’ ti sarà bene. (I)

Deuteronomio 19:14 NON rimovere i termini del tuo prossimo, i quali gli antichi hanno posti, nell’eredità che tu possederai nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere. (I)

Deuteronomio 19:15 Non presentisi un testimonio solo contro ad alcuno, per testimoniar di alcuna iniquità o peccato ch’egli abbia commesso; sia il fatto verificato per lo dire di due o di tre testimoni. (I)

Deuteronomio 19:16 Quando un testimonio si leverà contro ad alcuno, per testimoniar contr’a lui d’apostasia, (I)

Deuteronomio 19:17 presentinsi que’ due uomini, tra cui sarà quella lite, davanti al Signore, nel cospetto de’ Sacerdoti e de’ Giudici che saranno in quel tempo. (I)

Deuteronomio 19:18 E se i Giudici, dopo diligente inchiesta, trovano che quel testimonio sia falso testimonio, e che abbia testimoniato il falso contro al suo fratello, (I)

Deuteronomio 19:19 fategli come egli avea deliberato di fare al suo fratello; e togli via il male del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 19:20 Acciocchè gli altri, udendo questo, temano; e che da indi innanzi non si faccia più una tal mala cosa in mezzo di te. (I)

Deuteronomio 19:21 L’occhio tuo non lo risparmi; vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piè per piè. (I)

Deuteronomio 20:1 QUANDO tu uscirai in guerra contro a’ tuoi nemici, e vedrai cavalli e carri, e gente in maggior numero di te, non temer però di loro; conciossiachè il Signore Iddio tuo, che t’ha tratto fuor del paese di Egitto, sia teco. (I)

Deuteronomio 20:2 E quando vi appresserete per dar la battaglia, facciasi il Sacerdote innanzi, e parli al popolo, (I)

Deuteronomio 20:3 e dicagli: Ascolta, Israele: Voi siete oggi vicini a venire a battaglia co’ vostri nemici; il cuor vostro non s’invilisca; non temiate, e non vi smarrite, nè vi spaventate per tema di loro; (I)

Deuteronomio 20:4 perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che cammina con voi, per combatter per voi contro a’ vostri nemici, per salvarvi. (I)

Deuteronomio 20:5 Parlino eziandio gli Ufficiali al popolo, dicendo: Chi è colui che abbia edificata una casa nuova, e non l’abbia ancora dedicata? vada, e ritorni a casa sua, che talora egli non muoia nella battaglia, e un altro dedichi la sua casa. (I)

Deuteronomio 20:6 E chi è colui che abbia piantata una vigna, e non l’abbia ancora cominciata a godere in uso comune? vada, e ritorni a casa sua, che talora egli non muoia nella battaglia, e un altro cominci a goderla. (I)

Deuteronomio 20:7 E chi è colui che abbia sposata una moglie, e non l’abbia ancora menata? vada, e ritorni a casa sua, che talora egli non muoia nella battaglia, e un altro la meni. (I)

Deuteronomio 20:8 Gli Ufficiali parlino ancora al popolo, e dicano: Chi è timido, e di poco cuore? vada e ritorni a casa sua, acciocchè i suoi fratelli non s’inviliscano di cuore come esso. (I)

Deuteronomio 20:9 E, dopo che gli Ufficiali avranno finito di parlare al popolo, ordinino i Capi delle schiere in capo del popolo. (I)

Deuteronomio 20:10 Quando tu ti accosterai a una città per combatterla, chiamala prima a pace. (I)

Deuteronomio 20:11 E se ti dà risposta di pace, e ti apre le porte, tutto il popolo che in essa si troverà, siati tributario e soggetto. (I)

Deuteronomio 20:12 Ma, s’ella non fa pace teco, anzi guerreggia contro a te, assediala; (I)

Deuteronomio 20:13 e il Signore Iddio tuo te la darà nelle mani; allora metti a fil di spada tutti i maschi. (I)

Deuteronomio 20:14 Predati sol le femmine, e i piccoli fanciulli, e il bestiame, e tutto quello che sarà nella città, tutte le spoglie di essa; e mangia della preda de’ tuoi nemici che il Signore Iddio tuo ti avrà data. (I)

Deuteronomio 20:15 Fai così a tutte le città che saranno molto lontane da te, che non saranno delle città di queste genti. (I)

Deuteronomio 20:16 Ma delle città di questi popoli, le quali il Signore Iddio tuo ti dà per eredità, non iscampar la vita ad alcun’anima vivente; (I)

Deuteronomio 20:17 anzi del tutto distruggi que’ popoli al modo dell’interdetto; gli Hittei, e gli Amorrei, e i Cananei, e i Ferizzei, e gli Hivvei, e i Gebusei; come il Signore Iddio tuo ti ha comandato; (I)

Deuteronomio 20:18 acciocchè non v’insegnino a far secondo tutte le loro abbominazioni che hanno usate inverso i loro iddii; e che voi non pecchiate contro al Signore Iddio vostro. (I)

Deuteronomio 20:19 Quando tu terrai l’assedio a una città lungo tempo, combattendola per pigliarla, non guastar gli alberi di essa, avventando la scure contro a essi; perciocchè d’essi potrai mangiare, e però non tagliarli; perciocchè è forse l’albero della campagna un uomo, per entrar dentro alla fortezza, fuggendo d’innanzi a te? (I)

Deuteronomio 20:20 Sol potrai guastare, e tagliar gli alberi che tu conoscerai non essere alberi da mangiare; e ne potrai fabbricar ciò che sarà necessario all’assedio della città che guerreggerà contro a te, fin ch’ella caggia. (I)

Deuteronomio 21:1 QUANDO si troverà in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere, un uomo ucciso che giacerà su la campagna, senza che si sappia chi l’abbia ucciso, (I)

Deuteronomio 21:2 escano fuori i tuoi Anziani e i tuoi Giudici, e misurino lo spazio che vi sarà fino alle città che saranno d’intorno a colui. (I)

Deuteronomio 21:3 Poi prendano gli Anziani della città più vicina dell’ucciso una giovenca, con la quale non si sia lavorata la terra, che non abbia tirato al giogo. (I)

Deuteronomio 21:4 E menino gli Anziani di quella città quella giovenca in una valle deserta, nella quale non si lavori nè semini; e taglino quivi il collo alla giovenca nella valle. (I)

Deuteronomio 21:5 Vengano ancora i sacerdoti, i figliuoli di Levi; conciossiachè il Signore Iddio tuo li abbia eletti per fare il suo servigio, e per benedire nel Nome del Signore; e, secondo la lor parola, ha da esser giudicata qualunque lite, e qualunque piaga. (I)

Deuteronomio 21:6 E lavinsi tutti gli Anziani di quella città, più vicini dell’ucciso, le mani sopra quella giovenca, alla quale sarà stato tagliato il collo nella valle; (I)

Deuteronomio 21:7 e protestino, e dicano: Le nostre mani non hanno sparso questo sangue; gli occhi nostri eziandio non l’hanno veduto spandere. (I)

Deuteronomio 21:8 O Signore, sii propizio inverso il tuo popolo Israele, il quale tu hai riscattato, e non permettere che vi sia, in mezzo del tuo popolo Israele, colpa di sangue innocente sparso. Così sarà purgato quel sangue, quant’è a loro. (I)

Deuteronomio 21:9 E tu avrai tolta via del mezzo di te la colpa del sangue innocente, quando avrai fatto ciò che piace al Signore. (I)

Deuteronomio 21:10 QUANDO sarai uscito in guerra contro a’ tuoi nemici, e il Signore Iddio tuo te li avrà dati nelle mani, e ne avrai menati de’ prigioni; (I)

Deuteronomio 21:11 e vedrai fra i prigioni una donna di bella forma, e le porrai amore, e te la vorrai prender per moglie; (I)

Deuteronomio 21:12 menala dentro alla tua casa, e radasi ella il capo, e taglisi le unghie; (I)

Deuteronomio 21:13 e levisi d’addosso gli abiti nei quali fu presa, e dimori in casa tua, e pianga suo padre e sua madre un mese intiero; poi potrai entrar da lei, e giacer con lei; ed ella ti sarà moglie. (I)

Deuteronomio 21:14 E se avviene ch’ella non ti aggradi più, rimandala a sua volontà; e non venderla per danari in modo alcuno; non farne traffico; conciossiachè tu l’abbi sverginata. (I)

Deuteronomio 21:15 QUANDO un uomo avrà due mogli, delle quali l’una sia amata, e l’altra odiata; e l’amata e l’odiata gli avranno partoriti figliuoli, e il primogenito sarà dell’odiata; (I)

Deuteronomio 21:16 nel giorno ch’egli spartirà l’eredità de’ suoi beni a’ suoi figliuoli, egli non potrà far primogenito il figliuol dell’amata, anteponendolo al figliuol dell’odiata, che sarà il primogenito. (I)

Deuteronomio 21:17 Anzi riconoscerà il primogenito, figliuol dell’odiata, per dargli la parte di due, in tutto ciò che si troverà avere; conciossiachè egli sia il principio della sua forza; a lui appartiene la ragione della primogenitura. (I)

Deuteronomio 21:18 QUANDO alcuno avrà un figliuol ritroso e ribelle, il qual non ubbidisca alla voce di suo padre, nè alla voce di sua madre; e, benchè essi l’abbiano castigato, non però ubbidisca loro; (I)

Deuteronomio 21:19 prendanlo suo padre e sua madre, e meninlo fuori agli Anziani della sua città, e alla porta del suo luogo; (I)

Deuteronomio 21:20 e dicano agli Anziani della sua città: Questo nostro figliuolo è ritroso e ribelle; egli non vuole ubbidire alla nostra voce; egli è goloso ed ubbriaco. (I)

Deuteronomio 21:21 E lapidinlo con pietre tutte le genti della sua città, sì che muoia; e così togli il male del mezzo di te; acciocchè tutto Israele oda, e tema. (I)

Deuteronomio 21:22 E QUANDO alcuno sarà reo di alcun fallo capitale, e tu l’avrai appiccato al legno; (I)

Deuteronomio 21:23 non dimori il suo corpo morto in sul legno, la notte fino alla mattina; anzi del tutto seppelliscilo in quell’istesso giorno; perciocchè l’appiccato è in esecrazione a Dio; e non contaminare il paese che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere. (I)

Deuteronomio 22:1 SE tu vedi smarriti il bue o la pecora del tuo fratello, non ritrarti indietro da essi; del tutto riconducili al tuo fratello. (I)

Deuteronomio 22:2 E se il tuo fratello non ti è vicino, o se tu non lo conosci, raccogli quelli dentro alla tua casa, e dimorino appresso di te, finchè il tuo fratello ne domandi; e allora rendiglieli. (I)

Deuteronomio 22:3 E il simigliante del suo asino, e del suo vestimento, e di ogni cosa che il tuo fratello avrà perduta, e che tu avrai trovata; tu non potrai ritrartene indietro. (I)

Deuteronomio 22:4 Se tu vedi l’asino del tuo fratello, o il suo bue, caduto nella strada, non ritrartene indietro; del tutto adoperati con lui a rilevarlo. (I)

Deuteronomio 22:5 LA donna non porti indosso abito d’uomo; l’uomo altresì non vesta roba di donna; perciocchè chiunque fa cotali cose è in abbominio al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 22:6 Quando tu scontrerai davanti a te nella via, sopra qualche albero, o sopra la terra, un nido di uccelli, co’ piccoli uccellini, o con le uova dentro; e insieme la madre che covi i piccoli uccellini o le uova; non prender la madre co’ figli; (I)

Deuteronomio 22:7 del tutto lasciane andar la madre, e prenditi i figli; acciocchè ti sia bene, e che tu prolunghi i tuoi giorni. (I)

Deuteronomio 22:8 Quando tu edificherai una casa nuova, fa’ una sponda al tuo tetto; e non metter sangue sopra la tua casa, in caso che alcuno ne cadesse a basso. (I)

Deuteronomio 22:9 Non piantar la tua vigna di diverse specie; acciocchè non sien contaminate la vendemmia, le viti che tu avrai piantate, e la rendita della vigna. (I)

Deuteronomio 22:10 Non arar con un bue, e con un asino insieme. (I)

Deuteronomio 22:11 Non vestirti vestimento mescolato, tessuto di lana e di lino insieme. (I)

Deuteronomio 22:12 Fatti delle fimbrie a’ quattro capi del tuo manto, col qual tu ti ammanti. (I)

Deuteronomio 22:13 QUANDO alcuno avrà presa una moglie, e sarà entrato da lei, e poi prenderà ad odiarla; (I)

Deuteronomio 22:14 e le apporrà cose che daranno cagione che se ne sparli, e metterà fuori mala fama contro a lei, e dirà: Io avea presa questa moglie; ma, essendolemi accostato, non l’ho trovata vergine; (I)

Deuteronomio 22:15 allora prendano il padre e la madre della giovane il segnal della virginità di essa, e lo producano davanti agli Anziani della città nella porta; (I)

Deuteronomio 22:16 e dica il padre della giovane agli Anziani: Io avea data la mia figliuola per moglie a quest’uomo, ed egli ha preso ad odiarla; (I)

Deuteronomio 22:17 ed ecco, egli le ha apposte cose che dànno cagione che se ne sparli, dicendo: Io non ho trovata vergine la tua figliuola; e pure, ecco il segnal della virginità della mia figliuola. E stendano quel panno davanti agli Anziani della città. (I)

Deuteronomio 22:18 Allora prendano gli Anziani di quella città quell’uomo, e lo castighino con battitura; (I)

Deuteronomio 22:19 e condanninlo in cento sicli di argento d’ammenda, i quali daranno al padre della giovane; perciocchè egli ha messa fuori una mala fama contro ad una vergine d’Israele; e siagli colei moglie, e non possa egli giammai in vita sua mandarla via. (I)

Deuteronomio 22:20 Ma se la cosa è vera, che quella giovane non sia stata trovata vergine; (I)

Deuteronomio 22:21 tragganla fuori alla porta della casa di suo padre, e lapidinla le genti della sua città con pietre, sì che muoia; perciocchè ha commesso un atto infame in Israele, fornicando in casa di suo padre. E così togli via il male del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 22:22 QUANDO un uomo sarà trovato giacendo con una donna maritata, muoiano amendue; l’uomo che sarà giaciuto con la donna, e la donna. E così togli via il male d’Israele. (I)

Deuteronomio 22:23 Quando una fanciulla vergine sarà sposata a un uomo, e un altro trovandola dentro alla città, sarà giaciuto con lei; (I)

Deuteronomio 22:24 menateli amendue fuori alla porta di quella città, e lapidateli con pietre, sì che muoiano; la fanciulla, perchè non avrà gridato, essendo nella città, e l’uomo, perchè avrà violata la pudicizia della moglie del suo prossimo. E così togli via il male del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 22:25 Ma, se l’uomo trova su per li campi una fanciulla sposa, e la prende a forza, e giace con lei; muoia sol l’uomo che sarà giaciuto con lei. (I)

Deuteronomio 22:26 Ma non far nulla alla fanciulla; ella non vi ha colpa degna di morte; perciocchè questo fatto è tale, come se alcuno si levasse contro al suo prossimo, e l’uccidesse. (I)

Deuteronomio 22:27 Perciocchè avendo egli trovata quella fanciulla sposa su per li campi, benchè ella abbia gridato, niuno l’ha salvata. (I)

Deuteronomio 22:28 Quando alcuno troverà una fanciulla vergine, che non sia sposa, e la prenderà, e giacerà con lei, e saranno trovati; (I)

Deuteronomio 22:29 dia l’uomo che sarà giaciuto con la fanciulla cinquanta sicli d’argento al padre di essa, e siagli colei moglie, perciocchè egli l’ha sverginata; non possala rimandar giammai in tempo di vita sua. (I)

Deuteronomio 22:30 Non prenda alcuno la moglie di suo padre, e non iscopra il lembo di suo padre. (I)

Deuteronomio 23:1 NON entri nella raunanza del Signore alcuno che abbia i testicoli infranti o tagliati. (I)

Deuteronomio 23:2 Niuno nato di pubblica meretrice entri nella raunanza del Signore; niuno de’ suoi fino alla decima generazione, entri nella raunanza del Signore. (I)

Deuteronomio 23:3 L’Ammonita, nè il Moabita, non entri nella raunanza del Signore; niuno dei lor discendenti in perpetuo, fino alla decima generazione, entri nella raunanza del Signore. (I)

Deuteronomio 23:4 Perciocchè non vennero incontro a voi con pane e con acqua, nel cammino, quando usciste di Egitto; e perchè essi condussero per prezzo contro a voi Balaam, figliuolo di Beor, di Petor di Mesopotamia, per maledirvi. (I)

Deuteronomio 23:5 Ma il Signore Iddio tuo non volle ascoltar Balaam; anzi il Signore Iddio tuo ti rivolse la maledizione in benedizione; perciocchè il Signore Iddio tuo ti ama. (I)

Deuteronomio 23:6 Non procacciar giammai, in tempo di vita tua, la pace o il bene loro. (I)

Deuteronomio 23:7 Non abbominar l’Idumeo; conciossiachè egli sia tuo fratello; non abbominar l’Egizio; conciossiachè tu sii stato forestiere nel suo paese. (I)

Deuteronomio 23:8 La terza generazione de’ figliuoli che nasceranno loro potrà entrar nella raunanza del Signore. (I)

Deuteronomio 23:9 QUANDO tu uscirai in guerra contro a’ tuoi nemici, guardati d’ogni mala cosa. (I)

Deuteronomio 23:10 Se nel mezzo di te vi è alcuno che sia immondo per alcun accidente notturno, esca fuor del campo, e non entri dentro al campo; (I)

Deuteronomio 23:11 e in sul far della sera lavisi con acqua; e poi, come il sole sarà tramontato, egli potrà rientrar dentro al campo. (I)

Deuteronomio 23:12 Abbi parimente un luogo fuor del campo, al quale tu esca per li tuoi bisogni. (I)

Deuteronomio 23:13 E abbi fra i tuoi arredi un piuolo, col quale, quando ti assetterai fuori, tu faccia un buco in terra, e poi ricopri il tuo scremento. (I)

Deuteronomio 23:14 Conciossiachè il Signore Iddio tuo cammini nel mezzo del tuo campo, per salvarti, e per mettere in tuo potere i tuoi nemici; perciò sia il tuo campo santo; e fa’ ch’egli non vegga alcuna bruttura in te, onde egli si rivolga indietro da te. (I)

Deuteronomio 23:15 NON dare il servo che sarà scampato a te d’appresso al suo signore, in man del suo signore. (I)

Deuteronomio 23:16 Dimori appresso di te, nel mezzo di te, nel luogo ch’egli avrà scelto, in qualunque delle tue città gli aggraderà; non fargli violenza. (I)

Deuteronomio 23:17 Non siavi alcuna meretrice d’infra le figliuole d’Israele; parimente non siavi alcun cinedo d’infra i figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 23:18 Non recar dentro alla Casa del Signore Iddio tuo, per alcun voto, il guadagno della meretrice, nè il prezzo del cane; perciocchè amendue son cosa abbominevole al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 23:19 Non prestare ad usura al tuo fratello, nè danari, nè vittuaglia, nè cosa alcuna che si presta ad usura. (I)

Deuteronomio 23:20 Presta ad usura allo straniere, ma non al tuo fratello; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in tutto ciò a che metterai la mano, nel paese nel quale tu entri per possederlo. (I)

Deuteronomio 23:21 Quando tu avrai votato un voto al Signore Iddio tuo, non indugiar d’adempierlo; perciocchè il Signore Iddio tuo per certo te ne ridomanderebbe conto, e vi sarebbe peccato in te. (I)

Deuteronomio 23:22 E se pur tu ti astieni di far voto, non vi sarà peccato in te. (I)

Deuteronomio 23:23 Osserva, e fa’ ciò che ti sarà uscito delle labbra, secondo che volontariamente tu avrai votato al Signore Iddio tuo, come avrai pronunziato con la tua bocca. (I)

Deuteronomio 23:24 Quando tu entrerai nella vigna del tuo prossimo, potrai a tua voglia mangiarne dell’uve a sazietà; ma non riporne nel tuo vasello. (I)

Deuteronomio 23:25 Quando tu entrerai per mezzo le biade del tuo prossimo, potrai svellerne delle spighe con la mano; ma non metter la falce nelle biade del tuo prossimo. (I)

Deuteronomio 24:1 QUANDO alcuno avrà presa moglie, e sarà abitato con lei; se poi ella non gli aggrada, perchè egli avrà trovata in lei alcuna cosa brutta; scrivale il libello del ripudio, e diaglielo in mano; e così mandila fuor di casa sua. (I)

Deuteronomio 24:2 E s’ella, essendo uscita di casa di colui, e andatasene, si marita ad un altro uomo; (I)

Deuteronomio 24:3 e quest’ultimo marito prende ad odiarla, e le scrive il libello del ripudio, e glielo dà in mano, e la manda fuor di casa sua; ovvero, quest’ultimo marito, che se l’avea presa per moglie, muore; (I)

Deuteronomio 24:4 non possa il suo primiero marito, il qual l’avea mandata via, tornare a prenderla per essergli moglie, dopo che avrà fatto ch’ella si sia contaminata; perchè ciò è cosa abbominevole nel cospetto del Signore; e non far sì che il paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità, sia reo di peccato. (I)

Deuteronomio 24:5 Quando alcuno avrà presa novellamente moglie, non vada alla guerra, e non siagli imposto affare alcuno; stia esente in casa sua un anno, e sollazzi la sua moglie ch’egli avrà presa. (I)

Deuteronomio 24:6 NON prenda alcuno in pegno macine, non pur la mola disopra; perciocchè egli prenderebbe in pegno la vita del suo prossimo. (I)

Deuteronomio 24:7 Quando si troverà alcuno che abbia rubato un uomo d’infra i suoi fratelli, figliuoli d’Israele, e ne abbia fatto traffico, e l’abbia venduto, muoia quel ladro; e togli il mal del mezzo di te. (I)

Deuteronomio 24:8 Prendi guardia alla piaga della lebbra, per osservar diligentemente di far secondo tutto ciò che i sacerdoti Leviti vi avranno insegnato; prendete guardia di fare come io ho loro comandato. (I)

Deuteronomio 24:9 Ricordati di ciò che il Signore Iddio tuo fece a Maria, nel cammino, dopo che foste usciti di Egitto. (I)

Deuteronomio 24:10 Quando tu farai alcun presto al tuo prossimo, non entrare in casa sua, per prender pegno da lui. (I)

Deuteronomio 24:11 Stattene fuori, e portiti colui, al qual tu farai il presto, il pegno fuori. (I)

Deuteronomio 24:12 E s’egli è povero uomo, non ti porre a giacere, avendo ancora il suo pegno. (I)

Deuteronomio 24:13 Del tutto rendigli il pegno, al tramontar del sole; acciocchè egli possa giacer ne’ suoi panni, e ti benedica; e ciò ti sarà giustizia nel cospetto del Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 24:14 Non fraudare il mercenario povero e bisognoso, chi ch’egli si sia de’ tuoi fratelli, o de’ forestieri che saranno nel tuo paese, dentro alle tue porte. (I)

Deuteronomio 24:15 Dagli il suo premio al suo giorno, e non tramonti il sole avanti che tu gliel’abbia dato; conciossiachè egli sia povero, e che l’anima sua s’erga a quello; acciocchè egli non gridi contro a te al Signore, e non vi sia in te peccato. (I)

Deuteronomio 24:16 Non facciansi morire i padri per li figliuoli, nè i figliuoli per li padri; facciasi morir ciascuno per lo suo proprio peccato. (I)

Deuteronomio 24:17 NON pervertire la ragione del forestiere, nè dell’orfano; e non prender in pegno i panni della vedova. (I)

Deuteronomio 24:18 E ricordati che tu sei stato servo in Egitto, e che il Signore Iddio tuo te ne ha riscosso; perciò io ti comando che tu faccia questo. (I)

Deuteronomio 24:19 Quando tu avrai mietuta la tua ricolta nel tuo campo, e avrai dimenticata alcuna menata nel campo, non tornare indietro per prenderla; sia per lo forestiere, per l’orfano, e per la vedova; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in tutta l’opera delle tue mani. (I)

Deuteronomio 24:20 Quando tu avrai scossi i tuoi ulivi, non ricercare a ramo a ramo ciò che vi sarà rimasto dietro a te; sia per lo forestiere, per l’orfano, e per la vedova. (I)

Deuteronomio 24:21 Quando tu avrai vendemmiata la tua vigna, non raspollare i grappoli rimasti dietro a te; sieno per lo forestiere, per l’orfano, e per la vedova. (I)

Deuteronomio 24:22 E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto; per ciò io ti comando che tu faccia questo. (I)

Deuteronomio 25:1 QUANDO vi sarà lite fra alcuni, ed essi verranno in giudicio, giudichinli i Giudici, e giustifichino il giusto, e condannino il reo. (I)

Deuteronomio 25:2 E se il reo ha meritato d’esser battuto, faccialo il giudice gittare in terra, e battere in sua presenza, secondo il merito del suo misfatto, a certo numero di battiture. (I)

Deuteronomio 25:3 Facciagli dare quaranta battiture, e non più; che talora, se continuasse a fargli dare una gran battitura oltre a questo numero, il tuo fratello non fosse avvilito nel tuo cospetto. (I)

Deuteronomio 25:4 Non metter la museruola in bocca al bue, mentre trebbia. (I)

Deuteronomio 25:5 QUANDO alcuni fratelli dimoreranno insieme, e un d’essi morrà senza figliuoli, non maritisi la moglie del morto fuori ad un uomo strano; il suo cognato venga da lei, e prendasela per moglie, e sposila per ragion di cognato. (I)

Deuteronomio 25:6 E il primogenito ch’ella partorirà, nasca a nome del fratello morto del marito; acciocchè il suo nome non sia spento in Israele. (I)

Deuteronomio 25:7 E se non aggrada a quell’uomo di prender la sua cognata, vada la sua cognata alla porta, agli Anziani, e dica: Il mio cognato ricusa di suscitar nome al suo fratello in Israele; egli non vuole sposarmi per ragion di cognato. (I)

Deuteronomio 25:8 Allora gli Anziani della sua città lo chiamino, e parlino a lui; e s’egli, presentatosi, dice: E’ non mi aggrada di prenderla; (I)

Deuteronomio 25:9 accostiglisi la sua cognata, nel cospetto degli Anziani, e traggagli del piè il suo calzamento, e sputigli nel viso. Poi protesti, e dica: Così sarà fatto all’uomo che non edificherà la casa del suo fratello. (I)

Deuteronomio 25:10 E gli sarà posto nome in Israele: La casa dello scalzato. (I)

Deuteronomio 25:11 Quando alcuni contenderanno insieme l’un contro all’altro, e la moglie dell’uno si accosterà per liberare il suo marito dalla man di colui che lo percuote, e stenderà la mano, e lo prenderà per le sue vergogne, mozzale la mano; (I)

Deuteronomio 25:12 l’occhio tuo non le perdoni. (I)

Deuteronomio 25:13 NON aver nel tuo sacchetto peso e peso; grande e piccolo. (I)

Deuteronomio 25:14 Non avere in casa efa ed efa; grande e piccolo. (I)

Deuteronomio 25:15 Abbi peso intiero e giusto; e parimente efa intiero e giusto; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati sopra la terra che il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Deuteronomio 25:16 Perciocchè chiunque fa cotali cose, chiunque fa iniquità, è in abbominio al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 25:17 RICORDATI di ciò che ti fece Amalec nel cammino, dopo che voi foste usciti di Egitto; (I)

Deuteronomio 25:18 come egli ti venne ad incontrare nel cammino, e alla coda percosse tutte le persone deboli che venivano dietro a te, essendo tu stanco e affaticato; e non temette Iddio. (I)

Deuteronomio 25:19 Perciò, quando il Signore Iddio tuo ti avrà data requie da tutti i tuoi nemici d’ogn’intorno, nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità per possederlo; spegni la memoria di Amalec disotto al cielo; non dimenticarlo. (I)

Deuteronomio 26:1 ORA, quando tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità, e lo possederai, e vi abiterai; (I)

Deuteronomio 26:2 prendi delle primizie di tutti i frutti della terra, che tu fai nascer dalla terra che il Signore Iddio tuo di dà; e mettile in un paniere, e va’ al luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziar quivi il suo Nome. (I)

Deuteronomio 26:3 E vieni al Sacerdote che sarà in que’ giorni, e digli: Io fo oggi pubblica riconoscenza al Signore Iddio tuo di ciò che io sono entrato nel paese, del quale il Signore avea giurato a’ nostri padri ch’egli ce lo darebbe. (I)

Deuteronomio 26:4 Poi prenda il sacerdote dalla tua mano quel paniere, e ripongalo davanti all’altare del Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 26:5 Appresso prendi a dire davanti al Signore Iddio tuo: Il padre mio era un misero Siro, e discese in Egitto con poca gente, e dimorò quivi come straniere, e quivi divenne una nazione grande, e potente, e numerosa. (I)

Deuteronomio 26:6 E gli Egizj ci trattarono male, e ci afflissero e c’imposero una dura servitù. (I)

Deuteronomio 26:7 E noi gridammo al Signore Iddio de’ nostri padri; e il Signore esaudì la vostra voce, e riguardò alla nostra afflizione, e al nostro travaglio, e alla nostra oppressione; (I)

Deuteronomio 26:8 e ci trasse fuor di Egitto con potente mano, e con braccio steso, e con grande spavento, e con miracoli, e con prodigi; (I)

Deuteronomio 26:9 e ci ha condotti in questo luogo, e ci ha dato questo paese, paese stillante latte e miele. (I)

Deuteronomio 26:10 Ora dunque, ecco, io ho recate le primizie de’ frutti della terra, che tu, Signore, m’hai data. E posa quel paniere davanti al Signore Iddio tuo, e adora davanti al Signore Iddio tuo; (I)

Deuteronomio 26:11 e rallegrati di tutto il bene, che il Signore Iddio tuo avrà dato a te, e alla tua casa, tu, e il Levita, e il forestiere che sarà nel mezzo di te. (I)

Deuteronomio 26:12 Quando tu avrai finito di levar tutte le decime della tua entrata, nel terzo anno, che è l’anno delle decime, e le avrai date al Levita, al forestiere, all’orfano, ed alla vedova, ed essi le avranno mangiate dentro alle tue porte, e si saranno saziati; (I)

Deuteronomio 26:13 allora di’ nel cospetto del Signore Iddio tuo: Io ho tolto di casa mia ciò ch’è sacro, e anche l’ho dato al Levita, e al forestiere, e all’orfano, e alla vedova, interamente secondo il tuo comandamento che tu mi hai fatto; io non ho trapassati i tuoi comandamenti, e non li ho dimenticati. (I)

Deuteronomio 26:14 Io non ne ho mangiato nel mio cordoglio, e non ne ho tolto nulla, per impiegarlo in uso immondo, e non ne ho dato nulla per alcun morto; io ho ubbidito alla voce del Signore Iddio mio; io ho fatto interamente come tu m’hai comandato. (I)

Deuteronomio 26:15 Riguarda dall’abitacolo della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo Israele, e la terra che tu ci hai data, come tu giurasti a’ nostri padri, terra stillante latte e miele. (I)

Deuteronomio 26:16 Oggi ti comanda il Signore Iddio tuo di mettere in opera questi statuti e queste leggi; osservale adunque, e mettile in opera, con tutto il cuor tuo, e con tutta l’anima tua. (I)

Deuteronomio 26:17 Oggi hai stipulato col Signore, ch’egli ti sarebbe Dio, e che tu cammineresti nelle sue vie, e osserveresti i suoi statuti, e i suoi comandamenti, e le sue leggi, e ubbidiresti alla sua voce. (I)

Deuteronomio 26:18 E il Signore altresì ha stipulato con te, che tu gli saresti un popolo peculiare, come egli te ne ha parlato, e che tu osserveresti tutti i suoi comandamenti; (I)

Deuteronomio 26:19 e ch’egli ti farebbe eccelso sopra tutte le nazioni ch’egli ha create, e ti metterebbe in laude, in fama, ed in gloria; e che tu saresti un popolo santo al Signore Iddio tuo; come egli ne ha parlato. (I)

Deuteronomio 27:1 OR Mosè, con gli Anziani d’Israele, comandò e disse al popolo: Osservate tutti i comandamenti i quali oggi vi do. (I)

Deuteronomio 27:2 E nel giorno che sarete passati il Giordano, per entrar nel paese che il Signore Iddio vostro vi dà, rizzati delle grandi pietre, e smaltale con calcina. (I)

Deuteronomio 27:3 E scrivi sopra esse tutte le parole di questa Legge, dopo che tu sarai passato, per entrar nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà, paese stillante latte e miele; siccome il Signore Iddio de’ tuoi padri te ne ha parlato. (I)

Deuteronomio 27:4 Quando adunque sarete passati il Giordano, rizzatevi queste pietre, le quali oggi vi comando, nel monte di Ebal; e smaltatele con calcina. (I)

Deuteronomio 27:5 Edifica ancora quivi un altare al Signore Iddio tuo, un altar di pietre; non far passare ferro sopra esse. (I)

Deuteronomio 27:6 Edifica l’altare del Signore Iddio tuo di pietre intiere; e offerisci sopra esso olocausti al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 27:7 Sacrifica ancora quivi sacrificii da render grazie; e mangia, e rallegrati davanti al Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 27:8 E scrivi sopra quelle pietre tutte le parole di questa Legge chiaramente e bene. (I)

Deuteronomio 27:9 Mosè ancora, co’ sacerdoti Leviti, parlò a tutto Israele, dicendo: Attendi, e ascolta, Israele: Oggi tu sei divenuto popolo del Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 27:10 Ubbidisci adunque alla voce del Signore Iddio tuo, e metti in opera i suoi comandamenti, e i suoi statuti, i quali oggi ti do. (I)

Deuteronomio 27:11 Mosè ancora in quello stesso giorno comandò, e disse al popolo: (I)

Deuteronomio 27:12 Gli uni d’infra voi stieno sopra il monte di Gherizim, per benedire il popolo quando sarete passati il Giordano; cioè, le tribù di Simeone, di Levi, di Giuda, d’Issacar, di Giuseppe, e di Beniamino; (I)

Deuteronomio 27:13 e gli altri stieno sopra il monte di Ebal, per pronunziar la maledizione; cioè, le tribù di Ruben, di Gad, di Aser, di Zabulon, di Dan, e di Neftali. (I)

Deuteronomio 27:14 E parlino i Leviti, e dicano ad alta voce a tutti gl’Israeliti: (I)

Deuteronomio 27:15 Maledetto sia l’uomo che avrà fatta scultura, o statua di getto, che è cosa abbominevole al Signore, opera di man di artefice, e l’avrà riposta in luogo occulto. —E risponda tutto il popolo, e dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:16 Maledetto sia chi sprezza suo padre o sua madre. —E dica tutto il popolo: Amen. (I)

Deuteronomio 27:17 Maledetto sia chi muove i termini del suo prossimo. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:18 Maledetto sia chi trasvia il cieco. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:19 Maledetto sia chi pervertisce la ragione del forestiere, dell’orfano, e della vedova. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:20 Maledetto sia chi giace con la moglie di suo padre; perciocchè egli scopre il lembo di suo padre. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:21 Maledetto sia chi si congiugne con alcuna bestia. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:22 Maledetto sia chi giace con la sua sorella, figliuola di suo padre, o figliuola di sua madre. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:23 Maledetto sia chi giace con la sua suocera. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:24 Maledetto sia chi uccide il suo prossimo in occulto. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:25 Maledetto sia chi prende presente, per far morir l’innocente. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 27:26 Maledetto sia chi non avrà attenute le parole di questa Legge, per metterle in opera. —E tutto il popolo dica: Amen. (I)

Deuteronomio 28:1 ORA egli avverrà, se pur tu ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo, per osservar di mettere in opera tutti i suoi comandamenti, i quali oggi ti do, che il Signore ti farà eccelso sopra tutte le nazioni della terra. (I)

Deuteronomio 28:2 E tutte queste benedizioni verranno sopra te e ti giugneranno; perciocchè tu avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 28:3 Tu sarai benedetto nella città; tu sarai ancora benedetto ne’ campi. (I)

Deuteronomio 28:4 Il frutto del tuo seno sarà benedetto, e il frutto della tua terra, e il frutto del tuo bestiame; i parti delle tue vacche e le gregge delle tue pecore. (I)

Deuteronomio 28:5 Il tuo paniere sarà benedetto, e la tua madia. (I)

Deuteronomio 28:6 Tu sarai benedetto nel tuo entrare, e benedetto nel tuo uscire. (I)

Deuteronomio 28:7 Il Signore metterà i tuoi nemici che si saran levati contro a te, in rotta e sconfitta davanti a te; per una via usciranno contro a te, e per sette vie fuggiranno d’innanzi a te. (I)

Deuteronomio 28:8 Il Signore ordinerà alla benedizione ch’ella sia teco, ne’ tuoi granai, e in tutto ciò a che metterai la mano; e ti benedirà nella terra che il Signore Iddio tuo ti dà. (I)

Deuteronomio 28:9 Il Signore ti stabilirà per essergli un popol santo, come egli ti ha giurato; quando tu osserverai i comandamenti del Signore Iddio tuo, e camminerai nelle sue vie. (I)

Deuteronomio 28:10 E tutti i popoli della terra vedranno che voi portate il Nome del Signore; e temeranno di te. (I)

Deuteronomio 28:11 E il Signore Iddio tuo ti farà abbondare in beni, nel frutto del tuo seno, nel frutto del tuo bestiame, e nel frutto della tua terra, nel paese del quale egli giurò a’ tuoi padri, ch’egli te lo darebbe. (I)

Deuteronomio 28:12 Il Signore ti aprirà il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la sua pioggia al suo tempo, e per benedir tutta l’opera delle tue mani; e tu presterai a molte genti, e non prenderai nulla in presto. (I)

Deuteronomio 28:13 Il Signore ti metterà in capo, e non in coda; e non sarai giammai se non al disopra, e non al disotto; quando tu ubbidirai a’ comandamenti del Signore Iddio tuo, i quali oggi ti do, per osservarli, e per metterli in opera; (I)

Deuteronomio 28:14 e non ti rivolgerai nè a destra nè a sinistra, d’alcuna delle cose che io ti comando oggi, per andar dietro ad altri dii, per servirli. (I)

Deuteronomio 28:15 Ma, se tu non ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo, per osservar di mettere in opera tutti i suoi comandamenti, e i suoi statuti, i quali oggi ti do; egli avverrà che tutte queste maledizioni verranno sopra te, e ti giungeranno. (I)

Deuteronomio 28:16 Tu sarai maledetto nella città, sarai ancora maledetto ne’ campi. (I)

Deuteronomio 28:17 Il tuo paniere sarà maledetto, e la tua madia. (I)

Deuteronomio 28:18 Il frutto del tuo seno sarà maledetto, e il frutto della tua terra; i parti delle tue vacche, e le gregge delle tue pecore. (I)

Deuteronomio 28:19 Tu sarai maledetto nel tuo entrare, e maledetto nel tuo uscire. (I)

Deuteronomio 28:20 Il Signore manderà contro a te la maledizione, la dissipazione, e la perdizione, in ogni cosa alla quale tu metterai la mano, e la qual tu farai; finchè tu sii distrutto, e perito subitamente, per la malvagità dei tuoi fatti; perciocchè tu mi avrai abbandonato. (I)

Deuteronomio 28:21 Il Signore farà che la mortalità s’attaccherà a te, finchè ti abbia consumato d’in su la terra, nella qual tu entri per possederla. (I)

Deuteronomio 28:22 Il Signore ti percoterà di tisichezza, e d’arsura, e di febbre, e d’infiammazione; d’aridità, e di nebbia, e di rubiggine; che ti perseguiranno, finchè tu sii perito. (I)

Deuteronomio 28:23 E il tuo cielo, che sarà sopra il tuo capo, sarà di rame; e la terra, che sarà sotto di te, sarà di ferro. (I)

Deuteronomio 28:24 Il Signore manderà alla tua terra, in luogo di pioggia, polvere e cenere, la quale caderà sopra te dal cielo, finchè tu sii sterminato. (I)

Deuteronomio 28:25 Il Signore ti metterà in rotta e sconfitta davanti a’ tuoi nemici; per una via tu uscirai contro a loro, e per sette vie fuggirai d’innanzi a loro; e sarai agitato per tutti i regni della terra. (I)

Deuteronomio 28:26 E i tuoi corpi morti saranno per pasto a ogni uccello del cielo, e alle bestie della campagna, senza che alcuno le spaventi. (I)

Deuteronomio 28:27 Il Signore ti percoterà dell’ulcere di Egitto, di morici, e di scabbia, e di pizzicore, onde tu non potrai guarire. (I)

Deuteronomio 28:28 Il Signore ti percoterà di smania, e di cecità, e di sbigottimento di cuore. (I)

Deuteronomio 28:29 E andrai a tastone nel mezzodì, come il cieco va a tastone nell’oscurità, e non prospererai nelle tue vie; e del continuo non sarai se non oppressato e rubato; e non vi sarà alcuno che ti salvi. (I)

Deuteronomio 28:30 Tu sposerai moglie, e un altro si giacerà con lei; tu edificherai case, ma non vi abiterai dentro; tu pianterai vigne, e non ne coglierai il frutto per uso tuo comune. (I)

Deuteronomio 28:31 Il tuo bue sarà ammazzato nel tuo cospetto, e tu non ne mangerai; il tuo asino sarà rapito d’innanzi a te, e non ti sarà renduto; le tue pecore saranno date a’ tuoi nemici, e non vi sarà alcuno che te le riscuota. (I)

Deuteronomio 28:32 I tuoi figliuoli e le tue figliuole saranno date ad un popolo straniere; e gli occhi tuoi lo vedranno, e verranno meno del continuo dietro a loro, e non avrai alcuna forza nelle mani. (I)

Deuteronomio 28:33 Un popolo che tu non avrai conosciuto mangerà il frutto della tua terra, e tutta la tua fatica; e del continuo non sarai se non oppressato e conquassato. (I)

Deuteronomio 28:34 E tu diventerai forsennato per le cose che vedrai con gli occhi. (I)

Deuteronomio 28:35 Il Signore ti percoterà d’ulcera maligna in su le ginocchia, e in su le coscie, onde tu non potrai guarire; anzi dalla pianta del piè fino alla sommità della testa. (I)

Deuteronomio 28:36 Il Signore farà camminar te e il tuo re che tu avrai costituito sopra te, ad una nazione, le qual nè tu nè i tuoi padri non avrete conosciuta; e quivi servirai a dii stranieri, al legno ed alla pietra. (I)

Deuteronomio 28:37 E sarai in istupore, in proverbio, e in favola fra tutti i popoli, dove il Signore ti avrà condotto. (I)

Deuteronomio 28:38 Tu recherai sementa assai al campo, e raccoglierai poco; perciocchè le locuste la consumeranno. (I)

Deuteronomio 28:39 Tu pianterai vigne, e le lavorerai, e non ne berrai il vino, anzi non pure ne coglierai il frutto; perciocchè i vermini lo mangeranno. (I)

Deuteronomio 28:40 Tu avrai degli ulivi in tutte le tue contrade, ma tu non ti ungerai d’olio; perciocchè i tuoi ulivi perderanno il lor frutto. (I)

Deuteronomio 28:41 Tu genererai figliuoli e figliuole, ma non saranno tuoi; perciocchè andranno in cattività. (I)

Deuteronomio 28:42 I grilli diserteranno tutti i tuoi alberi, e il frutto della tua terra. (I)

Deuteronomio 28:43 Il forestiere che sarà nel mezzo di te sarà innalzato ben alto sopra te, e tu sarai abbassato ben basso. (I)

Deuteronomio 28:44 Egli presterà a te, e tu non presterai a lui; egli sarà in capo, e tu in coda. (I)

Deuteronomio 28:45 E tutte queste maledizioni verranno sopra te e ti perseguiranno, e ti giungeranno, finchè tu sii distrutto; perciocchè tu non avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo, per osservare i suoi comandamenti, e i suoi statuti, ch’egli ti ha dati. (I)

Deuteronomio 28:46 E saranno in te, e nella tua progenie in perpetuo, per segno e per prodigio. (I)

Deuteronomio 28:47 Perciocchè tu non avrai servito al Signore Iddio tuo allegramente, e di buon cuore, per l’abbondanza di ogni cosa. (I)

Deuteronomio 28:48 E servirai a’ tuoi nemici, che il Signore avrà mandati contro a te, con fame, e con sete, e con nudità, e con mancamento d’ogni cosa; ed essi metteranno un giogo di ferro sopra il tuo collo, finchè t’abbiano distrutto. (I)

Deuteronomio 28:49 Il Signore farà muovere una gente contro a te di lontano, dall’estremità della terra, a guisa che vola l’aquila; una gente, della quale tu non intenderai il linguaggio; (I)

Deuteronomio 28:50 una gente sfacciata, la qual non avrà riguardo alla persona del vecchio, e non avrà mercè del fanciullo; (I)

Deuteronomio 28:51 e mangerà il frutto del tuo bestiame, e il frutto della tua terra, finchè tu sii distrutto; e non ti lascerà di resto nè frumento, nè mosto, nè olio, nè figli delle tue vacche, nè gregge delle tue pecore; finchè t’abbia fatto perire. (I)

Deuteronomio 28:52 E ti assedierà in tutte le tue città, finchè le tue alte e forti mura, nelle quali tu ti sarai fidato in tutto il tuo paese, caggiano a terra; anzi ti assedierà dentro a tutte le tue porte, in tutto il tuo paese che il Signore Iddio tuo ti avrà dato. (I)

Deuteronomio 28:53 E tu mangerai il frutto del tuo seno, la carne de’ tuoi figliuoli, e delle tue figliuole, che il Signore Iddio tuo ti avrà date, nell’assedio, e nella distretta, della quale i tuoi nemici ti stringeranno. (I)

Deuteronomio 28:54 L’occhio del più morbido e delicato uomo fra voi sarà maligno inverso il suo fratello, e inverso la moglie del suo seno, e inverso il rimanente de’ suoi figliuoli ch’egli avrà riserbati; (I)

Deuteronomio 28:55 per non dare ad alcun di loro nulla della carne degli altri suoi figliuoli, la quale egli mangerà; perciocchè non gli sarà rimasto nulla nell’assedio, e nella distretta, della quale i tuoi nemici ti stringeranno dentro a tutte le tue porte. (I)

Deuteronomio 28:56 L’occhio della più morbida e delicata donna fra voi, la quale non si sarebbe pure attentata di posar la pianta del piede in terra, per delicatezza e morbidezza, sarà maligno inverso il marito del suo seno, e inverso il suo figliuolo, e inverso la sua figliuola; (I)

Deuteronomio 28:57 e ciò, per la secondina che le uscirà d’infra le gambe, e per li suoi figliuoli che partorirà; perciocchè ella li mangerà di nascosto per mancamento d’ogni cosa, nell’assedio e nella distretta, della quale il tuo nemico ti stringerà dentro alle tue porte. (I)

Deuteronomio 28:58 Se tu non osservi di mettere in opera tutte le parole di questa Legge, che sono scritte in questo Libro, per temer questo Nome glorioso e tremendo, il Signore Iddio tuo, (I)

Deuteronomio 28:59 il Signore percoterà te e la tua progenie di battiture strane, grandi e durabili; e di malattie malvage e durabili. (I)

Deuteronomio 28:60 E farà ritornar sopra te tutti i languori di Egitto, de’ quali tu hai avuta paura; ed essi si attaccheranno a te. (I)

Deuteronomio 28:61 Il Signore ti farà eziandio venire addosso ogni altra infermità e piaga, che non è scritta nel Libro di questa Legge; finchè tu sii distrutto. (I)

Deuteronomio 28:62 E voi resterete poca gente, là dove per addietro sarete stati come le stelle del cielo, in moltitudine; perciocchè tu non avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo. (I)

Deuteronomio 28:63 E avverrà che, siccome il Signore si sarà rallegrato in voi, facendovi del bene, e moltiplicandovi; così si rallegrerà in voi, facendovi perire, e distruggendovi; e sarete divelti d’in su la terra, nella quale tu entri per possederla. (I)

Deuteronomio 28:64 E il Signore ti dispergerà fra tutti i popoli, da uno estremo della terra all’altro estremo; e quivi servirai ad altri dii, i quali nè tu, nè i tuoi padri, non avete conosciuti; al legno ed alla pietra. (I)

Deuteronomio 28:65 Ancora fra quelle genti non avrai alcuna requie, e la pianta del tuo piè non avrà alcun riposo; e il Signore vi darà quivi un cuor tremante, e consumamento d’occhi, e doglia d’animo. (I)

Deuteronomio 28:66 E la tua vita ti starà dirimpetto in pendente; e sarai in ispavento notte e giorno; e non sarai sicuro della tua vita. (I)

Deuteronomio 28:67 La mattina tu dirai: Oh! fosse pur sera! e la sera dirai: Oh! fosse pur mattina! per lo spavento del tuo cuore, del quale sarai spaventato, e per le cose che vedrai con gli occhi. (I)

Deuteronomio 28:68 E il Signore ti farà ritornare in Egitto, per navi, per far viaggio nel paese, del quale io ti ho detto: Mai più non lo vedrai. E quivi voi vi venderete a’ vostri nemici per servi e per serve, e non vi sarà chi vi comperi. (I)

Deuteronomio 29:1 QUESTE son le parole del patto, che il Signore comandò a Mosè di fare co’ figliuoli d’Israele nel paese di Moab; oltre al patto ch’egli avea fatto con loro in Horeb. (I)

Deuteronomio 29:2 Mosè adunque chiamò tutto Israele, e disse loro: Voi avete veduto tutto quello che il Signore ha fatto davanti agli occhi vostri, nel paese di Egitto, a Faraone, e a tutti i suoi servitori, e a tutto il suo paese; (I)

Deuteronomio 29:3 le prove grandi che gli occhi tuoi hanno vedute, que’ miracoli e gran prodigi. (I)

Deuteronomio 29:4 Or il Signore, infino a questo giorno, non vi ha dato cuor da conoscere, nè occhi da vedere, nè orecchi da intendere. (I)

Deuteronomio 29:5 E io v’ho condotti quarant’anni per lo deserto; i vostri vestimenti non vi si son logorati addosso, e il vostro calzamento non s’è logorato ne’ vostri piedi. (I)

Deuteronomio 29:6 Voi non avete mangiato pane, nè bevuto vino, nè cervogia; acciocchè conosceste ch’io sono il Signore Iddio vostro. (I)

Deuteronomio 29:7 Alla fine voi siete giunti in questo luogo; e Sihon, re di Hesbon, e Og, re di Basan, sono usciti incontro a noi in battaglia, e noi li abbiamo sconfitti; (I)

Deuteronomio 29:8 e abbiam preso il lor paese, e l’abbiam dato in eredità a’ Rubeniti, e a’ Gaditi, e alla mezza tribù di Manasse. (I)

Deuteronomio 29:9 Osservate adunque le parole di questo patto, e mettetele in opera; acciocchè facciate prosperar tutto ciò che farete. (I)

Deuteronomio 29:10 Oggi voi comparite tutti davanti al Signore Iddio vostro, i vostri Capi, le vostre tribù, i vostri Anziani, e i vostri Ufficiali, e tutti gli uomini d’Israele; (I)

Deuteronomio 29:11 i vostri piccoli fanciulli, le vostre mogli, e il tuo forestiere che è nel mezzo del tuo campo, fino a colui che ti taglia le legne, e colui che ti attigne l’acqua; (I)

Deuteronomio 29:12 per entrar nel patto del Signore Iddio tuo, e nel suo giuramento, il quale il Signore Iddio tuo fa oggi teco; (I)

Deuteronomio 29:13 per istabilirti oggi per suo popolo, e acciocchè egli ti sia Dio, com’egli te n’ha parlato, e com’egli giurò a’ tuoi padri, ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe. (I)

Deuteronomio 29:14 Or io non fo questo patto, e questo giuramento, con voi soli; (I)

Deuteronomio 29:15 anzi, tanto con chi è qui con noi, e comparisce oggi davanti al Signore Iddio nostro, quanto con chi non è oggi qui con noi; (I)

Deuteronomio 29:16 perciocchè voi sapete come siamo dimorati nel paese di Egitto, e come siamo passati per mezzo le nazioni, per le quali siete passati. (I)

Deuteronomio 29:17 E avete vedute le loro abbominazioni, e i loro idoli di legno, di pietra, d’argento, e d’oro, che sono appresso di loro. (I)

Deuteronomio 29:18 Guardatevi, che non sia fra voi uomo, o donna, o famiglia, o tribù, il cui cuore si rivolga oggi indietro dal Signore Iddio nostro, per andare a servire agl’iddii di quelle nazioni; che non vi sia fra voi radice alcuna che produca tosco ed assenzio; (I)

Deuteronomio 29:19 e che non avvenga che, avendo alcuno udite le parole di questo giuramento, si benedica nel cuor suo, dicendo: Io avrò pace, benchè io cammini secondo la pravità del mio cuore; per aggiungere ebbrezza alla sete. (I)

Deuteronomio 29:20 Il Signore non vorrà perdonargli; anzi allora, l’ira del Signore e la sua gelosia fumeranno contro a quell’uomo; e tutte l’esecrazioni scritte in questo Libro si poseranno sopra lui; e il Signore cancellerà il suo nome disotto al cielo. (I)

Deuteronomio 29:21 E il Signore lo separerà d’infra tutte le tribù d’Israele, a male; secondo tutte l’esecrazioni del patto scritto in questo Libro della Legge. (I)

Deuteronomio 29:22 Onde la generazione futura, i vostri figliuoli che sorgeranno dopo voi, e il forestiere che verrà di paese lontano diranno, quando vedranno le piaghe di questo paese, e le sue infermità, delle quali il Signore l’avrà afflitto; (I)

Deuteronomio 29:23 e che tutta la terra di esso sarà solfo, salsuggine ed arsura; e che non sarà seminata, e che non produrrà nulla, e che non vi crescerà alcuna erba: qual fu la sovversione di Sodoma, di Gomorra, di Adma e di Seboim; le quali il Signore sovvertì nella sua ira, e nel suo cruccio; (I)

Deuteronomio 29:24 anzi pur tutte le nazioni diranno: Perchè ha fatto il Signore così a questo paese? quale è l’ardor di questa grand’ira? (I)

Deuteronomio 29:25 E si dirà: Perciocchè hanno abbandonato il patto del Signore Iddio de’ lor padri il quale egli avea fatto con loro, quando li ebbe tratti fuor del paese di Egitto; (I)

Deuteronomio 29:26 e sono andati, e hanno servito ad altri dii, e li hanno adorati; dii, i quali essi non aveano conosciuti; e i quali il Signore non avea lor dati per parte. (I)

Deuteronomio 29:27 Laonde l’ira del Signore si è accesa contro a questo paese, per far venir sopra esso tutte le maledizioni scritte in questo Libro; (I)

Deuteronomio 29:28 e il Signore li ha stirpati d’in su la lor terra, con ira, con cruccio e con grande indegnazione; e li ha cacciati in un altro paese come oggi appare. (I)

Deuteronomio 29:29 Le cose occulte sono per lo Signore Iddio nostro; ma le rivelate sono per noi, e per li nostri figliuoli, in perpetuo; acciocchè mettiamo in opera tutte le parole di questa Legge. (I)

Deuteronomio 30:1 OR avverrà che, dopo che tutte queste cose, la benedizione e la maledizione, le quali io ho poste davanti a te, saranno venute sopra te; e tu te le ridurrai a mente fra tutte le genti dove il Signore Iddio ti avrà sospinto; (I)

Deuteronomio 30:2 e ti convertirai al Signore Iddio tuo, e ubbidirai alla sua voce, tu, e i tuoi figliuoli, con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, interamente come io ti comando oggi; (I)

Deuteronomio 30:3 il Signore Iddio tuo altresì ti ricondurrà di cattività, e avrà pietà di te, e tornerà a raccoglierti d’infra tutti i popoli, fra’ quali il Signore Iddio tuo ti avrà disperso. (I)

Deuteronomio 30:4 Avvegnachè tu fossi stato sospinto all’estremità del cielo, pure il Signore Iddio tuo ti raccoglierà di là, e ti prenderà di là. (I)

Deuteronomio 30:5 E il Signore Iddio tuo ti condurrà nel paese, che i tuoi padri avranno posseduto, e tu lo possederai; ed egli ti farà del bene, e ti accrescerà più che i tuoi padri. (I)

Deuteronomio 30:6 E il Signore Iddio tuo circonciderà il tuo cuore, e il cuore della tua progenie; acciocchè tu ami il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua, affinchè tu viva. (I)

Deuteronomio 30:7 E il Signore Iddio tuo metterà tutte queste esecrazioni sopra i tuoi nemici, e sopra quelli che ti odieranno, i quali ti avranno perseguitato. (I)

Deuteronomio 30:8 Così, quando tu ti sarai convertito, e ubbidirai alla voce del Signore, e metterai in opera tutti i suoi comandamenti, i quali oggi ti do, (I)

Deuteronomio 30:9 il Signore Iddio tuo ti farà abbondare in beni, in ogni opera delle tue mani, nel frutto del tuo seno, e nel frutto del tuo bestiame, e nel frutto della tua terra; perciocchè il Signore tornerà a rallegrarsi in te a bene, come si rallegrò ne’ tuoi padri. (I)

Deuteronomio 30:10 Perciocchè tu ubbidirai alla voce del Signore Iddio tuo, per osservare i suoi comandamenti, e i suoi statuti, scritti in questo Libro della Legge; dopo che tu ti sarai convertito al Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, e con tutta l’anima tua. (I)

Deuteronomio 30:11 Conciossiachè questo comandamento, ch’io ti do oggi, non sia tanto alto che tu nol possa comprendere; e anche non è lontano. (I)

Deuteronomio 30:12 Egli non è nel cielo, perchè tu dica: Chi salirà per noi al cielo, e ce lo recherà, e ce lo farà intendere, acciocchè lo mettiamo in opera? (I)

Deuteronomio 30:13 Parimente non è oltre mare, perchè tu dica: Chi passerà oltre mare per noi, e ce lo recherà, e ce lo farà intendere, acciocchè lo mettiamo in opera? (I)

Deuteronomio 30:14 Anzi questa parola è molto vicina a te; ella è nella tua bocca e nel tuo cuore, per metterla in opera. (I)

Deuteronomio 30:15 Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene; e la morte e il male. (I)

Deuteronomio 30:16 Conciossiachè io ti comandi oggi di amare il Signore Iddio tuo, di camminar nelle sue vie, e di osservare i suoi comandamenti, e i suoi statuti, e le sue leggi; acciocchè tu viva, e cresca; e che il Signore Iddio tuo ti benedica, nel paese dove tu entri per possederlo. (I)

Deuteronomio 30:17 Ma, se il cuor tuo si rivolge indietro, e se tu non ubbidisci, anzi sei sospinto ad adorare altri dii, e servir loro, (I)

Deuteronomio 30:18 io vi annunzio oggi che del tutto perirete, e che non prolungherete i vostri giorni sopra la terra, per entrar nella quale, e per possederla, voi passate il Giordano. (I)

Deuteronomio 30:19 Io prendo oggi in testimonio contr’a voi il cielo e la terra, ch’io ho posta davanti a voi la vita e la morte; la benedizione e la maledizione; eleggete adunque la vita, acciocchè tu viva, tu, e la tua progenie; (I)

Deuteronomio 30:20 amando il Signore Iddio tuo, ubbidendo alla sua voce, e attenendovi a lui conciossiachè egli sia la tua vita, e la lunghezza de’ tuoi giorni; per abitare in su la terra, della quale il Signore Iddio vostro giurò a’ tuoi padri, ad Abrahamo, ad Isacco, e a Giacobbe, ch’egli la darebbe loro. (I)

Deuteronomio 31:1 POI Mosè andò, e tenne questi ragionamenti a tutto Israele, e disse loro: (I)

Deuteronomio 31:2 Io sono oggi d’età di centovent’anni; io non posso più andare e venire; oltre a ciò, il Signore mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano. (I)

Deuteronomio 31:3 Il Signore Iddio tuo sarà quel che passerà davanti a te; esso distruggerà d’innanzi a te queste nazioni, e tu possederai il lor paese; Giosuè sarà quel che passerà davanti a voi, come il Signore ne ha parlato. (I)

Deuteronomio 31:4 E il Signore farà a quelle, come ha fatto a Sihon, e ad Og, re degli Amorrei, e al lor paese, i quali egli ha distrutti. (I)

Deuteronomio 31:5 E il Signore le metterà in vostro potere, e voi farete loro interamente secondo il comandamento che io v’ho dato. (I)

Deuteronomio 31:6 Siate valenti, e fortificatevi; non temete, e non vi spaventate di loro; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che cammina teco; egli non ti lascerà, e non ti abbandonerà. (I)

Deuteronomio 31:7 Poi Mosè chiamò Giosuè, e gli disse in presenza di tutto Israele: Sii valente, e fortificati; perciocchè tu sei quel che entrerai con questo popolo nel paese, del quale il Signore giurò a’ lor padri ch’egli lo darebbe loro; e tu lo metterai in possessione di esso. (I)

Deuteronomio 31:8 E il Signore è quel che cammina davanti a te; egli sarà teco, egli non ti lascerà, e non ti abbandonerà; non temere, e non ispaventarti. (I)

Deuteronomio 31:9 POI Mosè scrisse questa legge, e la diede a’ sacerdoti, figliuoli di Levi, i quali portano l’Arca del Patto del Signore; e a tutti gli Anziani d’Israele. (I)

Deuteronomio 31:10 E Mosè comandò, e disse loro: In capo d’ogni settimo anno, nel termine dell’anno della remissione, nella festa de’ Tabernacoli; (I)

Deuteronomio 31:11 quando tutto Israele sarà venuto per comparir davanti alla faccia del Signore Iddio vostro, nel luogo ch’egli avrà scelto, leggi questa Legge davanti a tutto Israele, sì ch’egli l’oda; (I)

Deuteronomio 31:12 avendo raunato il popolo, gli uomini, e le donne, e i piccoli fanciulli, e il tuo forestiere che sarà dentro alle tue porte; acciocchè odano, e imparino, e temano il Signore Iddio vostro, e osservino di mettere in opera tutte le parole di questa Legge; (I)

Deuteronomio 31:13 e che i lor figliuoli, i quali non hanno ancora alcuna conoscenza, odano, e imparino a temere il Signore Iddio vostro, tutto il tempo che voi viverete in su la terra, nella quale, passato il Giordano, voi entrate per possederla. (I)

Deuteronomio 31:14 E IL Signore disse a Mosè: Ecco, il tempo della tua morte è vicino; chiama Giosuè, e presentatevi nel Tabernacolo della convenenza; ed io gli comanderò ciò ch’egli ha da fare. Mosè adunque e Giosuè andarono, e si presentarono nel Tabernacolo della convenenza. (I)

Deuteronomio 31:15 E il Signore apparve nel Tabernacolo, nella colonna della nuvola; e la colonna della nuvola si fermò in su l’entrata del Tabernacolo. (I)

Deuteronomio 31:16 E il Signore disse a Mosè: Ecco tu sei per giacer in breve co’ tuoi padri; e questo popolo si leverà, e fornicherà dietro agl’iddii stranieri del paese, nel quale egli entra; e mi abbandonerà, e romperà il mio patto che io ho fatto con lui. (I)

Deuteronomio 31:17 E in quel giorno l’ira mia si accenderà contro a lui, e io l’abbandonerò, e nasconderò da lui la mia faccia, e sarà consumato; e gran mali ed angosce gli avverranno; e in quel giorno egli dirà: Questi mali non mi sono eglino avvenuti perchè il Signore non è nel mezzo di me? (I)

Deuteronomio 31:18 E io nasconderò del tutto la mia faccia in quel giorno, per tutto il male ch’egli avrà fatto; perciocchè si sarà rivolto ad altri dii. (I)

Deuteronomio 31:19 Ora dunque, scrivetevi questo Cantico, ed insegnatelo a’ figliuoli d’Israele, mettendolo loro in bocca; acciocchè questo Cantico mi sia per testimonio contro a’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 31:20 Perciocchè io l’introdurrò nella terra, la quale io giurai a’ suoi padri, terra stillante latte e miele; ed egli mangerà, e sarà saziato, e ingrassato; ed egli si rivolgerà ad altri dii, e servirà loro, e mi dispetterà, e romperà il mio patto. (I)

Deuteronomio 31:21 Onde, quando gran mali ed angosce gli saranno avvenute, questo Cantico testimonierà contro a lui in faccia; perciocchè non sarà dimenticato per non esser più nella bocca della sua progenie; conciossiachè io conosca la sua natura, ciò ch’egli fa oggi, innanzi ch’io l’abbia introdotto nel paese, ch’io ho giurato. (I)

Deuteronomio 31:22 Mosè adunque scrisse questo Cantico in quel giorno, e l’insegnò a’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 31:23 Poi il Signore diede comandamenti a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli disse: Sii valente, e fortificati; perciocchè tu sei quel che introdurrai i figliuoli d’Israele nel paese che io ho loro giurato; e io sarò teco. (I)

Deuteronomio 31:24 E, dopo che Mosè ebbe finito di scrivere compiutamente le parole di questa Legge in un libro, (I)

Deuteronomio 31:25 comandò a’ Leviti, che aveano da portar l’Arca del Patto del Signore, e disse loro: (I)

Deuteronomio 31:26 Prendete questo Libro della Legge, e mettetelo allato all’Arca del Patto del Signore Iddio vostro; e sia quivi per testimonio contro a te. (I)

Deuteronomio 31:27 Perciocchè io conosco la tua ribellione, e il tuo collo duro; ecco oggi, essendo io ancora in vita appresso di voi, voi siete stati ribelli contro al Signore; e quanto più lo sarete dopo la mia morte? (I)

Deuteronomio 31:28 Raunate appresso di me tutti gli Anziani delle vostre tribù, e i vostri Ufficiali, e io pronunzierò, in lor presenza, queste parole, e prenderò in testimonio contro a loro il cielo e la terra. (I)

Deuteronomio 31:29 Perciocchè io so che, dopo la mia morte, per certo voi vi corromperete, e vi rivolgerete dalla via ch’io v’ho comandata; onde male vi avverrà nel tempo a venire; perciocchè avrete fatto ciò che dispiace al Signore, dispettandolo con l’opera delle vostre mani. (I)

Deuteronomio 31:30 Mosè adunque pronunziò da un capo all’altro le parole di questo Cantico, nella presenza di tutta la raunanza di Israele. (I)

Deuteronomio 32:1 CIELI, porgete gli orecchi, ed io parlerò; Ed ascolti la terra le parole della mia bocca. (I)

Deuteronomio 32:2 La mia dottrina stillerà come pioggia, E il mio ragionamento colerà come rugiada; Come pioggia minuta in su l’erbetta, E come pioggia a grosse gocciole in su l’erbe; (I)

Deuteronomio 32:3 Perciocchè io celebrerò il Nome del Signore. Magnificate l’Iddio nostro. (I)

Deuteronomio 32:4 L’opera della Rocca è compiuta; Conciossiachè tutte le sue vie sieno dirittura; Iddio è verità, senza alcuna iniquità; Egli è giusto e diritto. (I)

Deuteronomio 32:5 Esso si è corrotto inverso lui; Il lor vizio non è di figliuoli suoi; Egli è una generazione perversa e storta. (I)

Deuteronomio 32:6 Popolo stolto, e non savio, è questa la retribuzione che voi fate al Signore? Non è egli tuo padre, che t’ha acquistato? Non è egli quel che ti ha fatto, e ti ha stabilito? (I)

Deuteronomio 32:7 Ricordati de’ giorni antichi; Considera gli anni dell’età addietro; Domandane tuo padre, ed egli te lo dichiarerà; I tuoi vecchi, ed essi te lo diranno. (I)

Deuteronomio 32:8 Quando l’Altissimo spartiva l’eredità alle nazioni, Quando egli divideva i figliuoli di Adamo, Egli costituì i confini de’ popoli, Secondo il numero de’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 32:9 Perciocchè la parte del Signore è il suo popolo; Giacobbe è la sorte della sua eredità. (I)

Deuteronomio 32:10 Egli lo trovò in una terra di deserto, E in un luogo desolato d’urli di solitudine; Egli l’ha menato attorno, egli l’ha ammaestrato, Egli l’ha conservato come la pupilla dell’occhio suo. (I)

Deuteronomio 32:11 Come l’aquila fa muovere la sua nidata, Si dimena sopra i suoi figli, Spande le sue ale, li prende, E li porta sopra le sue penne; (I)

Deuteronomio 32:12 Il Signore solo l’ha condotto, E con lui non è stato alcun dio strano. (I)

Deuteronomio 32:13 Egli l’ha fatto passare a cavallo sopra gli alti luoghi della terra, Onde egli ha mangiati i frutti de’ campi; E gli ha ancora dato a suggere il miele dalla rupe, E l’olio dal macigno; (I)

Deuteronomio 32:14 Il burro delle vacche, e il latte delle pecore, Col grasso degli agnelli, e de’ montoni di Basan, e de’ becchi; Insieme con la grascia del fior di frumento; E tu hai bevuto il vin puro, il sugo dell’uve. (I)

Deuteronomio 32:15 Ma Iesurun si è ingrassato, e ha ricalcitrato; Tu ti sei ingrassato, ingrossato, e coperto di grasso; Ed egli ha abbandonato Iddio che l’ha fatto, E ha villaneggiata la Rocca della sua salute. (I)

Deuteronomio 32:16 Essi l’hanno mosso a gelosia con iddii strani, E l’hanno irritato con abbominazioni. (I)

Deuteronomio 32:17 Hanno sacrificato a’ demonii, e non a Dio; A dii, i quali essi non aveano conosciuti, Dii nuovi, venuti di prossimo, De’ quali i vostri padri non aveano avuta paura. (I)

Deuteronomio 32:18 Tu hai dimenticata la Rocca che t’ha generato, E hai posto in obblio Iddio che t’ha formato. (I)

Deuteronomio 32:19 E il Signore l’ha veduto, ed è stato sdegnato, Per lo dispetto fattogli da suoi figliuoli e dalle sue figliuole. (I)

Deuteronomio 32:20 E ha detto: Io nasconderò da loro la mia faccia, Io vedrò qual sarà il lor fine; Conciossiachè sieno una generazione perversissima, Figliuoli ne’ quali non v’è alcuna lealtà. (I)

Deuteronomio 32:21 Essi m’hanno mosso a gelosia per cose che non sono Dio, E m’hanno provocato a sdegno per le lor vanità; Io altresì li muoverò a gelosia per un popolo che non è popolo, E li provocherò a sdegno per una gente stolta. (I)

Deuteronomio 32:22 Perciocchè un fuoco s’è acceso nella mia ira. Ed ha arso fino al luogo più basso sotterra, Ed ha consumata la terra e il suo frutto, Ed ha divampati i fondamenti delle montagne. (I)

Deuteronomio 32:23 Io accumulerò sopra loro mali sopra mali, E impiegherò contro a loro tutte le mie saette. (I)

Deuteronomio 32:24 Saranno arsi di fame, e divorati da carboncelli, E da pestilenza amarissima; E io manderò contro a loro i denti delle fiere, Insieme col veleno de’ rettili della polvere. (I)

Deuteronomio 32:25 La spada dipopolerà di fuori E dentro delle camerette lo spavento; Giovani e fanciulle, Bambini di poppa e uomini canuti. (I)

Deuteronomio 32:26 Io avrei detto: Io li dispergerò per tutti i canti del mondo, e farò venir meno la memoria di loro fra gli uomini; (I)

Deuteronomio 32:27 Se non ch’io temeva del dispetto del nemico; Che talora i loro avversari non insuperbissero; Che talora non dicessero: La nostra mano è stata alta, E il Signore non ha operato tutto questo. (I)

Deuteronomio 32:28 Conciossiachè essi sieno una gente perduta di consigli, E non vi sia alcun senno in loro. (I)

Deuteronomio 32:29 Oh fossero pur savi, e intendessero queste cose, E considerassero il lor fine! (I)

Deuteronomio 32:30 Come ne perseguirebbe uno mille, E ne metterebbero due in fuga diecimila, Se non fosse che la lor Rocca li ha venduti, E il Signore li ha messi nelle mani de’ lor nemici? (I)

Deuteronomio 32:31 Conciossiachè la lor rocca non sia come la nostra Rocca, E i nostri nemici ne sieno giudici. (I)

Deuteronomio 32:32 Perciocchè la lor vigna è stata tolta dalla vigna di Sodoma, E da’ campi di Gomorra; Le loro uve sono uve di tosco, Hanno i grappi amari. (I)

Deuteronomio 32:33 Il lor vino è veleno di dragoni, Crudel veleno d’aspidi. (I)

Deuteronomio 32:34 Questo non è egli riposto appo me, E suggellato ne’ miei tesori? (I)

Deuteronomio 32:35 A me appartiene di far la vendetta, e la retribuzione, Nel giorno che il piè loro vacillerà; Perciocchè il giorno della lor calamità è vicino, E le cose che son loro apparecchiate si affrettano. (I)

Deuteronomio 32:36 Quando il Signore avrà fatto giudicio del suo popolo, Egli si pentirà per l’amor de’ suoi servitori, Quando egli vedrà che ogni forza sarà venuta meno, E che non vi sarà nè serrato, nè lasciato. (I)

Deuteronomio 32:37 E dirà: Ove sono i lor dii? La Rocca, nella quale si confidavano? (I)

Deuteronomio 32:38 Il grasso de’ sacrificii de’ quali essi mangiavano, E il vino delle cui offerte da spandere essi beveano; Levinsi eglino, e soccorranvi, E sienvi per ricetto. (I)

Deuteronomio 32:39 Vedete ora, che io, io son desso, E che non v’è alcun Dio meco; Io fo morire, e rimetto in vita; Io ferisco, e guarisco; E non v’è niuno che possa liberar dalla mia mano. (I)

Deuteronomio 32:40 Perciocchè io levo la mano al cielo, E dico: Come io vivo in eterno; (I)

Deuteronomio 32:41 Se io aguzzo la mia folgorante spada, E prendo in mano il giudicio, Io farò la vendetta sopra i miei nemici, E farò la retribuzione a quelli che m’odiano. (I)

Deuteronomio 32:42 Io inebbrierò le mie saette di sangue, E la mia spada divorerà la carne; Io le inebbrierò del sangue degli uccisi e de’ prigioni, Cominciando dal capo; con vendette da nemico. (I)

Deuteronomio 32:43 Sclamate d’allegrezza, o nazioni, o suo popolo; Perciocchè egli farà la vendetta del sangue de’ suoi servitori, E farà retribuzion di vendetta a’ suoi avversari, E sarà propizio alla sua terra, al suo popolo. (I)

Deuteronomio 32:44 Mosè adunque, con Hosea, figliuolo di Nun, venne, e pronunziò tutte le parole di questo Cantico, agli orecchi del popolo. (I)

Deuteronomio 32:45 E, dopo che Mosè ebbe finito di pronunziar tutte queste parole a tutto Israele, egli disse loro: (I)

Deuteronomio 32:46 Mettete il cuor vostro a tutte le parole, le quali oggi io vi protesto, acciocchè insegniate a’ vostri figliuoli di prender guardia di mettere in opera tutte le parole di questa Legge. (I)

Deuteronomio 32:47 Conciossiachè non sia una parola vana, della quale non abbiate a curarvi; anzi è la vita vostra; e per essa prolungherete i vostri giorni sopra la terra, alla quale, passato il Giordano, andate per possederla. (I)

Deuteronomio 32:48 E in quell’istesso giorno il Signore parlò a Mosè, dicendo: (I)

Deuteronomio 32:49 Sali sopra questo monte di Abarim, al monte di Nebo, che è nel paese di Moab, dirincontro a Gerico, e riguarda il paese di Canaan, il quale io do a possedere a’ figliuoli d’Israele; (I)

Deuteronomio 32:50 e muori sopra il monte al qual tu sali, e sii raccolto a’ tuoi popoli; come Aaronne, tuo fratello, è morto sul monte di Hor, ed è stato raccolto a’ suoi popoli. (I)

Deuteronomio 32:51 Perciocchè voi commetteste misfatto contro a me, nel mezzo de’ figliuoli d’Israele, alle acque della contesa di Cades, nel deserto di Sin; perchè voi non mi santificaste nel mezzo de’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 32:52 Conciossiachè tu vedrai solamente davanti a te il paese; ma tu non entrerai nel paese ch’io do a’ figliuoli d’Israele. (I)

Deuteronomio 33:1 OR quest’è la benedizione con la quale Mosè, uomo di Dio, benedisse i figliuoli d’Israele, avanti la sua morte. (I)

Deuteronomio 33:2 Disse adunque: Il Signore venne di Sinai, E apparve loro di Seir; Egli risplendè dal monte di Paran, E venne dalle decine delle migliaia de’ santi, Avendo dalla sua destra il fuoco della Legge, per darla loro. (I)

Deuteronomio 33:3 Benchè tu ami i popoli, Tutti i santi di esso son nella tua mano; Ed essi stanno fra i tuoi piedi, Affin di ricevere delle tue parole. (I)

Deuteronomio 33:4 Mosè ci ha data la Legge, Che è una eredità alla raunanza di Giacobbe. (I)

Deuteronomio 33:5 Ed egli è stato Re in Iesurun, Quando si raunavano i Capi del popolo, Insieme con le tribù d’Israele. (I)

Deuteronomio 33:6 Viva RUBEN, e non muoia; Ma sieno i suoi uomini pochi. (I)

Deuteronomio 33:7 E quest’è la benedizion di GIUDA. Mosè adunque disse: Ascolta, o Signore, la voce di Giuda, E riconducilo al suo popolo; Bastingli le sue mani, E siigli in aiuto, per liberarlo da’ suoi nemici. (I)

Deuteronomio 33:8 Poi disse di LEVI: I tuoi Tummim e Urim sieno al tuo uomo pietoso, Il qual tu provasti in Massa, E col quale tu contendesti alle acque di Meriba; (I)

Deuteronomio 33:9 Il quale dice di suo padre e di sua madre: Io non l’ho veduto; E il quale non ha riconosciuti i suoi fratelli, E non ha conosciuti i suoi figliuoli; Perciocchè essi hanno osservate le tue parole, E guardato il tuo patto. (I)

Deuteronomio 33:10 Essi insegneranno le tue ordinazioni a Giacobbe, E la tua Legge ad Israele; Essi presenteranno il profumo alle tue nari, E i sacrificii da ardere interamente, sopra il tuo Altare. (I)

Deuteronomio 33:11 O Signore, benedici il suo esercito, E gradisci l’opera delle sue mani; Trafiggi le reni a coloro che si solleveranno contro a lui, E a coloro che l’odieranno, sì che non possano risorgere. (I)

Deuteronomio 33:12 Di BENIAMINO disse: L’amato del Signore abiti in sicurtà con lui; Egli del continuo gli farà riparo, Ed esso abiterà fra le sue spalle. (I)

Deuteronomio 33:13 Poi disse di GIUSEPPE: Il suo paese sia benedetto dal Signore, Delle delizie del cielo, della rugiada, e dell’abisso che giace a basso, (I)

Deuteronomio 33:14 E delle delizie che il sole fa produrre, E parimente delle delizie che le lune fanno nascere. (I)

Deuteronomio 33:15 E del meglio de’ monti antichi, E delle cose preziose de’ colli eterni. (I)

Deuteronomio 33:16 E delle delizie della terra, e di tutto ciò ch’ella contiene, E del favor di colui che stava nel pruno; Venga quello sopra il capo di Giuseppe, E sopra la sommità del capo Di colui ch’è stato messo da parte d’infra i suoi fratelli. (I)

Deuteronomio 33:17 Egli ha una bravura, come il primogenito di un toro; E le sue corna son come corna di liocorno; Con quello egli cozzerà i popoli tutti quanti, Fino alle stremità della terra. E queste son le decine delle migliaia d’Efraim, E queste son le migliaia di Manasse. (I)

Deuteronomio 33:18 Poi disse di ZABULON: Rallegrati, Zabulon, nella tua uscita; E tu, ISSACAR, ne’ tuoi tabernacoli. (I)

Deuteronomio 33:19 Essi chiameranno i popoli al Monte, E quivi sacrificheranno sacrificii di giustizia; Perciocchè suggeranno la dovizia del mare, E i tesori nascosti della rena. (I)

Deuteronomio 33:20 Poi disse di GAD: Benedetto sia colui che allarga Gad; Egli se ne sta come un fiero leone, E lacera braccio e testa. (I)

Deuteronomio 33:21 Egli l’ha provveduto delle primizie del paese, Perciocchè ivi era riposta la parte del Legislatore; Ed egli è venuto co’ capi del popolo; Egli ha eseguita la giustizia del Signore, E i suoi giudicii, con Israele. (I)

Deuteronomio 33:22 Poi disse di DAN: Dan è come un leoncello Che salta di Basan. (I)

Deuteronomio 33:23 Poi disse di NEFTALI: Neftali è sazio di benevolenza, E ripieno della benedizione del Signore; Tu avrai possessione dall’Occidente, e dal Mezzodì. (I)

Deuteronomio 33:24 Poi disse di ASER: Aser sarà benedetto in figliuoli; Egli sarà l’aggradevole fra i suoi fratelli, E tufferà il suo piè nell’olio. (I)

Deuteronomio 33:25 I tuoi calzari saranno ferro e rame; E la tua forza durerà quanto i tuoi giorni. (I)

Deuteronomio 33:26 O Iesurun, ei non v’è niuno pari a Dio, Ch’è portato, come sopra un carro, Sopra i cieli in tuo aiuto, E nella sua altezza sopra le nuvole, (I)

Deuteronomio 33:27 Che son l’abitacolo dell’eterno Dio, E di sotto son le braccia eterne. Egli ha scacciato d’innanzi a te il nemico; E ha detto: Distruggi. (I)

Deuteronomio 33:28 Laonde Israele abiterà da parte in sicurtà; L’occhio di Giacobbe sarà verso un paese di frumento e di mosto; I suoi cieli eziandio stilleranno la rugiada. (I)

Deuteronomio 33:29 Beato te, Israele. Quale è il popolo pari a te, Salvato dal Signore, Ch’è lo scudo della tua salvezza, E la spada della tua altezza? Laonde i tuoi nemici s’infingeranno inverso te, E tu calcherai i loro alti luoghi. (I)

Deuteronomio 34:1 POI Mosè salì dalle campagne di Moab, al monte di Nebo, alla sommità di Pisga, che è dirincontro a Gerico. E il Signore gli fece vedere tutto il paese, Galaad, fino a Dan; (I)

Deuteronomio 34:2 e tutto Neftali, e il paese di Efraim, e di Manasse, e tutto il paese di Giuda, fino al mare Occidentale; (I)

Deuteronomio 34:3 e la contrada Meridionale, e la pianura, e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. (I)

Deuteronomio 34:4 E il Signore gli disse: Quest’è il paese del quale io giurai ad Abrahamo, a Isacco, e a Giacobbe, dicendo: Io lo darò alla tua progenie; io te l’ho fatto veder con gli occhi, ma tu non vi entrerai. (I)

Deuteronomio 34:5 E Mosè, servitor del Signore, morì quivi, nel paese di Moab, secondo che il Signore avea detto. (I)

Deuteronomio 34:6 E il Signore lo seppellì nella valle, nel paese di Moab, dirimpetto a Bet-peor; e niuno, infino a questo giorno, ha saputo ove fosse la sua sepoltura. (I)

Deuteronomio 34:7 Or Mosè era d’età di centovent’anni quando morì; la vista non gli era scemata, e il suo vigore non era fuggito. (I)

Deuteronomio 34:8 E i figliuoli d’Israele lo piansero nelle campagne di Moab, per trenta giorni; e così si compierono i giorni del pianto del cordoglio di Mosè. (I)

Deuteronomio 34:9 E Giosuè, figliuolo di Nun, fu ripieno dello Spirito di sapienza; perciocchè Mosè avea posate le sue mani sopra lui; e i figliuoli d’Israele gli ubbidirono, e fecero come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Deuteronomio 34:10 Or non è mai più sorto alcun profeta in Israele, simile a Mosè, il quale il Signore ha conosciuto a faccia a faccia, (I)

Deuteronomio 34:11 in tutti i miracoli e prodigi, i quali il Signore lo mandò a fare nel paese d’Egitto, contro a Faraone, e contro a tutti i suoi servitori, e contro a tutto il suo paese, e in tutta quella potente mano, (I)

Deuteronomio 34:12 e in tutte quelle gran cose tremende, che Mosè fece davanti agli occhi di tutto Israele. (I)

Giosué 1:1 OR avvenne dopo la morte di Mosè, servitor del Signore, che il Signore parlò a Giosuè, figliuolo di Nun, ministro di Mosè, dicendo: (I)

Giosué 1:2 Mosè, mio servitore, è morto; ora dunque, levati, passa questo Giordano, tu, e tutto questo popolo, per entrar nel paese che io do loro, cioè a’ figli d’Israele. (I)

Giosué 1:3 Io vi ho dato ogni luogo, il quale la pianta del vostro piè calcherà, come io ne ho parlato a Mosè. (I)

Giosué 1:4 I vostri confini saranno dal deserto fino a quel Libano; e dal gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Hittei, infino al mar grande, dal Ponente. (I)

Giosué 1:5 Niuno potrà starti a fronte tutti i giorni della tua vita; come io sono stato con Mosè, così sarò teco; io non ti lascerò, e non ti abbandonerò. (I)

Giosué 1:6 Sii valente, e fortificati: perciocchè tu metterai questo popolo in possessione del paese, del quale io ho giurato a’ lor padri che lo darei loro. (I)

Giosué 1:7 Sol sii valente, e fortificati grandemente, per prender guardia di far secondo tutta la Legge, la quale Mosè, mio servitore, ti ha data; non rivolgertene nè a destra nè a sinistra, acciocchè tu prosperi dovunque tu andrai. (I)

Giosué 1:8 Questo Libro della Legge non si diparta giammai dalla tua bocca; anzi medita in esso giorno e notte; acciocchè tu prenda guardia di far secondo tutto ciò che in esso è scritto; perciocchè allora renderai felici le tue vie, e allora prospererai. (I)

Giosué 1:9 Non te l’ho io comandato? sii pur valente, e fortificati; e non isgomentarti, e non ispaventarti; perciocchè il Signore Iddio tuo sarà teco dovunque tu andrai. (I)

Giosué 1:10 Allora Giosuè comandò agli Ufficiali del popolo, dicendo: (I)

Giosué 1:11 Passate per mezzo il campo, e comandate al popolo, dicendo: Apparecchiatevi della vittuaglia; perciocchè di qui a tre giorni voi avete a passar questo Giordano, per andare a possedere il paese che il Signore Iddio vostro vi dà, acciocchè lo possediate. (I)

Giosué 1:12 Giosuè parlò eziandio a’ Rubeniti, e ai Gaditi, e alla mezza tribù di Manasse, dicendo: (I)

Giosué 1:13 Ricordatevi di ciò che Mosè, servitor di Dio, vi ha comandato, dicendo: Il Signore Iddio vostro vi ha messi in riposo, e vi ha dato questo paese. (I)

Giosué 1:14 Le vostre mogli, i vostri piccoli fanciulli e il vostro bestiame, dimorino nel paese, il quale Mosè vi ha dato di qua dal Giordano; ma voi, quanti siete valenti e forti, passate in armi davanti a’ vostri fratelli, e date loro aiuto; (I)

Giosué 1:15 finchè il Signore abbia posti in riposo i vostri fratelli, come voi; e che posseggano anch’essi il paese, il quale il Signore Iddio vostro dà loro; e poi voi ritornerete al paese della vostra possessione, il quale Mosè, servitor del Signore, vi ha dato di qua dal Giordano, dal sol levante, e lo possederete. (I)

Giosué 1:16 Ed essi risposero a Giosuè, dicendo: Noi faremo tutto quel che tu ci hai comandato, e andremo dovunque tu ci manderai. (I)

Giosué 1:17 Noi ti ubbidiremo interamente come abbiamo ubbidito a Mosè; sia pure il Signore Iddio tuo teco, come è stato con Mosè. (I)

Giosué 1:18 Chiunque sarà ribello a’ tuoi comandamenti, e non ubbidirà alle tue parole, in qualunque cosa tu gli comanderai, sarà fatto morire; sii pur valente, e fortificati. (I)

Giosué 2:1 OR Giosuè, figliuolo di Nun, avea mandati segretamente da Sittim due uomini, per ispiare il paese; dicendo loro: Andate, vedete il paese, e Gerico. Essi adunque andarono, ed entrarono in casa d’una meretrice, il cui nome era Rahab, e quivi si posarono. (I)

Giosué 2:2 E ciò fu rapportato al re di Gerico, e gli fu detto: Ecco, certi uomini sono entrati là entro questa notte, mandati da’ figliuoli d’Israele, per ispiare il paese. (I)

Giosué 2:3 E il re di Gerico mandò a dire a Rahab: Fa’ uscir fuori quegli uomini che son venuti a te, e sono entrati in casa tua; perciocchè essi son venuti per ispiar tutto il paese. (I)

Giosué 2:4 Ma la donna avea presi que’ due uomini, e li avea nascosti. Ed ella disse: Egli è vero; quegli uomini erano venuti in casa mia; e io non sapeva onde si fossero. (I)

Giosué 2:5 Ma in sul serrar delle porte, nel farsi oscuro, quegli uomini sono usciti fuori; io non so dove sieno andati; perseguiteli prestamente, perciocchè voi li raggiungerete. (I)

Giosué 2:6 Or essa li avea fatti salir sul tetto, e li avea nascosti sotto del lino non ancora gramolato, il quale ella avea disteso sopra il tetto. (I)

Giosué 2:7 E alcuni uomini li perseguirono per la via del Giordano, infino a’ passi; e tosto che furono usciti quelli che li perseguivano, la porta fu serrata. (I)

Giosué 2:8 Ora, avanti che quegli uomini si mettessero a giacere, ella salì a loro in sul tetto. (I)

Giosué 2:9 E disse loro: Io so che il Signore vi ha dato il paese, e che lo spavento di voi è caduto sopra noi, e che tutti gli abitanti del paese son divenuti tutti fiacchi, per tema di voi. (I)

Giosué 2:10 Perciocchè noi abbiamo udito come il Signore seccò le acque del mar rosso d’innanzi a voi, quando voi usciste di Egitto; abbiamo ancora udito ciò che avete fatto a’ due re degli Amorrei, ch’erano di là dal Giordano, a Sihon, e ad Og; i quali voi avete distrutti al modo dell’interdetto. (I)

Giosué 2:11 E, avendolo udito, il cuor nostro si è strutto, e l’animo non è più restato fermo in alcuno per tema di voi; conciossiachè il vostro Dio sia Iddio in cielo disopra, e in su la terra disotto. (I)

Giosué 2:12 Ora dunque, giuratemi, vi prego, per lo Signore, e datemene un segno verace, che poichè io ho usata benignità inverso voi, voi altresì userete benignità inverso la casa di mio padre; (I)

Giosué 2:13 e che salverete la vita a mio padre, e a mia madre, e ai miei fratelli, e alle mie sorelle, e a tutti i loro; e che salverete da morte le nostre persone. (I)

Giosué 2:14 E quegli uomini le dissero: Se voi non palesate questo nostro affare, noi esporremo a morte le nostre persone per voi; e quando il Signore ci avrà dato il paese, noi useremo benignità e lealtà inverso te. (I)

Giosué 2:15 Allora ella li calò giù dalla finestra con una fune perciocchè la sua casa atteneva al muro della città, ed ella dimorava in sul muro; (I)

Giosué 2:16 e disse loro: Andate verso il monte, che talora quelli che vi perseguono non vi scontrino; e quivi state nascosti tre giorni, finchè sieno ritornati quelli che vi perseguono; e poi andrete a vostro cammino. (I)

Giosué 2:17 E quegli uomini le dissero; Noi saremo sciolti da questo tuo giuramento, che tu ci hai fatto fare, in questa maniera. (I)

Giosué 2:18 Ecco, quando noi entreremo nel paese, tu legherai questa cordella di filo di scarlatto alla finestra, per la quale tu ci avrai calati giù, e accoglierai appo te in questa casa tuo padre, e tua madre, e i tuoi fratelli, e tutta la famiglia di tuo padre. (I)

Giosué 2:19 E se alcuno esce fuor dell’uscio di casa tua, il suo sangue sarà sopra il suo capo, e noi non vi avremo colpa; ma il sangue di chiunque sarà teco in casa sarà sopra il nostro capo, se alcuno gli metterà la mano addosso. (I)

Giosué 2:20 Se altresì tu palesi questo nostro affare, noi saremo sciolti dal tuo giuramento che tu ci hai fatto fare. (I)

Giosué 2:21 Ed ella disse: Egli è ragionevole di fare come voi avete detto. Poi li accommiatò, ed essi se ne andarono. Ed ella legò la cordella dello scarlatto alla finestra. (I)

Giosué 2:22 E coloro se ne adarono, e, giunti al monte, dimorarono quivi tre giorni; finchè fossero ritornati coloro che li perseguivano; i quali avendoli cercati per tutto il cammino, non li trovarono. (I)

Giosué 2:23 E que’ due uomini se ne ritornarono; e scesi giù dal monte, passarono il Giordano, e vennero a Giosuè, figliuolo di Nun, e gli raccontarono tutte le cose ch’erano loro avvenute. (I)

Giosué 2:24 E dissero a Giosuè: Certo, il Signore ci ha dato nelle mani tutto quel paese; e anche tutti gli abitanti del paese son divenuti fiacchi per tema di noi. (I)

Giosué 3:1 E GIOSUÈ si levò la mattina a buon’ora; ed egli e tutti i figliuoli di Israele, partirono di Sittim, e arrivarono infino al Giordano, e quivi si posarono la notte, avanti che passassero. (I)

Giosué 3:2 E in capo di tre giorni, gli Ufficiali passarono per mezzo il campo; (I)

Giosué 3:3 e comandarono al popolo, dicendo: Come prima vedrete partir l’Arca del Patto del Signore Iddio vostro, e i sacerdoti Leviti che la portano, partitevi ancora voi da’ vostri alloggiamenti, e andate dietro a lei. (I)

Giosué 3:4 Pur siavi distanza tra voi ed essa dello spazio d’intorno a duemila cubiti; non accostatevi ad essa, acciocchè voi conosciate la via per la quale avete a camminare; perciocchè per addietro voi non siete passati per questa via. (I)

Giosué 3:5 E Giosuè disse al popolo: Santificatevi: perciocchè domani il Signore farà maraviglie nel mezzo di voi. (I)

Giosué 3:6 Poi Giosuè parlò a’ sacerdoti, dicendo: Caricatevi in su le spalle l’Arca del Patto, e passate dinanzi al popolo. Essi adunque si caricarono in sul le spalle l’Arca del Patto, e camminarono dinanzi al popolo. (I)

Giosué 3:7 Ora il Signore avea detto a Giosuè: Oggi comincerò a magnificarti nel cospetto di tutto Israele; acciocchè sappiano che, come io sono stato con Mosè, sarò teco. (I)

Giosué 3:8 Tu adunque comanda a’ sacerdoti che portano l’Arca del Patto, dicendo: Quando voi sarete giunti alla riva dell’acque del Giordano, fermatevi nel Giordano. (I)

Giosué 3:9 E Giosuè disse a’ figliuoli d’Israele: Accostatevi qua e ascoltate le parole del Signore Iddio vostro. (I)

Giosué 3:10 Poi Giosuè disse: Da questo conoscerete che l’Iddio vivente è nel mezzo di voi, e ch’egli del tutto caccerà d’innanzi a voi i Cananei, e gli Hittei, e gli Hivvei, e i Ferizzei, e i Ghirgasei, e gli Amorrei, e i Gebusei. (I)

Giosué 3:11 Ecco, l’Arca del Patto del Signore di tutta la terra passerà ora davanti a voi per lo Giordano. (I)

Giosué 3:12 Ora dunque, prendetevi dodici uomini delle tribù d’Israele, un uomo per tribù. (I)

Giosué 3:13 Ed egli avverrà che, come le piante de’ piedi de’ sacerdoti che portano l’Arca dell’Eterno Signore di tutta la terra, si poseranno nell’acque del Giordano, le acque del Giordano verranno meno; e le acque che scendono di sopra si fermeranno in un mucchio. (I)

Giosué 3:14 E quando il popolo fu partito dalle sue tende per passare il Giordano, i sacerdoti che portavano l’Arca del Patto camminando davanti al popolo, (I)

Giosué 3:15 come quelli che portavano l’Arca furono giunti al Giordano, e i sacerdoti che portavano l’Arca ebber tuffati i piedi nella riva dell’acque or il Giordano è pieno fin sopra tutte le sue rive il tempo della mietitura; (I)

Giosué 3:16 le acque che scendevano di sopra si fermarono, e si alzarono in un mucchio, molto lungi, dalla città di Adam, che è allato a Sartan; e quelle che correvano disotto verso il mare della campagna, che è il mar salso, vennero meno, e si scolarono; e il popolo passò dirimpetto a Gerico. (I)

Giosué 3:17 E i sacerdoti che portavano l’Arca del Patto del Signore si fermarono ritti nell’asciutto, in mezzo al Giordano, mentre tutto Israele passava per l’asciutto, finchè tutta la gente ebbe finito di passare il Giordano. (I)

Giosué 4:1 OR, quando tutta la gente ebbe finito di passare il Giordano perciocchè il Signore avea detto a Giosuè: (I)

Giosué 4:2 Pigliatevi dodici uomini del popolo, un uomo di ciascuna tribù; (I)

Giosué 4:3 e comandate loro, dicendo: Toglietevi di qui, di mezzo del Giordano, dal luogo dove i piedi de’ sacerdoti stanno fermi, dodici pietre, e portatele di là dal Giordano con voi, e posatele nell’alloggiamento, nel quale voi alloggerete questa notte; (I)

Giosué 4:4 Giosuè chiamò i dodici uomini, i quali egli avea ordinati d’infra i figliuoli d’Israele, un uomo di ciascuna tribù, (I)

Giosué 4:5 e disse loro: Passate dinanzi all’Arca del Signore Iddio vostro, in mezzo al Giordano, e levisi ciascun di voi in ispalla una pietra, secondo il numero delle tribù de’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 4:6 Acciocchè questo sia un segnale nel mezzo di voi. Quando i vostri figliuoli vi domanderanno nel tempo a venire, dicendo: Che voglion dire queste pietre che avete qui? (I)

Giosué 4:7 Voi direte loro: Come l’acque del Giordano vennero meno d’innanzi all’Arca del Patto del Signore, quando ella passò il Giordano; e che queste pietre sono state poste per ricordanza a’ figliuoli d’Israele, in perpetuo. (I)

Giosué 4:8 E i figliuoli d’Israele fecero come Giosuè avea comandato; e tolsero, secondo che il Signore avea detto a Giosùe, dodici pietre di mezzo al Giordano, secondo il numero delle tribù de’ figliuoli d’Israele; e le portarono di là dal Giordano con loro, all’alloggiamento, e quivi le posarono. (I)

Giosué 4:9 Giosuè ancora rizzò dodici pietre in mezzo al Giordano, nel luogo stesso dove i piedi de’ sacerdoti che portavano l’Arca del Patto s’erano fermati; le quali son restate quivi infino a questo giorno. (I)

Giosué 4:10 I sacerdoti adunque che portavano l’Arca stettero ritti in mezzo al Giordano, finchè tutte le cose che il Signore avea comandate a Giosuè di dire al popolo furono finite, secondo tutto ciò che Mosè avea comandato a Giosuè; e il popolo si affrettò di passare. (I)

Giosué 4:11 E, quando tutto il popolo ebbe finito di passare, l’Arca del Signore passò anche essa, e i sacerdoti si misero dinanzi al popolo. (I)

Giosué 4:12 Or i figliuoli di Ruben, e i figliuoli di Gad, e la metà della tribù di Manasse, passarono in armi dinanzi a’ figliuoli d’Israele, secondo che Mosè avea loro detto. (I)

Giosué 4:13 Essi passarono, nelle campagne di Gerico, davanti al Signore, alla guerra, in numero d’intorno a quarantamila combattenti. (I)

Giosué 4:14 In quel giorno il Signore magnificò Giosuè davanti agli occhi di tutto Israele; ed essi lo temettero, come aveano temuto Mosè, tutti i giorni della sua vita. (I)

Giosué 4:15 Or il Signore avea parlato a Giosuè, dicendo: (I)

Giosué 4:16 Comanda a’ sacerdoti che portano l’Arca della Testimonianza, che salgano fuor del Giordano. (I)

Giosué 4:17 E Giosuè comandò, e disse a’ sacerdoti: Salite fuor del Giordano. (I)

Giosué 4:18 E avvenne, che quando i sacerdoti che portavano l’Arca del Patto del Signore furono saliti di mezzo al Giordano, come prima le piante de’ lor piedi ne furono spiccate, e poste in su l’asciutto, le acque del Giordano ritornarono al luogo loro, e corsero come per addietro, sopra tutte le rive di esso. (I)

Giosué 4:19 Così il popolo salì fuor del Giordano, nel decimo giorno del primo mese, e si accampò in Ghilgal, dal lato orientale di Gerico. (I)

Giosué 4:20 E Giosuè rizzò in Ghilgal quelle dodici pietre, che aveano tolte dal Giordano. (I)

Giosué 4:21 E disse a’ figliuoli d’Israele in questa maniera: Quando i vostri figliuoli nel tempo a venire domanderanno i lor padri, dicendo: Che voglion dire queste pietre? (I)

Giosué 4:22 Voi il farete assapere a’ vostri figliuoli, dicendo: Israele passò questo Giordano per l’asciutto. (I)

Giosué 4:23 Conciossiachè il Signore Iddio vostro abbia seccate le acque del Giordano davanti a voi, finchè voi siate passati; siccome il Signore Iddio vostro fece al mar rosso, il quale egli seccò davanti a noi, finchè fossimo passati; (I)

Giosué 4:24 acciocchè tutti i popoli della terra sappiano che la mano del Signore è potente; affinchè voi temiate del continuo il Signore Iddio vostro. (I)

Giosué 5:1 Ora, come tutti re degli Amorrei che erano di qua dal Giordano, verso Ponente, e tutti i re de’ Cananei, ch’erano presso al mare, udirono che il Signore avea seccate le acque del Giordano davanti a’ figliuoli d’Israele, finchè fossero passati; il cuor loro divenne tutto fiacco, e non restò loro più alcun animo, per tema de’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 5:2 IN quel tempo il Signore disse a Giosuè: Fatti de’ coltelli taglienti, e torna di nuovo a circoncidere i figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 5:3 Giosuè adunque si fece dei coltelli taglienti, e circoncise i figliuoli d’Israele al colle de’ prepuzi. (I)

Giosué 5:4 Or questa fu la cagione per la quale Giosuè li circoncise: tutti i maschi del popolo, ch’era uscito di Egitto, cioè, tutti gli uomini di guerra, erano morti nel deserto per lo cammino, dopo essere usciti di Egitto. (I)

Giosué 5:5 E, benchè tutto il popolo che uscì d’Egitto fosse circonciso, non però aveano circonciso tutto il popolo ch’era nato nel deserto per lo cammino, dopo che furono usciti d’Egitto. (I)

Giosué 5:6 Perciocchè, dopo che i figliuoli d’Israele furono camminati quarant’anni per lo deserto, finchè fosse consumata la gente degli uomini di guerra ch’erano usciti di Egitto, i quali non aveano ubbidito alla voce del Signore, onde il Signore avea lor giurato, che non farebbe lor vedere il paese, del quale avea giurato a’ lor padri, che ce lo darebbe; paese stillante latte e miele; (I)

Giosué 5:7 il Signore fece sorgere, in luogo loro, i lor figliuoli, e quelli circoncise Giosuè; perciocchè erano incirconcisi, conciossiachè non fossero stati circoncisi per lo cammino. (I)

Giosué 5:8 E, dopo che si fu finito di circoncidere tutta la gente, dimorarono fermi nel campo, finchè fossero guariti. (I)

Giosué 5:9 E il Signore disse a Giosuè: Oggi io vi ho tolto d’addosso il vituperio di Egitto. Ed egli pose nome a quel luogo, Ghilgal, il quale dura fino a questo giorno. (I)

Giosué 5:10 E i figliuoli d’Israele, accampati in Ghilgal, celebrarono la Pasqua nel quartodecimo giorno di quel mese, in su la sera nelle campagne di Gerico. (I)

Giosué 5:11 E il giorno seguente la Pasqua, in quello stesso giorno, mangiarono del grano del paese, in pani azzimi, e del grano arrostito. (I)

Giosué 5:12 E il giorno appresso ch’ebber mangiato del grano del paese, la manna cessò; e i figliuoli d’Israele non ebbero più manna; anzi quell’anno mangiarono del frutto della terra di Canaan. (I)

Giosué 5:13 Or avvenne che, mentre Giosuè era presso a Gerico, egli alzò gli occhi, e riguardò, ed ecco, un uomo stava ritto davanti a lui, il quale avea la sua spada tratta in mano. E Giosuè andò a lui, e gli disse: Sei tu de’ nostri, ovvero dei nostri nemici? (I)

Giosué 5:14 Ed egli disse: No; anzi io sono il Capo dell’esercito del Signore; pur ora son venuto. E Giosuè cadde sopra la sua faccia in terra, e adorò; e gli disse: Che vuol dire il mio Signore al suo servitore? (I)

Giosué 5:15 E il Capo dell’esercito del Signore disse a Giosuè: Tratti le scarpe da’ piedi; perciocchè il luogo, sopra il quale tu stai, è santo. E Giosuè fece così. (I)

Giosué 6:1 OR Gerico era serrata ed abbarrata, per tema de’ figliuoli d’Israele; niuno ne usciva, e niuno vi entrava. (I)

Giosué 6:2 E il Signore disse a Giosuè: Vedi, io ti do nelle mani Gerico, e il suo re, e la sua gente di valore. (I)

Giosué 6:3 Voi dunque, quanti siete uomini di guerra, circuite la città, aggirandola una volta. (I)

Giosué 6:4 Fa’ così per sei giorni. E sette sacerdoti portino davanti all’Arca sette trombe da sonar suono d’allegrezza; e al settimo giorno circuite la città sette volte, e suonino i sacerdoti con le trombe. (I)

Giosué 6:5 E quando soneranno alla distesa col corno da sonar suono d’allegrezza, e voi udirete il suon delle trombe, sclami tutto il popolo con gran grida; e le mura della città caderanno sotto di sè, e il popolo vi salirà dentro, ciascuno dirincontro a sè. (I)

Giosué 6:6 Allora Giosuè, figliuolo di Nun, chiamò i sacerdoti, e disse loro: Portate l’Arca del Patto sopra le vostre spalle; e sette sacerdoti portino davanti all’Arca del Signore sette trombe da sonar suono d’allegrezza. (I)

Giosué 6:7 Disse ancora al popolo: Passate, e circuite la città; e passi la gente di guerra davanti all’Arca del Signore. (I)

Giosué 6:8 E quando Giosuè ebbe detto questo al popolo, i sette sacerdoti, portando sette trombe da sonar suono d’allegrezza davanti al Signore, passarono oltre, e sonarono con le trombe; e l’Arca del Patto del Signore andava dietro a loro. (I)

Giosué 6:9 E la gente di guerra camminava dinanzi a’ sacerdoti che sonavano con le trombe; ma la retroguardia camminava dietro all’Arca; camminando si sonava con le trombe. (I)

Giosué 6:10 Or Giosuè avea comandato al popolo, dicendo; Non isclamate, e non fate udir la vostra voce, e non esca dalla vostra bocca parola alcuna, fino al giorno che io vi dirò: Sclamate; allora sclamate. (I)

Giosué 6:11 Così Giosuè fece circuir la città all’Arca del Signore, aggirandola una volta; poi il popolo se ne venne nel campo, e alloggiò nel campo. (I)

Giosué 6:12 Poi Giosuè si levò la mattina, e i sacerdoti si caricarono l’Arca del Signore in su le spalle. (I)

Giosué 6:13 E sette sacerdoti, portando sette trombe da sonar suono di allegrezza dinanzi all’Arca del Signore, camminavano, e camminando sonavano con le trombe; e la gente di guerra andava dinanzi a loro; e la retroguardia camminava dietro all’Arca del Signore; camminando si sonava con le trombe. (I)

Giosué 6:14 E circuirono una volta la città nel secondo giorno, e poi ritornarono nel campo. Così fecero per sei giorni. (I)

Giosué 6:15 E al settimo giorno, levatisi la mattina allo spuntar dell’alba, circuirono la città nella medesima maniera sette volte; sol quel giorno circuirono la città sette volte. (I)

Giosué 6:16 E la settima volta, come i sacerdoti sonavano con le trombe, Giosuè disse al popolo: Sclamate; perciocchè il Signore vi ha data la città. (I)

Giosué 6:17 E la città sarà un interdetto consacrato al Signore, insieme con tutto ciò che vi è dentro; sol la meretrice Rahab sarà lasciata in vita, con tutti quelli che saranno in casa con lei; perciocchè ella nascose i messi i quali noi mandammo. (I)

Giosué 6:18 Or guardatevi sol dell’interdetto, che talora voi non vi rendiate colpevoli intorno all’interdetto, prendendo alcuna cosa d’esso, e non mettiate il campo di Israele nell’interdetto, e nol turbiate. (I)

Giosué 6:19 Ma tutto l’argento, e l’oro, e i vasellamenti di rame e di ferro, saranno consacrati al Signore; essi entreranno nel tesoro del Signore. (I)

Giosué 6:20 Il popolo adunque sclamò, e i sacerdoti sonarono con le trombe; e avvenne che, quando il popolo ebbe udito il suon delle trombe, ed ebbe sclamato con gran grida, le mura di Gerico caddero sotto di sè; e il popolo salì dentro alla città, ciascuno dirincontro a sè, e presero la città. (I)

Giosué 6:21 E distrussero al modo dell’interdetto tutto quello ch’era dentro della città, uomini e donne, fanciulli e vecchi; fino a’ buoi, alle pecore, ed agli asini; mettendoli a fil di spada. (I)

Giosué 6:22 E Giosuè disse a’ due uomini che aveano spiato il paese: Andate in casa di quella donna meretrice, e fatene uscire lei, e tutto ciò che le appartiene, come voi le giuraste. (I)

Giosué 6:23 E que’ giovani che aveano spiato il paese entrarono in quella casa, e ne fecero uscir fuori Rahab, e suo padre, e sua madre, e i suoi fratelli, e tutto ciò che le apparteneva; fecero eziandio uscir fuori tutte le famiglie dei suoi, e le misero fuor del campo d’Israele. (I)

Giosué 6:24 E i figliuoli d’Israele bruciarono col fuoco la città, e tutto ciò che v’era dentro; sol posero l’argento, e l’oro, e i vasellamenti di rame e di ferro, nel tesoro della Casa del Signore. (I)

Giosué 6:25 E Giosuè salvò la vita a Rahab meretrice, e alla famiglia di suo padre, e a tutti i suoi; ed essa è dimorata per mezzo Israele fino a questo giorno; perciocchè avea nascosti i messi che Giosuè avea mandati per ispiar Gerico. (I)

Giosué 6:26 E Giosuè in quel tempo fece fare un giuramento, dicendo: Maledetto sia, nel cospetto del Signore, l’uomo il quale imprenderà di riedificar questa città di Gerico; egli la fonderà sopra il suo figliuol maggiore, e poserà le porte d’essa sopra il suo figliuol minore. (I)

Giosué 6:27 E il Signore fu con Giosuè, e la fama di esso andò per tutta la terra. (I)

Giosué 7:1 MA i figliuoli d’Israele commisero misfatto intorno all’interdetto; perciocchè Acan, figliuolo di Carmi, figliuolo di Zabdi, figliuolo di Zera, della tribù di Giuda, prese dell’interdetto; laonde l’ira del Signore si accese contro a’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 7:2 E Giosuè mandò degli uomini da Gerico in Ai, che è vicino di Bet-aven, dal lato Orientale di Betel, e disse loro: Salite e spiate il paese. Ed essi salirono, e spiarono Ai. (I)

Giosué 7:3 Poi tornarono a Giosuè, e gli dissero: Tutto il popolo non salga; salgano solo intorno a due o tremila uomini, e percoteranno Ai; non istancar tutto il popolo, facendolo andar là; perciocchè in Ai son poca gente. (I)

Giosué 7:4 Così salirono là intorno a tremila uomini del popolo, i quali fuggirono davanti alla gente d’Ai. (I)

Giosué 7:5 E la gente d’Ai ne percosse intorno a trentasei uomini, e li perseguirono d’appresso alla porta fino in Sebarim, e li percossero nella scesa; laonde il cuor del popolo si strusse, e divenne come acqua. (I)

Giosué 7:6 E Giosuè si stracciò i vestimenti, e cadde in su la sua faccia in terra davanti all’Arca del Signore, e stette così infino alla sera, egli, e gli Anziani d’Israele; e si gittarono della polvere in sul capo. (I)

Giosué 7:7 E Giosuè disse: Ahi! Signore Iddio, perchè hai pur fatto passare il Giordano a questo popolo, per darci nelle mani degli Amorrei, acciocchè ci distruggano? oh! ci fossimo noi pur contentati di star di là dal Giordano! (I)

Giosué 7:8 Ahi! Signore, che dirò io, poichè Israele ha voltate le spalle davanti a’ suoi nemici? (I)

Giosué 7:9 I Cananei, e tutti gli abitanti del paese, l’udiranno, e si rauneranno d’ogn’intorno contro a noi, e distruggeranno il nostro nome d’in su la terra: e che farai tu del tuo gran Nome? (I)

Giosué 7:10 E il Signore rispose a Giosuè: Levati: perchè sei tu così prostrato sopra la tua faccia? (I)

Giosué 7:11 Israele ha peccato, e anche hanno trasgredito il mio patto, che io avea loro comandato, e anche hanno preso dell’interdetto, e anche hanno rubato, e anche hanno mentito, e anche l’hanno posto fra i loro arnesi. (I)

Giosué 7:12 Perciò i figliuoli d’Israele non potranno stare a fronte a’ lor nemici, e volteranno le spalle davanti a loro; perchè son divenuti interdetto. Io non sarò più con voi, se non distruggete d’infra voi l’interdetto. (I)

Giosué 7:13 Levati, santifica il popolo, e digli: Santificatevi per domani; perciocchè così ha detto il Signore Iddio d’Israele: O Israele, ei v’è fra te dell’interdetto; tu non potrai stare a fronte a’ tuoi nemici, finchè non abbiate tolto l’interdetto del mezzo di voi. (I)

Giosué 7:14 Poi domattina vi accosterete, a tribù a tribù; e la tribù che il Signore avrà presa si accosterà a nazione a nazione; e la nazione che il Signore avrà presa si accosterà a famiglia a famiglia; e la famiglia che il Signore avrà presa si accosterà a uomo a uomo. (I)

Giosué 7:15 E colui che sarà colto nell’interdetto sarà arso col fuoco, egli, e tutto ciò che è suo; perciocchè egli ha trasgredito il patto del Signore, e ha commessa scelleratezza in Israele. (I)

Giosué 7:16 Giosuè adunque si levò la mattina a buon’ora, e fece accostare Israele a tribù a tribù; e la tribù di Giuda fu presa. (I)

Giosué 7:17 E, fatta accostar la tribù di Giuda, il Signore prese la nazione degli Zariti; poi, fatta accostar la nazione degli Zariti, a uomo a uomo, Zabdi fu preso. (I)

Giosué 7:18 Poi, fatta accostar la famiglia di esso, a uomo a uomo, fu preso Acan, figliuolo di Carmi, figliuolo di Zabdi, figliuolo di Zera, della tribù di Giuda. (I)

Giosué 7:19 E Giosuè disse ad Acan: Deh! figliuol mio, da’ gloria al Signore Iddio d’Israele, e fagli confessione, e dichiarami ora ciò che tu hai fatto; non celarmelo. (I)

Giosué 7:20 E Acan rispose a Giosuè, e gli disse: Certo, io ho peccato contro al Signore Iddio d’Israele, e ho fatto così e così. (I)

Giosué 7:21 Avendo veduta fra le spoglie una bella mantellina Babilonica, e dugento sicli d’argento, e un regol d’oro di peso di cinquanta sicli, io m’invaghii di queste cose, e le presi; ed ecco, sono nascoste in terra in mezzo del mio padiglione, e l’argento è sotto la mantellina. (I)

Giosué 7:22 Allora Giosuè mandò de’ messi, i quali corsero a quel padiglione; ed ecco, la mantellina era nascosta nel padiglione, e sotto essa era l’argento. (I)

Giosué 7:23 Essi adunque presero quelle cose di mezzo del padiglione, e le portarono a Giosuè, e a tutti i figliuoli d’Israele, e le gettarono davanti al Signore. (I)

Giosué 7:24 E Giosuè, e tutto Israele con lui, presero Acan, figliuolo di Zera, e l’argento, e la mantellina, e il regol d’oro, e i figliuoli e le figliuole di esso, e i suoi buoi, e i suoi asini, e le sue pecore, e il suo padiglione, e tutto ciò ch’era suo, e li menarono nella valle di Acor. (I)

Giosué 7:25 E Giosuè disse ad Acan: Perchè ci hai tu conturbati? il Signore ti conturbi in questo giorno. E tutto Israele lo lapidò con pietre; e, dopo aver lapidati gli altri con pietre, li bruciarono tutti col fuoco. (I)

Giosué 7:26 Poi alzarono sopra lui un gran monte di pietre, il qual dura infino a questo giorno. E il Signore s’acquetò della sua ardente ira: per ciò quel luogo è stato nominato: Valle di Acor, fino al dì d’oggi. (I)

Giosué 8:1 POI il Signore disse a Giosuè: Non temere, e non ispaventarti; prendi teco tutta la gente di guerra, e levati, e sali contro ad Ai; vedi, io ti ho dato nelle mani il re d’Ai, e il suo popolo, e la sua città, e il suo paese. (I)

Giosué 8:2 Or fa’ ad Ai, e al suo re, come tu hai fatto a Gerico, e al suo re; sol voi prenderete per voi le spoglie, e il bestiame di essa; metti degli agguati alla città, dalla parte di dietro di essa. (I)

Giosué 8:3 Giosuè adunque, e tutta la gente di guerra, si levò per salire contro ad Ai; e Giosuè scelse trentamila uomini, valenti e prodi, e li mandò innanzi di notte. (I)

Giosué 8:4 E comandò loro, dicendo: Vedete, state agli agguati contro alla città, dalla parte di dietro della città; non vi allontanate molto dalla città, e siate tutti presti. (I)

Giosué 8:5 Ed io, e tutto il popolo che resta meco, ci appresseremo alla città, e quando essi usciranno contro a noi, come la prima volta, noi fuggiremo davanti a loro (I)

Giosué 8:6 ed essi usciranno dietro a noi, finchè noi li abbiamo tratti fuor della città; perciocchè diranno: Essi fuggono davanti a noi, come la prima volta; e noi fuggiremo davanti a loro. (I)

Giosué 8:7 Allora levatevi dagli agguati, e occupate la città; perciocchè il Signore Iddio vostro ve la darà nelle mani. (I)

Giosué 8:8 E quando voi avrete presa la città, mettetevi il fuoco; fate secondo la parola del Signore; vedete, io ve l’ho comandato. (I)

Giosué 8:9 Così Giosuè li mandò; ed essi andarono agli agguati, e si fermarono fra Betel ed Ai, dal ponente d’Ai; e Giosuè dimorò quella notte per mezzo il popolo. (I)

Giosué 8:10 E la mattina levatosi a buon’ora, fece la rassegna del popolo; ed egli con gli Anziani d’Israele salì davanti al popolo, verso Ai. (I)

Giosué 8:11 E tutta la gente di guerra ch’era con lui, salì, e si accostò, e giunse dirimpetto alla città, e pose campo dalla parte settentrionale d’Ai; e la valle era tra lui ed Ai. (I)

Giosué 8:12 Prese ancora intorno a cinquemila uomini, i quali egli pose in agguati tra Betel ed Ai, dal Ponente della città. (I)

Giosué 8:13 E, dopo che tutto il popolo fu disposto, cioè tutto il campo, ch’era dal Settentrione della città, e il suo agguato, ch’era dal Ponente di essa, Giosuè camminò quella notte per lo mezzo della valle. (I)

Giosué 8:14 E quando il re d’Ai ebbe ciò veduto, la gente della città si affrettò, e si levò a buon’ora. E il re, e tutto il suo popolo uscì alla campagna a punto preso ad incontrare Israele, per dargli battaglia; or egli non sapeva che vi erano degli agguati dietro alla città contro a lui. (I)

Giosué 8:15 Allora Giosuè, e tutto Israele, fecero vista d’essere sconfitti da loro, e fuggirono, traendo al deserto. (I)

Giosué 8:16 E tutto il popolo ch’era in Ai, fu adunato a grido, per perseguitarli. Così perseguitarono Giosuè, e furono tratti fuor della città. (I)

Giosué 8:17 E non restò alcun uomo dentro ad Ai, nè dentro a Betel, che non uscisse dietro ad Israele; e lasciarono la città aperta, e perseguitarono Israele. (I)

Giosué 8:18 Allora il Signore disse a Giosuè: Leva lo stendardo che tu hai in mano, verso Ai; perciocchè io te la darò nelle mani. E Giosuè levò verso la città lo stendardo ch’egli avea in mano. (I)

Giosué 8:19 E tosto, come egli ebbe stesa la mano, gli agguati si levarono dal lor luogo, e corsero, ed entrarono nella città, e la presero, e si affrettarono a mettervi il fuoco. (I)

Giosué 8:20 E gli uomini d’Ai, rivoltisi indietro, riguardarono; ed ecco, il fumo della città saliva al cielo, e non ebbero spazio per fuggir nè qua nè là; e il popolo che fuggiva verso il deserto si rivoltò contro a quelli che lo perseguitavano. (I)

Giosué 8:21 Giosuè adunque, e tutto Israele, veggendo che gli agguati aveano presa la città, e che il fumo di essa saliva, voltarono faccia, e percossero la gente d’Ai. (I)

Giosué 8:22 Quegli altri eziandio uscirono fuor della città incontro a loro; e così furono rinchiusi in mezzo d’Israele, essendo gli uni di qua, e gli altri di là; ed essi li sconfissero in modo, che non ne lasciarono alcuno di resto in vita. (I)

Giosué 8:23 Presero ancora il re di Ai vivo, e lo menarono a Giosuè. (I)

Giosué 8:24 E, dopo ch’Israele ebbe finito di uccidere tutti gli abitanti d’Ai nella campagna, nel deserto, dove li aveano perseguitati; e che tutti interamente furono abbattuti a fil di spada, tutto Israele se ne ritornò verso Ai, e la mise a fil di spada. (I)

Giosué 8:25 E tutti quelli che caddero morti in quel giorno, così uomini come donne, furono dodicimila persone ch’erano tutta la gente d’Ai. (I)

Giosué 8:26 E Giosuè non ritrasse la sua mano, la quale egli avea stesa con lo stendardo, finchè non ebbe distrutti nel modo dell’interdetto tutti gli abitanti d’Ai. (I)

Giosué 8:27 Gl’Israeliti predarono sol per loro il bestiame, e le spoglie di quella città, secondo ciò che il Signore avea comandato a Giosuè. (I)

Giosué 8:28 E Giosuè bruciò Ai, e la ridusse in un monte di ruine in perpetuo, come è infino al dì d’oggi. (I)

Giosué 8:29 Appiccò ancora ad un legno il re d’Ai, il qual vi rimase fino alla sera; ma in sul tramontar del sole, Giosuè comandò che il corpo morto di esso fosse messo giù dal legno; e fu gittato all’entrata della porta della città, e sopra esso fu alzato un gran monte di pietre, il qual dura fino a questo giorno. (I)

Giosué 8:30 ALLORA Giosuè edificò un altare al Signore Iddio d’Israele, nel monte di Ebal, (I)

Giosué 8:31 secondo che Mosè, servitor del Signore, avea comandato a’ figliuoli d’Israele, come è scritto nel Libro della Legge di Mosè; un altare di pietre intiere, sopra le quali non avea fatto passar ferro; e i figliuoli d’Israele offersero sopra esso olocausti al Signore, e sacrificarono sacrificii da render grazie. (I)

Giosué 8:32 Scrisse ancora quivi, sopra delle pietre un transunto della Legge di Mosè; la quale egli avea scritta, per esser posta davanti a’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 8:33 E tutto Israele, e i suoi Anziani, e i suoi Ufficiali, Prefetti, e i suoi Giudici, stavano in piè di qua e di là dall’Arca, dirimpetto a’ sacerdoti Leviti, che portavano l’Arca del patto del Signore; tutti dico, così forestieri, come natii d’Israele; l’una metà stava dirimpetto al monte di Gherizim, e l’altra metà dirimpetto al monte di Ebal; come Mosè, servitor del Signore, avea comandato, per benedire il popolo d’Israele la prima volta. (I)

Giosué 8:34 E, dopo questo, egli lesse tutte le parole della Legge, le benedizioni e le maledizioni, secondo tutto ciò ch’è scritto nel Libro della Legge. (I)

Giosué 8:35 Ei non vi fu parola alcuna, di tutto ciò che Mosè avea comandato, che Giosuè non leggesse davanti a tutta la raunanza d’Israele, eziandio delle donne, e de’ piccoli fanciulli, e de’ forestieri che andavano fra loro. (I)

Giosué 9:1 ORA, come tutti i re ch’erano di qua dal Giordano, nel monte, e nella pianura, e lungo tutto il lito del mar grande, fin dirimpetto al Libano, l’Hitteo, l’Amorreo, il Cananeo, il Ferizzeo, l’Hivveo, e il Gebuseo, ebbero intese queste cose, (I)

Giosué 9:2 si adunarono tutti insieme per guerreggiar con Giosuè, e con Israele, di pari consentimento. (I)

Giosué 9:3 Ma gli abitanti di Gabaon, avendo udito ciò che Giosuè avea fatto a Gerico e ad Ai, (I)

Giosué 9:4 si adoperarono anch’essi, ma con inganno; perciocchè andarono, e fecero provvisione di vittuaglia, e presero de’ sacchi logori, sopra i loro asini, e degli otri di vino logori, ch’erano stati schiantati e poi ricuciti; (I)

Giosué 9:5 e de’ calzamenti logori, e risarciti ne’ piedi; e dei vestimenti logori indosso; e tutto il pane della lor provvisione era secco e mucido. (I)

Giosué 9:6 E andarono a Giosuè, nel campo, in Ghilgal, e dissero a lui e a’ principali d’Israele: Noi siamo venuti di lontano paese; ora dunque fate patto con noi. (I)

Giosué 9:7 E i principali d’Israele dissero a quegli Hivvei: Forse voi abitate nel mezzo di noi; come dunque faremo noi lega con voi? (I)

Giosué 9:8 Ma essi dissero a Giosuè: Noi siamo tuoi servitori. E Giosuè disse loro: Chi siete voi, e donde venite? (I)

Giosué 9:9 Ed essi gli dissero: I tuoi servitori son venuti di molto lontan paese, alla fama del Signore Iddio tuo; perciocchè noi abbiamo udita la sua fama, e tutto ciò ch’egli ha fatto in Egitto, (I)

Giosué 9:10 e tutto ciò ch’egli ha fatto a’ due re degli Amorrei, ch’erano di là dal Giordano; a Sihon, re di Hesbon, e ad Og, re di Basan, che dimorava in Astarot. (I)

Giosué 9:11 E i nostri Anziani, e tutti gli abitanti del nostro paese, ci hanno detto: Prendete in mano della provvisione per lo viaggio, e andate incontro a coloro, e dite loro: Noi siamo vostri servitori; fate dunque patto con noi. (I)

Giosué 9:12 Quest’è il nostro pane; noi lo prendemmo caldo dalle case nostre per nostra provvisione, nel giorno che partimmo per venire a voi; ma ora, ecco egli è secco, ed è diventato mucido; (I)

Giosué 9:13 e questi sono gli otri del vino, i quali noi empiemmo tutti nuovi; ed ecco, sono schiantati; e questi nostri vestimenti, e i nostri calzamenti, si son logorati per lo molto lungo viaggio. (I)

Giosué 9:14 E que’ personaggi presero della lor provvisione, e non domandarono la bocca del Signore. (I)

Giosué 9:15 E Giosuè fece pace con loro, e patteggiò con loro, che li lascerebbe vivere; e i principali della raunanza lo giurarono loro. (I)

Giosué 9:16 Ma tre giorni appresso ch’ebbero fatto patto con loro, intesero ch’erano lor vicini, e che abitavano nel mezzo di loro. (I)

Giosué 9:17 Perciocchè al terzo giorno, i figliuoli d’Israele si mossero, e vennero alle lor città, ch’erano Gabaon, e Chefira, e Beerot, e Chiriat-iearim. (I)

Giosué 9:18 E i figliuoli d’Israele non li percossero; perciocchè i principali della raunanza aveano giurato loro per lo Signore Iddio d’Israele. E tutta la raunanza mormorò contro a’ principali (I)

Giosué 9:19 E tutti i principali dissero a tutta la raunanza: Noi abbiamo loro giurato per lo Signore Iddio d’Israele; perciò ora non li possiam toccare. (I)

Giosué 9:20 Facciamo loro questo, e lasciamoli vivere; acciocchè non vi sia indegnazione contro a noi, per cagione del giuramento che abbiamo loro fatto. (I)

Giosué 9:21 Così i principali dissero loro, che si lascerebbero vivere; ma furono ordinati tagliatori di legne, e attignitori d’acqua, per tutta la raunanza; come i principali dissero loro. (I)

Giosué 9:22 Giosuè adunque li chiamò, e parlò loro, dicendo: Perchè ci avete voi ingannati, dicendo: Noi siamo d’un paese molto lontan da voi; e pur voi abitate nel mezzo di noi? (I)

Giosué 9:23 Ora dunque voi siete maledetti, e giammai non sarà che non vi sieno d’infra voi de’ servi, e de’ tagliatori di legne, e degli attignitori di acqua, per la Casa dell’Iddio mio. (I)

Giosué 9:24 Ed essi risposero a Giosuè, e dissero: Noi l’abbiam fatto, perciocchè era stato rapportato per cosa certa a’ tuoi servitori ciò che il Signore Iddio tuo avea comandato a Mosè, suo servitore, di darvi tutto il paese, e di distruggere d’innanzi a voi tutti gli abitanti del paese; laonde noi, temendo grandemente di voi per le nostre persone, abbiamo fatto questa cosa; (I)

Giosué 9:25 e ora eccoci nelle tue mani; fa’ inverso noi come ti parrà buono e diritto di farci. (I)

Giosué 9:26 Egli adunque fece loro così; e li scampò dalle mani de’ figliuoli d’Israele, sì che non li ammazzarono. (I)

Giosué 9:27 E in quel giorno Giosuè li ordinò tagliatori di legne, e attignitori d’acqua, per la raunanza, e per l’Altare del Signore, in qualunque luogo egli eleggerebbe; il che dura fino al dì d’oggi. (I)

Giosué 10:1 ORA, quando Adonisedec, re di Gerusalemme, ebbe udito che Giosuè avea presa Ai, e l’avea distrutta al modo dell’interdetto; e che Giosuè avea fatto ad Ai e al suo re, come avea fatto a Gerico ed al suo re; e che gli abitanti di Gabaon, aveano fatto pace con gl’Israeliti, e ch’erano nel mezzo di loro; (I)

Giosué 10:2 egli e il suo popolo, temettero grandemente; perciocchè Gabaon era città grande, come una delle città reali, ed era più grande che Ai, e tutti i suoi abitanti erano uomini di valore. (I)

Giosué 10:3 Perciò Adonisedec, re di Gerusalemme, mandò a dire a Hoham, re di Hebron; ed a Piream, re di Iarmut; ed a Iafia, re di Lachis; e a Debir, re di Eglon: (I)

Giosué 10:4 Salite a me, e soccorretemi, e noi percoteremo Gabaon; perciocchè ha fatto pace con Giosuè, e co’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 10:5 E i cinque re degli Amorrei, il re di Gerusalemme, il re di Hebron, il re di Iarmut, il re di Lachis, il re di Eglon, si adunarono, con tutti i loro eserciti, e si posero a campo contro a Gabaon, e combatterono contro ad essa. (I)

Giosué 10:6 E i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè, nel campo, in Ghilgal: Non sieno le tue mani rimesse a porgere aiuto a’ tuoi servitori; sali a noi prestamente, e salvaci, e soccorrici; perciocchè tutti i re degli Amorrei, che abitano nel monte, si sono adunati contro a noi. (I)

Giosué 10:7 E Giosuè salì di Ghilgal, insieme con tutta la gente di guerra e tutti gli uomini di valore. (I)

Giosué 10:8 E il Signore disse a Giosuè: Non temer di loro; perciocchè io te li ho dati nelle mani; niuno di loro potrà starti a fronte. (I)

Giosué 10:9 E Giosuè venne a loro subito improvviso, essendo camminato tutta la notte da Ghilgal. (I)

Giosué 10:10 E il Signore il mise in rotta davanti a Israele, il qual li sconfisse con grande sconfitta, presso a Gabaon; e li perseguitò per la via della salita di Bet-horon, e li percosse fino ad Azeca, ed a Maccheda. (I)

Giosué 10:11 E mentre essi fuggivano d’innanzi a Israele, ed erano nella scesa di Bet-horon, il Signore gittò sopra loro dal cielo delle pietre grosse, infino ad Azeca; onde essi morirono. Più furono quelli che furono morti dalle pietre della gragnuola, che quelli che i figliuoli d’Israele uccisero con la spada. (I)

Giosué 10:12 Allora Giosuè parlò al Signore nel giorno che il Signore diede gli Amorrei in man de’ figliuoli d’Israele, e disse in presenza d’Israele: Sole, fermati in Gabaon: e tu, luna, nella valle d’Aialon. (I)

Giosué 10:13 E il sole si fermò e la luna si arrestò, finchè il popolo si fu vendicato de’ suoi nemici. Questo non è egli scritto nel Libro del Diritto? Il sole adunque si arrestò in mezzo del cielo, e non si affrettò a tramontare, per lo spazio d’intorno ad un giorno intiero. (I)

Giosué 10:14 E giammai, nè avanti nè poi, non è stato giorno simile a quello, avendo il Signore esaudita la voce d’un uomo; perciocchè il Signore combatteva per Israele. (I)

Giosué 10:15 Poi Giosuè, insieme con tutto Israele, ritornò al campo, in Ghilgal. (I)

Giosué 10:16 Or, que’ cinque re erano fuggiti, e si erano nascosti nella spelonca, ch’è in Maccheda. (I)

Giosué 10:17 Ed essendo stato rapportato a Giosuè: I cinque re si son trovati nascosti nella spelonca ch’è in Maccheda, egli disse: (I)

Giosué 10:18 Rotolate delle grosse pietre alla bocca della spelonca, e ordinate presso di essa degli uomini per guardarli. (I)

Giosué 10:19 Ma voi non restate; perseguitate i vostri nemici, e uccidete quelli che restano dietro; non lasciate ch’entrino nelle lor città; perciocchè il Signore Iddio vostro ve li ha dati nelle mani. (I)

Giosué 10:20 E, dopo che Giosuè, e i figliuoli d’Israele, ebbero finito di sconfiggerli d’una molto grande sconfitta, finchè furono del tutto distrutti, e che quelli di loro che scamparono si furono salvati, entrando nelle città forti, (I)

Giosué 10:21 tutto il popolo ritornò a Giosuè nel campo, in Maccheda, in pace; niuno mosse pur la lingua contro ad alcuno de’ figliuoli d’Israele. (I)

Giosué 10:22 Allora Giosuè disse: Aprite la bocca della spelonca, e traete fuori di essa quei cinque re, e menateli a me. (I)

Giosué 10:23 E così fu fatto. E que’ cinque re furono tratti fuori della spelonca, e menati a Giosuè, cioè: il re di Gerusalemme, il re di Hebron, il re di Iarmut, il re di Lachis, e il re di Eglon. (I)

Giosué 10:24 E, dopo che quei re furono tratti fuori, e menati a Giosuè, Giosuè chiamò tutti gli uomini d’Israele, e disse a’ capitani della gente di guerra ch’erano andati con lui: Accostatevi, mettete i piedi sul collo di questi re. Ed essi si accostarono, e misero i piedi sul collo loro. (I)

Giosué 10:25 E Giosuè disse loro: Non temete, e non vi spaventate; siate valenti, e fortificatevi; perciocchè così farà il Signore a tutti i vostri nemici contro ai quali voi combattete. (I)

Giosué 10:26 Poi Giosuè percosse quei re, e li fece morire, e li appiccò a cinque forche, alle quali stettero appiccati infino alla sera. (I)

Giosué 10:27 E in sul tramontar del sole, per comandamento di Giosuè furon messi giù dalle forche, e gittati nella spelonca, nella quale si erano nascosti; e furon poste delle pietre grandi alla bocca della spelonca, le quali vi son restate infino a questo giorno. (I)

Giosué 10:28 Giosuè prese ancora Maccheda in quel dì, e la percosse, mettendola a fil di spada; e distrusse nel modo dell’interdetto il re di essa insieme con gli abitanti, e ogni anima ch’era dentro; egli non ne lasciò alcuno in vita; e fece al re di Maccheda, come avea fatto al re di Gerico. (I)

Giosué 10:29 Poi Giosuè, con tutto Israele, passò di Maccheda in Libna, e la combattè. (I)

Giosué 10:30 E il Signore la diede anch’essa, insieme col suo re, nelle mani d’Israele; ed egli la mise a fil di spada, con tutte le anime ch’erano dentro; egli non ne lasciò alcuno in vita; e fece al re di essa, come avea fatto al re di Gerico. (I)

Giosué 10:31 Poi Giosuè, con tutto Israele, passò di Libna in Lachis, e si accampò davanti, e la combattè. (I)

Giosué 10:32 E il Signore diede Lachis nelle mani d’Israele, ed egli la prese al secondo giorno, e la mise a fil di spada, con tutte le anime ch’erano dentro, interamente come avea fatto a Libna. (I)

Giosué 10:33 Allora Horam, re di Ghezer, salì per soccorrer Lachis; ma Giosuè percosse lui e il suo popolo, fino a non lasciargli alcuno in vita. (I)

Giosué 10:34 Poi Giosuè, con tutto Israele, passò di Lachis in Eglon, e si accampò davanti, e la comabattè. (I)

Giosué 10:35 E la prese in quell’istesso giorno, e la mise a fil di spada; e distrusse in quel dì al modo dell’interdetto tutte le anime ch’erano dentro, interamente come avea fatto a Lachis. (I)

Giosué 10:36 Poi Giosuè, con tutto Israele, salì di Eglon in Hebron, e la combattè. (I)

Giosué 10:37 E la prese e la mise a fil di spada, insieme col suo re, e con tutte le sue città, e con tutte le anime ch’erano dentro; egli non ne lasciò alcuno in vita, interamente come avea fatto ad Eglon; e la distrusse al modo dell’interdetto, con tutte le anime ch’erano dentro. (I)

Giosué 10:38 Poi Giosuè, con tutto Israele, si rivolse verso Debir, e la combattè. (I)

Giosué 10:39 E la prese, insieme col suo re, e con tutte le sue città; e le mise a fil di spada; e distrusse al modo dell’interdetto tutte le anime ch’erano dentro; egli non ne lasciò alcuno in vita; egli fece a Debir, e al suo re, come avea fatto a Hebron, e come avea fatto a Libna, e al suo re. (I)

Giosué 10:40 Giosuè dunque percosse tutto quel paese, la contrada del monte, e del Mezzodì, e della pianura, e delle pendici dei monti, insieme con tutti i re loro; egli non ne lasciò alcuno in vita; anzi distrusse al modo dell’interdetto ogni anima, come il Signore Iddio d’Israele avea comandato. (I)

Giosué 10:41 Così Giosuè li percosse da Cades-barnea fino a Gaza; e tutto il paese di Gosen, fino a Gabaon. (I)

Giosué 10:42 E Giosuè prese tutti quei re, e il lor paese ad una volta; perciocchè il Signore Iddio d’Israele combatteva per Israele. (I)

Giosué 10:43 Poi Giosuè, con tutto Israele, ritornò al campo, in Ghilgal. (I)

Giosué 11:1 OR come Iabin, re di Hasor, ebbe intese queste cose, mandò a Iobab, re di Madon, e al re di Simron, e al re di Acsaf; (I)

Giosué 11:2 e ai re ch’erano dal Settentrione, nel monte, e nella campagna, dal Mezzodì di Chinneret, e nella pianura, e nelle contrade di Dor, dall’Occidente; (I)

Giosué 11:3 al Cananeo, dall’Oriente, e dall’Occidente, e all’Amorreo, e all’Hitteo, e al Ferizzeo, e al Gebuseo, ch’era nel monte, e all’Hivveo, ch’era sotto Hermon, nel paese di Mispa. (I)

Giosué 11:4 Ed essi uscirono fuori, con tutti i loro eserciti, ch’erano una gran gente, come la rena ch’è in su la riva del mare, in moltitudine, e con cavalli e carri, in grandissimo numero. (I)

Giosué 11:5 E tutti questi re, convenutisi insieme, vennero, e si accamparono insieme presso alle acque di Merom, per combattere contro ad Israele. (I)

Giosué 11:6 E il Signore disse a Giosuè: Non temer di loro; perciocchè domani intorno a questo tempo io farò che tutti saranno uccisi nel cospetto d’Israele; taglia i garetti a’ lor cavalli, e abbrucia col fuoco i lor carri. (I)

Giosué 11:7 Giosuè adunque, con tutta la gente di guerra, venne di subito improvviso contro a loro alle acque di Merom, e li assaltò. (I)

Giosué 11:8 E il Signore li diede nelle mani d’Israele; ed essi li percossero, e li perseguitarono fino a Sidon la gran città, e alle Acque calde, e fino alla valle di Mispa, verso Oriente; e li percossero in modo che non ne lasciarono alcuno in vita. (I)

Giosué 11:9 E Giosuè fece loro come il Signore gli avea detto; egli tagliò i garetti a’ lor cavalli, e bruciò i lor carri col fuoco. (I)

Giosué 11:10 In quel tempo ancora Giosuè, ritornandosene, prese Hasor, e percosse il re di essa con la spada; perciocchè Hasor era stata per addietro il capo di tutti que’ regni. (I)

Giosué 11:11 Mise eziandio ogni anima ch’era dentro a fil di spada, distruggendole al modo dell’interdetto; non vi restò alcun’anima; e Giosuè bruciò Hasor col fuoco. (I)

Giosué 11:12 Giosuè prese parimente tutte le città di quei re, e tutti i re di esse; e li mise a fil di spada, e li distrusse al modo dell’interdetto; come Mosè, servitor del Signore, avea comandato. (I)

Giosué 11:13 Solo Israele non bruciò alcuna delle città ch’erano rimaste in piè, fuor che Hasor sola, la quale Giosuè bruciò. (I)

Giosué 11:14 E i figliuoli d’Israele predarono per loro tutte le spoglie di quelle città, e il bestiame; ma misero a fil di spada tutti gli uomini, finchè li ebbero sterminati; non lasciarono alcun’anima in vita. (I)

Giosué 11:15 Come il Signore avea comandato a Mosè, suo servitore, così comandò Mosè a Giosuè, e così fece Giosuè; egli non tralasciò cosa alcuna di tutto ciò che il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Giosué 11:16 Giosuè adunque prese tutto quel paese, il monte, e tutta la contrada meridionale, e tutto il paese di Gosen, e la pianura, e la campagna, e il monte d’Israele, e la sua pianura; dal monte Halac, (I)

Giosué 11:17 che sale verso Seir, infino a Baal-gad, nella valle del Libano, sotto il monte di Hermon; prese ancora tutti i re di quel paese, e li percosse e li fece morire. (I)

Giosué 11:18 Giosuè fece guerra con tutti quei re per un lungo tempo. (I)

Giosué 11:19 Ei non vi fu città alcuna che facesse pace co’ figliuoli d’Israele, fuor che gli Hivvei, abitanti di Gabaon: essi presero tutte l’altre per forza d’arme. (I)

Giosué 11:20 Perciocchè dal Signore procedeva che coloro induravano il cuor loro, per venire a battaglia con Israele; acciocchè egli li distruggesse al modo dell’interdetto, e non vi fosse grazia alcuna per loro, anzi fossero sterminati; come il Signore avea comandato a Mosè. (I)

Giosué 11:21 Giosuè ancora, in quel tempo, venne, e distrusse gli Anachiti del monte di Hebron, di Debir, di Anab, e di tutto il monte di Giuda, e di tutto il monte d’Israele. Giosuè li distrusse al modo dell’interdetto, insieme con le lor città. (I)

Giosué 11:22 Non restarono alcuni Anachiti nel paese de’ figliuoli d’Israele; sol ne restarono in Gaza, in Gat, e in Asdod. (I)

Giosué 11:23 Giosuè adunque prese tutto il paese, interamente come il Signore avea detto a Mosè, e lo diede in eredità a Israele, secondo i loro spartimenti, a tribù a tribù. E il paese ebbe riposo della guerra. (I)

Giosué 12:1 OR questi sono i re del paese, i quali i figliuoli d’Israele percossero, e il cui paese possedettero di là dal Giordano, dal sol levante, dal torrente di Arnon fino al monte di Hermon, e tutta la campagna verso Oriente. (I)

Giosué 12:2 Cioè: Sihon, re degli Amorrei, che abitava in Hesbon, il qual signoreggiava da Aroer, che è in su la riva del torrente di Arnon, e nella città che è in mezzo del torrente, e nella metà di Galaad, fino al torrente di Iabboc, che è il confine de’ figliuoli di Ammon; (I)

Giosué 12:3 e nella campagna, fino al mare di Chinneret, verso Oriente; e infino al mar della campagna, che è il mar salso, altresì verso Oriente, traendo verso Bet-iesimot; e dal lato meridionale, fin sotto le pendici di Pisga; (I)

Giosué 12:4 E il paese d’Og, re di Basan, che era del rimanente de’ Rafei, il quale abitava in Astarot, e in Edrei, (I)

Giosué 12:5 e signoreggiava nel monte di Hermon, e in Salca, e in tutto Basan, fino a’ confini de’ Ghesuriti, e de’ Maacatiti, e nella metà di Galaad, che era il confine di Sihon, re di Hesbon. (I)

Giosué 12:6 Mosè, servitor del Signore, e i figliuoli d’Israele, percossero questi re; e Mosè, servitor del Signore, diede il paese loro a possedere a’ Rubeniti, ed a’ Gaditi, e alla metà della tribù di Manasse. (I)

Giosué 12:7 E questi sono i re del paese, i quali Giosuè, e i figliuoli d’Israele percossero di qua dal Giordano, verso Occidente, da Baal-gad, nella valle del Libano, infino al monte Halac, che sale verso Seir; il qual paese Giosuè diede a possedere alle tribù d’Israele, secondo i loro spartimenti; (I)

Giosué 12:8 cioè, il paese del monte, e della pianura, e della campagna, e delle pendici de’ monti, e del deserto, e della parte meridionale; il paese degli Hittei, degli Amorrei, de’ Cananei, de’ Ferizzei, degli Hivvei, e de’ Gebusei. (I)

Giosué 12:9 Un re di Gerico; un re d’Ai, la quale è allato di Betel; (I)

Giosué 12:10 un re di Gerusalemme; un re di Hebron; (I)

Giosué 12:11 un re di Iarmut; un re di Lachis; (I)

Giosué 12:12 un re d’Eglon; un re di Ghezer; (I)

Giosué 12:13 un re di Debir; un re di Gheder; (I)

Giosué 12:14 un re di Horma; un re di Arad; (I)

Giosué 12:15 un re di Libna; un re di Adullam; (I)

Giosué 12:16 un re di Maccheda; un re di Betel; (I)

Giosué 12:17 un re di Tappua; un re di Hefer; (I)

Giosué 12:18 un re di Afec; un re di Lassaron; (I)

Giosué 12:19 un re di Madon; un re di Hasor; (I)

Giosué 12:20 un re di Simron-meron; un re di Acsaf; (I)

Giosué 12:21 un re di Taanac; un re di Meghiddo; (I)

Giosué 12:22 un re di Chedes; un re di Iocneam, presso di Carmel; (I)

Giosué 12:23 un re di Dor, nella contrada di Dor; un re di Goim, presso di Ghilgal; (I)

Giosué 12:24 un re di Tirsa. In tutto trentun re. (I)

Giosué 13:1 ORA, quando Giosuè fu diventato vecchio ed attempato, il Signore disse: Tu sei diventato vecchio ed attempato, e vi resta ancora molto gran paese a conquistare. (I)

Giosué 13:2 Quest’è il paese che resta: tutte le contrade de’ Filistei, e tutto il paese de’ Ghesuriti; (I)

Giosué 13:3 da Sihor, che è a fronte all’Egitto, fino a’ confini di Ecron, verso Settentrione, il paese è riputato de’ Cananei; cioè: i cinque principati de’ Filistei, quel di Gaza, quel di Asdod, quel di Ascalon, quel di Gat, e quel di Ecron, e gli Avvei; (I)

Giosué 13:4 dal Mezzodì, tutto il paese de’ Cananei, e Meara, che è de’ Sidonii, fino ad Afec, fino a’ confini degli Amorrei; (I)

Giosué 13:5 e il paese de’ Ghiblei, e tutto il Libano, dal Sol levante, da Baal-gad, che è sotto il monte di Hermon, fino all’entrata di Hamat; (I)

Giosué 13:6 tutti gli abitanti del monte, dal Libano fino alle Acque calde; e tutti i Sidonii. Io li caccerò dal cospetto dei figliuoli d’Israele; spartisci pur questo paese a sorte ad Israele per eredità, come io t’ho comandato. (I)

Giosué 13:7 Ora dunque spartisci questo paese a nove tribù, e alla metà della tribù di Manasse, in eredità. (I)

Giosué 13:8 I Rubeniti, e i Gaditi, con l’altra metà della tribù di Manasse, hanno ricevuta la loro eredità, la quale Mosè ha data loro, di là dal Giordano, verso Oriente; secondo che Mosè, servitor del Signore, l’ha data loro; (I)

Giosué 13:9 da Aroer, che è in sulla riva del torrente di Arnon, e la città che è in mezzo del torrente, e tutta la pianura di Medeba, fino a Dibon; (I)

Giosué 13:10 e tutte le città di Sihon, re degli Amorrei, il qual regnò in Hesbon, fino a’ confini dei figliuoli di Ammon; (I)

Giosué 13:11 e Galaad, e le contrade de’ Ghesuriti, e de’ Maacatiti, e tutto il monte di Hermon, e tutto Basan, fino a Salca; (I)

Giosué 13:12 tutto il regno d’Og in Basan, il qual regnò in Astarot, e in Edrei, ed era restato del rimanente dei Rafei; Mosè percosse questi re, e li scacciò. (I)

Giosué 13:13 Or i figliuoli d’Israele non cacciarono i Ghesuriti, nè i Maacatiti; anzi i Ghesuriti ed i Maacatiti son dimorati per mezzo Israele fino al dì d’oggi. (I)

Giosué 13:14 Solo alla tribù di Levi Mosè non diede alcuna eredità; i sacrificii da ardere del Signore Iddio d’Israele son la sua eredità, come egli ne ha parlato. (I)

Giosué 13:15 Mosè adunque diede eredità alla tribù de’ figliuoli di Ruben, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 13:16 E i lor confini furono da Aroer, che è in su la riva del torrente di Arnon, e la città che è in mezzo del torrente, e tutta la pianura fino a Medeba; (I)

Giosué 13:17 Hesbon, e tutte le sue città che son nella pianura; Dibon, e Bamot-baal, e Bet-baal-meon; (I)

Giosué 13:18 e Iasa, e Chedemot, e Mefaat; (I)

Giosué 13:19 e Chiriataim, e Sibma, e Seret-sahar, nel monte della valle; (I)

Giosué 13:20 e Bet-peor, e Asdot-pisga, e Bet-iesimot; (I)

Giosué 13:21 e tutte le città della pianura, e tutto il regno di Sihon, re degli Amorrei, che avea regnato in Hesbon, il qual Mosè percosse, insieme co’ principi di Madian, Evi, e Rechem, e Sur, e Hur, e Reba, ch’erano principi vassalli di Sihon, e abitavano nel paese. (I)

Giosué 13:22 I figliuoli d’Israele uccisero ancora con la spada Balaam, figliuolo di Beor, indovino, insieme con gli altri uccisi d’infra i Madianiti. (I)

Giosué 13:23 E i confini de’ figliuoli di Ruben furono il Giordano e i confini. Questa fu l’eredità de’ figliuoli di Ruben, secondo le lor nazioni, cioè: quelle città e le lor villate. (I)

Giosué 13:24 Mosè diede ancora eredità alla tribù di Gad, a’ figliuoli di Gad, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 13:25 E la lor contrada fu Iaser, e tutte le città di Galaad, e la metà del paese de’ figliuoli di Ammon, fino ad Aroer, che è a fronte a Rabba; (I)

Giosué 13:26 e da Hesbon fino a Ramatmispe, e Betonim; e da Mahanaim fino a’ confini di Debir; (I)

Giosué 13:27 e nella valle, Bet-haram, e Bet-nimra, e Succot, e Safon, il rimanente del regno di Sihon, re di Hesbon; lungo il Giordano e i confini, infino all’estremità del mare di Chinneret, di là dal Giordano, verso Oriente. (I)

Giosué 13:28 Questa fu l’eredità dei figliuoli di Gad, secondo le lor nazioni, cioè: quelle città e le lor villate. (I)

Giosué 13:29 Mosè diede ancora eredità alla metà della tribù di Manasse: quella fu per la metà della tribù de’ figliuoli di Manasse, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 13:30 La lor contrada fu da Mahanaim, tutto Basan, tutto il regno d’Og, re di Basan, e tutte le villate di Iair, che sono in Basan, che sono sessanta terre; (I)

Giosué 13:31 e la metà di Galaad, e Astarot, ed Edrei, città del regno d’Og, in Basan. Tutto ciò fu dato a’ figliuoli di Machir, figliuolo di Manasse, cioè: alla metà de’ figliuoli di Machir, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 13:32 Queste son le contrade che Mosè diede per eredità, nelle campagne di Moab, di là dal Giordano di Gerico, verso Oriente. (I)

Giosué 13:33 Ma egli non diede alcuna eredità ai figliuoli di Levi; il Signore Iddio d’Israele è la loro eredità, come egli ne ha lor parlato. (I)

Giosué 14:1 OR queste son le terre che i figliuoli d’Israele ebbero per eredità nel paese di Canaan, le quali il Sacerdote Eleazaro, e Giosuè, figliuolo di Nun, e i Capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’Israele, diedero loro a possedere. (I)

Giosué 14:2 La loro eredità scadde loro a sorte, come il Signore avea comandato per Mosè, cioè: a nove tribù, e ad una mezza tribù. (I)

Giosué 14:3 Perciocchè Mosè avea data a due tribù, e ad una mezza tribù, eredità di là dal Giordano; e non avea data alcuna eredità a Levi per mezzo essi. (I)

Giosué 14:4 Ma i figliuoli di Giuseppe facevano due tribù, Manasse ed Efraim; e non fu data a’ Leviti alcuna parte nel paese, se non delle città per abitare, insieme co’ lor contorni, per i lor bestiami, e per gli altri lor beni. (I)

Giosué 14:5 Come il Signore avea comandato a Mosè, così fecero i figliuoli d’Israele, e spartirono il paese. (I)

Giosué 14:6 Ora, i figliuoli di Giuda vennero a Giosuè in Ghilgal; e Caleb, figliuolo di Gefunne, Chenizzeo, gli disse: Tu sai ciò che il Signore disse a Mosè, uomo di Dio, intorno a me, e intorno a te, in Cades-barnea. (I)

Giosué 14:7 Io era d’età di quarant’anni, quando Mosè, servitor del Signore, mi mandò da Cades-barnea, per ispiare il paese; ed io gli rapportai la cosa, come io l’avea nell’animo. (I)

Giosué 14:8 Ora i miei fratelli, ch’erano andati meco, facevano venir meno il cuore al popolo; ma io seguitai appieno il Signore Iddio mio. (I)

Giosué 14:9 Laonde Mosè in quel giorno giurò, dicendo: Se la terra, sopra la quale il tuo piede è camminato, non è tua, e dei tuoi figliuoli, per eredità in perpetuo; perciocchè tu hai appieno seguitato il Signore Iddio mio. (I)

Giosué 14:10 E ora, ecco, il Signore mi ha conservato in vita, come egli ne avea parlato. Già son quarantacinque anni, da che il Signore disse quello a Mosè, quando Israele andò nel deserto; e ora, ecco, io sono oggi d’età d’ottantacinque anni. (I)

Giosué 14:11 Io sono infino ad oggi ancora forte, come io era al giorno che Mosè mi mandò; le mie forze, per la guerra, e per andare e per venire, sono oggi le medesime ch’erano allora. (I)

Giosué 14:12 Ora dunque dammi questo monte, del quale il Signore parlò in quel giorno; perciocchè tu udisti in quel giorno che gli Anachiti sono là, e che vi sono delle città grandi e forti; forse il Signore sarà meco, e io li scaccerò, come il Signore ne ha parlato. (I)

Giosué 14:13 E Giosuè benedisse Caleb, figliuolo di Gefunne, e gli diede Hebron per eredità. (I)

Giosué 14:14 Perciò Caleb, figliuolo di Gefunne, Chenizzeo, ha avuto Hebron per eredità, fino al dì d’oggi; perchè egli avea appieno seguitato il Signore Iddio d’Israele. (I)

Giosué 14:15 Ora il nome di Hebron era stato per addietro Chiriat-Arba; il quale Arba era stato un grand’uomo fra gli Anachiti. E il paese ebbe riposo della guerra. (I)

Giosué 15:1 OR questa fu la sorte della tribù de’ figliuoli di Giuda, per le lor nazioni: L’estremità del lor paese verso il Mezzodì fu il deserto di Sin, a’ confini di Edom, verso il Mezzodì. (I)

Giosué 15:2 Così ebbero per confine dal Mezzodì, l’estremità del mar salso, dalla punta che riguarda verso il Mezzodì. (I)

Giosué 15:3 E questo confine procedeva verso il Mezzodì, alla salita di Acrabbim, e passava fino a Sin; e dal Mezzodì saliva a Cades-barnea, e passava in Hesron; e di là saliva in Adar, e poi si volgeva verso Carcaa; (I)

Giosué 15:4 poi passava verso Asmon, e si stendeva fino al Torrente di Egitto, e questo confine faceva capo al mare. Questo sarà, disse Giosuè, il vostro confine meridionale. (I)

Giosué 15:5 E il confine orientale fu il mar salso, fino all’estremità del Giordano. E il confine dal lato settentrionale fu dalla punta di quel mare, la quale è all’estremità del Giordano. (I)

Giosué 15:6 E questo confine saliva in Bet-hogla, e passava dal lato settentrionale di Bet-araba, e di là saliva al Sasso di Bohan Rubenita; (I)

Giosué 15:7 poi saliva in Debir, dalla valle di Acor; e dal Settentrione riguardava verso Ghilgal, che è dirimpetto alla salita di Adummim, che è dal lato meridionale del torrente; poi questo confine passava alle acque di En-semes, e faceva capo ad En-roghel. (I)

Giosué 15:8 Poi questo confine saliva alla valle de’ figliuoli di Hinnom, allato alla città de’ Gebusei, dal Mezzodì, la quale è Gerusalemme; e di là saliva alla sommità del monte, che è dirimpetto alla valle di Hinnom, verso l’Occidente, il quale è all’estremità della valle de’ Rafei, verso il Settentrione. (I)

Giosué 15:9 Poi questo confine girava dalla sommità di quel monte, verso la fonte delle acque di Neftoa, e procedeva verso le città del monte di Efron; poi girava verso Baala, che è Chiriat-iearim. (I)

Giosué 15:10 Poi questo confine si volgeva da Baala verso Occidente, al monte di Seir, e passava fino allato al monte di Iearim dal Settentrione, nel luogo detto Chesalon; poi scendeva in Bet-semes, e passava in Timna. (I)

Giosué 15:11 Poi questo confine procedeva al canto di Ecron, verso il Settentrione, e girava verso Siccheron, e passava al monte Baala, e si stendeva fino a Iabneel, e faceva capo al mare. (I)

Giosué 15:12 E il confine dall’Occidente era il mar grande, e i confini. Questi furono i confini de’ figliuoli di Giuda d’ogni intorno, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 15:13 Or Giosuè avea data a Caleb, figliuolo di Gefunne, una porzione nel mezzo dei figliuoli di Giuda, secondo il comandamento fattogli dal Signore, cioè: Chiriat-Arba, il quale Arba fu padre di Anac; essa è Hebron. (I)

Giosué 15:14 E Caleb scacciò di là i tre figliuoli di Anac, Sesai, ed Ahiman, e Talmai, nati di Anac. (I)

Giosué 15:15 E di là egli salì agli abitanti di Debir, il cui nome per addietro era stato Chiriat-sefer. (I)

Giosué 15:16 E Caleb disse: Chi percoterà Chiriat-sefer, e la prenderà, io gli darò Asca, mia figliuola, per moglie. (I)

Giosué 15:17 E Otniel, figliuolo di Chenaz, fratello di Caleb, la prese; e Caleb gli diede Acsa, sua figliuola, per moglie. (I)

Giosué 15:18 E quando ella venne a marito, indusse Otniel a domandare un campo a suo padre; poi ella si gittò giù d’in su l’asino; e Caleb le disse: Che hai? (I)

Giosué 15:19 Ed ella disse: Fammi un dono; conciossiachè tu m’abbi data una terra asciutta, dammi anche delle fonti d’acque. Ed egli le donò delle fonti ch’erano disopra, e delle fonti ch’erano disotto. (I)

Giosué 15:20 Quest’è l’eredità della tribù de’ figliuoli di Giuda, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 15:21 Nell’estremità della contrada della tribù de’ figliuoli di Giuda, a’ confini di Edom, verso il Mezzodì, v’erano queste città: Cabseel, ed Eder, e Iagur; (I)

Giosué 15:22 e China, e Dimona, e Adada; (I)

Giosué 15:23 e Chedes, e Hasor, e Itnan; (I)

Giosué 15:24 e Zif, e Telem, e Bealot; (I)

Giosué 15:25 e Hasor-hadatta e Cheriot Hesron è Hasor; (I)

Giosué 15:26 e Amam e Sema, e Molada; (I)

Giosué 15:27 e Hasar-gadda, e Hesmon, e Betpelet; (I)

Giosué 15:28 e Hasar-sual, e Beerseba, e Biziotia; e Baala, e Iim, ed Esem; (I)

Giosué 15:29 ed Eltolad, e Chesil, e Horma; (I)

Giosué 15:30 e Siclag, e Madmanna, (I)

Giosué 15:31 e Sansanna; (I)

Giosué 15:32 e Labaot, e Silhim, e Ain, e Rimmon; in tutto ventinove città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:33 Nella pianura v’erano queste città: Estaol, e Sorea, e Asna; (I)

Giosué 15:34 e Zanoa, ed En-gannim, e Tappua, ed Enam; (I)

Giosué 15:35 e Iarmut, e Adullam, e Soco, e Azeca; (I)

Giosué 15:36 e Saaraim, e Aditaim, e Ghedera, e Ghederotaim; quattordici città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:37 Poi Senan, e Hadasa, e Migdal-Gad; (I)

Giosué 15:38 e Dilan, e Mispe, e Iocteel; (I)

Giosué 15:39 e Lachis, e Boscat, ed Eglon; (I)

Giosué 15:40 e Cabbon, e Lamas, e Chitlis; (I)

Giosué 15:41 e Ghederot, e Bet-Dagon, e Naama, e Maccheda; sedici città con le lor villate. (I)

Giosué 15:42 Poi Libna, ed Eter, e Asan; (I)

Giosué 15:43 e Ifta, e Asna, e Nesib; (I)

Giosué 15:44 e Cheila, e Aczib, e Maresa; nove città, con le lor villate; (I)

Giosué 15:45 poi Ecron, e le terre del suo territorio, e le sue villate; (I)

Giosué 15:46 da Ecron, e verso il mare, tutte le città che sono presso di Asdod, con le lor villate. (I)

Giosué 15:47 Poi Asdod, e le terre del suo territorio, e le sue villate; Gaza, e le terre del suo territorio, e le sue villate, infino al Torrente di Egitto, e al mar grande, e i confini. (I)

Giosué 15:48 E nel monte v’erano queste città: Samir, e Iattir, e Soco; (I)

Giosué 15:49 e Danna, e Chiriat-sanna, che è Debir; (I)

Giosué 15:50 e Anab, ed Estemo, e Anim; (I)

Giosué 15:51 e Gosen, e Holon, e Ghilo; undici città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:52 Poi Arab, e Duma, ed Esan; (I)

Giosué 15:53 e Ianum, e Bet-tappua, e Afeca; (I)

Giosué 15:54 e Humta, e Chiriat-Arba, che è Hebron, e Sior; nove città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:55 Poi Maon, e Carmel, e Zif, e Iuta; (I)

Giosué 15:56 e Izreel, e Iocdeam, e Zanoa; (I)

Giosué 15:57 e Cain, e Ghibea, e Timna; dieci città, con le lor villate; (I)

Giosué 15:58 poi Halhul, e Bet-sur, e Ghedor; (I)

Giosué 15:59 e Maarat, e Bet-anot, ed Eltecon; sei città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:60 Poi Chiriat-baal, che è Chiriat-iearim, e Rabba; due città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:61 Nel deserto v’erano queste città: Bet-araba, e Middin, e Secaca; (I)

Giosué 15:62 e Nibsan, e la Città del sale, ed Enghedi; sei città, con le lor villate. (I)

Giosué 15:63 Or i figliuoli di Giuda non poterono scacciare i Gebusei che abitavano in Gerusalemme; perciò i Gebusei son dimorati in Gerusalemme co’ figliuoli di Giuda, infino a questo giorno. (I)

Giosué 16:1 POI fu tratta la sorte per li figliuoli di Giuseppe, e la lor parte scadde loro dal Giordano di Gerico, presso delle acque di Gerico, verso il Levante, traendo verso il deserto che sale da Gerico per li monti di Betel. (I)

Giosué 16:2 E questo confine si stendeva da Betel verso Luz; poi passava lungo i confini degli Archei, fino ad Atarot; (I)

Giosué 16:3 poi scendeva verso Occidente, a’ confini de’ Giafletei, fino a’ confini di Bet-horon disotto, e fino a Ghezer; e faceva capo al mare. (I)

Giosué 16:4 Così i figliuoli di Giuseppe, Manasse, ed Efraim, ebbero la loro eredità. (I)

Giosué 16:5 Or il confine de’ figliuoli di Efraim, distinti per le lor nazioni; il confine, dico, della loro eredità, dall’Oriente, fu Atrot-addar, fino a Bet-horon disopra. (I)

Giosué 16:6 E questo confine si stendeva dal Settentrione verso l’Occidente, fino a Micmetat; e dall’Oriente si volgeva verso Taanat-Silo, e da quel luogo passava dall’Oriente fino a Ianoa. (I)

Giosué 16:7 Poi scendeva da Ianoa in Atarot, e Naarat, e s’incontrava in Gerico, e faceva capo al Giordano. (I)

Giosué 16:8 Questo confine andava da Tappua verso Occidente, fino alla valle delle canne, e faceva capo al mare. Questa fu l’eredità della tribù de’ figliuoli di Efraim, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 16:9 Oltre alle città che furon messe da parte per li figliuoli di Efraim per mezzo l’eredità de’ figliuoli di Manasse; tutte queste città, dico, con le lor villate. (I)

Giosué 16:10 Or essi non iscacciarono i Cananei che abitavano in Ghezer: laonde que’ Cananei son dimorati per mezzo Efraim infino a questo giorno, e sono stati fatti tributari. (I)

Giosué 17:1 E LA sorte che scadde alla tribù di Manasse quantunque egli fosse il primogenito di Giuseppe, fu questa: Alla nazione di Machir, primogenito di Manasse, padre di Galaad, perchè erano uomini di guerra, scadde Galaad, e Basan. (I)

Giosué 17:2 Poi scadde la sorte agli altri figliuoli di Manasse, secondo le lor nazioni, cioè: a’ figliuoli di Abiezer, e a’ figliuoli di Helec, e a’ figliuoli di Asriel, e a’ figliuoli di Sechem, e a’ figliuoli di Hefer, e a’ figliuoli di Semida. Questi furono i figliuoli maschi di Manasse, figliuoli di Giuseppe, distinti per le lor nazioni. (I)

Giosué 17:3 Or Selofad, figliuolo di Hefer, figliuolo di Galaad, figliuolo di Machir, figliuolo di Manasse, non ebbe figliuoli, ma sol figliuole; delle quali i nomi sono Mahala, Noa, Hogla, Milca e Tirsa. (I)

Giosué 17:4 Ed esse si presentarono davanti al Sacerdote Eleazaro, e davanti a Giosuè, figliuolo di Nun, e davanti a’ principali, dicendo: Il Signore comandò a Mosè di darci eredità per mezzo i nostri fratelli. Giosuè adunque diede loro eredità per mezzo i fratelli di lor padre, secondo il comandamento del Signore. (I)

Giosué 17:5 Scaddero adunque dieci parti a Manasse, oltre al paese di Galaad e di Basan, ch’è di là dal Giordano; (I)

Giosué 17:6 perciocchè quelle figliuole di Manasse ebbero eredità per mezzo i figliuoli di esso; e il paese di Galaad fu per lo rimanente de’ figliuoli di Manasse. (I)

Giosué 17:7 E il confine di Manasse, dal lato di Aser, fu Micmetat, che è dirimpetto a Sichem; poi questo confine andava a man destra verso gli abitanti di Entappua. (I)

Giosué 17:8 Il paese di Tappua fu di Manasse; ma Tappua, che è a’ confini di Manasse, fu de’ figliuoli di Efraim. (I)

Giosué 17:9 Poi quel confine scendeva alla Valle delle canne; le città dal lato meridionale di detta valle furono di Efraim, per mezzo le città di Manasse; ma il confine di Manasse fu dal Settentrione di essa valle, e faceva capo al mare. (I)

Giosué 17:10 Quello ch’era verso il Mezzodì fu di Efraim, e quello ch’era verso il Settentrione fu di Manasse; e il mare era il lor confine; e dal Settentrione confinavano con Ascer, e dall’Oriente con Issacar. (I)

Giosué 17:11 E Manasse ebbe in quel d’Issacar, e in quel di Aser, Bet-sean, e le terre del suo territorio; e Ibleam, e le terre del suo territorio; e gli abitanti di Dor, e le terre del suo territorio; e gli abitanti di Endor, e le terre del suo territorio; e gli abitanti di Taanac, e le terre del suo territorio; e gli abitanti di Meghiddo, e le terre del suo territorio; che sono tre contrade. (I)

Giosué 17:12 Or i figliuoli di Manasse non poterono scacciar gli abitanti di quelle città; anzi i Cananei si misero in cuore di abitare in quel paese. (I)

Giosué 17:13 Ma, dopo che i figliuoli d’Israele si furono rinforzati, fecero tributari i Cananei; ma pur non li scacciarono. (I)

Giosué 17:14 Or i figliuoli di Giuseppe parlarono a Giosuè, dicendo: Perchè mi hai tu data per eredità una sola sorte, ed una sola parte, poichè io sono un gran popolo, secondo che il Signore mi ha benedetto infino ad ora? (I)

Giosué 17:15 E Giosuè disse loro: Se tu sei un gran popolo, sali al bosco, e sboscati delle terre nel paese de’ Ferizzei, e dei Rafei, poichè il monte di Efraim è troppo stretto per te. (I)

Giosué 17:16 E i figliuoli di Giuseppe dissero: Quel monte non ci basta; e in tutte le città de’ Cananei, che stanno nel paese della pianura, vi sono de’ carri di ferro; quelli che stanno in Bet-sean, e nelle terre del suo territorio, e quelli che stanno nelle valle d’Izreel ne hanno anch’essi. (I)

Giosué 17:17 Ma Giosuè parlò alla casa di Giuseppe, ad Efraim, ed a Manasse, dicendo: Tu sei un gran popolo, ed hai gran forze; tu non avrai una sola porzione. (I)

Giosué 17:18 Perciocchè il monte sarà tuo, e se quello è un bosco, sboscalo, e sarà tuo, quanto egli si stenderà; perciocchè tu ne scaccerai i Cananei, benchè abbiano dei carri di ferro, e sieno potenti. (I)

Giosué 18:1 POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele si adunò in Silo, e quivi posarono il Tabernacolo della convenenza. Or bene aveano soggiogato il paese; (I)

Giosué 18:2 ma restavano ancora fra i figliuoli d’Israele sette tribù, alle quali non era stata assegnata la parte della loro eredità. (I)

Giosué 18:3 Laonde Giosuè disse a’ figliuoli d’Israele: Infino a quando starete voi a bada, senza entrare a possedere il paese, il quale il Signore Iddio de’ padri vostri vi ha dato? (I)

Giosué 18:4 Ordinatevi tre uomini per tribù, ed io li manderò, acciocchè si levino, e vadano attorno per lo paese, e lo descrivano, secondo l’eredità che hanno da avere; e poi ritorneranno a me. (I)

Giosué 18:5 E partiranno il paese in sette parti: Giuda rimarrà ne’ suoi confini dal Mezzodì, e la casa di Giuseppe rimarrà ne’ suoi confini dal Settentrione. (I)

Giosué 18:6 Voi dunque fate una descrizione del paese, spartendolo in sette parti, e portatemela qua, e io vi trarrò qui le sorti, nel cospetto del Signore Iddio nostro. (I)

Giosué 18:7 Perciocchè i Leviti non hanno da aver parte alcuna per mezzo voi, conciossiachè il sacerdozio del Signore sia la loro eredità; e Gad, e Ruben, e la metà della tribù di Manasse, hanno già ricevuta la loro eredità di là dal Giordano, verso Oriente, la quale Mosè, servitor del Signore, ha data loro. (I)

Giosué 18:8 Quegli uomini adunque si levarono, e andarono; e Giosuè comandò a quelli che andavano a descrivere il paese, dicendo: Andate, e camminate attorno per lo paese, e fatene la descrizione; e poi ritornate a me, e io vi trarrò qui le sorti davanti al Signore, in Silo. (I)

Giosué 18:9 E quegli uomini andarono, e traversarono il paese, e lo descrissero a città a città in un libro, facendone sette parti; poi ritornarono a Giosuè nel campo in Silo. (I)

Giosué 18:10 E Giosuè trasse loro le sorti, in Silo, davanti al Signore, e quivi spartì il paese a’ figliuoli d’Israele, assegnando a ciascuna tribù la sua parte. (I)

Giosué 18:11 E LA sorte della tribù de’ figliuoli di Beniamino, secondo le lor nazioni, fu tratta fuori; e i confini della lor sorte scaddero fra i figliuoli di Giuda e i figliuoli di Giuseppe. (I)

Giosué 18:12 E dal lato settentrionale, il lor confine fu dal Giordano; e quel confine saliva allato a Gerico, dal Settentrione; poi saliva per lo monte, verso l’Occidente, e faceva capo a Bet-aven, verso il deserto. (I)

Giosué 18:13 E di là passava verso Luz, allato a Luz che è Betel, verso il Mezzodì; poi scendeva in Atrot-addar, presso al monte, che è dal lato meridionale di Bet-horon disotto. (I)

Giosué 18:14 Poi questo confine girava, e si rivolgeva al canto occidentale, verso il Mezzodì, dal monte che è dirimpetto a Bet-horon, dal Mezzodì, e faceva capo a Chiriat-Baal, che è Chiriat-iearim, città de’ figliuoli di Giuda. Questo era il canto occidentale. (I)

Giosué 18:15 E il lato meridionale era dall’estremità di Chiriat-iearim; e questo confine si stendeva verso l’Occidente, fino alla fonte delle acque di Neftoa. (I)

Giosué 18:16 Poi scendeva all’estremità del monte che è a fronte alla valle de’ figliuoli di Hinnom, che è nella valle de’ Rafei verso il Settentrione; poi scendeva per la valle di Hinnom fino allato alla città de’ Gebusei verso il Mezzodì, e di là scendeva in En-roghel. (I)

Giosué 18:17 E dal Settentrione girava, e si stendeva fino ad En-semes; e di là a Ghelilot, che è a fronte alla salita di Adummim; poi scendeva al Sasso di Bohan Rubenita. (I)

Giosué 18:18 Poi passava al lato che è dirimpetto alla campagna verso il Settentrione, e scendeva alla campagna. (I)

Giosué 18:19 Poi questo confine passava allato a Bet-hogla, verso il Settentrione, e faceva capo alla punta del mar salso, la quale è verso il Settentrione, all’estremità del Giordano, verso il Mezzodì. Questo fu il confine meridionale. (I)

Giosué 18:20 E il Giordano faceva confine a Beniamino dal lato orientale. Questa fu l’eredità de’ figliuoli di Beniamino, per li suoi confini d’ogn’intorno, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 18:21 E queste città furono date alla tribù de’ figliuoli di Beniamino, secondo le lor nazioni: Gerico, e Bet-Hogla, e la valle di Chesis; (I)

Giosué 18:22 e Bet-araba, e Semaraim, e Betel; (I)

Giosué 18:23 e Avvim, e Para, ed Ofra; (I)

Giosué 18:24 e Chefar-ammonai, ed Ofni, e Gheba; dodici città, con le lor villate; (I)

Giosué 18:25 poi Ghibon, e Rama, e Beerot; (I)

Giosué 18:26 e Mispe, e Chefira, e Mosa; (I)

Giosué 18:27 e Rechem, e Irpeel, e Tareala; (I)

Giosué 18:28 e Sela, ed Elef, e la città dei Gebusei, che è Gerusalemme, e Ghibeat, e Chiriat; quattordici città, con le lor villate. Questa fu l’eredità de’ figliuoli di Beniamino, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 19:1 POI la seconda sorte fu tratta per Simeone, per la tribù de’ figliuoli di Simeone, secondo le lor nazioni; e la loro eredità fu per mezzo l’eredità dei figliuoli di Giuda. (I)

Giosué 19:2 Ed ebbero nella loro eredità Beer-seba, e Seba e Molada; e Hasar-sual, (I)

Giosué 19:3 e Bala, ed Esem; ed Eltolad, e Betul, (I)

Giosué 19:4 e Horma; e Siclag, (I)

Giosué 19:5 e Bet-marcabot, e Hasar-susa; (I)

Giosué 19:6 e Bet-lebaot, e Saruhem; tredici città, con le lor villate; (I)

Giosué 19:7 poi Ain, e Rimmon, ed Eter, e Asan; quattro città, con le lor villate; (I)

Giosué 19:8 e tutte le villate ch’erano d’intorno a queste città, fino a Baalat-beer, che è Rama meridionale. Questa fu l’eredità della tribù de’ figliuoli di Simeone, secondo le lor nazioni. (I)

Giosué 19:9 L’eredità de’ figliuoli di Simeone fu tolta della parte de’ figliuoli di Giuda; perciocchè la parte de’ figliuoli di Giuda era troppo grande per loro; perciò i figliuoli di Simeone ebbero la loro eredità per mezzo l’eredità di essi. (I)

Giosué 19:10 POI la terza sorte fu tratta per li figliuoli di Zabulon, secondo le lor nazioni; e il confine della loro eredità fu infino a Sarid. (I)

Giosué 19:11 E il lor confine saliva verso il mare, fino a Mareala; e si scontrava in Dabbeset,